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	<title>Spindoc &#187; coverage</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>Internet better politics. Da Vendola all&#8217;open gov.</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 19:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<description><![CDATA[Il giorno dopo Toscana Lab, materiali, idee, un (semi)decalogo e alcune presentazioni della parte politica della due giorni fiorentina alla ricerca dei modi con cui Internet migliora la vita (e in questo caso la politica).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Conclusi a Firenze, presso la Gipsoteca dell’Istituto d’arte di Porta Romana, i lavori di <a href="http://www.toscanalab.it/programma-29-giugno/">ToscanaLab</a>.</p></blockquote>
<p>Il tema (generale) è stato “Internet Better Life”, <a href="http://www.toscanalab.it/about/">ovvero</a>: &#8220;Come internet e il web 2.0 contribuiscono a migliorare la vita degli individui, veicolando in modo diverso e più ricco la conoscenza, modificando le relazioni tra le persone e trasformando di fatto l’azione sociale, con un approccio allargato e partecipativo&#8221;.</p>
<p>Di seguito alcuni dei punti emersi durante il workshop del 29 giugno intitolato &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/2010/06/25/internet-better-life-la-politica-pa-e-nuovi-media/">Internet better society</a>&#8221; e dedicato alla politica, al giornalismo e alla pubblica amministrazione.  Con interventi di <a href="http://www.sergiomaistrello.it">Sergio Maistrello</a>, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/">Ernesto Belisario</a>, <a href="http://www.liviacolare.com/">Livia Iacolare</a>, <a href="http://www.proformaweb.it">Dino Amenduni</a> e <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a> (e moderato da<a href="http://www.webgol.it"> Antonio Sofi</a>)</p>
<h3>Alcuni punti emersi</h3>
<p>I punti di cui sotto andranno a contribuire &#8211; insieme ai &#8220;risultati&#8221; dei lavori degli altri workshop paralleli &#8211; a una sorta di &#8220;decalogo&#8221; dell&#8217;evento Internet better life, che sarà pubblicato sul <a href="http://www.toscanalab.it">sito di Toscana Lab</a>.</p>
<div id="attachment_2540" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/territorio.jpg" alt="Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro" width="719" height="463" class="size-full wp-image-2540" /><p class="wp-caption-text">Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Trasparenza e fiducia</strong></p>
<blockquote><p>Negoziazione fiduciaria e traslucida: niente più &#8220;severamente vietato&#8221; o posta &#8220;raccomandata&#8221;. </p></blockquote>
<p>La società digitale è trasparente e translucida: ci si vede (ci si deve vedere) attraverso. La spinta verso la massima trasparenza vale per la politica e per la pubblica amministrazione, per il giornalismo e l’informazione, per il pubblico e i cittadini. Una nuova negoziazione che produce una nuova opinione pubblica: più informata e attiva, in cui nessuno può nascondere niente o avere rendite di posizione. Una nuova negoziazione fiduciaria. Il termine è inoltre legato a doppio filo all’attività della Pubblica Amministrazione: la trasparenza degli atti amministrativi può essere realizzata solo e unicamente tramite le nuove tecnologie. Per rendere noti decisioni e risultati; per migliorare il rapporto dei cittadini con la burocrazia e la competitività delle scelte delle aziende.</p>
<p><strong>Ascolto e condivisione</strong></p>
<blockquote><p>Non è più l&#8217;audience che deve avere grandi orecchie, ma la politica e il giornalismo che devono ascoltare, prima di dire. </p></blockquote>
<p>Più che per parlare, i nuovi media servono per ascoltare gli altri. Il pubblico ha subito una mutazione antropologica: non è più audience muta, ma è composta di persone che possono pubblicare e si aggregano intorno a un bisogno o un contenuto. Una propensione all’ascolto e all’apertura verso l’esterno è sempre più il presupposto per poi dire con sensatezza. All’ascolto si lega l’idea di condivisione – che chiama in causa tutti i soggetti interessati nessuno escluso. Non è un flusso che viene dall’alto, ma un meccanismo circolare attivato da tutti i nodi che stanno in rete: ogni pezzo di contenuto e informazione condiviso migliora la vita di chi viene in contatto con esso.</p>
<div id="attachment_2542" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/grassroots.jpg" alt="Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro" width="719" height="500" class="size-full wp-image-2542" /><p class="wp-caption-text">Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Riscoperta del territorio e senso di comunità </strong></p>
<blockquote><p>Il territorio e le comunità che lo animano sono le ultime nicchie possibili &#8211; e quelle più vitali.</p></blockquote>
<p> I nuovi media non sono solo fattore di globalizzazione. Ma sempre più una riscoperta del territorio e del locale, grazie a comunità di persone che trovano online gli strumenti per conoscersi, far conoscere i propri bisogni, attivarsi e organizzarsi. Le comunità che si creano online (anche se non hanno una base geolocalizzata) hanno un forte senso di appartenenza e adesione – che può diventare anche il vero valore aggiunto per l’innovazione e il cambiamento.</p>
<p><strong>Impegno “grassroots” e approfondimento narrativo</strong></p>
<blockquote><p>Oltre la tv e i formati facili e semplificati, c&#8217;è spazio per l&#8217;approfondimento.</p></blockquote>
<p> I nuovi spazi digitali consentono e aprono alla progettazione, produzione e distribuzione di contenuti dal basso (“grassroots”) che aggirano le logiche mediali tradizionali e si caratterizzano per un maggiore impegno. Una propensione (spesso multimediale) legata alla ricerca dell’approfondimento, della narrazione, della profondità dello sguardo sui fatti e sugli eventi.</p>
<p><strong>Sincronizzazione e “bridging” tra diverse velocità</strong></p>
<blockquote><p>Piattaforma di comunicazione e di condivisione: per camminare insieme.</p></blockquote>
<p> In contesti in cui esistono varie e diverse sensibilità, tradizioni, velocità e esperienze (pe l’Unione Europea), il web può servire per “sincronizzare” i vari punti di vista e fare da ponte (“bridge”). Sia per la costruzione di una identità comune, sia – più pragmaticamente – per concordare delle politiche efficaci e condivise.</p>
<h3>Le presentazioni e gli interventi</h3>
<p>Di seguito gli interventi pubblicati online, su slideshare o altrove</p>
<p>ANTONIO SOFI (in plenaria il 28 giugno), &#8220;Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale&#8221;.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4652306"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/webgol/politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" title="Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.">Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.</a></strong><object id="__sse4652306" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4652306" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/webgol">Webgol Network</a>.</div>
</div>
<p>SERGIO MAISTRELLO, &#8220;Le opportunità della dimensione iperlocale&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4649488"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello/toscanalab-2010" title="Le opportunità della dimensione iperlocale - ToscanaLab 2010">Le opportunità della dimensione iperlocale &#8211; ToscanaLab 2010</a></strong><object id="__sse4649488" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4649488" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello">Sergio Maistrello</a>.</div>
</div>
<p>DINO AMENDUNI, &#8220;Puglia. Due casi non casuali di comunicazione politica&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4648997"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/doonie/nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" title="Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica">Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica</a></strong><object id="__sse4648997" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4648997" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/doonie">Dino Amenduni</a>.</div>
</div>
<p>ERNESTO BELISARIO, &#8220;Open Government. Miti, realtà, speranze&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4808174"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario/open-government-miti-realt-e-speranze" title="Open government  (miti, realtà e speranze)">Open government  (miti, realtà e speranze)</a></strong><object id="__sse4808174" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4808174" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario">Ernesto  Belisario</a>.</div>
</div>
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		<title>West Wing Week, l&#8217;Obama disintermediato</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/05/17/west-wing-week-lobama-disintermediato/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 15:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Benucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<description><![CDATA[Un appuntamento settimanale con il dietro le quinte della Casa Bianca: è l'ultima iniziativa di comunicazione "disintermediata" dell'amministrazione Obama, che un po' fa arrabbiare i media tradizionali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Barack Obama e i nuovi media. Sottotitolo: una storia infinita (e informale).</p></blockquote>
<p> Dentro il <a href="http://www.youtube.com/user/whitehouse">canale youtube</a> della Casa Bianca (con rimbalzi sugli altri media e social media) c&#8217;è una rubrica video che, inaugurata i primi di aprile, sta facendo molto parlare di sé. Il titolo, <em><a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=E1EB2717BDB0BFC3">West Wing Week</a></em>, si rifà al nome dell’ala della Casa Bianca in cui è ospitato lo studio Ovale  presidenziale (e anche un po&#8217; alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/West_Wing_-_Tutti_gli_uomini_del_Presidente">famigerata serie creata da Aaron Sorkin</a>, di cui Spindoc ha scritto molti mesi fa <a href="http://www.spindoc.it/2008/09/23/obama-aaron-sorkin-e-il-presidente-di-west-wing/">in occasione di un incontro particolare</a>). I sei video (finora) aggiornano in una manciata di minuti sulle attività della  Casa Bianca con uno stile “alla mano” e informale: una comunicazione non ingessata, rapida ma puntuale su  cosa succede al 1600 di Pennsylvania Avenue.</p>
<h3>La playlist della serie West Wing Week sul canale YouTube della Casa Bianca</h3>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/p/E1EB2717BDB0BFC3&#038;hl=it_IT&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/p/E1EB2717BDB0BFC3&#038;hl=it_IT&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<blockquote><p>&#8220;E&#8217; come se il nostro album di Flickr potesse parlare&#8221; afferma il video grafico della Casa Bianca Arun Chaudhary.</p></blockquote>
<p> &#8220;Con tutto quello che il Presidente ha da fare durante le settimana &#8211; si legge sul <a href="http://www.whitehouse.gov/blog/2010/04/02/west-wing-week">sito della Casa Bianca</a> &#8211; è facile omettere notizie importanti e eventi interessanti. <a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=E1EB2717BDB0BFC3">West Wing Week</a> è il sunto degli ultimi sette giorni al 1600 di Pennsylvania Avenue, o ovunque il Presidente viaggi. Riporta gli highlights degli eventi dell&#8217;ultima settimana uniti a estratti dietro le quinte della vita alla Casa Bianca&#8221;.</p>
