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	<title>Spindoc &#187; crossmedia</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>Internet better politics. Da Vendola all&#8217;open gov.</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 19:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Convegni e conferenze]]></category>
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		<description><![CDATA[Il giorno dopo Toscana Lab, materiali, idee, un (semi)decalogo e alcune presentazioni della parte politica della due giorni fiorentina alla ricerca dei modi con cui Internet migliora la vita (e in questo caso la politica).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Conclusi a Firenze, presso la Gipsoteca dell’Istituto d’arte di Porta Romana, i lavori di <a href="http://www.toscanalab.it/programma-29-giugno/">ToscanaLab</a>.</p></blockquote>
<p>Il tema (generale) è stato “Internet Better Life”, <a href="http://www.toscanalab.it/about/">ovvero</a>: &#8220;Come internet e il web 2.0 contribuiscono a migliorare la vita degli individui, veicolando in modo diverso e più ricco la conoscenza, modificando le relazioni tra le persone e trasformando di fatto l’azione sociale, con un approccio allargato e partecipativo&#8221;.</p>
<p>Di seguito alcuni dei punti emersi durante il workshop del 29 giugno intitolato &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/2010/06/25/internet-better-life-la-politica-pa-e-nuovi-media/">Internet better society</a>&#8221; e dedicato alla politica, al giornalismo e alla pubblica amministrazione.  Con interventi di <a href="http://www.sergiomaistrello.it">Sergio Maistrello</a>, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/">Ernesto Belisario</a>, <a href="http://www.liviacolare.com/">Livia Iacolare</a>, <a href="http://www.proformaweb.it">Dino Amenduni</a> e <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a> (e moderato da<a href="http://www.webgol.it"> Antonio Sofi</a>)</p>
<h3>Alcuni punti emersi</h3>
<p>I punti di cui sotto andranno a contribuire &#8211; insieme ai &#8220;risultati&#8221; dei lavori degli altri workshop paralleli &#8211; a una sorta di &#8220;decalogo&#8221; dell&#8217;evento Internet better life, che sarà pubblicato sul <a href="http://www.toscanalab.it">sito di Toscana Lab</a>.</p>
<div id="attachment_2540" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/territorio.jpg" alt="Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro" width="719" height="463" class="size-full wp-image-2540" /><p class="wp-caption-text">Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Trasparenza e fiducia</strong></p>
<blockquote><p>Negoziazione fiduciaria e traslucida: niente più &#8220;severamente vietato&#8221; o posta &#8220;raccomandata&#8221;. </p></blockquote>
<p>La società digitale è trasparente e translucida: ci si vede (ci si deve vedere) attraverso. La spinta verso la massima trasparenza vale per la politica e per la pubblica amministrazione, per il giornalismo e l’informazione, per il pubblico e i cittadini. Una nuova negoziazione che produce una nuova opinione pubblica: più informata e attiva, in cui nessuno può nascondere niente o avere rendite di posizione. Una nuova negoziazione fiduciaria. Il termine è inoltre legato a doppio filo all’attività della Pubblica Amministrazione: la trasparenza degli atti amministrativi può essere realizzata solo e unicamente tramite le nuove tecnologie. Per rendere noti decisioni e risultati; per migliorare il rapporto dei cittadini con la burocrazia e la competitività delle scelte delle aziende.</p>
<p><strong>Ascolto e condivisione</strong></p>
<blockquote><p>Non è più l&#8217;audience che deve avere grandi orecchie, ma la politica e il giornalismo che devono ascoltare, prima di dire. </p></blockquote>
<p>Più che per parlare, i nuovi media servono per ascoltare gli altri. Il pubblico ha subito una mutazione antropologica: non è più audience muta, ma è composta di persone che possono pubblicare e si aggregano intorno a un bisogno o un contenuto. Una propensione all’ascolto e all’apertura verso l’esterno è sempre più il presupposto per poi dire con sensatezza. All’ascolto si lega l’idea di condivisione – che chiama in causa tutti i soggetti interessati nessuno escluso. Non è un flusso che viene dall’alto, ma un meccanismo circolare attivato da tutti i nodi che stanno in rete: ogni pezzo di contenuto e informazione condiviso migliora la vita di chi viene in contatto con esso.</p>
<div id="attachment_2542" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/grassroots.jpg" alt="Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro" width="719" height="500" class="size-full wp-image-2542" /><p class="wp-caption-text">Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Riscoperta del territorio e senso di comunità </strong></p>
<blockquote><p>Il territorio e le comunità che lo animano sono le ultime nicchie possibili &#8211; e quelle più vitali.</p></blockquote>
<p> I nuovi media non sono solo fattore di globalizzazione. Ma sempre più una riscoperta del territorio e del locale, grazie a comunità di persone che trovano online gli strumenti per conoscersi, far conoscere i propri bisogni, attivarsi e organizzarsi. Le comunità che si creano online (anche se non hanno una base geolocalizzata) hanno un forte senso di appartenenza e adesione – che può diventare anche il vero valore aggiunto per l’innovazione e il cambiamento.</p>
<p><strong>Impegno “grassroots” e approfondimento narrativo</strong></p>
<blockquote><p>Oltre la tv e i formati facili e semplificati, c&#8217;è spazio per l&#8217;approfondimento.</p></blockquote>
<p> I nuovi spazi digitali consentono e aprono alla progettazione, produzione e distribuzione di contenuti dal basso (“grassroots”) che aggirano le logiche mediali tradizionali e si caratterizzano per un maggiore impegno. Una propensione (spesso multimediale) legata alla ricerca dell’approfondimento, della narrazione, della profondità dello sguardo sui fatti e sugli eventi.</p>
<p><strong>Sincronizzazione e “bridging” tra diverse velocità</strong></p>
<blockquote><p>Piattaforma di comunicazione e di condivisione: per camminare insieme.</p></blockquote>
<p> In contesti in cui esistono varie e diverse sensibilità, tradizioni, velocità e esperienze (pe l’Unione Europea), il web può servire per “sincronizzare” i vari punti di vista e fare da ponte (“bridge”). Sia per la costruzione di una identità comune, sia – più pragmaticamente – per concordare delle politiche efficaci e condivise.</p>
<h3>Le presentazioni e gli interventi</h3>
<p>Di seguito gli interventi pubblicati online, su slideshare o altrove</p>
<p>ANTONIO SOFI (in plenaria il 28 giugno), &#8220;Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale&#8221;.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4652306"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/webgol/politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" title="Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.">Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.</a></strong><object id="__sse4652306" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4652306" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/webgol">Webgol Network</a>.</div>
</div>
<p>SERGIO MAISTRELLO, &#8220;Le opportunità della dimensione iperlocale&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4649488"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello/toscanalab-2010" title="Le opportunità della dimensione iperlocale - ToscanaLab 2010">Le opportunità della dimensione iperlocale &#8211; ToscanaLab 2010</a></strong><object id="__sse4649488" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4649488" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello">Sergio Maistrello</a>.</div>
</div>
<p>DINO AMENDUNI, &#8220;Puglia. Due casi non casuali di comunicazione politica&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4648997"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/doonie/nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" title="Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica">Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica</a></strong><object id="__sse4648997" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4648997" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/doonie">Dino Amenduni</a>.</div>
</div>
<p>ERNESTO BELISARIO, &#8220;Open Government. Miti, realtà, speranze&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4808174"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario/open-government-miti-realt-e-speranze" title="Open government  (miti, realtà e speranze)">Open government  (miti, realtà e speranze)</a></strong><object id="__sse4808174" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4808174" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario">Ernesto  Belisario</a>.</div>
</div>
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		<title>West Wing Week, l&#8217;Obama disintermediato</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/05/17/west-wing-week-lobama-disintermediato/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2010/05/17/west-wing-week-lobama-disintermediato/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 15:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Benucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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		<description><![CDATA[Un appuntamento settimanale con il dietro le quinte della Casa Bianca: è l'ultima iniziativa di comunicazione "disintermediata" dell'amministrazione Obama, che un po' fa arrabbiare i media tradizionali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Barack Obama e i nuovi media. Sottotitolo: una storia infinita (e informale).</p></blockquote>
<p> Dentro il <a href="http://www.youtube.com/user/whitehouse">canale youtube</a> della Casa Bianca (con rimbalzi sugli altri media e social media) c&#8217;è una rubrica video che, inaugurata i primi di aprile, sta facendo molto parlare di sé. Il titolo, <em><a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=E1EB2717BDB0BFC3">West Wing Week</a></em>, si rifà al nome dell’ala della Casa Bianca in cui è ospitato lo studio Ovale  presidenziale (e anche un po&#8217; alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/West_Wing_-_Tutti_gli_uomini_del_Presidente">famigerata serie creata da Aaron Sorkin</a>, di cui Spindoc ha scritto molti mesi fa <a href="http://www.spindoc.it/2008/09/23/obama-aaron-sorkin-e-il-presidente-di-west-wing/">in occasione di un incontro particolare</a>). I sei video (finora) aggiornano in una manciata di minuti sulle attività della  Casa Bianca con uno stile “alla mano” e informale: una comunicazione non ingessata, rapida ma puntuale su  cosa succede al 1600 di Pennsylvania Avenue.</p>
<h3>La playlist della serie West Wing Week sul canale YouTube della Casa Bianca</h3>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/p/E1EB2717BDB0BFC3&#038;hl=it_IT&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/p/E1EB2717BDB0BFC3&#038;hl=it_IT&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<blockquote><p>&#8220;E&#8217; come se il nostro album di Flickr potesse parlare&#8221; afferma il video grafico della Casa Bianca Arun Chaudhary.</p></blockquote>
<p> &#8220;Con tutto quello che il Presidente ha da fare durante le settimana &#8211; si legge sul <a href="http://www.whitehouse.gov/blog/2010/04/02/west-wing-week">sito della Casa Bianca</a> &#8211; è facile omettere notizie importanti e eventi interessanti. <a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=E1EB2717BDB0BFC3">West Wing Week</a> è il sunto degli ultimi sette giorni al 1600 di Pennsylvania Avenue, o ovunque il Presidente viaggi. Riporta gli highlights degli eventi dell&#8217;ultima settimana uniti a estratti dietro le quinte della vita alla Casa Bianca&#8221;.</p>
