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	<title>Spindoc &#187; demografia e statistica</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>I primi dati di Diario Aperto: il passaparola è anche politico</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/06/29/i-primi-dati-di-diario-aperto-il-passaparola-e-anche-politico/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 12:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[I primi dati di Diario Aperto: il passaparola è anche politico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>E&#8217; la seconda edizione della ricerca su blog e social network curata da Swg</p></blockquote>
<p>«La maggioranza degli utenti dei social network ha ‘discusso’ di politica durante le elezioni europee», <a href="http://www.diarioaperto.it/blog/2009/06/anticipazioni-1-la-maggioranza-degli-utenti-dei-social-network-ha-discusso-di-politica-durante-le-elezioni-europee/">questa una delle prime anticipazioni</a> &#8220;politiche&#8221; di <a href="http://www.diarioaperto.it/">Diario Aperto</a>, ricerca condotta su 1270 questionari compilati nei tre mesi prima delle elezioni. Quelli che seguono sono alcuni dei primi dati che emergono dall’analisi di questi questionari.</p>
<p>Interessante l&#8217;elemento legato al passaparola &#8211; e se vogliamo al modo attraverso cui l&#8217;utente dei social network si informa, e avviene la consapevolezza del frame politico: «<em>Il 69% degli interpellati ha dichiarato che gli è accaduto ‘molto’ o ‘abbastanza’ spesso di aver scoperto gli interessi e le opinioni politiche dei propri amici tramite i siti di social networking. Il 59% degli intervistati sostiene di aver utilizzato ‘molto’ o ‘abbastanza’ questi siti per organizzarsi con gli altri per un evento o per il sostegno a una causa</em>».</p>
<ul>
Altri e primi dati sugli aspetti politici della ricerca sul <a href="http://www.diarioaperto.it/blog/2009/06/anticipazioni-1-la-maggioranza-degli-utenti-dei-social-network-ha-discusso-di-politica-durante-le-elezioni-europee/">blog di Diario Aperto</a> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Parlorama, ovvero quanto lavorano i politici in Europa</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/05/30/parlorama-ovvero-quanto-lavorano-i-politici-in-europa/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 08:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisabetta Barone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
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		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlorama, ovvero quanto lavorano i politici in Europa  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Quanto lavorano i parlamentari europei?</p></blockquote>
<p>Le elezioni europee si avvicinano. Nell&#8217;attesa, c&#8217;è un sito dove valutare, con tanto di dati, l&#8217;operato dei parlamentari europei uscenti: si chiama Parlorama. Ecco come viene presentato da chi lo cura:<em>Tra il 4 e il 7 giugno 2009, 375 milioni di elettori europei saranno chiamati a scegliere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Questo Parlamento avrà un&#8217;influenza diretta sulla maggior parte delle leggi approvate nell&#8217;Unione Europea. Parlorama.eu vuole dare a ciascun cittadino europeo la possibilità di giudicare, dati alla mano, l&#8217;operato dei propri candidati che si appresta a votare.</em></p>
<div class="img alignright size-full wp-image-2034" style="width:506px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/parlorama1_piccolo.jpg" alt="Screenshot da Parlorama" width="506" height="654" />
	<div>Screenshot da Parlorama</div>
</div>
<p>C&#8217;è anche la lista dei migliori e dei peggiori. </p>
<div class="img alignright size-full wp-image-2035" style="width:260px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/parlorama2.jpg" alt="Parlorama. I primi tra i parlamentari uscenti." width="260" height="359" />
	<div>Parlorama. I primi tra i parlamentari uscenti.</div>
</div>
<div class="img alignright size-full wp-image-2036" style="width:260px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/parlorama3.jpg" alt="Parlorama. Gli ultimi tra i parlamentari uscenti." width="260" height="359" />
	<div>Parlorama. Gli ultimi tra i parlamentari uscenti.</div>
</div>
<p>Attenzione però a trarre conclusioni affrettate: non sempre i parlamentari vengono meno ai loro doveri per pura pelandronaggine. Talvolta a distoglierli dai loro euro-doveri sopraggiungono motivi di salute (anche gravi) o altri incarichi istutuzionali. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>La notte elettorale USA. Quando chiudono le urne?</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/11/03/la-notte-elettorale-usa-quando-chiudono-le-urne/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 17:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[coverage]]></category>
		<category><![CDATA[demografia e statistica]]></category>
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		<category><![CDATA[vote]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando chiudono le urne nei vari stati americani. Un grafico sintetico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Basta aggiungere 6 ore per avere l&#8217;orario italiano.</p></blockquote>
<p> Di seguito <a href="http://www.swingstateproject.com/showDiary.do?diaryId=3641">un grafico sintetico sugli orari di chiusura</a> delle urne domani in America. Utile anche, per eventuali &#8220;risvegli intelligenti&#8221; a chi è intenzionato a seguire la tante maratone elettorali che verranno organizzate &#8211; sul web e sui canali televisivi tradizionali. Verosimilmente un buon quadro lo si avrà intorno alle 3 a.m. ore italiane.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1379" style="width:500px;">
	<a href="http://www.swingstateproject.com/showDiary.do?diaryId=3641"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/11/pollclosingtimes.jpg" alt="" width="500" height="417" /></a>
	<div>La mappa della chiusura delle urne. Via Swing State Project</div>
</div>
<p>Via <a href="http://www.swingstateproject.com/showDiary.do?diaryId=3641">Swing State Project</a>, e <a href="http://www.wittgenstein.it/2008/11/03/preparate-il-termos-del-caffe/">Wittgenstein</a>. </p>
<p>Su Swing State Project anche <a href="http://www.swingstateproject.com/showDiary.do?diaryId=3641">una tabella più dettagliata</a> con le vari corse elettorali stato per stato &#8211; tra camera e al senato, fino ad elezioni a governatore o a livelli più locali. Per una lista delle &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Initiative">ballot initiatives</a>&#8221; (sorta di referendum) c&#8217;è <a href="http://www.ballot.org/pages/on_the_ballot/">questa risorsa</a>, stato per stato (sono <a href="http://www.swingstateproject.com/showDiary.do?diaryId=3786">meno del 2004</a>).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Due mappe per le elezioni. Lo storico del voto su Google Maps e gli Usa in base ai delegati</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/11/01/due-mappe-per-le-elezioni-lo-storico-del-voto-su-google-maps-e-gli-usa-in-base-ai-delegati/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 17:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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		<category><![CDATA[TechPresident]]></category>

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		<description><![CDATA[Google Earth e Techpresident: due mappe per elezioni USA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due mappe digitali per leggere passato e presente del voto americano, proposte da <a href="http://google-latlong.blogspot.com/2008/10/how-us-has-voted-since-1980.html">Google Earth</a> e da <a href="http://www.techpresident.com/ecmap">TechPresident</a>.</p>
<h3><strong>Come gli Stati Uniti hanno votato dal 1980</strong></h3>
<p>. </p>
<p>In collaborazione con la <a href="http://digitalscholarship.richmond.edu/">Digital Scholarship Lab</a> alla University of Richmond, un team apposito di Google <a href="<a href="http://google-latlong.blogspot.com/2008/10/how-us-has-voted-since-1980.html">&#8220;>ha geolocalizzato i risultati delle elezioni americane</a> &#8211; sia su Google Earth che su Google Maps. Queste mappe mostrano come la popolazione americana ha votato dal 1980 al 2004, fino a al livello delle contee. </p>
<p><script src="http://www.gmodules.com/ig/ifr?url=http://mw2.google.com/mw-earth-vectordb/gallery_layers/election2008/maps/us_voting_80_04.xml&amp;synd=open&amp;w=620&amp;h=530&amp;title=Historical+Voting+Results&amp;border=%23ffffff%7C3px%2C1px+solid+%23999999&amp;output=js"></script></p>
<p>LINK: <a href="http://google-latlong.blogspot.com/2008/10/how-us-has-voted-since-1980.html">How the US has voted since 1980</a>.</p>
<h3>The real electoral map, gli Stati Uniti d&#8217;America visti per numero di delegati</h3>
<p><a href="http://www.techpresident.com/ecmap">Techpresident</a>, sito irrinunciabile per chi ama i temi a noi cari, presenta un tool interattivo per visualizzare la mappa elettorale degli Stati Uniti d&#8217;America. Già altre risorse di questo tipo erano state create per le elezioni passate, ma in questo caso è un tool dinamico, che dà anche informazioni sui singoli stati.</p>
