Geolocalizzazione della politica, e ufficio di rappresentanza permanente 24/7. Due degli usi politici (ancora ampiamente sperimentali) di Facebook. A partire da una ricerca sulla diffusione tra i deputati.
Ricordate Josiah Bartlet, il presidente degli Stati Uniti nella serie West Wing? Si è incontrato con Barack Obama, grazie alla penna dello sceneggiatore Aaron Sorkin. E gliene ha dette di tutti i colori.
Parla l’autore di un poster ormai famoso di Barack Obama, diventato ormai santino cult della campagna. Come stimolare la creatività, e raccoglierne i frutti.
Una ricerca del Pew Reaserch Institute svela: nelle elezioni Usa c’è troppa campagna e poca informazione. Risultato? Le agende (dei cittadini e dei media) divergono e i toni troppo “negativi” non piacciono all’elettore
La tv è (ancora) king-maker: fa il potere politico. Quanto tempo ci vorrà affinché le cose cambino (affinché i social media cambino la politica)? Alcune riflessioni tra disintermediazioni e azioni “rimediative”
Tassonomia della grafica politica italiana (di seconda o terza fila). Dai loghi più Improbabili a quelli più Creativi (ma in Word), fino a quelli con Grillo in testa, ai Fotografici e ai Tecnologici. Analisi a cura di SDZ.
Hillary vince. Obama non perde. Si rischia di andare per le lunghe. A colpi di spin matematici e ennesime rimonte non impossibili. E alla fine, tra i due litiganti, il terzo potrebbe goderne. Senza merito.
I dibattiti televisivi che verranno? Tra qualche dimenticanza e qualche vaghezza, va a finire che la migliore regola è nessuna regola.
Quanto contano le voci in politica? Il sito Drudge Report pubblica le foto di Barack Obama con il costume tipico del Kenya ed alcune cose buffe accadono – tra smentite che non smentiscono, pregiudizi e boomerang comunicativi.
La prima campagna affissionistica del Pd in vista del voto d’aprile. Tre manifesti e tre slogan. L’ispirazione sembra essere la campagna di Enrico Gasbarra alla provincia di Roma 2003, una delle più efficaci in assoluto degli ultimi anni.
La tag cloud del discorso di Veltroni all’assemblea del Pd a Roma, con indicazione delle occorrenze. Comparazioni tra questo discorso e quello, lungo uguale, tenuto dal candidato premier al Lingotto di Torino a giugno 2007.
In Italia le raccomandazioni sono lo scandalo di (ogni) giorno. Ma nella campagna USA 2008 possono diventare oggetto di vanto. E l’endorsement – ovvero l’appoggio pubblico di un candidato – può (forse) far vincere le elezioni.
Grande protagonista pare essere, purtroppo per Hillary, Ms. Amber Lee Ettinger. La bella e agguerrita Obama Girl non smette un istante di soddisfare il video – appetito dei supporter di Obama e continua a sfornare messaggi d’amore per il senatore nero e patinate dichiarazioni di guerra rivolte ai rivali di turno. La Obama Girl è un fenomeno “passeggero”, nel senso che durerà, probabilmente, finché le urne rimarranno aperte (e dire che nemmeno è andata a votare, in una elezione in cui il fattore-d conta).
Gli strateghi elettorali ritengono che vincerà la battaglia per le primarie Democratiche il candidato che saprà aggiudicarsi le preferenze di quattro fondamentali target: gli afroamericani, i giovani, i latinos, e le donne. Mentre i primi due gruppi sembrano propendere sin dall’inizio della campagna per Barack Obama, gli ispanici manifestano maggiori simpatie per Hillary Clinton. Restano in ballo le donne che, almeno teoricamente, dovrebbero preferire il progetto di un Presidente “in rosa”. Ma qualcosa sta cambiando.
Di seguito le 100 parole più usate nel discorso da oltre 70.000 battute tenuto ieri al Lingotto di Torino da Walter Veltroni. La tag cloud (con indicazione delle occorrenze) è stata ottenuta attraverso l’uso di TagCrowd.com, eliminando in fase di realizzazione finale una serie di parole comuni, ripetute o insignificanti.
Un modo 2.0 per avere un [...]