<p>In realtà i video, montanti dal grafico video ufficiale Arun Chaudhary,  «rappresentano l’immagine che la Casa Bianca vuole dare di se stessa e  del suo principale inquilino, senza il filtro dei giornalisti», scrive il <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2010/05/14/AR2010051401316.html">Washington Post</a>, sottolinendo come non si rivelino notizie. Nel montaggio si alternano immagini che mostrano un  Obama presidenziale, come quando parla dell’emergenza marea nera o della  riforma finanziaria, a quelle che raccontano un presidente più privato  e autoironico.</p>
<blockquote><p>Il lancio del blog &#8220;presidenziale&#8221; non ha mancato di creare attriti e polemiche tra la Casa Bianca e la stampa statunitense.</p></blockquote>
<p> L&#8217;ufficio stampa della Casa Bianca &#8211; spiega nell&#8217;articolo il Washington Post &#8211; ha avuto un atteggiamento un po&#8217; critico nei confronti dei giornalisti nelle scorse settimane. E lo stesso Presidente non sembra dedicare lo stesso tempo dei suoi predecessori ai rapporti con i media tradizionali. Nel suo primo anno di mandato, infatti, <strong>ha realizzato meno incontri con la stampa (46) sia di George W. Bush (147), sia di Bill Clinton (252)</strong>.</p>
<div class="img " style="width:500px;">
	<img src="http://weblogs.baltimoresun.com/features/mutts/blog/bo_obama_white_house3.jpg" alt="Barack Obama con il cane negli appartamenti privati della Casa Bianca (Baltimora Sun)" width="500" height="333" />
	<div>Barack Obama con il cane negli appartamenti privati della Casa Bianca (Baltimora Sun)</div>
</div>
<blockquote><p>Comunicazione mediata o disintermediata? Inesperienza o strategia? </p></blockquote>
<p> E appunto non è la prima volta che c&#8217;è da discutere. Per esempio già all&#8217;inizio <a href="http://www.webgol.it/2009/05/20/lo-scatta-e-scappa-del-fotografo-disintermediato/">c&#8217;era stato da ridire quanto alle foto ufficiali del primo giorno</a> e alle varie &#8220;priorità&#8221; di scatto. Situazione che fece dire a molti di una inesperienza dello staff di Obama: all&#8217;avanguardia in quella &#8220;comunicazione disintermediata&#8221; che fa a meno dei professionisti che ne raccontano le gesta, ma a disagio con il giornalismo tradizionale. </p>
<blockquote><p>&#8220;Se vogliono usare blog, video e altri media è fantastico&#8221;, racconta il corrispondente Reuter Caren Bohan, &#8220;ma non vorremmo che questo sostituisse l&#8217;accesso alla Casa Bianca per i giornalisti&#8221;. </p></blockquote>
<p>Un atteggiamento, insomma, quello che privilegia i nuovi media, che non va certo giù ai giornalisti di oltre oceano. Frizioni che hanno toccato l&#8217;apice questa settimana, quando la Casa Bianca ha riportato online una video intervista a Elena Kagan, fresca di nomina alla Corte Suprema, <em>bypassando</em> completamente i cronisti che le avevano chiesto un&#8217;intervista.</p>
<p>Dinanzi a queste non troppo velate accuse, la levata di scudi dal 1660 di PennAv è stata pronta: &#8220;West Wing Week è solo un altro modo per restituire meglio alla gente il senso di ciò che succede alla Casa Bianca e perché&#8221;, spiega uno dei portavoce di Obama, Nick Shapiro.</p>
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		<title>Worm, chat, ticker. Il coverage dei debate inglesi</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/04/15/worm-chat-ticker-il-coverage-dei-debate-inglesi/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 21:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
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		<category><![CDATA[debate]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo storico dibattivo in tv delle elezioni britanniche. Gordon Brown, David Cameron e Nick Clegg, e una innovativa crossmediale pletora di strumenti per "arricchire" il dibattito andato in onda: dai grafici vermiformi a facebook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo storico dibattito televisivo delle elezioni britanniche è andato in onda questa sera sul canale <a href="http://www.itv.com">ITV</a>, in diretta da Manchester. Protagonisti il premier uscente laburista <strong>Gordon Brown</strong>, il leader dei conseratori <strong>David Cameron</strong> e il liberaldemocratico <strong>Nick Clegg</strong>. Il dibattito è durato 90 minuti e l&#8217;argomento principale sono sttai tematiche di politica interna (<em>public affairs</em>) &#8211; dall&#8217;immigrazione, criminalità, economia, tasse, salute&#8230;</p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/itv1.jpg" alt="Itv, debate in diretta. Tutti gli strumenti attivati" width="700" height="466" class="aligncenter size-full wp-image-2352" /></p>
<p>Interessante l&#8217;uso degli strumenti crossmediali di <em>coverage</em> dell&#8217;emittente televisiva a complemento dello streaming in rete. Di seguito una breve analisi dell&#8217;<strong>enriched debate</strong> andato in onda <a href="http://www.itv.com/electiondebate">sulle pagine dedicate del sito</a>: worm, coveritlive, facebook app, leader comment cloud, twitter sentiment tracker.</p>
<h3>Worm (il consenso in diretta)</h3>
<p>L&#8217;emittente ha messo insieme un campione di 20 elettori che si dichiarano indecisi e provenienti da territori chiave per l&#8217;elezione: queste 20 persone partecipano al &#8220;worm poll&#8221; mentre guardano il dibattito. Un sondaggio in diretta.</p>
<p>Come funziona? Il campione di persone ha in mano una specie di joystick che permette loro di segnalare in tempo reale l&#8217;approvazione o la disapprovazione rispetto a ciò che viene detto dai tre candidati: in sovraimpressione sullo schermo appare la curva del consenso/dissenso (che può avere anche un andamento neutrale). Ecco, nello screenshot qui sotto, l&#8217;effetto &#8220;vermiforme&#8221; del grafico come appariva durante il dibattito (la visualizzazione poteva essere disabilitata).</p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/davidicameron_worm.jpg" alt="" title="" width="492" height="284" class="aligncenter size-full wp-image-2360" /></p>
<p>Un misto di coverage qualitativo e feedback in diretta. In più un elemento aggiuntivo per &#8220;leggere&#8221; il dibattito anche in termini di chi vince/chi perde: il classico racconto &#8220;giornalistico&#8221; dei debate televisivi. C&#8217;è da dire che in questo dibattito specifico è capitato molto raramente di vedere scendere il grafico nella zona del dissenso. Il &#8220;worm poll&#8221;  si è mantenuto più o meno per tutti nella zona del &#8220;like&#8221;, del &#8220;consenso&#8221; con quanto veniva detto: chissà se bravura di tutti i politici ad argomentare, oppure effetto di una sorta di &#8220;responsabilizzazione&#8221; dei tester &#8211; che rispetto a temi spesso molto specialistici hanno preferito dare un generico like più che prendersi il rischio di non essere d&#8217;accordo.</p>
<h3>Coveritlive, la diretta blog collaborativa</h3>
<p>Subito sotto la diretta, è implementato un sistema abbastanza popolare per le dirette blog di eventi: <a href="http://www.coveritlive.com/">Coveritlive</a>.</p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/poll_uk.jpg" alt="poll_uk" width="538" height="570" class="aligncenter size-full wp-image-2368" />Il sistema dà la possibilità a chi lo implementa di caricare foto, link e aggiornamenti, raccontando quindi in diretta e in molto multimediale ciò che accade. E&#8217; anche possibile pergli utenti registrati aggiungere commenti: in questo caso la maggior parte dell&#8217;uso dello strumento è stato con aggiornamenti da parte degli spettatori, con molti aggiornamenti al minuto. C&#8217;è anche la possibilità di proporre dei sondaggi in diretta, come nel caso dello screenshot &#8220;scattato&#8221; alla fine degli statement conclusivi.</p>
<p>Giusto per la cronaca, il risultato del sondaggio in diretta online ha visto vincitore Nick Clegg, con il 49 per cento. </p>
<h3>Facebook con status embedded</h3>
<p>Usato per la prima volta durante l&#8217;insediamento di Obama, l&#8217;applicazione prevede la possibilità di commentare in diretta un evento aggiornando il proprio status sul profilo di Facebook &#8211; e, volendo, condividendolo con la comunità di utenti facebook che guardano in diretta il dibattito. </p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/facebook_uk.jpg" alt="" title="" width="360" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-2366" /></p>
<p>Molto popolata e molto &#8220;on topic&#8221; la discussione: il sistema di &#8220;status&#8221; autonomi e indipendenti, legati comunque alla propria rete di contatti e al proprio profilo (non una chat classica insomma), funziona evidentemente come &#8220;calmieratore&#8221; naturale dei toni più aspri. Intenso anche l&#8217;aggiornamento: decine di aggiornamenti al minuto.</p>
<p>Su altri social network &#8220;analoghi&#8221; (sia detto tra virgolette), la discussione seppur non &#8220;embedded&#8221; è stata intensa: per esempio su <a href="http://search.twitter.com/search?q=%23leadersdebate">Twitter</a>&#8220;, o su &#8220;<a href="http://friendfeed.com/search?q=%23leadersdebate">Friendfeed</a>&#8221; sempre con l&#8217;hashtag #leadersdebate.</p>
<blockquote><p>Una bella discussione live sul dibattito (e in italiano) si è avuta nel <a href="http://friendfeed.com/francescocosta/6f6df0cb/chi-e-matto-al-punto-da-passare-la-serata">profilo ff di Francesco Costa</a></p></blockquote>
<h3>Leader comment cloud e Twitter sentiment ticker</h3>
<blockquote><p>Le nuvole dei tag, spesso <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">raccontate anche da noi su spindoc</a> danno una idea d&#8217;insieme dei concetti usati in un discorso.</p></blockquote>
<p> Due <a href="http://www.itv.com/utils/cached/whatisthis.html">strumenti di post-coverage</a>, che approfondiranno il racconto &#8220;giornalistico&#8221; post-debate. Il primo (<em>leader comment cloud</em>) è una sorta di &#8220;tag cloud&#8221; delle parole e dei termini più usati dai tre politici. </p>
<p>Il sentiment ticker, invece, &#8220;riflette&#8221; le sensazioni di un selezionato gruppo di utenti di Twitter (5000 tra cui politici, giornalisti, fonti di informazioni, superuser ecc.), ed è basato su una metodologia semantica proposta da <a href="www.tweetminster.co.uk">Tweetminster</a>. </p>
<p>I prossimi appuntamenti, meno storici ma non per questo meno importanti, sono il 22 aprile su SKY (si parlerà di International affairs) e 29 aprile sulla BBC (il tema: economic affairs).</p>
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		<item>
		<title>La protesta in Iran, tra Habermas e cyberwar</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/06/20/la-protesta-in-iran-tra-habermas-e-cyberwar/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 14:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Stagli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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		<description><![CDATA[La protesta in Iran dopo le elezioni vinte da Ahmadinejad: una nuova sfera pubblica centrata sui nuovi media. Tra controinformazione e disinformazione, propaganda e censure, un'analisi di quello che sta accadendo dalle parti di Tehran (e del web intorno).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La protesta in Iran tra vecchi e nuovi media (e forse una nuova opinione pubblica). </p></blockquote>
