Il primo storico dibattito televisivo delle elezioni britanniche è andato in onda questa sera sul canale ITV, in diretta da Manchester. Protagonisti il premier uscente laburista Gordon Brown, il leader dei conseratori David Cameron e il liberaldemocratico Nick Clegg. Il dibattito è durato 90 minuti e l’argomento principale sono sttai tematiche di politica interna (public affairs) – dall’immigrazione, criminalità, economia, tasse, salute…

Interessante l’uso degli strumenti crossmediali di coverage dell’emittente televisiva a complemento dello streaming in rete. Di seguito una breve analisi dell’enriched debate andato in onda sulle pagine dedicate del sito: worm, coveritlive, facebook app, leader comment cloud, twitter sentiment tracker.
L’emittente ha messo insieme un campione di 20 elettori che si dichiarano indecisi e provenienti da territori chiave per l’elezione: queste 20 persone partecipano al “worm poll” mentre guardano il dibattito. Un sondaggio in diretta.
Come funziona? Il campione di persone ha in mano una specie di joystick che permette loro di segnalare in tempo reale l’approvazione o la disapprovazione rispetto a ciò che viene detto dai tre candidati: in sovraimpressione sullo schermo appare la curva del consenso/dissenso (che può avere anche un andamento neutrale). Ecco, nello screenshot qui sotto, l’effetto “vermiforme” del grafico come appariva durante il dibattito (la visualizzazione poteva essere disabilitata).

Un misto di coverage qualitativo e feedback in diretta. In più un elemento aggiuntivo per “leggere” il dibattito anche in termini di chi vince/chi perde: il classico racconto “giornalistico” dei debate televisivi. C’è da dire che in questo dibattito specifico è capitato molto raramente di vedere scendere il grafico nella zona del dissenso. Il “worm poll” si è mantenuto più o meno per tutti nella zona del “like”, del “consenso” con quanto veniva detto: chissà se bravura di tutti i politici ad argomentare, oppure effetto di una sorta di “responsabilizzazione” dei tester – che rispetto a temi spesso molto specialistici hanno preferito dare un generico like più che prendersi il rischio di non essere d’accordo.
Subito sotto la diretta, è implementato un sistema abbastanza popolare per le dirette blog di eventi: Coveritlive.
Il sistema dà la possibilità a chi lo implementa di caricare foto, link e aggiornamenti, raccontando quindi in diretta e in molto multimediale ciò che accade. E’ anche possibile pergli utenti registrati aggiungere commenti: in questo caso la maggior parte dell’uso dello strumento è stato con aggiornamenti da parte degli spettatori, con molti aggiornamenti al minuto. C’è anche la possibilità di proporre dei sondaggi in diretta, come nel caso dello screenshot “scattato” alla fine degli statement conclusivi.
Giusto per la cronaca, il risultato del sondaggio in diretta online ha visto vincitore Nick Clegg, con il 49 per cento.
Usato per la prima volta durante l’insediamento di Obama, l’applicazione prevede la possibilità di commentare in diretta un evento aggiornando il proprio status sul profilo di Facebook – e, volendo, condividendolo con la comunità di utenti facebook che guardano in diretta il dibattito.

Molto popolata e molto “on topic” la discussione: il sistema di “status” autonomi e indipendenti, legati comunque alla propria rete di contatti e al proprio profilo (non una chat classica insomma), funziona evidentemente come “calmieratore” naturale dei toni più aspri. Intenso anche l’aggiornamento: decine di aggiornamenti al minuto.
Su altri social network “analoghi” (sia detto tra virgolette), la discussione seppur non “embedded” è stata intensa: per esempio su Twitter“, o su “Friendfeed” sempre con l’hashtag #leadersdebate.
Una bella discussione live sul dibattito (e in italiano) si è avuta nel profilo ff di Francesco Costa
Le nuvole dei tag, spesso raccontate anche da noi su spindoc danno una idea d’insieme dei concetti usati in un discorso.
Due strumenti di post-coverage, che approfondiranno il racconto “giornalistico” post-debate. Il primo (leader comment cloud) è una sorta di “tag cloud” delle parole e dei termini più usati dai tre politici.
Il sentiment ticker, invece, “riflette” le sensazioni di un selezionato gruppo di utenti di Twitter (5000 tra cui politici, giornalisti, fonti di informazioni, superuser ecc.), ed è basato su una metodologia semantica proposta da Tweetminster.
I prossimi appuntamenti, meno storici ma non per questo meno importanti, sono il 22 aprile su SKY (si parlerà di International affairs) e 29 aprile sulla BBC (il tema: economic affairs).
Da quello che ho visto sugli istant poll, non è che nel thread di costa ci abbiamo preso granché :-)
ciao Antonio, io ti segnalo qualcosa di diverso: http://www.slapometer.com/
[...] applicazione web ben diversa da quelle usate ieri dal canale televisivo ITV, per il primo dibattito inglese della storia: si chiama Slapometer, vota con il dorso della tua mano. Mentre è in corso il dibattito, invece [...]
[...] Spindoc | Worm, chat, ticker. Il coverage dei debate inglesi Caratteristiche degli strumenti crossmediali utilizzati dalla ITV per captare il consenso della Rete. Simpatico anche questo http://www.slapometer.com/ (tags: internet politica elezioni uk) [...]
[...] Affari di casa altrui. Il secondo debate inglese di Antonio Sofi ⋅ Aprile 29, 2010 alle 14:13⋅ Manda via email ⋅ Stampa ⋅ Commenta Abbiamo raccontato il coverage web del primo storico dibattito in questo post: Worm, chat, ticker. Il coverage dei debate inglesi [...]