<p>In realtà i video, montanti dal grafico video ufficiale Arun Chaudhary,  «rappresentano l’immagine che la Casa Bianca vuole dare di se stessa e  del suo principale inquilino, senza il filtro dei giornalisti», scrive il <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2010/05/14/AR2010051401316.html">Washington Post</a>, sottolinendo come non si rivelino notizie. Nel montaggio si alternano immagini che mostrano un  Obama presidenziale, come quando parla dell’emergenza marea nera o della  riforma finanziaria, a quelle che raccontano un presidente più privato  e autoironico.</p>
<blockquote><p>Il lancio del blog &#8220;presidenziale&#8221; non ha mancato di creare attriti e polemiche tra la Casa Bianca e la stampa statunitense.</p></blockquote>
<p> L&#8217;ufficio stampa della Casa Bianca &#8211; spiega nell&#8217;articolo il Washington Post &#8211; ha avuto un atteggiamento un po&#8217; critico nei confronti dei giornalisti nelle scorse settimane. E lo stesso Presidente non sembra dedicare lo stesso tempo dei suoi predecessori ai rapporti con i media tradizionali. Nel suo primo anno di mandato, infatti, <strong>ha realizzato meno incontri con la stampa (46) sia di George W. Bush (147), sia di Bill Clinton (252)</strong>.</p>
<div class="img " style="width:500px;">
	<img src="http://weblogs.baltimoresun.com/features/mutts/blog/bo_obama_white_house3.jpg" alt="Barack Obama con il cane negli appartamenti privati della Casa Bianca (Baltimora Sun)" width="500" height="333" />
	<div>Barack Obama con il cane negli appartamenti privati della Casa Bianca (Baltimora Sun)</div>
</div>
<blockquote><p>Comunicazione mediata o disintermediata? Inesperienza o strategia? </p></blockquote>
<p> E appunto non è la prima volta che c&#8217;è da discutere. Per esempio già all&#8217;inizio <a href="http://www.webgol.it/2009/05/20/lo-scatta-e-scappa-del-fotografo-disintermediato/">c&#8217;era stato da ridire quanto alle foto ufficiali del primo giorno</a> e alle varie &#8220;priorità&#8221; di scatto. Situazione che fece dire a molti di una inesperienza dello staff di Obama: all&#8217;avanguardia in quella &#8220;comunicazione disintermediata&#8221; che fa a meno dei professionisti che ne raccontano le gesta, ma a disagio con il giornalismo tradizionale. </p>
<blockquote><p>&#8220;Se vogliono usare blog, video e altri media è fantastico&#8221;, racconta il corrispondente Reuter Caren Bohan, &#8220;ma non vorremmo che questo sostituisse l&#8217;accesso alla Casa Bianca per i giornalisti&#8221;. </p></blockquote>
<p>Un atteggiamento, insomma, quello che privilegia i nuovi media, che non va certo giù ai giornalisti di oltre oceano. Frizioni che hanno toccato l&#8217;apice questa settimana, quando la Casa Bianca ha riportato online una video intervista a Elena Kagan, fresca di nomina alla Corte Suprema, <em>bypassando</em> completamente i cronisti che le avevano chiesto un&#8217;intervista.</p>
<p>Dinanzi a queste non troppo velate accuse, la levata di scudi dal 1660 di PennAv è stata pronta: &#8220;West Wing Week è solo un altro modo per restituire meglio alla gente il senso di ciò che succede alla Casa Bianca e perché&#8221;, spiega uno dei portavoce di Obama, Nick Shapiro.</p>
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		<title>Affari di casa altrui. Il secondo debate inglese</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/04/29/affari-di-casa-altrui-il-secondo-debate-inglese/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 13:13:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Magnanini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedia]]></category>
		<category><![CDATA[discorsi e dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[temi e programmi]]></category>
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		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[In attesa del terzo e ultimo round dei debate inglesi, stasera alle 21.30 sulla BBC, una piccola analisi del secondo appuntamento con i tre candidati, qualche risorsa crossmediale e le eterogenee domande dal pubblico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Abbiamo raccontato il coverage web del primo storico dibattito in questo post: <a href="http://www.spindoc.it/2010/04/15/worm-chat-ticker-il-coverage-dei-debate-inglesi/">Worm, chat, ticker. Il coverage dei debate inglesi</a></p></blockquote>
<p>A Bristol, giovedì 22 aprile si è svolto il secondo round dei 3 dibattiti dei candidati alla poltrona di Primo Ministro inglese. Tutti, come al solito, si sono chiesti &#8220;Chi ha vinto?&#8221;. Di seguito alcune risposte in comparazione secondo vari osservatori esterni (via <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Winner-poll-second-debate-2010-UK-general-election.png">Wikipedia</a>)</p>
<div class="img aligncenter size-full wp-image-2392" style="width:634px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/Winner-poll-second-debate-2010-UK-general-election.png" alt="Sondaggi comparati di chi ha vinto, secondo varie fonti (via Wikipedia)" width="634" height="403" />
	<div>Sondaggi comparati di chi ha vinto, secondo varie fonti (via Wikipedia)</div>
</div><br/></p>
<h3>Quanti hanno visto il dibattito?</h3>
<blockquote><p><strong>GUARDA</strong>: Il video del dibattito è disponibile su CSPAN, a <a href="http://c-span.org/Watch/Media/2010/04/22/HP/R/31947/Party+leaders+Go+headtohead+in+second+UK+debate.aspx">questo indirizzo</a></p></blockquote>
<p>Ma oltre a chiedersi (ovviamente) chi abbia vinto, forse merita anche chiedersi &#8220;Quanti hanno visto il dibattito?&#8221;. E qualche differenza con il primo c&#8217;è stata. Se il primo dibattito aveva ottenuto l<a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/politics/article7099488.ece">&#8216;attenzione di 9,4 milioni e uno share del 37%</a> ora l&#8217;effetto novità non esiste più e l&#8217;audience è praticamente crollato: <strong>2,1 milioni (8,7% di share) </strong>hanno visto il dibattito su Sky News. Sommando altri dati (anche sky3 proponeva il dibattito) la Bbc <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/politics/election_2010/8639485.stm">arriva a proporre una stima</a> (secondo me abbastanza generosa) di circa 4,3 milioni di persone che hanno visto il dibattito.</p>
<h3>Il tema del dibattito e le dichiarazioni iniziali dei candidati</h3>
<p>Il tema del dibattito era &#8220;International affairs&#8221; &#8211; la politica estera, dopo che quella interna era stata affrontata nel primo: in realtà il dibattito è stato metà politica estera e metà temi generali (nessun <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Ghost_Writer_(2010_film)">fantasma di Adam Lang</a> ad aleggiare).<br />
Le dichiarazioni iniziali sono particolarmente interessanti perchè ogni candidato può dire ciò che vuole &#8220;senza vincoli&#8221; e i candidati (e il loro staff) hanno molto tempo per scegliere accuratamente parola per parola.</p>
<p><strong>Gordon Brown</strong>, memore della &#8220;sconfitta&#8221; al primo dibattito, esordisce così: &#8220;<em>This may have the feel of a TV popularity contest, but in truth, this is an election about Britain&#8217;s future, a fight for your future, and for your jobs. If it&#8217;s all about style and PR, count me out. If it&#8217;s about big decisions, if it&#8217;s about judgment, it&#8217;s delivering a better future for this country, I&#8217;m your man. [...]</em>&#8220;. Brown (o forse proprio Alastair Campbell che era presente dietro le quinte dello studio) tenta di proporre l&#8217;interpretazione &#8220;autentica&#8221; di questi dibattiti: non conta lo stile ma conta la capacità di prendere le decisioni giuste.</p>
<p>Ecco la dichiarazione iniziale di <strong>David Cameron</strong>: &#8220;I<em>t&#8217;s clear from last week&#8217;s debate that the country wants change. But the question is, what sort of change and who&#8217;s best placed to lead that change? [...]</em>&#8220;. Cameron usa la parola &#8220;magica&#8221; che negli ultimi tempi funziona abbastanza: <strong>Change</strong>. Il cambiamento ovviamente per Cameron è che non si può votare laburista (al governo per gli ultimi 13 anni).</p>
<ul>
<strong>APPROFONDISCI</strong>: lo<a href="http://uk2010.shiftcontrol.dk/#/Predictions"> speciale del Times sulle elezioni</a>, con l&#8217;aiuto crossmediale e &#8220;data-driven&#8221; della firm olandese Shift Control. Molte le opzioni: dalla situazione al momento, dalla previsione in base ai dati storici, ecc. Ecco come viene <a href="http://uk2010.shiftcontrol.dk/site/about">spiegato il progetto</a>: &#8220;In the middle of last year, The Times decided it wanted to build a rich, data-driven site which would help our readers make sense of the 2010 General Election. It would be based around the UK map, but draw on a wide range of data sources and use innovative visual techniques to display all the information we thought was relevant to a pivotal election&#8221;.</p>
<div class="img aligncenter size-full wp-image-2400" style="width:600px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/mappathetimes.jpg" alt="Mappa crossmediale sulle elezioni inglesi, via The Times e Shift Control" width="600" height="388" />
	<div>Mappa crossmediale sulle elezioni inglesi, via The Times e Shift Control</div>
</div></ul>
<p><strong>Nick Clegg</strong>, dei Lib Dem: &#8220;I<em> am so proud of the values that have made our country so great. Democracy, human rights, the rule of law. But the sad truth is that in recent years, our governments under the old parties have let those values down. We shouldn&#8217;t have sent soldiers into battle without the right equipment. We shouldn&#8217;t be facing allegations of complicity in torture, we shouldn&#8217;t have invaded Iraq.[...]</em>&#8220;. Clegg crea un patriottismo &#8220;da outsider&#8221;: il Regno Unito è un Paese dai grandi valori ma tali valori sono stati traditi dai vecchi partiti che sono stati al potere negli ultimi decenni. </p>
<h3>Le domande del pubblico</h3>
<p>Alcune delle domande del pubblico, interessanti nella loro eterogeneità (e schiettezza):</p>
<ul>
<li>Lavoro nel settore delle costruzioni. Non vedo nessun vantaggio nell&#8217;essere in Europa. Penso ci sia troppa interferenza politica e giuridica, cosa intendete fare per interrompere ciò?</li>
<li>Considerato il nostro impegno in Afghanistan, se ci fosse un&#8217;altra operazione multinazionale per rimuovere Al-Qaeda o un altro gruppo terroristico in uno stato fallito, il Regno Unito parteciperebbe?
</li>
<li>Dato che il cambiamento climatico è una delle minacce più grandi che affrontiamo, cosa avete fatto personalmente negli ultimi 6 mesi per usare forme di trasposto più sostenibili, come bici e treni, invece di auto e aerei?</li>
<li>Il Papa ha accettato un invito per per una visita di Stato in Gran Bretagna a Settembre che costerà milioni di sterline ai contribuenti. Se uno di voi vincesse le elezioni, dissocerebbe il suo partito dalla omertà del Papa su molti anni in cui i preti cattolici, che sono stati processati e condannati per abuso di minori, e dalla sua feroce opposizione alla contraccezione, alla ricerca sulle cellule staminali, diritti per i gay e all&#8217;uso dei profilattici mentre l&#8217;HIV è più presente che mai?</li>
<li>Ho cresciuto 5 figli, lavorato la maggior parte della mia vita, ho raggiunto 84 anni, pensate che una pensione statale di 59 sterline a settimana sia una giusta ricompensa?
