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	<title>Spindoc &#187; Iniziative</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>Eyjafjallajökull. Stati generali delle Fabbriche di Nichi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 12:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eyjafjallajökull. Stati generali delle Fabbriche di Nichi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Tre giorni su politica, media e territorio. A Bari dal 16 al 18 luglio 2010. </p></blockquote>
<p>Si chiamano come il vulcano islandese che qualche mese fa ha bloccato &#8211; con un semplice naturalissmo sbuffo annoiato &#8211; mezza Europa, regalando insieme una marea di disagi e un bagno di umiltà alle improcrastinabili frenesie della società di oggidì. Sono gli stati generali delle Fabbriche di Nichi (Vendola, ovviamente) e si terranno a Bari da venerdì 16 a domenica 18 presso il villaggio turistico Baia San Giorgio: tutte le <a href="http://fabbrica.nichivendola.it/eyjafjallajokull/intro/">informazioni nella pagina apposita</a>.</p>
<p><a href="http://fabbrica.nichivendola.it/eyjafjallajokull/intro/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/fdnichilogo.jpg" alt="" title="" width="450" height="69" class="alignleft size-full wp-image-4235" /></a></p>
<p><strong>LEGGI</strong> il <a href="http://fabbrica.nichivendola.it/eyjafjallajokull/il-programma/">programma completo</a> dei tre giorni.</p>
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		<title>Internet better politics. Da Vendola all&#8217;open gov.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/06/30/internet-better-politics-da-vendola-allopen-gov/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 19:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<description><![CDATA[Il giorno dopo Toscana Lab, materiali, idee, un (semi)decalogo e alcune presentazioni della parte politica della due giorni fiorentina alla ricerca dei modi con cui Internet migliora la vita (e in questo caso la politica).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Conclusi a Firenze, presso la Gipsoteca dell’Istituto d’arte di Porta Romana, i lavori di <a href="http://www.toscanalab.it/programma-29-giugno/">ToscanaLab</a>.</p></blockquote>
<p>Il tema (generale) è stato “Internet Better Life”, <a href="http://www.toscanalab.it/about/">ovvero</a>: &#8220;Come internet e il web 2.0 contribuiscono a migliorare la vita degli individui, veicolando in modo diverso e più ricco la conoscenza, modificando le relazioni tra le persone e trasformando di fatto l’azione sociale, con un approccio allargato e partecipativo&#8221;.</p>
<p>Di seguito alcuni dei punti emersi durante il workshop del 29 giugno intitolato &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/2010/06/25/internet-better-life-la-politica-pa-e-nuovi-media/">Internet better society</a>&#8221; e dedicato alla politica, al giornalismo e alla pubblica amministrazione.  Con interventi di <a href="http://www.sergiomaistrello.it">Sergio Maistrello</a>, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/">Ernesto Belisario</a>, <a href="http://www.liviacolare.com/">Livia Iacolare</a>, <a href="http://www.proformaweb.it">Dino Amenduni</a> e <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a> (e moderato da<a href="http://www.webgol.it"> Antonio Sofi</a>)</p>
<h3>Alcuni punti emersi</h3>
<p>I punti di cui sotto andranno a contribuire &#8211; insieme ai &#8220;risultati&#8221; dei lavori degli altri workshop paralleli &#8211; a una sorta di &#8220;decalogo&#8221; dell&#8217;evento Internet better life, che sarà pubblicato sul <a href="http://www.toscanalab.it">sito di Toscana Lab</a>.</p>
<div id="attachment_2540" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/territorio.jpg" alt="Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro" width="719" height="463" class="size-full wp-image-2540" /><p class="wp-caption-text">Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Trasparenza e fiducia</strong></p>
<blockquote><p>Negoziazione fiduciaria e traslucida: niente più &#8220;severamente vietato&#8221; o posta &#8220;raccomandata&#8221;. </p></blockquote>
<p>La società digitale è trasparente e translucida: ci si vede (ci si deve vedere) attraverso. La spinta verso la massima trasparenza vale per la politica e per la pubblica amministrazione, per il giornalismo e l’informazione, per il pubblico e i cittadini. Una nuova negoziazione che produce una nuova opinione pubblica: più informata e attiva, in cui nessuno può nascondere niente o avere rendite di posizione. Una nuova negoziazione fiduciaria. Il termine è inoltre legato a doppio filo all’attività della Pubblica Amministrazione: la trasparenza degli atti amministrativi può essere realizzata solo e unicamente tramite le nuove tecnologie. Per rendere noti decisioni e risultati; per migliorare il rapporto dei cittadini con la burocrazia e la competitività delle scelte delle aziende.</p>
<p><strong>Ascolto e condivisione</strong></p>
<blockquote><p>Non è più l&#8217;audience che deve avere grandi orecchie, ma la politica e il giornalismo che devono ascoltare, prima di dire. </p></blockquote>
<p>Più che per parlare, i nuovi media servono per ascoltare gli altri. Il pubblico ha subito una mutazione antropologica: non è più audience muta, ma è composta di persone che possono pubblicare e si aggregano intorno a un bisogno o un contenuto. Una propensione all’ascolto e all’apertura verso l’esterno è sempre più il presupposto per poi dire con sensatezza. All’ascolto si lega l’idea di condivisione – che chiama in causa tutti i soggetti interessati nessuno escluso. Non è un flusso che viene dall’alto, ma un meccanismo circolare attivato da tutti i nodi che stanno in rete: ogni pezzo di contenuto e informazione condiviso migliora la vita di chi viene in contatto con esso.</p>
<div id="attachment_2542" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/grassroots.jpg" alt="Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro" width="719" height="500" class="size-full wp-image-2542" /><p class="wp-caption-text">Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Riscoperta del territorio e senso di comunità </strong></p>
<blockquote><p>Il territorio e le comunità che lo animano sono le ultime nicchie possibili &#8211; e quelle più vitali.</p></blockquote>
<p> I nuovi media non sono solo fattore di globalizzazione. Ma sempre più una riscoperta del territorio e del locale, grazie a comunità di persone che trovano online gli strumenti per conoscersi, far conoscere i propri bisogni, attivarsi e organizzarsi. Le comunità che si creano online (anche se non hanno una base geolocalizzata) hanno un forte senso di appartenenza e adesione – che può diventare anche il vero valore aggiunto per l’innovazione e il cambiamento.</p>
<p><strong>Impegno “grassroots” e approfondimento narrativo</strong></p>
<blockquote><p>Oltre la tv e i formati facili e semplificati, c&#8217;è spazio per l&#8217;approfondimento.</p></blockquote>
<p> I nuovi spazi digitali consentono e aprono alla progettazione, produzione e distribuzione di contenuti dal basso (“grassroots”) che aggirano le logiche mediali tradizionali e si caratterizzano per un maggiore impegno. Una propensione (spesso multimediale) legata alla ricerca dell’approfondimento, della narrazione, della profondità dello sguardo sui fatti e sugli eventi.</p>
<p><strong>Sincronizzazione e “bridging” tra diverse velocità</strong></p>
<blockquote><p>Piattaforma di comunicazione e di condivisione: per camminare insieme.</p></blockquote>
<p> In contesti in cui esistono varie e diverse sensibilità, tradizioni, velocità e esperienze (pe l’Unione Europea), il web può servire per “sincronizzare” i vari punti di vista e fare da ponte (“bridge”). Sia per la costruzione di una identità comune, sia – più pragmaticamente – per concordare delle politiche efficaci e condivise.</p>
<h3>Le presentazioni e gli interventi</h3>
<p>Di seguito gli interventi pubblicati online, su slideshare o altrove</p>
<p>ANTONIO SOFI (in plenaria il 28 giugno), &#8220;Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale&#8221;.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4652306"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/webgol/politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" title="Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.">Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.</a></strong><object id="__sse4652306" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4652306" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/webgol">Webgol Network</a>.</div>
</div>
<p>SERGIO MAISTRELLO, &#8220;Le opportunità della dimensione iperlocale&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4649488"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello/toscanalab-2010" title="Le opportunità della dimensione iperlocale - ToscanaLab 2010">Le opportunità della dimensione iperlocale &#8211; ToscanaLab 2010</a></strong><object id="__sse4649488" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4649488" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello">Sergio Maistrello</a>.</div>
</div>
<p>DINO AMENDUNI, &#8220;Puglia. Due casi non casuali di comunicazione politica&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4648997"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/doonie/nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" title="Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica">Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica</a></strong><object id="__sse4648997" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4648997" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/doonie">Dino Amenduni</a>.</div>
</div>
<p>ERNESTO BELISARIO, &#8220;Open Government. Miti, realtà, speranze&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4808174"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario/open-government-miti-realt-e-speranze" title="Open government  (miti, realtà e speranze)">Open government  (miti, realtà e speranze)</a></strong><object id="__sse4808174" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4808174" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario">Ernesto  Belisario</a>.</div>
</div>
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		<title>Internet better life? La politica, pa e nuovi media</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 11:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
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		<description><![CDATA[Internet better life? A Firenze, politica, pa e nuovi media]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
