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	<title>Spindoc &#187; Advertising e mailing</title>
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		<title>Generatori automatici di satira politica</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 15:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inizia la campagna elettorale per le europee, e il web risponde con tarocchi 2.0 - grazie a generatori automatici alla portata di tutte le competenze grafiche. Per ora sotto mira la campagna dell'Udc e quella del Pd (ma c'è anche chi pensa di farla in proprio)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Per ora sotto mira la campagna acronimo di Casini e gli spingitori di parole del Pd. In attesa della campagna del Popolo della Libertà. </p></blockquote>
<p>Il fenomeno politico/comunicativo sul web degli ultimi giorni è certamente la presenza di vere e proprio contro-campagne comunicative parodistiche che hanno come oggetto i manifesti per le elezioni europee prossime venture di due partiti italiani: l&#8217;Udc e il Pd.</p>
<p>La decisiva spinta propulsiva al taroccaggio (il primo esplosivo caso scoppiato sul Web risale alla famigerata campagna di Berlusconi del &#8220;Meno tasse per tutti&#8221;, che aveva all&#8217;epoca generato molteplici versioni) è stata data questa volta dalla creazione di un blogger noto in rete come <a href="http://www.paulthewineguy.com">Paul The Wine Guy</a> &#8211; che ha messo a disposizione di tutti un generatore automatico di manifesti: grazie al quale chiunque può &#8220;falsificare&#8221; il cartellone, anche senza avere la minima nozione di grafica, semplicemente digitando le parole scelte.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1823" style="width:700px;">
	<a href="http://www.paulthewineguy.com/post/97605415/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-delludc"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/generatoreudc.jpg" alt="Il generatore automatico di cartelloni Udc, via PTWG" width="700" height="339" /></a>
	<div>Il generatore automatico di cartelloni Udc, via PTWG</div>
</div><br/></p>
<h3>La <em>popolarizzazione</em> della satira &#8220;grafica&#8221;</h3>
<blockquote><p>I generatori hanno popolarizzato il tarocco grafico, rendendolo alla portata di tutti.</p></blockquote>
<p> Questo escamotage tecnologico &#8220;popolarizzante&#8221; ha funzionato come miccia creativa, e in molti hanno testato &#8211; al basso costo cognitivo di pochi click &#8211; la propria ironia e capacità parodistica, diffondendo quindi le proprie creazioni dentro e attraverso i social network (dai blog a Facebook). </p>
<div class="img " style="width:415px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/udc.jpg" alt="Un Divorziato Cattolico, tarocco di La Vyrtuosa" width="415" height="260" />
	<div>Un Divorziato Cattolico, tarocco di La Vyrtuosa</div>
</div>
<p>Alcuni blog di satira come <a href="http://www.spinoza.it">Spinoza</a> hanno messo a disposizione i commenti a mo&#8217; di laboratorio/palestra di <em>brainstorming</em> (vedi il post sui <a href="http://www.spinoza.it/2009/acrostici-ludici">manifesti dell&#8217;Udc</a> e quello sui <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">manifesti del Pd</a>). Altri hanno &#8220;creato&#8221; a prescindere dal (o prima ancora del) generatore, provando a rompere creativamente il gioco concettuale dei manifesti: come nel caso del <a href="http://www.fondazionedaje.com/2009/04/22/close-the-door-open-the-window/">TIANI DEMOCRIS della Fondazione Daje</a> in cui la scritta rientra &#8211; inaspettatamente &#8211; dall&#8217;altra parte dello spazio grafico del manifesto. </p>
<div class="img " style="width:480px;">
	<a href="http://www.fondazionedaje.com/2009/04/22/close-the-door-open-the-window/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/demo.jpg" alt="TIANI DEMOCRIS, via Fondazione Daje" width="480" height="361" /></a>
	<div>TIANI DEMOCRIS, via Fondazione Daje</div>
</div>
<p>E ancora. Ci sono anche esempi di &#8220;hackeraggio&#8221; del meccanismo automatico attraverso l&#8217;uso creativo e dissonante del lettering come nel caso sottostante dell&#8217;onda energetica (vedi sotto) o di Pong (da <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">Spinoza</a>)</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1833" style="width:415px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/carra.jpg" alt="Onda energetica, di Carra, via Spinoza" width="415" height="260" />
	<div>Onda energetica, di Carra, via Spinoza</div>
</div>
<h3>Un passo indietro: politics busting</h3>
<blockquote><p>
Politics busting, è la definizione coniata da De Kerckhove e Susca per questi fenomeni di alterazione creativa e iconica.</p></blockquote>
<p> Più in generale, da un mio <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">post su webgol</a>: «[Questi fenomeni] <em>sono quel tipo di “alterazione” creativa e iperbolica nei confronti di una riconosciuta autorità politica che due famosi studiosi dei nuovi media, De Kerckhove e Susca, hanno chiamato “politics busting” – sulla falsariga del movimento di ad busting che propone la parodia dei prodotti pubblicitari.</p>
<p>Si va dall’attività più o meno permanente di satira verso soggetti politici ad alcune azioni creative eminentemente figurative, volte a colpire il potente di turno con un messaggio sarcastico. Una reazione dal basso, e connessa: la singola persona attraverso il web si scopre (piccola, grande) comunità fluida, spesso indistinta eppur effervescente e creativa. Che con pochi click ha la possibilità di produrre contenuti multimediali che hanno il formato giusto per diffondersi velocemente attraverso i nodi della Rete (in questo caso sono immagini digitali: leggere, riproducibili, allegabili, e così via)</em>».</p>
<p>Il successo del generatore automatico si basa &#8211; per buona parte &#8211; sul piacere dello <em>sberleffo mimetico</em>: sul fatto che il risultato tarocco è quasi indistinguibile dal reale (o dalla riproduzione del reale: in quanto foto di manifesto). E&#8217; un gioco che in parte di nutre di una sorta di traduzione/disvelamento di un messaggio politico vero o verosimile.</p>
<blockquote><p>O una campagna comunicativa a prova di sberleffo (forse impossibile) o una presenza costante e credibile in Rete, che sappia generare difese sotto forma di conversazione e comunità. </p></blockquote>
<p>Come <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">concludo anche su webgol</a>: «<em>Chiunque può “decodificare” creativamente un prodotto politico facendone emergere i punti deboli. Niente si salva: dal programma alla proposta politica, dalla grafica al progetto comunicativo. La politica deve tenerne conto, e pensare sempre più a proposte a prova di sberleffo (se ci riesce).</p>
<p>Oppure (ma ancora più difficile da capire per la classe politica attuale) bisogna lavorare, con calma e puntando sul lungo periodo, sulla presenza &#8211; vera, attiva, credibile &#8211; in Rete, al fine di prendere il meglio da questi sberleffi. Che in fondo sono “carne da conversazione” e piccolo faro di attenzione &#8211; la merce più rara e preziosa che oggi vi sia, anche in politica</em>».</p>
<p>Difficile, quest&#8217;ultima soluzione: perché è questione di cultura e non di tecnica o tecnologia.</p>
<h3>Il political busting fatto in casa della campagna di Emiliano</h3>
<blockquote><p>Più di 80 i manifesti tarocchi finora creati e raccolti su Facebook.</p></blockquote>
<p> Un caso del tutto particolare viene dalla divisione under 30 e web della campagna a sindaco di Bari di Emiliano (senti intervista su Apogeonline). Dentro il gruppo <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=59871012234">Emilart / campagna elettorale</a> di Facebook (vero e proprio quartier generale della campagna online, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/10/facebook-la-politica-e-il-passaparola">ascolta l&#8217;intervista su Apogeonline</a>) lo staff di Emilab ha raccolto finora 86 manifesti tarocchi, sia <em>positive</em> che <em>negative</em>. E, secondo quanto ci racconta il responsabile Dino Amenduni, è in produzione un generatore automatico sulla falsariga di quelli di Paul The Wine Guy &#8211; per permettere a chiunque di cimentarsi.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1840" style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/emilart.jpg" alt="Una pagina della raccolta di manifesti tarocchi della campagna a sindaco di Bari, via Emilart" width="700" height="606" />
	<div>Una pagina della raccolta di manifesti tarocchi della campagna a sindaco di Bari, via Emilart</div>
</div><br/></p>
<ul><strong>APPROFONDIMENTI  E LINK</strong></p>
<li>Il generatore dell&#8217;<a href="http://www.paulthewineguy.com/post/97605415/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-delludc">Udc</a> e quello del <a href="http://www.paulthewineguy.com/post/98985451/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-del-pd">Pd</a>
<li><a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">Politics busting all’italiana. I cartelloni dell’Udc e del Pd</a>, su webgol</li>
<li><a href="http://www.corriere.it/politica/09_aprile_22/parodie_manifesti_elettorali_blog_web_5f388992-2f47-11de-89c1-00144f02aabc.shtml">Come ti tarocco il manifesto elettorale</a>, su Corriere.it (con tanto di galleria)</li>
<li>I due post di brainstorming creativo di Spinoza: <a href="http://www.spinoza.it/2009/acrostici-ludici">manifesti dell&#8217;Udc</a> e <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">manifesti del Pd</a></li>
<li>Il gruppo di Facebook <a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=70088&#038;id=838552450&#038;ref=nf#/group.php?gid=59871012234">Emilart / campagna elettorale</a> con manifesti taroccati della campagna di Michele Emilano</li>
</ul>
