I primi dati di Diario Aperto: il passaparola è anche politico
Parlorama, ovvero quanto lavorano i politici in Europa
Quando chiudono le urne nei vari stati americani. Un grafico sintetico.
Google Earth e Techpresident: due mappe per elezioni USA
A poche settimane dalla fine della campagna elettorale USA, un “nastrone elettorale” per monitorare, visualizzare ed aggregare le notizie dal web e non solo. Questa è la seconda “puntata”.
Una ricerca del Pew Reaserch Institute svela: nelle elezioni Usa c’è troppa campagna e poca informazione. Risultato? Le agende (dei cittadini e dei media) divergono e i toni troppo “negativi” non piacciono all’elettore
I numeri del dopo-elezioni (niente che non si sappia). Qualche iniziale considerazione sul ruolo del Web prima e durante (niente che non si sappia anche qui).
Exit Poll. Il dietro le quinte dell’SWG e risorse sul dopo la chiusura delle urne
Elezioni dietro le quinte alla SWG. Tra dirette blog, web e exit poll.
Ora tutti temono il non-voto (e prima se ne fregavano). Domani si vedrà quanta gente è andata al mare. Intanto, online, se ne parla di più: forse anche perché molti blogger dichiarano pubblicamente il loro voto (o non voto appunto).
Quali sono i temi dei programmi del Partito Democratico e del Popolo della Libertà di cui si parla di più? Fisco, tasse e compagnia pagante sopra tutto, la famiglia quasi all’ultimo posto. E spunta anche la (probabile) antipolitica della riforma elettorale.
Analisi popolarità dei partiti nel buzz della fetta più sensibile della Rete. Il Partito Democratico attira conversazioni “nominali”, nel PdL sembra farsi più fatica a rinunciare alle vecchie denominazioni partitiche.
Hillary vince. Obama non perde. Si rischia di andare per le lunghe. A colpi di spin matematici e ennesime rimonte non impossibili. E alla fine, tra i due litiganti, il terzo potrebbe goderne. Senza merito.
Il candidato preferito: meglio giovane o rincoglionito?
Mentre in Italia assistiamo alla “telenovela della politica”, gli americani trasformano la politica in soap opera. La famiglia Ortiz, pro Obama, a caccia dell’elettorato ispanico.
“Non è finita finché non è veramente finita”. Potrebbe essere il motto di Ron Paul, 72enne ginecologo di Pittsburgh, deputato del Texas, liberista e libertario, pilota di aerei ed elicotteri, ex militare di lungo corso e (ancora) candidato alle primarie presidenziali USA. Grazie soprattutto ad Internet.
Political Futures. E’ il mercato delle previsioni politiche – chi sale e chi scende. Invece di un solo pundit onniscente che tutto sa e prevede; una previsione collettiva, in ossequio al wisdom of crowds. Il bello è che spesso ci azzecca.
Primo monitoraggio della Internet politica italiana (in collaborazione con Blog Meter). Si parla più di Berlusconi che di Veltroni, ma vince il Partito Democratico sul Popolo della Libertà. Una biforcazione strategica voluta o un effetto subito? Cosa pagherà di più?
Gli strateghi elettorali ritengono che vincerà la battaglia per le primarie Democratiche il candidato che saprà aggiudicarsi le preferenze di quattro fondamentali target: gli afroamericani, i giovani, i latinos, e le donne. Mentre i primi due gruppi sembrano propendere sin dall’inizio della campagna per Barack Obama, gli ispanici manifestano maggiori simpatie per Hillary Clinton. Restano in ballo le donne che, almeno teoricamente, dovrebbero preferire il progetto di un Presidente “in rosa”. Ma qualcosa sta cambiando.
Gli ultimi poll in vista del confronto di sabato in South Carolina – dove gli elettori di colore sono molto numerosi – danno Barack Obama vincente sulla Clinton per la conquista degli afroamericani: il 59% voterebbe per il senatore dell’Illinois e solo il 31% per l’ex first Lady. Un dato legato alle crescenti simpatie per [...]