Consulta il programma (<a href="http://www.toscanalab.it/programma-28-giugno/">primo</a> e <a href="http://www.toscanalab.it/programma-29-giugno/">secondo</a> giorno)</p></blockquote>
<p>Lunedì e martedì prossimo (il 28 e il 29 giugno) si terrà a Firenze la seconda edizione di <a href="http://www.toscanalab.it/">ToscanaLab</a> (presso la Gipsoteca dell’Istituto d’arte di Porta Romana),  e ha come tema “Internet Better Life”, <a href="http://www.toscanalab.it/about/">ovvero</a>: &#8220;come internet e il web 2.0 contribuiscono a migliorare la vita degli individui, veicolando in modo diverso e più ricco la conoscenza, modificando le relazioni tra le persone e trasformando di fatto l’azione sociale, con un approccio allargato e partecipativo&#8221;.</p>
<p>Si parlerà anche di politica, giornalismo e pubblica amministrazione: come cambiano all&#8217;impatto dei nuovi media &#8211; il martedì mattina in un workshop con <a href="http://www.sergiomaistrello.it">Sergio Maistrello</a>, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/">Ernesto Belisario</a>, <a href="http://www.liviacolare.com/">Livia Iacolare</a>, <a href="http://www.proformaweb.it">Dino Amenduni</a> e <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a> (e moderato da<a href="http://www.webgol.it"> Antonio Sofi</a>)</p>
<p><a href="http://www.toscanalab.it/"><img src="http://www.toscanalab.it/wp-content/themes/compositio/logo.png" width="450" alt="Toscana Lab" /></a></p>
<p>Qualche riga di presentazione: &#8220;La domanda di partenza è quale sia il modo migliore (più etico, più democratico, più efficace) di usare le nuove tecnologie in politica: quale comunicazione, quale informazione, quale relazione con i cittadini/elettori. Internet sta certamente cambiando il modo di fare politica. La rende più aperta, trasparente e partecipata (forse anche un po&#8217; più populistica). Oggi fare politica senza Internet è come uscire di casa senza pantaloni: non si va lontano, la gente ti ride dietro e comunque tutti notano la mancanza. Ma la questione è soprattutto in che modo la Rete riesce a cambiare le regole del gioco politico: le strategie del confronto elettorale, le logiche del racconto giornalistico, le priorità dell&#8217;agenda pubblica &#8211; per finire all&#8217;azione di governo, alla pubblica amministrazione e a un confronto/interazione continuo con i cittadini che sul web non può più interrompersi il giorno dopo del voto&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il circo(lo) politico del Pdf</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/06/09/il-circolo-politico-del-pdf/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 13:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Link post-PDF: video e cronaca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Alcuni link dopo il <a href="http://www.personaldemocracy.com/">Personal Democracy Forum</a> di New York, che abbiamo seguito in diretta grazie al <a href="http://www.spindoc.it/2010/06/03/personal-democracy-forum-2010-in-diretta-da-new-york/">liveblogging di Antonella Napolitano su Spindoc</a>.</p></blockquote>
<ul>
<li><strong>GUARDA</strong>: tutti <a href="http://pdfnyc.civicolive.com/">i video delle sessioni del Pdf</a> sono disponibili grazie a Civico Live</li>
<li><strong>LEGGI</strong> (in italiano): <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2010-06/07/personal-democracy-forum-2010-impariamo-a-sederci-in-circolo.aspx">cronaca in circolo di Linnea Passaler</a> su Wired.it</li>
<li><strong>LEGGI ANCHE</strong> (inglese): <a href="http://techpresident.com/blog-entry/can-internet-fix-politics-look-back">Can Internet fix politics? A look back</a> di Nancy Scola sulla &#8220;rivista&#8221; legata a doppio filo al Pdf, TechPresident. L&#8217;articolo, al modo di TP, ha una serie di utili link in uscita a varie cronache e analisi della conferenza</li>
<li>Marc Ambinder, The Atlantic, <a href="http://www.theatlantic.com/politics/archive/2010/06/-pdf10-truth-telling-and-shaming/57608/">PDF10: Truth Telling and Shaming</a></li>
<li>Huffington Post: Alex Howard, <a href="http://www.huffingtonpost.com/alexander-howard/pdf-relaunches-10question_b_600565.html">PdF Relaunches 10Questions.com to Reboot Citizen to Candidate Engagement</a>; Jane Hamster, <a href="http://www.huffingtonpost.com/jane-hamsher/can-the-internet-fix-poli_b_599564.html">Can the Internet Fix Politics?</a></li>
<li>Felix Gilette, The Observer, <a href="http://www.observer.com/2010/media/daniel-ellsberg-initially-suspected-cia-was-behind-wikileaks">Daniel Ellsberg Initially Suspected That C.I.A. Was Behind WikiLeaks</a>
</li>
<li>Gautham Nagesh, Hillcom Valley, <a href="http://thehill.com/blogs/hillicon-valley/technology/101273-john-perry-barlow-internet-has-broken-political-system">John Perry Barlow: Internet has broken political system<br />
</a></li>
</ul>
<div class="img " style="width:500px;">
	<a href="http://www.flickr.com/photos/jdlasica/4672921537/"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4004/4672921217_96f6a90a35.jpg" alt="Personal Democracy Forum 2010, New York City. Photo by JD Lasica" width="500" height="332" /></a>
	<div>Personal Democracy Forum 2010, New York City. Photo by JD Lasica</div>
</div>
<p>Prossimo appuntamento, la seconda edizione di PDF Europe (qui <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-conference/pdf-europe/pdf-coming-europe">informazioni sulla prima edizione</a>), prevista <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-europe-returns-barcelona-oct-4-5">per il 4 e il 5 ottobre, e come il primo anno, a Barcellona</a>. </p>
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		<title>Personal Democracy Forum 2010. In diretta da NY</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 11:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Convegni e conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
		<category><![CDATA[discorsi e dibattiti]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>
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		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[pdf]]></category>

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		<description><![CDATA[Personal Democracy è l'evento degli eventi per chi si occupa di politica e nuovi media e la settima edizione si sta svolgendo a New York. La "nostra" Antonella Napolitano è lì in cronaca (blog) diretta. All'interno la diretta, il video, il programma e altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>C&#8217;è una <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-conference-2010-june-3-5-new-york-city-speakers">lista infinita degli speaker</a> e il ricco programma del <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-2010-day-one-schedule-june-3rd">giorno uno</a> e del <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-2010-day-two-schedule-june-4th">giorno due</a></p></blockquote>
<p>Pdf (<a href="http://personaldemocracy.com">Personal Democracy Forum</a>) è la più importante conferenza mondiale sui temi della politica e delle nuove tecnologie. Si svolge da 7 edizioni, tutte curate da Andrew Raisej e Micah Sifry. <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-conference-2010">L&#8217;edizione 2010</a> del PDF <strong>si svolge dal 3 al 4 giugno 2010 a New York</strong> (<em>c&#8217;è anche stata, a novembre scorso una edizione europea, a Barcellona: su spindoc <a href="http://www.spindoc.it/2009/11/24/post-pdf-cosa-rimane-dopo-barcellona/">un resoconto</a> e <a href="http://www.spindoc.it/2009/12/05/pdf-europe-nasce-una-sfera-pubblica-europea/">una analisi</a> post, e <a href="http://www.spindoc.it/2010/01/16/pdf-europe-some-politics-jumped-the-blog/">la presentazione su Facebook e dintorni</a></em>).</p>
<p><a href="http://personaldemocracy.com/pdf-conference-2010"><img src="http://personaldemocracy.com/files/conf2010/audience-pdf.jpg" alt="Pdf2010" align="none"/></a><br/><br/><br/><br/><br/><br/><br/></p>
<p>A New York la &#8220;nostra&#8221; <a href="http://svaroschi.blogspot.com">Antonella Napolitano</a> (leggi i <a href="http://www.spindoc.it/author/antonellanapolitano/">suoi pezzi su Spindoc</a>), che da mesi sta curando sul <a href="http://personaldemocracy.com/europe">blog di Pdf Europe</a> una rubrica di segnalazione sullo stato quotidiano dell&#8217;arte della comunicazione politica online in Europa, dal titolo <em><a href="http://personaldemocracy.com/europe">Europe Roundup</a></em></p>
<h1>Cronaca della seconda giornata</h1>
<blockquote><p>Per il programma completo della seconda giornata vai <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-2010-day-two-schedule-june-4th">alla pagina sul sito del Personal Democracy Forum 2010</a></p></blockquote>
<p>Mattinata dedicata a un apertura degli organizzatori Andrew Rasiej and Micah L. Sifry e poi <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-2010-day-two-schedule-june-4th">una serie di sessioni plenarie e sequenziali dedicate al &#8220;ripensamento&#8221; della politica</a>. <strong>Rethinking</strong>: Government con Aneesh Chopra; Non-profits con Beth Kanter and Allison Fine,  Open City con Jen Pahlka and Bryan Sivak;  Economics con Bernard Avishai; Broadband con Susan Crawford; Media con Markos Moulitsas; Leadership con Marc Smith; Representation con Clay Shirky fino al gran finale con <strong>Rethinking Community, Literacy and the Public Sphere con Howard Rheingold</strong>. Qui sotto la diretta friendfeed di Antonella Napolitano e oltre il video (forse non disponibile per tutto l&#8217;evento)</p>
<p><iframe src="http://friendfeed.com/svaroschi/1b4d960f/inizia-la-diretta-della-seconda-giornata-del?embed=1" frameborder="0" height="600" width="400" style="border:1px solid #aaa"></iframe></p>
<h1>Cronaca della prima giornata</h1>
<blockquote><p>Leggi il programma completo della <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-2010-day-one-schedule-june-3rd">prima giornata sul sito Pdf 2010</a></p></blockquote>
<p>La <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-2010-day-one-schedule-june-3rd">prima giornata di Pdf</a>, inizio alle 14.30 ore italiane. Dopo una introduzione degli organizzatori, si parte subito con una chiacchierata plenaria con Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia. Poi Ellsberg e Assange sulle &#8220;soffiate&#8221; (politiche e non solo, immagino). Sempre in plenaria, alle 16.30, una tavola rotonda dal titolo &#8220;Can The Internet Fix Politics?&#8221;</p>
<p><iframe src="http://friendfeed.com/svaroschi/a157e82d/pronti-iniziare-la-prima-giornata-del-personal?embed=1" frameborder="0" height="600" width="400" style="border:1px solid #aaa"></iframe></p>
