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	<title>Spindoc &#187; elezioni</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>Eyjafjallajökull. Stati generali delle Fabbriche di Nichi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 12:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eyjafjallajökull. Stati generali delle Fabbriche di Nichi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Tre giorni su politica, media e territorio. A Bari dal 16 al 18 luglio 2010. </p></blockquote>
<p>Si chiamano come il vulcano islandese che qualche mese fa ha bloccato &#8211; con un semplice naturalissmo sbuffo annoiato &#8211; mezza Europa, regalando insieme una marea di disagi e un bagno di umiltà alle improcrastinabili frenesie della società di oggidì. Sono gli stati generali delle Fabbriche di Nichi (Vendola, ovviamente) e si terranno a Bari da venerdì 16 a domenica 18 presso il villaggio turistico Baia San Giorgio: tutte le <a href="http://fabbrica.nichivendola.it/eyjafjallajokull/intro/">informazioni nella pagina apposita</a>.</p>
<p><a href="http://fabbrica.nichivendola.it/eyjafjallajokull/intro/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/fdnichilogo.jpg" alt="" title="" width="450" height="69" class="alignleft size-full wp-image-4235" /></a></p>
<p><strong>LEGGI</strong> il <a href="http://fabbrica.nichivendola.it/eyjafjallajokull/il-programma/">programma completo</a> dei tre giorni.</p>
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		<title>Affari di casa altrui. Il secondo debate inglese</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/04/29/affari-di-casa-altrui-il-secondo-debate-inglese/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2010/04/29/affari-di-casa-altrui-il-secondo-debate-inglese/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 13:13:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Magnanini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
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		<description><![CDATA[In attesa del terzo e ultimo round dei debate inglesi, stasera alle 21.30 sulla BBC, una piccola analisi del secondo appuntamento con i tre candidati, qualche risorsa crossmediale e le eterogenee domande dal pubblico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Abbiamo raccontato il coverage web del primo storico dibattito in questo post: <a href="http://www.spindoc.it/2010/04/15/worm-chat-ticker-il-coverage-dei-debate-inglesi/">Worm, chat, ticker. Il coverage dei debate inglesi</a></p></blockquote>
<p>A Bristol, giovedì 22 aprile si è svolto il secondo round dei 3 dibattiti dei candidati alla poltrona di Primo Ministro inglese. Tutti, come al solito, si sono chiesti &#8220;Chi ha vinto?&#8221;. Di seguito alcune risposte in comparazione secondo vari osservatori esterni (via <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Winner-poll-second-debate-2010-UK-general-election.png">Wikipedia</a>)</p>
<div class="img aligncenter size-full wp-image-2392" style="width:634px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/Winner-poll-second-debate-2010-UK-general-election.png" alt="Sondaggi comparati di chi ha vinto, secondo varie fonti (via Wikipedia)" width="634" height="403" />
	<div>Sondaggi comparati di chi ha vinto, secondo varie fonti (via Wikipedia)</div>
</div><br/></p>
<h3>Quanti hanno visto il dibattito?</h3>
<blockquote><p><strong>GUARDA</strong>: Il video del dibattito è disponibile su CSPAN, a <a href="http://c-span.org/Watch/Media/2010/04/22/HP/R/31947/Party+leaders+Go+headtohead+in+second+UK+debate.aspx">questo indirizzo</a></p></blockquote>
<p>Ma oltre a chiedersi (ovviamente) chi abbia vinto, forse merita anche chiedersi &#8220;Quanti hanno visto il dibattito?&#8221;. E qualche differenza con il primo c&#8217;è stata. Se il primo dibattito aveva ottenuto l<a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/politics/article7099488.ece">&#8216;attenzione di 9,4 milioni e uno share del 37%</a> ora l&#8217;effetto novità non esiste più e l&#8217;audience è praticamente crollato: <strong>2,1 milioni (8,7% di share) </strong>hanno visto il dibattito su Sky News. Sommando altri dati (anche sky3 proponeva il dibattito) la Bbc <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/politics/election_2010/8639485.stm">arriva a proporre una stima</a> (secondo me abbastanza generosa) di circa 4,3 milioni di persone che hanno visto il dibattito.</p>
<h3>Il tema del dibattito e le dichiarazioni iniziali dei candidati</h3>
<p>Il tema del dibattito era &#8220;International affairs&#8221; &#8211; la politica estera, dopo che quella interna era stata affrontata nel primo: in realtà il dibattito è stato metà politica estera e metà temi generali (nessun <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Ghost_Writer_(2010_film)">fantasma di Adam Lang</a> ad aleggiare).<br />
Le dichiarazioni iniziali sono particolarmente interessanti perchè ogni candidato può dire ciò che vuole &#8220;senza vincoli&#8221; e i candidati (e il loro staff) hanno molto tempo per scegliere accuratamente parola per parola.</p>
<p><strong>Gordon Brown</strong>, memore della &#8220;sconfitta&#8221; al primo dibattito, esordisce così: &#8220;<em>This may have the feel of a TV popularity contest, but in truth, this is an election about Britain&#8217;s future, a fight for your future, and for your jobs. If it&#8217;s all about style and PR, count me out. If it&#8217;s about big decisions, if it&#8217;s about judgment, it&#8217;s delivering a better future for this country, I&#8217;m your man. [...]</em>&#8220;. Brown (o forse proprio Alastair Campbell che era presente dietro le quinte dello studio) tenta di proporre l&#8217;interpretazione &#8220;autentica&#8221; di questi dibattiti: non conta lo stile ma conta la capacità di prendere le decisioni giuste.</p>
<p>Ecco la dichiarazione iniziale di <strong>David Cameron</strong>: &#8220;I<em>t&#8217;s clear from last week&#8217;s debate that the country wants change. But the question is, what sort of change and who&#8217;s best placed to lead that change? [...]</em>&#8220;. Cameron usa la parola &#8220;magica&#8221; che negli ultimi tempi funziona abbastanza: <strong>Change</strong>. Il cambiamento ovviamente per Cameron è che non si può votare laburista (al governo per gli ultimi 13 anni).</p>
<ul>
<strong>APPROFONDISCI</strong>: lo<a href="http://uk2010.shiftcontrol.dk/#/Predictions"> speciale del Times sulle elezioni</a>, con l&#8217;aiuto crossmediale e &#8220;data-driven&#8221; della firm olandese Shift Control. Molte le opzioni: dalla situazione al momento, dalla previsione in base ai dati storici, ecc. Ecco come viene <a href="http://uk2010.shiftcontrol.dk/site/about">spiegato il progetto</a>: &#8220;In the middle of last year, The Times decided it wanted to build a rich, data-driven site which would help our readers make sense of the 2010 General Election. It would be based around the UK map, but draw on a wide range of data sources and use innovative visual techniques to display all the information we thought was relevant to a pivotal election&#8221;.</p>
<div class="img aligncenter size-full wp-image-2400" style="width:600px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/mappathetimes.jpg" alt="Mappa crossmediale sulle elezioni inglesi, via The Times e Shift Control" width="600" height="388" />
	<div>Mappa crossmediale sulle elezioni inglesi, via The Times e Shift Control</div>
</div></ul>
<p><strong>Nick Clegg</strong>, dei Lib Dem: &#8220;I<em> am so proud of the values that have made our country so great. Democracy, human rights, the rule of law. But the sad truth is that in recent years, our governments under the old parties have let those values down. We shouldn&#8217;t have sent soldiers into battle without the right equipment. We shouldn&#8217;t be facing allegations of complicity in torture, we shouldn&#8217;t have invaded Iraq.[...]</em>&#8220;. Clegg crea un patriottismo &#8220;da outsider&#8221;: il Regno Unito è un Paese dai grandi valori ma tali valori sono stati traditi dai vecchi partiti che sono stati al potere negli ultimi decenni. </p>
<h3>Le domande del pubblico</h3>
<p>Alcune delle domande del pubblico, interessanti nella loro eterogeneità (e schiettezza):</p>
<ul>
<li>Lavoro nel settore delle costruzioni. Non vedo nessun vantaggio nell&#8217;essere in Europa. Penso ci sia troppa interferenza politica e giuridica, cosa intendete fare per interrompere ciò?</li>
<li>Considerato il nostro impegno in Afghanistan, se ci fosse un&#8217;altra operazione multinazionale per rimuovere Al-Qaeda o un altro gruppo terroristico in uno stato fallito, il Regno Unito parteciperebbe?
</li>
<li>Dato che il cambiamento climatico è una delle minacce più grandi che affrontiamo, cosa avete fatto personalmente negli ultimi 6 mesi per usare forme di trasposto più sostenibili, come bici e treni, invece di auto e aerei?</li>
<li>Il Papa ha accettato un invito per per una visita di Stato in Gran Bretagna a Settembre che costerà milioni di sterline ai contribuenti. Se uno di voi vincesse le elezioni, dissocerebbe il suo partito dalla omertà del Papa su molti anni in cui i preti cattolici, che sono stati processati e condannati per abuso di minori, e dalla sua feroce opposizione alla contraccezione, alla ricerca sulle cellule staminali, diritti per i gay e all&#8217;uso dei profilattici mentre l&#8217;HIV è più presente che mai?</li>
<li>Ho cresciuto 5 figli, lavorato la maggior parte della mia vita, ho raggiunto 84 anni, pensate che una pensione statale di 59 sterline a settimana sia una giusta ricompensa?