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		<title>I trenta minuti di Obama e la politica dei sound bites</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/10/31/i-trenta-minuti-di-obama-e-la-politica-dei-sound-bites/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 16:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[30 minuti di spottone web-based sui maggiori network televisivi. Obama gioca su tutti i media, contro la politica dei sound bites. Un approfondimento su Apogeonline.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Uno spot di trenta minuti. Anzi 27&#8242; e 10&#8221;. Altro che trenta secondi, il tempo standard classico per gli spot televisivi &#8211; anche politici. </p></blockquote>
<p> Mancano pochi giorni alle urne e il candidato democratico <strong>Barack Obama </strong>decide di pagare dai 3 ai 6 milioni di dollari per mandare in onda simultaneamente su sette network nazionali (tra questi Nbc, Cbs e Fox) uno spot-documentario intitolato <a href="http://www.youtube.com/watch?v=GtREqAmLsoA"><strong>Barack Obama: American Stories</strong></a>&#8220;. </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GtREqAmLsoA&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/GtREqAmLsoA&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<blockquote><p>Il filmato è stato diretto da <strong>Davis Guggenheim</strong> (figlio del documentarista di Robert Kennedy e autore con <strong>Al Gore</strong> del lavoro che gli ha portato l&#8217;Oscar, &#8220;An Inconvenient Truth&#8221;). </p></blockquote>
<p> Su Apogeonline, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/10/31/19/200810311901">un mio approfondimento sulla strategia <em>multi(media)tasking </em> di Barack Obama</a> tra vecchi e nuovi media &#8211; che è riuscita ad innovare entrambi, andata e ritorno. E anche grazie ai video chilometrici, quei discorsi a camera fissa visti su YouTube da milioni di persone.<br />
<strong><br />
LINK: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/10/31/19/200810311901">Barack Obama, dalla tv al Web (e ritorno)</a></strong></p>
<p>Il <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/10/31/19/200810311901">documentario da 30 minuti</a> è «<em>una scelta perfettamente in linea con una campagna che, proprio grazie alla testa di ponte dei video su YouTube, si è più volte mossa contro la logica televisiva dei sound bites – cui la politica americana e non solo negli ultimi decenni si è inginocchiata. Accettando la sintesi spesso impietosa di brevissimi &#8220;stralci&#8221; video o audio da montare nei pastoni dei telegiornali o negli approfondimenti giornalistici</em>».</p>
<p><strong>Update</strong>: Il filmato, <a href="http://www.thrfeed.com/2008/10/obama-ad-rating.html">secondo dati Nielsen</a>, è stato visto da 33,6 milioni di persone. Per fare un confronto: &#8220;That&#8217;s 70% more people than watched the conclusion of the World Series last night on Fox (19.8 million).&#8221; Via <a href="http://friendfeed.com/e/57e88ca5-7497-48bd-8bbc-e13bd6685487/Nielsen-33-6-million-watched-Obama-ad-The-Live/">Luca Conti ff</a>.</p>
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		</item>
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		<title>Votare molto più di Obama. Le 143 pagine degli absentee ballot</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/10/31/votare-molto-piu-di-obama-le-143-pagine-degli-absentee-ballot/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 11:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Votare via posta. E non solo per Obama o McCain.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Per ulteriori informazioni sulla procedura di Absentee Voting vedi il sito <a href="http://www.govoteabsentee.org/">Go Vote Absentee </a>. </p></blockquote>
<p> Trovo dalle parti del bravo <strong><a href="http://guidoromeo.nova100.ilsole24ore.com/2008/10/come-votano-gli.html">Guido Romeo</a></strong> una sorta di <em>unpacking</em> dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Absentee_voting">absentee ballot</a> via posta, una busta contenente le schede per votare comodamente a casa. L&#8217;istituto &#8211; ormai tradizionale negli Usa &#8211; nasce come misura di contrasto alla scarsa partecipazione elettorale: il pacco elettorale ti arriva a casa, te lo studi con calma, lo rimandi indietro e ti sei tolto il pensiero. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1338" style="width:600px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/absentee_guidoromeo_2.jpg" alt="" width="600" height="450" />
	<div>Una foto dell'absentee ballot della California. Via Guido Romeo.</div>
</div><br/></p>
<blockquote><p>Oltre alle elezioni presidenziali, presenti <em>proposition</em> a livello federale &#8211; sorta di referendum ma spiegati dettagliatamente, con pro e contro</p></blockquote>
<p>Guido racconta di come <a href="http://guidoromeo.nova100.ilsole24ore.com/2008/10/come-votano-gli.html">gli americani votino molto più di Obama</a>: oltre il ticket presidente-vicepresidente (tra cui figuravano anche i meno conosciuti Keyes-Drake, Barr-Root e Nader-Gonzales, e uno spazio per il &#8220;write-in&#8221; a scelta), anche la scheda per Congresso e Senato, per l&#8217;Assemblea Nazionale e in California 12 proposition «<em>illustrate in maniera esemplare, per chi è abituato a votare in Italia, grazie a un libretto di accompagnamento di 143 pagine (in carta riciclata, grazie Shwarzy!) sui provvedimenti statali. [...] ogni quesito è illustrato in maniera concisa, ma dettagliata i pro e i contro. Con argomentazioni a favore e contro di eguale lunghezza di entrambe le parti.</em>».</p>
<p>La <a href="http://guidoromeo.nova100.ilsole24ore.com/2008/10/come-votano-gli.html">conclusione</a> fa riflettere: «La cosa buffa è che votando, alla fine ti sembra di avere più informazioni sugli investimenti dello stato della California, di quanto ne hai su quelli dello Stato Italiano (qualcuno può spiegare quanto vale Alitalia?) leggendo un mucchio di quotidiani&#8230;»</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La battaglia degli spot. Una guida crossmediale del New York Times.</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 01:22:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La guerra degli spot tra Obama e Mccain. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Circa 400 milioni di dollari spesi dal 3 aprile al 27 ottobre dai due contendenti alla Casa Bianca. Circa 320 spot elettorali mandati in onda. Una <a href="http://elections.nytimes.com/2008/president/advertising/index.html?nl=pol&#038;emc=pol">guida multimediale del New York Times</a> aiuta a capirci qualcosa in più (anche geolocalizzata). </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1328" style="width:650px;">
	<a href="http://elections.nytimes.com/2008/president/advertising/index.html?nl=pol&#038;emc=pol"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/warad.jpg" alt="" width="650" height="565" /></a>
	<div>The Ad Wars. Guida multimediale del New York Times. Clicca per vedere</div>
</div>
<p>E intanto, Obama, manda in onda uno spot-documentario di quasi 30 minuti (ne riparliamo presto).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sarah Palin, hackerata la mail privata</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 09:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hackers violano la posta elettronica (privata, su Yahoo!) di Sarah Palin: la sicurezza della campagna presidenziale è anche digitale. In più, ma è satira: la Gmail di Obama!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Nella campagna elettorale americana, c&#8217;è un problema di sicurezza &#8211; anche digitale. </p></blockquote>
<p>La gigantesca (globale, pervasiva, crossmediale) esposizione dei candidati alle presidenziali americane porta anche spiacevoli conseguenze. Che riguardano la sicurezza fisica delle persone coinvolte, sempre più protetti, e sempre sotto il potenziale rischio di attentati e folli gesti. </p>
<p>E che sempre più riguardano (e riguarderanno, vista la centralità via via crescente del web nelle campagne elettorali) la sicurezza digitale delle comunicazioni: siti internet, blog, sistemi di <em>fundraising</em>, fino ad arrivare alle caselle di posta elettronica.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1033" style="width:500px;">
	<a href="http://blogs.zdnet.com/security/?p=1919"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/09/palin_yahoo_email.png" alt="" width="500" height="64" /></a>
	<div>Uno screenshot della casella di posta della Palin, via Zdnet</div>
</div>
<blockquote><p>Le critiche dei giorni scorsi riguardavano la possibilità che l&#8217;uso di account di posta esterne avesse come motivazione quella di bypassare i meccanismi di trasparenza delle attività governative.</p></blockquote>
<p>E&#8217; quello che è successo al candidato vice presidente repubblicano <strong>Sarah Palin</strong> (<a href="http://www.spindoc.it/2008/09/07/sarah-palin-loutsider-che-fa-notizia/">qui</a> per approfondimento sugli effetti mediali della sua candidatura). I giornali hanno scritto che il governatore dell&#8217;Alaska usava, per la normale amministrazione, un account di posta elettronica privato presso Yahoo (gov.palin@yahoo.com e gov.sarah@yahoo.com), «<a href="http://blogs.zdnet.com/security/?p=1919">hackers have broken into the account and posted evidence of the hijack on Wikileaks</a>», hackers sono entrati nella casella di posta e pubblicato screenshot di alcune email su <a href="http://wikileaks.org/wiki/Sarah_Palin_Yahoo_email_hack_2008">Wikileaks</a>. </p>
<p>Già nei giorni scorsi era <a href="http://www.motherjones.com/mojoblog/archives/2008/09/9675_another_palin_email_controversy.html">emersa</a> una <a href="http://www.juneauempire.com/stories/091608/sta_333013278.shtml">controversia</a> (peraltro in parte interna agli ambienti repubblicani) circa l&#8217;opportunità, anche in termini di problemi di sicurezza, di usare un account di posta esterno a quello governativo. </p>
<ul>
Ne scrive anche, con update, Wired: <a href="http://blog.wired.com/27bstroke6/2008/09/group-posts-e-m.html">Group Posts E-Mail Hacked From Palin Account</a>, che descrive le mail trafugate e conferma l&#8217;autenticità di almeno una email. La storia è in pieno sviluppo.