<p><a href="http://www.techpresident.com/ecmap"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/11/realelectoralmap.jpg" alt="" width="500" height="574" class="alignnone size-full wp-image-1361" /></a></p>
<p>Il funzionamento è semplice: la grandezza dei singoli stati è basata non sul territorio fisico ma sul numero di delegati che elegge (che è in base alla popolazione).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Elezioni USA on the Web. Qualche link (2/2)</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/10/18/elezioni-usa-on-the-web-qualche-link-22/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 11:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
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		<description><![CDATA[A poche settimane dalla fine della campagna elettorale USA, un "nastrone elettorale" per monitorare, visualizzare ed aggregare le notizie dal web e non solo. Questa è la seconda "puntata".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><blockquote><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/unclesam.jpg" alt="" title="" width="200" height="468" class="alignnone size-full wp-image-1221" /></p></blockquote>
</blockquote>
<p>A poche settimane dalla fine della campagna elettorale USA, qualche link eterogeneo (ovvero servizi, siti, grafici, varie ed eventuali) per monitorare, visualizzare ed aggregare le notizie dal web e non solo.</p>
<p>Secondo post di due. Ovviamente la lista non è una lista per importanza, o per area di interesse (essendo la maggior parte dei servizi crossmediale); né pretende di essere esaustiva. E&#8217; più che altro una specie di &#8220;<em>nastrone elettorale</em>&#8220;, e altri link sono nel blogroll di Spindoc, in basso sulla home page.  </p>
<ul>
<li><strong><a href="http://www.fivethirtyeight.com/">538 (five thirty eight)</a></strong><br />
Ispirato al numero di elettori nei collegi elettorali 538 è un valido <em>hub </em>che tenta di raccogliere il maggior numero di dati e statistiche indipendenti</li>
<li><strong><a href="http://www.youtube.com/youchoose">YouChoose</a></strong><br />
Il canale YouTube della campagna, raccoglie video informativi, reportage, curiosità sui candidati e le principali notizie</li>
<li><strong><a href="http://www.sunlightfoundation.com/presscenter/releases/2007/11/06/navigate-house-defense-earmarks-on-google-earth/">Techpresident</a></strong><br />
C&#8217;è bisogno di recensirlo? La migliore risorsa di approfondimento sulle campagne elettorali sul Web</li>
<li>
<strong><a href="http://labs.google.com/inquotes/">Google Inquotes</a></strong><br />
Compara le dichiarazioni, su diversi temi, dei due candidati. Confronto all&#8217;americana targato Google.</li>
<li><strong><a href="http://labs.google.com/gaudi">Google Gaudi</a> </strong><br />
Come il precedente, ma in più porta i brani registrati delle dichiarazioni</li>
<li><strong><a href="http://maps.google.com/maps/mpl?moduleurl=http://maps.google.com/mapfiles/mapplets/elections/2008/us-voter-info/us-voter-info.xml">Registrarsi per il voto</a></strong><br />
Ancora un aiuto da Google. Stato per stato, le informazioni su come e dove registrarsi al voto. Altra risorsa la fornisce la <a href="http://www.lwv.org/Election2008/index.html">Lega delle donne</a></strong> </li>
<li><strong><a href="http://earlyvoting.net/states/abslaws.php">Earlyvoting</a> </strong><br />
Ogni stato ha delle curiosità sul voto, ecco una griglia che tenta di riassumere le più salienti</li>
<li><strong><a href="http://socialstreams.livelabs.com/politics/">Socialstream</a>s</strong><br />
Segue le notizie della campagna attraverso i blog, portali, e di altri aggregatori</li>
<li><strong><a href="http://www.opensecrets.org/pres08/index.php">Opensecrets</a> </strong><br />
Si concentrano sui fondi della campagna dei candidati e la loro provenienza. Come il precedente, ma con la possibilità di cercare le donazioni per città, azienda o professione la risorsa messa online da Huffington Post: <a href="http://fundrace.huffingtonpost.com/ ">fondi elettorali</a></li>
<li><strong><a href="http://factcheck.org/">Factcheck</a></strong><br />
Monitora le affermazioni dei candidati e cerca di stabilirne la veridicità</li>
<li><strong><a href="http://moderator.appspot.com/#e%253Dagltb2RlcmF0b3JyDQsSBlNlcmllcxjvAQw%252Bv%253D0">Google Moderator</a></strong><br />
Consente di sottoporre e votare le domande che si vorrebbe fare al presidente attribuendo poi un rank in base alle risposte degli utenti. E&#8217; stato definito il Digg di Google; nella pagina dedicata è possibile scegliere tra domande sulle issues classiche delle campagne Usa e le domande poste ad uno specifico candidato.</li>
</ul>
<p>Se voi avete altre risorse da segnalare postate un commento o mandateci una mail su info@spindoc.it e provvederemo ad inserirle nei prossimi post. </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Elezioni Usa. Troppa campagna e poca informazione.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/05/13/elezioni-usa-troppa-campagna-e-poca-informazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 09:43:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<category><![CDATA[USA]]></category>
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		<description><![CDATA[Una ricerca del Pew Reaserch Institute svela: nelle elezioni Usa c'è troppa campagna e poca informazione. Risultato? Le agende (dei cittadini e dei media) divergono e i toni troppo "negativi" non piacciono all'elettore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa è uscita una ricerca molto interessante del <strong><a href="http://people-press.org/">Pew Research Institute</a></strong> sulla copertura della campagna Usa in corso.<br />
Qui sotto una sintesi dei punti più interessanti che emergono. La ricerca integrale è scaricabile (in pdf) al link: <a href="http://people-press.org/reports/pdf/415.pdf">http://people-press.org/reports/pdf/415.pdf</a> </p>
<blockquote><p>Le primarie non piacciono ai democratici e i cittadini bacchettano la stampa.</p></blockquote>
<p>I democratici non sono poi così contenti delle primarie e i cittadini statunitensi vorrebbero capire perché il pieno d benzina costa sempre di più, magari anche rinunciando ai toni rissosi di alcuni momenti delle recenti campagne elettorali.<br />
Il Pew Research Center non è nuovo alle ricerche che scoprono vizi e virtù del sistema del <em>newsmaking</em> statunitense (<a href="http://www.spindoc.it/2008/01/15/internet-e-politica-i-dati-i-fatti-le-speranze/">avevamo già segnalato</a> altri dati), l&#8217;ultimo rapporto, tuttavia, ci presenta un quadro per molti versi inaspettato della partecipazione alle elezioni Usa 08.</p>
<blockquote><p>Toni troppo negativi significano perdita di interesse di una fetta di elettorato</p></blockquote>
<p>La prima accusa che gli intervistati rivolgono ai candidai è di aver usato <strong>toni sin troppo negativi </strong>e spesso polemici nelle ultime sei settimane questo è costato una discreta perdita di interesse ai democratici <strong>Hillary Clinton</strong> e <strong>Barack Obama</strong> (che accusano un calo di consenso tra 25%-31% a fronte di un miglioramento del 8%) mentre un po&#8217; meglio va per <strong>Mc Cain</strong> (che perde il 16% ma guadagna il 14% restando sostanzialmente stabile). Per chi volesse approfondire questi argomenti <a href="http://people-press.org/reports/display.php3?ReportID=414">qui trova pane per i suoi denti</a>.</p>
<div class="img " style="width:376px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/05/immagine-1_negative.gif" alt="Public reaction to the candidates. Fonte: Pew Research Institute" width="376" height="420" />
	<div>Public reaction to the candidates. Fonte: Pew Research Institute</div>
</div>
<blockquote><p>Primarie americane. Il bicchiere mezzo vuoto? E aumentano gli scettici&#8230;</p></blockquote>
<p>A sopresa arriva anche, da parte del popolo democratico, una valutazione negativa del processo delle primarie come metodo di selezione del candidato migliore. Se qualche mese fa (dopo il supermartedì) il <strong>43% giudicava positivamente le primarie</strong> e il 52% no queste percentuali sono cresciute e stabilizzate arrivano ad uno scarno 37% per i sostenitori ed <strong>un robusto 57% per gli scettici</strong>. Nel complesso (46%) però i democratici restano convinti che le primarie &#8211; al di là di questo anno &#8211; siano un processo positivo. Restano più scettici invece sia i Repubblicani (37%) che gli independenti (34%).</p>
<div class="img " style="width:336px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/05/immagine-2_primarie.gif" alt="Soddisfazione del meccanismo delle primarie. Fonte: Pew Research Institute" width="336" height="271" />
	<div>Soddisfazione del meccanismo delle primarie. Fonte: Pew Research Institute</div>
</div>
<blockquote><p>C&#8217;è stata troppa campagna e poca informazione. </p></blockquote>
<p>Altra nota dolente per i media statunitensi è la recriminazione che emerge dalla ricerca e che accusa il sistema dell&#8217;informazione di aver dato maggiore risalto alla campagna che non alle singole questioni che le campane affrontavano. Insomma la campagna è vista come un evento in sè, notiziabile e dunque per ciò stesso concluso. Questo ha fatto crescere notevolmente il divario tra la copertura dei media e l&#8217;interesse relativo, che segue sempre di più una correlazione negativa.</p>