<h1>Il video e l&#8217;aggregazione di twitter</h1>
<p>A questo indirizzo: la <a href="http://personaldemocracy.com/live">diretta video</a>.</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://civicolive.com:5080/civicolive/player/embed/stream/126"></script></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>PDF Europe, nasce una sfera pubblica europea?</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/12/05/pdf-europe-nasce-una-sfera-pubblica-europea/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 01:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Napolitano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni e conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[web campaigns]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora dal Personal Democracy Forum a Barcellona: una sfera pubblica europea è possibile? O dell'Europa non ci si può affezionare, chiusi nelle mappe localissime e nazionali, solo (e al massimo) imparare piano ad avere a che fare. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>A due settimane <a href="http://personaldemocracy.com/blog-entry/hackers-and-hacks-post-mortem-pdf-europe-barcelona" target="_blank">dal suo svolgimento</a>, PDF Europe continua a suscitare <a href="../2009/11/24/post-pdf-cosa-rimane-dopo-barcellona/" target="_blank">reazioni e riflessioni</a>.</p></blockquote>
<p>>Durante lo svolgimento del <a href="http://personaldemocracy.com">Personal Democracy Forum</a> a Barcelona, uno dei più pressanti interrogativi che circolava tra i quasi 400 partecipanti era indubbiamente se c&#8217;è spazio e futuro per una blogosfera politica a livello europeo. C&#8217;è o non c&#8217;è un Europa unita sul web? Una discussione sui temi riguardanti la politica europea e transnazionale?</p>
<h3>Una prima mappatura della blogosfera</h3>
<p>Il primo spunto, in questo senso, è arrivato dalla presentazione di Anthony Hamelle che con la sua LinkFluence ha presentato <a href="http://us.linkfluence.net/blog/2009/11/20/first-map-of-the-eurosphere/" target="_blank">una mappatura della blogosfera politica</a> di quattro nazioni: Italia, Francia, Germania e Olanda, rilevandone la composizione e la prossimità alle tematiche trattate a livello di UE.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2298" style="width:500px;">
	<a href="http://us.linkfluence.net/blog/2009/11/20/first-map-of-the-eurosphere/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/12/euroweb_pop_2.jpg" alt="First map of the Eurosphere. By linkfluence, Anthony Hamelle - click to go to the presentation" width="500" height="344" /></a>
	<div>First map of the Eurosphere. By linkfluence, Anthony Hamelle - click to go to the presentation</div>
</div>
<p><br/>
<ul>
<li>Leggi anche l&#8217;articolo di Raffaele Matrolonardo, su Corriere.it: <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_novembre_20/europa-web-disunita_80375ac8-d5dd-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">L&#8217;Europa sul web? Non è ancora unita</a></li>
</ul>
<h3>Intervista a Jon Worth: le identità europee</h3>
<p>Il secondo lo fornisce <a href="http://personaldemocracy.com/node/15552" target="_blank">l&#8217;intervista</a> che Nancy Scola ha fatto a <a href="http://www.jonworth.eu/" target="_blank">Jon Worth</a> (anche lui speaker a PDF Europe), inglese residente a Bruxelles e con un solido background in termini di politica europea.</p>
<blockquote><p>«Difficile affezionarsi alla UE, ma interagirci normalmente è un dovere», secondo Worth</p></blockquote>
<p> “<em>Ogni cultura politica ha le sue caratteristiche, i suoi simboli, la sua storia</em>”: la mancanza di elementi comuni è <a href="http://personaldemocracy.com/node/15552" target="_blank">l&#8217;inevitabile punto di partenza</a> di ogni analisi sull&#8217;assenza di dibattito europeo. Ma molto, sostiene Worth, starà alla capacità di far coesistere più livelli di identità: “<em>Nessuno si affezionerà l&#8217;Unione Europea, ma spero che in futuro le persone riescano a comprenderne l&#8217;importanza e trovino modalità di interazione con le sue istituzioni. Non penso sia necessario lo stesso tipo di comunicazione interna alle nazioni, ma sicuramente è necessario qualcosa di più di quello che abbiamo</em>.“</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2299" style="width:500px;">
	<a href="http://www.jonworth.eu/the-pdf-compass/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/12/poitical-compass-pdf_2.jpg" alt="Unofficial Political Compass, Pdf, di Jon Worth" width="500" height="594" /></a>
	<div>Unofficial Political Compass, Pdf, di Jon Worth</div>
</div>
<h3>A che punto è l&#8217;Europa?</h3>
<blockquote><p>Worth individua nelle nazioni scandinave le realtà più avanzate, con politici aperti, infrastrutture adeguate e alte percentuali di lettura dei quotidiani.</p></blockquote>
<p> Nella sua analisi, inoltre, la nativa Gran Bretagna è avanzatissima sul fronte dell&#8217;e-government ma non altrettanto su quello della politica. I politici francesi, invece, potrebbero approfittare di una certa tradizione di “ribellione contro il sistema”, propria anche delle dinamiche di Rete, elemento che due anni fa ha contribuito non poco all&#8217;emergere di Ségolène Royal.</p>
<p>L&#8217;innovazione, del resto, non ha una strada sola, come dimostra anche la varietà del pubblico presente alla conferenza: spindoctor, studiosi, giornalisti e attivisti sono gruppi che spesso si guardano con diffidenza.<br />
<blockquote>Pubblico inizialmente diffidente: che ci fanno i creativi dentro le organizzazioni? </p></blockquote>
<p>Eppure, forse, il confine non è così netto: “<em>Dipende molto dalla cultura politica del paese: probabilmente i partiti negli USA sono più bravi nell&#8217;avere a che fare con creativi e persone innovative all&#8217;interno delle organizzazioni di quanto facciano la maggior parte dei partiti europei</em>”</p>
<p>Probabilmente una delle prossime domande per chi lavora in questo settore sarà quella che già ci poniamo da tempo come cittadini: il sistema si cambia lavorando all&#8217;interno o dall&#8217;esterno?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Post Pdf. Cosa rimane dopo Barcellona</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/11/24/post-pdf-cosa-rimane-dopo-barcellona/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2009/11/24/post-pdf-cosa-rimane-dopo-barcellona/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 21:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Convegni e conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
		<category><![CDATA[discorsi e dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[grassroots]]></category>
		<category><![CDATA[videopolitica]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto esaurito per la prima edizione europea del Personal Democracy Forum, su tecnologia e politica e su come l'una cambia l'altra (e viceversa). Risorse e link per tutti i contenuti, dall'audio degli interventi ai tweet dei partecipanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Tutto esaurito per la prima edizione europea del Pdf, svoltasi la scorsa settimana dentro la Torre Agbar a Barcellona. </p></blockquote>
<p>La scorsa settimana si sono spenti i riflettori sulla <a href="http://personaldemocracy.com/personal-democracy-forum-europe">prima edizione europea</a> del <a href="http://personaldemocracy.com">Personal Democracy Forum</a> (organizzazione dalle molteplici attività intorno al modo e ai modi in cui la tecnologia cambia la politica). Si è tenuta a Barcellona, nella splendida <a href="http://www.torreagbar.com/home.asp">Torre Agbar</a> (che gli autoctoni chiamano <em>el consolador</em> per evidenti ragioni falliche). Una <em>main hall</em> strapiena e due salette al 14esimo piano per le sessioni parallele del pomeriggio &#8211; quelle dedicate a discutere con più agio e verticalità tematica dei temi (dal campaignign all&#8217;e-government passando per l&#8217;attivismo digitale): tutti esauriti i posti disponibili. </p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/38686125@N07/4127860906/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2503/4127860906_433c67dca7.jpg" alt="Pdf Europa, Barcelona. Photo by Chesta52" /></a></p>
<p>Contenti della partecipazione gli organizzatori storici della conferenza newyorkese, <strong>Andrew Raisej</strong> e <strong>Micah Sifry</strong> e il partner europeo <strong>Marc Lopez</strong>, giovane politico e imprenditore). Il prossimo appuntamento è a giugno del prossimo anno per il tradizionale appuntamento a New York, a meno di format diversi (più piccoli, o nazionali, o tagliati verticalmente su temi specifici) nei prossimi mesi ancora in Europa.</p>
<p>Intanto, per chi vuole recuperare alcuni dei contenuti della due giorni dedicata all&#8217;intricato rapporto tra politica e Rete, di seguito una piccola – certamente incompleta ma ragionata – guida alle risorse recuperabili online. Nei prossimi giorni altri materiali, su Spindoc.</p>
<h3>Podcast audio degli interventi, su CivicoLive</h3>
<blockquote><p>I podcast di tutte le sessioni e le discussioni, liberamente scaricabili: su <a href="http://civicolive.com/pdfeu/">Civico Live</a>. </p></blockquote>
<p>Civico Live ha coperto l&#8217;intero programma dei due giorni, con diretta live e registrazioni audio delle sessioni parallele disponibili dopo poche ore online. Di fatto sono interamente ascoltabili tutti gli interventi e le discussioni &#8211; divise ordinatamente per <a href="http://civicolive.com/pdfeu/day-one/">giorno uno</a> e <a href="http://civicolive.com/pdfeu/day-two/">giorno due</a>. </p>
<p>Peraltro, i ragazzi di Civico Live, in alcuni casi hanno predisposto anche un liveblogging vero e proprio &#8211; e quasi sempre un aggiornamento veloce dei sound bytes su Twitter &#8211; sulla <a href="http://civicolive.com/pdfeu/">pagina dedicata al Pdf Europe</a> ci sono ancora molti materiali grezzi, di live coverage, da riguardare.</p>
<h3>Twitter, friendfeed e hastag vari</h3>
<blockquote><p>Twitter il servizio più usato per il live coverage della conferenza: l&#8217;hashtag era <a href="http://twitter.com/#search?q=pdfeu">#pdfeu</a></p></blockquote>
<p>A proposito di live coverage, Twitter è ormai lo standard per raccontare in diretta eventi di questo tipo. Da tempo è convenzione l&#8217;uso di hashtag che hanno la funzione di aggregare dal basso, folksonomicamente, i contenuti prodotti dentro i social media (e spesso anche trasversalmente ai singoli servizi di social network). </p>