</ul>
<p>E ovviamente non mancano i ricami satirici. Qui sotto, dai tipi di The Onion, <a href="http://www.theonion.com/content/news_in_photos/inside_obamas_emails">uno screenshot della gmail</a> di <strong>Barack Obama</strong> (barry.obama1961 è l&#8217;account!). Clicca l&#8217;immagine per vedere anche i draft e il cestino :)</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1030" style="width:700px;">
	<a href="http://www.theonion.com/content/news_in_photos/inside_obamas_emails"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/09/obamainbox1.jpg" alt="" width="700" height="408" /></a>
	<div>Barack Obama inbox, via The Onion</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Shepard Fairey e il poster diventato santino</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/08/07/shepard-fairey-e-il-poster-diventato-santino/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 20:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parla l'autore di un poster ormai famoso di Barack Obama, diventato ormai santino cult della campagna. Come stimolare la creatività, e raccoglierne i frutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ne avevo scritto qualche mese fa in un articolo intitolato: <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/10/fai-attivismo-creativo-per-lui-il-candidato-ringrazia/">Fai attivismo creativo per lui? Il candidato ringrazia</a>.</p></blockquote>
<p>La storia di <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Shepard_Fairey">Shepard Fairey</a></strong> e del suo manifesto di Obama è una delle storie che meglio raccontano il senso (vincente, collaborativo, aperto) della campagna online del senatore di Barack Obama. Di come Obama abbia vinto online anche perché ha aperto occhi e orecchie e ha dato l&#8217;impressione di accogliere tutte le migliori energie che, per motivi vari e spesso non conciliabili tra loro, venivano dirette verso di lui.</p>
<div class="img " style="width:447px;">
	<a href="http://obeygiant.com/post/check-it-out"><img src="http://obeygiant.com/images/2008/03/obama_shep_print_final2.jpg" alt="Change, uno dei manifesti dedicati ad Obama, by Shepard Fairey" width="447" height="699" /></a>
	<div>Change, by Shepard Fairey</div>
</div>
<blockquote><p>Fairey è noto soprattutto per <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Andr%C3%A9_the_Giant_Has_a_Posse">l&#8217;adesivo &#8220;Obey&#8221;</a> sotto la faccia stilizzata di un campione del wrestling (il suo sito ufficiale si chiama <a href="http://www.obeygiant.com/">obeygiant.com</a>).</p></blockquote>
<p>Uno dei casi più eclatanti è quello della serie di manifesti dedicati ad Obama di <strong>Shepard Fairey</strong>, trentottenne artista originario del South Carolina e amico di Bansky. </p>
<p>Fairey è riuscito a raccogliere parte del senso innovativo del messaggio di Obama in una serie di manifesti pop dai colori brillanti, con richiami agli stilemi di certa street art, e riferimenti criptomnemonici ai faccioni di propaganda vecchio stile. manifesti propagandistici che della propaganda fanno ironia: prodotti iconoclastici che, per suprema ironia, sono diventati icone a loro volta. </p>
<blockquote><p>Ora il manifesto, come comunica <a href="http://store.barackobama.com/Artists_for_Obama_s/1018.htm">lo store del sito di Barack Obama</a>, è sold out, esaurito.</p></blockquote>
<p>Accolte ufficialmente, come <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/10/fai-attivismo-creativo-per-lui-il-candidato-ringrazia/">raccontavo qualche mese fa</a>, da Obama come materiale di campagna. (</p>
<p>Martedì 29 luglio, il Manifesto ha pubblicato in ultima pagina una bella intervista proprio a <strong>Shepard Fairey</strong> &#8211; intervista a firma di Luca Celada. E si parla proprio del poster che ha risvegliato il sogno americano: &#8220;Oggi quel volto è un virus, dove OBama è quasi un santino&#8221;, recita il sommario. Riporto di seguito un passaggio dell&#8217;intervista, proprio sull&#8217;iconografia della comunicazione politica e su Obama: </p>
<ul>
«Trovo l&#8217;iconografia politica ufficiale incredibilmente noiosa, incapace di esprimere lo spirito intenso della candidatura (di Obama, ndr). Non avevo alcuna esperienza in campo politico, provengo dalla grafica punk della street art, ma mi sembra che le immagini politiche ufficiali sottovalutino il proprio pubblico».
</ul>
<p>E ancora, soprattutto sul rapporto tra Obama e la creatività di artisti disparati che hanno contribuito in vario modo alla sua campagna (si pensi al rap &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY">Yes We Can</a>&#8221; di will.i.am)  </p>
<ul>
<p>«Il New York Post ha scritto che la campagna di Obama aveva &#8220;assoldato gli street artist&#8221;. Nessuno è stato &#8220;assunto&#8221;, semplicemente non riescono a concepire che un candidato possa generare una spontanea passione nei supporter. Ho voluto chiedere il beneplacito della sua organizzazione e, dopo il successo del primo manifesto, me ne hanno commissionato un secondo, basato sulla stilizzazione di una foto di cui avevano i diritti. L&#8217;ho donata alla campagna e l&#8217;hanno commercializzata sul sito ufficiale per generare fondi per la campagna».</ul>
<p>Ecco il trucco di Obama. La capacità di generare &#8220;passione spontanea&#8221; e il coraggio di cogliere i frutti di questa passione &#8211; accogliendoli dentro la propria campagna.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La strategia di Obama: YouTube va preso seriamente</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/08/01/la-strategia-di-obama-youtube-va-preso-seriamente/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 13:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' inutile lamentarsi. Anche Internet va preso seriamente. Svelata la strategia YouTube di Obama: 50 addetti, video di qualità, velocità.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se la tv è morta, YouTube non sta mica tanto bene. </p>
<p>Per il 2008 si prevedono 200 mln di dollari di profitto &#8211; poco secondo gli analisti, specie per un sito che è stato pagato qualche anno fa da Google ben 1,65 miliardi di dollari ed è oggi il leader indiscusso dei video online. Complicata è infatti la <em>traduzione</em> di questa centralità indiscussa in un modello di business profittevole &#8211; problema che affianca il destino di YouTube a quello di altri social network come Facebook.</p>
<blockquote><p>Sull&#8217;argomento Mediaset vs YouTube leggi <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/07/31/25/200807312501">rassegna stampa</a> e <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/07/31/20/200807312001">link</a> su Apogeonline.