<div class="img " style="width:353px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/05/immagine-3_coperura-della_campagne.gif" alt="Correlazione tra agenda dei cittadini e agenda dei media. Fonte: Pew Research Institute" width="353" height="273" />
	<div>Correlazione tra agenda dei cittadini e agenda dei media. Fonte: Pew Research Institute</div>
</div>
<blockquote><p>Ci sono altre priorità</p></blockquote>
<p> Ciò che poi proprio non piace agli intervistati è il fatto che la copertura delle primarie ha offuscato notizie ben più importanti, come la situazione in Iraq e l&#8217;aumento globale del prezzo degli alimenti. Insomma i cittadini hanno comunque i loro canali di informazione ma accusano il <em>mainstream</em> di non rispecchiare una scala di priorità.</p>
<blockquote><p>C&#8217;è una audience pragmatica, matura, informata e smaliziata nei confronti del sistema dell&#8217;informazione</p></blockquote>
<p> Quello che emerge dalla ricerca, al di là delle considerazioni relative alla campagna ed al comportamento dei media, è la presenza di una <strong>audience pragmatica, matura, informata e smaliziata</strong> nei confronti del sistema dell&#8217;informazione. Una audience che considera le news e la copertura giornalistica di un avvenimento come un prodotto pagato a caro prezzo e con monete pregiate di questi tempi &#8211; il suo tempo e la sua attenzione &#8211; e dunque si sente in diritto di richiedere un prodotto soddisfacente e di qualità.</p>
<p>Sembra insomma un &#8220;benevolo&#8221; avvertimento del padrone nei confronti del suo &#8220;watchdog&#8221; ma non sono segnali da sottovalutare.</p>
<p>PDF: <a href="http://people-press.org/reports/pdf/415.pdf">http://people-press.org/reports/pdf/415.pdf</a> (pew research institute)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il prima durante dopo (e qualche riflessione sul Web)</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 22:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I numeri del dopo-elezioni (niente che non si sappia). Qualche iniziale considerazione sul ruolo del Web prima e durante (niente che non si sappia anche qui). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(analisi a cura di <a href="http://www.spindoc.it/author/simonedebellis/">Simone De Bellis</a> e <a href="http://www.spindoc.it/author/valentinaporcu/">Valentina Porcu</a>)</em></p>
<h3>I dati dell&#8217;affluenza.</h3>
<blockquote><p>Tempo di bilanci dopo la chiamata alle urne dei giorni scorsi, mentre tra dati parziali e opzioni regionali si delinea il nuovo parlamento.</p></blockquote>
<p> Le percentuali dei votanti sono state tutto sommato alte: per la Camera ha votato <strong>l&#8217;80,469%</strong>, per il Senato <strong>l&#8217;80,458%</strong>, mentre i dati delle Provinciali e delle Comunali si attestano rispettivamente sul <strong>74,581%</strong> e <strong>78,116%</strong> (dati del <a href="http://www.interno.it">Ministero dell&#8217;Interno</a>).</p>
<p>Il quadro politico risulta nettamente semplificato: i gruppi parlamentari non dovrebbero essere piu&#8217; di 5, sia al Senato che alla Camera. La <a href="http://www1.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/servizi/legislazione/elezioni/legislazione_716.html_319159481.html">legge elettorale </a>che ha prodotto questo risultato sarà comunque sottoposta a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_elettorale_italiana_del_2005">referendum nel prossimo anno</a>.</p>
<h3>Numeri dalla Camera e dal Senato</h3>
<p>Nelle circoscrizioni italiane <strong>340 </strong>seggi della Camera vanno alla maggioranza così divisi: </p>
<ul>
<li>Pdl 272; </li>
<li>Lega Nord 60; </li>
<li>Mpa 8.</li>
</ul>
<p>All&#8217;opposizione: </p>
<ul>
<li>il Pd ha 211 deputati; </li>
<li>
l&#8217;Idv 28; </li>
<li>L&#8217;Udc 36; </li>
<li>la Svp 2; </li>
<li>la lista valdostana Aut-Lib-Democratie 1.</li>
</ul>
<p>A <strong>Palazzo Madama </strong>avremo invece <strong>171 </strong>seggi alla coalizione guidata dal PdL: <strong>144 </strong>al Pd; <strong>14 </strong>all&#8217;Idv e <strong>25 </strong>alla Lega Nord, che diventa quindi decisiva al Senato. I <strong>due </strong>seggi rimanenti vanno al Mpa.</p>
<p>Sono pervenuti da pochissimo i dati relativi alla <strong>circoscrizione estero</strong>: </p>
<ul>
<li>In particolare l&#8217;Europa ha eletto 3 deputati del Pd; 2 del Pdl; 1 dell&#8217;Idv. </li>
<li>Il Sud America 1 deputato del Movimento Associativo Italiani all&#8217;Estero di Merlo; 1 del Pdl; 1 del Pd. </li>
<li>Il Nord America ha eletto un deputato del Pdl ed uno del Pd. </li>
<li>Asia, Africa e Oceania hanno eletto un deputato del Pd.</li>
</ul>
<p>Il Senato vede invece la seguente ripartizioni: </p>
<ul>
<li>l&#8217;Europa ha eletto un senatore al Pd ed uno al Pdl; </li>
<li>il Sud America ha eletto un senatore al Pdl ed uno a Merlo; </li>
<li>il Nord America ha votato infine un senatore al Pdl; </li>
<li>Asia, Africa ed Oceania hanno votato un senatore Pd.</li>
</ul>
<h3>Lega su, Sinistra giù</h3>
<blockquote><p>La Lega ha ottenuto oltre tre milioni di voti alla Camera e circa due milioni e seicentomila al Senato &#8211; non più tardi di due anni fa erano stati solo un milione e 700 mila i voti alla Lega raccolti in tutta Italia.</p></blockquote>
<p> Al di la dei numeri, possiamo però rilevare alcune macro tematiche. In primo luogo la vittoria con ampio margine della <strong>PDL</strong>, a cui si accompagna un forte exploit della <strong>Lega Nord </strong>. Perfomance ancora più rilevante considerato che queste elezioni hanno fortemente penalizzato (quando non estromesso) <a href="http://www.corriere.it/politica/08_aprile_16/la_nuova_lega_operai_e_impiegati_3cc293e8-0b77-11dd-98e1-00144f486ba6.shtml">le correnti più ideologiche </a>ed in genere rappresentanti di una minoranza. </p>
<p>Il leader del PD, <strong>Walter Veltroni</strong>, relegato ad un importante ruolo di opposizione, accetta la sconfitta e chiama il neo primo ministro per congratularsi, ma rivendica la scelta di aver voluto correre da solo. L&#8217;effetto più o meno voluto è l&#8217;evaporazione totale della Sinistra e l&#8217;Arcobaleno, che non sarà presente in parlamento. Stessa cosa per la forza di destra guidata da Storace e la Santanchè. Mentre l&#8217;UDC fa la terza forza, e rimane in Parlamento per un soffio. </p>
<h3>La campagna in Rete. Prima, durante e dopo</h3>
<p><em>(con il contributo di as)</em></p>
<blockquote><p>Al di là dei casi che andremo ad analizzare nei prossimi giorni, i candidati online non ci sono praticamente stati &#8211; avrebbe probabilmente cambiato poco o niente, ma è comunque un dato di fatto.
</p></blockquote>
<p>Interessante, pur nella sua acerba dipanazione, il ruolo della Rete nella due giorni elettorale. Molti esperimenti variamente legati alla rete sono fioriti in occasione di queste elezioni. Alcuni con una contropartita reale (es. i <a href="http://www.webgol.it/2008/04/16/la-politica-che-sta-online-dai-sondaggi-ai-commenti/">sondaggi </a>nella forma di exit o istant poll) altri peculiarmente legati alla rete (Twitter, &#8220;editoriali&#8221;, live blogging&#8230;). </p>
<p>La campagna elettorale sulla Rete, invece, davvero ha lasciato poche tracce. Soprattutto dal punto di vista dei soggetti politici, che hanno usato la Rete in maniera <em>conservativa </em>- osando poco e raccogliendo solo una generica poco canalizzata attenzione. </p>
<p>Rimane al massimo un po&#8217; di primordiale <em>grassroots </em> un po&#8217; copiaticcio e qualche esperimento (come quello dei gruppi di discussione del PD) che &#8211; oggettivamente &#8211; hanno avuto poco tempo per attecchire e produrre veri risultati. La campagna lampo è stata una ulteriore disdetta per la comunicazione via Internet: apparentemente velocissima, in realtà efficace se si ha il tempo e l&#8217;agio di seguire veramente le conversazioni. Farle crescere. </p>
<p>Sia il governo che l&#8217;opposizione possono giovarsi di un filo rosso di comunicazione online &#8211; nel momento in cui non si interrompe con il voto e il bisogno elettorale. E arrivare con un vantaggio competitivo e molta esperienza in più di questo ecosistema &#8220;naturalmente&#8221; <em>politico</em>, alle prossime consultazioni.</p>
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		<title>Exit Poll. Il dietro le quinte dell&#8217;SWG e risorse sul dopo la chiusura delle urne</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 11:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Exit Poll. Il dietro le quinte dell'SWG e risorse sul dopo la chiusura delle urne]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla <a href="http://www.swg.it">SWG</a> di Trieste.</p>
<ul>
<li>Ieri <a href="http://www.webgol.it/2008/04/13/liveblog-from-swg-pomeriggio-di-presentazioni/">liveblogging </a>del dietro le quinte della <a href="http://www.swg.it">SWG</a>. Tra gli argomenti: Nord e identità locali; Istant Poll 2008 2008: limiti e vantaggi delle rilevazioni on-line; Come è cambiato il voto negli ultimi 10 anni; influenza dei media sull’opinione pubblica; videowave, analisi delle performance televisive…</li>