</li>
<li>Sono un&#8217;immigrata, e sono nel Regno Unito da 13 anni. Riconosco che l&#8217;immigrazione sta diventando un problema nel Paese. Quali nuove misure introdurreste per rendere il sistema più giusto?</li>
</ul>
<p><strong>SEGUI</strong>: Terzo e ultimo round: stasera, giovedì 29 aprile, BBC, 21:30, sui temi economici</p>
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		<title>Worm, chat, ticker. Il coverage dei debate inglesi</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/04/15/worm-chat-ticker-il-coverage-dei-debate-inglesi/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 21:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo storico dibattivo in tv delle elezioni britanniche. Gordon Brown, David Cameron e Nick Clegg, e una innovativa crossmediale pletora di strumenti per "arricchire" il dibattito andato in onda: dai grafici vermiformi a facebook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo storico dibattito televisivo delle elezioni britanniche è andato in onda questa sera sul canale <a href="http://www.itv.com">ITV</a>, in diretta da Manchester. Protagonisti il premier uscente laburista <strong>Gordon Brown</strong>, il leader dei conseratori <strong>David Cameron</strong> e il liberaldemocratico <strong>Nick Clegg</strong>. Il dibattito è durato 90 minuti e l&#8217;argomento principale sono sttai tematiche di politica interna (<em>public affairs</em>) &#8211; dall&#8217;immigrazione, criminalità, economia, tasse, salute&#8230;</p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/itv1.jpg" alt="Itv, debate in diretta. Tutti gli strumenti attivati" width="700" height="466" class="aligncenter size-full wp-image-2352" /></p>
<p>Interessante l&#8217;uso degli strumenti crossmediali di <em>coverage</em> dell&#8217;emittente televisiva a complemento dello streaming in rete. Di seguito una breve analisi dell&#8217;<strong>enriched debate</strong> andato in onda <a href="http://www.itv.com/electiondebate">sulle pagine dedicate del sito</a>: worm, coveritlive, facebook app, leader comment cloud, twitter sentiment tracker.</p>
<h3>Worm (il consenso in diretta)</h3>
<p>L&#8217;emittente ha messo insieme un campione di 20 elettori che si dichiarano indecisi e provenienti da territori chiave per l&#8217;elezione: queste 20 persone partecipano al &#8220;worm poll&#8221; mentre guardano il dibattito. Un sondaggio in diretta.</p>
<p>Come funziona? Il campione di persone ha in mano una specie di joystick che permette loro di segnalare in tempo reale l&#8217;approvazione o la disapprovazione rispetto a ciò che viene detto dai tre candidati: in sovraimpressione sullo schermo appare la curva del consenso/dissenso (che può avere anche un andamento neutrale). Ecco, nello screenshot qui sotto, l&#8217;effetto &#8220;vermiforme&#8221; del grafico come appariva durante il dibattito (la visualizzazione poteva essere disabilitata).</p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/davidicameron_worm.jpg" alt="" title="" width="492" height="284" class="aligncenter size-full wp-image-2360" /></p>
<p>Un misto di coverage qualitativo e feedback in diretta. In più un elemento aggiuntivo per &#8220;leggere&#8221; il dibattito anche in termini di chi vince/chi perde: il classico racconto &#8220;giornalistico&#8221; dei debate televisivi. C&#8217;è da dire che in questo dibattito specifico è capitato molto raramente di vedere scendere il grafico nella zona del dissenso. Il &#8220;worm poll&#8221;  si è mantenuto più o meno per tutti nella zona del &#8220;like&#8221;, del &#8220;consenso&#8221; con quanto veniva detto: chissà se bravura di tutti i politici ad argomentare, oppure effetto di una sorta di &#8220;responsabilizzazione&#8221; dei tester &#8211; che rispetto a temi spesso molto specialistici hanno preferito dare un generico like più che prendersi il rischio di non essere d&#8217;accordo.</p>
<h3>Coveritlive, la diretta blog collaborativa</h3>
<p>Subito sotto la diretta, è implementato un sistema abbastanza popolare per le dirette blog di eventi: <a href="http://www.coveritlive.com/">Coveritlive</a>.</p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/poll_uk.jpg" alt="poll_uk" width="538" height="570" class="aligncenter size-full wp-image-2368" />Il sistema dà la possibilità a chi lo implementa di caricare foto, link e aggiornamenti, raccontando quindi in diretta e in molto multimediale ciò che accade. E&#8217; anche possibile pergli utenti registrati aggiungere commenti: in questo caso la maggior parte dell&#8217;uso dello strumento è stato con aggiornamenti da parte degli spettatori, con molti aggiornamenti al minuto. C&#8217;è anche la possibilità di proporre dei sondaggi in diretta, come nel caso dello screenshot &#8220;scattato&#8221; alla fine degli statement conclusivi.</p>
<p>Giusto per la cronaca, il risultato del sondaggio in diretta online ha visto vincitore Nick Clegg, con il 49 per cento. </p>
<h3>Facebook con status embedded</h3>
<p>Usato per la prima volta durante l&#8217;insediamento di Obama, l&#8217;applicazione prevede la possibilità di commentare in diretta un evento aggiornando il proprio status sul profilo di Facebook &#8211; e, volendo, condividendolo con la comunità di utenti facebook che guardano in diretta il dibattito. </p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/facebook_uk.jpg" alt="" title="" width="360" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-2366" /></p>
<p>Molto popolata e molto &#8220;on topic&#8221; la discussione: il sistema di &#8220;status&#8221; autonomi e indipendenti, legati comunque alla propria rete di contatti e al proprio profilo (non una chat classica insomma), funziona evidentemente come &#8220;calmieratore&#8221; naturale dei toni più aspri. Intenso anche l&#8217;aggiornamento: decine di aggiornamenti al minuto.</p>
<p>Su altri social network &#8220;analoghi&#8221; (sia detto tra virgolette), la discussione seppur non &#8220;embedded&#8221; è stata intensa: per esempio su <a href="http://search.twitter.com/search?q=%23leadersdebate">Twitter</a>&#8220;, o su &#8220;<a href="http://friendfeed.com/search?q=%23leadersdebate">Friendfeed</a>&#8221; sempre con l&#8217;hashtag #leadersdebate.</p>
<blockquote><p>Una bella discussione live sul dibattito (e in italiano) si è avuta nel <a href="http://friendfeed.com/francescocosta/6f6df0cb/chi-e-matto-al-punto-da-passare-la-serata">profilo ff di Francesco Costa</a></p></blockquote>
<h3>Leader comment cloud e Twitter sentiment ticker</h3>
<blockquote><p>Le nuvole dei tag, spesso <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">raccontate anche da noi su spindoc</a> danno una idea d&#8217;insieme dei concetti usati in un discorso.</p></blockquote>
<p> Due <a href="http://www.itv.com/utils/cached/whatisthis.html">strumenti di post-coverage</a>, che approfondiranno il racconto &#8220;giornalistico&#8221; post-debate. Il primo (<em>leader comment cloud</em>) è una sorta di &#8220;tag cloud&#8221; delle parole e dei termini più usati dai tre politici. </p>
<p>Il sentiment ticker, invece, &#8220;riflette&#8221; le sensazioni di un selezionato gruppo di utenti di Twitter (5000 tra cui politici, giornalisti, fonti di informazioni, superuser ecc.), ed è basato su una metodologia semantica proposta da <a href="www.tweetminster.co.uk">Tweetminster</a>. </p>
<p>I prossimi appuntamenti, meno storici ma non per questo meno importanti, sono il 22 aprile su SKY (si parlerà di International affairs) e 29 aprile sulla BBC (il tema: economic affairs).</p>
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		<item>
		<title>Inghilterra. Con i conservatori favoriti, i laburisti provano a ripartire dal web (e dai tarocchi</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/01/19/inghilterra-con-i-conservatori-favoriti-i-labouristi-provano-a-ripartire-dal-web-e-dai-tarocchi/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 08:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Napolitano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giochi fatti in Gran Bretagna? Dal web un piccolo segno di ripresa labourista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Bisogna tener d&#8217;occhio le elezioni britanniche di maggio</p></blockquote>
<p>La Gran Bretagna è senza dubbio una delle nazioni europee da tenere d’occhio: le elezioni politiche del prossimo maggio sono un appuntamento fondamentale e gli effetti sono sentiti anche nella crescente e variegata blogosfera politica inglese.</p>
<blockquote><p>
Parte favorito il partito conservatore, grazie a Cameron e alla debolezza dei laburisti</p></blockquote>
<p>Il partito conservatore sembra il favorito, a fronte di una politica rinnovata e di un leader giovane e carismatico, <strong>David Cameron</strong>. E conservatori sono anche i più importanti blog politici inglesi, dall&#8217;attivista <a href="http://iaindale.blogspot.com" target="_blank">Iain Dale</a> a <a href="http://order-order.com/" target="_blank">Guido Fawkes</a>, nickname che richiama <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guy_Fawkes" target="_blank">uno degli ideatori della “Congiura delle Polveri”</a>, nel 1605 (figura ripresa anche nel celebre film V per vendetta). Una vittoria annunciata? Forse. Di sicuro un avversario difficile da battere, specie con un partito laburista indebolito e oggetto di numerosi attacchi.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2342" style="width:455px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/01/DAVID_CAMERON.jpeg" alt="David Cameron" width="455" height="207" />
	<div>David Cameron</div>
</div>
<blockquote><p>
La crescita della blogosfera di area laburista.</p></blockquote>
<p> Tuttavia blogger, opinionisti e attivisti di sinistra non stanno con le mani in mano. Da un lato, la blogosfera di area Labour è in costante crescita: <a href="http://www.newstatesman.com/scitech/2010/01/labour-online-british-wing" target="_blank">James Crabtree lo spiega sul New Statesman</a>, illustrando uno scenario ricco e variegato che comprende attivisti come <a href="http://www.leftfootforward.org/" target="_blank">Will Straw</a> e politici in carica (tra questi segnaliamo <a href="http://www.tom-watson.co.uk/" target="_blank">Tom Watson</a>).</p>
<blockquote><p>&#8220;Non si può fingere entusiasmo online&#8221; dice Crabtree.</p></blockquote>
<p>Crabtree azzarda anche alcune affascinanti previsioni sul ruolo che la blogosfera di sinistra giocherà nelle prossime consultazioni: un ruolo non decisivo sulle elezioni nazionali, ma rilevante all’interno del partito nella scelta dei futuri leader. Ne verrà favorita la componente più di sinistra rispetto a quella centrista, oltre ai gruppi che hanno un certo radicamento sul territorio, perché “<strong>non si può fingere entusiasmo online” conclude Crabtree</strong>.</p>
<blockquote><p>I manifesti satirici contro Cameron. </p></blockquote>
<p>Il partito laburista pare anche iniziare a comprendere alcune logiche della Rete: una prima dimostrazione è <a href="http://www.brandrepublic.com/News/977445/Labour-Party-adopts-bloggers-airbrushed-Cameron-campaign/" target="_blank">l’adozione di alcuni manifesti satirici</a> che riprendono quelli originali della campagna di Cameron. Il sito originale, <a href="http://mydavidcameron.com/" target="_blank">Mydavidcameron</a>, è stato creato da un sostenitore del partito laburista, che ha messo a disposizione il template per permettere a tutti di creare il proprio manifesto taroccato.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2343" style="width:650px;">
	<a href="http://mydavidcameron.com/" target="_blank"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/01/c1.jpg" alt="Uno dei manifesti taroccati su David Cameron" width="650" height="324" /></a>
	<div>Uno dei manifesti taroccati su David Cameron</div>
</div>
<blockquote><p>I manifesti sono finiti sulla homepage del Labour Party.</p></blockquote>
<p>Alcuni dei risultati sono finiti prima su siti di parlamentari inglesi e, infine, anche <a href="http://www.labour.org.uk/" target="_blank">sulla homepage del Labour party</a>, dove ora campeggia una versione del manifesto creata dallo stesso partito: lo slogan è “Is what you see what you’d get?”<br />