</p></blockquote>
<p>In più dietro la porta di YouTube c&#8217;è la fila a batter cassa: dopo Viacom (1 miliardo di dollari), Nbc, Cbs, e la spagnola TeleCinco, anche Mediaset chiede 500 milioni di euro per presunte violazioni dei diritti d&#8217;autore sui programmi di proprietà del gruppo fondato da Berlusconi. </p>
<p>Eppure YouTube e politica vanno ancora d&#8217;accordo. </p>
<p>Il sito di video sharing è stato &#8211; pur se ampiamente annunciato &#8211; la <a href="http://www.spindoc.it/?s=youtube">sorpresa più convincente</a> delle primarie negli Stati Uniti. Tutti i politici hanno fatto ampio uso delle opportunità offerte dal portale, aprendo pagine dedicate dei loro video e spot ufficiali, o facendosi coinvolgere in progetti ibridi come quello <a href="http://www.spindoc.it/?s=CNN%2FYouTube">in collaborazione con la CNN</a>. Barack Obama vi ha costruito buona parte del successo online della sua vittoriosa campagna contro Hillary Clinton.</p>
<blockquote><p>Una strategia che ha ripagato il senatore dell&#8217;Illinois, vedi <a href="http://www.techpresident.com/youtube">statistiche su Techpresident</a>.</p></blockquote>
<p>Ora, in attesa della battaglia d&#8217;autunno contro McCain, si svelano i trucchi e le strategie architettate da Obama per vincere la battaglia comunicativa su YouTube. </p>
<p>Una strategia sintetizzabile con una battuta: <strong>Obama ha preso YouTube seriamente</strong>. </p>
<div class="img alignnone size-medium wp-image-815" style="width:300px;">
	<a href="http://www.youtube.com/user/BarackObamadotcom"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/08/obamayoutube-300x187.jpg" alt="Il canale di Barack Obama su YouTube" width="300" height="187" /></a>
	<div>Il canale di Barack Obama su YouTube</div>
</div>
<p>Ne dice <strong>Arun Chaudhary</strong>, trentaduenne &#8220;Obama&#8217;s YouTube guru&#8221; &#8211; come lo chiama <a href="http://www.alleyinsider.com/2008/7/obama-s-video-guru-speaks-how-we-owned-the-youtube-primary">Michael Learmonth sul Silicon Alley Insiderm</a> riportando le sue dichiarazioni:</p>
<p>«<em>Obama&#8217;s biggest advantage, Chaudhary said, was that his organization took video seriously from the start. The campaign has 50 staffers shooting, editing and posting video, most of it for online. Where Clinton would have just one staffer videotaping an event in Iowa, Obama often had five to provide multiple camera angles. They posted new video constantly, and quickly &#8212; 19 minutes from shoot to post, in one case. And they&#8217;d ping community voters via email to alert them to new video</em>».</p>
<p>Ecco quindi la strategia YouTube di Obama</p>
<ul>
<li><strong>Cinquanta gli addetti ai video</strong> (la maggior parte finiscono on line): a riprendere, editare, montare e postare sul canale di YouTube
</li>
<li>Laddove la Clinton, per un evento in Iowa, aveva un solo cameraman, <strong>Obama ne aveva cinque</strong> &#8211; che ovviamente garantivano molteplici punti di vista e un miglior risultato finale
</li>
<li><strong>Gran quantità di video</strong> postati continuamente (che ovviamente andavano anche ad alimentare altri luoghi online, come il blog) </li>
<li><strong>Velocità di pubblicazione</strong>: il record tra ripresa e pubblicazione è stato 19 minuti
</li>
</ul>
<p>La morale è quasi banale: talvota le cose non funzionano perché non le si prende abbastanza sul serio.</p>
<p>E&#8217; inutile lamentarsi che YouTube non funziona se poi &#8211; in YouTube o in altro servizio web &#8211; non si investe nemmeno una minima percentuale del budget di comunicazione. Anche il Web, nonostante le speranze pauperiste di molti, per diventare un successo, ha bisogno di impegno e risorse &#8211; economiche e professionali. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Obama in trenta secondi. Il contest video di Moveon</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/22/obama-in-trenta-secondi-il-contest-video-di-moveon/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 09:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Chignola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quattro anni dopo il successo "negative" di "Bush in 30 seconds", Moveon.org rilancia con un gara per il miglior spot pro-Obama: in trenta secondi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Pur se risalente all&#8217;era pre-YouTube è ora possibile vedere sul network di video sharing <a href="http://www.youtube.com/watch?v=A9WKimKIyUQ">lo spot vincitore di &#8220;Bush in 30 seconds&#8221;</a>, contest organizzato nel 2004 da Moveon contro il presidente Bush. Autore: Charlie Fisher.</p></blockquote>
<p><strong><a href="http://www.moveon.org">Moveon.org</a></strong> è un&#8217;organizzazione affiliata al <a href="http://www.democrats.org/index.html">Democratic Party</a>, nata nel 1998 come <em>mailing list</em> di opposizione ai procedimenti di <em>empeachment</em> nei confronti dell&#8217;allora presidente <strong>Bill Clinton</strong> alle prese con lo scandalo <strong>Lewinski</strong>. Negli ultimi anni si è fatta notare in tutto il mondo soprattutto per una curiosa iniziativa che metteva in campo, come poche volte prima di allora, il potere e le potenzialità degli <em>user generated contents</em>. Era il 2004, l&#8217;iniziativa si chiamava &#8220;<a href="http://www.bushin30seconds.org/">Bush in 30 seconds</a>&#8220;, e Moveon.org chiedeva ai suoi membri e visitatori di produrre un vero e proprio spot che raccontasse in modo originale l&#8217;opposizione alle politiche dell&#8217;amministrazione Repubblicana.</p>
<p>In questi giorni caldi di primarie, a un passo dal voto che deciderà il candidato Democratico che andrà a sfidare <strong>John McCain</strong>, Moveon.org ha presentato l&#8217;altra faccia della medaglia: &#8220;<a href="http://www.obamain30seconds.org"><strong>Obama in 30 seconds</strong></a>&#8220;. Una medaglia &#8220;positive&#8221;, pro-Obama: laddove quattro anni prima era appunto &#8220;negative&#8221;, contro Bush. Ecco il video in cui <strong>Eli Periser</strong>, executive director di Moveon.org, spiega l&#8217;iniziativa.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ObOpIQksI0k&#038;hl=en&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ObOpIQksI0k&#038;hl=en&#038;color1=0xe1600f&#038;color2=0xfebd01" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<blockquote><p>Scrivono sulla <a href="http://www.obamain30seconds.org/">pagina del progetto</a>: «More than 1100 funny, inspiring, and amazingly creative ads were submitted for the contest. Now, it&#8217;s up to you to choose which ones become finalists».</p></blockquote>
<p>Il periodo per l&#8217;invio del materiale è terminato: 1100 i video arrivati. Da ieri gli utenti del sito possono <a href="http://www.obamain30seconds.org/vote/index.html">votare i loro video preferiti</a>, e a fine mese interverrà una vera e propria giuria formata da V.I.P. del calibro di <strong>Ben Affleck</strong>, <strong>Matt Damon</strong>, <strong>Michael Franti</strong>, <strong>Jesse Jackson</strong>, <strong>James Schamus</strong>, <strong>Oliver Stone</strong>, <strong>Eddie Vedder</strong>, <strong>Julia Stiles</strong>, e una schiera di artisti (e non solo) celebri per il loro endorsement nei confronti del Partito Democratico. </p>
<p>Tra i molti video presenti all&#8217;interno del sito, che vanno dal classico slide-show con colonna sonora fatto in 5 minuti con iMovie a contenuti ben più ambiziosi e professionali, eccone <a href="http://www.obamain30seconds.org/vote/?v=view-373-Ij7LsM">uno particolarmente bizzarro e delirante</a>. Vincitore del primo premio <em>psichedelia</em> applicata alla pubblicità politica?</p>
<p><embed src="http://www.obamain30seconds.org/content/flvplayer/mediaplayer.swf" width="448" height="354" allowscriptaccess="always" flashvars="height=354&#038;width=448&#038;bufferlength=10&#038;show_digits=true&#038;autostart=true&#038;file=http://s3.amazonaws.com/oi30sflv/view-373-Ij7LsM.flv&#038;link=http://www.obamain30seconds.org/vote/?v=view-373-Ij7LsM&#038;linkfromdisplay=true&#038;linktarget=_blank" ></embed></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Elezioni dietro le quinte alla SWG</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/13/elezioni-dietro-le-quinte-alla-swg/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 06:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Elezioni dietro le quinte alla SWG. Tra dirette blog, web e exit poll.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da questo pomeriggio sarò a Trieste ospite di SWG insieme ad altri <a href="http://www.swg.it/index.php/341/elezioni-il-dietro-le-quinte-di-swg-coi-blogger-in-ufficio/">amici blogger</a> (in ordine alfabetico): <a href="http://www.saitenereunsegreto.com/">Giulia Blasi</a>, <a href="http://blog.debiase.com/">Luca de Biase</a>, <a href="http://www.polisblog.it/">Gabriele Ferraresi</a>, <a href="http://www.mantellini.it/">Massimo Mantellini</a>, <a href="http://lucatremolada.nova100.ilsole24ore.com/">Luca Tremolada</a> e <a href="http://fabioturel.nova100.ilsole24ore.com/">Fabio Turel</a>. </p>
<p>L&#8217;idea è, domenica e lunedì mattina, quella di dare un&#8217;occhiata alla poderosa e frenetica macchina da sondaggi in vista dei primi exit poll di lunedì (anche con metodologia di rilevazione online è previsto, in collaborazione con Libero.it). E magari bloggare qualcosa. Anche previste alcune <a href="http://www.swg.it/index.php/341/elezioni-il-dietro-le-quinte-di-swg-coi-blogger-in-ufficio/">sessioni di approfondimento</a>.</p>
<p><a href="http://www.swg.it/index.php/home"><img src="http://www.mantellini.it/swg.jpg" alt="SWG" /></a></p>
