Lo spot del “3 a.m. call” diventa una spassosa parodia televisiva. Il video dal Saturday Night Live.
Video (più o meno) virali: il mio nome è Ivan e Mac/Pd vs Pc/Pdl. Ne conoscete altri?
La tv è (ancora) king-maker: fa il potere politico. Quanto tempo ci vorrà affinché le cose cambino (affinché i social media cambino la politica)? Alcune riflessioni tra disintermediazioni e azioni “rimediative”
Vota con todas tus fuerzas. La campagna GOTV (e vincente) di Zapatero
La bambina di otto anni nello spot di Hillary, beh: ora ha diciotto anni e supporta Obama…
Il nuovo video di Tolleranza Zoro. Diego Bianchi come Magritte (più o meno).
La nazione è in pericolo. Ci sono tre minuti di tempo per comunicare la notizia al presidente, che ha solo quattro minuti per agire. Chi vorresti che ci fosse all’altro capo del telefono?
10 domande per te posson bastare? Il progetto collaborativo per far video-domande ai candidati
I dibattiti televisivi che verranno? Tra qualche dimenticanza e qualche vaghezza, va a finire che la migliore regola è nessuna regola.
Approvato il format del “dibattito televisivo multiplo”. Forse si evitano i comizi paralleli ma il rischio è che le troppe regole ingessino la comunicazione, o costringano a “buttarla in caciara”.
Mentre in Italia assistiamo alla “telenovela della politica”, gli americani trasformano la politica in soap opera. La famiglia Ortiz, pro Obama, a caccia dell’elettorato ispanico.
Lo spettacoloso marchingegno crossmediale del New York Times per leggere in modo interattivo e approfondimento i dibattiti elettorali. Da provare.
Capita a tutti un fallimento. Questa volta è toccato a Zoro (Diego Bianchi). In visita al congresso de La Destra cerca il dialogo con Daniela Santanchè, trovandolo a metà. Un’ennesima prova d’autore del videoblogger più famoso d’Italia (si può dire?).
Grande protagonista pare essere, purtroppo per Hillary, Ms. Amber Lee Ettinger. La bella e agguerrita Obama Girl non smette un istante di soddisfare il video – appetito dei supporter di Obama e continua a sfornare messaggi d’amore per il senatore nero e patinate dichiarazioni di guerra rivolte ai rivali di turno. La Obama Girl è un fenomeno “passeggero”, nel senso che durerà, probabilmente, finché le urne rimarranno aperte (e dire che nemmeno è andata a votare, in una elezione in cui il fattore-d conta).
In attesa dei risultati in South Carolina (e dei risvolti di posizionamento rispetto all’elettorato di colore raccontati da Emiliano in questo post), ecco Barack Obama al Dave Letterman Show (via Elvira). Alle prese con la classica top ten list. Sul sito dello show la lista completa delle Top Ten Barack Obama Campaign Promises, presentate dallo [...]
Oggi Romano Prodi decide di andare al Senato – per chiedere il voto di fiducia (motivato e esplicito) sul suo governo pericolante. Tra sputi e litigi, è un pomeriggio (piuttosto delirante) di dichiarazioni di voto e interventi programmati. In cui anche Internet ha avuto (sta avendo) un ruolo. 1. Innanzitutto un ruolo di coverage informativo. [...]
Alla fine dell’anno di inizio primarie, TechPresident ha proposto un elenco dei migliori video, sia di quelli “candidate-generated” sia di quelli “voter-generated”. Partendo da queste liste ve ne proponiamo un paio, per un ripasso in vista dei futuri momenti di campagna: Lato democratico c’è quello autoironico di John Edwards intolato Hair – in risposta all’accusa [...]
Il buon Rudolph Giuliani ha finora vissuto le primarie repubblicane adottando una tattica sorniona. Per esempio ha trascurato Iowa e New Hampshire per concentrarsi sulla Florida del 29. Nel mentre, anche se non all’avanguardia quanto agli strumenti di campaigning nuovi e nuovissimi (un esempio? il suo canale su Twitter è fermo da tre settimane), sta [...]
L’incontro fra capi tribù (traduzione letterale del termine indiano caucus) tenutosi nello Iowa ha sancito Barack Obama primo vincitore nel lungo e complicato cammino verso le Presidenziali Usa 2008. Abbiamo analizzato i risultati elettorali sottolineando l’indispensabile “ricerca del giusto fealing con la campagna elettorale”. La ricerca dell’appeal elettorale necessario ha visto fin da subito l’apparizione [...]
Diceva Kierkegaard che Esistere significa «poter scegliere»; anzi, essere possibilità ma questo è il dramma dell’uomo non la sua libertà. Saranno certo di opinione diversa quelli di Mtv e non è il caso, per ora, di addentrarsi nei meandri dell’iniziativa Choose or Loose. Bella, interessante ma anche abbastanza complessa da non potere essere racchiusa in [...]