Politics busting, dalla blogosfera alla comunicazione di partito, dunque.</p>
<p>Quale sarà la prossima mossa?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>PDF Europe. (Some) politics jumped the blog</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/01/16/pdf-europe-some-politics-jumped-the-blog/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 20:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Political Divide]]></category>
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		<description><![CDATA[What happens to political communication when the web gets really social. A talk presented during the session “Adapting and thriving in the new media environment” at PDF Europe, the last november.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Jumping the blog. What happens to political communication when the web gets really social&#8221; has <a href="http://personaldemocracy.com/schedule-pdf-europe-day-2">been presented</a> during the session  “Adapting and thriving in the new media environment” at <a href="http://personaldemocracy.com/personal-democracy-forum-europe">PDF Europe</a>, Barcelona, 20/21 November 2009</p></blockquote>
<p>How to quickly and efficiently adapt to a world that’s changing while we are living it is the million dollar question for politics and politicians from all over the world. I’ll adopt a perspective that involves the changes happened in European new media environment during the last two years: the <strong>jump of the blog or blogosphere</strong>, mainly at a local level due to the huge impact of Facebook and social media.</p>
<div id="__ss_2608798" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Jumping the blog. Social media changes in european politics. @ Pdfeu" href="http://www.slideshare.net/webgol/jumping-the-blog-social-media-changes-in-european-politics-pdfeu">Jumping the blog. Social media changes in european politics. @ Pdfeu</a><object style="margin:0px" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipdfeu04-091129151659-phpapp01&amp;stripped_title=jumping-the-blog-social-media-changes-in-european-politics-pdfeu" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="margin:0px" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipdfeu04-091129151659-phpapp01&amp;stripped_title=jumping-the-blog-social-media-changes-in-european-politics-pdfeu" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">documents</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/webgol">webgol</a>.</div>
</div>
<h3>Bikini statistics and Europen politicians</h3>
<blockquote><p>75% of MEPs use a personal website extensively.</p></blockquote>
<p><a href="www.epdigitaltrends.eu ">European Parliament Digital Trends</a> recently published a research concerning the trend in technology adoption within the professional european political sphere. The main result of this research made by Fleishman and Hillard during April 2009 among 110 Members of European Parliament (MEPs, 14% of the European Parliament) is that <strong>75% use a personal website extensively</strong>.</p>
<blockquote><p>25% of MEPs do not use a personal website</p></blockquote>
<p> As a journalism teacher said recently to his students: «<em>Statistics are like a bikini. What they reveal is interesting, but what they hide is crucial</em>». The statistics bikini here hides that <strong>25% of MEPS do not use a personal website</strong>. And we are still talking about “traditional” website: the word “extensively” could easily stand for “<em>I open it sometimes just to read the press release that someone in my staff uploads sometimes</em>”.</p>
<blockquote><p>* 62% of MEPs have either never heard of Twitter or have no plans to use it.</p></blockquote>
<p>On the social side of the internet usage, the reasearch reveals that <strong>62% have either never heard of Twitter or have no plans to use it</strong>. There is a huge difference with American situation, where Twitter is really wide spread among politicians at any level. On the blogging side, <strong>24% of MEPs use a blog extensively but only 26% of MEPs who blog comment on other blogs once a week or more</strong>.</p>
<blockquote><p><a href="http://www.epdigitaltrends.eu/">Further data is available</a> in the full document at EP Digital Trends.</p></blockquote>
<p> This is the whole scenario regarding the five-years-old european parliament (could be that the new MEPs, recently elected, are more digitally savvy): <strong>the web presence of elected European representatives is just thanks to personal website</strong>. Blog, facebook, microblogging are still far to come.  To fully understand what has changed or is going to change we have to zoom to a more local point of view.</p>
<h3>Local politics. Members of Italian Parliament (MIPs)</h3>
<blockquote><p>The research on MIPs involved the web presence of 952 politicians, 100% of the italian parliament</p></blockquote>
<p> Let’s focus on Italian situation. There&#8217;s a research entitled <a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">Political Divide</a>, conducted by Stefano Epifani of University of Rome and published on Spindoc, that show how <strong>60% of MIPs use the internet in some way</strong> &#8211; at least they have a personal website. The &#8220;bikini&#8221; here hides that 40% of MIPs don’t exist on the web (except from institutional pages).</p>
<div class="img alignnone size-full" style="width:454px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image003.png" alt="Differences between deputies and senators for the usage of website, blogs, social network" width="454" height="346" />
	<div>Differences between deputies and senators for the usage of website, blogs, social network</div>
</div><br/><br/></p>
<blockquote><p>The most used social network among MIPs: Facebook 58%. YouTube and Flickr follow. Twitter stands at 2%.</p></blockquote>
<p>Among the 60% that in some way are digitally active, there are some differences between deputies and senators (due essentially to age difference) regarding the usage of three different web tools: <strong>website, blog and social network</strong>. Among the italian deputies that are active online there are more social network profiles than personal blogs or traditional websites. In other words, there are a bunch of italian representatives that wasn&#8217;t on the Internet before Web 2.0 &#8211; they’ve began in a networked environment (mainly Facebook).</p>
<div class="img " style="width:422px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image002.png" alt="Differences in the usage of Social Network among italian representatives" width="422" height="285" />
	<div>Differences in the usage of Social Network among italian representatives</div>
</div>
<h3>The political &#8220;earthquake&#8221; of Facebook</h3>
<blockquote><p>The rating growth of Facebook usage, from February 2008 to February 2009: 314% in all European countries.</p></blockquote>
<p>The point is Facebook. Facebook has been a sort of &#8220;social earthquake&#8221; that reshaped the new media european environment in the last two years &#8211; in all the european countries Facebook <strong>grew by 314% in less than a year</strong> (the trends is still positive but slower, source: <a href="http://www.comscore.com">Comscore</a>, 04/09 ). The growth rate in Italy is ca 2700%; in Spain 1000%.</p>
<p>It happens. Facebook changed the social media political environment. It has thrown into web 2.0 process a bunch of people that had a plain (or mono-dimensional) experience of the Internet. Newbies: <strong>both voters and politicians</strong>.</p>
<h3>Politics and politicians jumped the blog.</h3>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/01/JumpTheShark.jpg" alt="Fonzie jumps the shark in the famous episode of Happy Days" width="317" height="266" class="alignleft size-full wp-image-2329" /> Some politics and politicians jumped the blog. Fonzie, in a famous episode of the Tv serie &#8220;Happy Days&#8221;, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=MDthMGtZKa4">jumped a shark using waterskies</a>: the scene has become<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jumping_the_shark"> a proverbial way to refer to something that has reached its peak</a> and it can only get worse &#8211; “after that it’s all downhill”. In Europe, some politicians involved in political campaigns &#8211; especially in a local contest &#8211; literally jumped the blogs: the entire blogosphere. With all its values: trasparency of sources, trust in sharing good ideas and feeding open conversations.</p>
<p>Many local politicians were in some way &#8220;forced&#8221; by their own network (and voters) to get social. By their own network &#8211; &#8220;bypassing&#8221; the whole blog/blogging system. Especially referring to local battlegrounds, and to the politicians that did not use the web because they did not find any particular advantage in it. There are some italian case studies regarding the facebook impact on online political campaigning.</p>
<h3>Renzi, Emiliano, Cupra Marittima</h3>
<blockquote><p>Renzi (Florence) used Facebook as a communication tool.</p></blockquote>
<p>Matteo Renzi, 34 yo, FB addicted, run a successful campaign for mayor. Facebook was the production and distribution center of political issues and multimedia contents. He used intensively Facebook for the primary process: also due to the lack of financial resources, the social network became the political communication playground for all the other candidates. Renzi still uses Facebook to personally update his citizens about his work.</p>
<blockquote><p>Emiliano (Bari) used Facebook as a organisation tool: 16 fb groups and more.</p></blockquote>
<p> Incumbent Michele Emiliano run a tough election as Bari mayor. He created, with a very young staff, Emilab, a volunteer organization of under 30: they used Facebook as a sort of little set-up ready-to-use &#8220;MyBarackObama&#8221;. 16 Facebook hyper-local groups, based on city areas. 7 open contests for cultural projects on a grassroots level (video, music, gastronomy, ecc.). 2000 people involved within Facebook. Each fb group had a coordinator, and some of them were found among the most active young people that joined the group on Facebook. Emilab lives on, now it’s a proper grassroots organization.</p>
<blockquote><p>Cupra Marittima, 5000 inhabitants, has Facebook as an agenda tool.</p></blockquote>
<p> Cupra Marittima is a town of 5000 inhabitants. They had ocal elections with 4 candidates and 4 civic lists (not officially linked to national parties). All the lists had a Facebook group where they discussed the program with voters and citizens. Many political discussions on issues were held on a neutral &#8220;public page&#8221; dedicated to the electoral cycle. It somehow opened up the campaign process, even at this level: giving an additional space to discuss the political agenda and the local issues.</p>
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		<title>L&#8217;effetto Joker e il photoshop partecipativo</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/09/20/leffetto-joker-e-il-photoshop-partecipativo/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 23:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Obama]]></category>

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		<description><![CDATA[Le culture partecipative basate sulle tecnologie connettive (e la voglia di dissacrare il potente di turno e la sua comunicazione) sono in grado di influenzare la sfera pubblica? Ancora poco ma qualcosa si muove – dal Joker Obama e Berlusconi ai manifesti "intoccabili" sui muri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Le culture partecipative sono in grado di influenzare le pubbliche opinioni? (il plurale è voluto, e necessario)</p></blockquote>