<p>Il lunedì, poi, allo scoccar della fatidica ora della chiusura delle urne, in previsione <a href="http://www.swg.it/index.php/342/politiche-2008-swg-e-sole24ore-saranno-lunedi-in-diretta-web-tv/">una diretta Web dalle pagine del Sole24Ore</a>, condotta da Luca De Biase con collegamenti da tutt&#8217;Italia.</p>
<p>LINK:<br />
- <a href="http://www.swg.it/index.php/341/elezioni-il-dietro-le-quinte-di-swg-coi-blogger-in-ufficio/">Programma del dietro le quinte</a> di Swg<br />
- <a href="http://www.swg.it/index.php/342/politiche-2008-swg-e-sole24ore-saranno-lunedi-in-diretta-web-tv/">Diretta Web sul Sole24Ore</a> da lunedì</p>
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		<title>Il &#8220;Vai a Votare&#8221; di Proforma</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/09/il-vai-a-votare-di-proforma/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 13:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il "Vai a Votare" dell'agenzia Proforma. Un (raro) caso di GOTV]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>GOTV sta per <strong>Get Out the Vote</strong>, ovvero comunicazione pensata appositamente contro l&#8217;astensione: altri approfondimenti nella <a href="http://www.spindoc.it/category/issues/gotv/">categoria apposita</a> di Spindoc.</p></blockquote>
<p> Attraverso <a href="http://minipolitica.wordpress.com/2008/04/08/gotv-proforma-invita-al-voto/">Minipolitica</a> arrivo al bel GOTV di <strong><a href="http://www.proformaweb.it/_sito/index.php">Proforma</a></strong>, ormai storica agenzia di comunicazione pugliese specializzata in comunicazione politica (tra le campagne da loro gestite, specie per la parte spot video: Emiliano sindaco di Bari, Vendola, Ulivo, ecc.).</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/l4V5gJ1Qqp0&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/l4V5gJ1Qqp0&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Quante volte si può fare &#8220;si può fare&#8221;?</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/03/quante-volte-si-puo-fare-si-puo-fare/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 22:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le mille vite del video "Yes We Can" con i suoi cloni italiani e democratici. Che, inevitabilmente, mancano un po' di originalità e mordente - un po' bloccati a metà del guado tra professionismo e vero UGC. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi due giorni si sono moltiplicati i cloni-video di &#8220;Si può fare&#8221;. Ovviamente il riferimento è il celeberrimo e riuscitissimo &#8220;<strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY&#038;feature=related">Yes We Can</a></strong>&#8221; del rapper <strong><a href="http://www.yeswecansong.com/">Will.I.Am</a></strong>, omaggiato più o meno &#8220;dal basso&#8221; alla campagna di <strong>Barack Obama</strong>. Che è, come tutti sanno, diventato anche lo slogan della campagna di <strong>Walter Veltroni</strong> e del Pd, declinata peraltro in tutte le &#8220;lingue d&#8217;Italia&#8221; in <a href="http://ecommerce.partitodemocratico.it/adon.pl?act=idx&#038;sid=6">alcuni materiali di campagna</a>. </p>
<div class="img " style="width:600px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/04/magliettasipuofare_piccola.jpg" alt="Maglietta Si può fare, gadget del Partito Democratico con lo slogan in tutti i dialetti d’Italia" width="600" height="380" />
	<div>Maglietta Si può fare, gadget del Partito Democratico con lo slogan in tutti i dialetti d’Italia</div>
</div>
<blockquote><p>Veniamo ai cloni italiani, che &#8211; come quelli anglosassoni &#8211; non brillano per efficacia &#8211; non potendo peraltro nemmeno contare, come detto, sull&#8217;effetto novità (il video originale è stato molto visto anche in Italia).</p></blockquote>
<p>Il video di Yes We Can ha ovviamente prodotto, come tutti i contenuti di successo su YouTube, molti cloni, risposte, varianti. Tutti inevitabilmente molto distanti dal fascino del prodotto originale. Che non solo era ben realizzato: ma coglieva e interpretava anche un <em>mood</em> positivo crescente &#8211; una atmosfera felice &#8211; che andava coagulandosi intorno al senatore di colore. </p>
<p><H3>PRIMO VIDEO</H3><br />
Il primo da segnalare è il video presente sulla home page di <strong><a href="http://www.democratica.tv/">Democratica.tv</a></strong>, quindi fortemente &#8220;endorsato&#8221; dalla campagna PD. Così presentato dalla web tv di Veltroni: «<em>Un video realizzato dagli utenti di democratica tv, con la partecipazione di <strong>Neri Marcorè</strong>, <strong>Luca Barbarossa</strong> ed altri personaggi del mondo dello spettacolo</em>». I</p>
<p><object width="400" height="320"><param name="movie" value="http://www.democratica.tv/js/mediaplayer.swf"/><param name="allowfullscreen" value="true"><param name="flashvars" value="config=http://www.democratica.tv/playerconfig.xml&#038;file=http://www.democratica.tv/xml/embed/4166"/><embed src="http://www.democratica.tv/js/mediaplayer.swf" type="application/x-shockwave-flash" flashvars="config=http://www.democratica.tv/playerconfig.xml&#038;file=http://www.democratica.tv/xml/embed/4166" allowfullscreen="true" width="400" height="320"/></object></p>
<blockquote><p>Peraltro senza la presenza in video di Veltroni: il che fa diventare la citazione del video pro-obama insieme troppo esplicita e poco sfruttata. </p></blockquote>
<p>Il video, che cerca di richiamare la formula vincente di Yes We Can nell&#8217;uso del bianco e nero e nella presenza di alcuni personaggi famosi come Neri Marcorè, Luca Barbarossa, <strong>Giobbe Covatta</strong> e altri, si risolve però alla fine in una copia sbiadita, che non riesce mai a decollare. </p>
<p><strong>NB</strong>:il video è stato comunque pensato, girato e prodotto da un gruppo di professionisti della comunicazione esterni al PD, come un &#8220;regalo&#8221; spassionato al loro candidato preferito; ulteriori informazioni sul sito <a href="http://www.sipuofare2008.net/HOME.html">Sipuòfare2008</a>.</p>
<p><H3>SECONDO VIDEO</H3><br />
Un altro video sulla falsariga dell&#8217;originale Yes We Can è quello montato dalla redazione del <a href="http://www.la7.it/tetris">programma Tetris</a> in onda su La7 &#8211; che ha il merito di riproporre spezzoni dei discorsi di Veltroni &#8211; vero punto di forza del video di Will.I.Am.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EDvrYkQBPH8&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/EDvrYkQBPH8&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p><H3>TERZO VIDEO</H3><br />
Infine, e ben prima di questi due, un vero UGC &#8211; un video prodotto dagli utenti. E&#8217; il video uploadato su YouTube dall&#8217;utente <strong><a href="http://it.youtube.com/user/Mrlkptc">Mrlkptc</a></strong>, alla fine dei conti (forse) anche il più divertente &#8211; e nonostante le pecche tecniche</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NS_SWGhw1Fo&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/NS_SWGhw1Fo&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Mignani, pubblicitario. Dall&#8217;Amaro Ramazzotti alla DC</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 12:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano Germani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' scomparso Marco Mignani, pubblicitario e comunicatore politico, autore di alcune campagne per la DC. Una comunicazione politica che non c'è più (o forse ancora un po')]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; <a href="http://news.google.it/news/url?sa=t&#038;ct=:ePkh8BM9E0Kzg0WIKTUHm00wS36xARUAAL8GCOI/1-0&#038;fp=47f2bbc75e2652d7&#038;ei=JiXyR8TUHpSmoAOn-ajUBA&#038;url=http%3A//www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200804articoli/31497girata.asp&#038;cid=1137179167&#038;usg=AFrqEzcwFl45MYAEGw-ulJO6VGPsC77WAg">morto</a> <strong>Marco Mignani</strong>. Scompare dalla scena uno dei migliori <a href="http://www.mpgmilano.it/">pubblicitari italiani</a> di sempre. Rimarranno nella storia, tra le altre, le sue <a href="http://video.google.com/videoplay?docid=-3767160633967035363&#038;hl=it">campagne advertising per Palmera</a>, Beltè, Dixan e soprattutto <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2m8jnLuMEYA">Amaro Ramazzotti</a>.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2m8jnLuMEYA&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/2m8jnLuMEYA&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>Ma Mignani è stato anche un abile comunicatore politico. Tra le sue invenzioni, c&#8217;è la campagna &#8220;Forza Italia&#8221; per la Democrazia Cristiana. Ideata per la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_italiane_del_1987">competizione elettorale del 1987</a>, ispirò quasi dieci anni dopo la nascita dell&#8217;omonimo movimento politico centrista di Silvio Berlusconi.</p>
<div class="img " style="width:188px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/04/forzaitalia_dc.jpg" alt="Manifesto Forza Italia per la DC. Anno 1987." width="188" height="276" />
	<div>Manifesto Forza Italia per la DC. Anno 1987.</div>
</div>
<p>In effetti, mettendo a confronto la clip realizzata da Mignani per la DC e il primo spot video di Forza Italia, si scoprono anche numerose analogie. A parte la forte somiglianza delle colonne sonore, è inevitabile notare la concorrenza dei riferimenti visivi. Per questi commercials politici &#8211; alla fine degli anni &#8217;80 così come alla metà dei &#8217;90 &#8211; la vita degli italiani è fatta soprattutto di ragazzi che vanno a scuola, matrimoni, legami di coppia e familiari forti, bambini piccoli.</p>
<p>SPOT DC<br />
<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/u9ZXjyPEM7U&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/u9ZXjyPEM7U&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>SPOT FORZA ITALIA<br />