<li><a href="http://www.webgol.it/2008/04/14/affluenza-al-voto-tre-ipotesi-di-scuola/">Il basso dato dell&#8217;affluenza: tre ipotesi di scuola</a> (su Webgol.it)</li>
</ul>
<p><strong>Ore 17.41</strong>, finita la diretta, si torna a casa. Gli istant poll hanno retto, anche se le proiezioni dicono un trend genrale con sempre più distacco. A più tardi per un commento più &#8220;politico&#8221;, finalmente con dati veri. Altri dati in aggiornamento su Tv, o sul <a href="http://politiche2008.interno.it/">Viminale</a>. Grazie a tutti.</p>
<h2>ISTANT POLL</h2>
<p><a href="http://canali.libero.it/affaritaliani/">Dati SWG/LIBERO</a></p>
<p><img src="http://www.mantellini.it/instantpoll.jpg" alt="Istant Poll di SWG/LIBERO" title="Istant Poll di SWG/LIBERO"/></p>
<h2>DATI GIOVANI SWG/GIOVANI.IT</h2>
<p><a href="http://www.webgol.it/pdf/voto_dei_giovani.ppt">Dati del voto dei giovani SWG/Giovani.it</a>: scarica <a href="http://www.webgol.it/pdf/voto_dei_giovani.ppt">ppt</a></p>
<p><em>Un campione di <strong>2350 giovani di età compresa tra i 16 ed i 24 anni</strong> residenti su tutto il territorio nazionale: PD: 41%; PDL: 40%; Sinistra Arcobaleno: 7,5%; UdC: 4%; La Destra: 5,5%</em></p>
<h2>LINK</h2>
<ul>
<li><strong><a href="http://poll.swg.it/liberopoll/">Exit Poll di Libero/SWG</a></strong> (sarà on-line fino alle 14, per votare)</li>
<li>Gli <strong>Instant Poll</strong> alle ore 15.00 saranno visibili in esclusivo su <a href="http://www.libero.it">Libero.it</a></li>
<li>Diretta dal <a href="http://tinyurl.com/6eydcz">Sole 24 Ore.com</a>, <strong>in diretta dalla SWG dalle 14.45</strong> e in collegamento con varie parti d&#8217;Italia: <a href="http://tinyurl.com/6eydcz"><strong>link alla diretta</strong></a></li>
<li><a href="http://twitter.com/webgol">ulteriori aggiornamenti su <strong>Twitter</strong></a>
</li>
<li><a href="http://flickr.com/photos/webgol/"><strong>Alcune foto dai due giorni SWG</strong></a></li>
</ul>
<h2>RISORSE VARIE</h2>
<p>- La faccia di Luca De Biase alla lettura dei dati delle 11.00 (foto di Massimo Mantellini)</p>
<p><a href="http://www.mantellini.it/2008_04_01_archivio.htm#813958644403959863"><img src="http://www.mantellini.it/2413284614_4bf0608708_m.jpg" alt="Luca De Biase alla SWG. Legge i primi dati. Foto di Mantellini" /></a></p>
<p>- L&#8217;<a href="http://bora.la/2008/04/14/weber-dietro-le-quinte-a-swg-racconta-il-voto-del-nord-intriso-di-civismo/">approfondimento di Enrico Maria Milic su Bora.la</a> &#8211; a partire dalle considerazioni di Roberto Weber sulla Lega</p>
<p>- Il canale <a href="http://twitter.com/election_jules">Twitter di Giulia Blasi</a>, il liveblogging in inglese di <a href="http://fabioturel.nova100.ilsole24ore.com/">Fabio Turel</a>, <a href="http://www.polisblog.it">PolisBlog</a>, <a href="http://www.baotzebao.eu/2008/04/14/le-elezioni-2008-tutto-in-un-solo-click/">Baotzebao</a></p>
<p>- La <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/507738">diretta di Zoro da Roma</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Elezioni dietro le quinte alla SWG</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/13/elezioni-dietro-le-quinte-alla-swg/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 06:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Elezioni dietro le quinte alla SWG. Tra dirette blog, web e exit poll.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da questo pomeriggio sarò a Trieste ospite di SWG insieme ad altri <a href="http://www.swg.it/index.php/341/elezioni-il-dietro-le-quinte-di-swg-coi-blogger-in-ufficio/">amici blogger</a> (in ordine alfabetico): <a href="http://www.saitenereunsegreto.com/">Giulia Blasi</a>, <a href="http://blog.debiase.com/">Luca de Biase</a>, <a href="http://www.polisblog.it/">Gabriele Ferraresi</a>, <a href="http://www.mantellini.it/">Massimo Mantellini</a>, <a href="http://lucatremolada.nova100.ilsole24ore.com/">Luca Tremolada</a> e <a href="http://fabioturel.nova100.ilsole24ore.com/">Fabio Turel</a>. </p>
<p>L&#8217;idea è, domenica e lunedì mattina, quella di dare un&#8217;occhiata alla poderosa e frenetica macchina da sondaggi in vista dei primi exit poll di lunedì (anche con metodologia di rilevazione online è previsto, in collaborazione con Libero.it). E magari bloggare qualcosa. Anche previste alcune <a href="http://www.swg.it/index.php/341/elezioni-il-dietro-le-quinte-di-swg-coi-blogger-in-ufficio/">sessioni di approfondimento</a>.</p>
<p><a href="http://www.swg.it/index.php/home"><img src="http://www.mantellini.it/swg.jpg" alt="SWG" /></a></p>
<p>Il lunedì, poi, allo scoccar della fatidica ora della chiusura delle urne, in previsione <a href="http://www.swg.it/index.php/342/politiche-2008-swg-e-sole24ore-saranno-lunedi-in-diretta-web-tv/">una diretta Web dalle pagine del Sole24Ore</a>, condotta da Luca De Biase con collegamenti da tutt&#8217;Italia.</p>
<p>LINK:<br />
- <a href="http://www.swg.it/index.php/341/elezioni-il-dietro-le-quinte-di-swg-coi-blogger-in-ufficio/">Programma del dietro le quinte</a> di Swg<br />
- <a href="http://www.swg.it/index.php/342/politiche-2008-swg-e-sole24ore-saranno-lunedi-in-diretta-web-tv/">Diretta Web sul Sole24Ore</a> da lunedì</p>
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		<title>Astensionismo. Tra noia, disaffezione e endorsement.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/12/astensionismo-tra-noia-disaffezione-e-endorsement/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 14:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ora tutti temono il non-voto (e prima se ne fregavano). Domani si vedrà quanta gente è andata al mare. Intanto, online, se ne parla di più: forse anche perché molti blogger dichiarano pubblicamente il loro voto (o non voto appunto).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Finita la campagna elettorale 2008. Poche sorprese, molta noia. </p></blockquote>
<p>Molta stanchezza, qualche cenno di noia (eufemismo) e nessun colpo di scena dell&#8217;ultimo minuto (se si esclude la gaffe romanocentrica di Totti <a href="http://politica.excite.it/news/8606/Video-Berlusconi-Totti-non-ci-sta-con-la-testa">documentata da Zoro/Excite</a>), il sabato prima della domenica votante diventa una ansiosa camera di decompressione &#8211; spesso preda di tentativi di strisciante propaganda amicale o (ormai) supportata dalle nuove tecnologia come gli sms. </p>
<blockquote><p>Negli ultimi giorni è emerso prepotentemente il tema dell&#8217;astensionismo. </p></blockquote>
<p>Tema forse finora troppo sottovalutato dagli attori politici &#8211; come se la cosiddetta anti-politica e il grillismo fossero fenomeni accaduti altrove, senza punti di contatto con questa politica e queste elezioni. Nessuno vi ha dedicato alcuno spazio comunicativo, come per esempio è accaduto per la <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/12/vota-con-todas-tus-fuerzas-la-campagna-gotv-e-vincente-di-zapatero/">campagna di <strong>Zapatero</strong></a>. Ne ho scritto anche su DNews e su Webgol: <a href="http://www.webgol.it/2008/04/10/vincere-le-elezioni-zona-cesarini-e-supplementari/">&#8220;Vincere le elezioni. Zona Cesarini e supplementari&#8221;</a>.</p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/04/astensionismo.jpg" alt="Il tema dell’astensionismo nel buzz della blogosfera. L’aumento negli ultimi giorni, da www.blogmeter.it" width="700" height="412" />
	<div>Il tema dell’astensionismo nel buzz della blogosfera. L’aumento negli ultimi giorni, da www.blogmeter.it</div>
</div>
<blockquote><p>La percentuale di astensionismo è forse la curiosità meno prevedibile e più interessante dei risultati delle elezioni di domenica e lunedì (oltre ovviamente a chi vince) :)</p></blockquote>
<p>Che il tema sia diventato abbastanza centrale nell&#8217;agenda dei media (e dei cittaidni: e su Internet è davvero difficile distinguere gli uni dagli altri), lo dimostrano i dati che provengono dal monitoring del buzz online &#8211; dai dati di <strong><a href="http://www.blogmeter.it/">BlogMeter</a></strong> (con cui abbiamo fatto <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/">molte puntate di analisi delle conversazioni online</a>, qui <a href="http://mediameter.wordpress.com/osservatorio-buzz-politico-online/">altre delucidazioni</a>). Il monitoraggio va avanti da gennaio 2008 e ha ora raggiunto 400.000 item, e 170 fonti totali tra blog, forum e mailing list (che via via viene rabboccato con nuovi ingressi: ed è mix ponderato e selezionato di luoghi dove si scrive di politica).</p>