<p>Can participatory culture shape public opinion? <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a> scrive sul blog del <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-europe-signup-form">Personal Democracy Forum Europe</a> (costola di <a href="http://svaroschi.blogspot.com/2009/09/personal-democracy-forum-europe-come-la.html">quello storico newyorkese</a>, si svolgerà a Barcellona il prossimo 20 e 21 novembre) una riflessione intitolata &#8220;The Joker effect: how participatory culture may disrupt politics&#8221; – in cui mette in fila alcuni esempi/effetti della &#8220;cultura partecipativa&#8221; dentro il campo da gioco del dibattito politico sulle Rete. Dai molti esempi elettorali americani al <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">politics busting all&#8217;italiana</a> dei cartelloni tarocchi delle campagne pubblicitarie Udc e Pd, fino ad arrivare al <a href="http://www.vincos.it/2009/08/27/obama-joker-berlusconi-joker-photoshop-per-la-democrazia/">case study del Berlusconi-Joker</a> diffuso in rete da Vincenzo Cosenza (a seguito di un analogo Obama-Joker in giro per i muri americani) e il manifesto del film <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Untouchables_%28film%29">The Untouchables</a> &#8211; con il solito Berlusconi sullo sfondo.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2213" style="width:422px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/09/berlusconi-joker.jpg" alt="Il Berlusconi photoshoppato da Joker, il cattivo della saga di Batman" width="422" height="440" />
	<div>Il Berlusconi photoshoppato da Joker, il cattivo della saga di Batman</div>
</div>
<blockquote><p>Politics busting: ribellione dal basso e fenomeno tipico della partecipazione politica online – più o meno consapevole e sicuramente iconoclasta. </p></blockquote>
<p>Casi, insomma, che si iscrivono, come accennavo, all&#8217;interno di quel fenomeno tipicamente online che Susca e De Kerckhove chiamano – lo accenavo prima – <em>politics busting</em>: sull&#8217;onda del movimento di ad busting, che &#8220;tarocca&#8221; e prende in giro le pubblicità. Fin dagli albori di Internet, i &#8220;manufatti&#8221; della comunicazione politica sono stati interpretati in modo (per certi versi) pre-satirico, spesso meramente grafico (ecco perché Photoshop, software archetipico della post-produzione fotografica digitale) lavorando sulle incongruenze e sui punti deboli dell&#8217;immagine politica proiettata – che su un media partecipativo ad alta capacità diffusiva come internet ritornava insieme distorta e amplificata. </p>
<p>Una sorta di ribellione dal basso, più o meno consapevole: per mostrare che il re è nudo. Scrive Antonella dell&#8217;esperimento messo in atto da Cosenza: «The Berlusconi-Joker picture has started to circulate on blogs and and social networks, also used as profile picture on Facebook, Twitter and Friendfeed. The reactions of people varied, Cosenza explains: “Some people said that they wanted to use the picture but they were afraid, others wrote me because they want a t-shirt with that image on it. Maybe I should print posters”».</p>
<p>E poi viene citato il caso del manifesto degli Intoccabili, manifesto affisso a Milano e New York – in una sorta di capolino offline di una pratica comunicativa tipica (anche se ovviamente non esclusiva) della partecipazione politica online. Le conclusioni? <a href="http://personaldemocracy.com/blog-entry/joker-effect-how-participatory-culture-may-disrupt-politics">Eccole</a>, condivisibili: «New media surfacing online are now used by citizens to produce content and to engage more people: this may start a process that can unexpectedly disrupt the consensus».</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2215" style="width:233px;">
	<a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/new-york-berlusconi/1.html"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/09/berlusconintoccabile.jpg" alt="Uno  dei manifesti affissi a Milano e New York" width="233" height="345" /></a>
	<div>Uno  dei manifesti affissi a Milano e New York</div>
</div>
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		<title>Le elezioni in Marocco e la politica iconica</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/07/27/le-elezioni-in-marocco-e-la-politica-iconica/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 07:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[volantini]]></category>

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		<description><![CDATA[Elezioni amministrative in Marocco, quasi 29 i partiti presenti, 27 mila eletti, tra i quali più di 3 mila donne (con una quota del 12% riservata per legge). Una comunciazione tutta iconica, sul territorio: dai manifesti ai volantini fino ai murales. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Leggi <a href="http://www.maroc.ma/PortailInst/An/logoevenementiel/Results+of+the+Special+Communal+Elections+2009.htm">i risultati definitivi delle elezioni comunali</a> in Marocco: oltre 7 milioni i votanti totali</p></blockquote>
<p>Passeggiare per Tangeri a due settimane dalle elezioni ha per certi versi il sapore di un tuffo nel passato. Qualche chiacchierata con gli studenti dell’Università conferma i sospetti: qui il Web è da molti punti di vista il futuro, almeno per quanto riguarda la comunicazione politica. Ancor più che da noi – il che è tutto dire. Ma una campagna elettorale è sempre e comunque comunicazione: e così è per le elezioni amministrative che si sono appena svolte in Marocco.</p>
<div class="img alignleft size-full wp-image-2179" style="width:359px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/senza-titolo2.jpg" alt="Una lista dei candidati alle elezioni amministrative" width="359" height="270" />
	<div>Una lista dei candidati alle elezioni amministrative</div>
</div>
<p>Oltre 29 i partiti candidati, poco più di <a href="http://www.maroc.ma/PortailInst/An/logoevenementiel/Results+of+the+Special+Communal+Elections+2009.htm">7 milioni di votanti con un tasso di partecipazione del 52,4%</a>. Gli eletti sono più di 27000, tra i quali più di 3000 donne, che hanno visto per la prima volta, per legge, una quota loro riservata di posti del 12%. </p>
<p>E anche se qualcuno giura che sono state riservate a posti meno importanti o mere esecutrici di decisioni che saranno prese altrove, vedere candidate vestite all’occidentale accanto ad altre con il velo integrale una qualche impressione la fa. </p>
<p>D’altronde, il PAM (<em><a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Parti_Authenticit%C3%A9_et_Modernit%C3%A9">Parti Authenticité et Modernité</a></em>), partito nato poco più di un anno fa dalla fusione di cinque partiti grazie a un ex Ministro, <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Fouad_Ali_El_Himma">Fouad Ali el-Himma</a>, molto vicino al giovane re Mohammed VI, ha racimolato la maggior percentuale di posti candidando persone di cultura religiosa talvolta opposta. </p>
<p>Una politica via via più secolarizzata in cui – nonostante rimanga forte l&#8217;influenza della religione sui vari aspetti della società – va lentamente a scomparire il legame tra abbigliamento (in questo caso di genere) e ideologia del partito di appartenenza.</p>
<h3>La comunicazione: niente web, e il territorio iconizzato</h3>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2190" style="width:483px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/senza-titolo6.jpg" alt="Serie di murales di propaganda" width="483" height="255" />
	<div>Serie di murales di propaganda</div>
</div><br/></p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2195" style="width:251px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/senza-titolo4.jpg" alt="Dettaglio dei murales di propaganda /1" width="251" height="289" />
	<div>Dettaglio dei murales di propaganda /1</div>
</div>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2202" style="width:225px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/senza-titolo5.jpg" alt="Dettaglio di murales di propaganda /2" width="225" height="271" />
	<div>Dettaglio di murales di propaganda /2</div>
</div><br/></p>
<blockquote><p>Politica di pancia e di testa. </p></blockquote>
<p>Dai volantini in bianco e nero ai più svariati simboli dei partiti disegnati sui muri per le strade fino all’assenza totale di azione e comunicazione sul web: la campagna elettorale in Marocco è ancora molto tradizionale, con margini di sviluppo enormi soprattutto nell&#8217;utilizzo degli strumenti più moderni. Un paese in cui la politica e la rispettiva comunicazione politica ha due nature: una “di pancia” profondamente africana, e una “di testa” rivolta all’Europa. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2188" style="width:414px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/senza-titolo7.jpg" alt="Quadro del re Mohammed VI in un ufficio pubblico" width="414" height="279" />
	<div>Quadro del re Mohammed VI in un ufficio pubblico</div>
</div><br /><br/></p>
<blockquote><p>Una campagna tradizionale che occupa il territorio con iconografie tradizionali. </p></blockquote>
<p>La campagna si gioca molto sul territorio. Sulla presenza iconica nelle strade. Attraverso manifesti e murales. Il Marocco è una monarchia costituzionale con un re molto giovane, la cui rappresentazione iconografica è presente in molti luoghi pubblici – segno di una forte attenzione del potere al suo corrispettivo visivo. Una forte attenzione che si riflette sulla campagna dei candidati, sulla scelta degli strumenti tradizionali come manifesti e volantini, o i murales che abbelliscono i muri delle città.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I primi dati di Diario Aperto: il passaparola è anche politico</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/06/29/i-primi-dati-di-diario-aperto-il-passaparola-e-anche-politico/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 12:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I primi dati di Diario Aperto: il passaparola è anche politico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>E&#8217; la seconda edizione della ricerca su blog e social network curata da Swg</p></blockquote>
<p>«La maggioranza degli utenti dei social network ha ‘discusso’ di politica durante le elezioni europee», <a href="http://www.diarioaperto.it/blog/2009/06/anticipazioni-1-la-maggioranza-degli-utenti-dei-social-network-ha-discusso-di-politica-durante-le-elezioni-europee/">questa una delle prime anticipazioni</a> &#8220;politiche&#8221; di <a href="http://www.diarioaperto.it/">Diario Aperto</a>, ricerca condotta su 1270 questionari compilati nei tre mesi prima delle elezioni. Quelli che seguono sono alcuni dei primi dati che emergono dall’analisi di questi questionari.</p>
<p>Interessante l&#8217;elemento legato al passaparola &#8211; e se vogliamo al modo attraverso cui l&#8217;utente dei social network si informa, e avviene la consapevolezza del frame politico: «<em>Il 69% degli interpellati ha dichiarato che gli è accaduto ‘molto’ o ‘abbastanza’ spesso di aver scoperto gli interessi e le opinioni politiche dei propri amici tramite i siti di social networking. Il 59% degli intervistati sostiene di aver utilizzato ‘molto’ o ‘abbastanza’ questi siti per organizzarsi con gli altri per un evento o per il sostegno a una causa</em>».</p>
<ul>
Altri e primi dati sugli aspetti politici della ricerca sul <a href="http://www.diarioaperto.it/blog/2009/06/anticipazioni-1-la-maggioranza-degli-utenti-dei-social-network-ha-discusso-di-politica-durante-le-elezioni-europee/">blog di Diario Aperto</a> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>La protesta in Iran, tra Habermas e cyberwar</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/06/20/la-protesta-in-iran-tra-habermas-e-cyberwar/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 14:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Stagli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La protesta in Iran dopo le elezioni vinte da Ahmadinejad: una nuova sfera pubblica centrata sui nuovi media. Tra controinformazione e disinformazione, propaganda e censure, un'analisi di quello che sta accadendo dalle parti di Tehran (e del web intorno).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La protesta in Iran tra vecchi e nuovi media (e forse una nuova opinione pubblica). </p></blockquote>