</li>
<li>Sono un&#8217;immigrata, e sono nel Regno Unito da 13 anni. Riconosco che l&#8217;immigrazione sta diventando un problema nel Paese. Quali nuove misure introdurreste per rendere il sistema più giusto?</li>
</ul>
<p><strong>SEGUI</strong>: Terzo e ultimo round: stasera, giovedì 29 aprile, BBC, 21:30, sui temi economici</p>
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		<title>Slapometer, tiraschiaffi all&#8217;inglese</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 12:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vota all'inglese, tirando schiaffi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una <em>applicazione web</em> ben diversa da quelle usate ieri dal canale televisivo ITV, per il <a href="http://www.spindoc.it/2010/04/15/worm-chat-ticker-il-coverage-dei-debate-inglesi/">primo dibattito inglese della storia</a>: si chiama <a href="http://www.slapometer.com/">Slapometer</a>, vota con il dorso della tua mano. Mentre è in corso il dibattito, invece della levetta del <em>worm poll</em> segnalata nel <a href="http://www.spindoc.it/2010/04/15/worm-chat-ticker-il-coverage-dei-debate-inglesi/">precedente post</a>, si può dare uno schiaffo ai candidati &#8211; evidentemente per evidenziare il dissenso.</p>
<p><a href="http://www.slapometer.com/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/slapometer.jpg" alt="" title="" width="700" height="439" class="aligncenter size-full wp-image-2380" /></a></p>
<p>Grazie a Dario Salvelli per la <a href="http://www.spindoc.it/2010/04/15/worm-chat-ticker-il-coverage-dei-debate-inglesi/#comment-68129">segnalazione</a>. L&#8217;applicazione sarà in funziona anche per il prossimo debate.</p>
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		<title>Worm, chat, ticker. Il coverage dei debate inglesi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 21:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo storico dibattivo in tv delle elezioni britanniche. Gordon Brown, David Cameron e Nick Clegg, e una innovativa crossmediale pletora di strumenti per "arricchire" il dibattito andato in onda: dai grafici vermiformi a facebook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo storico dibattito televisivo delle elezioni britanniche è andato in onda questa sera sul canale <a href="http://www.itv.com">ITV</a>, in diretta da Manchester. Protagonisti il premier uscente laburista <strong>Gordon Brown</strong>, il leader dei conseratori <strong>David Cameron</strong> e il liberaldemocratico <strong>Nick Clegg</strong>. Il dibattito è durato 90 minuti e l&#8217;argomento principale sono sttai tematiche di politica interna (<em>public affairs</em>) &#8211; dall&#8217;immigrazione, criminalità, economia, tasse, salute&#8230;</p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/itv1.jpg" alt="Itv, debate in diretta. Tutti gli strumenti attivati" width="700" height="466" class="aligncenter size-full wp-image-2352" /></p>
<p>Interessante l&#8217;uso degli strumenti crossmediali di <em>coverage</em> dell&#8217;emittente televisiva a complemento dello streaming in rete. Di seguito una breve analisi dell&#8217;<strong>enriched debate</strong> andato in onda <a href="http://www.itv.com/electiondebate">sulle pagine dedicate del sito</a>: worm, coveritlive, facebook app, leader comment cloud, twitter sentiment tracker.</p>
<h3>Worm (il consenso in diretta)</h3>
<p>L&#8217;emittente ha messo insieme un campione di 20 elettori che si dichiarano indecisi e provenienti da territori chiave per l&#8217;elezione: queste 20 persone partecipano al &#8220;worm poll&#8221; mentre guardano il dibattito. Un sondaggio in diretta.</p>
<p>Come funziona? Il campione di persone ha in mano una specie di joystick che permette loro di segnalare in tempo reale l&#8217;approvazione o la disapprovazione rispetto a ciò che viene detto dai tre candidati: in sovraimpressione sullo schermo appare la curva del consenso/dissenso (che può avere anche un andamento neutrale). Ecco, nello screenshot qui sotto, l&#8217;effetto &#8220;vermiforme&#8221; del grafico come appariva durante il dibattito (la visualizzazione poteva essere disabilitata).</p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/davidicameron_worm.jpg" alt="" title="" width="492" height="284" class="aligncenter size-full wp-image-2360" /></p>
<p>Un misto di coverage qualitativo e feedback in diretta. In più un elemento aggiuntivo per &#8220;leggere&#8221; il dibattito anche in termini di chi vince/chi perde: il classico racconto &#8220;giornalistico&#8221; dei debate televisivi. C&#8217;è da dire che in questo dibattito specifico è capitato molto raramente di vedere scendere il grafico nella zona del dissenso. Il &#8220;worm poll&#8221;  si è mantenuto più o meno per tutti nella zona del &#8220;like&#8221;, del &#8220;consenso&#8221; con quanto veniva detto: chissà se bravura di tutti i politici ad argomentare, oppure effetto di una sorta di &#8220;responsabilizzazione&#8221; dei tester &#8211; che rispetto a temi spesso molto specialistici hanno preferito dare un generico like più che prendersi il rischio di non essere d&#8217;accordo.</p>
<h3>Coveritlive, la diretta blog collaborativa</h3>
<p>Subito sotto la diretta, è implementato un sistema abbastanza popolare per le dirette blog di eventi: <a href="http://www.coveritlive.com/">Coveritlive</a>.</p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/poll_uk.jpg" alt="poll_uk" width="538" height="570" class="aligncenter size-full wp-image-2368" />Il sistema dà la possibilità a chi lo implementa di caricare foto, link e aggiornamenti, raccontando quindi in diretta e in molto multimediale ciò che accade. E&#8217; anche possibile pergli utenti registrati aggiungere commenti: in questo caso la maggior parte dell&#8217;uso dello strumento è stato con aggiornamenti da parte degli spettatori, con molti aggiornamenti al minuto. C&#8217;è anche la possibilità di proporre dei sondaggi in diretta, come nel caso dello screenshot &#8220;scattato&#8221; alla fine degli statement conclusivi.</p>
<p>Giusto per la cronaca, il risultato del sondaggio in diretta online ha visto vincitore Nick Clegg, con il 49 per cento. </p>
<h3>Facebook con status embedded</h3>
<p>Usato per la prima volta durante l&#8217;insediamento di Obama, l&#8217;applicazione prevede la possibilità di commentare in diretta un evento aggiornando il proprio status sul profilo di Facebook &#8211; e, volendo, condividendolo con la comunità di utenti facebook che guardano in diretta il dibattito. </p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/facebook_uk.jpg" alt="" title="" width="360" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-2366" /></p>
<p>Molto popolata e molto &#8220;on topic&#8221; la discussione: il sistema di &#8220;status&#8221; autonomi e indipendenti, legati comunque alla propria rete di contatti e al proprio profilo (non una chat classica insomma), funziona evidentemente come &#8220;calmieratore&#8221; naturale dei toni più aspri. Intenso anche l&#8217;aggiornamento: decine di aggiornamenti al minuto.</p>
<p>Su altri social network &#8220;analoghi&#8221; (sia detto tra virgolette), la discussione seppur non &#8220;embedded&#8221; è stata intensa: per esempio su <a href="http://search.twitter.com/search?q=%23leadersdebate">Twitter</a>&#8220;, o su &#8220;<a href="http://friendfeed.com/search?q=%23leadersdebate">Friendfeed</a>&#8221; sempre con l&#8217;hashtag #leadersdebate.</p>
<blockquote><p>Una bella discussione live sul dibattito (e in italiano) si è avuta nel <a href="http://friendfeed.com/francescocosta/6f6df0cb/chi-e-matto-al-punto-da-passare-la-serata">profilo ff di Francesco Costa</a></p></blockquote>
<h3>Leader comment cloud e Twitter sentiment ticker</h3>
<blockquote><p>Le nuvole dei tag, spesso <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">raccontate anche da noi su spindoc</a> danno una idea d&#8217;insieme dei concetti usati in un discorso.</p></blockquote>
<p> Due <a href="http://www.itv.com/utils/cached/whatisthis.html">strumenti di post-coverage</a>, che approfondiranno il racconto &#8220;giornalistico&#8221; post-debate. Il primo (<em>leader comment cloud</em>) è una sorta di &#8220;tag cloud&#8221; delle parole e dei termini più usati dai tre politici. </p>
<p>Il sentiment ticker, invece, &#8220;riflette&#8221; le sensazioni di un selezionato gruppo di utenti di Twitter (5000 tra cui politici, giornalisti, fonti di informazioni, superuser ecc.), ed è basato su una metodologia semantica proposta da <a href="www.tweetminster.co.uk">Tweetminster</a>. </p>
<p>I prossimi appuntamenti, meno storici ma non per questo meno importanti, sono il 22 aprile su SKY (si parlerà di International affairs) e 29 aprile sulla BBC (il tema: economic affairs).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Inghilterra. Con i conservatori favoriti, i laburisti provano a ripartire dal web (e dai tarocchi</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/01/19/inghilterra-con-i-conservatori-favoriti-i-labouristi-provano-a-ripartire-dal-web-e-dai-tarocchi/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 08:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Napolitano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giochi fatti in Gran Bretagna? Dal web un piccolo segno di ripresa labourista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Bisogna tener d&#8217;occhio le elezioni britanniche di maggio</p></blockquote>
<p>La Gran Bretagna è senza dubbio una delle nazioni europee da tenere d’occhio: le elezioni politiche del prossimo maggio sono un appuntamento fondamentale e gli effetti sono sentiti anche nella crescente e variegata blogosfera politica inglese.</p>
<blockquote><p>
Parte favorito il partito conservatore, grazie a Cameron e alla debolezza dei laburisti</p></blockquote>
<p>Il partito conservatore sembra il favorito, a fronte di una politica rinnovata e di un leader giovane e carismatico, <strong>David Cameron</strong>. E conservatori sono anche i più importanti blog politici inglesi, dall&#8217;attivista <a href="http://iaindale.blogspot.com" target="_blank">Iain Dale</a> a <a href="http://order-order.com/" target="_blank">Guido Fawkes</a>, nickname che richiama <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guy_Fawkes" target="_blank">uno degli ideatori della “Congiura delle Polveri”</a>, nel 1605 (figura ripresa anche nel celebre film V per vendetta). Una vittoria annunciata? Forse. Di sicuro un avversario difficile da battere, specie con un partito laburista indebolito e oggetto di numerosi attacchi.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2342" style="width:455px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/01/DAVID_CAMERON.jpeg" alt="David Cameron" width="455" height="207" />
	<div>David Cameron</div>
</div>
<blockquote><p>
La crescita della blogosfera di area laburista.</p></blockquote>
<p> Tuttavia blogger, opinionisti e attivisti di sinistra non stanno con le mani in mano. Da un lato, la blogosfera di area Labour è in costante crescita: <a href="http://www.newstatesman.com/scitech/2010/01/labour-online-british-wing" target="_blank">James Crabtree lo spiega sul New Statesman</a>, illustrando uno scenario ricco e variegato che comprende attivisti come <a href="http://www.leftfootforward.org/" target="_blank">Will Straw</a> e politici in carica (tra questi segnaliamo <a href="http://www.tom-watson.co.uk/" target="_blank">Tom Watson</a>).</p>