<p><a href="http://trendsmap.com/topic/%23pdfeu"><img src="http://img.skitch.com/20091121-g2jbsasx784pftq5krtp571245.jpg" alt="Hashtag Pdfeu, via trendsmap, via Civico" /></a></p>
<p>La conferenza, nonostante alcuni fastidiosi problemi alla rete wireless specie nel primo giorno, è stata molto raccontata attraverso brevi e frequenti tweet da parte della platea, che estrapolava <em>sound bytes</em> dei passaggi più interessanti della discussione. </p>
<p>I tweet più interessanti erano spesso a loro volta erano replicati dal più ampio network collegato a chi era in sala, e si arricchiva dei commenti ulteriori: <strong><a href="http://twitter.com/#search?q=pdfeu">#pdfeu</a></strong> (questo era l&#8217;hashtag della conferenza) è stato per due giorni tra quelli più usati su Twitter. </p>
<ul>Controlla anche friendfeed, l&#8217;<a href="http://friendfeed.com/search?q=pdfeu">hashtag è sempre lo stesso</a> e <a href="http://www.slideshare.net/tag/pdfeu">slideshare</a>.</ul>
<h3>Cronache e resoconti</h3>
<p>E&#8217; in parte ancora presto per resoconti dei contenuti. Ne segnalo qui alcuni, soprattutto in lingua italiana, ma tengo aperta la lista.</p>
<ul>IN ITALIANO:</p>
<li>Sergio Maistrello: <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2009/11/20/pdf-europe-day-1-appunti-sparsi/">PDF Europe, day 1, appunti sparsi</a> e  <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2009/11/21/pdf-europe-day-2-appunti-sparsi/">PDF Europe, day 2, appunti sparsi</a> (con molti link dei relatori e dei servizi citati)</li>
<li>Alberto Cottica: <a href="http://www.cottica.net/2009/11/23/pdf-europe-a-first-impressionpdf-europe-prime-impressioni/">Pdf Europe, prime impressioni </a></li>
<li>Raffaele Mastrolonardo: <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_novembre_20/europa-web-disunita_80375ac8-d5dd-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">L&#8217;Europa sul web? Non è ancora unita</a></li>
</ul>
<ul>IN SPAGNOLO:</p>
<li>Aribo: <a href="http://www.aribo.eu/2009/11/two-journeys-pdfeu/">Two journeys to the center of politics and technology</a>: PDFEU’09 </li>
<li>Implantaciò 20: <a href="http://afm.cataspanglish.com/2009/11/personal-democracy-forum-europe-pdfeu/">Personal Democracy Forum Europe </a></li>
<p>e-Zaps: ben 4 post di sintesi e racconto, <a href="http://exaps.blogspot.com/search/label/PDFEU">rintracciabili con l&#8217;apposita tag</a>
</ul>
<ul>IN FRANCESE:</p>
<li>Etoile: <a href="http://etoile.touteleurope.fr/index.php/post/2009/11/24/pdfeu">Pdfeu</a></li>
<li>InternetActu: <a href="http://www.internetactu.net/2009/11/24/pdf-europe-quelles-lecons-tirer-de-la-campagne-dobama/">PDF Europe: Quelles leçons tirer de la campagne d’Obama? </a></li>
</ul>
<ul>ALTRO: </p>
<li>DANESE: <a href="http://blogg.origo.no/-/bulletin/show/492989_transparency-hurts-og-andre-favorittsitater-fra-pdf">citazioni preferite</a>. </li>
</ul>
<p><em>(in via di aggiornamento)</em></p>
<h3>Foto e video</h3>
<p>Meno imponente rispetto ad altri eventi di questo tipo la produzione di foto &#8211; quantomeno a vedere le foto caricate su Flickr a qualche giorno dalla fine della conferenza. Una ragione potrebbe risiedere nella presenza di Facebook &#8211; che ha certamente drenato parte dell&#8217;upload di foto specie dal cellulare. Il tag su flickr è sempre lo stesso: <a href="http://www.flickr.com/search/?q=pdfeu&#038;w=all">pdfeu</a>. Alcune foto sono molto belle. </p>
<div class="img " style="width:500px;">
	<a href="http://www.flickr.com/photos/38686125@N07/4127511157/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2740/4127511157_e6c625eb73.jpg" alt="Pdf Europa, Barcelona. Ringraziamenti finali dello staff. Photo by Chesta 52" width="500" height="375" /></a>
	<div>Pdf Europa, Barcelona. Ringraziamenti finali dello staff. Photo by Chesta 52</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pdf Europe. La tecnopolitica in Scandinavia</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/10/20/pdf-europe-la-tecnopolitica-in-scandinavia/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2009/10/20/pdf-europe-la-tecnopolitica-in-scandinavia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 08:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Napolitano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Convegni e conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[grassroots]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[web campaigns]]></category>
		<category><![CDATA[europe]]></category>
		<category><![CDATA[pdf]]></category>
		<category><![CDATA[scandinavia]]></category>

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		<description><![CDATA[La tecnopolitica in Scandinavia: uno scenario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Tra un mese il Pdf Europe si svolgerà a Barcellona. Sul blog continuano interventi che anticipano la conferenza. </p></blockquote>
<p>Manca un mese al <a href="http://personaldemocracy.com/personal-democracy-forum-europe">Personal Democracy Forum Europe</a> e la lista di speaker si arricchisce di relatori di altissimo livello (ultimo in ordine di tempo: <a href="http://personaldemocracy.com/blog-entry/pdf-europe-update-charles-leadbeater-joining-keynoter-early-bird-discount-extended-one-mo">Charles Leadbeater, già consulente di Tony Blair</a>).</p>
<p>Il blog di PDF Europe ferve, però, anche di analisi sul rapporto tra tecnologia e politica nelle varie nazioni europee.</p>
<blockquote><p>Percentuali elevate di uso di Internet, ma mancano organizzazioni che mediano tra politica e cittadini. </p></blockquote>
<p>Particolarmente degno di nota è il <a href="http://personaldemocracy.com/blog-entry/scandinavian-techpolitics-best-cases">contributo di Bente Kalsnes</a> sullo scenario tecno-politico nei paesi scandinavi, noti per le elevate percentuali nell’utilizzo di Internet. Bente cita numerosi esempi positivi, ma sostiene che persino lì mancano organizzazioni come <a href="http://www.sunlightfoundation.com/">Sunlight Foundation</a> o <a href="http://www.mysociety.org/">MySociety</a>, attive (rispettivamente in USA e Gran Bretagna) soprattutto nel campo della trasparenza e del rapporto tra i cittadini e i loro rappresentanti.</p>
<p>Da cosa può dipendere?</p>
<p><em>&#8220;Some would argue that the more open a country&#8217;s own government and political culture is, the less likely you are to see bottom up efforts like MySociety or Sunlight. Is the distance between power-holders and the people so short and the possibilities for influence so many that we don&#8217;t need tools like <a href="http://www.theyworkforyou.com/">TheyWorkForYou</a>? I doubt so. Are the techpolitics environments in these countries too tiny to foster the kind of political digital innovations we&#8217;ve seen in the UK and the US? Maybe. We could also blame lack of good funding possibilities (except from the government), since we have few independent foundations similar to Sunlight&#8221;.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Personal Democracy Forum goes to Barcellona</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 08:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[negative e underdog]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[web campaigns]]></category>

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		<description><![CDATA[La conferenza "principe" sul rapporto tra politica e tecnologia sbarca in Europa, dopo 6 anni negli Usa. Stessa formula, con una attenzione particolare per il vecchio continente. Dal 20 al 21 novembre a Barcellona (ci sarà anche Spindoc).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>World’s largest conference on technology and politics.</p></blockquote>
<p>Dal 20 al 21 novembre si terrà a Barcellona, in Spagna, il primo <a href="http://personaldemocracy.com/personal-democracy-forum-europe">appuntamento europeo del Personal Democracy Forum</a> – la più grande conferenza al mondo su tecnologia e politica. Dopo sei anni a New York (gli ultimi al Frederick P. Rose Hall, Lincoln Center, con spettacolare sguardo sul Central Park), lo spin-off europeo si terrà nell&#8217;altrettanto spettacolare Torre Agbar</p>
<p>Gli organizzatori hanno allestito <a href="http://personaldemocracy.com/personal-democracy-forum-europe">un gruppo di speakers</a> molto eterogeneo e competente, che cercherà di riflettere su come la tecnologia sta influenzando la politica (e forse viceversa): come da anni ormai stiamo cercando di fare, nel nostro piccolo, anche qui su Spindoc. </p>
<blockquote><p>Altri aggiornamenti nei prossimi giorni. </p></blockquote>
<p>Un piccola ma motivata delegazione di Spindoc sarà presente a Barcellona &#8211; a me gli organizzatori hanno chiesto di intervenire ad un <em>roundtable</em> pomeridiano, sul ruolo dei blog in politica a livello europeo: vedremo cosa uscirà fuori. Sicuramente allestiremo, come peraltro per il Pdf americano due anni fa, una diretta o un liveblogging dei lavori.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 597px"><a href="http://personaldemocracy.com/personal-democracy-forum-europe"><img alt="Pdf Europe, a Barcellona" src="http://personaldemocracy.com/files/pdfeurope4.gif" width="587" height="223" /></a><p class="wp-caption-text">Pdf Europe, a Barcellona</p></div>
<p>«<em>Across the Continent, political leaders and grass-roots activists are embracing new ways of running for office, influencing the political debate, and governing. Inspired by the success of Barack Obama’s campaign for president of the United States, people everywhere are using the Internet to open up politics and make governance more transparent, participatory and effective</em>».</p>
<p>Pare che i posti siano limitati, quindi, chi è interessato farebbe bene a prenotarsi al più presto. Il sito giusto per prenotazioni e dare un&#8217;occhiata al programma è sempre <a href="http://personaldemocracy.com/personal-democracy-forum-europe">Personal Democracy Forum Europe</a></p>
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		<title>Manuel Castells: Politics and Internet in Obama era</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 08:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politics]]></category>

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		<description><![CDATA[Castells sull'obamizzazione della politica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il seminario di Castells è un estratto del suo nuovo libro Communication Power. </p></blockquote>
