Leggi i risultati definitivi delle elezioni comunali in Marocco: oltre 7 milioni i votanti totali
Passeggiare per Tangeri a due settimane dalle elezioni ha per certi versi il sapore di un tuffo nel passato. Qualche chiacchierata con gli studenti dell’Università conferma i sospetti: qui il Web è da molti punti di vista il futuro, almeno per quanto riguarda la comunicazione politica. Ancor più che da noi – il che è tutto dire. Ma una campagna elettorale è sempre e comunque comunicazione: e così è per le elezioni amministrative che si sono appena svolte in Marocco.
Oltre 29 i partiti candidati, poco più di 7 milioni di votanti con un tasso di partecipazione del 52,4%. Gli eletti sono più di 27000, tra i quali più di 3000 donne, che hanno visto per la prima volta, per legge, una quota loro riservata di posti del 12%.
E anche se qualcuno giura che sono state riservate a posti meno importanti o mere esecutrici di decisioni che saranno prese altrove, vedere candidate vestite all’occidentale accanto ad altre con il velo integrale una qualche impressione la fa.
D’altronde, il PAM (Parti Authenticité et Modernité), partito nato poco più di un anno fa dalla fusione di cinque partiti grazie a un ex Ministro, Fouad Ali el-Himma, molto vicino al giovane re Mohammed VI, ha racimolato la maggior percentuale di posti candidando persone di cultura religiosa talvolta opposta.
Una politica via via più secolarizzata in cui – nonostante rimanga forte l’influenza della religione sui vari aspetti della società – va lentamente a scomparire il legame tra abbigliamento (in questo caso di genere) e ideologia del partito di appartenenza.
Politica di pancia e di testa.
Dai volantini in bianco e nero ai più svariati simboli dei partiti disegnati sui muri per le strade fino all’assenza totale di azione e comunicazione sul web: la campagna elettorale in Marocco è ancora molto tradizionale, con margini di sviluppo enormi soprattutto nell’utilizzo degli strumenti più moderni. Un paese in cui la politica e la rispettiva comunicazione politica ha due nature: una “di pancia” profondamente africana, e una “di testa” rivolta all’Europa.
Una campagna tradizionale che occupa il territorio con iconografie tradizionali.
La campagna si gioca molto sul territorio. Sulla presenza iconica nelle strade. Attraverso manifesti e murales. Il Marocco è una monarchia costituzionale con un re molto giovane, la cui rappresentazione iconografica è presente in molti luoghi pubblici – segno di una forte attenzione del potere al suo corrispettivo visivo. Una forte attenzione che si riflette sulla campagna dei candidati, sulla scelta degli strumenti tradizionali come manifesti e volantini, o i murales che abbelliscono i muri delle città.
La mia impressione è che, tralasciando naturalmente le città (del nord e del centro nord) prima di vedere una campagna elettorale che abbracci anche la rete debba passare ancora molto, molto tempo.
Credo anche che la campagna elettorale “di pancia” come la definisci in modo molto azzeccato e suggestivo, passi molto anche attraverso la cultura berbera, oltre che quella africana.
Ho trovato proprio interessante questo post :)
grazie per i complimenti, ti assicuro più che immeritati :)
la comunicazione web è davvero poco diffusa lì … credo che un grosso limite sia l’analfabetismo di alcuni strati della popolazione, il che lo rende un problema anche per un futuro sviluppo del mezzo
Insomma, il problema è complesso, ma la politica lì passa ancora molto per le strade… e davvero al netto del colore dei volantini non so dirti se da questo punto di vista siamo così diversi ;)
je suis absoulement de ton avis , c’est vrai qu’il faut du temps et des vrais citoyens pour faire avancer les choses au maroc et permettre au transition democratique de passer a l’etape suivante…
Merci Outmane pour ta visite! Chaque pays a, sans aucun doute, des problèmes, par exemple, chez nous, je ne sais pas si on aura jamais 3000 femmes élues…