<p> I fatti di Teheran fanno emergere la necessità di una più approfondita riflessione sul ruolo dei nuovi media nei complicati rapporti con media, potere e comunicazione. In molti hanno enfatizzato l’importanza che web, <a href="http://www.guardian.co.uk/technology/blog/2009/jun/17/twitter-socialnetworking">twitter e i social network</a> e gli SMS avrebbero quale strumento di supporto rivoluzionario nel paese degli Ayatollah (ma in Iran è in corso una rivoluzione o più esattamente una lotta tra fazioni, come <a href="http://www.rassegna.it/articoli/2009/06/15/48541/voto-in-iran-la-cautela-di-washington">l’atteggiamento prudente degli USA lascia sottendere</a>?). </p>
<ul>
Leggi: <a href="http://www.spindoc.it/2009/06/19/la-protesta-in-iran-tra-piazza-e-web/">la protesta in Iran tra piazza e web, due approfondimenti</a> (con link); un <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/10973/iran-la-protesta-corre-veloce-sul-web/">altro approfondimento</a> delle prime ore (Webnews); uno dei più aggiornati aggregatori (più o meno automatici): <a href="http://iran.twazzup.com/">Iran Twazzup</a>
</ul>
<blockquote><p>Tra Habermas e la cyber-guerrilla.</p></blockquote>
<p> Tuttavia, è forse il caso di ampliare lo sguardo esplorando le implicazioni dell’uso massiccio dei nuovi media nell’ambito della definizione di quella che – per <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/06/03/opinione-pubblica-secondo-jurgen-habermas.html">dirla con Habermas</a> – potremmo definire una sfera pubblica dialogica newmediale. Ma anche in rapporto alle più moderne e raffinate tecniche di controllo politico-psico-sociale, che implicano il ricorso alla controinformazione, alla disinformazione, alla censura e, nel complesso, a quella che viene definita la cyber-guerra o cyber-guerrilla, a seconda dei casi. </p>
<div class="img " style="width:450px;">
	<a href="http://www.boston.com/bigpicture/2009/06/irans_disputed_election.html"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/myvote2.jpg" alt="Where is my vote? Foto da The Big Picture" width="450" height="299" /></a>
	<div>Where is my vote? Foto da The Big Picture</div>
</div>
<h3>La sfera pubblica dialogica newmediale</h3>
<blockquote><p>Il triangolo classico della comunicazione politica: cittadino, potere, mass-media.</p></blockquote>
<p> Il modello classico della comunicazione politica è basato sul triangolo “cittadino, potere pubblico-politico, mezzi di comunicazione di massa”. In tale sistema, il connubio tra interessi economici e politici porta di solito ad un patto privilegiato tra potere e media, con i cittadini condannati nel ruolo (quasi sempre) passivo di bersagli di informazione. I new media definiscono una rottura del modello, nei termini in cui il cittadino ridiventa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prosumer">prosumer informazionale</a> (produce e consuma informazioni potenzialmente in egual misura) e si libera quindi dalla dipendenza da notizie e opinioni pre-confezionate. </p>
<blockquote><p>Il circolo virtuoso del newsmaking tra nuovi media e media tradizionali.</p></blockquote>
<p> E’ vero che la stragrande maggioranza delle informazioni che circolano sul web – comprese quelle contenute in questo post – sono di seconda mano, cioè derivate dai mass media tradizionali. Ma è anche vero che i new media danno voce e accesso diretto a chi vive gli eventi che racconta (es: lo studente che posta tweet mentre partecipa ad una marcia di protesta nelle strade di Teheran). Ed è altrettanto vero che i new media e i prosumer informazionali diventano a loro volta fonti dei media tradizionali e partecipano quindi, ad un livello originario, al processo di newsmaking informativo, mutandone la struttura genetica alle basi. </p>
<h3>Controinformazione e disinformazione</h3>
<blockquote><p>Controinformazione, mistificazione ed eccessi di comunicazione: la battaglia per definire il contesto ora è anche online.</p></blockquote>
<p>C’è la controinformazione del singolo o dei gruppi organizzati che fanno valere la propria voce a dispetto delle censure e delle distorsioni dei media tradizionali sotto controllo governativo o di fazioni avverse. Ma c’è anche quella del potere ufficiale che – dal suo punto di vista legittimamente – chiama mistificazione le “voci della rete”. Non a caso il contestato Ahmadinejad ha da tempo <a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=217">sentito il bisogno</a> di aprire un blog. Segno che radio, tv, giornali e siti web ufficili sotto controllo governativo non bastano più.</p>
<p>Nel caso iraniano, poi, urge il problema di non cadere vittima degli eccessi della propaganda partigiana che può essere tentata di dipingere Ahmadinejad e il suo establishment come più crudeli e immorali di quanto non siano realmente. Viceversa, possono esserci (e se ne hanno tracce) agitatori virtuali che diffondono notizie false e fuorvianti per creare confusione e smarrimento (nel caso iraniano, a tutto vantaggio della fazione governativa). Uno degli esempi più eclatanti <a href="http://www.dailykos.com/story/2009/6/17/743478/-Ahmadinejad-Rally-Photoshopped-to-Appear-Larger">sarebbero le foto ritoccate delle manifestazioni</a> pro- Ahmadinejad.   </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2106" style="width:500px;">
	<a href="http://www.dailykos.com/story/2009/6/17/743478/-Ahmadinejad-Rally-Photoshopped-to-Appear-Larger"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/iranphotoshopped.jpg" alt="La foto del comizio di Ahmadinejad, ritoccate (via Daily Kos)" width="500" height="495" /></a>
	<div>La foto del comizio di Ahmanejad, ritoccate (via Daily Kos)</div>
</div>
<h3>Censura, cyber guerra (o guerrilla).</h3>
<blockquote><p>Controllare i media tradizionali è relativamente facile: più complicato (e probabilmente impossibile) bloccare il tam tam della Rete</p></blockquote>
<p> Per controllare i media tradizionali basta tenere sotto controllo giornalisti ed editori, e alle brutte staccare la corrente a ripetitori e rotative. Ma come bloccare il tam tam della Rete? Il governo di Teheran ha già sperimentato quanto sia difficile e persino controproducente agire sulle infrastrutture telematiche del web e del fonia mobile: si producono danni anche alle comunicazioni governative e si fomentano malumori tra l’opinione pubblica neutrale o favorevole al governo. Ecco perché già da tempo l’Iran come altri paesi) ha allestito un <a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=213">corpo scelto di polizia telematica</a> in grado di definire set di siti e canali di contatto proibiti, lavorando su keywords, tag, hashtag e altri marcatori (IP, localizzazione geografica, ecc.). Anche su questo fronte, sono state <a href="http://www.internazionale.it/home/?p=2002">escogitate contromisure</a> più che efficienti. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2104" style="width:450px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/bigpicture01.jpg" alt="Un addetto cancella scritte di protesta. Da The Big Picture. " width="450" height="292" />
	<div>Un addetto cancella scritte di protesta. Da The Big Picture. </div>
</div>
<blockquote><p>Le differenze tra cyber guerra e guerrilla, e il caso del fiancheggiamento degli Stati Uniti, che a chiesto a Twitter di posticipare la manutenzione del sito per non bloccare l&#8217;attività. </p></blockquote>
<p>Lo scontro parallelo che si svolge sul web tra fazioni contrapposte fa parlare di cyber guerrilla. Ma possiamo parlare di cyber guerra vera e propria quando a scontrarsi sono gruppi istituzionali antagonisti. Uno dei più interessanti esempi di cyber guerra si è avuta recentemente in Georgia, quando ai missili reali che cadevano sul territorio georgiano, si <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&#038;ID_articolo=732&#038;ID_sezione=3&#038;sezione">affiancavano missili virtuali</a> sparati sui siti istituzionali georgiani da hackers (presumibilmente) al servizio o quantomeno a favore dell’esercito russo. In Iran la cyber-guerra vede <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=18909&#038;sez=HOME_NELMONDO&#038;npl=&#038;desc_sez=">iniziative su entrambi i fronti</a>. In più abbiamo anche un interessante e innovativo esempio di cyber-fiancheggiamento se guardiamo allo sforzo del Governo USA per sostenere l’efficienza dei canali di comunicazione telematica, come è accaduto ad esempio con <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_16/iran_restrizioni_stampa_twitter_blog_6638e4ac-5a9a-11de-8451-00144f02aabc.shtml">la richiesta a Twitter di posticipare l’interruzione</a> per manutenzione del servizio nei momenti più cruciali delle proteste di piazza.</p>
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		<title>L&#8217;insediamento tra nuovi e vecchi media</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/02/03/linsediamento-tra-nuovi-e-vecchi-media/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 14:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<description><![CDATA[Le agende dei nuovi e dei vecchi media a confronto durante il periodo dell'insediamento di Obama – qualche differenza c'è, e l'Inauguration di Barack si propone sempre di più come il primo evento mediale davvero 2.0. Tra permanenza, focalizzazione e conversatività.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Abbiamo già scritto, prima durante e dopo dell&#8217;insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca – leggi i post con il tag <a href="http://www.spindoc.it/?s=inauguration">inauguration</a>.</p></blockquote>
<p>L&#8217;inaugurazione – o meglio: l&#8217;insediamento – di Barack Obama continua a far parlare di sé, in una sorta di attenzione lunga su cui in pochi, prima, avrebbero scommesso.</p>
<p>La cerimonia tenutasi davanti ad più di un milione e mezzo di persone infreddolite dai -10° della capitale americana e in conclusione di una tre giorni sceneggiata come un film hollywoodiano è stata una cerimonia molto abitata dai nuovi media, e da nuove forme di convergenza tra vecchi e nuovi media; come ad esempio l’esperimento – a parer di molti assai riuscito – della “convergenza emozionale” del classico streaming Cnn con la condivisione orizzontale di un social network come Facebook – di cui <a href="http://www.spindoc.it/2009/01/20/i-numeri-della-diretta-live-cnn-facebook/">abbiamo scritto a caldo</a>.</p>
<ul>Alcuni contributi per approfondire.</ul>
<h3>Intervista a Paolo Ferrandi</h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1684" src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/02/cnnfacebooklive-200x150.jpg" alt="" width="200" height="150" /><br />
Il primo è una mia intervista al &#8220;nostro&#8221; <a href="http://giornalismoparma.typepad.com">Paolo Ferrandi</a> su Apogeonline, dal titolo: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/01/23/linsediamento-20-di-barack-obama">L&#8217;insediamento 2.0 di Barack Obama</a>. In cui, tra le altre cose, Paolo, attento osservatore di politica americana dice: «Nel caso specifico dell’insediamento, per una volta e per davvero la tecnologia è stata al passo e all’altezza di quello che uno pensa possa fare: è l’emergere di un nuovo modello, che si appoggia a dei format precedenti e li innova, rendendo reali le comunità immaginate. L’inauguration di Obama è forse il primo evento tipicamente e tradizionalmente “mediale” dove i nuovi media hanno avuto una importanza così forte».</p>
<h3>Le due agende a confronto: nuovi e vecchi media</h3>
<blockquote><p>Ma non solo: <a href="http://mashable.com/2009/01/21/inauguration-impact-on-social-media/">Mashable pubblica altri numeri</a> dell&#8217;impatto dell&#8217;inauguration sui social media.</p></blockquote>