<object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/J__0WF147hw&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/J__0WF147hw&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<blockquote><p>Facile poi notare come, nello spot di Mignani del 1987 sia assente ogni tono aggressivo e ogni riferimento negativo agli avversari politici.</p></blockquote>
<p>Valori esperienziali forti che scompaiono nei political ads contemporanei. I recentissimi spot del PD e del PDL sono fatti soprattutto di gente che lavora, i matrimoni sono assenti, i legami familiari e amicali sono surclassati da esperienze di vita individuali (lo sport, la carriera, l&#8217;evasione ludica, ecc.) e gruppali (consumo, aggregazione politica). I bambini (quando ci sono) stanno solo insieme alla mamma (scompaiono nonne e papà). E l&#8217;istruzione passa in secondo piano: niente scuole, al massimo qualche universitario che &#8211; rigorosamente &#8211; studia a casa da solo, o al massimo dei corsi di formazione per lavoratori.</p>
<p>Insomma, un&#8217;Italia politica diversa, forse più ingenua e tranquilla, almeno nelle forme esteriori della comunicazione.<br />
Da guardare, forse, con un pò di rimpianto.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>I&#8217;m PD? Gli errori (e le opportunità) dello spot pro-PD</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/26/im-pd-gli-errori-e-le-opportunita-dello-spot-pro-pd/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 06:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA["I'M PD" è il titolo di un video sulle note di YMCA messo online dai tipi di 02pd.it su YouTube e iniziato a circolare nella blogosfera più attenta ai fatti politici. Tra errori di definizione di contesto online e opportunità di visibilità mainstream, mentre altrove il Web batte la tv via cavo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Quando Internet vuole sa come essere veloce. Tempo di un link e di poche ore e il video <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=wJE4AAfV7b0">SI PUO&#8217; FARE con Walter &#8211; I&#8217;M PD</a></strong> ha fatto letteralmente il giro del Web italico. </p></blockquote>
<p>Andata e ritorno in pochi click, tra sberleffi e applausi. Il video girato dal PD di Milano (<a href="http://www.02pd.it">www.02pd.it</a>) è stato in realtà aggiunto due giorni fa, ma solo oggi il link è finito nel tritatutto conversazionale di Twitter e quindi risputato fuori con accelerazione centripeta di <a href="http://miic.livejournal.com/153215.html">blog</a> (Miic) in <a href="http://emmebi.blogspot.com/2008/03/si-pu-fare-di-peggio.html">blog</a> (Emmebi) in <a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/03/25/we-who-are-not-as-others/">blog</a> (Suzukimaruti) in <a href="http://www.casaizzo.com/2008/03/26/la-risposta-democratica/">blog</a> (Pietro Izzo) in <a href="http://www.akille.net/?p=1361">blog</a> (Akille: che azzarda un parere positivo), e così via (sembra uno scioglilingua 2.0).</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wJE4AAfV7b0&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/wJE4AAfV7b0&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<blockquote><p>E ovviamente c&#8217;è tutta <a href="http://www.youtube.com/user/diegobianchi">la serie di video animati</a> da <strong>Diego Bianchi</strong>, alias Zoro.</p></blockquote>
<p>Questo non è certo il primo video messo on line a favore del <strong>Partito Democratico</strong>: noi, come molti altri, <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/14/video-piu-o-meno-virali-il-mio-nome-e-ivan-e-mac-vs-pc/">avevamo segnalato</a> la bella serie opera del <a href="http://pdobama.wordpress.com/">Circolo on-line Obama</a> sul <strong><a href="http://pdobama.wordpress.com/tag/pd-vs-pdl/">confronto PD-PDL</a></strong> sulla falsariga dei famosi video comparativi MAC vs PC. Qui sotto l&#8217;ultimo video in ordine di tempo. </p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-qxj501OfRs&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-qxj501OfRs&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<blockquote><p>Tre considerazioni.</p></blockquote>
<p>Rispetto ai video geek del Circolo Obama, però, la risposta della Rete al video YMCA è stata &#8211; almeno in queste prime ore &#8211; più <a href="http://technorati.com/search/http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DwJE4AAfV7b0">intensa</a> (e anche più negativa). </p>
<h3>Prima considerazione. Il successo e il mainstream.</h3>
<blockquote><p>Il contenuto in sé, sul Web odierno, è difficilmente scindibile dai <em>meta-contenuti</em> conversazionali che lo accompagnano. </p></blockquote>
<p>La prima considerazione è che il video del PD YMCA avrà successo. Diventerà facilmente uno dei video politici più visti su YouTube italico di questo scorcio di fine campagna. E verrà probabilmente ripreso dai media &#8220;tradizionali&#8221;. La domanda è semmai se vale comunque la logica del &#8220;tutto bene purché se ne parli&#8221;. E se vale anche per i fenomeni di Rete. Perché talora il giudizio che collettivamente emerge intorno ad un prodotto di questo tipo può facilmente diventare un&#8217;aura negativa che ne puntella la visione, definendo di fatto la &#8220;situazione comunicativa&#8221; (si pensi per esempio ai commenti su YouTube o ai casi di embed con commento ironico).</p>
<h3>Seconda considerazione. La chiarezza dell&#8217;ingaggio comunicativo.</h3>
<blockquote><p>Apparentemente il video sembra fuoriuscire da ambienti &#8220;dentro&#8221; il partito (<a href="www.02pd.it">02pd.it</a>). Da cui appunto ci si aspetterebbe qualcosa di meglio. Forse non è così, ma la chiarezza su questo punto è vitale. Deve essere chiaro qual è il livello di &#8220;integrazione&#8221; ufficiale nella campagna.</p></blockquote>
<p>Al di là delle condivisibili critiche (sul testo troppo &#8220;berlusconiano&#8221;, sulla realizzazione filmica o sull&#8217;autoironia tarata male) il problema di questo video è anche in parte il modo in cui è stato presentato dai suoi autori (o addirittura <a href="http://www.02pd.it/?p=53">non contestualizzato</a> sul sito). Gli autori non si presentano come un gruppo di supporter con telecamerina (non come un UGC in senso stretto). Anche se probabilmente lo sono. L&#8217;ingaggio comunicativo è insomma poco chiaro. Ecco infatti come presentano il video (neretto mio): «<em><strong>La risposta democratica a &#8220;Meno male che Silvio c&#8217;è&#8221;</strong>. Una produzione &#8220;02PD a Milano piace democratico&#8221;, interpretata e realizzata da volontari e simpatizzanti del Partito Democratico per sostenere Walter Veltroni nella sfida elettorale</em>». La chiarezza è vitale. Se è un contenuto ufficiale le pretese aumentano, così come le critiche (soprattutto degli elettori d&#8217;area). Se è un contenuto &#8220;amatoriale&#8221; al massimo si fa una risata. </p>
<h3>Terza considerazione. Bastava scrivere: è stato fatto con 70 euro di budget.</h3>
<blockquote><p>Quello che è mancato a questo video (cui non manca invece una certa divertita verve) è insomma anche una efficace <em>definizione del contesto comunicativo</em>: chi è che sta dietro la macchina da presa?</p></blockquote>
<p>E dal punto due si va facile al punto tre. Perché appunto &#8211; dal mio punto di vista e mi ripeto &#8211; quello che è mancato a questo video è una efficace <em>definizione del contesto comunicativo</em>. La capacità di comunicare <strong>prima ancora che si prema il pulsante play</strong> cosa si sta andando a vedere: uno spot commissionato da Veltroni? Un video approvato dal PD lombardo o milanese? Una semplice iniziativa di simpatizzanti? Eppure cercando in giro ho trovato il <a href="http://pier.ilcannocchiale.it/post/1841643.html">blog</a> di uno dei suoi autori, in cui si scrive «<em>Ecco il video che abbiamo realizzato con i ragazzi di 02PD. 3 settimane di lavoro, 70 euro di budget e tanta passione</em>». Ecco. Era questa esattamente la cosa da scrivere accanto al video su YouTube. </p>
<p><em>Nota personale.</em><br />
Non vorrei (e lo dico con timore vero) che questo video sia in parte la prova che l&#8217;illusione di una certa internet miracolistica, del &#8220;famo er viral come Obama&#8221; stia dando il colpo finale alla mai-davvero-nata propensione comunicativa della politica italiana. Il tutto mentre altrove si fanno i conti: e spunta fuori che <a href="http://www.youtube.com/watch?v=pWe7wTVbLUU">lo speech di Barack Obama</a> sul razzismo (di cui ho scritto <a href="http://www.webgol.it/2008/03/19/il-miglior-discorso-di-obama-lo-dice-internet/">con abbondanza di link su Webgol</a>), ha ora raggiunto quota quattro milioni e passa di visualizzazioni. Ne scrive <strong>Ari Melber</strong> su <a href="http://www.techpresident.com/node/23211">TechPresident</a> e dice, in soldoni: il totale delle visualizzazioni del discorso su YouTube nell&#8217;ultima settimana <strong>ha superato l&#8217;audience dello stesso discorso sulla tv </strong>(sui tre canali della televisione via cavo). </p>
<p><strong>update</strong> (28/03/08): Il video è <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/28/quel-video-non-sha-da-fare-il-video-im-pd-e-il-copyright/">stato tolto da YouTube</a> per problemi di copyright; ovviamente in molti <a href="http://it.youtube.com/results?search_query=i%27m+pd&#038;search_type=">lo hanno ripostato</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mi manifesto senza distinguermi (senza Coca-Cola)</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/22/mi-manifesto-senza-distinguermi-e-senza-coca-cola/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 15:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi manifesto senza distinguermi. La "tecnica del camaleonte" delle affissioni politiche: che per distinguersi troppo, rischia di confondersi con la pubblicità commerciale. Con l'elettore che vota per "Intimissimi"...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Tre segnalazioni veloci e pasquali sull&#8217;aspetto iconico/grafico/visivo di questa campagna elettorale: manifestazioni politiche, appunto</p></blockquote>