<blockquote><p>&#8220;Non si può fingere entusiasmo online&#8221; dice Crabtree.</p></blockquote>
<p>Crabtree azzarda anche alcune affascinanti previsioni sul ruolo che la blogosfera di sinistra giocherà nelle prossime consultazioni: un ruolo non decisivo sulle elezioni nazionali, ma rilevante all’interno del partito nella scelta dei futuri leader. Ne verrà favorita la componente più di sinistra rispetto a quella centrista, oltre ai gruppi che hanno un certo radicamento sul territorio, perché “<strong>non si può fingere entusiasmo online” conclude Crabtree</strong>.</p>
<blockquote><p>I manifesti satirici contro Cameron. </p></blockquote>
<p>Il partito laburista pare anche iniziare a comprendere alcune logiche della Rete: una prima dimostrazione è <a href="http://www.brandrepublic.com/News/977445/Labour-Party-adopts-bloggers-airbrushed-Cameron-campaign/" target="_blank">l’adozione di alcuni manifesti satirici</a> che riprendono quelli originali della campagna di Cameron. Il sito originale, <a href="http://mydavidcameron.com/" target="_blank">Mydavidcameron</a>, è stato creato da un sostenitore del partito laburista, che ha messo a disposizione il template per permettere a tutti di creare il proprio manifesto taroccato.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2343" style="width:650px;">
	<a href="http://mydavidcameron.com/" target="_blank"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/01/c1.jpg" alt="Uno dei manifesti taroccati su David Cameron" width="650" height="324" /></a>
	<div>Uno dei manifesti taroccati su David Cameron</div>
</div>
<blockquote><p>I manifesti sono finiti sulla homepage del Labour Party.</p></blockquote>
<p>Alcuni dei risultati sono finiti prima su siti di parlamentari inglesi e, infine, anche <a href="http://www.labour.org.uk/" target="_blank">sulla homepage del Labour party</a>, dove ora campeggia una versione del manifesto creata dallo stesso partito: lo slogan è “Is what you see what you’d get?”<br />
Politics busting, dalla blogosfera alla comunicazione di partito, dunque.</p>
<p>Quale sarà la prossima mossa?</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Con la testa tra le nuvole. I tag del congresso Pd.</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 01:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La politica e le "tag cloud" di Internet: le idee in un veloce colpo d'occhio. Il Foglio ne pubblica tre, dei principali candidati alla segreteria del Pd: Bersani, Franceschini e Marino. Noi ne aggiungiamo un'altra e qualche considerazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Testi politici e tag cloud del web sociale: un matrimonio semplice e fortunato. Da Veltroni ad <a href="http://www.spindoc.it/2008/09/02/il-discorso-di-obama-alla-convention-di-denver/">Obama</a>, le idee a colpo d&#8217;occhio: qui la <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">categoria di Spindoc</a>. </p></blockquote>
<p> Il Foglio <a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/1">ha fatto una cosa divertente</a> da fare con i discorsi (o i programmi) politici, che qui a Spindoc <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">abbiamo fatto più volte </a>(e probabilmente primi in Italia): la prima volta due anni fa, con il famoso o famigerato discorso fondativo del Pd pronunciato da <a href="http://www.spindoc.it/2007/06/28/il-discorso-di-walter-veltroni-al-lingotto-di-torino-tag-cloud-delle-100-parole-piu-usate/">Walter Veltroni al Lingotto di Torino</a>. La cosa divertente è, grazie un colpo di magia tecnologica e abilitante, riuscire a rendere i testi politici una nuvola più o meno colorata di concetti, facili da decifrare anche ad una veloce occhiata (la parola con il carattere più grande è quella più presente). Si chiamano<strong> tag cloud</strong>, e sono quasi un emblema del web sociale – dove spesso c&#8217;è da organizzare, dal basso e senza aiuti tassonomici tradizionali, una gran mole di contenuti generati dagli utenti. La politica (o meglio: un certo facile, d&#8217;impatto, ma non del tutto inutile modo di raccontare la politica soprattutto sul web) si è appropriata di questa caratteristica visualizzazione.</p>
<h3>Le tre tag cloud dei tre candidati alla segreteria Pd: Bersani, Franceschini, Marino</h3>
<p>Ecco di seguito le tre tag cloud composte da Il Foglio e <a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/1">pubblicate</a> sul sito. </p>
<blockquote><p>Nel partito c&#8217;è chi deve, chi si apre alla società, chi si rivolge alle persone.</p></blockquote>
<p> Abbastanza significative le differenze tra i tre candidati: se la parola &#8220;partito&#8221; è presente ai primi posti in tutte e tre le nuvole (anche se quello di Marino non è un discorso, ed è probabilmente meno corposo come quantità di testo), nel caso di Bersani si accompagna ad un vero e proprio imperativo (&#8220;dobbiamo&#8221;, &#8220;deve&#8221;) alla &#8220;politica&#8221;; nel caso di Franceschini ad una rosa di <em>issues</em> più ampia ed eterogenea (&#8220;mondo&#8221;, &#8220;lavoro&#8221;, &#8220;società&#8221;); nel caso di Marino ad un sovvertimento delle priorità, con meno &#8220;partito&#8221; e più &#8220;paese&#8221; e &#8220;persone&#8221;.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2141" style="width:575px;">
	<a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/1"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/bersani1.jpg" alt="Tag cloud del discorso di Bersani del primo luglio, da Il Foglio" width="575" height="369" /></a>
	<div>Tag cloud del discorso di Bersani del primo luglio, da Il Foglio</div>
</div>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2142" style="width:575px;">
	<a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/2"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/discorso_franceschini.jpg" alt="Tag cloud del discorso di Franceschini del 16 luglio, da Il Foglio" width="575" height="373" /></a>
	<div>Tag cloud del discorso di Franceschini del 16 luglio, da Il Foglio</div>
</div>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2143" style="width:575px;">
	<a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/3"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/marino.jpg" alt="Tag cloud del manifesto di Marino, da Il Foglio" width="575" height="344" /></a>
	<div>Tag cloud del programma di Marino, da Il Foglio</div>
</div>
<p><br/><br />
<h3>La quarta tag cloud (il programma di Adinolfi) e il disvelamento del trucco</h3>
<p>Aggiungiamo noi la quarta nuvola relativa al <a href="http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/82790/">programma</a> del quarto candidato alla segreteria, <a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/">Mario Adinolfi</a>. C&#8217;è un enorme zero che incombe (proveniente dalla reiterazione dell&#8217;ultima parte dello slogan sintetico &#8220;100, 2, 0&#8243;) ma anche &#8220;giovani&#8221; e &#8220;rinnovamento&#8221;.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2164" style="width:575px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/adinolfi.jpg" alt="La tag cloud della proposta di Adinolfi" width="575" height="335" />
	<div>La tag cloud della proposta di Adinolfi</div>
</div>
<p>
<blockquote>Il (facile) trucco si chiama <a href="http://www.wordle.net/">wordle.net</a></p></blockquote>
<p>Infine. Scrive Il Foglio nella didascalia di accompagnamento alla galleria delle nuvole: &#8220;Grazie a un algoritmo abbiamo calcolato la frequenza delle parole nei discorsi dei tre candidati alla segreteria del Pd&#8221;. Sembra una cosa complicata, ma non lo è. Ormai ci sono molti programmi del tutto gratuiti per costruire automaticamente delle nuvole di concetti a partire da un testo, da quelli più &#8220;scientifici&#8221; a quelli più appariscenti. Le quattro qui sopra sono state fatte con <a href="http://www.wordle.net/">Wordle</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Generatori automatici di satira politica</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/04/24/generatori-automatici-di-satira-politica/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 15:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising e mailing]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[grafica e manifesti]]></category>
		<category><![CDATA[grassroots]]></category>
		<category><![CDATA[lol politics]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[videopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[web campaigns]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>
		<category><![CDATA[tarocchi]]></category>
		<category><![CDATA[UDC]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizia la campagna elettorale per le europee, e il web risponde con tarocchi 2.0 - grazie a generatori automatici alla portata di tutte le competenze grafiche. Per ora sotto mira la campagna dell'Udc e quella del Pd (ma c'è anche chi pensa di farla in proprio)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Per ora sotto mira la campagna acronimo di Casini e gli spingitori di parole del Pd. In attesa della campagna del Popolo della Libertà. </p></blockquote>
<p>Il fenomeno politico/comunicativo sul web degli ultimi giorni è certamente la presenza di vere e proprio contro-campagne comunicative parodistiche che hanno come oggetto i manifesti per le elezioni europee prossime venture di due partiti italiani: l&#8217;Udc e il Pd.</p>
<p>La decisiva spinta propulsiva al taroccaggio (il primo esplosivo caso scoppiato sul Web risale alla famigerata campagna di Berlusconi del &#8220;Meno tasse per tutti&#8221;, che aveva all&#8217;epoca generato molteplici versioni) è stata data questa volta dalla creazione di un blogger noto in rete come <a href="http://www.paulthewineguy.com">Paul The Wine Guy</a> &#8211; che ha messo a disposizione di tutti un generatore automatico di manifesti: grazie al quale chiunque può &#8220;falsificare&#8221; il cartellone, anche senza avere la minima nozione di grafica, semplicemente digitando le parole scelte.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1823" style="width:700px;">
	<a href="http://www.paulthewineguy.com/post/97605415/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-delludc"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/generatoreudc.jpg" alt="Il generatore automatico di cartelloni Udc, via PTWG" width="700" height="339" /></a>
	<div>Il generatore automatico di cartelloni Udc, via PTWG</div>
</div><br/></p>
<h3>La <em>popolarizzazione</em> della satira &#8220;grafica&#8221;</h3>
<blockquote><p>I generatori hanno popolarizzato il tarocco grafico, rendendolo alla portata di tutti.</p></blockquote>
<p> Questo escamotage tecnologico &#8220;popolarizzante&#8221; ha funzionato come miccia creativa, e in molti hanno testato &#8211; al basso costo cognitivo di pochi click &#8211; la propria ironia e capacità parodistica, diffondendo quindi le proprie creazioni dentro e attraverso i social network (dai blog a Facebook). </p>
<div class="img " style="width:415px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/udc.jpg" alt="Un Divorziato Cattolico, tarocco di La Vyrtuosa" width="415" height="260" />
	<div>Un Divorziato Cattolico, tarocco di La Vyrtuosa</div>