<p>Lo stesso Paolo <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2009/02/inauguration-rocks-the-web.html">segnala</a> un <a href="http://journalism.org/commentary_backgrounder/bloggers_ponder_every_aspect_obama%E2%80%99s_inauguration">approfondimento del New Media Index</a> per il Pew Research Center&#8217;s Project for Excellence in Journalism (cos&#8217;è il NMI? <em>The New Media Index is a weekly report that captures the leading commentary of blogs and social media sites focused on news and compares those subjects to that of the mainstream press</em>).</p>
<p>I due grafici qui sotto spiegano in sintesi i risultati della ricerca comparata sull&#8217;agenda dei nuovi media (svolta su motori e aggregatori di link vario) e l&#8217;agenda dei media tradizionali (rispettivamente in alto e in basso). Periodo di osservazione: dal 19 al 23 gennaio.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1679" style="width:436px;">
	<a href="http://journalism.org/commentary_backgrounder/bloggers_ponder_every_aspect_obama%E2%80%99s_inauguration"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/02/013009_0.jpg" alt="" width="436" height="750" /></a>
	<div>Bloggers Ponder Every Aspect of Obama’s Inauguration. By Journalism.org</div>
</div>
<blockquote><p>Il singolo evento dell&#8217;inaugurazione è stato un vero e proprio &#8220;titolo a tutta pagina&#8221; del social web: con il 63% dei post dedicati.</p></blockquote>
<p>Per quanto riguarda i new media, <a href="http://journalism.org/commentary_backgrounder/bloggers_ponder_every_aspect_obama%E2%80%99s_inauguration">scrivono</a> su PEJ «almost two-thirds (63%) of the links embedded in social media sites focused on a single story; the inauguration of Barack Obama, the country’s first African-American President». Circa due terzi dei link spesi nei social network si sono focalizzati su una singola storia: l&#8217;insediamento di Barack Obama. Il 63% dei link è davvero una percentuale importante!</p>
<p>La differenza con i maistream media è nel taglio dato alla centralità di Obama: questi ultimi hanno dedicato relativamente poco spazio all&#8217;insediamento per coprire il tema dello staff presidenziale, e dei primi giorni del presidente alla Casa Bianca: «Obama’s first week also dominated the mainstream press. But while the old media quickly turned away from the inauguration to the announcements and decisions during Obama’s first frenzied days in office, the online discussion remained more sustained on the implications of the inauguration itself».</p>
<h3>Permanenza, focalizzazione e &#8220;conversatività&#8221;</h3>
<p>La ricerca non s&#8217;arrischia in conclusioni di particolare rilevanza, limitandosi a segnalare altre discussioni in giro per il Web. Forse qualche punto comparativo, però, e inevitabilmente aperto e in progress, è possibile individuarlo, a suggello di un case study che ci ha raccontato come i nuovi media si siano – naturaliter – differenziati dai media tradizionali per una maggiore</p>
<ul>
<li><strong>Permanenza</strong> nel tempo: di una singola issue d&#8217;agenda – che quando riesce a fare il salto di scala e ottenere l&#8217;attenzione di molti, dura nel tempo e continua a produrre contenuti a catena;</li>
<li> <strong>Focalizzazione</strong> /diffusione: è intesa come capacità evoluta del web sociale – proprio di un ambiente ormai maturo – di far convergere l&#8217;attenzione di molti verso un evento o una issue specifica: il 63% per cento dei post lo dimostra (e anche tenendo conto e fatto salvo che parte di questa attenzione è stata ovviamente drenata verso le persone dai media tradizionali)</li>
<li><strong>Conversatività</strong>: ineludibile complemento dei precedenti due punti. L&#8217;insediamento di Obama, evento mediale a tutti gli effetti, si è ben prestato – anche grazie al modo con cui il quale è stato pensato e organizzato, con una attenzione particolare alla fruizione globale attraverso i nuovi media – a diventare oggetto/soggetto di una conversazione diffusa. Un evento fatto apposta per essere &#8220;parlato&#8221;: anche <em>live</em>, durante la diretta, modalità privilegiata di coverage dei media classici &#8211; grazie a streaming vari e ibridati con i social media.</li>
</ul>
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		<title>I numeri della diretta live CNN + Facebook</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/01/20/i-numeri-della-diretta-live-cnn-facebook/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 18:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I numeri della diretta live CNN + Facebook ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive <a href="http://mashable.com/2009/01/20/cnn-facebook-inauguration-numbers/">Pete Cashmore su Mashable</a> dei numeri della diretta <a href="http://edition.cnn.com/video/fb/facebook.html?stream=stream1">CNN + Facebook</a>: un riuscito mash-up tra la potenza di trasmissione e di coverage video dei media tradizionali e l&#8217;orizzontalità diffusa della comunciazione del leader dei social network. </p>
<p>L&#8217;offerta – molto apprezzata anche da queste parti – prevedeva quattro canali live e on demand e una diretta in regia con interventi da studio. Accanto le chat, di due tipi: una con gli status update dei propri amici, e l&#8217;altra con quella di tutti i collegati da tutte le parti del mondo.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1658" style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/cnnfacebooklive.jpg" alt="" width="500" height="310" />
	<div>Cnn + Facebook live</div>
</div>
<p>Scrive Mashable, <a href="http://mashable.com/2009/01/20/cnn-facebook-inauguration-numbers/">Mindblowing Numbers From the Obama Inauguration</a> (via <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2009/01/cnn-facebook-fanno-il-botto.html">paferro</a>): </p>
<p>The stats released, as of noon ET:<br />
1. There were <strong>200,000+</strong> status updates through the Facebook integration on CNN.com<br />
2. at that time, <strong>3,000</strong> people commented on the Facebook CNN feed per minute<br />
3. Obama’s Facebook Fan Page has more than 4 million fans and in excess of 500,000 wall posts</p>
<p>As of 11.45am, CNN:<br />
-had served <strong>13.9 million live video streams globally since 6am</strong><br />
-had broken its all time total daily streaming record (from Election Day) of 5.3 million live streams.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutte le parole del Presidente. Il (solito) giochino interattivo del New York Times</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 19:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[discorsi e dibattiti]]></category>
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		<category><![CDATA[New York Times]]></category>
		<category><![CDATA[presidente]]></category>
		<category><![CDATA[tag cloud]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutte le parole dei Presidenti Usa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Infografica interattiva sul sito del New York Times: tutte le parole degli speech presidenziali fino ad oggi. Per prepararsi a quello di domani.</p></blockquote>
<p> Da queste parti abbiamo sempre nutrito profonda ammirazione per i <a href="http://www.spindoc.it/?s=new+york+times+crossmediale">marchingegni interattivi</a> (e politici) del New York Times – spettacolare le soluzioni ingegnate, per esempio, per rendere fruibile (e per molti versi mixabile) il contenuto crossmediale dei debate elettorali (<a href="http://www.spindoc.it/2007/11/13/analizzare-un-dibattito-in-tv-il-giochino-serissimo-del-new-york-times/">uno</a> e <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/22/democratic-debate-analyzing-the-details/">due</a> ecc.).</p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<a href="http://www.nytimes.com/interactive/2009/01/17/washington/20090117_ADDRESSES.html?hp"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/clintonnyt.jpg" alt="" width="700" height="370" /></a>
	<div>La tag cloud del discorso inaugurale di Clinton (via NYT)</div>
</div>
<p>In occasione della giornata inaugurale della presidenza Obama, il sito internet del quotidiano di New York ha messo online una guida (che loro chiamano interattiva appunto, e noi preferiamo crossmediale) per &#8220;leggere&#8221; gli speech inaugurali dei presidenti americani dal 1789 ad oggi: «A look at the language of presidential inaugural addresses. The most-used words in each address appear in the interactive chart below, sized by number of uses. Words highlighted in yellow were used significantly more in this inaugural address than average». Con tanto di tag cloud, testo completo, biografia e articolo originale dagli archivi storici.</p>
<ul>
<p>LINK: <a href="http://www.nytimes.com/interactive/2009/01/17/washington/20090117_ADDRESSES.html?hp">Inaugural Words: 1789 to the Present</a></ul>
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		<title>Guida web all&#8217;insediamento di Obama</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 19:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[washintgton]]></category>

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		<description><![CDATA[Link per seguire (e partecipare) all'insediamento di Obama]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Dove seguire l&#8217;inaugurazione di domani (se non siete tra i due milioni attesi domani a Washington DC)?</p></blockquote>
<p> Oltre ai siti web dei media tradizionali <a href="http://abcnews.go.com/Politics/Inauguration/">ABC.com</a>, <a href="http://www.techcrunch.com/2009/01/18/the-techcrunch-guide-to-the-inauguration/www.cbsnews.com/inauguration">CBS.com</a>, <a href="http://www.msnbc.msn.com/id/27721638/">MSNBC.com</a>, <a href="http://www.foxnews.com/politics/">Fox.com</a>, <a href="http://edition.cnn.com/SPECIALS/2009/44.president/inauguration/">CNN.com</a>, <a href="http://www.nytimes.com/pages/politics/index.html">NYTimes.com</a>, <a href="http://voices.washingtonpost.com/inauguration-central/">WashingtonPost.com</a>, ecc), <strong>Techcrunch</strong> fa una <a href="http://www.techcrunch.com/2009/01/18/the-techcrunch-guide-to-the-inauguration/">lista in progress</a> dei mille rivoli attraverso cui l&#8217;attesissimo evento di domani verrà trasmesso, raccontato attraverso gli harshtag di Twitter (<a href="http://search.twitter.com/search?q=%23inaug09">#inaug09</a>), commentato, sviscerato, raccolto (vedi l&#8217;interessante esperimento di <a href="http://www.inaugurationreport.com/">Inauguration Report</a> in cui «Citizens around DC, across the US and the World participate by contributing photos, audio, video, about their US Presidential Inauguration experience») – nella <a href="http://www.spindoc.it/2009/01/16/linaugurazione-partecipata-dellera-obama/">logica partecipativa</a> che è, fin dai primi mesi di campagna, il segno distintivo di qualsiasi cosa ci sia lo zampino di Obama.</p>
<ul>
<li>Consulta: <a href="http://www.techcrunch.com/2009/01/18/the-techcrunch-guide-to-the-inauguration/">The Tech Crunch Guide to Inauguration</a></li>
</ul>
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		<title>Elisabetta, Mahmoud e Giorgio. Discorsi a confronto</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 18:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Magnanini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Issues e strategie]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[regina elisabetta]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Messaggi augurali in tv, di Natale e fine anno, in Italia e in Inghilterra: quelli ufficiali, regali, alternativi, speranzosi – fino a quelli che negano se stessi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Regno Unito, 25 Dicembre 2008, ore 15.00.</h3>