<p> I fatti di Teheran fanno emergere la necessità di una più approfondita riflessione sul ruolo dei nuovi media nei complicati rapporti con media, potere e comunicazione. In molti hanno enfatizzato l’importanza che web, <a href="http://www.guardian.co.uk/technology/blog/2009/jun/17/twitter-socialnetworking">twitter e i social network</a> e gli SMS avrebbero quale strumento di supporto rivoluzionario nel paese degli Ayatollah (ma in Iran è in corso una rivoluzione o più esattamente una lotta tra fazioni, come <a href="http://www.rassegna.it/articoli/2009/06/15/48541/voto-in-iran-la-cautela-di-washington">l’atteggiamento prudente degli USA lascia sottendere</a>?). </p>
<ul>
Leggi: <a href="http://www.spindoc.it/2009/06/19/la-protesta-in-iran-tra-piazza-e-web/">la protesta in Iran tra piazza e web, due approfondimenti</a> (con link); un <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/10973/iran-la-protesta-corre-veloce-sul-web/">altro approfondimento</a> delle prime ore (Webnews); uno dei più aggiornati aggregatori (più o meno automatici): <a href="http://iran.twazzup.com/">Iran Twazzup</a>
</ul>
<blockquote><p>Tra Habermas e la cyber-guerrilla.</p></blockquote>
<p> Tuttavia, è forse il caso di ampliare lo sguardo esplorando le implicazioni dell’uso massiccio dei nuovi media nell’ambito della definizione di quella che – per <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/06/03/opinione-pubblica-secondo-jurgen-habermas.html">dirla con Habermas</a> – potremmo definire una sfera pubblica dialogica newmediale. Ma anche in rapporto alle più moderne e raffinate tecniche di controllo politico-psico-sociale, che implicano il ricorso alla controinformazione, alla disinformazione, alla censura e, nel complesso, a quella che viene definita la cyber-guerra o cyber-guerrilla, a seconda dei casi. </p>
<div class="img " style="width:450px;">
	<a href="http://www.boston.com/bigpicture/2009/06/irans_disputed_election.html"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/myvote2.jpg" alt="Where is my vote? Foto da The Big Picture" width="450" height="299" /></a>
	<div>Where is my vote? Foto da The Big Picture</div>
</div>
<h3>La sfera pubblica dialogica newmediale</h3>
<blockquote><p>Il triangolo classico della comunicazione politica: cittadino, potere, mass-media.</p></blockquote>
<p> Il modello classico della comunicazione politica è basato sul triangolo “cittadino, potere pubblico-politico, mezzi di comunicazione di massa”. In tale sistema, il connubio tra interessi economici e politici porta di solito ad un patto privilegiato tra potere e media, con i cittadini condannati nel ruolo (quasi sempre) passivo di bersagli di informazione. I new media definiscono una rottura del modello, nei termini in cui il cittadino ridiventa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prosumer">prosumer informazionale</a> (produce e consuma informazioni potenzialmente in egual misura) e si libera quindi dalla dipendenza da notizie e opinioni pre-confezionate. </p>
<blockquote><p>Il circolo virtuoso del newsmaking tra nuovi media e media tradizionali.</p></blockquote>
<p> E’ vero che la stragrande maggioranza delle informazioni che circolano sul web – comprese quelle contenute in questo post – sono di seconda mano, cioè derivate dai mass media tradizionali. Ma è anche vero che i new media danno voce e accesso diretto a chi vive gli eventi che racconta (es: lo studente che posta tweet mentre partecipa ad una marcia di protesta nelle strade di Teheran). Ed è altrettanto vero che i new media e i prosumer informazionali diventano a loro volta fonti dei media tradizionali e partecipano quindi, ad un livello originario, al processo di newsmaking informativo, mutandone la struttura genetica alle basi. </p>
<h3>Controinformazione e disinformazione</h3>
<blockquote><p>Controinformazione, mistificazione ed eccessi di comunicazione: la battaglia per definire il contesto ora è anche online.</p></blockquote>
<p>C’è la controinformazione del singolo o dei gruppi organizzati che fanno valere la propria voce a dispetto delle censure e delle distorsioni dei media tradizionali sotto controllo governativo o di fazioni avverse. Ma c’è anche quella del potere ufficiale che – dal suo punto di vista legittimamente – chiama mistificazione le “voci della rete”. Non a caso il contestato Ahmadinejad ha da tempo <a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=217">sentito il bisogno</a> di aprire un blog. Segno che radio, tv, giornali e siti web ufficili sotto controllo governativo non bastano più.</p>
<p>Nel caso iraniano, poi, urge il problema di non cadere vittima degli eccessi della propaganda partigiana che può essere tentata di dipingere Ahmadinejad e il suo establishment come più crudeli e immorali di quanto non siano realmente. Viceversa, possono esserci (e se ne hanno tracce) agitatori virtuali che diffondono notizie false e fuorvianti per creare confusione e smarrimento (nel caso iraniano, a tutto vantaggio della fazione governativa). Uno degli esempi più eclatanti <a href="http://www.dailykos.com/story/2009/6/17/743478/-Ahmadinejad-Rally-Photoshopped-to-Appear-Larger">sarebbero le foto ritoccate delle manifestazioni</a> pro- Ahmadinejad.   </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2106" style="width:500px;">
	<a href="http://www.dailykos.com/story/2009/6/17/743478/-Ahmadinejad-Rally-Photoshopped-to-Appear-Larger"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/iranphotoshopped.jpg" alt="La foto del comizio di Ahmadinejad, ritoccate (via Daily Kos)" width="500" height="495" /></a>
	<div>La foto del comizio di Ahmanejad, ritoccate (via Daily Kos)</div>
</div>
<h3>Censura, cyber guerra (o guerrilla).</h3>
<blockquote><p>Controllare i media tradizionali è relativamente facile: più complicato (e probabilmente impossibile) bloccare il tam tam della Rete</p></blockquote>
<p> Per controllare i media tradizionali basta tenere sotto controllo giornalisti ed editori, e alle brutte staccare la corrente a ripetitori e rotative. Ma come bloccare il tam tam della Rete? Il governo di Teheran ha già sperimentato quanto sia difficile e persino controproducente agire sulle infrastrutture telematiche del web e del fonia mobile: si producono danni anche alle comunicazioni governative e si fomentano malumori tra l’opinione pubblica neutrale o favorevole al governo. Ecco perché già da tempo l’Iran come altri paesi) ha allestito un <a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=213">corpo scelto di polizia telematica</a> in grado di definire set di siti e canali di contatto proibiti, lavorando su keywords, tag, hashtag e altri marcatori (IP, localizzazione geografica, ecc.). Anche su questo fronte, sono state <a href="http://www.internazionale.it/home/?p=2002">escogitate contromisure</a> più che efficienti. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2104" style="width:450px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/bigpicture01.jpg" alt="Un addetto cancella scritte di protesta. Da The Big Picture. " width="450" height="292" />
	<div>Un addetto cancella scritte di protesta. Da The Big Picture. </div>
</div>
<blockquote><p>Le differenze tra cyber guerra e guerrilla, e il caso del fiancheggiamento degli Stati Uniti, che a chiesto a Twitter di posticipare la manutenzione del sito per non bloccare l&#8217;attività. </p></blockquote>
<p>Lo scontro parallelo che si svolge sul web tra fazioni contrapposte fa parlare di cyber guerrilla. Ma possiamo parlare di cyber guerra vera e propria quando a scontrarsi sono gruppi istituzionali antagonisti. Uno dei più interessanti esempi di cyber guerra si è avuta recentemente in Georgia, quando ai missili reali che cadevano sul territorio georgiano, si <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&#038;ID_articolo=732&#038;ID_sezione=3&#038;sezione">affiancavano missili virtuali</a> sparati sui siti istituzionali georgiani da hackers (presumibilmente) al servizio o quantomeno a favore dell’esercito russo. In Iran la cyber-guerra vede <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=18909&#038;sez=HOME_NELMONDO&#038;npl=&#038;desc_sez=">iniziative su entrambi i fronti</a>. In più abbiamo anche un interessante e innovativo esempio di cyber-fiancheggiamento se guardiamo allo sforzo del Governo USA per sostenere l’efficienza dei canali di comunicazione telematica, come è accaduto ad esempio con <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_16/iran_restrizioni_stampa_twitter_blog_6638e4ac-5a9a-11de-8451-00144f02aabc.shtml">la richiesta a Twitter di posticipare l’interruzione</a> per manutenzione del servizio nei momenti più cruciali delle proteste di piazza.</p>
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		<title>La protesta in Iran tra piazza e web</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 22:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La protesta in Iran tra piazza e web: due approfondimenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>C&#8217;è un profilo su Twitter riconducibile al candidato Moussavi in cui si chiede di &#8220;non togliere Twitter alla protesta&#8221;.</p></blockquote>
<p>La protesta in Iran dopo le contestate elezioni che hanno visto la vittoria del presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad è arrivata in piazza, ed è tracimata sul web, con narrazioni, censure, contenuti multimediali, uso dei vari social network, rilanci e condivisioni da tutte le parti del mondo. Forse uno dei primi casi in cui i nuovi media sembrano bastare a loro stessi, e non cercare necessariamente il ritorno sui media tradizionali. Due approfondimenti su cui ho lavorato negli ultimi giorni, e che hanno tanti bei link a risorse e riflessioni ben più interessanti delle mie: </p>
<ul>
<li>Un post su Webgol dal titolo &#8220;<a href="http://www.webgol.it/2009/06/17/the-revolution-will-not-be-televised-il-web-e-la-protesta-in-iran/">The revolution will not be televised (but twittered). Il web e la protesta in Iran</a>&#8220;</li>
<li>Una intervista a <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/06/18/liran-e-il-web-che-cambia-il-mondo">Giuseppe Tempestini su Quinta di Copertina</a>, in cui il fenomeno viene peraltro inquadrato all&#8217;interno di una serie di altri fenomeni simili, di uso dei social network per supportare movimenti in paesi in via di sviluppo
</li>
</ul>
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		<title>Manuel Castells: Politics and Internet in Obama era</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 08:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Castells sull'obamizzazione della politica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il seminario di Castells è un estratto del suo nuovo libro Communication Power. </p></blockquote>
<p>Qualche giorno fa, il 26 maggio scorso, a Castelldefels (Barcellona) si è svolto un convegno intitolato <a href="http://in3.uoc.edu/">Internet Interdisciplinary Institute</a>.  Il sociologo <a href="http://www.manuelcastells.info/en">Manuel Castells</a>, uno dei primi studiosi dell&#8217;universo ITC ha tenuto un seminario dal titolo <a href="http://in3.uoc.edu/in3web_eng/seminars/future/politics_and_internet_in_obama_era">Politics and Internet in Obama era</a>.</p>
<p>Qui l&#8217;intervento completo: <a href="http://ictlogy.net/20090526-manuel-castells-politics-and-internet-in-obama-era/">Manuel Castells: Politics and Internet in Obama era</a></p>
<p>Di cui segnalo questo passaggio, che riguarda l&#8217;esportabilità del modello Obama anche in europa, e la possibile &#8220;obamizzazione&#8221; della politica:</p>
<ul>
<li><strong>Mike Jensen</strong>: Did Obama really transformed the system, or just a new campaign? Why cannot Obama’s model be extrapolated to Europe? Aren’t we seeing “politics 2.0″ in Europe? </li>