<p>Qualche giorno fa, il 26 maggio scorso, a Castelldefels (Barcellona) si è svolto un convegno intitolato <a href="http://in3.uoc.edu/">Internet Interdisciplinary Institute</a>.  Il sociologo <a href="http://www.manuelcastells.info/en">Manuel Castells</a>, uno dei primi studiosi dell&#8217;universo ITC ha tenuto un seminario dal titolo <a href="http://in3.uoc.edu/in3web_eng/seminars/future/politics_and_internet_in_obama_era">Politics and Internet in Obama era</a>.</p>
<p>Qui l&#8217;intervento completo: <a href="http://ictlogy.net/20090526-manuel-castells-politics-and-internet-in-obama-era/">Manuel Castells: Politics and Internet in Obama era</a></p>
<p>Di cui segnalo questo passaggio, che riguarda l&#8217;esportabilità del modello Obama anche in europa, e la possibile &#8220;obamizzazione&#8221; della politica:</p>
<ul>
<li><strong>Mike Jensen</strong>: Did Obama really transformed the system, or just a new campaign? Why cannot Obama’s model be extrapolated to Europe? Aren’t we seeing “politics 2.0″ in Europe? </li>
<li><strong>Manuel Castells</strong>: he did change the system, as he brought inside many new voters and from different strata. And these new people do feel that they can change the system, which, at its turn, inevitably changes the political landscape. There is a true opening up of the system while, at the same time, avoiding to enter in a “civil war” against the establishment, which he needs to “professionally operate” the country. About transporting Obama’s model to Europe: it’s true that there is an Obamization of politics, and that there are shy approaches towards Web 2.0, but they are mainly technological, not conceptual. Everything remains under the control of the party machines, including the leaders — especially because there are no presidentialist elections. Power must be taken from political parties. And this will only happen under a sever catastrophic crisis of politics and political parties. Will this happen in the next UK elections? Will the Conservative Party be able to do it? Not only to beat the Labour Party, but to transform the whole political system.</li>
</ul>
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		<title>Obama &amp; the Web, un dossier</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 19:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
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		<description><![CDATA[Obama &#038; the Web, un dossier]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Obama and the Web (dossier di materiali). <a href="http://e20.unito.it/osservatoriocomunicazionepolitica-dsp/Speciale%20elezioni%20USA%202008/Barack%20Obama%20and%20the%20Web.pdf">Scarica il Pdf</a></p></blockquote>
<p>Via <a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=659">Politicaduepuntozero</a> scopro un <a href="http://e20.unito.it/osservatoriocomunicazionepolitica-dsp/Speciale%20elezioni%20USA%202008/Barack%20Obama%20and%20the%20Web.pdf">ricco dossier</a> di interventi e collettanea di materiali sull&#8217;uso dei nuovi media durante la campagna presidenziale USA 2008, a cura dell’<a href="http://e20.unito.it/osservatoriocomunicazionepolitica-dsp">Osservatorio sulla comunicazione politica</a> dell’Università di Torino. </p>
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		<title>Poke elettorale. La politica gioca con Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 15:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Geolocalizzazione della politica, e ufficio di rappresentanza permanente 24/7. Due degli usi politici (ancora ampiamente sperimentali) di Facebook. A partire da una ricerca sulla diffusione tra i deputati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em><font size="-2">Con il solito ritardo pubblico qui un pezzo uscito su Nòva del Sole 24 ore del 12 Dicembre con il titolo &#8220;La geolocalizzazione della politica&#8221;.</em></font></p></blockquote>
<p>Cos’è Facebook? A questa domanda oggi un quinto dei deputati italiani risponderebbe con un sorrisino di superiorità. Lo dice <a href="http://www.forzaitalia.it/notizie/arc_14548.htm">una ricerca presentata da Antonio Palmieri alla Camera dei Deputati</a>: <strong>133 deputati su 630 usano Facebook</strong>. Tra questi, ben 66 (il 10% del totale) non conoscono altra Internet se non il social network fondato dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg: non possiedono infatti neppure un sito vetrina. È tutto accaduto in pochi mesi, complici il successo della campagna online di Obama e la travolgente affermazione di Facebook in Italia. Quest’ultimo sta di fatto riuscendo nell’impresa che anni di blog hanno ripetutamente mancato: avvicinare il ceto politico italiano al web sociale, rompendo con la pedata del passaparola il “soffitto di vetro” che separa i due mondi. I numeri della ricerca indicano una tendenza: Facebook colpisce in misura proporzionalmente maggiore quelle culture politiche meno abituate alla comunicazione online “classica”, quella fatta di siti o blog nei casi più innovativi. Chi prima snobbava il sito ora ama Facebook, e viceversa. </p>
<blockquote><p>Il dato più eclatante è quello della Lega Nord: i  deputati con un profilo su Facebook superano di gran lunga quelli sito-muniti: 35% contro 15%.</p></blockquote>
<p> Tra i deputati del Partito Democratico, “solo” <strong>il 18,8%</strong> ha aperto un profilo su Facebook – a fronte del <strong>43% che possiede un sito</strong>. I deputati del Popolo delle Libertà, al contrario, in ritardo sui siti personali (“solo” il 38% ne ha uno), recuperano grazie a Facebook: <strong>il 22% ha un profilo attivo</strong>. La tendenza si conferma anche per i gruppi meno numerosi. Ma il dato più eclatante è quello della Lega Nord, i cui deputati con un profilo su Facebook superano di gran lunga quelli sito-muniti: <strong>35% contro 15%</strong>. E forse non è un caso che il partito da tutti invidiato per il suo radicamento nel territorio sia anche quello più innamorato di Facebook. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1554" style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/12/tabellafacebook.jpg" alt="Deputati online a confronto: siti personali e Facebook" width="500" height="355" />
	<div>Deputati online a confronto: siti personali e facebook.</div>
</div><a href="http://www.forzaitalia.it/notizie/arc_14548.htm">Tabella riassuntiva di una ricerca</a> presentata il 4 dicembre scorso da <a href="http://www.antoniopalmieri.it/">Antonio Palmieri</a>, responsabile Internet del Pdl, durante il convegno “<a href="http://www.codiceinternet.it/profiles/blogs/ci-vediamo-giovedi-4-dicembre">Obama un mese dopo. La vittoria di Internet?</a>”, organizzato da Codice Internet alla Camera dei Deputati.<br/><br/></p>
<blockquote><p>Facebook è usato per geolocalizzazione politica e rappresentanza politica permanente.</p></blockquote>
<p> Facebook si sta dimostrando strumento molto efficace per <strong>“geolocalizzare” le attività politiche</strong>, e comunicare con il territorio a vari livelli; è usato da amministratori locali, candidati alle primarie, dirigenti di partito. In alcuni casi funge da ufficio di rappresentanza ventiquattrore ore su ventiquattro, da cui ascoltare i bisogni di un elettorato sempre meno raggiungibile attraverso altri canali. Un social network come Facebook è forse più un ritorno al passato che un tuffo nel futuro; suona familiare perché in molti tratti ricorda la politica vecchia maniera. </p>
<blockquote><p>Consenso, comunicazione, conversazioni: le tre aree di affinità con la politica vecchio stile </p></blockquote>
<p> C’è <strong>l’elemento competitivo</strong> costruito intorno alla forza attrattiva del capitale sociale: più amici uguale più consenso. C’è <strong>il tratto comunicativo</strong> che riproduce una campagna elettorale permanente: il muro delle notizie è il chiacchiericcio della comunità, gli aggiornamenti di status micro-comizi per dettare la linea, i gruppi e gli eventi opportunità di targettizzare il messaggio parlando a pezzi di società su temi specifici. C’è infine <strong>un tratto conversazionale</strong>: al contrario dei blog – più opachi da questo punto di vista (difficile sapere con certezza chi sono i lettori) – chi interagisce su Facebook ha nome, cognome e faccia. Cade l’ultima scusa dell’anonimato, e la politica è obbligata, in primis dagli “amici”, ad uscire fuori dalla gabbia dorata dei media tradizionali.</p>
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		<title>Obama, strategie digitali e prassi politiche, durante e dopo la campagna elettorale</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/12/15/obama-strategie-digitali-e-prassi-politiche-durante-e-dopo-la-campagna-elettorale/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 20:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Second Life]]></category>

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		<description><![CDATA[Una tavola rotonda su Obama. Su Second Life.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Su unAcademy, accademia non convenzionale delle culture digitali, leggi: Second Life.</p></blockquote>
<p>Domani sera, dalle 22.00 in poi, si terrà un convegno/tavola rotonda dal titolo <a href="http://blogosphere.typepad.com/blog/2008/12/ad-un-mese-dopo-la-vittoria-del-candidato-democratico-si-continua-a-parlare-anche-e-soprattutto-in-italia-dove-la-classe.html">Obama, il cambiamento che si fa governo. Strategie digitali e prassi politiche, durante e dopo la campagna elettorale</a>. Invitati <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/">Paolo Ferrandi</a> giornalista e blogger, Mattia Diletti e Mattia Toaldo, che hanno curato il blog <a href="http://blogamerica2008.blogspot.com/">America2008</a> (anche un libro in uscita) e si occupano di politica estera e Usa rispettivamente all&#8217;Università di Teramo e Roma3. Modera Antonio Sofi e ovviamente tutti sono i benvenuti.</p>
<p>Maggiori informazioni e iscrizioni <a href="http://blogosphere.typepad.com/blog/2008/12/ad-un-mese-dopo-la-vittoria-del-candidato-democratico-si-continua-a-parlare-anche-e-soprattutto-in-italia-dove-la-classe.html">a partire da questo post</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Rete di Obama. Avatar perfetto e tecnomagico.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 22:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flaminia Spadone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<description><![CDATA[Appunti, pensieri, spunti e riflessioni sulla campagna elettorale del neo presidente degli Stati Uniti. Da un convegno a Roma3 dedicato alla Rete di Obama. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><br />
</em></p>