<blockquote><p>La trasgressione del discorso di Ahmadinejad è stata in parte sminuita dal diverso orario di trasmissione: non più alle 15:00 in contemporanea a quello della Regina, ma alle 19:15.</p></blockquote>
<p>  Come ogni anno, la BBC ha trasmesso a Natale <a href="http://it.youtube.com/watch?v=4iHGmVd82Aw">il discorso della <strong>Regina Elisabetta</strong></a>. Qualche ora più tardi, Channel 4, nel suo discorso &#8220;alternativo&#8221; (in onda dal 1993, in &#8220;controprogammazione&#8221; con quello ufficiale del casa reale britannica) ha mandato in onda <a href="http://www.channel4.com/news/articles/politics/international_politics/the+alternative+christmas+message+/2892692">un comizio</a> di <strong>Mahmoud Ahmadinejad</strong>, presidente dell&#8217;Iran.</p>
<h3>Di seguito i due discorsi &#8220;augurali&#8221;</h3>
<p>Il discorso della Regina Elisabetta (già <a href="http://technosoc.blogspot.com/2007/12/royal-communication.html">dallo scorso anno</a> pienamente disponibile su YouTube)<br />
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4iHGmVd82Aw&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/4iHGmVd82Aw&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>IL discorso del Presidente Ahmadinejad ripreso da Channel 4.<br />
<embed src="http://services.brightcove.com/services/viewer/federated_f8/1184614595" bgcolor="#FFFFFF" flashVars="videoId=5777729001&#038;playerId=1184614595&#038;viewerSecureGatewayURL=https://console.brightcove.com/services/amfgateway&#038;servicesURL=http://services.brightcove.com/services&#038;cdnURL=http://admin.brightcove.com&#038;domain=embed&#038;autoStart=false&#038;" base="http://admin.brightcove.com" name="flashObj" width="486" height="412" seamlesstabbing="false" type="application/x-shockwave-flash" swLiveConnect="true" pluginspage="http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash"></embed><h3>La polemica con Channel 4</h3>
<blockquote><p>Messaggi natalizi. La versione ufficiale racconta che fu nel 1932 John Reith (mitico direttore della BBC che sembra coniò la triade &#8220;educate, inform and entertain&#8221;) a suggerire a Re George V a pronunciare il primo messaggio (radio) natalizio all&#8217;impero britannico. </p></blockquote>
<p> Il ministero degli esteri britannico ha avuto da ridire &#8220;il presidente Ahmadinejad ha, durante i suoi anni da presidente, fatto una serie di dichiarazioni antisemite. I media britannici sono liberi di fare le loro scelte editoriali, ma questo invito [ad Ahmadinejad] causerà disdegno non solo nel Regno Unito ma anche nei Paesi amici&#8221;. Non è la prima volta che c&#8217;è un messaggio di Natale &#8220;alternativo&#8221; ma se in<br />
passato il tono era scherzoso (nel 2004 era Marge Simpson a parlare a Channel4), ora la trasgressione è politicamente forte, considerati gli attacchi all&#8217;Occidente di Ahmadinejad. <strong>Dorothy Byrne</strong> (capo dell&#8217;area News and Current Affairs) sembra non avere rimorsi &#8220;Come leader di uno dei più importanti Stati nel Medio Oriente, le opinioni del Presidente Ahmadinejad hanno un&#8217;influenza enorme. Visto che ci avviciniamo a una fase critica delle relazioni internazionali, offriamo ai<br />
nostri spettatori uno sguardo ravvicinato all&#8217;interno di un mondo alternativo&#8221;.</p>
<p>Il messaggio di Giorgio Napolitano, <a href="http://it.youtube.com/watch?v=an4b31S0TIo&#038;feature=dir">messo dalla Rai su YouTube</a><br />
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/an4b31S0TIo&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/an4b31S0TIo&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<h3>Il messaggio di Giorgio Napolitano</h3>
<blockquote><p> Canale 5, La7 e Mtv non sono &#8220;costrette&#8221; a trasmettere il messaggio di Napolitano ma, trasmettendolo, da un lato interrompono il palinsesto e perdono introiti pubblicitari ma dall&#8217;altro lato si regalano un tocco di istituzionalità.</p></blockquote>
<p> 31 dicembre 2008. Italia, ore 20:30. Rai1, Rai2, Rai3, Canale 5, La7 e (perfino) Mtv trasmettono il messaggio del presidente della repubblica Giorgio Napolitano.  Dopo 2 minuti, mentre sta parlando della crisi finanziaria, Napolitano dice: &#8220;Dobbiamo guardare in faccia ai pericoli cui è esposta la società italiana, senza sottovalutarne la gravità ma senza lasciarcene impaurire. L’unica cosa di cui aver paura è la paura stessa.&#8221; L&#8217;ultima frase è una citazione di <strong>Franklin Delano Roosevelt</strong>, citato senza essere nominato: il 4 Marzo 1933 FDR, in occasione del <a href="http://avalon.law.yale.edu/20th_century/froos1.asp">discorso di insediamento</a> disse &#8220;So, first of all, let me assert my firm belief that the only thing we have to fear is fear itself&#8211;nameless, unreasoning, unjustified terror which paralyzes needed efforts to convert retreat into advance.&#8221; Che Napolitano intenda citare FDR per indicare che anche qui serva un New Deal? </p>
<h3>Audience e spettatori</h3>
<blockquote><p>Finchè c&#8217;è audience, c&#8217;è repubblica: 13 milioni di italiani hanno seguito il messaggio del Presidente. </p></blockquote>
<p>Nella società dello spettacolo cos&#8217;è la misura di ogni cosa, se non i dati sull&#8217;audience? Altro che contenuti, attraverso l&#8217;<a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_848260557.html">Ansa</a>, veniamo a sapere che &#8220;Il terzo messaggio di fine anno di Giorgio Napolitano è stato seguito ieri sera in diretta da tredici milioni di italiani. Il livello molto alto degli ascolti, in linea con gli anni precedenti, conferma l&#8217;attenzione per questo tradizionale appuntamento nel quale, insieme agli auguri, il presidente della Repubblica si rivolge direttamente ai cittadini e svolge considerazioni politiche sul nuovo anno.&#8221; </p>
<h3>14 minuti all&#8217;insegna della speranza e altre risorse</h3>
<blockquote><p>Nell&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/politica/napolitano-discorso-2008/analisi-di-arcangeli/analisi-di-arcangeli.html">analisi di <strong>Massimo Arcangeli</strong></a> su Repubblica.it, così come <a href="http://www.spindoc.it/2009/01/01/messaggio-di-fine-anno-piu-crisi-che-occasione/">nelle tag cloud</a> di Spindoc, si nota che la parola più nominata (14 volte!) è proprio la parola &#8220;crisi&#8221;. </p></blockquote>
<p> Il messaggio (14 minuti, breve rispetto ai messaggi del passato) è all&#8217;insegna della speranza, anche se  la crisi viene definita &#8220;pesante&#8221; e ineluttabile. Per leggere/vedere il discorso del 2008 rimandiamo infine al <a href="http://www.quirinale.it/Discorsi/Discorso.asp?id=37669">sito del Quirinale</a>. I responsabili di Quirinale.it hanno inserito tutti i messaggi di fine anno di tutti i presidenti (e i video e audio, se disponibili) e non posso non citare il messaggio più paradossale. Ultimo <a href="http://www.quirinale.it/ex_presidenti/Cossiga/mess_fineanno/cossiga_m1991.htm">messaggio di <strong>Francesco Cossiga</strong></a>, il 31 dicembre 1991. [7] Cossiga è davanti alle telecamere per dire che &#8230; &#8220;Allora mi sembra meglio tacere. Vi sara&#8217; certo altra piu&#8217; appropriata occasione per farvi conoscere il mio schietto pensiero ed i miei propositi.&#8221; Nemmeno Debord poteva immaginare un messaggio (a reti unificate) che diventa un non-messaggio, la negazione di sè stesso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Messaggio di fine anno. Più crisi che occasione.</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 15:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il video, il testo completo e la "nuvola di concetti" del discorso di fine anno del presidente della Repubblica Napolitano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Su Repubblica <a href="http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/politica/napolitano-discorso-2008/testo-integrale-napolitano/testo-integrale-napolitano.html">il testo integrale</a> del messaggio. Su Corriere <a href="http://video.corriere.it?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&#038;vxChannel=Dall%20Italia&#038;vxClipId=2524_ec979158-d776-11dd-ad28-00144f02aabc&#038;vxBitrate=300">il video andato in onda</a> (ripreso da <a href="http://tg24.sky.it/tg24/politica/2009/01/01/Napolitano_sprona_lItalia_Consensi_bipartisan_allappello.html">Sky Tg24</a>, l&#8217;unico come al solito a fornire anche il codice di <em>embed</em>, anche se solo di 3 minuti e mezzo). </p></blockquote>
<p>Ieri alle 20.30 è andato in onda il tradizionale messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Le reti unificate sono state tali anche sul Web – i principali siti di informazione italiana hanno mandato in onda.</p>
<p><embed src="http://services.brightcove.com/services/viewer/federated_f8/1445085911" bgcolor="#FFFFFF" flashVars="videoId=6171744001&#038;playerId=1445085911&#038;viewerSecureGatewayURL=https://console.brightcove.com/services/amfgateway&#038;servicesURL=http://services.brightcove.com/services&#038;cdnURL=http://admin.brightcove.com&#038;domain=embed&#038;autoStart=false&#038;" base="http://admin.brightcove.com" name="flashObj" width="486" height="412" seamlesstabbing="false" type="application/x-shockwave-flash" swLiveConnect="true" pluginspage="http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash"></embed><br />
<br/><br/><br />
La linea retorica del Presidente è stata la vicinanza dei concetti di &#8220;crisi&#8221; e di &#8220;opportunità/occasione&#8221; – un po&#8217; occidentale paradosso, un po&#8217; adagio orientale molto in voga di questi tempi (&#8220;l&#8217;ideogramma cinese che significa crisi può significare anche cambiamento&#8221;). Di seguito due tag cloud che permettono di farsi una veloce impressione dello scenario complessivo disegnato dal Presidente Napolitano: molta più crisi, a ben vedere, che opportunità (quanto meno ad occorrenze).</p>
<ul>
<strong><em>Update</em></strong></p>
<li>Come annota <a href="http://www.spindoc.it/2009/01/02/elisabetta-mahmoud-e-giorgio-discorsi-di-natale-e-fine-anno-a-confronto/">Fabrizio Magnanini su Spindoc</a>, la Rai <a href="http://it.youtube.com/watch?v=an4b31S0TIo&#038;feature=dir">ha messo online su YouTube</a> il messaggio integrale del Presidente Napolitano</ul>
</li>
<h3>Tag Cloud con occorrenze</h3>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1582" style="width:800px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/immagine-1.jpg" alt="" width="800" height="375" />
	<div>Tag Cloud del discorso di Napolitano</div>
</div>
<h3>Tag Cloud con Wordle</h3>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1587" style="width:557px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/immagine-2.jpg" alt="" width="557" height="272" />
	<div>Altra visualizzazione della Tag Cloud del discorso di Napolitano</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Il mood dell&#8217;America. A metà del guado.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/12/15/il-mood-dellamerica-a-meta-del-guado/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2008/12/15/il-mood-dellamerica-a-meta-del-guado/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 20:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[coverage]]></category>