<p>Dai dati del buzz il tema &#8220;astensionismo&#8221; (tra tutti i temi/issue di campagna citati, <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/19/i-temi-di-programma-piu-discussi-molto-fisco-poca-famiglia/">vedi grafico</a>) e&#8217; passato dal <strong>1,6 % di marzo</strong> al <strong>2,8 da inizio aprile</strong> a oggi, al <strong>4% negli ultimi tre giorni</strong>. Forse anche perché, molti blogger hanno usato lo spazio dei loro siti per <strong>endorsement dell&#8217;ultimo momento</strong> (interessante fenomeno, ancora però poco diffuso). </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I temi più &#8220;discussi&#8221;. Molto fisco, poca famiglia.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/19/i-temi-di-programma-piu-discussi-molto-fisco-poca-famiglia/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 06:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quali sono i temi dei programmi del Partito Democratico e del Popolo della Libertà di cui si parla di più? Fisco, tasse e compagnia pagante sopra tutto, la famiglia quasi all'ultimo posto. E spunta anche la (probabile) antipolitica della riforma elettorale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Le precedenti puntate nei post archiviati sotto la <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/">categoria blog meter</a>. </p></blockquote>
<p><em>Una campagna elettorale è fatta di una &#8220;nebbia&#8221; più o meno densa che si cerca in tutti i modi di diradare, con sondaggi, aruspici, nasologia applicata, previsioni di varia natura. Anche ciò di cui si parla online (&#8221;buzz&#8221;) può essere un segnale politicamente sensato e le discussioni online possono avere un ruolo di sensibile diapason che spesso precorre giudizi e reazioni più mainstream.</em></p>
<p>L&#8217;ennesima &#8220;puntata&#8221; della serie di appuntamenti con il <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/"><strong>monitoring</strong> del web politico</a>, in collaborazione con <a href="http://www.blogmeter.it/"><strong>BlogMeter</strong></a> (qui <a href="http://mediameter.wordpress.com/osservatorio-buzz-politico-online/">altre delucidazioni</a>). Il monitoraggio va avanti da gennaio 2008 e ha ora raggiunto <strong>400.000</strong> item, e <strong>170</strong> fonti totali tra blog, forum e mailing list (che via via viene rabboccato con nuovi ingressi: ed è mix ponderato e selezionato di luoghi dove si scrive di politica).</p>
<p>Ieri scrivevamo della <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/17/blogmeter-pd-e-pdl-partiti-di-nome-o-di-fatto/">popolarità dei partiti politici in Rete</a>, tra strategie di nome e unità di fatto; quindi ora vediamo, e più qualitativamente, invece la popolarità delle issues dei due programmi. Le issues (=temi) sono stati scelti dai programmi dei partiti (più precisamente: <a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=45315">programma PD</a> e <a href="http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf">programma PDL</a>) e quindi raggruppati in <em>cloud semantiche</em> (es.: a &#8220;fisco&#8221; attengono varie parole correlate); la domanda cui rispondere è: &#8220;<strong>Quali sono i temi dei programmi del Partito Democratico e del Popolo della Libertà di cui si parla di più?</strong>&#8220;. </p>
<h3>Popolarità delle issues di programma nella blogosfera politica</h3>
<p>Alcune considerazioni: </p>
<ul>
<li>
Molti dei punti programmatici delle due coalizioni sono gli stessi, e li abbiamo indicati con (PD &#8211; PDL); altri sono presenti solo in uno dei due programmi. </li>
<li>Di gran lunga al primo posto tra le issues &#8220;dibattute&#8221; è <strong>il fisco</strong>, presente nel <strong>22,58%</strong> degli items considerati.</li>
<li>Al secondo posto un tema presente solo nel programma del PD: la <strong>riforma elettorale</strong>, con il <strong>14,65%</strong>. Non è difficile supporre che questa presenza nelle conversazioni politiche sia legata anche molto al momento delle candidature, e/o al malcontento più o meno generalizzato del meccanismo di selezione delle stesse. In altre parole (ma questa è una mia supposizione &#8220;nasologica&#8221;) è un tema difficilmente &#8220;cavalcabile&#8221;, pur se presente nel programma del PD: e sembra più avere carattere di critica &#8220;antipolitica&#8221;.</li>
<li>Temi di &#8220;terza fascia&#8221; (comunque molto distanti dal capofila fiscale): sono <strong>ambiente</strong> (<strong>8,75%</strong>), <strong>lavoro</strong> (<strong>8,11%</strong>), <strong>sicurezza</strong> (<strong>7,34%</strong>), <strong>spesa pubblica</strong> (<strong>7,15%</strong>). </li>
<li>La <strong>famiglia</strong>? Fino ad adesso non appassione e compare solo nel <strong>2,79%</strong> degli item considerati.
</li>
</ul>
<div class="img " style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/temipdpdl.jpg" alt="Popolarità delle issues di programma del PD e del PDL. Primi 18 giorni di marzo 2008. Fonte: blogmeter.it" width="700" height="499" />
	<div>Popolarità delle issues di programma del PD e del PDL. Primi 18 giorni di marzo 2008. Fonte: blogmeter.it</div>
</div>
<h3>Concept cloud generale</h3>
<p>Non vi basta? Ecco la concept cloud generale di tutto l&#8217;universo considerato. Periodo? Prime due settimane di marzo. Ci sono alcuni dettagli curiosi, vero? (ne riparleremo)</p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/conceptcloudgenerale.jpg" alt="Concept cloud generale. Fino a metà marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it" width="700" height="454" />
	<div>Concept cloud generale. Fino a metà marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>BlogMeter. Pd e PdL: partiti di nome o di fatto?</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/17/blogmeter-pd-e-pdl-partiti-di-nome-o-di-fatto/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2008/03/17/blogmeter-pd-e-pdl-partiti-di-nome-o-di-fatto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 22:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Analisi popolarità dei partiti nel buzz della fetta più sensibile della Rete. Il Partito Democratico attira conversazioni "nominali", nel PdL sembra farsi più fatica a rinunciare alle vecchie denominazioni partitiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Le precedenti puntate nei post archiviati sotto la <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/">categoria blog meter</a>. </p></blockquote>
<p><em>Una campagna elettorale è fatta di una &#8220;nebbia&#8221; più o meno densa che si cerca in tutti i modi di diradare, con sondaggi, aruspici, nasologia applicata, previsioni di varia natura. Anche ciò di cui si parla online (&#8221;buzz&#8221;) può essere un segnale politicamente sensato e le discussioni online possono avere un ruolo di sensibile diapason che spesso precorre giudizi e reazioni più mainstream.</em></p>
<p>Ho forse trovato la formula definitiva (qui sopra) per annunciare la serie di appuntamenti con il <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/"><strong>monitoring</strong> del web politico</a>, in collaborazione con <a href="http://www.blogmeter.it/"><strong>BlogMeter</strong></a> (qui <a href="http://mediameter.wordpress.com/osservatorio-buzz-politico-online/">maggiori delucidazioni</a>). Il monitoraggio va avanti da gennaio 2008 su oltre <strong>300.000</strong> item, e <strong>170</strong> fonti totali tra blog, forum e mailing list (che via via viene rabboccato con nuovi ingressi: ed è mix ponderato e selezionato di luoghi dove si scrive di politica. Per dirla in un altro modo: una fotografia delle conversazioni politiche all’interno della fetta più sensibile della Rete).</p>
<h3>Popolarità</h3>
<p>Iniziamo con <strong>i grafici di &#8220;popolarità&#8221; dei partiti</strong>. Questa volta ci sono tutti (per i dati di contesto vedi i precedenti post, come <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/07/il-pd-e-in-un-post-su-due-e-sfida-online-berlusconi/">questo</a>). Giusto un promemoria per i distratti:</p>
<ul>
<li>se quanto ai candidati emergeva <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/29/la-prezzemolite-di-berlusconi-un-post-su-due-parla-di-lui/">che di Berlusconi si scriveva nella metà dei post</a></li>
<li>per i partiti la situazione si capovolgeva, ed era il <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/07/il-pd-e-in-un-post-su-due-e-sfida-online-berlusconi/">Pd ad essere in quasi un post su due</a> (di tutti i post dell&#8217;universo considerato in cui si citava almeno un partito). </ul>
<blockquote><p>Le cose si complicano, ovviamente: e le stratificazioni di nomi, partiti, coalizioni, apparentamenti disegna un quadro molto fluido. </p></blockquote>
<p>In questo caso abbiamo voluto aggiungere non solo altri partitini, ma anche le <strong>denominazioni dei singoli partiti</strong> fondibili (come Forza Italia o An) che continuano giocoforza ad essere non solo citati ma anche utilizzati pienamente all&#8217;interno della strategia (non solo Web): come riconoscibilità di elettorati che, specie all&#8217;interno del PdL, tengono ancora molto alle loro specificità. </p>
<p>Fuori dalla torta, <strong>11% di presenza &#8220;Ds&#8221;</strong> (nel 55% dei casi però in <em>co-occorrenza</em> con il &#8220;PD&#8221;, probabilmente in riferimento alla &#8220;provenienza&#8221; delle candidature), mentre la denominazione &#8220;Margherita&#8221; è quasi scomparsa: <strong>1%</strong>&#8230; </p>
<p>L&#8217;impressione generale (peraltro confermata anche dalle precedenti chart) è che online sembra confermarsi una certa &#8220;<strong>immagine proiettata di unità</strong>&#8221; del <strong>Partito Democratico</strong>, sulla cui &#8220;<em>denominazione</em>&#8221; confluiscono le discussioni d&#8217;area. Mentre dalla parte del Popolo delle Libertà c&#8217;è una parte di elettorato che non vuole <strong>rinunciare al proprio partito di provenienza</strong>, né sembra voler confluire (anche solo a livello nominale) nella nuova formazione.</p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/popolaritatorta.jpg" alt="Popolarità dei partiti, percentuale di item/post totali in cui viene citato il partito. Periodo: prime due settimane di marzo 2008. Fonte: blogmeter" width="700" height="500" />