<blockquote><p><em>Il 4 dicembre 2008 a Roma si è svolto. all&#8217;Università degli studi di Roma3, il convegno &#8220;<a href="http://www.uniroma3.it/news.php?news=1133">La &#8216;Rete&#8217; di Obama</a>&#8220;.</em></p></blockquote>
<p><em> Tra i presenti: Enrico Manca, Federico Di Chio, Paolo Annunziato, Paolo Tacconi, Alberto Abruzzese, Sebastiano Bagnara, Sara Bentivegna, Gianpiero Gamaleri, Gianpiero Jacobelli, Paolo Mancini, Edoardo Novelli, Vincenzo Susca, Enrico Menduni. Di seguito, gli appunti presi da e rubati a <a href="http://blogbuster.ilcannocchiale.it/">Flaminia Spadone</a> &#8211; come bozza di lavoro/contributo all&#8217;intenso dibattito su Internet e Obama – nonché dimostrazione della ricchezza delle interpretazioni e dell&#8217;eterogeneità dell&#8217;<a href="http://www.spindoc.it/2008/12/03/lobamite-della-politica-italiana/">obamite</a> italiana. Buona lettura as</em></p>
<h3><strong>Enrico Manca</strong> (Pres. ISIMM)</h3>
<blockquote><p>Obama è il perfetto Avatar, è la fantasia che diventa realtà.</p></blockquote>
<p>Il coinvolgimento messo in atto da Barack Obama è stato totale ed è riuscito ad abbracciare i due estremi della società americana: dalla classe creativa a quella degli emarginati. Inoltre ha saputo integrare l’utilizzo dei vecchi e dei nuovi media.</p>
<blockquote><p>I nuovi media sono sempre stati cruciali per l’elezione del presidente USA. </p></blockquote>
<p>Jefferson = Quotidiani; Roosvelt = Radio; Kennedy = Tv; Obama = Internet. Già nel 2000 <strong>Howard Dean</strong> aveva puntato su internet ma il suo caso fallimentare è l’esemplificazione del fatto che l’uso, seppure sapiente, di internet da solo non basta per arrivare alla Casa Bianca. Obama è web-compatibile perché web-generato. I social network hanno dato forma alle sue idee, hanno realizzato una rete organizzata di sostenitori e una rete forte per la raccolta fondi. Obama fa sperare in un ritorno della politica alta, della politica del consenso – attraverso una cultura di massa non massificata, attivando quelle che Rheingold definisce <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Smart_mob">Smart Mobs</a>.</p>
<ul>
<li>L&#8217;<a href="http://www.key4biz.it/News/2008/12/05/Contenuti/Barack_Obama_new_media_comunicazione_politica_cultura_digitale_Max_Weber_isimm_enrico_manca.html">intero intervento</a> su KeyforBiz</li>
</ul>
<h3><strong>Di Chio</strong> (Direttore operativo della tv digitale di Mediaset)</h3>
<blockquote><p>Nell’era della new economy la parola chiave è innovare, e la gioventù è un valore.</p></blockquote>
<p>Obama è un outsider non è un leader storico, non fa parte dell’”aristocrazia” del partito, né è stato scelto per “selezione dinastica”. Ha fondato il suo successo politico non sull’anzianità della militanza. Obama non rappresenta il partito democratico, Obama è la sua storia personale.</p>
<p>Se Internet nella sua prima fase aveva una funzione <em>destruens</em>, rispetto ai linguaggi e ai formati della vecchia comunicazione, l’internet del web 2.0 è passato alla fase <em>construens</em> (con l&#8217;affermazione delle <em>social communities</em>). </p>
<blockquote><p>Nuova modalità di comunicare la politica, nuova proposta politica, un nuovo coinvolgimento. </p></blockquote>
<p>Il messaggio della vittoria di Obama è di portata epocale e deve far riflettere la classe politica e chi si occupa di comunicazione. Stanno cambiando le logiche in politica e nel mercato. Il Web 2.0 e lo user generated content è un fenomeno che potrebbe sovvertire i vecchi assetti.</p>
<h3><strong>Paolo Annunziato</strong> (Public Affairs Telecom Italia)</h3>
<p>Due riflessioni principali:</p>
<ul>
1. l&#8217;uso che Obama ha fatto e farà delle nuove tecnologie;<br />
2. la concezione che Obama ha della rete (e le implicazioni di policy).</ul>
<blockquote><p>Per dirla con <strong>McLuhan</strong>, se internet è stato il mezzo, &#8220;cambiamento&#8221; è stato il messaggio.</p></blockquote>
<p> Obama ha saputo trasformare i suoi sostenitori da volontari passivi a <em>empowered organizer</em>, spingendo sul <em>right-brain</em>, la parte emotiva dell&#8217;elettore. Ha potuto fare questo grazie ad una <em>field operation</em>,  il suo sito infatti è in realtà un sito di <em>social networking</em>. Obama ha capitalizzato questa “fortuna” di risorse umane e ora può contare su una rete di milioni di contatti per testare le sue proposte.</p>
<p>L&#8217;uso innovativo delle nuove tecnologie è stato a 360°, prevedendo anche lo sviluppo di apposite applicazioni dell&#8217;iPhone e dell&#8217;X-box e di tecniche di localizzazione mobile.</p>
<h3><strong>Paolo Tacconi</strong> (Manager team Services Group di Msn Italia)</h3>
<p>La rete e la politica hanno due cose in comune: </p>
<ul>
<li>l’impossibilità di separare il cuore e la ragione </li>
<li>la dimensione di flusso</li>
</ul>
<p>Internet è un insieme di dati è quindi un enorme strumento per la politica: è fondamentale per la targettizzazione del pubblico. Internet interagisce con i cambiamenti all’interno dell’opinione pubblica.</p>
<h3><strong>Alberto Abruzzese</strong> (Prof. di Sociologia dei processi culturali e comunicativi allo Iulm)</h3>
<blockquote><p>La vittoria di Obama ci fa riflettere sul futuro dell’Occidente</p></blockquote>
<p> Obama è la grande chimera del nuovo mondo, è il mondo occidentale che si esprime in modi diversi. Se Bush era l’espressione della hardware; Obama, dobbiamo riconoscere, è l’espressione della software. Internet ha permesso a Obama di costruire la sua innovazione, di costruire il simulacro. </p>
<p>E&#8217; la terza fase dei presidenti americani. Se <strong>Kennedy</strong> rappresenta il simulacro del presidente che porta la felicità nel mondo, <strong>Reagan</strong> incarnava il modello del politico/attore, il simulacro del presidente che recita la grande scena della sovranità americana. <strong>Obama</strong> ora porta con se una nuova narrazione: il dolore incarnato dal presidente, il nero che ha sofferto.</p>
<blockquote><p>Il prossimo potrebbe essere una donna, che è l’altro esempio di corpo sofferente.</p></blockquote>
<p>Si è passati, quindi, dalle grandi astrazioni (massa), alla sofferenza di un singolo uomo (la carne). Il sorriso di Obama ricorda il sorriso del Joker, un uomo che siccome ha sofferto in passato, ora gioca il ruolo del potere.</p>
<h3><strong>Sebastiano Bagnara</strong> (Direttore del Laboratorio di comunicazione multimediale dell’Università di Siena)</h3>
<p>Per il finanziamento delle campagne ha usato lo stesso metodo, teorizzato da <strong>Chris Anderson</strong> nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coda_lunga">teoria della Coda Lunga</a>, raccogliere anche il più piccolo obolo se il costo della raccolta è minore del guadagno che ne ricavi.</p>
<blockquote><p>Il rapporto tra Obama e la rete non è tecnico, ma antropologico.</p></blockquote>
<p>Obama parla ai così detti nativi digitali, che hanno, tra l’altro, una diversa concezione dell’amicizia – la cosiddetta <em>enlarged friendship</em> – puoi sentirti parte di un processo anche se sei distante nello spazio e nel tempo, perché ti senti comunque vicino emozionalmente.</p>
<p>I nativi digitali ai quali lui parla sono il simbolo della <em>peer2peer education</em>: le conoscenze non vengono trasmesse come a scuola, ma vengono condivise con gli altri, il che porta ad una diversa costruzione dell’identità.</p>
<p>Nella frase “Yes we can” la dimensione del “noi” è fondamentale per la tenuta di quello slogan. Essere legato agli altri vuol dire che tutto quello che produci lo condividi, è il concetto del <em>creative commons</em> (forse anche per questo lo stesso slogan italianizzato nel “si può fare” non ha funzionato, usa la forma impersonale che non porta vicinanza emotiva).</p>
<h3><strong>Sara Bentivegna</strong> (Prof di Comunicazione politica a La Sapienza)</h3>
<blockquote><p>Obama ha saputo fare un uso sapiente di sms e mail.</p></blockquote>
<p>E&#8217; stato tempestivo e personalizzato, come ad esempio quando ha comunicato il ticket con <strong>Joe Biden</strong>. L’apice è stato raggiunto il 5 novembre all’1.00 quando ha mandato a tutti i suoi sostenitori il messaggio via <a href="http://blogdome.wordpress.com/2008/11/05/yes-we-can-2/">mail</a> prima di andare a Grant Park per tenere il comizio conclusivo. Ciò denota una grandissima attenzione da parte della sua squadra nell’utilizzo di Internet fin nei minimi dettagli.</p>
<blockquote><p>C’è un’identificazione totale di Obama in Internet, a tal punto che si è parlato di una Facebook Administration.</p></blockquote>
<p> Obama ha utilizzato la rete per creare un individualismo reticolare organizzato: aveva a disposizione un database degli elettori incredibile che ha sputo utilizzare in maniera molto intelligente. Ha prima predisposto una mappatura dei militanti per il porta a porta, dopodiché ha stilato un manuale online per il porta a porta sui modelli di conversazione possibili, fino ad arrivare all’<em><a href="http://www.nationaljournal.com/njonline/no_20081107_4999.php">Houdini project</a></em>: i militanti fuori dai seggi mandavano via sms i nomi degli elettori in fila per espungerli dalla lista e mandavano a chiamare quelli che non si erano ancora presentati (<em>Get-out-the-vote operation</em>).</p>
<p><H3><strong>Gianpiero Gamaleri</strong> (Prof.di Sociologia dei processi culturali e comunicativi a Roma3)</h3>
<blockquote><p>Obama ha utilizzato molto la forza del passaparola e dei rapporti interpersonali.</p></blockquote>
<p>Obama dava per scontata la conoscenza del suo messaggio nelle mail che manda ai suoi sostenitori, costruisce così un rapporto confidenziale con i suoi. Da questo momento avremo non solo dei leader che usano Internet, ma che vengono selezionati da Internet, ciò darà vita a un nuovo tipo di leadership</p>
<h3><strong>Gianpiero Jacobelli</strong> (Direttore della versione italiana di Technology Review)</h3>
<blockquote><p>La vera novità non è l’uso di internet, ma l’uso innovativo di internet, un uso a cavallo tra le diverse realtà reale/virtuale.</p></blockquote>
<p> I social network sono stati utilizzati non solo come struttura comunicativa, ma come struttura di mobilitazione. Talbot ha fatto un’inchiesta sul settore “reti” della comunicazione di Obama e sono venute fuori 3 cose:</p>
<ul>
<li>Non si parla di rete ma di reti (informatiche, telefoniche, postali…) il che da l’idea della complessità della sua azione (la campagna di Dean fu fallimentare perché puntò tutto sul <em>fundraising</em> senza farcirlo di passione ed emotività)</li>
<li>Nessuna delle iniziative in rete si è lì esaurita, ma aveva sempre un prosieguo nella vita reale. Il doppio corpo della rete veniva fuori nella capacità di responsabilizzarsi nella vita reale rispetto a ciò a cui si aveva aderito online.</li>