</div>
<p>Alcuni blog di satira come <a href="http://www.spinoza.it">Spinoza</a> hanno messo a disposizione i commenti a mo&#8217; di laboratorio/palestra di <em>brainstorming</em> (vedi il post sui <a href="http://www.spinoza.it/2009/acrostici-ludici">manifesti dell&#8217;Udc</a> e quello sui <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">manifesti del Pd</a>). Altri hanno &#8220;creato&#8221; a prescindere dal (o prima ancora del) generatore, provando a rompere creativamente il gioco concettuale dei manifesti: come nel caso del <a href="http://www.fondazionedaje.com/2009/04/22/close-the-door-open-the-window/">TIANI DEMOCRIS della Fondazione Daje</a> in cui la scritta rientra &#8211; inaspettatamente &#8211; dall&#8217;altra parte dello spazio grafico del manifesto. </p>
<div class="img " style="width:480px;">
	<a href="http://www.fondazionedaje.com/2009/04/22/close-the-door-open-the-window/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/demo.jpg" alt="TIANI DEMOCRIS, via Fondazione Daje" width="480" height="361" /></a>
	<div>TIANI DEMOCRIS, via Fondazione Daje</div>
</div>
<p>E ancora. Ci sono anche esempi di &#8220;hackeraggio&#8221; del meccanismo automatico attraverso l&#8217;uso creativo e dissonante del lettering come nel caso sottostante dell&#8217;onda energetica (vedi sotto) o di Pong (da <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">Spinoza</a>)</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1833" style="width:415px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/carra.jpg" alt="Onda energetica, di Carra, via Spinoza" width="415" height="260" />
	<div>Onda energetica, di Carra, via Spinoza</div>
</div>
<h3>Un passo indietro: politics busting</h3>
<blockquote><p>
Politics busting, è la definizione coniata da De Kerckhove e Susca per questi fenomeni di alterazione creativa e iconica.</p></blockquote>
<p> Più in generale, da un mio <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">post su webgol</a>: «[Questi fenomeni] <em>sono quel tipo di “alterazione” creativa e iperbolica nei confronti di una riconosciuta autorità politica che due famosi studiosi dei nuovi media, De Kerckhove e Susca, hanno chiamato “politics busting” – sulla falsariga del movimento di ad busting che propone la parodia dei prodotti pubblicitari.</p>
<p>Si va dall’attività più o meno permanente di satira verso soggetti politici ad alcune azioni creative eminentemente figurative, volte a colpire il potente di turno con un messaggio sarcastico. Una reazione dal basso, e connessa: la singola persona attraverso il web si scopre (piccola, grande) comunità fluida, spesso indistinta eppur effervescente e creativa. Che con pochi click ha la possibilità di produrre contenuti multimediali che hanno il formato giusto per diffondersi velocemente attraverso i nodi della Rete (in questo caso sono immagini digitali: leggere, riproducibili, allegabili, e così via)</em>».</p>
<p>Il successo del generatore automatico si basa &#8211; per buona parte &#8211; sul piacere dello <em>sberleffo mimetico</em>: sul fatto che il risultato tarocco è quasi indistinguibile dal reale (o dalla riproduzione del reale: in quanto foto di manifesto). E&#8217; un gioco che in parte di nutre di una sorta di traduzione/disvelamento di un messaggio politico vero o verosimile.</p>
<blockquote><p>O una campagna comunicativa a prova di sberleffo (forse impossibile) o una presenza costante e credibile in Rete, che sappia generare difese sotto forma di conversazione e comunità. </p></blockquote>
<p>Come <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">concludo anche su webgol</a>: «<em>Chiunque può “decodificare” creativamente un prodotto politico facendone emergere i punti deboli. Niente si salva: dal programma alla proposta politica, dalla grafica al progetto comunicativo. La politica deve tenerne conto, e pensare sempre più a proposte a prova di sberleffo (se ci riesce).</p>
<p>Oppure (ma ancora più difficile da capire per la classe politica attuale) bisogna lavorare, con calma e puntando sul lungo periodo, sulla presenza &#8211; vera, attiva, credibile &#8211; in Rete, al fine di prendere il meglio da questi sberleffi. Che in fondo sono “carne da conversazione” e piccolo faro di attenzione &#8211; la merce più rara e preziosa che oggi vi sia, anche in politica</em>».</p>
<p>Difficile, quest&#8217;ultima soluzione: perché è questione di cultura e non di tecnica o tecnologia.</p>
<h3>Il political busting fatto in casa della campagna di Emiliano</h3>
<blockquote><p>Più di 80 i manifesti tarocchi finora creati e raccolti su Facebook.</p></blockquote>
<p> Un caso del tutto particolare viene dalla divisione under 30 e web della campagna a sindaco di Bari di Emiliano (senti intervista su Apogeonline). Dentro il gruppo <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=59871012234">Emilart / campagna elettorale</a> di Facebook (vero e proprio quartier generale della campagna online, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/10/facebook-la-politica-e-il-passaparola">ascolta l&#8217;intervista su Apogeonline</a>) lo staff di Emilab ha raccolto finora 86 manifesti tarocchi, sia <em>positive</em> che <em>negative</em>. E, secondo quanto ci racconta il responsabile Dino Amenduni, è in produzione un generatore automatico sulla falsariga di quelli di Paul The Wine Guy &#8211; per permettere a chiunque di cimentarsi.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1840" style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/emilart.jpg" alt="Una pagina della raccolta di manifesti tarocchi della campagna a sindaco di Bari, via Emilart" width="700" height="606" />
	<div>Una pagina della raccolta di manifesti tarocchi della campagna a sindaco di Bari, via Emilart</div>
</div><br/></p>
<ul><strong>APPROFONDIMENTI  E LINK</strong></p>
<li>Il generatore dell&#8217;<a href="http://www.paulthewineguy.com/post/97605415/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-delludc">Udc</a> e quello del <a href="http://www.paulthewineguy.com/post/98985451/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-del-pd">Pd</a>
<li><a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">Politics busting all’italiana. I cartelloni dell’Udc e del Pd</a>, su webgol</li>
<li><a href="http://www.corriere.it/politica/09_aprile_22/parodie_manifesti_elettorali_blog_web_5f388992-2f47-11de-89c1-00144f02aabc.shtml">Come ti tarocco il manifesto elettorale</a>, su Corriere.it (con tanto di galleria)</li>
<li>I due post di brainstorming creativo di Spinoza: <a href="http://www.spinoza.it/2009/acrostici-ludici">manifesti dell&#8217;Udc</a> e <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">manifesti del Pd</a></li>
<li>Il gruppo di Facebook <a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=70088&#038;id=838552450&#038;ref=nf#/group.php?gid=59871012234">Emilart / campagna elettorale</a> con manifesti taroccati della campagna di Michele Emilano</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Bari, mille video-domande in giro per i quartieri</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/03/16/bari-mille-video-domande-in-giro-per-i-quartieri/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 19:02:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Borracci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Bari]]></category>
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		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[Web tv]]></category>
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		<description><![CDATA[EmiLab, il laboratorio di Michele Emiliano per Bari: con i video, in tutti i quartieri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Qualche settimana fa <a href="http://www.spindoc.it/2009/02/23/metti-a-cassano-20-la-sfida-a-bari/">abbiamo presentato</a> i due contendenti alla poltrona di sindaco di Bari, <a href="http://www.micheleemiliano.it/">Michele Emiliano</a> e <a href="http://www.simeonesindaco.it/">Simeone Di Cagno Abbrescia</a>, entrambi con molta attenzione al web 2.0. Oggi analizziamo un pezzo della campagna del sindaco uscente.</p></blockquote>
<p>Venerdì 6 marzo il Sindaco di Bari Michele Emiliano ha incontrato in un pub centocinquanta ragazze e ragazzi, che adesso stanno “invadendo” i vari quartieri per raccogliere mille video-domande di altrettanti baresi da rivolgere allo stesso sindaco, il quale promette di rispondere a tutte, anche a quelle più imprevedibili, attraverso Facebook e Youtube.</p>
<p>L&#8217;idea è quella di colmare la distanza tra la cittadinanza e l’amministrazione comunale; e provare a risvegliare l’entusiasmo dei giovani &#8211; di volta in volta emarginati dalla politica vecchio stile o, peggio, illusi e strumentalizzati da quella finto-giovanilista.</p>
<p><object width="480" height="385" data="http://www.youtube.com/v/ZtHfYWPSESo&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZtHfYWPSESo&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><br/></p>
<p>«Il 6 marzo è stata una giornata importante per Bari» &#8211; dichiara <strong>Dino Amenduni</strong>, uno dei responsabili di <a href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?sid=f90afc323cfc36b706967e7c69116f67&amp;gid=66567782036">EmiLab</a> (questo il nome del progetto del  comitato &#8220;Emiliano vai avanti&#8221;) &#8211; «mettere in rete centocinquanta ragazzi sotto i trent’anni, portatori di competenze, talenti, risorse, è un momento di crescita per la città, qualsiasi sia l&#8217;esito finale delle elezioni. Michele Emiliano vuole puntare soprattutto sulla passione, sul talento e sulla vivacità intellettuale dei giovani baresi. Lui è stato molto chiaro: Emilab continuerà anche dopo la competizione elettorale».</p>
<blockquote><p>Molti i gruppi dei quartieri, tutti su Facebook: Carbonara, Carrassi, Ceglie-Loseto, San Pio-Catino, Japigia, <a onmousedown="return wait_for_load(this, event, function() { UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;9ddb3dfdd81bca64258a7f935869970f&quot;, event) });" rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=60950674166" target="_blank"></a>Libertà, Madonnella, Murat, Palese-Santo Spirito, Picone<a onmousedown="return wait_for_load(this, event, function() { UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;9ddb3dfdd81bca64258a7f935869970f&quot;, event) });" rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=55766614422" target="_blank"><span></span></a>, Poggiofranco, Fesca-San Girolamo-Marconi, San Nicola, San Paolo, San Pasquale, Torre a Mare</p></blockquote>
<p>Un percorso creativo di rinnovamento iniziato a Bari cinque anni fa, durante le comunali del 2004, con l’efficace campagna dell’agenzia <a href="http://www.proformaweb.it/">Proforma</a> &#8211;  atipica, ironica, incentrata sulla baresità (da ricordare il video “Metti a Cassano”, ma anche la distribuzione di taralli a forma di “e”, di fischietti in terracotta di Rutigliano e di semi di girasole, apotropaici e beneauguranti).</p>