	<div>Popolarità dei partiti, percentuale di item/post totali in cui viene citato il partito. Periodo: prime due settimane di marzo 2008. Fonte: blogmeter</div>
</div>
<p>Domani l&#8217;agenda delle issues prese dai programmi dei partiti: <strong>qual è il tema di cui si parla di più?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lo spin matematico e le due americhe democratiche</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/06/lo-spin-matematico-e-le-due-americhe-democratiche/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 23:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<description><![CDATA[Hillary vince. Obama non perde. Si rischia di andare per le lunghe. A colpi di spin matematici e ennesime rimonte non impossibili. E alla fine, tra i due litiganti, il terzo potrebbe goderne. Senza merito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Macché <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/04/big-tuesday-ancora-in-texas-e-ohio-e-decisivo/">decisivo</a>. Come molti temevano, il supertuesday di ieri non ha &#8220;chiuso&#8221; le primarie democratiche. Ne le ha, in qualche modo, semplificate.</p></blockquote>
<p> <strong>Hillary Clinton</strong> ha vinto le primarie nei due <em>big states</em> dell&#8217;<strong>Ohio</strong> (stato &#8220;barometro&#8221;, dicono gli hillariani) e del <strong>Texas</strong> (che la vede però in svantaggio nei caucus), così come nel <strong>Rhode Island</strong>. Obama porta a casa il <strong>Vermont</strong>. Alla fine dei conti il guadagno dell&#8217;ex-first lady sarà nei termini di una dozzina di delegati. Qui (<a href="http://edition.cnn.com/ELECTION/2008/primaries/results/dates/index.html#20080304">Cnn Politics</a>) i dati precisi.</p>
<p>Un&#8217;<a href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2008/03/far-enough.html">ottima sintesi</a> dello stato delle cose è quella, goduriosamente piena di link, del sempre puntuale <strong>Paolo Ferrandi</strong>. Io, a questo punto, mi sento sdoganato dalla mera cronaca dei fatti e provo a sviluppare due concetti:<br />
- il primo è relativo alla inedita &#8220;matematica&#8221; della prolungata sfida tra Hillary e Obama (su cui mancano serie storiche o esempi dal passato);<br />
- l&#8217;altro, più a lunga gittata, sulla futura &#8220;vera&#8221; sfida d&#8217;autunno e sui rischi del consolidamento delle due americhe democratiche. </p>
<h3>La matematica è democratica?</h3>
<p>Per un insieme di fattori (la presenza di <em>caucuses</em> dal lungo processo formale e soprattutto l&#8217;inclusione o l&#8217;esclusione dei superdelegati, che hanno preso o non preso pubblica posizione), non c&#8217;è concordanza tra le fonti sui numeri totali e parziali delle primarie. Il fenomeno è <a href="http://www.spindoc.it/2008/01/23/il-numero-dei-delegati-dipende-da-chi-conta/">chiaro</a> da tempo (qui <a href="http://www.socialmedia.biz/2008/02/obama-or-clinto.html">un&#8217;opinione</a> di JD Lasica di un mese fa), e comunque basta fare un giro veloce per rendersi conti del fatto che non ci sono due conteggi con numeri uguali (qui sotto la comparazione, solo per fare alcuni esempi, tra i siti dei due candidati, quello della CNN, del Washington Post, e del New York Times).</p>
<div class="img " style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/comparazioni.jpg" alt="La situazione dei delegati secondo le varie fonti. 4 marzo 2008" width="500" height="62" />
	<div>La situazione dei delegati secondo le varie fonti. 4 marzo 2008</div>
</div>
<p>E&#8217; ovvio che in una situazione di questo tipo, la matematica, da scienza esatta, diventa (anche) <strong>arma comunicativa </strong>a disposizione di campagne e candidati. Un po&#8217; come i sondaggi. Ma ancora di più dei sondaggi (le cui metodologie sono quantomeno comparabili) qui ognuno prova a tirare dalla sua parte la coperta dei numeri, facendosi di essi scudo o vanteria &#8211; a seconda dei casi e della bisogna. </p>
<blockquote><p>Ovviamente non si possono negare gli &#8220;<em>hard numbers</em>&#8221; (Obama è avanti nei <em>pledged delegates</em>), ma per esempio speculare su quanto vale quell&#8217;essere avanti, o per esempio sul ruolo dei superdelegati. </p></blockquote>
<p>Il ruolo dei  notabili democratici, per esempio, dovrebbe prevedere o no la possibilità di votare secondo coscienza e contro il voto popolare? Nessuno lo sa <em>davvero</em>, o può dirlo una volta per tutte. Diciamo che in teoria dovrebbero votare liberamente, in pratica è difficile che vadano violentemente contro il risultato acquisito dei <em>pledged delegates</em>. Ma se il divario tra i due si riduce molto, fino a poche decine di delegati conquistati sul campo? Le cose diventano più complicate. <strong>Meno matematiche e più politiche. </strong></p>
<p>Quella che sembra una disfida di cervelloni con il pallottoliere è in realtà una <strong>straordinaria gara di spin</strong>. Ecco il punto dove sbaglia ad insistere <strong>Jonathan Alter</strong> oggi, in un gran bel pezzo dal titolo &#8220;<a href="http://www.newsweek.com/id/118240">Hillary Math&#8217;s Problem</a>&#8220;: perché, <em>al di là dei numeri</em>, se Hillary continuasse a vincere il &#8220;campo da spinning&#8221; cambierebbe a suo favore, e più o meno impercettibilmente, ad ogni vittoria. La vittoria nei delegati conquistati sul campo (Obama quasi irragiungibile) è ovviamente la miglior carta per  pretendere la nomination, ma non è l&#8217;unica; e i superdelegati fanno comunque parte delle regole del gioco. </p>
<blockquote><p>Una curiosità: è la prima volta, dice <a href="http://www.techpresident.com/blog/entry/22564/daily_digest_what_a_night">TechPrez</a>, che i risultati delle urne si differenziano dai trend online, che erano tutti a favore di Obama. </p></blockquote>
<p>Ed è un po&#8217; quello che scrive <strong>Josh Marshall</strong> nella suo <a href="http://talkingpointsmemo.com/archives/181524.php">nota di scenario</a>: <em>«At the end of the day, the winner of the pledged delegate race has the strongest claim to the nomination. Everything else is spin. But it&#8217;s a strong claim, not incontestable»</em>. E ancora: <em>«I don&#8217;t think a small margin of pledged delegates will be enough if Obama looks like a damaged candidate who seems unable to fight off a determined and ruthless opponent»</em>. Difficile che accada in realtà. Obama queste primarie può solo perderle, e se le è anche guadagnate: ma giusto per sapere che un ennesimo ribaltamento non è impossibile. </p>
<p>Finora queste primarie democratiche, più che le &#8220;primarie della matematica&#8221;, sono state <strong>le primarie del momentum</strong>: quel &#8220;vento d&#8217;opinione&#8221; positivo che all&#8217;inizio ha favorito Hillary, poi ha soffiato forte per Obama permettendogli il sorpasso e adesso ha un piccolo e forse estemporaneo salto di direzione &#8211; come dicono i velisti.</p>
<h3>Le due americhe democratiche e il terzo che gode</h3>
<blockquote><p>E così via (ne sono state usate mille altre). Il rischio è arrivare stremati e con il coltello tra i denti alla convention.</p></blockquote>
<p>Ma al di là del supporto dei superdelegati, l&#8217;interpretazione delle primarie può andare anche a prendere nuovi parametri. Se, per esempio, si considera il voto popolare il divario tra i due si fa ancora più piccolo. Oppure i risultati delle primarie possono essere letti sia sottolineando il fatto che &#8220;<strong>Obama ha vinto in 24 stati su 41</strong>&#8221; sia sottolineando invece (ed è il <em>refrain</em> un po&#8217; stucchevole della campagna di Hillary) che &#8220;<strong>Clinton ha vinto in 9 dei dieci stati più popolosi</strong>&#8220;. </p>
<p>Ma questo gioco dello spin (sempre più aggressivo, sempre più negativo) sui numeri, sulla matematica, sulla <em>electability</em> dei candidati, sul prossimo passo falso o la prossima dichiarazione, <em>cui prodest</em>? A chi giova? Ormai l&#8217;allungamento del processo delle primarie rischia di <strong>indebolire i candidati, dividere il partito e sfiancare l&#8217;elettorato</strong>. </p>
<p>E&#8217; come se la logica delle &#8220;due americhe&#8221;, che si sono scoperte divise nel 2000 e tali son più o meno rimaste durante gli otto anni di Bush (dal punto di vista politico, culturale, sociale e geografico), si stia replicando in scala all&#8217;interno del solo elettorato democratico. Che appare sempre più diviso tra obamiani e clintoniani, sventrato emotivamente dalle differenze e dalla personalità dei due formidabili contendenti. </p>
<p>Obama ha i giovani, Clinton gli adulti.<br />
Obama ha gli stati più piccoli, Clinton quelli più popolosi.<br />
Obama ha le province, Clinton le città.<br />
Obama usa bene Internet, Clinton la tv e i &#8220;vecchi&#8221; media.<br />
Obama ha gli afroamericani, Clinton gli ispanici.<br />
<strong>Obama è la novità, Clinton l&#8217;establishment</strong>.<br />