<p> Forse per la diradata presenza sul territorio delle campagne elettorali dei singoli candidati <em>(c&#8217;è bisogno che ripeta quanto negativa è questo sistema elettorale senza preferenze per l&#8217;evoluzione della comunicazione politica? tralasciando per ora e per disamor di polemica &#8211; ma ne ho scritto spesso &#8211; i deficit <em>democratici</em> di un sistema che di fatto decide parte del parlamento nelle più o meno segrete stanze)</em>; forse come segno dell&#8217;inevitabile declino di un <em>hype</em> (di una in parte immotivata esaltazione) dello strumento comunicativo del manifesto politico. </p>
<p>Sta di fatto che questa è forse la campagna elettorale del dopo-tangentopoli che fornisce meno spunti o stimoli agli amanti (o ai detrattori) dell&#8217;affisionistica esterna &#8211; e anche se la creatività ironica che trova visibilità si diffonde anche grazie alle reti sociali ha trovato comunque modo di far satira e goliardia ritoccando l&#8217;esistente (in ossequio a quel fenomeno di <em>political busting</em> di cui scrivevano <strong>Derrick De Kerckhove</strong> e <strong>Vincenzo Susca</strong> ne L’Espresso del 6/12/07: vedi per esempio galleria di <a href="http://www.repubblica.it/speciale/2008/elezioni/gallerie/index.html">Repubblica</a>).</p>
<p><strong>UNO.</strong><br />
<strong>Social Design Zine</strong>, rivista edita dall&#8217;Aiap ha pubblicato qualche giorno fa una analisi breve dei <a href="http://sdz.aiap.it/notizie/10054">manifesti elettorali in giro per le strade</a>. </p>
<p>Riporto il giudizio sul manifesto di Di Pietro come esempio di una &#8220;deriva camaleontica&#8221; della affissione politica sullo sfondo della pubblicità urbana di tipo commerciale (in atto in realtà da molti anni). Una deriva che anche a mio giudizio gioca poco a favore della &#8220;distintività&#8221; comunicativa del messaggio politico. O, per meglio dire: la direzione è giusta (in qualche modo distinguersi dal <em>competitor</em> politico) il risultato meno (perché ci si confonde nuovamente, ma con le pubblicità commerciali).</p>
<div class="img " style="width:570px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/manifesto_dipietro.jpg" alt="Manifesto dell’Italia dei Valori" width="570" height="381" />
	<div>Manifesto dell’Italia dei Valori</div>
</div>
<p>Scrive <a href="http://sdz.aiap.it/notizie/10054">Gianni Sinni</a>: «<em>Nella schiera compatta di facce e faccioni che ci scrutano dai muri emerge, purtroppo negativamente, la campagna dell&#8217;Italia dei valori con la discutibile bistecca. Un&#8217;immagine giustificata dalla greve headline &#8220;Abbiamo tolto il grasso alla politica&#8221;. Al di là della valutazione del linguaggio, rimane difficile per un comune mortale distinguere il manifesto di Di Pietro dalle offerte speciali di un qualsiasi supermercato</em>».</p>
<p><strong>DUE</strong><br />
E&#8217; più o meno il senso della battuta riportata da <strong><a href=" http://blog.morellinet.com/categories/momoblog/2008/03/12.html#a2273">Massimo Morelli</a></strong> (buona)</p>
<p>«<em>Sentita oggi in ufficio da un cliente: &#8220;Ho guardato le facce sui cartelloni. Ho guardato Berlusconi e Veltroni, Casini e Santanché. Alla fine penso di votare per quella di Intimissimi&#8221;</em>»</p>
<p><strong>TRE</strong><br />
Ed è forse anche colpa della logica (non confortata) della Coca-Cola e dei continui <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/07/partiti-2008-tassonomia-della-grafica-politica-italiana/">cambiamenti di loghi</a> e immagine &#8211; evocata in alcune vignette di <strong>Gianluca Costantini</strong> ed <strong>Elettra Zamboulis</strong> per la serie elettorale e a fumetti <em>V(u)oto a perdere</em>, sempre per i tipi di <a href="http://sdz.aiap.it/home.php">Sdz</a>. Da seguire.</p>
<div class="img " style="width:400px;">
	<a href="http://sdz.aiap.it/home.php"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/cocacola01_bis.jpg" alt="La coca cola lo sa 01, di Costantini e Zamboulis per Sdz" width="400" height="400" /></a>
	<div>La coca cola lo sa 01, di Costantini e Zamboulis per Sdz</div>
</div>
<p><em>[la copertina è tratta da <a href="http://staging.aiap.it/imgcontenuti/005.png">questa vignetta</a> di Costantini e Zamboulis]</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Video virali: il mio nome è Ivan e Mac vs Pc</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 20:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Video (più o meno) virali: il mio nome è Ivan e Mac/Pd vs Pc/Pdl. Ne conoscete altri?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Comunque mi chiamo Ivan&#8221; è il titolo dello spot di <strong><a href="http://www.ivanscalfarotto.it/">Ivan Scalfarotto</a></strong>, candidato per il Pd al collegio Lombardia 1 &#8211; il regista è un nome note del cinema italiano: <strong>Paolo Virzì</strong>.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/joz9IBOUGlU&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/joz9IBOUGlU&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>Sempre via Scalfarotto, trovo <a href="http://pdobama.wordpress.com/tag/pd-vs-pdl/">una serie di video</a> del <a href="http://pdobama.wordpress.com">Circolo on-line Barack Omama</a>. Il riferimento è ovviamente ai famosi <a href="http://www.apple.com/getamac/ads/">spot comparativi</a> tra Mac e Pc. Come nella sfida tra Obama e Hillary in cui c&#8217;è chi, come l&#8217;autorevolissimo <a href="http://www.nytimes.com/2008/02/04/technology/04link.html">New York Times</a>, ha detto che il primo è un Mac e la seconda è un Pc (nella logica di contrapposizione che divide <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/06/lo-spin-matematico-e-le-due-americhe-democratiche/">le due americhe democratiche</a>). Qui ovviamente i due protagonisti sono il PD e il PDL (qui sotto il secondo della serie).</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/YjjdzHOVEgI&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/YjjdzHOVEgI&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>Sono entrambi video pensati per una diffusione in Rete (anche se il primo ha certamente qualità broadcast).<br />
Se ne conoscete altri segnalateli nei commenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vota con todas tus fuerzas. La campagna GOTV di Zapatero</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 10:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vota con todas tus fuerzas. La campagna GOTV (e vincente) di Zapatero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vota con todas tus fuerzas</em>, vota con tutta la tua forza: questa la campagna <strong>GOTV</strong> (Get Out The Vote: avevamo già fatto <a href="http://www.spindoc.it/category/issues/gotv/">alcuni esempi</a> di questa particolare tipologia di comunciazione politica) sulla quale il premier uscente spagnolo <strong>Zapatero</strong> ha molto puntato: con <a href="http://www.youtube.com/user/psoe">spot</a> e manifesti.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UZHSlRcK7x4"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/UZHSlRcK7x4" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>Ieri su <a href="http://www.dnews.eu/">DNews</a> (l&#8217;intero articolo un po&#8217; modificato su <a href="http://www.webgol.it/2008/03/11/vota-con-tutta-la-tua-forza-sottinteso-per-me-da-zapatero-a-beppe-grillo/">webgol</a>) ho scritto di questa splendida campagna spagnola (sopra il terzo spot: mirabile) e della strategia &#8220;partecipativa&#8221; volta a recuperare l&#8217;elettorato acquiescente (in Italia, nonostante gli appelli al non-voto di Grillo ancora poco praticata).</p>
<p>LINK: <a href="http://www.webgol.it/2008/03/11/vota-con-tutta-la-tua-forza-sottinteso-per-me-da-zapatero-a-beppe-grillo/">Vota con tutta la tua forza (sottinteso: per me). Da Zapatero a Beppe Grillo.</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fai attivismo creativo per lui? Il candidato ringrazia</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/10/fai-attivismo-creativo-per-lui-il-candidato-ringrazia/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 13:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Obama ringrazia l'autore di un manifesto a lui dedicato. Regole d'ingaggio 2.0 con la creatività che viaggia in Rete.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Dear Shepard, I would like to thank you for using your talent in support of my campaign». Così inizia la lettera che <strong>Barack Obama</strong>, candidato alla presidenza degli Stati Uniti lato democratico, ha mandato a <strong><a href="http://obeygiant.com/post/check-it-out">Shepard Fairey</a></strong>, geniale grafico che ha disegnato e diffuso in Rete uno splendido manifesto dedicato a Barack (qui sotto).</p>
<div class="img " style="width:447px;">
	<a href="http://obeygiant.com/post/check-it-out"><img src="http://obeygiant.com/images/2008/03/obama_shep_print_final2.jpg" alt="Change, by Shepard Fairey" width="447" height="699" /></a>
	<div>Change, by Shepard Fairey</div>
</div>
<p>La lettera continua con il senatore di colore che scrive: «<em>Your image have a profound effect on people, whether seen in a gallery or on a stop sign. I&#8217;m priviledged to be a part of your artwork and proud to have your support</em>». Parole perfette, scelte in modo delizioso. E ottima strategia di ingaggio con la creatività della Rete.</p>