<p>Lo staff di Emiliano ha anche un gruppo facebook che conta oggi 686 iscritti, creato per confrontarsi con i propri sostenitori (e non) e per accogliere suggerimenti, consigli, segnalazioni ed eventuali critiche. Sulla <a href="http://www.youtube.com/micheleemilianotv">web tv del candidato del centrosinistra</a>, inoltre, sono presenti numerosi video girati e montati dai ragazzi (alcuni prettamente politici, altri più scanzonati).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tutte le parole del Presidente. Il (solito) giochino interattivo del New York Times</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/01/19/tutte-le-parole-del-presidente-il-solito-giochino-interattivo-del-new-york-times/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2009/01/19/tutte-le-parole-del-presidente-il-solito-giochino-interattivo-del-new-york-times/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 19:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Tag cloud]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[coverage]]></category>
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		<category><![CDATA[discorsi e dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[comizi]]></category>
		<category><![CDATA[New York Times]]></category>
		<category><![CDATA[presidente]]></category>
		<category><![CDATA[tag cloud]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutte le parole dei Presidenti Usa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Infografica interattiva sul sito del New York Times: tutte le parole degli speech presidenziali fino ad oggi. Per prepararsi a quello di domani.</p></blockquote>
<p> Da queste parti abbiamo sempre nutrito profonda ammirazione per i <a href="http://www.spindoc.it/?s=new+york+times+crossmediale">marchingegni interattivi</a> (e politici) del New York Times – spettacolare le soluzioni ingegnate, per esempio, per rendere fruibile (e per molti versi mixabile) il contenuto crossmediale dei debate elettorali (<a href="http://www.spindoc.it/2007/11/13/analizzare-un-dibattito-in-tv-il-giochino-serissimo-del-new-york-times/">uno</a> e <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/22/democratic-debate-analyzing-the-details/">due</a> ecc.).</p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<a href="http://www.nytimes.com/interactive/2009/01/17/washington/20090117_ADDRESSES.html?hp"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/clintonnyt.jpg" alt="" width="700" height="370" /></a>
	<div>La tag cloud del discorso inaugurale di Clinton (via NYT)</div>
</div>
<p>In occasione della giornata inaugurale della presidenza Obama, il sito internet del quotidiano di New York ha messo online una guida (che loro chiamano interattiva appunto, e noi preferiamo crossmediale) per &#8220;leggere&#8221; gli speech inaugurali dei presidenti americani dal 1789 ad oggi: «A look at the language of presidential inaugural addresses. The most-used words in each address appear in the interactive chart below, sized by number of uses. Words highlighted in yellow were used significantly more in this inaugural address than average». Con tanto di tag cloud, testo completo, biografia e articolo originale dagli archivi storici.</p>
<ul>
<p>LINK: <a href="http://www.nytimes.com/interactive/2009/01/17/washington/20090117_ADDRESSES.html?hp">Inaugural Words: 1789 to the Present</a></ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;inaugurazione partecipata dell&#8217;era Obama</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/01/16/linaugurazione-partecipata-dellera-obama/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2009/01/16/linaugurazione-partecipata-dellera-obama/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 20:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<category><![CDATA[inauguration]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[speech]]></category>
		<category><![CDATA[washington]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 20 gennaio a Washington si inaugura la presidenza Obama. Mappe e guide per un evento "aperto" (e un generatore automatico per comporre il discorso perfetto).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il venti gennaio prossimo si terrà a Washington DC l&#8217;attesissima inaugurazione della presidenza Obama.</p></blockquote>
<p>Mancano ormai solo quattro giorni al 20 gennaio – giorno della inaugurazione ufficiale dei quattro anni di presidenza Obama. L&#8217;entusiasmo e la passione generata dall&#8217;elezione del senatore di Chicago persistono – a due mesi dallo spoglio delle urne: e fin da subito si è avuto l&#8217;impressione che l&#8217;inaugurazione sarebbe stato un evento assai diverso dai precedenti, per partecipazione popolare e potenzialità mediatica. </p>
<p>L&#8217;evento singolo dello <em>speech</em> del neo presidente è diventano di fatto una serie di appuntamenti diversi – che accadranno prima dopo e a contorno dell&#8217;evento principale. Il tentativo è di dare concreta dimostrazione del carattere &#8220;popolare&#8221; e aperto della presidenza: un segnale di stile cui Obama sembra tenere molto a indicare fin dalla prima uscita ufficiale. Con le parole del <a href="http://www.pic2009.org">Presidential Inaugural Committee</a>, «<em>will organize an inclusive and accessible inauguration that reflects the new Administration&#8217;s commitment to leadership that sets aside partisanship and unites the nation around our shared values and ideals</em>».</p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<a href="http://www.pic2009.org"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/inauguration2.jpg" alt="" width="700" height="392" /></a>
	<div>Pic2009.org. Il sito ufficiale dell'inaugurazione di Obama</div>
</div><br/></p>
<blockquote><p>La logica è quella vincente della campagna: non ti sto dando un evento, lo sto facendo insieme a te. </p></blockquote>
<p>Per l&#8217;occasione è stato aperto <a href="http://www.pic2009.org">un sito ufficiale</a>, come al solito molto ben fatto e molto ricco di informazioni di tutti i tipi. Informazioni relative non solo, e non poco significativamente, a come &#8220;fruire&#8221; dell&#8217;evento principale, ma anche a come &#8220;produrre&#8221; eventi accessori, complementari eppure facenti parte a tutti gli effetti di quello ufficiale. E&#8217; una partecipazione né esatta né solo evocata, ma praticata concretamente: chiunque, in qualsiasi parte dell&#8217;America, può sentirsi parte di un qualcosa di comune. </p>
<p>Lo dimostra per esempio la grande evidenza data all&#8217;iniziativa <a href="http://www.pic2009.org/page/content/neighborhoodballparty">Host a Party in your Neighborhood</a>: «<em>Hosting or attending a Neighborhood Ball Party is a great way to gather with your neighbors to celebrate change and a renewed commitment to serving the community you live in. Celebrate however you choose. Your party can be as simple as a group of neighbors gathering in a living room or local restaurant to watch the live broadcast and interact through text messaging</em>». </p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<a href="http://www.pic2009.org/page/-/images/FINAL_events_map.jpg"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/inauguration3_piccolo.jpg" alt="" width="700" height="363" /></a>
	<div>La mappa degli eventi a Washington DC</div>
</div><br/></p>
<ul>Sul sito ufficiale, ci sono tutte le informazioni dettagliate sullo svolgimento dell&#8217;inaugurazione:</p>
<li>La <a href="http://www.pic2009.org/page/-/images/56th%20Inaugural%20Official%20Guide%20Book.pdf">guida ufficiale in pdf</a> (con la quadra di governo ecc.)</li>
<li>La <a href="http://www.pic2009.org/page/-/images/FINAL_events_map.jpg">mappa</a> con i luoghi interessati dagli eventi</li>
<p>.</p>
<li><a href="http://inaugural.senate.gov/index.cfm">Joint Congressional Committee on Inaugural Ceremonies</a>, sul sito del Senato.<br />
<h3>Fai da te il tuo discorso di Obama!</h3>
<p>E ovviamente montano attese e aspettative per il discorso che  Barack Obama terrà il 20 gennaio davanti all&#8217;America idealmente riunita davanti alla Casa Bianca – attese e aspettative stuzzicate dalla maestria che il senatore di Chicago ha dimostrato nel <em>public speaking</em> durante la sua vittoriosa campagna. Per calmare le une e le altre, segnalo, via <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2009/01/generatore-di-discorsi-di-barack-obama.html">Paolo Ferrandi</a> e via <a href="http://mashable.com/2009/01/15/obama-inauguration-speech-generator/">Mashable</a>, un generatore automatico di discorsi di Barack Obama: «<em>A grassroots internet campaign helped Barack Obama get elected. Now he&#8217;s calling for the internet&#8217;s assistance one more time – to help him craft the best inauguration speech ever&#8230;</em>» </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1616" style="width:700px;">
	<a href="http://www.atom.com/spotlights/inauguration_speech_generator/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/inauguration.jpg" alt="" width="700" height="417" /></a>
	<div>Inauguration Speech Generator</div>
</div><br/></p>
<p>Basta provare :)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il discorso di Obama. Dalle tag agli alberi.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/11/10/il-discorso-di-obama-dalle-tag-agli-alberi/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 20:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Tag cloud]]></category>
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		<category><![CDATA[Obama]]></category>

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		<description><![CDATA[Il discorso di Obama la sera della vittoria, a Chicago. Dalle tag cloud classiche, a quelle ad albero: nuova visualizzazioni degli speech politici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Cambia il mondo, cambiano le tecnologie e cambia anche il modo di analizzare i cambiamenti &#8211; del mondo e della politica.</p></blockquote>
<p> Se è vero che non è difficile diventare fan delle <strong>tag cloud</strong> (le <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">abbiamo più volte usate</a> qui a Spindoc) era altrettanto facile <strong>restare scettici</strong> di fronte ad una cieca fiducia nei loro confronti.</p>
<p>Detto in due parole le <strong>tag cloud</strong> hanno <strong>due difetti</strong> (per come sono usate non per come sono costruite)</p>
<ul>
1) <strong>si adattano più</strong> a lingue anglosassoni (dove i femminili, le concordanze e le aggettivazioni si stemperano nel contesto semantico creando un blocco solidale di senso);<br />
2) <strong>servono più</strong> a comprendere il <em>topic</em> (ciò <em>di cui</em> si parla) di un argomento piuttosto che il <em>comment</em> (ciò che se ne dice).</ul>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HfHbw3n0EIM&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HfHbw3n0EIM&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><br />
<strong></p>
<p>VEDI ANCHE</strong>: la <a href="http://elections.nytimes.com/2008/results/president/speeches/obama-victory-speech.html?nl=pol&#038;emc=polb1">solita splendida visualizzazione</a> del NYTimes con il discorso e il transcript a fianco (di cui abbiamo già parlato in <a href="http://www.spindoc.it/category/attivita-e-strumenti/crossmedia/">altre occasioni</a>)</p>
<blockquote><p>La <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-1108.htm">traduzione</a> del discorso completo di Barack Obama; e la <a href="http://my.barackobama.com/page/community/post/stateupdates/gGx3Kc">versione originale</a>.
