Barack Obama e una risposta ambigua (anche se formalmente corretta) sulla fede religiosa: i nuovi media si scatenano. E riescono nel loro piccolo a fare notizia.
Youtube sempre più terreno di scontro per i due contendenti alla Casa Bianca. Il campione è Obama, ma McCain ha imparato la lezione – con video dai toni forti
Come l’immagine di Presidente può essere salvata dalla première dame. Analisi di un fenomeno di coppia, dalla politica alla comunicazione.
Forse stanchi dalle prolungate primarie, i due candidati alla nomination democratica ne sparano di (più o meno) grosse: su storia, geografia e altre materie da licenza liceale.
Dai toni accesi della piazza all’understatement dell’esordio elettorale. Come è andato l’esordio elettorale di Beppe Grillo e dei suoi “grillini”?
Politica animata. Chavez contro Homer e altre censure da cartoon: dai Pokemon a Winnie The Pooh.
Tra Obama e Clinton, lo spettro di Al Gore. Tra pesci di aprile e placide attese: avrà qualche ruolo nel futuro prossimo?
E’ scomparso Marco Mignani, pubblicitario e comunicatore politico, autore di alcune campagne per la DC. Una comunicazione politica che non c’è più (o forse ancora un po’)
Tutti gli scandali del partito democratico. Ce n’è per tutti i gusti: da Villaraigosa al più noto Spitzer. Questa volta la vecchia Europa non potrà tacciare l’America di essere bigotta e puritana.
Lo spot del “3 a.m. call” diventa una spassosa parodia televisiva. Il video dal Saturday Night Live.
Il fattore “R” è il fattore “Religione”, finora quasi assente dalle combattute primarie democratiche. Qualcosa cambierà in vista delle primarie in Pennsylvania?
Scrivere o non scrivere political blogs? E ancora: leggerli o non leggerli? Questi i problemi. Alcune sorprese da una ricerca di Harris Interactive sul tema.
La retorica “buona” di Obama, la partecipazione dal basso, il leader che muove la campagna. Paolo Guarino racconta la sua esperienza al seguito delle primarie USA.
Tutto è cominciato con la dichiarazione del premio Nobel novantenne Doris Lessing. Che dichiarò qualche settimana fa di essere sicura che, una volta eletto presidente, Obama sarà assassinato. E c’è chi fa paragoni con JFK…
Con un giro di affari superiore ai 50 milioni di dollari, il mercato delle scommesse sui candidati è uno degli indici più usati per capire come sta andando il race elettorale.
Mentre in Italia assistiamo alla “telenovela della politica”, gli americani trasformano la politica in soap opera. La famiglia Ortiz, pro Obama, a caccia dell’elettorato ispanico.
“Non è finita finché non è veramente finita”. Potrebbe essere il motto di Ron Paul, 72enne ginecologo di Pittsburgh, deputato del Texas, liberista e libertario, pilota di aerei ed elicotteri, ex militare di lungo corso e (ancora) candidato alle primarie presidenziali USA. Grazie soprattutto ad Internet.
In Italia le raccomandazioni sono lo scandalo di (ogni) giorno. Ma nella campagna USA 2008 possono diventare oggetto di vanto. E l’endorsement – ovvero l’appoggio pubblico di un candidato – può (forse) far vincere le elezioni.
Gli strateghi elettorali ritengono che vincerà la battaglia per le primarie Democratiche il candidato che saprà aggiudicarsi le preferenze di quattro fondamentali target: gli afroamericani, i giovani, i latinos, e le donne. Mentre i primi due gruppi sembrano propendere sin dall’inizio della campagna per Barack Obama, gli ispanici manifestano maggiori simpatie per Hillary Clinton. Restano in ballo le donne che, almeno teoricamente, dovrebbero preferire il progetto di un Presidente “in rosa”. Ma qualcosa sta cambiando.
That’s what you want if you’re the attacker in the ad.
In effetti è proprio l’obiettivo che ci si prefigge se si sceglie di attaccare l’avversario con una pubblicità. Farsi ricordare di più e più a lungo. Samuel Brady, ricercatore del Texas Tech’s College of Mass Communication, ha dimostrato che gli elettori ricordano più facilmente i [...]