<li>Siamo in attesa di una verifica potenziale dei fatti, che è poi il punto critico. La rete è in grado di divulgare delle speranze, ma non è in grado di dare una risposta. Per ora non c’è stata novità nel  comportamento politico.<br />
Adesso aspettiamo Obama al varco, per capire se sarà in gardo di dare consistenza al fascino delle sue promesse</li>
</ul>
<h3><strong>Paolo Mancini</strong> (Prof.di Sociologia della comunicazione all’università di Perugia)</h3>
<blockquote><p>Gli italiani come sempre sono stati sedotti dalla novità. </p></blockquote>
<p>Obama non ha vinto grazie alla Rete, ma ha vinto perché è stato aiutato dalla crisi economica e poi, anche, dalla Rete.</p>
<p>Obama ha vinto per 3 motivi:</p>
<ul>
<li>In situazione di crisi non vince mai l’incumbent</li>
<li>Dopo 2 cicli elettorali c’è sempre l’alternanza</li>
<li>Bush era ormai un presidente screditato</li>
</ul>
<p>Per vincere le elezioni sono necessarie organizzazione e consenso: la Rete te li può dare entrambe, ma  ormai è appurato che non serva per far cambiare opinione.</p>
<p>La rete poi raddoppia la sua forza quando interagisce con i vecchi media, quando diventa fonte d’informazione per le tv e i giornali, e nell’organizzazione del porta a porta. La Rete, di fatto, viene tematizzata dai vecchi media.</p>
<h3><strong>Edoardo Novelli</strong> (Prof. di Sociologia dei processi culturali e comunicativi a Roma3)</h3>
<blockquote><p>Le funzioni che ha assunto la rete in questa campagna elettorale sono esattamente le stesse utilizzate dalla vecchia politica.</p></blockquote>
<p> I social network hanno preso il posto della vecchia militanza e hanno organizzato il porta a porta esattamente come si faceva ai tempi del Pci. E anche l’<em>Houdini project</em> ricordato prima dalla Bentivegna non è nient’altro che la versione moderna delle vecchie staffette organizzate dal Pci.</p>
<p>Obama ha saputo, come nelle vecchie organizzazioni politiche, creare un’appartenenza e una struttura organizzativa gerarchica. Tutto ciò negli anni passati (dai ’60 a oggi) è stato assorbito dalla Tv, ora si è finalmente a tornati alla vecchia politica, solo con l’utilizzo di nuovi mezzi.</p>
<p>Internet agisce sui comportamenti: ti fa uscire a fare il porta a porta, ti fa donare fisicamente del denaro.</p>
<h3><strong>Vincenzo Susca</strong> (Dottore di ricerca in Scienze sociali alla Sorbona e in Sociologia della comunicazione a La Sapienza)</h3>
<p>William Gibson nel 1982 inventò il termine cyberspazio e la sua definizione: “un’allucinazione vissuta consensualmente”: Obama ha incarnato il principio del cyberspazio.</p>
<blockquote><p>Per dirla con De Kerkove non si parla più di tecnologia ma di <em>tecnomagia</em>. </p></blockquote>
<p> Obama emette un <a href="http://www.comunicamente.org/Comunicazione-e-politica_1788941.html">impulso tecnomagico</a> che porta ad una partecipazione mistica; I sensi e l’aspetto cognitivo sono attivati. E’ lo scarto comunicativo che tira fuori il massimo della partecipazione cognitiva ed emotivo-emozionale.</p>
<p>Con le nuove tecnologie possiamo assistere ad un ritorno del totem. Nel sistema totemistico (mix tra religione, credenze e magia) c’è un forte carico estatico, nel quale però si sceglie in maniera consapevole di essere coinvolti</p>
<blockquote><p>La comunicazione in rete è molto diversa dalla propaganda. </p></blockquote>
<p>Le Reti, infatti, non si accontentano di elaborare un programma o un messaggio. Ogni epoca storica è contraddistinta da un cuore comunicativo, il cuore dell’industria culturale oggi è nella Rete. La Rete può costruire un modello di politica che ancora non abbiamo conosciuto.</p>
<p>Abbiamo assistito nel XX secolo ad uno straripamento della politica in mondi che non sono i suoi: Roosvelt – Kennedy &#8211; Reagan – <strong>Schwarzenegger</strong> &#8211; Obama. Tutti nomi fuori dal palazzo, non parlano i linguaggi della politica. Il contenuto di fondo è sempre qualcosa di non politico. </p>
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		<title>Obama 1 mese dopo: la vittoria di Internet?</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 20:37:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<description><![CDATA[Convegno per parlare di Obama e Internet, alla Camera dei Deputati]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Obama 1 mese dopo: la vittoria di Internet?&#8221; è l&#8217;incontro che si terrà giovedì 4 dicembre alla Camera dei Deputati, a Roma (Sala delle Colonne, Via Poli 19), organizzato da <a href="http://www.codiceinternet.it/" target="_blank">Codice Internet</a>, da un&#8217;idea e in collaborazione con Antonio Palmieri.</p>
<p>Dal comunicato su <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=48913914250" target="_blank">facebook</a>: Come ha fatto Barack Obama a diventare il primo presidente Internet della storia? Quanto ha contato per la vittoria di Obama l&#8217;uso dei social network, ad esempio Facebook? Internet può creare un Obama italiano? Quanti parlamentari italiani già usano Facebook e sono attenti alle nuove dinamiche del web?</p>
<p>Saranno presenti: <a href="http://montemagno.typepad.com/" target="_blank">Marco Montemagno</a> (co-fondatore di Codice Internet), <a href="http://www.antoniopalmieri.it/" target="_blank">Antonio Palmieri</a> (Responsabile Nazionale Comunicazione Elettorale e Internet Forza Italia/PDL), <a href="http://www2.paologentiloni.it/">Paolo Gentiloni</a> (Responsabile Nazionale Area Comunicazione PD), Enrico Menduni (Formazione e Progetti Speciali ISIMM, Università degli Studi Roma Tre), David Orban (esploratore digitale, membro fondatore dell<a href="http://www.opengovdata.org" target="_blank">&#8216;Open Government Working Group</a>), <a href="http://www.spindoc.it" target="_blank"><strong>Antonio Sofi</strong></a> (Giornalismo e nuovi Media, Università di Firenze), <a href="http://www.ilgiulivo.com" target="_blank">Edoardo Colombo</a> (blogger) </p>
<p><em>Per esigenze di sicurezza va comunicata la presenza scrivendo a <strong> <a href="mailto:palmieri_a@camera.it">palmieri_a@camera.it</a></strong><br />
I posti in sala sono limitati e verranno assegnati nell’ordine delle richieste fino ad esaurimento.<br />
</em></p>
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		<title>Media digitali e mobilitazione politica. Un seminario in Danimarca</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/09/24/media-digitali-e-mobilitazione-politica-un-seminario-in-danimarca/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 05:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Convegni e conferenze]]></category>
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		<category><![CDATA[scienze politiche]]></category>
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		<category><![CDATA[media]]></category>
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		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Media digitali e mobilitazione politica. Un seminario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="img alignright" style="width:250px;">
	<img src="http://peoplesgeography.files.wordpress.com/2007/06/ben-digital-divide.jpg" alt="" width="250" height="450" />
	<div>Libertà e regimi repressivi: il ruolo delle nuove tecnologie digitali. 11 e 12 Novembre, Roskilde University</div>
</div>
<p>L&#8217;11 e il 12 Novembre si terrà presso la <a href="http://www.ruc.dk/ruc_en/">Roskilde University</a> il seminario: <strong>Digital media, civic engagement and political mobilization in repressive regimes</strong></p>
<p><strong>Organizzatori</strong>: The Institute for Society and Globalization (RUC) in cooperazione con Research School for International Development Studies (RUC) e il Danish Institute for Human Rights (IMR/DIIS). </p>
<p>Si possono ancora inviare dei saggi e dei contributi per potervi partecipare.</p>
<p><strong>Lo scopo del seminario</strong> è di condivider, promuovere, e facilitare la ricerca accademica sull&#8217;ambito dei media digitali e dei loro rapporti con la sfera pubblica in regimi repressivi. Ci sono <strong>due temi fondamentali</strong> su cui si sviluppano gli studi in questo settore:<br />
- il modo in cui si usano i media digitali per promuovere un attivismo politico e sociale all&#8217;interno di regimi repressivi e<br />
- il modo in cui i regimi repressivi usano i media digitali per influenzare controllare o censurare la sfera pubblica.</p>
<p>In particolare il seminario si concentrerà su <strong>tre aree</strong>:</p>
<p> (a) <strong>Aspetti metodologici</strong> — dati e studi che aiutino a chiarire il ruolo dell&#8217;attivismo su internet in relazione alle scienze sociali, in particolare rispetto alla relazione con le teorie della sfera pubblica e dei movimenti sociali;<br />
(b) <strong>Il pensiero europeo classico</strong> sulla spera pubblica, che sarà rianalizzato alla luce di nuovi dati concetti e approcci alla comprensione della sfera pubblica in relazione ai media digitali in regimi repressivi;<br />
(c) Come <strong>parte più rivolta alla pratica</strong> del seminario ci sarà una particolare attenzione alla mobilitazione per il cambiamento politico attraverso le <strong>tecnologia digitali</strong> di Rete.</p>
<p>Per proporre un saggio, registrarsi al seminario e ulteriori informazioni contattare:</p>
<p>Caroline Nellemann, caroline.nellemann[chiocciola]gmail.com<br />
Ole Bruun, obruun[chiocciola]ruc.dk</p>
<p>Per visualizzare <a href="http://www.ruc.dk/isg/nyheder/30082200/description_and_program/">programma del seminario</a><br />
Per ulteriori <a href="http://www.ruc.dk/isg/nyheder/30082200/">informazioni</a>.</p>
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		</item>
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		<title>Assemblea costituente Pdl. Solita liturgia, meno simboli</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/09/18/assemblea-costituente-pdl-solita-liturgia-meno-simboli/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 23:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[PDL]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
		<category><![CDATA[governo e opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[costituente]]></category>
		<category><![CDATA[liturgia]]></category>

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		<description><![CDATA[Assemblea costituente del Pdl: solita liturgia, meno simboli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ieri i vertici del Popolo delle Libertà sono stati impegnati nella riunione del Comitato costituente nel tempio di Adriano, in piazza di Pietra a Roma. </p></blockquote>