</p></blockquote>
<p>In attesa di un <strong>motere di ricerca realmente semantico</strong>, il <strong>fitro umano</strong> non può essere dimenticato. Ma può essere aiutato. Abbiamo deciso di mettere alla prova i nuovi sistemi di analisi sul video (il primo di una serie) del <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HfHbw3n0EIM">discorso della vittoria di Obama</a>.</p>
<h3>Tag cloud classica</h3>
<p>Ecco come sarebbe una <strong>tag cloud classica</strong> (clicca per visualizzare).</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/aeea4e68af3a11dd85e3000255111976/comments/aef4035eaf3a11dd85e3000255111976.js?width=400&#038;height=350"></script></p>
<p>Si più cercare all&#8217;interno e puntando i cursore su una parola viene evidenziato il contesto di utilizzo.</p>
<h3>Tag cloud ad albero</h3>
<p>Ancora più utile è però la visualizzazione detta ad &#8220;albero&#8221; che consente di visualizzare (in ingresso o in uscita) una specifica parola.</p>
<p>Di seguito la prova con la ricerca del termine <strong>&#8220;America&#8221; nelle parole di Obama</strong> (clicca per visualizzare)</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/c0ac28d6af3c11ddafde000255111976/comments/c0b0330eaf3c11ddafde000255111976.js?width=400&#038;height=350"></script></p>
<p>Qui lo stesso test ma con la parola <strong>America in uscita</strong>.</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/dcdfea64af3d11dd85e3000255111976/comments/dce2ad80af3d11dd85e3000255111976.js?width=400&#038;height=350"></script></p>
<p>Ovviamente i risultati risentono abbastanza della <strong>parlata ufficiale\ufficializzata</strong> e della difficoltà di rendere pause ed espressioni facciali. Ma su questo novità a prestissimo!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Election Day Web Toolkit. Il voto va social</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/11/04/election-day-web-toolkit-il-voto-va-social/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 15:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
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		<description><![CDATA[Link e risorse social per il giorno del voto USA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via Read Write Web, tutto quello che serve per trovare informazioni sul voto di oggi, per raccontare l&#8217;esperienza e soprattutto, per noi semplici lurker e appassionati, per leggerla e tracciarla sui social network e il web &#8211; mai prima d&#8217;ora una esperienza così condivisa,e in mille modi, quella di votare alle elezioni.</p>
<p>LINK: <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/your_election_day_web_toolkit.php">Your Election Day Web Toolkit &#8211; ReadWriteWeb</a>.</p>
<p>Altro multi-link, per guardare le elezioni live: <a href="http://www.alleyinsider.com/2008/11/how-to-watch-election-day-live-online">How to watch election day live</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Due mappe per le elezioni. Lo storico del voto su Google Maps e gli Usa in base ai delegati</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/11/01/due-mappe-per-le-elezioni-lo-storico-del-voto-su-google-maps-e-gli-usa-in-base-ai-delegati/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 17:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
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		<category><![CDATA[TechPresident]]></category>

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		<description><![CDATA[Google Earth e Techpresident: due mappe per elezioni USA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due mappe digitali per leggere passato e presente del voto americano, proposte da <a href="http://google-latlong.blogspot.com/2008/10/how-us-has-voted-since-1980.html">Google Earth</a> e da <a href="http://www.techpresident.com/ecmap">TechPresident</a>.</p>
<h3><strong>Come gli Stati Uniti hanno votato dal 1980</strong></h3>
<p>. </p>
<p>In collaborazione con la <a href="http://digitalscholarship.richmond.edu/">Digital Scholarship Lab</a> alla University of Richmond, un team apposito di Google <a href="<a href="http://google-latlong.blogspot.com/2008/10/how-us-has-voted-since-1980.html">&#8220;>ha geolocalizzato i risultati delle elezioni americane</a> &#8211; sia su Google Earth che su Google Maps. Queste mappe mostrano come la popolazione americana ha votato dal 1980 al 2004, fino a al livello delle contee. </p>
<p><script src="http://www.gmodules.com/ig/ifr?url=http://mw2.google.com/mw-earth-vectordb/gallery_layers/election2008/maps/us_voting_80_04.xml&amp;synd=open&amp;w=620&amp;h=530&amp;title=Historical+Voting+Results&amp;border=%23ffffff%7C3px%2C1px+solid+%23999999&amp;output=js"></script></p>
<p>LINK: <a href="http://google-latlong.blogspot.com/2008/10/how-us-has-voted-since-1980.html">How the US has voted since 1980</a>.</p>
<h3>The real electoral map, gli Stati Uniti d&#8217;America visti per numero di delegati</h3>
<p><a href="http://www.techpresident.com/ecmap">Techpresident</a>, sito irrinunciabile per chi ama i temi a noi cari, presenta un tool interattivo per visualizzare la mappa elettorale degli Stati Uniti d&#8217;America. Già altre risorse di questo tipo erano state create per le elezioni passate, ma in questo caso è un tool dinamico, che dà anche informazioni sui singoli stati.</p>
<p><a href="http://www.techpresident.com/ecmap"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/11/realelectoralmap.jpg" alt="" width="500" height="574" class="alignnone size-full wp-image-1361" /></a></p>
<p>Il funzionamento è semplice: la grandezza dei singoli stati è basata non sul territorio fisico ma sul numero di delegati che elegge (che è in base alla popolazione).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Current + Twitter + Digg per la notte elettorale</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/11/01/current-twitter-digg-per-la-notte-elettorale/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 06:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
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		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Current + Twitter + Digg per la notte elettorale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>I ruoli sembrano chiari e ben equilibrati: Twitter garantisce una parte di interazione con il pubblico, Digg fornisce le notizie emergenti, Current il mix di questi input in un programma televisivo (o post-televisivo, ormai). </p></blockquote>
<p> Tra le tante iniziative messe in piedi per la notte elettorale Usa del 4 novembre, <a href="http://current.com/items/89472948_speciale_elezioni_americane_current_twitter_digg">merita una segnalazione l&#8217;iniziativa</a> che mi segnala <a href="http://www.liviacolare.com/">Livia Iacolare</a> e che vede una partnership tra <a href="http://current.com"><strong>Current Tv</strong></a>, la televisione UGC e non solo fondata da <strong>Al Gore </strong>e da qualche mese sbarcata in Italia sul Web e sulla piattaforma satellitare Sky, <a href="http://www.twitter.com"><strong>Twitter</strong></a>, il tool di microblogging più diffuso e usato (anche politicamente &#8211; sugli usi politici di Twitter abbiamo <a href="http://www.spindoc.it/?s=twitter">più volte</a>  scritto, in special modo interessante l&#8217;uso che ne è stato fatto per i <a href="http://www.spindoc.it/2008/01/14/i-risultati-delle-primarie-in-tempo-reale-cnn-no-twitter/">risultati delle primarie</a>) e <a href="http://www.digg.com">Digg</a>, uno dei modelli più efficaci di social bookmarking, condivisione delle notizie e giornalismo partecipativo. </p>
<p><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" width="400" height="400"><param name="movie" value="http://current.com/e/89472948/it_IT"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowfullscreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://current.com/e/89472948/it_IT" width="400" height="400" wmode="transparent" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" ></embed></object></p>
<p>Sul sito di Current <a href="http://current.com/items/89472948_speciale_elezioni_americane_current_twitter_digg">ulteriori informazioni</a> sulla maratona elettorale &#8211; che potremmo definire un vero e proprio mashup giornalistico. Da seguire. </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I trenta minuti di Obama e la politica dei sound bites</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/10/31/i-trenta-minuti-di-obama-e-la-politica-dei-sound-bites/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2008/10/31/i-trenta-minuti-di-obama-e-la-politica-dei-sound-bites/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 16:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
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		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[30 minuti di spottone web-based sui maggiori network televisivi. Obama gioca su tutti i media, contro la politica dei sound bites. Un approfondimento su Apogeonline.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Uno spot di trenta minuti. Anzi 27&#8242; e 10&#8221;. Altro che trenta secondi, il tempo standard classico per gli spot televisivi &#8211; anche politici. </p></blockquote>
<p> Mancano pochi giorni alle urne e il candidato democratico <strong>Barack Obama </strong>decide di pagare dai 3 ai 6 milioni di dollari per mandare in onda simultaneamente su sette network nazionali (tra questi Nbc, Cbs e Fox) uno spot-documentario intitolato <a href="http://www.youtube.com/watch?v=GtREqAmLsoA"><strong>Barack Obama: American Stories</strong></a>&#8220;. </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GtREqAmLsoA&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/GtREqAmLsoA&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<blockquote><p>Il filmato è stato diretto da <strong>Davis Guggenheim</strong> (figlio del documentarista di Robert Kennedy e autore con <strong>Al Gore</strong> del lavoro che gli ha portato l&#8217;Oscar, &#8220;An Inconvenient Truth&#8221;). </p></blockquote>
<p> Su Apogeonline, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/10/31/19/200810311901">un mio approfondimento sulla strategia <em>multi(media)tasking </em> di Barack Obama</a> tra vecchi e nuovi media &#8211; che è riuscita ad innovare entrambi, andata e ritorno. E anche grazie ai video chilometrici, quei discorsi a camera fissa visti su YouTube da milioni di persone.<br />
<strong><br />
LINK: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/10/31/19/200810311901">Barack Obama, dalla tv al Web (e ritorno)</a></strong></p>
<p>Il <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/10/31/19/200810311901">documentario da 30 minuti</a> è «<em>una scelta perfettamente in linea con una campagna che, proprio grazie alla testa di ponte dei video su YouTube, si è più volte mossa contro la logica televisiva dei sound bites – cui la politica americana e non solo negli ultimi decenni si è inginocchiata. Accettando la sintesi spesso impietosa di brevissimi &#8220;stralci&#8221; video o audio da montare nei pastoni dei telegiornali o negli approfondimenti giornalistici</em>».</p>
<p><strong>Update</strong>: Il filmato, <a href="http://www.thrfeed.com/2008/10/obama-ad-rating.html">secondo dati Nielsen</a>, è stato visto da 33,6 milioni di persone. Per fare un confronto: &#8220;That&#8217;s 70% more people than watched the conclusion of the World Series last night on Fox (19.8 million).&#8221; Via <a href="http://friendfeed.com/e/57e88ca5-7497-48bd-8bbc-e13bd6685487/Nielsen-33-6-million-watched-Obama-ad-The-Live/">Luca Conti ff</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La mappa degli endorsement. Le dichiarazioni di appoggio dei quotidiani USA</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/10/31/la-mappa-degli-endorsement-le-dichiarazioni-di-appoggio-dei-quotidiani-usa/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 10:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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		<category><![CDATA[mappa]]></category>
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		<description><![CDATA[La mappa degli endorsement dei quotidiani USA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Una mappa per scoprire chi appoggia chi, tra i newspaper americani.</p></blockquote>
<p> L&#8217;endorsement è l&#8217;appoggio pubblico e trasparente ad una candidatura. Da parte di una testata giornalistica, o di una associazione, o di un politico. In Italia non si usa &#8211; e le volte che accade, sono più le critiche. </p>
<p>Scopro via <a href="http://mediablog.corriere.it/2008/10/usa_2008_ecco_la_mappa_degli_e.html">Marco Pratellesi</a> questa mappa, molto ben fatta, di <a href="http://infochimps.org/static/gallery/politics/endorsements_map/endorsement_graph.html">Infochimps</a>. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1331" style="width:500px;">
	<a href="http://infochimps.org/static/gallery/politics/endorsements_map/endorsement_graph.html"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/newpaperendorsement.jpg" alt="" width="500" height="330" /></a>