		<category><![CDATA[governo e opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>

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		<description><![CDATA[Right track / wrong track. Ancora incerto l'umore degli Usa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Domanda da un milione di dollari: stiamo andando nella giusta direzione, o in quella sbagliata?</p></blockquote>
<p> La domanda &#8220;wrong track / right track&#8221; è la domanda di partenza di molte strategie comunicative. Intendono misurare, più o meno spannometricamente, se il <em>mood</em> generale dell&#8217;elettorato – ovvero una sorta di misto tra sensazioni e atmosfera e contesto – è ottimista o pessimista verso chi governa, e verso il futuro. Prima delle elezioni presidenziali, il mood generale era sbilanciato sul wrong track &#8211; sulla sensazione si stesse andando nella direzione sbagliata, sensazione confortata da crisi e sfiducia e che secondo molti è fattore predominante nel leggere la vittoria di Obama.</p>
<p>E ora? Qual è ora il mood dell&#8217;Usa ad un mese e più dall&#8217;elezione di Obama?</p>
<p>Provano a dircelo i report <a href="http://www.rasmussenreports.com/public_content/politics/mood_of_america/right_direction_wrong_track/right_direction_or_wrong_track">Rasmussen</a>. Da cui sembra che gli Americani si sentano a metà del guado, non più nella direzione del disastro, ma non ancora fuori dalle sabbie mobili. </p>
<ul>
<li>17% of voters nationwide now say that the U.S. is heading in the right direction while 75% say we have gotten off on the wrong track.</li>
<li>    Just 22% of Democrats now say the nation is heading in the right direction, down from an average of 27% for the full month of November.</li>
<li>    15% of Republicans and 13% of unaffiliated voters say the nation is heading in the right direction.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il discorso di Obama. Dalle tag agli alberi.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/11/10/il-discorso-di-obama-dalle-tag-agli-alberi/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 20:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Tag cloud]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
		<category><![CDATA[coverage]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedia]]></category>
		<category><![CDATA[discorsi e dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[videopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>

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		<description><![CDATA[Il discorso di Obama la sera della vittoria, a Chicago. Dalle tag cloud classiche, a quelle ad albero: nuova visualizzazioni degli speech politici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Cambia il mondo, cambiano le tecnologie e cambia anche il modo di analizzare i cambiamenti &#8211; del mondo e della politica.</p></blockquote>
<p> Se è vero che non è difficile diventare fan delle <strong>tag cloud</strong> (le <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">abbiamo più volte usate</a> qui a Spindoc) era altrettanto facile <strong>restare scettici</strong> di fronte ad una cieca fiducia nei loro confronti.</p>
<p>Detto in due parole le <strong>tag cloud</strong> hanno <strong>due difetti</strong> (per come sono usate non per come sono costruite)</p>
<ul>
1) <strong>si adattano più</strong> a lingue anglosassoni (dove i femminili, le concordanze e le aggettivazioni si stemperano nel contesto semantico creando un blocco solidale di senso);<br />
2) <strong>servono più</strong> a comprendere il <em>topic</em> (ciò <em>di cui</em> si parla) di un argomento piuttosto che il <em>comment</em> (ciò che se ne dice).</ul>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HfHbw3n0EIM&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HfHbw3n0EIM&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><br />
<strong></p>
<p>VEDI ANCHE</strong>: la <a href="http://elections.nytimes.com/2008/results/president/speeches/obama-victory-speech.html?nl=pol&#038;emc=polb1">solita splendida visualizzazione</a> del NYTimes con il discorso e il transcript a fianco (di cui abbiamo già parlato in <a href="http://www.spindoc.it/category/attivita-e-strumenti/crossmedia/">altre occasioni</a>)</p>
<blockquote><p>La <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-1108.htm">traduzione</a> del discorso completo di Barack Obama; e la <a href="http://my.barackobama.com/page/community/post/stateupdates/gGx3Kc">versione originale</a>.
</p></blockquote>
<p>In attesa di un <strong>motere di ricerca realmente semantico</strong>, il <strong>fitro umano</strong> non può essere dimenticato. Ma può essere aiutato. Abbiamo deciso di mettere alla prova i nuovi sistemi di analisi sul video (il primo di una serie) del <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HfHbw3n0EIM">discorso della vittoria di Obama</a>.</p>
<h3>Tag cloud classica</h3>
<p>Ecco come sarebbe una <strong>tag cloud classica</strong> (clicca per visualizzare).</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/aeea4e68af3a11dd85e3000255111976/comments/aef4035eaf3a11dd85e3000255111976.js?width=400&#038;height=350"></script></p>
<p>Si più cercare all&#8217;interno e puntando i cursore su una parola viene evidenziato il contesto di utilizzo.</p>
<h3>Tag cloud ad albero</h3>
<p>Ancora più utile è però la visualizzazione detta ad &#8220;albero&#8221; che consente di visualizzare (in ingresso o in uscita) una specifica parola.</p>
<p>Di seguito la prova con la ricerca del termine <strong>&#8220;America&#8221; nelle parole di Obama</strong> (clicca per visualizzare)</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/c0ac28d6af3c11ddafde000255111976/comments/c0b0330eaf3c11ddafde000255111976.js?width=400&#038;height=350"></script></p>
<p>Qui lo stesso test ma con la parola <strong>America in uscita</strong>.</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://manyeyes.alphaworks.ibm.com/manyeyes/visualizations/dcdfea64af3d11dd85e3000255111976/comments/dce2ad80af3d11dd85e3000255111976.js?width=400&#038;height=350"></script></p>
<p>Ovviamente i risultati risentono abbastanza della <strong>parlata ufficiale\ufficializzata</strong> e della difficoltà di rendere pause ed espressioni facciali. Ma su questo novità a prestissimo!</p>
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		<title>Change.gov. Il cambiamento si fa governo</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/11/08/changegov-il-cambiamento-si-fa-governo/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2008/11/08/changegov-il-cambiamento-si-fa-governo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 13:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
		<category><![CDATA[coverage]]></category>
		<category><![CDATA[governo e opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[temi e programmi]]></category>
		<category><![CDATA[web campaigns]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[presidente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giorno dopo l'elezione di Barack Obama a Presidente degli Usa, parte il nuovo sito, con un url di battaglia: Change.gov. Si parte da qui, per governare (anche) attraverso Internet.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Change.org, il nuovo sito del presidente Obama online a tempo di record</p></blockquote>
<p> <strong>Barack Obama</strong>, 44esimo Presidente eletto degli Stati Uniti d&#8217;America, ha fama di essere uomo e politico difficile da cogliere impreparato. All&#8217;indomani della sua trionfale elezione, ecco pronto il nuovo sito di riferimento per la transizione governativa dall&#8217;amministrazione Bush alla nuova Obama-Biden che si insedierà formalmente il 20 gennaio 2009. </p>
<p>Parte il nuovo sito, con un <em>url</em> di battaglia: <a href="http://www.change.gov">Change.gov </a></p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1392" style="width:500px;">
	<a href="http://change.gov/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/11/changegov.jpg" alt="" width="500" height="263" /></a>
	<div>Change.gov, il nuovo sito di Barack Obama Presidente</div>
</div>
<p></p>
<h3>Of the People, by the people</h3>
<blockquote><p>«There is no more important resource for changing the direction of this country and defining the ideas that will transform America than the American people. Tell us your ideas and be part of the change you&#8217;re looking for». </p></blockquote>
<p>E&#8217; un sito, ma &#8211; cosa più importante &#8211; sembra essere un metodo. <strong>Of the people, by the people</strong>. Delle persone, dalle persone. </p>
<p>Ecco che allora si richiede esplicitamente &#8211; transizione o meno &#8211; un contributo quanto ad idee e agenda. Oltre la richiesta ufficiale, nell&#8217;immagine sotto, il <a href="http://change.gov/page/s/ofthepeople">form per contribuire</a>. </p>
<p>Ovviamente quello che farà la differenza è quanta risposta e/o quanto e come saranno processate tutte le informazioni che arriveranno. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1398" style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/11/changegov2.jpg" alt="" width="500" height="303" />
	<div>La pagina per sottomettere idee e suggerimenti al presidente Usa</div>
</div>
<h3>Prime recensioni, ok con nota a margine</h3>
<blockquote><p>Poca ciccia e molti form, ma si farà (ed è comunque un sito, il primo prodotto della presidenza)</p></blockquote>
<p> La <a href="http://www.techpresident.com/blog/entry/33032/daily_digest_never_review_a_transition_on_opening_night#change_dot_gov">recensione a caldo</a> di TechPresident: «Change.gov: First Looks: After taking a quick initial look at Change.gov, the Obama transition team&#8217;s new site, we concluded that while it echoes the campaign&#8217;s talk of open government, the site doesn&#8217;t have much meat on its bones yet». Il sito non ha ancora molta &#8220;ciccia&#8221; e molti contenuti &#8211; è solo una struttura da riempire, piena zeppa di form da riempire per mandare feedback. Nonostante questo è &#8220;exciting&#8221;, eccitante in quanto primo prodotto che viene fuori dalla presidenza di Obama: un sito Internet, in più con bellicose intenzioni partecipative. E per il resto, anche i siti Internet hanno bisogno di tempo per crescere, &#8220;websites still take time to build&#8221;.</p>
<h3>L&#8217;agenda tecnologica, tradotta in italiano</h3>
<blockquote><p>Tra i temi in agenda, anche la tecnologia. </p></blockquote>
<p> Tra le issues di piattaforma, spiccano i temi tecnologici. La traduzione in italiano della sezione “Tecnologia” del programma ufficiale dell’amministrazione Obama-Biden, che sarà alla base delle politiche della Casa Bianca nel quadriennio 2009-2012 è <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/11/07/19/200811071901">stata pubblicata da Apogeonline</a>. La versione <a href="http://change.gov/agenda/technology/">originale</a> è disponibile sul <a href="http://change.org">Change.org</a>, insieme tutti gli altri ambiti programmatici.</p>
<blockquote><p>&#8220;Dobbiamo connettere i cittadini gli uni agli altri per coinvolgerli maggiormente&#8221;</p></blockquote>
<p>L&#8217;inizio è assai confortante, pur <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/11/07/19/200811071901">se problematico</a>: «Dobbiamo connettere i cittadini gli uni agli altri per coinvolgerli maggiormente e direttamente nella soluzione dei problemi che abbiamo di fronte. Dobbiamo usare tutte le tecnologie e tutti i metodi disponibili per aprire le porte del governo federale, creare un nuovo livello di trasparenza in grado di cambiare il modo in cui si conducono gli affari a Washington, e dare agli americani la possibilità di partecipare alle consultazioni e alle decisioni del governo in modi che fino a pochi anni fa non erano possibili».</p>