Obama è un mac, Clinton un pc (<a href="http://www.nytimes.com/2008/02/04/technology/04link.html?_r=1&#038;fta=y&#038;oref=slogin">vero!</a>).<br />
E così via generalizzando più o meno con l&#8217;accetta. </p>
<p>Con il rischio insomma di favorire il terzo incomodo che tra i due litiganti (e di fatto senza grande merito) potrebbe goderne, anche solo in termini di immagine (ancora, di fatto, serena e intonsa): <strong>John McCain</strong>.</p>
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		<title>Il candidato preferito: meglio giovane o rincoglionito?</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 18:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il candidato preferito: meglio giovane o rincoglionito?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>«È inutile che suggerisci, sono vecchio ma non rincoglionito». Così Silvio Berlusconi questa mattina a piazza Castello a Torino si è rivolto ad un cittadino che assisteva al suo comizio elettorale mentre elencava i punti del suo programma. <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200803articoli/30691girata.asp">La Stampa</a></p></blockquote>
<p><strong>Silvio Berlusconi</strong> ad un gazebo torinese <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200803articoli/30691girata.asp">sbotta</a> con apparente <em>naivete</em> comunicativa: «Sono vecchio ma non rincoglionito».</p>
<p>Avrà visto questo <a href="http://www.postpoll.it/blog/blog/il_candidato_preferito:_meglio_giovane._stop_ai_brontosauri_della_politica.html">sondaggio <strong>Swg</strong></a>?</p>
<p>(e sì: io fossi in Veltroni non mi farei troppi problemi a puntare sull&#8217;età, bisogna star sull&#8217;onda giusta: ne scrivo anche domani su <a href="http://www.dnews.eu">DNews</a>)</p>
<p><a href="http://www.postpoll.it/blog/blog/il_candidato_preferito:_meglio_giovane._stop_ai_brontosauri_della_politica.html"><br /><div class="img " style="width:592px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/candidatoideale_swg.gif" alt="Sondaggio Swg sull’età del candidato ideale. 3 marzo 2008" width="592" height="417" />
	<div>Sondaggio Swg sull’età del candidato ideale. 3 marzo 2008</div>
</div>
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		<title>Vote Hope. La soap opera (vera) della politica.</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 00:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano Germani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre in Italia assistiamo alla "telenovela della politica", gli americani trasformano la politica in soap opera. La famiglia Ortiz, pro Obama, a caccia dell'elettorato ispanico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre in Italia assistiamo alla &#8220;telenovela della politica&#8221;, gli americani trasformano la politica in soap opera.</p>
<blockquote><p>In Italia qualcosa del genere è stata fatta dalla campagna Ds nelle elezioni generali del 2006, curate dall&#8217;agenzia Proforma di Bari. La webnovela narrava le gesta della <a href="http://www.proformaweb.it/_sito/index.php?cnt=ds#pol">Famiglia Spera</a>, famiglia media italiana con voglia di cambiamento.</p></blockquote>
<p>Immaginate una telenovela dedicata a <strong>Rifondazione Comunista</strong> o a <strong>Forza Italia</strong>, che parli in modo semplice e perfino divertente di programmi di governo e valori politici. Pura fantasia? Negli Stati Uniti no. In questa tornata elettorale, infatti, sta nascendo un nuovo genere di fiction: la <em>soap opera politica</em>. </p>
<p>Uno di questi esperimenti si deve alla creatività di un gruppo di attivisti del <strong>Partito Democratico</strong>, che ha ideato e girato una vera e propria mini-soap per sostenere la campagna elettorale di<strong> Barack Obama</strong>. Il serial in miniatura si chiama &#8220;<strong>Tu voz, tu voto</strong>&#8221; (&#8221;<em>la tua voce, il tuo voto</em>&#8220;) e prevede per il momento tre episodi di quattro minuti ciascuno, in lingua spagnola con sottotitoli in inglese, che è possibile seguire sul <a href="http://www.youtube.com/user/VoteHope2008">canale YouTube</a> o sul sito <a href="http://www.votehope2008.com">Votehope2008</a>.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tD7ceoOPSEc&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/tD7ceoOPSEc&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<blockquote><p>Altre due iniziative che si propongono come obiettivo di partecipare l&#8217;elettorato latino (in un caso grazie di nuovo all&#8217;uso delle telenovele), sono VotoLatino e Declare Yourself. Ne <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/04/voto-latino-e-declare-yourself-per-sensibilizzare-i-giovani-al-voto/">ha scritto su Spindoc</a> Antonella Napolitano.</p></blockquote>
<p>Un prodotto interessante, capace di affrontare argomenti politici complessi e spesso ritenuti noiosi, traducendoli in un linguaggio &#8211; quello delle <em>telenovelas</em> &#8211; appassionante e accessibile a tutti. Protagonisti sono i membri della famiglia <strong>Ortiz</strong>, immigrati latinoamericani negli USA, che nella loro vita quotidiana si trovano alle prese con tematiche e problemi legati all&#8217;integrazione razziale e all&#8217;impegno civile e politico. Nelle tre clip (&#8221;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=EW4L6O06ltw">La Marcha</a>&#8220;, &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=tD7ceoOPSEc">Amigos</a>&#8221; e &#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=FwPGY4wUr1s">About Us</a>&#8220;) si parla di conflitto generazionale, immigrazione, società multirazziale, attivismo politico e diritti costituzionali, e si presentano idee e soluzioni ispirate al programma di Obama. </p>
<p>Infine, l&#8217;obiettivo è anche quello conquistare l&#8217;interesse e le simpatie dell&#8217;elettorato ispanico, finora molto diffidente nei confronti del candidato democratico<br />
&#8220;colored&#8221;, soprattutto a causa delle <a href="http://www.spindoc.it/2008/01/18/candidati-a-caccia-dei-voti-ispanici-lendorsement-di-ugly-betty-per-hillary-in-vista-del-nevada/">forti antipatie e tensioni tra neri e latinos</a>. </p>
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		<title>Ron Paul, l&#8217;ultrasettantenne adorato dai geek</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 06:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano Germani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
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		<description><![CDATA[“Non è finita finché non è veramente finita”. Potrebbe essere il motto di Ron Paul, 72enne ginecologo di Pittsburgh, deputato del Texas, liberista e libertario, pilota di aerei ed elicotteri, ex militare di lungo corso e (ancora) candidato alle primarie presidenziali USA. Grazie soprattutto ad Internet.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non è finita finché non è veramente finita&#8221;. Potrebbe essere il motto di <strong><a href="http://www.ronpaul2008.com/">Ron Paul</a></strong> (vedi anche la <a href="http://projects.washingtonpost.com/2008-presidential-candidates/ron-paul/">pagina hub</a> del Wp), 72enne ginecologo di <strong>Pittsburgh</strong>, deputato del <strong>Texas</strong>, sostenitore del liberismo economico allo stato puro, ideologo libertario, pilota di aerei ed elicotteri, ex militare di lungo corso e (ancora) candidato alle primarie presidenziali USA &#8211; terzo incomodo nel confronto repubblicano tra <strong><a href="http://www.johnmccain.com">McCain</a></strong> e <strong>Mike Huckabee</strong>.</p>
<p>Dato per spacciato sin dall’inizio del race elettorale repubblicano, <strong>Ron Paul </strong>resiste imperterrito. La lotta fratricida tra McCain e <a href="http://www.mittromney.com">Mitt Romney</a>, poteva concedergli ampi margini di manovra. Ma, purtroppo per lui, l’ex pastore mormone Romney ha lasciato il campo al veterano McCain, e il sogno di un colpo grosso è svanito. Rimane ora l’obiettivo di consolidare l’influenza del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Libertarismo">movimento libertario</a> all’interno del partito Repubblicano e sul territorio. E sono molti i libertari americani che vedono in lui un leader di riferimento che mancava dai tempi di <strong>Ronald Reagan</strong>.  </p>
<div class="img " style="width:200px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/02/ronpaul_little.jpg" alt="Ron Paul nella foto ufficiale di campagna" width="200" height="280" />
	<div>Ron Paul nella foto ufficiale di campagna</div>
</div><br />
<strong><br />
Ron Paul</strong> vanta l’appoggio dei cosiddetti <em><a href="http://www.motherjones.com/news/feature/2008/01/ron-paul-apostles-libertarian-theology.html">techno-publicans</a></em>, un’agguerrita minoranza di classe dirigente &#8211; molti under 45, quadri e professionisti, capaci di mobilitare e gestire risorse finanziarie, esperti nell’impiego delle nuove tecnologie. Come sottolinea <a href="http://www.motherjones.com">Mother Jones</a>, il miracolo di un ultra-settantenne sostenuto dalla parte più giovane e vitale del Great Old Party.</p>