<p> L&#8217;obiettivo è arrivare alla nascita del soggetto unitario del centrodestra, il nuovo partito in cui confluiranno Forza Italia e AN dopo i congressi che ne decreteranno lo scioglimento. Ancora non c&#8217;è una data precisa, ma per l&#8217;occasione è stato istituito il cosiddetto &#8220;<em>Comitato dei 100</em>&#8221; che proporrà tempi e modalità per la costituzione del nuovo partito.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1016" style="width:478px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/09/berlusconi_costituente.jpg" alt="Silvio Berlusconi interviene alla Costituente del Pdl" width="478" height="304" />
	<div>Silvio Berlusconi interviene alla Costituente del Pdl</div>
</div>
<p>Nonostante non sia possibile fruire ancora dei video integrali della Costituente per una analisi approfondita, stile, luogo e abbigliamento dei protagonisti si pongono nella <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/07/la-liturgia-di-berlusconi-oltre-il-contratto-con-gli-italiani">scia delle analisi già viste in relazione ad altri momenti della campagna</a>.</p>
<p>Tono più pacato e abbigliamento elegante per Berlusconi, chiamato stavolta a profilare il futuro di un partito che avrà come prima scadenza quella delle elezioni Europee.</p>
<blockquote><p>Non mancano ovviamente i simboli del partito, che appaiono però appena accennati, in rito di passaggio nella continuità volto a sottolineare e a ribadire l&#8217;appartenenza.</p></blockquote>
<p> Il luogo scelto evoca sacralità nella sua eleganza, con le colonne che si stagliano a cornice delle parole del premier, <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/07/la-liturgia-di-berlusconi-oltre-il-contratto-con-gli-italiani">come già il Pantheon</a> alcuni mesi va durante la campagna per le elezioni politiche. La scelta di una tale <em>location</em> denota in qualche modo continuità con le scelte di comunicazione fatte finora.</p>
<p>E&#8217; dunque un tipo di evento che serve a ribadire l&#8217;affiliazione e l&#8217;adesione più che l&#8217;immissione di nuovi contenuti politici all&#8217;interno della sfera pubblica. </p>
<ul>
Altre risorse: <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2492623644">Adnkronos</a>, <a href="http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/10856/2008-09-17.html">Italiachiamaitalia</a>, <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo427402.shtml">Tgcom</a> </ul>
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		</item>
		<item>
		<title>European Citizenship and Politics of Culture. Summer school a Venezia</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/09/17/european-citizenship-and-politics-of-culture-summer-school-a-venezia/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 20:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[scienze politiche]]></category>
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		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[summer school]]></category>

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		<description><![CDATA[La SEC organizza una Summer School sulla cultura politica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p> Summer school della SEC a Venezia: &#8220;European Citizenship and Politics of Culture&#8221;</p></blockquote>
<p>Inizia, con questa segnalazione, una rubrica periodica sugli eventi di maggiore interesse intorno ai temi cari a Spindoc; alle sue sfere di interesse: politica, comunicazione, nuovi media.</p>
<div class="img " style="width:461px;">
	<a href="http://www.societaeuropeacultura.it/eventi.asp?IDEvento=107"><img src="http://www.societaeuropeacultura.it/img/header_cntr.gif" alt="" width="461" height="130" /></a>
	<div>La Società Europea di cultura organizza una Summer School a Venezia</div>
</div>
<p>Questa volta, tuttavia, ci fa piacere segnalare la <strong>Summer School</strong> della SEC (<a href="http://www.societaeuropeacultura.it/index.asp?lang=en">Società eEuropea di Cultura</a>) dal titolo: &#8220;<strong>European Citizenship and Politics of Culture</strong>&#8220;. Si terrà a Venezia dal  	29/09/2008 al 04/10/2008.</p>
<p>Per <strong>ulteriori informazioni</strong> si può visitare direttamente la pagina della Sec dedicata alla <a href="http://www.societaeuropeacultura.it/eventi.asp?IDEvento=107">Summer School</a><br />
oppure scrivere a <strong>info [chiocciola] societaeuropeacultura.it</strong></p>
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		</item>
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		<title>Italia.gov addio o arrivederci?</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/07/21/italiagov-addio-o-arrivederci/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 20:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[chiusura]]></category>
		<category><![CDATA[italia.gov]]></category>
		<category><![CDATA[sospensione]]></category>
		<category><![CDATA[tagli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sito Italia.gov è, da qualche giorno, sospeso. Perchè?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Per ragioni tecniche ed amministrative i servizi messi a disposizione dal Portale del Cittadino sono sospesi.<br />
Ci scusiamo con gli utenti.</p></blockquote>
<p>Da diversi giorni ormai, collegandosi al sito <strong><a href="http://www.italia.gov.it/">italia.gov</a></strong> non si riesce più a accedere al portale. </p>
<div class="img " style="width:493px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/07/italiagov-sospesa.JPG" alt="Italia.gov sospesa" width="493" height="170" />
	<div>Italia.gov sospesa. L'avviso in Home page</div>
</div>
<p>Un messaggio asciutto porge le scuse e accenna a non meglio precisati problemi tecnico\amministrativi.</p>
<div class="img " style="width:415px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/07/italiagov-alexa.PNG" alt="Italia.gov sospesa" width="415" height="378" />
	<div>I dati Alexa di Italia.gov</div>
</div>
<p>Nessun accenno ad un pronto ritorno online o ad eventuali ristrutturazioni del sito ci fanno sospettare che il portale sia passato attraverso la falce delle riforme (leggi tagli) estive.</p>
<p>Eppure non sembra che le visite andassero troppo male a giudicare dai dati di Alexa. Purtroppo sul sito non sono più reperibili contatti o rinvii per chiarire la dinamica né ci è stato possibile reperire altre informazioni in rete. </p>
<p>Qualcuno sa dove poter richiedere osservazioni, lumi o delucidazioni siamo a disposizione per chiarire il mistero?</p>
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		</item>
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		<title>10domande su TechPresident e convegno Pdf a New York</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 13:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[personal democracy forum]]></category>
		<category><![CDATA[TechPresident]]></category>

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		<description><![CDATA[10domande (quello italiano) su TechPresident e convegno Pdf a New York il 23 e 24 giugno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due veloci segnalazioni che girano intorno al mai troppo lodato <strong><a href="http://www.techpresident.com">TechPresident</a></strong>, emanazione giornalistica pluripremiata &#8211; pop ed elettorale &#8211; di <strong><a href="http://www.personaldemocracy.com/">Personal Democracy Forum</a></strong>, associazione il cui <a href="http://www.personaldemocracy.com/about#manifesto">manifesto</a> parla di una politica che sta cambiando grazie e attraverso le tecnologie, e che riunisce sotto sotto di sé professionisti della politica, della comunicazione politica, dell&#8217;associazionismo e della pubblica amministrazione interessati a capire come i nuovi network basati sulla Rete stiano animando, vivacizzando e influenzando la sfera pubblica. </p>
<p>La <strong>prima segnalazione</strong> riguarda un approfondimento della &#8220;nostra&#8221; <strong><a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a></strong> su <strong><a href="http://www.10domande.ilsole24ore.com/">10Domande</a></strong>, iniziativa portata avanti da <a href="http://www.elastic.it/">Elastic</a> in collaborazione con il Sole 24 Ore in esplicita mimesi con analogo esperimento USA, di cui la stessa Antonella <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/04/10-domande-per-te-posson-bastare/">aveva scritto</a> su Spindoc nei giorni del suo annuncio.</p>
<p>Ecco una parte delle sue conclusioni su <a href="http://www.techpresident.com/blog/entry/26521/lessons_learned_from_the_italian_10questions">TechPresident</a>: «<em>The 10domande project confirmed for us what we thought about the candidates’ use of the Internet: they still don’t know how to use it and how to benefit from it — by talking to the people who will decide whether to vote for them or not. They still communicate entirely using the mainstream media. Plus, they had no staff to help with this kind of thing; to record their responses on video, we actually had to bring a video camera to their offices or events they were attending and record them ourselves</em>».</p>
<p><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/pdf.gif" alt="Personal Democracy Forum" /></p>
<p>La <strong>seconda segnalazione</strong> riguarda l&#8217;annuale appuntamento con PDF, <a href="http://pdf2008.confabb.com/conferences/60420-personal-democracy-forum-2008">Personal Democracy Forum</a>, l&#8217;incontro organizzato dall&#8217;omonima associazione. Si terrà a New York i giorni 23 e 24 giugno. Come ho scritto su <a href="http://www.webgol.it/2008/06/18/web-cocktail-e-personal-democracy-forum/">Webgol</a>, l&#8217;articolato programma della due giorni newyorkesi vede, <a href="http://www.personaldemocracy.com/blog/entry/26267/pdf2008_schedule_for_june_23_day_one">nella prima giornata</a>, l&#8217;attenzione ai processi e alle logiche di campagna online (già ampiamente utilizzate durante le combattutissime primarie democratiche, specialmente dal vincitore Obama), anche in vista delle elezioni di novembre; nella <a href="http://www.techpresident.com/blog/entry/26268/pdf2008_schedule_for_june_24_day_two">seconda giornata</a>, invece, sui cambiamenti nelle pubbliche amministrazioni, nei governi locali, e nelle azioni &#8220;dal basso&#8221; (governance and civic engagement).</p>
<p>Spindoc sarà lì e qualcosa proveremo a raccontare anche durante i due giorni di convegno.</p>
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