<p>Buon lavoro, Mr. President.</p>
<p><strong>Update dell&#8217;11 novembre</strong><br />
Le pagine delle issues non sono più online. Forse un problema burocratico. Leggi l&#8217;aggiornamento su Spindoc: <a href="http://www.spindoc.it/2008/11/11/changegov-non-e-piu-online-lagenda-di-obama/">Change.gov, non è più online l’agenda di Obama</a> </p>
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		<title>Election Day Web Toolkit. Il voto va social</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/11/04/election-day-web-toolkit-il-voto-va-social/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 15:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[coverage]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedia]]></category>
		<category><![CDATA[grassroots]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Link e risorse social per il giorno del voto USA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via Read Write Web, tutto quello che serve per trovare informazioni sul voto di oggi, per raccontare l&#8217;esperienza e soprattutto, per noi semplici lurker e appassionati, per leggerla e tracciarla sui social network e il web &#8211; mai prima d&#8217;ora una esperienza così condivisa,e in mille modi, quella di votare alle elezioni.</p>
<p>LINK: <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/your_election_day_web_toolkit.php">Your Election Day Web Toolkit &#8211; ReadWriteWeb</a>.</p>
<p>Altro multi-link, per guardare le elezioni live: <a href="http://www.alleyinsider.com/2008/11/how-to-watch-election-day-live-online">How to watch election day live</a></p>
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		<title>La notte elettorale USA. Quando chiudono le urne?</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/11/03/la-notte-elettorale-usa-quando-chiudono-le-urne/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 17:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[coverage]]></category>
		<category><![CDATA[demografia e statistica]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[electionday]]></category>
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		<category><![CDATA[vote]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando chiudono le urne nei vari stati americani. Un grafico sintetico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Basta aggiungere 6 ore per avere l&#8217;orario italiano.</p></blockquote>
<p> Di seguito <a href="http://www.swingstateproject.com/showDiary.do?diaryId=3641">un grafico sintetico sugli orari di chiusura</a> delle urne domani in America. Utile anche, per eventuali &#8220;risvegli intelligenti&#8221; a chi è intenzionato a seguire la tante maratone elettorali che verranno organizzate &#8211; sul web e sui canali televisivi tradizionali. Verosimilmente un buon quadro lo si avrà intorno alle 3 a.m. ore italiane.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1379" style="width:500px;">
	<a href="http://www.swingstateproject.com/showDiary.do?diaryId=3641"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/11/pollclosingtimes.jpg" alt="" width="500" height="417" /></a>
	<div>La mappa della chiusura delle urne. Via Swing State Project</div>
</div>
<p>Via <a href="http://www.swingstateproject.com/showDiary.do?diaryId=3641">Swing State Project</a>, e <a href="http://www.wittgenstein.it/2008/11/03/preparate-il-termos-del-caffe/">Wittgenstein</a>. </p>
<p>Su Swing State Project anche <a href="http://www.swingstateproject.com/showDiary.do?diaryId=3641">una tabella più dettagliata</a> con le vari corse elettorali stato per stato &#8211; tra camera e al senato, fino ad elezioni a governatore o a livelli più locali. Per una lista delle &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Initiative">ballot initiatives</a>&#8221; (sorta di referendum) c&#8217;è <a href="http://www.ballot.org/pages/on_the_ballot/">questa risorsa</a>, stato per stato (sono <a href="http://www.swingstateproject.com/showDiary.do?diaryId=3786">meno del 2004</a>).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Prima voto e poi lo twitto. Il progetto Twitter Vote Report</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/11/03/prima-voto-e-poi-lo-twitto-il-progetto-twitter-vote-report/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 11:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[coverage]]></category>
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		<category><![CDATA[electionday]]></category>
		<category><![CDATA[hashtag]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima voto e poi lo twitto. Il progetto Twitter Vote Report]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Molte, come abbiamo <a href="http://www.spindoc.it/2008/11/01/current-twitter-digg-per-la-notte-elettorale/">già in parte detto</a>, le iniziative &#8220;2.0&#8243; per l&#8217;attesissima notte elettorale. Molte le strade del coverage passano da Twitter.</p></blockquote>
<p> Ruolo preminente quello giocato da <strong>Twitter</strong>, che per la sua semplicità è strumento principe per coverage condivisi e per progetti di <em>mash-up</em> (di mix tra servizi diversi). Durante le primarie USA (ma anche <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/26/italian-elections-twitter-map-le-elezioni-geolocalizzate/">le elezioni italiane</a>) ci sono stati vari progetti di geolocalizzazione del voto attraverso le twittate di chi era appena andato a votare. Ora gli <a href="http://www.techpresident.com/blog/entry/30883/hashtags_the_new_new_way_to_organize_the_world">hashtag</a> ritornano anche per questo martedì elettorale, con il progetto <a href="http://twittervotereport.com/">Twitter Vote Report</a>.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1372" style="width:500px;">
	<a href="http://twittervotereport.com/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/11/twittervotereport.jpg" alt="" width="500" height="356" /></a>
	<div>Twitter Vote Report</div>
</div>
<p>Per aggregare il voto, basta aggiungere al proprio tweet #votereport<br />
(ci sono anche altre opportunità per fornire <em>automagicamente</em> altre informazioni: <a href="http://twittervotereport.com/how-to-help/#twitter">how-to</a>). Il tutto viene visualizzato all&#8217;interno di una google maps.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Due mappe per le elezioni. Lo storico del voto su Google Maps e gli Usa in base ai delegati</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/11/01/due-mappe-per-le-elezioni-lo-storico-del-voto-su-google-maps-e-gli-usa-in-base-ai-delegati/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2008/11/01/due-mappe-per-le-elezioni-lo-storico-del-voto-su-google-maps-e-gli-usa-in-base-ai-delegati/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 17:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[coverage]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedia]]></category>
		<category><![CDATA[demografia e statistica]]></category>
		<category><![CDATA[election]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[map]]></category>
		<category><![CDATA[mapping]]></category>
		<category><![CDATA[TechPresident]]></category>

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		<description><![CDATA[Google Earth e Techpresident: due mappe per elezioni USA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due mappe digitali per leggere passato e presente del voto americano, proposte da <a href="http://google-latlong.blogspot.com/2008/10/how-us-has-voted-since-1980.html">Google Earth</a> e da <a href="http://www.techpresident.com/ecmap">TechPresident</a>.</p>
<h3><strong>Come gli Stati Uniti hanno votato dal 1980</strong></h3>
<p>. </p>
<p>In collaborazione con la <a href="http://digitalscholarship.richmond.edu/">Digital Scholarship Lab</a> alla University of Richmond, un team apposito di Google <a href="<a href="http://google-latlong.blogspot.com/2008/10/how-us-has-voted-since-1980.html">&#8220;>ha geolocalizzato i risultati delle elezioni americane</a> &#8211; sia su Google Earth che su Google Maps. Queste mappe mostrano come la popolazione americana ha votato dal 1980 al 2004, fino a al livello delle contee. </p>
<p><script src="http://www.gmodules.com/ig/ifr?url=http://mw2.google.com/mw-earth-vectordb/gallery_layers/election2008/maps/us_voting_80_04.xml&amp;synd=open&amp;w=620&amp;h=530&amp;title=Historical+Voting+Results&amp;border=%23ffffff%7C3px%2C1px+solid+%23999999&amp;output=js"></script></p>
<p>LINK: <a href="http://google-latlong.blogspot.com/2008/10/how-us-has-voted-since-1980.html">How the US has voted since 1980</a>.</p>
<h3>The real electoral map, gli Stati Uniti d&#8217;America visti per numero di delegati</h3>
<p><a href="http://www.techpresident.com/ecmap">Techpresident</a>, sito irrinunciabile per chi ama i temi a noi cari, presenta un tool interattivo per visualizzare la mappa elettorale degli Stati Uniti d&#8217;America. Già altre risorse di questo tipo erano state create per le elezioni passate, ma in questo caso è un tool dinamico, che dà anche informazioni sui singoli stati.</p>
<p><a href="http://www.techpresident.com/ecmap"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/11/realelectoralmap.jpg" alt="" width="500" height="574" class="alignnone size-full wp-image-1361" /></a></p>
<p>Il funzionamento è semplice: la grandezza dei singoli stati è basata non sul territorio fisico ma sul numero di delegati che elegge (che è in base alla popolazione).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spindoc.it/2008/11/01/due-mappe-per-le-elezioni-lo-storico-del-voto-su-google-maps-e-gli-usa-in-base-ai-delegati/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Current + Twitter + Digg per la notte elettorale</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/11/01/current-twitter-digg-per-la-notte-elettorale/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2008/11/01/current-twitter-digg-per-la-notte-elettorale/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 06:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
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		<description><![CDATA[Current + Twitter + Digg per la notte elettorale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>I ruoli sembrano chiari e ben equilibrati: Twitter garantisce una parte di interazione con il pubblico, Digg fornisce le notizie emergenti, Current il mix di questi input in un programma televisivo (o post-televisivo, ormai). </p></blockquote>
<p> Tra le tante iniziative messe in piedi per la notte elettorale Usa del 4 novembre, <a href="http://current.com/items/89472948_speciale_elezioni_americane_current_twitter_digg">merita una segnalazione l&#8217;iniziativa</a> che mi segnala <a href="http://www.liviacolare.com/">Livia Iacolare</a> e che vede una partnership tra <a href="http://current.com"><strong>Current Tv</strong></a>, la televisione UGC e non solo fondata da <strong>Al Gore </strong>e da qualche mese sbarcata in Italia sul Web e sulla piattaforma satellitare Sky, <a href="http://www.twitter.com"><strong>Twitter</strong></a>, il tool di microblogging più diffuso e usato (anche politicamente &#8211; sugli usi politici di Twitter abbiamo <a href="http://www.spindoc.it/?s=twitter">più volte</a>  scritto, in special modo interessante l&#8217;uso che ne è stato fatto per i <a href="http://www.spindoc.it/2008/01/14/i-risultati-delle-primarie-in-tempo-reale-cnn-no-twitter/">risultati delle primarie</a>) e <a href="http://www.digg.com">Digg</a>, uno dei modelli più efficaci di social bookmarking, condivisione delle notizie e giornalismo partecipativo. </p>
