L’onorevole non vota pc, su L’Espresso
La protesta in Iran dopo le elezioni vinte da Ahmadinejad: una nuova sfera pubblica centrata sui nuovi media. Tra controinformazione e disinformazione, propaganda e censure, un’analisi di quello che sta accadendo dalle parti di Tehran (e del web intorno).
La protesta in Iran tra piazza e web: due approfondimenti
Il secondo approfondimento di una ricerca che prova a fotografare l’uso che i parlamentari italiani fanno dei media relazionali e di Internet. Destra, sinistra, centro divisi sugli strumenti utilizzati: pochi blog, molti siti, in crescita i social network (Facebook sopra tutti).
Parlorama, ovvero quanto lavorano i politici in Europa
Network politici, per coinvolgere gli elettori
Disintermediazione, ma personalizzata
Hillary Clinton sembra avere imparato la lezione del web 2.0. I suoi primi mesi da ministro degli Esteri dell’amministrazione Obama sono pieni di esperimenti in tal senso: dai viaggi interattivi al servizio sms – nell’ottica di una diplomazia 2.0
Online il nuovo sito del Popolo della Libertà, qualche giorno prima del primo congresso. Attivi anche canali di microblogging 2.0 come Twitter, ma curiosamente a nome di tutto il governo.
Colombo e l’ascolto del web
Video per video, tutta l’attività del Congresso americano
Il presidente Fini inaugura il canale YouTube della Camera dei Deputati. Online i saluti delle cariche più alte, i video storici e delle visite illustri. Un buon segnale di apertura e trasparenza, anche se molto istituzionale e senza commenti.
Il nuovo sito della Casa Bianca, WhiteHouse.gov
Il 20 gennaio a Washington si inaugura la presidenza Obama. Mappe e guide per un evento “aperto” (e un generatore automatico per comporre il discorso perfetto).
Messaggi augurali in tv, di Natale e fine anno, in Italia e in Inghilterra: quelli ufficiali, regali, alternativi, speranzosi – fino a quelli che negano se stessi
Geolocalizzazione della politica, e ufficio di rappresentanza permanente 24/7. Due degli usi politici (ancora ampiamente sperimentali) di Facebook. A partire da una ricerca sulla diffusione tra i deputati.
Right track / wrong track. Ancora incerto l’umore degli Usa.
Una tavola rotonda su Obama. Su Second Life.
Change.gov, non è più online il programma per il governo di Obama. Si ipotizzano problemi legati legati alle regole dei finanziamenti elettorali, ma stupisce la mancanza di comunicazione.
Il giorno dopo l’elezione di Barack Obama a Presidente degli Usa, parte il nuovo sito, con un url di battaglia: Change.gov. Si parte da qui, per governare (anche) attraverso Internet.