<li><strong>Manuel Castells</strong>: he did change the system, as he brought inside many new voters and from different strata. And these new people do feel that they can change the system, which, at its turn, inevitably changes the political landscape. There is a true opening up of the system while, at the same time, avoiding to enter in a “civil war” against the establishment, which he needs to “professionally operate” the country. About transporting Obama’s model to Europe: it’s true that there is an Obamization of politics, and that there are shy approaches towards Web 2.0, but they are mainly technological, not conceptual. Everything remains under the control of the party machines, including the leaders — especially because there are no presidentialist elections. Power must be taken from political parties. And this will only happen under a sever catastrophic crisis of politics and political parties. Will this happen in the next UK elections? Will the Conservative Party be able to do it? Not only to beat the Labour Party, but to transform the whole political system.</li>
</ul>
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		<title>Cosa si twitta sulle elezioni politiche</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/06/03/cosa-si-twitta-sulle-elezioni-politiche/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 11:11:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa si twitta sulle elezioni politiche ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>TweetElect09.eu checks automatically what people say about the European Elections on the micro-blogging service Twitter. </p></blockquote>
<p><a href="http://www.tweetelect09.eu/">TweetElect09</a> è un sito che permette di tracciare ciò che i cittadini europei dicono delle elezioni su Twitter, sito/servizio di microblogging: includendo automaticamente gli aggiornamenti che presentano un &#8220;hashtag&#8221;, un descrittore univoco (in questo caso <a href="http://search.twitter.com/search?q=%23ue09">#eu09</a>). </p>
<p>Se li trova, li ripubblica, con il valore aggiunto di aggregarli per nazione/stato, candidati, partiti e presentarli come grafici. Qui sotto alcuni esempi.<br /><div class="img alignright size-full wp-image-2046" style="width:622px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/tweetelect0901.jpg" alt="Uno screenshot da TweetElection, con i grafici di tutta Europa" width="622" height="530" />
	<div>Uno screenshot da TweetElection, con i grafici di tutta Europa</div>
</div>
<div class="img alignright size-full wp-image-2049" style="width:618px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/tweetelect0902.jpg" alt="Uno screenshot da TweetElect. Focus sull&#039;Italia" width="618" height="348" />
	<div>Uno screenshot da TweetElect. Focus sull&#039;Italia</div>
</div>
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		<title>Parlorama, ovvero quanto lavorano i politici in Europa</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/05/30/parlorama-ovvero-quanto-lavorano-i-politici-in-europa/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 08:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisabetta Barone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parlorama, ovvero quanto lavorano i politici in Europa  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Quanto lavorano i parlamentari europei?</p></blockquote>
<p>Le elezioni europee si avvicinano. Nell&#8217;attesa, c&#8217;è un sito dove valutare, con tanto di dati, l&#8217;operato dei parlamentari europei uscenti: si chiama Parlorama. Ecco come viene presentato da chi lo cura:<em>Tra il 4 e il 7 giugno 2009, 375 milioni di elettori europei saranno chiamati a scegliere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Questo Parlamento avrà un&#8217;influenza diretta sulla maggior parte delle leggi approvate nell&#8217;Unione Europea. Parlorama.eu vuole dare a ciascun cittadino europeo la possibilità di giudicare, dati alla mano, l&#8217;operato dei propri candidati che si appresta a votare.</em></p>
<div class="img alignright size-full wp-image-2034" style="width:506px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/parlorama1_piccolo.jpg" alt="Screenshot da Parlorama" width="506" height="654" />
	<div>Screenshot da Parlorama</div>
</div>
<p>C&#8217;è anche la lista dei migliori e dei peggiori. </p>
<div class="img alignright size-full wp-image-2035" style="width:260px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/parlorama2.jpg" alt="Parlorama. I primi tra i parlamentari uscenti." width="260" height="359" />
	<div>Parlorama. I primi tra i parlamentari uscenti.</div>
</div>
<div class="img alignright size-full wp-image-2036" style="width:260px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/parlorama3.jpg" alt="Parlorama. Gli ultimi tra i parlamentari uscenti." width="260" height="359" />
	<div>Parlorama. Gli ultimi tra i parlamentari uscenti.</div>
</div>
<p>Attenzione però a trarre conclusioni affrettate: non sempre i parlamentari vengono meno ai loro doveri per pura pelandronaggine. Talvolta a distoglierli dai loro euro-doveri sopraggiungono motivi di salute (anche gravi) o altri incarichi istutuzionali. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Voting advisor, piglia il partito che ti assomiglia</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/05/27/1962/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 18:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto De Rosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
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		<category><![CDATA[Voting advisor]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'assistente di voto per indecisi più o meno cronici, sui partiti da votare alle prossime elezioni europee. Un progetto che nasce per promuovere la partecipazione politica consapevole, in una rete di altri siti "voting advisor" in giro per l'Europa. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Quale è il partito che più mi assomiglia? </p></blockquote>
<p>Chi votare? Quale è il partito che più corrisponde alle mie idee? Una domanda da un milione di dollari, su cui politica e comunicazione si potrebbero azzuffare per secoli. E su cui il web ha da tempo messo gli occhi &#8211; e i programmi. Cercando di proporre ai navigatori indecisi soluzioni per le proprie indecisioni di voto. </p>
<blockquote><p>Cabina Elettorale è un progetto che nasce come strumento educativo, per promuovere la partecipazione politica attiva e consapevole a livello europeo.</p></blockquote>
<p><a href="http://cabina-elettorale.it/">Cabina-Elettorale.it</a> è uno di questi progetti di &#8220;voting advisor&#8221;. Il sito &#8220;madre&#8221; ospitante di tutte le sperimentazioni europee è <a href="http://www.votematch.eu/">Vote Match</a>, con le versioni per Inghilterra, Germania, Spagna, Francia e Polonia – oltre l&#8217;Italia. Uno dei primi in Italia è stato &#8220;<a href="http://www.voisietequi.it/">Voi Siete Qui!</a>&#8220;, di Open Polis per le elezioni del 2008, anche se con finalità diverse. Spindoc ha segnalato, tra i tanti attivi prima e durante l&#8217;ultima campagna elettorale americana due altri progetti che più o meno andavano in tal senso: <a href="http://www.spindoc.it/2008/01/22/quiz-elettorali-delle-primarie-usa-altre-due-proposte-dal-wall-street-journal-e-dal-washington-post/">Electoral Compass e Choose Your Candidate</a>; e <a href="http://www.spindoc.it/2008/01/07/sei-asino-o-elefante-glassboot-aiuta-ma-non-basta/">GlassBooth</a>. </p>
<h3>Un&#8217;assistente di voto per le prossime europee</h3>
<p><a href="http://www.cabina-elettorale.it/"> Cabina Elettorale</a> si occupa delle prossime elezioni europee del 6 e 7 giugno. Rispetto a quello di Vote Match, che è pure il progetto-ombrello e che però fa riferimento ai gruppi parlamentari europei, Cabina Eletorale si occupa dei partiti nazionali. In pochi clic (il test dura mediamente meno di dieci minuti) compara le preferenze politiche dei partiti in lizza per il Parlamento Europeo con quelle dell’utente, fornendo a quest’ultimo un suggerimento di voto (vale a dire, il partito a lui programmaticamente più vicino). &#8220;L’assistente di voto&#8221; riconduce la politica alle sue basi, concentrando l’attenzione dell’utente sui contenuti della competizione politica. E in più riesce a farlo con un metodo divertente ed un linguaggio di facile comprensione.</p>
<div class="img alignleft size-medium wp-image-2004" style="width:300px;">
	<a href="http://www.cabina-elettorale.it/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/banner9-300x96.gif" alt="banner9" width="300" height="96" /></a>
	<div>Quale partito ti assomiglia di più?</div>
</div> </p>
<p>Un’apposita procedura automatizzata raffronta le risposte fornite da ciascun utente con le posizioni dei partiti in merito: in questo modo si può calcolare quanto vicine o distanti sono le proprie posizioni dalle linee politiche espresse dalle forze in campo. Con le <a href="http://www.cabina-elettorale.it/">parole degli autori</a>: &#8220;<em>Molte persone hanno già un’opinione consolidata sui vari argomenti politici, ma spesso non sanno quali posizioni assumono in merito i vari partiti, e in quale misura gli intenti delle forze politiche in campo coincidono con le proprie aspirazioni personali</em>&#8220;.</p>
<h3>La metodologia: quali sono le posizioni dei partiti?</h3>
<p>Uno dei problemi era capire quali fossero le posizioni dei partiti in merito ai quesiti scelti. A tal fine è stato inviato ai partiti un questionario composto di 50 domande, formulate in modo da consentire una risposta con &#8220;sì&#8221; o &#8220;no&#8221;. Il team redazionale ha successivamente selezionato tra queste le 25 domande che compongono il test online guardando principalmente a quei temi che maggiormente differenziano le varie forze in campo. Nel caso di risposte mancanti, le posizioni dei partiti sono state elaborate utilizzando fonti ufficiali (es. programmi, siti internet dei partiti, affermazioni di membri di spicco).</p>
<div class="img alignright size-full wp-image-2028" style="width:630px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/immagine-2.jpg" alt="Un esempio di domanda del test di Cabina Elettorale" width="630" height="614" />
	<div>Un esempio di domanda del test di Cabina Elettorale</div>
</div>
<h3>Voting advisor, una storia minima. L&#8217;Università di Tilburg e altre ricerche</h3>
<blockquote><p>Secondo alcune ricerche, tra i maggiormente &#8220;influenzabili&#8221; dai voting advisor, gli elettori più giovani, quelli poco interessati alla politica, quelli che cambiano spesso partito e soprattutto quelli che decidono il giorno stesso. Vedi riferimenti in <a href="http://www.politicaepartecipazione.org/pep/?page_id=32">questa pagina del progetto</a> </p></blockquote>
<p> Nel Giugno 2008, in occasione della conferenza <a href="http://www.bpb.de/themen/NL4E3C,0,0,Networking_European_Citizenship_Education_(NECE).html">NECE (Networking European Citizenship Education)</a> presso il Parlamento europeo di Strasburgo, il progetto &#8220;Cabina Elettorale Online&#8221; è stato presentato ufficialmente come “buona pratica” di educazione politica. Esistono però riscontri incoraggianti nei paesi in cui il <em>voting advisor</em> è da più tempo diffuso: Olanda e Germania.</p>
<p>Tra le tante condotte in questi anni, una ricerca estremamente interessante è quella di Voerman e Boogers, dell’Universitá di Tilburg: attraverso un sondaggio post-elettorale fra gli utenti di <a href="http://www.stemwijzer.nl/">StemWijzer</a> (tra i primi <em>voting advisor</em>), è risultato che una percentuale compresa fra il 5 ed il 10 percento degli utenti abbia spostato il suo voto per le elezioni parlamentari olandesi del 2002 in seguito al risultato del test (Boogers, Voerman e Andersson 2002). </p>
<p>Altre ricerche condotte sugli effetti dei voting advisor in questa <a href="http://www.politicaepartecipazione.org/pep/?page_id=32">pagina di Politica è Partecipazione</a>.</p>
<h3>Collaborazioni</h3>
<p>Il progetto Cabina Elettorale nasce dalla collaborazione fra l’Associazione di Promozione Sociale <a href="http://www.politicaepartecipazione.org">Politica è Partecipazione</a>, il <a href="http://www.dsp.uniroma1.it/index.php">Dipartimento di Studi Politici dell’Università Sapienza di Roma</a>  e l’<a href="http://www.t0.or.at/">Institut für neue Kulturtechnologien</a> di  Vienna. La veste grafica e le varie funzionalità riprendono quelle del sito originale austriaco <a href="http://www.wahlkabine.at/">www.wahlkabine.at</a>.</p>