<p><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" width="400" height="400"><param name="movie" value="http://current.com/e/89472948/it_IT"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowfullscreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://current.com/e/89472948/it_IT" width="400" height="400" wmode="transparent" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" ></embed></object></p>
<p>Sul sito di Current <a href="http://current.com/items/89472948_speciale_elezioni_americane_current_twitter_digg">ulteriori informazioni</a> sulla maratona elettorale &#8211; che potremmo definire un vero e proprio mashup giornalistico. Da seguire. </p>
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		<title>La mappa degli endorsement. Le dichiarazioni di appoggio dei quotidiani USA</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 10:02:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
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		<description><![CDATA[La mappa degli endorsement dei quotidiani USA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Una mappa per scoprire chi appoggia chi, tra i newspaper americani.</p></blockquote>
<p> L&#8217;endorsement è l&#8217;appoggio pubblico e trasparente ad una candidatura. Da parte di una testata giornalistica, o di una associazione, o di un politico. In Italia non si usa &#8211; e le volte che accade, sono più le critiche. </p>
<p>Scopro via <a href="http://mediablog.corriere.it/2008/10/usa_2008_ecco_la_mappa_degli_e.html">Marco Pratellesi</a> questa mappa, molto ben fatta, di <a href="http://infochimps.org/static/gallery/politics/endorsements_map/endorsement_graph.html">Infochimps</a>. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1331" style="width:500px;">
	<a href="http://infochimps.org/static/gallery/politics/endorsements_map/endorsement_graph.html"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/newpaperendorsement.jpg" alt="" width="500" height="330" /></a>
	<div>Mappa degli endorsement dei quotidiani in America. Via Infochimps</div>
</div>
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		<title>Da Rove a Axelrod. Cosa sono gli spin doctor oggi?</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/10/20/da-rove-a-axelrod-cosa-sono-gli-spin-doctor-oggi/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 12:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Diletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Issues e strategie]]></category>
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		<category><![CDATA[Schmidt]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Karl Rove in poi è un'altra musica, tra i consulenti politici USA. E con le nuove star (gli obamiani Axelrod e Plouffe e il repubblicano Schmidt) gli spin doctor diventano il legame tra ideologia e comunicazione - vecchio e nuovo delle politica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[Di seguito una riflessione sullo stato dell'arte degli spin doctor di <strong>Mattia Diletti</strong>, che insieme agli amici di <a href="http://blogamerica2008.blogspot.com/">America2008</a>, sta seguendo fin dall'inizio e con appassionata competenza la campagna elettorale USA in corso. Buona lettura, as]<br />
</em></p>
<blockquote><p>Chi sono gli <em>spin doctor</em> oggi, elezioni USA 2008? E cosa sono diventati? </p></blockquote>
<p> Nell’album delle figurine di questa campagna del 2008 &#8211; mai così tante facce nuove in un colpo solo &#8211; sono apparsi in qualità di eroi <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/David_Plouffe">David Plouffe</a></strong> e <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/David_Axelrod_(political_consultant)">David Axelrod</a></strong>, i due consulenti di Obama. Il secondo si è formato con lui nella scuola politica di Chicago, la patria delle political machine americane del voto di scambio e dei colpi bassi (un bel ritratto del <a href="http://www.nytimes.com/2007/04/01/magazine/01axelrod.t.html">New York Times</a>). David Plouffe, invece, è stato definito da The New Republic il “comandante in capo dell’esercito dei nerd”. Sul fronte repubblicano si è affermato un allievo di Karl Rove, <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Steve_Schmidt">Steve Schmidt</a></strong>, il più giovane dei tre. </p>
<div class="img alignright size-full wp-image-1250" style="width:465px;">
	<a href="http://www.newyorker.com/reporting/2008/07/21/080721fa_fact_lizza"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/obama-new-yorker.jpg" alt="" width="465" height="358" /></a>
	<div>Barack Obama a Chicago, in una foto tratta dal reportage 'Making It. How Chicago shaped Obama' del New Yorker</div>
</div>
<p><em>Per chi vuole approfondire, il <em>New Yorker</em> fornisce una storia dell’incontro tra Axelrod e Obama a Chicago, narrata nelle pieghe di un <a href="http://www.newyorker.com/reporting/2008/07/21/080721fa_fact_lizza">bellissimo reportage sulla formazione politica di Obama in Illinois</a> (tanto per dare il tono della città: <strong>John F. Kennedy</strong> divenne presidente solo grazie ai brogli dell’immarcescibile sindaco Daley, padre dell’attuale primo cittadino e capace di far votare anche i morti). </em></p>
<h3>L&#8217;emersione della consulenza politica. Tesi, antitesi e sintesi.</h3>
<blockquote><p>Prima di Karl Rove, l’ultimo terremoto era stato registrato nel 1992 grazie ai “ragazzi” della War Room di Bill Clinton &#8211; <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/George_Stephanopoulos">George Stephanopoulos</a></strong> e <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/James_Carville">James Carville</a></strong> &#8211; che potete osservare all’opera nel fenomenale documentario di <strong>Allen Pennebaker</strong> “<a href="http://www.imdb.com/title/tt0108515/">War Room</a>”.</p></blockquote>
<p> In realtà, anche se ci ricorderemo di queste elezioni per la trasformazione di Obama in figura politica nazionale e per i modi nuovi di organizzare la campagna elettorale &#8211; soprattutto attraverso i metodi che la Rete mette a disposizione – il prima e il dopo della storia degli <em>spin doctor</em> sarà segnato e raccontato a partire dalla figura di <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Karl_Rove">Karl Rove</a></strong>, con i quali sia Plouffe che Axelrod hanno fatto i conti per organizzare il proprio “working plan”. </p>
<p>	Nella comunicazione politica si è osservata spesso l’affermazione dello spin doctor e della figura dei political consultant come una tappa del processo di modernizzazione della politica e delle sue modalità di organizzazione. Per alcuni un elemento di progresso (il giusto abbandono delle strutture di partito, burocratiche e ideologiche, a favore di una maggiore professionalità settoriale), per altri la costruzione di un modello effimero di relazione tra cittadino e classe politica, quest’ultima impegnata a costruire il proprio consenso a prescindere da progetti e sostanza attraverso l’utilizzo di maghi e incantatori.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1264" style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/karl_rove.jpg" alt="" width="500" height="393" />
	<div>Karl Rove, mitologico consulente repubblicano</div>
</div>
<h3>Karl Rove, il papà putativo dei new consultant</h3>
<blockquote><p>Karl Rove, infatti, ha sempre sostenuto che in politica le grandi idee vengono prima di tutto. Sia lui che <strong>Newt Gingrich</strong>, un’altra mente del partito repubblicano, sono soliti citare il detto della Thatcher &#8220;<em>You have to win the argument before you win the vote</em>.&#8221; </p></blockquote>
<p>In realtà figure come quelle di Karl Rove (e anche Plouffe e Axelrod) rappresentano profili che superano questa contrapposizione. Si tratta di <strong>“quadri politici” professionali di ultima generazione</strong> – insieme professionisti e militanti ferocemente schierati, anche se negli Usa questo non è una novità &#8211; coscienti di quanto contino i fondamentali della politica nel lavoro dello spin doctor. </p>
<p>Operano tenendo a mente <strong>il peso preponderante di ideologia, identità e organizzazione</strong> (gli arnesi tradizionali della politica). Karl Rove è stato fenomenale nella costruzione del messaggio, della sua unificazione, nella demolizione dell’avversario, nel <em>microtargeting</em> dei gruppi elettorali degli stati in bilico delle elezioni presidenziali del 2004; al tempo stesso Rove era ossessionato dalla storia politica, dai processi di lungo periodo, culturali, economici, demografici. La tecnica della comunicazione quotidiana che si intreccia con i grandi fenomeni e le grandi idee (a partire dalla religione) grazie alle quali gli uomini organizzano le proprie comunità. </p>
<h3>I due stregoni di Obama, e il messaggio non-più-liberal formato Web</h3>
<blockquote><p>Il viral marketing di Obama, dai videogiochi all&#8217;arte.</p></blockquote>
<p> In fondo i due stregoni di Obama hanno utilizzato strategie nuove – l’incredibile <em>viral marketing </em>che ha accompagnato la diffusione dell’icona di Obama, dai videogiochi all’arte – avendo compreso i cambiamenti strutturali che stanno attraversando gli Stati uniti, e avendo intuito quanto questi possano fornire un’importante finestra di opportunità per la promozione di un punto di vista “liberal”. L’organizzazione della famosa mobilitazione del voto giovanile mostra che essi hanno afferrato come la “<em>millenial generation</em>” sia particolarmente minacciata dalle politiche dell’amministrazione conservatrice e dalla recessione economica. </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/R92Fg5sznLQ&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/R92Fg5sznLQ&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><br />
<em>Uno degli ultimi video di David Plouffe, campaign strategist di Obama</em></p>
<p>	I <a href="http://www.youtube.com/results?search_query=david+plouffe&#038;search=Cerca">famosi video di David Plouffe</a>, nei quali illustra le strategie della campagna di Obama rivolgendosi direttamente ai democratici mobilitati in campagna elettorale, sono stati definiti da un giornalista – <strong>Martino Mazzonis</strong> – come “un tipico esempio di relazione (quasi vecchio stampo) di un quadro nazionale ai quadri locali, aggiornata però al XXI secolo”. </p>
<h3>Repackaging, e una nuova narrazione collettiva</h3>
<blockquote><p>Nuove e vecchio, a braccetto (strategico) insieme.</p></blockquote>
<p> E’ una novità negli strumenti, nella modalità, ma ha effettivamente qualcosa di antico. Questo antico è ancora più determinante oggi che la realtà non è contenibile in nessuna narrazione pre-costituita. La crisi economica costringe a “vendere” prodotti di qualità, merce costruita con serietà, una <strong>nuova narrazione collettiva</strong> dopo quella liberal-conservatrice arrivata al capolinea: per fare questo i democratici ricorrono a metodologie innovative, ricostruendo però un messaggio politico che gli appartiene da 100 anni. Un’opera riuscita di <em>repackaging</em> della propria cultura politica, che fa da bussola per orientarsi in tempi difficili. </p>
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