<div class="img " style="width:550px;">
	<a href="http://obeygiant.com/post/check-it-out"><img src="http://obeygiant.com/images/2008/03/obama_letter-to-shepard-fairey.jpg" alt="La lettere che Barack Obama ha mandato a Shepard Fairey per ringraziarlo" width="550" height="699" /></a>
	<div>La lettere che Barack Obama ha mandato a Shepard Fairey per ringraziarlo</div>
</div>
<p>Lo stesso Shepard rivela di essere stato contattato dallo staff di campagna e che il manifesto sarà disponibile in vendita direttamente dal sito ufficiale (probabilmente in <a href="http://store.barackobama.com/Office_s/600.htm">questa sezione</a>). Un processo inclusivo del <em>grassroots creativo</em>. Peraltro senza né copiare né approfittarsene, ma pienamente rispettando (e valorizzando) il lavoro creativo originario.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Girl seen in Clinton&#8217;s &#8217;3 a.m.&#8217; ad supports Obama</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/10/girl-seen-in-clintons-3-am-ad-supports-obama/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 08:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La bambina di otto anni nello spot di Hillary, beh: ora ha diciotto anni e supporta Obama...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordate lo spot delle 3 a.m. o detto anche <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/04/chi-vorresti-al-telefono-obama-o-clinton/">format dei 7 minuti</a>? E&#8217; un format pensato per suggerire il candidato con migliore attitudine al comando &#8211; maggiormente presidenziale, deciso, competente, sicuro di sé. La domanda sottesa dello spot (usato recentemente dalla Clinton e replicato da Obama) è: <em>chi vorresti che ci fosse all’altro capo del telefono se alle 3 di notte c&#8217;è una crisi internazionale</em>?</p>
<p>Secondo molti anche grazie a questa strategia aggressiva <strong>Hillary Clinton</strong> è riuscita a sopravanzare Obama in <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/06/lo-spin-matematico-e-le-due-americhe-democratiche/">Texas e Iowa</a>. </p>
<blockquote><p>Le riprese originarie erano state girate dieci anni fa per uno spot di una compagnia ferroviaria e la campagna di Hillary le aveva comprate da Getty Images.</p></blockquote>
<p>Ora però, e valga come chiosa leggera e come dimostrazione delle mille insidie comunicative di una campagna elettorale, la CNN <a href="http://www.cnn.com/2008/POLITICS/03/10/clinton.ad.obama.ap/index.html">ha intervistato</a> la bambina di otto anni protagonista proprio di quel video: ora ha 18 anni e supporta Obama! </p>
<p>La ragazza, che si chiama <strong>Casey Knowles</strong>, ha avuto contatti con la campagna di Obama e afferma che potrebbe anche girare un contro-spot con Barack: &#8220;<em>They thought that was really funny. They actually might take me up on it</em>&#8220;.</p>
<p>LINK: <a href="http://www.cnn.com/2008/POLITICS/03/10/clinton.ad.obama.ap/index.html">Girl seen in Clinton&#8217;s &#8217;3 a.m.&#8217; ad supports Obama</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il nuovo video di Zoro? Ceci n&#8217;est pas un video</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/05/il-nuovo-video-di-zoro-ceci-nest-pas-un-video/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 18:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Zoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo video di Tolleranza Zoro. Diego Bianchi come Magritte (più o meno).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Teaser: Tempo di elezioni. Tempo di campagne e compagnie, di profili e profilazioni, di pose e posizioni. Non è tempo di tirarsi indietro neppure per Zoro, anzi: <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/504921">è tempo di proporsi</a>. Stavolta la telefonata è di Zoro al Walter</p></blockquote>
<p> L&#8217;indomito <a href="http://zoro.blog.excite.it/">Zoro</a>, al secolo Diego Bianchi, irriverente per vocazione sfida i tabù e &#8211; addirittura &#8211; parla al conducente del pullman (Veltroni insomma). Insomma <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/504921">è tempo di agire</a>; non si tratta più di aspettare una telefonata che potrebbe arrivare troppo tardi. </p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RG2FQ6M43Vo"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/RG2FQ6M43Vo" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>Da perfetto alfiere della par condicio, Zoro confronta la sua effige con quelle dei maggiori candidati che ormai affollano le nostre strade (e muri e cassonetti e cartelloni). Sotto i manifesti ottiene sullo spettatore un duplice risultato &#8211; non so quanto voluto. Da un lato si svela umanamente (rispetto agli altri video il registro passa dalla commedia all&#8217;autoironia) e potreste persino dire di averlo visto sorridere.</p>
<p>Dall&#8217;altro &#8211; ma sono solo opinioni &#8211; evidenzia come il contesto (tecnicamente l&#8217;isotopia) di quei manifesti sia non una costruzione di realtà ma un registro espressivo che costruisce l&#8217;illusione di realtà e di semplicità\spontaneità a partire da elementi che non sono reali, né semplici né spontanei.</p>
<p>Insomma, Zoro che si atteggia a candidato sotto un manifesto è un po&#8217; come la scritta  &#8220;<strong>Ceci n&#8217;est pas une Pipe</strong>&#8221; sotto la pipa di Magritte. Ricorda che quello è un manifesto e non il candidato.</p>
<p>LINK: <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/504921">Io son bello e tu no</a>, di Diego Bianchi (alias Zoro)</p>
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		<title>Chi vorresti al telefono: Obama o Clinton?</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 19:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising e mailing]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Hillary Clinton]]></category>
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		<description><![CDATA[La nazione è in pericolo. Ci sono tre minuti di tempo per comunicare la notizia al presidente, che ha solo quattro minuti per agire. Chi vorresti che ci fosse all’altro capo del telefono?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il dilemma di chi fa ad politico è come riproporre format datati restando in bilico tra comprovato e innovativo. E&#8217; trovare &#8220;qualcosa di nuovo, ma che abbia già funzionato&#8221;.</p></blockquote>
<p> Mentre è in corso il <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/04/big-tuesday-ancora-in-texas-e-ohio-e-decisivo/">secondo super tuesday</a> forse decisivo per la sfida democratica, è forse l&#8217;ultimo momento utile per tener traccia degli ultimi scambi comunicativi di campagna, che &#8211; specie quando esce fuori dalla Rete e va sul terreno minato degli spot televisivi &#8211; ritrova negatività e aggressività. L&#8217;ultima fetta di campagna è stata caratterizzata dal format dei &#8220;<strong>7 minuti</strong>&#8220;.  Ecco di cosa si tratta (per sapere <a href="http://www.camilloblog.it/archivio/2007/02/14/rudy-guida-i-metro-republicans-con-sette-minuti-di-vantaggio/">il perché del nome</a> leggi <strong>Christian Rocca</strong>, che riprende <strong>George Will</strong> del Washington Post).</p>
<p>Immaginate la scena: sono le tre del mattino, i tuoi bambini dormono tranquilli ma la Nazione è in pericolo. Avete tre minuti di tempo per comunicare la notizia ai vertice del paese e chi risponde ha solo quattro minuti per agire.<br />
La domanda è: <strong>chi vorresti che ci fosse all&#8217;altro capo del telefono?</strong></p>
<p>Questa volta <strong><a href="http://www.hillaryclinton.com/video/142.aspx">Hillary Clinton</a></strong> si è aggiudicata la palma della più veloce (nel proporre il format e nell&#8217;alzare la cornetta).</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/M70emIFxETs"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/M70emIFxETs" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>Ecco il testo dello spot: «<em>It&#8217;s 3 a.m. and your children are safe and asleep. But there&#8217;s a phone in the White House and it&#8217;s ringing. Something&#8217;s happening in the world. Your vote will decide who answers that call. Whether it&#8217;s someone who already knows the world&#8217;s leaders, knows the military &#8212; someone tested and ready to lead in a dangerous world. It&#8217;s 3 a.m. and your children are safe and asleep. Who do you want answering the phone?</em>»</p>
<p>Obama, però non resta certo a guardare ed anzi accetta la sfida e cerca lo scontro diretto utilizzando il medesimo &#8220;format&#8221; della sua avversaria. Utilizzando lo stesso incipit ma poi sostituendosi all&#8217;ex-first lady come commander in chief.</p>
<p><embed src="http://services.brightcove.com/services/viewer/federated_f8/353515028" bgcolor="#FFFFFF" flashVars="videoId=1438426955&#038;playerId=353515028&#038;viewerSecureGatewayURL=https://services.brightcove.com/services/amfgateway&#038;servicesURL=http://services.brightcove.com/services&#038;cdnURL=http://admin.brightcove.com&#038;domain=embed&#038;autoStart=false&#038;" base="http://admin.brightcove.com" name="flashObj" width="486" height="412" seamlesstabbing="false" type="application/x-shockwave-flash" swLiveConnect="true" pluginspage="http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash"></embed></p>
<p>Quanto all&#8217;impatto di questi video, magari saranno in parte leggibili in controluce nei risultati del super tuesday.</p>
<p>Bonus: una <a href="http://blog.washingtonpost.com/the-trail/2008/02/29/clinton_as_commanderinchief_1.html">bella analisi</a> di <strong>Howard Kurtz </strong>sul The Trail.</p>
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