	<div>Mappa degli endorsement dei quotidiani in America. Via Infochimps</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>La battaglia degli spot. Una guida crossmediale del New York Times.</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 01:22:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising e mailing]]></category>
		<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
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		<category><![CDATA[negative e underdog]]></category>
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		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[La guerra degli spot tra Obama e Mccain. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Circa 400 milioni di dollari spesi dal 3 aprile al 27 ottobre dai due contendenti alla Casa Bianca. Circa 320 spot elettorali mandati in onda. Una <a href="http://elections.nytimes.com/2008/president/advertising/index.html?nl=pol&#038;emc=pol">guida multimediale del New York Times</a> aiuta a capirci qualcosa in più (anche geolocalizzata). </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1328" style="width:650px;">
	<a href="http://elections.nytimes.com/2008/president/advertising/index.html?nl=pol&#038;emc=pol"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/warad.jpg" alt="" width="650" height="565" /></a>
	<div>The Ad Wars. Guida multimediale del New York Times. Clicca per vedere</div>
</div>
<p>E intanto, Obama, manda in onda uno spot-documentario di quasi 30 minuti (ne riparliamo presto).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Elezioni USA on the Web. Qualche link (2/2)</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/10/18/elezioni-usa-on-the-web-qualche-link-22/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 11:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[John McCain]]></category>
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		<category><![CDATA[web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[A poche settimane dalla fine della campagna elettorale USA, un "nastrone elettorale" per monitorare, visualizzare ed aggregare le notizie dal web e non solo. Questa è la seconda "puntata".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><blockquote><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/unclesam.jpg" alt="" title="" width="200" height="468" class="alignnone size-full wp-image-1221" /></p></blockquote>
</blockquote>
<p>A poche settimane dalla fine della campagna elettorale USA, qualche link eterogeneo (ovvero servizi, siti, grafici, varie ed eventuali) per monitorare, visualizzare ed aggregare le notizie dal web e non solo.</p>
<p>Secondo post di due. Ovviamente la lista non è una lista per importanza, o per area di interesse (essendo la maggior parte dei servizi crossmediale); né pretende di essere esaustiva. E&#8217; più che altro una specie di &#8220;<em>nastrone elettorale</em>&#8220;, e altri link sono nel blogroll di Spindoc, in basso sulla home page.  </p>
<ul>
<li><strong><a href="http://www.fivethirtyeight.com/">538 (five thirty eight)</a></strong><br />
Ispirato al numero di elettori nei collegi elettorali 538 è un valido <em>hub </em>che tenta di raccogliere il maggior numero di dati e statistiche indipendenti</li>
<li><strong><a href="http://www.youtube.com/youchoose">YouChoose</a></strong><br />
Il canale YouTube della campagna, raccoglie video informativi, reportage, curiosità sui candidati e le principali notizie</li>
<li><strong><a href="http://www.sunlightfoundation.com/presscenter/releases/2007/11/06/navigate-house-defense-earmarks-on-google-earth/">Techpresident</a></strong><br />
C&#8217;è bisogno di recensirlo? La migliore risorsa di approfondimento sulle campagne elettorali sul Web</li>
<li>
<strong><a href="http://labs.google.com/inquotes/">Google Inquotes</a></strong><br />
Compara le dichiarazioni, su diversi temi, dei due candidati. Confronto all&#8217;americana targato Google.</li>
<li><strong><a href="http://labs.google.com/gaudi">Google Gaudi</a> </strong><br />
Come il precedente, ma in più porta i brani registrati delle dichiarazioni</li>
<li><strong><a href="http://maps.google.com/maps/mpl?moduleurl=http://maps.google.com/mapfiles/mapplets/elections/2008/us-voter-info/us-voter-info.xml">Registrarsi per il voto</a></strong><br />
Ancora un aiuto da Google. Stato per stato, le informazioni su come e dove registrarsi al voto. Altra risorsa la fornisce la <a href="http://www.lwv.org/Election2008/index.html">Lega delle donne</a></strong> </li>
<li><strong><a href="http://earlyvoting.net/states/abslaws.php">Earlyvoting</a> </strong><br />
Ogni stato ha delle curiosità sul voto, ecco una griglia che tenta di riassumere le più salienti</li>
<li><strong><a href="http://socialstreams.livelabs.com/politics/">Socialstream</a>s</strong><br />
Segue le notizie della campagna attraverso i blog, portali, e di altri aggregatori</li>
<li><strong><a href="http://www.opensecrets.org/pres08/index.php">Opensecrets</a> </strong><br />
Si concentrano sui fondi della campagna dei candidati e la loro provenienza. Come il precedente, ma con la possibilità di cercare le donazioni per città, azienda o professione la risorsa messa online da Huffington Post: <a href="http://fundrace.huffingtonpost.com/ ">fondi elettorali</a></li>
<li><strong><a href="http://factcheck.org/">Factcheck</a></strong><br />
Monitora le affermazioni dei candidati e cerca di stabilirne la veridicità</li>
<li><strong><a href="http://moderator.appspot.com/#e%253Dagltb2RlcmF0b3JyDQsSBlNlcmllcxjvAQw%252Bv%253D0">Google Moderator</a></strong><br />
Consente di sottoporre e votare le domande che si vorrebbe fare al presidente attribuendo poi un rank in base alle risposte degli utenti. E&#8217; stato definito il Digg di Google; nella pagina dedicata è possibile scegliere tra domande sulle issues classiche delle campagne Usa e le domande poste ad uno specifico candidato.</li>
</ul>
<p>Se voi avete altre risorse da segnalare postate un commento o mandateci una mail su info@spindoc.it e provvederemo ad inserirle nei prossimi post. </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Obama vs McCain, primo round. Nessun colpo da k.o</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/09/27/obama-vs-mccain-primo-round-nessun-colpo-da-ko/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 20:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Agosta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
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		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[oxford]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo dibattito presidenziale finisce in pareggio. Tra politica estera ed economica, e differenti stili: calmo e presidenziale Obama, battagliero e senatoriale McCain.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il moderatore è stato <strong>Jim Lehrer</strong>, giornalista della PBS, conosciuto anche come &#8220;il decano dei moderatori&#8221; (questo è il suo undicesimo dibattito presidenziale)</p></blockquote>
<p> Erano le 21.00 ora locale (le 3 del mattino in Italia). Nell&#8217;auditorium dell&#8217;Università del Mississippi si è tenuto, dopo alcuni giorni di incertezze dovute alla crisi economica e alla richiesta di rinvio da parte del senatore <strong>John McCain</strong> (il contentente ovviamente <strong>Barack Obama</strong>), il primo dei quattro dibattiti presidenziali che porteranno dritti dritti all&#8217;election day del 4 novembre prossimo. </p>
<p>Guarda <a href="http://elections.nytimes.com/2008/president/debates/first-presidential-debate.html">il dibattito dalle pagine del New York Times</a>, con la visualizzazione interattiva (<em>di cui abbiamo <a href="http://www.spindoc.it/?s=new+york+times+interactive">scritto altre volte su Spindoc</a>: con il transcript ricercabile, e le annotazioni del NYT</em>, ndr).</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1143" style="width:500px;">
	<a href="http://elections.nytimes.com/2008/president/debates/first-presidential-debate.html"><img src="http://spindoc.webgol.it/wp-content/uploads/2008/09/debate_nyt.jpg" alt="Screenshot del primo debate McCain vs Obama, dal New York Times" width="500" height="280" /></a>
	<div>Screenshot del primo debate McCain vs Obama, dal New York Times. Clicca per vedere il dibattito</div>
</div>
<h3>I temi e gli argomenti in ballo: esteri ma non solo</h3>
<blockquote><p>Nessuno dei due &#8211; nonostante le ripetute domande di Lehrer &#8211; ha saputo o voluto individuare con precisione quali parti del programma dovranno subire dei tagli per fronteggiare la spesa di 700 miliardi di dollari stanziati per fare fronte alla crisi delle banche di investimento.</p></blockquote>
<p>Il tema del dibattito, <strong>organizzato in 9 segmenti da 9 minuti ciascuno</strong>, avrebbe dovuto essere la politica estera, ma inevitabilmente Lehrer ha dovuto inserire all&#8217;inizio del dibattito una sezione di domande relative alla crisi economica.</p>
<p><strong>Entrambi hanno però preso le distanze dall&#8217;amministrazione Bush.</strong> Obama ha cercato più volte nel corso dell&#8217;intero dibattito di dipingere un quadro complessivo, in cui economia interna, fabbisogno energetico e politica estera sono legati indissolubilmente tra loro, addebitando all&#8217;amministrazione Bush, sostenuta da McCain, le responsabilità della crisi. </p>
<p>La seconda parte del dibattito si è spostata sulla politica estera: <strong>Iraq, Afghanistan e Iran</strong>. Opinioni già espresse e qui ripetute: McCain, facendosi forte della sua esperienza in politica estera, sostiene l&#8217;intervento militare in Iran e la &#8216;surge&#8217; (l&#8217;aumento di truppe) del 2007 in Iraq, mentre Obama ha ribadito la sua posizione sul dialogo diplomatico con l&#8217;Iran e la critica dell&#8217;impegno statunitense in Iraq.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1157" style="width:460px;">
	<img src="http://spindoc.webgol.it/wp-content/uploads/2008/09/mccain_obama.jpg" alt="" width="460" height="288" />
	<div>Un altro momento del primo dibattito Obama vs McCain</div>
</div>
<h3>Il dibattito vero e proprio e i toni usati dai due candidati</h3>
<blockquote><p>McCain ha iniziato praticamente ogni intervento con le parole &#8220;<strong>Il Senatore Obama non capisce che&#8230;</strong>&#8221; alle quali è puntualmente venuto a mancare il contrattacco di Obama. </p></blockquote>
<p> McCain ha condotto la propria parte di dibattito in maniera tutto sommato prevedibile, evidenziando la propria esperienza trentennale e sottolineando invece l&#8217;inesperienza del suo avversario. Per contro, chi si aspettava l&#8217;Obama del travolgente discorso di accettazione della nomination, con quel &#8220;basta&#8221; (<strong>enough!</strong>) lanciato in faccia alle <em>corporations</em> è senza dubbio rimasto deluso: il candidato democratico è stato molto corretto, forse troppo per chi sperava in un dibattito più acceso, ha scelto un profilo più basso, concedendo la ragione in numerose occasioni a McCain sui grandi temi, e passando quindi a evidenziare le differenze nelle modalità di azione.</p>
<h3>Il &#8220;paratesto&#8221; e il linguaggio corporeo</h3>
<blockquote><p>Il comportamento, e il linguaggio corporeo dei due candidati è sempre molto osservato, da analisti e spettatori. </p></blockquote>
<p> In attesa di analisi più strutturate che sicuramente arriveranno nei prossimi giorni possiamo annotare che Obama è calmo, diretto e &#8220;on topic&#8221;; più vivace, ma allo stesso tempo meno efficace McCain, a volte distratto da tecnicismi senatoriali e dalla piccola politica (parte del dibattito sequestrata dagli &#8216;<em>earmarks</em>&#8216;, le pieghe dei bilanci che garantiscono finanziamenti locali e da reciproche accuse di clientelismo &#8216;<em>pork-barrel spending projects</em>&#8216;, simultaneamente tradotta a metà tra il gastronomico e l&#8217;agrotecnico). </p>
<p>Obama si rivolge direttamente al suo avversario chiamandolo per nome. Più formale, distaccato (si è sempre rivolto al &#8220;Senator Obama&#8221;) e condiscendente McCain, che mai si è girato verso Obama, tranne che per le <em>photo-op</em> finali. Secondo <strong>Josh Marshall</strong> di <a href="http://talkingpointsmemo.com/archives/220226.php">Talking Points Memo</a>, uno degli elementi più significativi del dibattito è appunto che McCain non ha mai guardato Obama negli occhi, mai concedendo &#8220;<em>eye contect</em>&#8220;, contatto oculare. </p>
<h3>Risultato finale? Nessun colpo da k.o</h3>
<p>Un pareggio il risultato finale secondo quasi tutti.<br />
Obama attento ad apparire &#8220;presidenziale&#8221; (<em>looking presidential</em>) e ma poco battagliero (non è peraltro nelle sue corde comeunicative, il debate).<br />
McCain battagliero ma &#8220;senatoriale&#8221;.<br />
L&#8217;appuntamento è già al secondo round.</p>
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