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		<title>Si vedono cose strane. Il viral dell&#8217;IdV</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/05/09/si-vedono-cose-strane-il-viral-dellidv/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 07:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
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		<category><![CDATA[viral]]></category>
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		<description><![CDATA[In vista delle elezioni europee il partito di Di Pietro sperimenta una campagna virale: uno schiaffo un euro e l'uomo doccia due dei primi video che giocano sulla crisi – e sulla (contagiosa?) ironia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova campagna per l&#8217;Italia dei Valori, in vista delle elezioni europee di Giugno, con la creazione del nuovo sito <a href="http://www.sivedonocosestrane.it">Si vedono cose strane</a>: «<em>Si vedono cose che voi umani non potreste immaginare. Si vedono imprenditori invitare i disoccupati a non stare “con le mani in mano” e giovani volenterosi inventarsi gli impieghi più assurdi per sopravvivere. [...] In Italia si vedono cose strane. Dicci quella che vedi tu</em>». </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1857" style="width:700px;">
	<a href="http://www.sivedonocosestrane.it/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/cosestrane_web.jpg" alt="Screenshot del sito Si vedono cose strane" width="700" height="353" /></a>
	<div>Screenshot del sito Si vedono cose strane</div>
</div>
<blockquote><p>Pagine grigie e colori poco accesi tranne che per i simboli del partito per questo sito internet, che utilizza strumenti e modalità del cosiddetto viral.</p></blockquote>
<p>Per ora tutto ruota intorno a tre video, caricati sui maggiori network di video sharing, che giocano sul tema della crisi e sulle parole del presidente del consiglio secondo cui gli italiani dovrebbero rimboccarsi le maniche – e inventarsi un lavoro. I tre video sono: &#8220;Uno schiaffo, un euro&#8221;, &#8220;pubblicità umana&#8221;, &#8220;uomo doccia&#8221;: tutti pensati, girati e montati cercando di essere il più possibile &#8220;mimetici&#8221; dell&#8217;amatorialità della maggior parte dei video caricati su You Tube e simili. </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KzAe7nwYbhs&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/KzAe7nwYbhs&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<blockquote><p>Un sito che sopravviverà alla campagna elettorale? Per ora pare mancare un po&#8217; di coerenza (ma è forse il suo punto di forza)</p></blockquote>
<p>Il sito viene lanciato in concomitanza con la campagna per le elezioni Europee, ma gli obiettivi della comunicazione sembrano essere più ampia, data l&#8217;opposizione semantica tra simbolo IDV centrale grande e richiamo alle elezioni europee, apposta come una fascetta &#8220;temporanea&#8221; e forse indizio di una aspettativa di vita più ampia per il sito.  Secondo <a href="http://spotanatomy.libero.it/2009/di-pietro-si-vedono-cose-strane/">Spot Anatomy</a>: «sembra necessario, adesso, è dare coerenza ed uniformità alle campagne di comunicazione.  Per ora, infatti, sembra che vivano ognuna per conto proprio». Un elemento di debolezza per quanto riguarda la pubblicità tradizionale, forse di forza se traslato sul web – ogni video ha la possibilità di &#8220;camminare con le proprie gambe&#8221;.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pUu_l8daCp8&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/pUu_l8daCp8&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Altro? C&#8217;è un <a href="http://www.youtube.com/user/sivedonocosestrane">canale youtube</a> per i video e un <a href="http://www.flickr.com/photos/sivedonocosestrane/">profilo flickr</a> ad hoc con foto di &#8220;scena&#8221; – i credits sono a yoyocomunicazione, che rimanda alla società di consulenza Glaux. </p>
<p>L&#8217;inizio è promettente. Vedremo l&#8217;effetto che farà, o come crescerà nelle prossime settimane.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Generatori automatici di satira politica</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/04/24/generatori-automatici-di-satira-politica/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 15:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising e mailing]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<category><![CDATA[UDC]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizia la campagna elettorale per le europee, e il web risponde con tarocchi 2.0 - grazie a generatori automatici alla portata di tutte le competenze grafiche. Per ora sotto mira la campagna dell'Udc e quella del Pd (ma c'è anche chi pensa di farla in proprio)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Per ora sotto mira la campagna acronimo di Casini e gli spingitori di parole del Pd. In attesa della campagna del Popolo della Libertà. </p></blockquote>
<p>Il fenomeno politico/comunicativo sul web degli ultimi giorni è certamente la presenza di vere e proprio contro-campagne comunicative parodistiche che hanno come oggetto i manifesti per le elezioni europee prossime venture di due partiti italiani: l&#8217;Udc e il Pd.</p>
<p>La decisiva spinta propulsiva al taroccaggio (il primo esplosivo caso scoppiato sul Web risale alla famigerata campagna di Berlusconi del &#8220;Meno tasse per tutti&#8221;, che aveva all&#8217;epoca generato molteplici versioni) è stata data questa volta dalla creazione di un blogger noto in rete come <a href="http://www.paulthewineguy.com">Paul The Wine Guy</a> &#8211; che ha messo a disposizione di tutti un generatore automatico di manifesti: grazie al quale chiunque può &#8220;falsificare&#8221; il cartellone, anche senza avere la minima nozione di grafica, semplicemente digitando le parole scelte.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1823" style="width:700px;">
	<a href="http://www.paulthewineguy.com/post/97605415/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-delludc"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/generatoreudc.jpg" alt="Il generatore automatico di cartelloni Udc, via PTWG" width="700" height="339" /></a>
	<div>Il generatore automatico di cartelloni Udc, via PTWG</div>
</div><br/></p>
<h3>La <em>popolarizzazione</em> della satira &#8220;grafica&#8221;</h3>
<blockquote><p>I generatori hanno popolarizzato il tarocco grafico, rendendolo alla portata di tutti.</p></blockquote>
<p> Questo escamotage tecnologico &#8220;popolarizzante&#8221; ha funzionato come miccia creativa, e in molti hanno testato &#8211; al basso costo cognitivo di pochi click &#8211; la propria ironia e capacità parodistica, diffondendo quindi le proprie creazioni dentro e attraverso i social network (dai blog a Facebook). </p>
<div class="img " style="width:415px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/udc.jpg" alt="Un Divorziato Cattolico, tarocco di La Vyrtuosa" width="415" height="260" />
	<div>Un Divorziato Cattolico, tarocco di La Vyrtuosa</div>
</div>
<p>Alcuni blog di satira come <a href="http://www.spinoza.it">Spinoza</a> hanno messo a disposizione i commenti a mo&#8217; di laboratorio/palestra di <em>brainstorming</em> (vedi il post sui <a href="http://www.spinoza.it/2009/acrostici-ludici">manifesti dell&#8217;Udc</a> e quello sui <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">manifesti del Pd</a>). Altri hanno &#8220;creato&#8221; a prescindere dal (o prima ancora del) generatore, provando a rompere creativamente il gioco concettuale dei manifesti: come nel caso del <a href="http://www.fondazionedaje.com/2009/04/22/close-the-door-open-the-window/">TIANI DEMOCRIS della Fondazione Daje</a> in cui la scritta rientra &#8211; inaspettatamente &#8211; dall&#8217;altra parte dello spazio grafico del manifesto. </p>
<div class="img " style="width:480px;">
	<a href="http://www.fondazionedaje.com/2009/04/22/close-the-door-open-the-window/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/demo.jpg" alt="TIANI DEMOCRIS, via Fondazione Daje" width="480" height="361" /></a>
	<div>TIANI DEMOCRIS, via Fondazione Daje</div>
</div>
<p>E ancora. Ci sono anche esempi di &#8220;hackeraggio&#8221; del meccanismo automatico attraverso l&#8217;uso creativo e dissonante del lettering come nel caso sottostante dell&#8217;onda energetica (vedi sotto) o di Pong (da <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">Spinoza</a>)</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1833" style="width:415px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/carra.jpg" alt="Onda energetica, di Carra, via Spinoza" width="415" height="260" />
	<div>Onda energetica, di Carra, via Spinoza</div>
</div>
<h3>Un passo indietro: politics busting</h3>
<blockquote><p>
Politics busting, è la definizione coniata da De Kerckhove e Susca per questi fenomeni di alterazione creativa e iconica.</p></blockquote>
<p> Più in generale, da un mio <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">post su webgol</a>: «[Questi fenomeni] <em>sono quel tipo di “alterazione” creativa e iperbolica nei confronti di una riconosciuta autorità politica che due famosi studiosi dei nuovi media, De Kerckhove e Susca, hanno chiamato “politics busting” – sulla falsariga del movimento di ad busting che propone la parodia dei prodotti pubblicitari.</p>
<p>Si va dall’attività più o meno permanente di satira verso soggetti politici ad alcune azioni creative eminentemente figurative, volte a colpire il potente di turno con un messaggio sarcastico. Una reazione dal basso, e connessa: la singola persona attraverso il web si scopre (piccola, grande) comunità fluida, spesso indistinta eppur effervescente e creativa. Che con pochi click ha la possibilità di produrre contenuti multimediali che hanno il formato giusto per diffondersi velocemente attraverso i nodi della Rete (in questo caso sono immagini digitali: leggere, riproducibili, allegabili, e così via)</em>».</p>
<p>Il successo del generatore automatico si basa &#8211; per buona parte &#8211; sul piacere dello <em>sberleffo mimetico</em>: sul fatto che il risultato tarocco è quasi indistinguibile dal reale (o dalla riproduzione del reale: in quanto foto di manifesto). E&#8217; un gioco che in parte di nutre di una sorta di traduzione/disvelamento di un messaggio politico vero o verosimile.</p>
<blockquote><p>O una campagna comunicativa a prova di sberleffo (forse impossibile) o una presenza costante e credibile in Rete, che sappia generare difese sotto forma di conversazione e comunità. </p></blockquote>
<p>Come <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">concludo anche su webgol</a>: «<em>Chiunque può “decodificare” creativamente un prodotto politico facendone emergere i punti deboli. Niente si salva: dal programma alla proposta politica, dalla grafica al progetto comunicativo. La politica deve tenerne conto, e pensare sempre più a proposte a prova di sberleffo (se ci riesce).</p>
<p>Oppure (ma ancora più difficile da capire per la classe politica attuale) bisogna lavorare, con calma e puntando sul lungo periodo, sulla presenza &#8211; vera, attiva, credibile &#8211; in Rete, al fine di prendere il meglio da questi sberleffi. Che in fondo sono “carne da conversazione” e piccolo faro di attenzione &#8211; la merce più rara e preziosa che oggi vi sia, anche in politica</em>».</p>
<p>Difficile, quest&#8217;ultima soluzione: perché è questione di cultura e non di tecnica o tecnologia.</p>
<h3>Il political busting fatto in casa della campagna di Emiliano</h3>
<blockquote><p>Più di 80 i manifesti tarocchi finora creati e raccolti su Facebook.</p></blockquote>
<p> Un caso del tutto particolare viene dalla divisione under 30 e web della campagna a sindaco di Bari di Emiliano (senti intervista su Apogeonline). Dentro il gruppo <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=59871012234">Emilart / campagna elettorale</a> di Facebook (vero e proprio quartier generale della campagna online, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/10/facebook-la-politica-e-il-passaparola">ascolta l&#8217;intervista su Apogeonline</a>) lo staff di Emilab ha raccolto finora 86 manifesti tarocchi, sia <em>positive</em> che <em>negative</em>. E, secondo quanto ci racconta il responsabile Dino Amenduni, è in produzione un generatore automatico sulla falsariga di quelli di Paul The Wine Guy &#8211; per permettere a chiunque di cimentarsi.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1840" style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/emilart.jpg" alt="Una pagina della raccolta di manifesti tarocchi della campagna a sindaco di Bari, via Emilart" width="700" height="606" />
	<div>Una pagina della raccolta di manifesti tarocchi della campagna a sindaco di Bari, via Emilart</div>
</div><br/></p>
<ul><strong>APPROFONDIMENTI  E LINK</strong></p>
<li>Il generatore dell&#8217;<a href="http://www.paulthewineguy.com/post/97605415/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-delludc">Udc</a> e quello del <a href="http://www.paulthewineguy.com/post/98985451/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-del-pd">Pd</a>
<li><a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">Politics busting all’italiana. I cartelloni dell’Udc e del Pd</a>, su webgol</li>
<li><a href="http://www.corriere.it/politica/09_aprile_22/parodie_manifesti_elettorali_blog_web_5f388992-2f47-11de-89c1-00144f02aabc.shtml">Come ti tarocco il manifesto elettorale</a>, su Corriere.it (con tanto di galleria)</li>
<li>I due post di brainstorming creativo di Spinoza: <a href="http://www.spinoza.it/2009/acrostici-ludici">manifesti dell&#8217;Udc</a> e <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">manifesti del Pd</a></li>
<li>Il gruppo di Facebook <a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=70088&#038;id=838552450&#038;ref=nf#/group.php?gid=59871012234">Emilart / campagna elettorale</a> con manifesti taroccati della campagna di Michele Emilano</li>
</ul>
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		<title>Il quartier generale? Su Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 19:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il quartier generale? Su Facebook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/04/dinoamenduni3-200x150.jpg" alt="Dino Amenduni" /> «Utilizziamo Facebook più che per la comunicazione come strumento e quartier generale organizzativo. Facebook ha un vantaggio competitivo: formalizza le reti di relazioni interpersonali, mescolando l’agilità dell’informale e la solidità del formale. In un progetto come Emilab è più facile seguire tutti i lavori dei gruppi attraverso Facebook. Ogni quartiere ha il suo gruppo, un coordinatore, e in ogni gruppo si sviluppa una discussione su come portare avanti i singoli progetti. Questi ultimi non sono necessariamente dedicati a come risolvere i singoli problemi, ma riguardano anche la generazione di relazioni sociali e di attività dentro il quartiere. Poi ci sono anche dei gruppi di contest di creatività &#8211; dalla musica all’arte alle azioni di comunicazione, trasversali ai quartieri; e altri gruppi dedicati agli eventi. In tutto sono 23 gruppi correlati». E&#8217; il modo attraverso il quale la campagna di Emiliano (di cui abbiamo<a href="http://www.spindoc.it/?s=emiliano"> altre volte</a> scritto qui su Spindoc) sta usando Facebook, finora rimasto solo una centro di gravità comunicativo personalissimo, o una bacheca più o meno ingovernata &#8211; e attraverso le <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/10/facebook-la-politica-e-il-passaparola">parole di Dino Amenduni</a>, intervistato per una serie di interviste su web e politica, su Quinta di Copertina. </p>
<p>ASCOLTA: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/10/facebook-la-politica-e-il-passaparola">Facebook, la politica e il passaparola</a></p>
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		<title>Stefano Peppucci, la politica che decide</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 16:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Network politici, per coinvolgere gli elettori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/03/stefanopeppucci2-200x150.jpg" alt="Stefano Peppucci" /><br />
«Luoghi ufficiali come il PdNetwork danno innanzitutto un problema di dignità di contenuti che appaiono, non una questione di tematiche o di contenuti – ma non ci sono stati pensieri soppressi per scomodità o perché contrari alla linea del partito. Alla qualità della discussione si contrappone lo svantaggio di questo modello, ovvero che diventa un luogo più lento, ingessato, e questo può rallentare la vivacità della discussione. Un elemento di distinzione per il futuro potrebbe essere: cercare di coinvolgere gli utenti, gli elettori, nella vera e propria decisione politica». Sono parole di Stefano Peppucci, intervistato per una serie di interviste su web e politica, su Quinta di Copertina. </p>
<p>ASCOLTA: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/03/la-politica-aggregata-che-decide">La politica aggregata che decide</a></p>
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		<title>Metti a Cassano 2.0. La sfida a Bari</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 16:58:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Borracci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Iniziata da qualche settimana la sfida per le amministrative nel capoluogo pugliese. Sia il sindaco uscente Emiliano che il suo avversario Di Cagno Abbrescia, sembrano voler fare ampio uso degli strumenti del Web 2.0...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Internet ormai gioca un ruolo fondamentale nelle nuove strategie di comunicazione elettorale e sta cambiando radicalmente il rapporto tra i cittadini e la politica.</p></blockquote>
<p>Non è un caso se, oggi, ogni candidato punta in modo deciso sul web per costruire e consolidare la sua leadership: da Twitter a YouTube, da Facebook a MySpace, le campagne elettorali si giocano a colpi di clic. Anche in Italia si è capito che la comunicazione politica necessita di forme e linguaggi mediali più interattivi; e che non può rimanere ancorata alle tecniche tradizionali, gestite quasi esclusivamente dagli uffici stampa, logorate, artificiose, spesso banali, che trattano l’elettore come un soggetto passivo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1715" src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/02/emilianofacebook.jpg" alt="La foto di Michele Emiliano su Facebook" width="220" height="293" /></p>
<p><em><strong>Su Facebook</strong>. I due candidati sul popolare social network: qui accanto Michele Emiliano</em></p>
<h3>La corsa per il sindaco di Bari: Michele contro Simeone</h3>
<blockquote><p>A Bari, la sfida in vista delle comunali è iniziata da qualche settimana e i due maggiori protagonisti di questa competizione, <strong><a href="http://www.micheleemiliano.it">Michele Emiliano</a></strong> e <strong><a href="http://www.simeonesindaco.it">Simeone Di Cagno Abbrescia</a></strong>, intendono sfruttare al massimo le potenzialità del 2.0.</p></blockquote>
<p>L&#8217;attuale sindaco di Bari,<strong> Michele Emiliano</strong>, aveva un <a href="http://www.micheleemiliano.it">blog</a> già prima delle elezioni. In passato ha dichiarato &#8220;<em>mi sento già un po&#8217; sindaco-blogger. Credo che i nuovi media rappresentino una grande chance per la democrazia</em>&#8220;. E se ha scelto di comunicare con il proprio elettorato anche attraverso il blog, c&#8217;è un motivo ben preciso: &#8220;Ho deciso di aprire il blog perché è uno strumento che ti consente di comunicare senza filtri &#8211; spiega -. Sono molto insoddisfatto dei media tradizionali, a tal punto che la televisione l&#8217;accendo solo per guardare programmi come Report, e credo che i blog siano uno strumento più &#8220;sincero&#8221; dove ciò che conta sono solo le cose che scrivi, le idee che manifesti liberamente&#8221;.</p>
<p>Anche il candidato sindaco del PDL, <strong>Simeone Di Cagno Abbrescia</strong>, ha inaugurato da poco il suo <a href="http://www.simeonesindaco.it">blog</a>. Però in questo caso si tratta di uno spazio web nato in vista delle elezioni. Alcune categorie come &#8220;La mia città&#8221; e &#8220;Comitato elettorale&#8221;, infatti,  risultano ancora incomplete e saranno disponibili a breve. Intanto, Di Cagno Abbrescia ha deciso di dedicare un’intera sezione ai quartieri di Bari: &#8220;E&#8217; stata una nostra idea &#8211; commenta Sergio Magliocchi, titolare della web agency &#8220;Amors&#8221; -. Attraverso il racconto della vita delle circoscrizioni, si riesce a raccontare Bari. Il blog vuole essere uno strumento per entrare in contatto con la gente e ascoltare le varie istanze&#8221;.</p>
<p><img class="size-full wp-image-1716 alignnone" src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/02/abbrescia_facebook.jpg" alt="La foto di Abbrescia nel suo profilo su Facebook" width="220" height="293" /></p>
<p><em><strong>Su Facebook</strong>. I due candidati sul popolare social network: qui accanto Simeone Di Cagno Abbrescia</em></p>
<h3>Le web tv (via YouTube) dei due candidati e il profilo facebook</h3>
<blockquote><p>Sia Emiliano che Di Cagno Abbrescia hanno deciso di non limitarsi al blog ma di andare oltre, di sperimentare le opportunità offerte dai social network.</p></blockquote>
<p>In un momento storico in cui cresce il disamore per la politica, il ricorso ai social network potrebbe ridurre la distanza tra la società civile e i partiti, coinvolgendo e motivando pure i soggetti più refrattari.  Emiliano si è addirittura inventato <a href="http://www.youtube.com/micheleemilianotv">una web tv tutta sua</a>. &#8220;Sono il sindaco di Bari, sono un magistrato in aspettativa e sono presidente della Fondazione Petruzzelli. Ho deciso di aprire un canale Youtube perché voglio che tutti possano vedere come Bari, e i baresi, stanno cambiando in meglio&#8221; scrive presentando la sua &#8220;Michele Emiliano Tv&#8221;. Più di mille le visualizzazioni dei video postati.</p>
<p>&#8220;Desidero che siano i cittadini baresi a presentare la propria città. I video dei vostri tour nei quartieri di Bari possono aiutarci a comprendere quali sono le vostre priorità e ad attuare delle politiche che mirino al miglioramento della vita di ogni barese&#8221; è quanto scrive invece Di Cagno Abbrescia per presentare il <a href="http://www.youtube.com/dicagnoabbrescia">proprio spazio su YouTube</a>. Che conta finora 555 visualizzazioni.</p>
<p>All&#8217;appello non poteva mancare Facebook: i due candidati sindaci hanno un <em>fan page</em> sul popolare social network. Emiliano, che nella sua pagina appare su una bici in giacca e cravatta, al momento che scriviamo conta <a href="http://www.facebook.com/pages/Michele-Emiliano/53505098083">2127 supporter</a> contro i <a href="http://it-it.facebook.com/pages/Simeone-Di-Cagno-Abbrescia/34563639911">1588 del suo rivale</a>.</p>
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		<title>Obama &amp; the Web, un dossier</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 19:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
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		<category><![CDATA[Issues e strategie]]></category>
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		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Obama &#038; the Web, un dossier]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Obama and the Web (dossier di materiali). <a href="http://e20.unito.it/osservatoriocomunicazionepolitica-dsp/Speciale%20elezioni%20USA%202008/Barack%20Obama%20and%20the%20Web.pdf">Scarica il Pdf</a></p></blockquote>
<p>Via <a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=659">Politicaduepuntozero</a> scopro un <a href="http://e20.unito.it/osservatoriocomunicazionepolitica-dsp/Speciale%20elezioni%20USA%202008/Barack%20Obama%20and%20the%20Web.pdf">ricco dossier</a> di interventi e collettanea di materiali sull&#8217;uso dei nuovi media durante la campagna presidenziale USA 2008, a cura dell’<a href="http://e20.unito.it/osservatoriocomunicazionepolitica-dsp">Osservatorio sulla comunicazione politica</a> dell’Università di Torino. </p>
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