<p>Profondamente religioso e anti-abortista (pro-life), crede però fermamente nella necessità di tutelare nel senso più ampio le libertà personali. Contrario sin dall’inizio alla guerra in <strong>Iraq</strong> e attento alla questione palestinese, vanta il sostegno della ricca minoranza degli arabi americani. Piace addirittura ad alcune frange democratiche, per la sua dura critica contro le lobby e gli apparati di intelligence, la denuncia degli arbitri del sistema bancario, la condanna dell’imperialismo, il favore con cui guarda alla depenalizzazione delle droghe leggere. Più controverse, invece, le sue posizioni sulla completa liberalizzazione delle armi da fuoco e sull’11 settembre, che a suo dire potrebbe addirittura essere frutto di un complotto interno.</p>
<p>Tagliato sostanzialmente fuori dai mass media e, secondo i suoi supporter vittima di una <a href="http://sostenibile.blogosfere.it/2008/01/presidenziali-2008-una-campagna-di-infamie-contro-ron-paul-e-mccain.html">campagna di denigrazione mediatica</a>,  Ron Paul <a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=252">domina Internet</a>. In autunno, ha stravinto le primarie virtuali su MySpace, condividendo lo scettro della vittoria con il democratico Obama. Nel 2007 è stato uno dei politici più cercati su Google (vedi la classifica di <a href="http://www.google.com/intl/en/press/zeitgeist2007/newsmakers.html">Google Zeitgeist</a>) e i suoi video sono al top delle <a href="http://www.techpresident.com/youtube">YouTube charts</a> dei politici (anche quelli con la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=YrdRtu2nnT0">sexy Paul girl</a>). Il modo in cui sfrutta le potenzialità del social networking è intensivo: l’uso combinato di <strong>YouTube</strong>, <strong>Digg</strong>, <strong>Eventful</strong>, <strong>Meetup</strong>, <strong>Flickr</strong>, <strong>Cafe Press</strong>, <strong>Facebook</strong> e <strong>MySpace</strong> riduce al minimo i costi di gestione della campagna (sono tutti servizi commerciali gratuiti) e consente un’alta penetrazione dell’elettorato giovanile.</p>
<div class="img " style="width:566px;">
	<a href="http://www.google.com/intl/en/press/zeitgeist2007/newsmakers.html"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/02/zg_2007_politicians.png" alt="Google Zeitgeist 2007. L’hockey stick di Ron Paul durante il moneybomb di ottobre 2007 nelle ricerche su Google" width="566" height="249" /></a>
	<div>Google Zeitgeist 2007. L’hockey stick di Ron Paul durante il moneybomb di ottobre 2007 nelle ricerche su Google</div>
</div>
<p>Sostegno dei giovani, appoggio dei techno-pubblicans, uso intelligente di Internet e forte radicamento territoriale sono il segreto dello straordinario successo finanziario della campagna di Ron Paul. Il fundraising, tutto basato sulle offerte di piccoli donatori che versano in media 100 dollari a testa, ha fruttato più di <strong>20</strong> milioni di dollari nel 2007 e ha già sfondato quota <strong>6</strong> milioni di dollari nei primi mesi del 2008. Gran parte di questi soldi provengono dai <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Moneybomb">moneybomb</a>, donazioni di massa fatte in corrispondenza di giornate ad alto valore simbolico per i libertari: <strong>4,2</strong> milioni di dollari arrivati il 5 novembre, per il <a href="http://www.internet-at-work.com/hos_mcgrane/holidays/gregory.html">Guy Fawke’s Day</a>; <strong>6</strong> milioni di dollari per l’anniversario del Boston Tea Party, il 16 dicembre; <strong>1,8</strong> milioni per la ricorrenza della morte di <strong>Martin Luther King</strong>.</p>
<p>Il 4 marzo, Ron “il pazzo”, come lo chiamano i suoi denigratori, punta ad un buon risultato soprattutto in Texas. A casa sua. A chi gli chiede se questa sfida suicida contro il campione John McCain valga ancora la pena di essere affrontata, lui risponde che si ritirerà solo quando si ritireranno i suoi sostenitori. Ma, a giudicare da come vanno le cose fino ad ora, la corsa dei libertari di Ron Paul durerà ancora a lungo. </p>
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		<title>Political Futures. Il mercato delle previsioni politiche per Slate</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/02/21/political-futures-il-mercato-delle-previsioni-politiche-per-slate/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 02:06:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Political Futures. E’ il mercato delle previsioni politiche - chi sale e chi scende. Invece di un solo pundit onniscente che tutto sa e prevede; una previsione collettiva, in ossequio al wisdom of crowds. Il bello è che spesso ci azzecca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://specials.slate.com/futures/">Political Futures</a> su Slate. E&#8217; il mercato delle previsioni politiche &#8211; chi sale e chi scende. Invece di un solo pundit onniscente che tutto sa e prevede; una previsione collettiva, in ossequio al <a href="http://www.randomhouse.com/features/wisdomofcrowds/">wisdom of crowds</a>. Il bello è che spesso ci azzecca.</p>
<p>Ne <a href="http://www.spindoc.it/2008/01/23/political-futures-quando-la-politica-e-un-valore-quotato-in-borsa/">aveva scritto</a> anche il nostro Germani il 23 gennaio scorso.</p>
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		<title>Blog Meter. Più Silvio e meno Walter, ma Pd batte Pdl.</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 17:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Primo monitoraggio della Internet politica italiana (in collaborazione con Blog Meter). Si parla più di Berlusconi che di Veltroni, ma vince il Partito Democratico sul Popolo della Libertà. Una biforcazione strategica voluta o un effetto subito? Cosa pagherà di più?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>I dati sono considerati non come &#8220;occorrenze&#8221; totali ma come numero di item totali (es.: se il Pdl è citato 30 volte in un solo post, vale per uno). L&#8217;arco temporale è da gennaio 2008 su <strong>330k</strong> item, e 150 fonti totali. Fonte: <a href="http://www.blogmeter.it/">BlogMeter</a></p></blockquote>
<p><strong><em>Premessa. </em><br />
</strong>Dietro ogni <em>political addict</em> si nasconde, perfido, un <em>data addict</em>. Che ama spulciare numeri, grafici, tabelle. E che da esse pretende (e questa &#8220;pretesa&#8221; è ovviamente qui intesa come tratto autobiografico e ironico) di <em>leggere</em> e interpretare la realtà politica. A questo va aggiunto la propensione al <em>horse-race coverage</em>, alla copertura giornalistico-mediale della politica come fosse una vera e propria &#8220;corsa di cavalli&#8221; (chi vince? chi perde? chi sta davanti?). Ed è comunque un <em>refrain</em> di campagna classico &#8211; ma sensato anche all&#8217;interno del magico mondo del Web più o meno sociale: &#8220;<em>che si dice in giro?</em>&#8220;.</p>
<p>Andando al sodo, di seguito un paio di grafici generati dal sistema di monitoring messo in piedi dagli amici di <strong><a href="http://www.blogmeter.it/">BlogMeter</a></strong> (grazie in special modo a <strong>Sacha Monotti</strong>), con la quale Spindoc ha collaborato quanto a tip sulle fonti utili: un misto ragionato di blog, forum e newsgroup (qui <a href="http://mediameter.wordpress.com/2008/02/02/ce-la-crisi-la-politica-italiana-vista-dalla-rete/">maggiori delucidazioni</a>). L&#8217;obiettivo è di monitorare da una parte e provare a raccontare dall&#8217;altra i vari trend delle conversazioni politiche della Rete italiana. Senza pretese di esaustività, ma usando &#8211; come sarebbe sempre giusto fare &#8211; i grafici anche come spunto di riflessione qualitativa.  Per ora un po&#8217; di dati di scenario (anche in riferimento alle prime indicazioni, anche esse quantitative, fatte con i <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/19/un-sito-per-tutti-tutti-i-siti-per-uno/">grafici forniti da Alexa</a>). </p>
<p>In fondo alcune considerazioni.</p>
<p>I candidati premier <strong>Silvio Berlusconi</strong>, <strong>Walter Veltroni</strong>, <strong>Pier Ferdinando Casini</strong> (fonte: <a href="http://www.blogmeter.it/">BlogMeter</a>)<br /><div class="img " style="width:696px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/02/veltroni_berlusconi_casini_200208.png" alt="Veltroni, Berlusconi, Casini. Presenza nella blogosfera al 18 febbraio 2008. Fonte: BlogMeter." width="696" height="500" />
	<div>Veltroni, Berlusconi, Casini. Presenza nella blogosfera al 18 febbraio 2008.</div>
</div>
<p>I partiti: <strong>Partito Democratico vs Popolo della Libertà</strong> (fonte: <a href="http://www.blogmeter.it/">BlogMeter</a>)<br /><div class="img " style="width:696px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/02/pd_pdl_200208.png" alt="Pd e Pdl. Presenza nella blogosfera al 18 febbraio 2008.  Fonte: BlogMeter" width="696" height="500" />
	<div>Pd e Pdl. Presenza nella blogosfera al 18 febbraio 2008</div>
</div>
<p>Alcuni appunti veloci:</p>
<ul>
<li>i <em>picchi</em> del <strong>Popolo della Libertà</strong> e quelli di <strong>Silvio Berlusconi</strong> sono spesso sovrapponibili, il nuovo soggetto è legato a doppio filo al suo leader &#8211; in questo caso il picco del Pdl è legato all&#8217;annuncio (9 febbraio) del nuovo soggetto e dell&#8217;alleanza con Fini;</li>
<li>Il picco di <strong>Berlusconi</strong> il giorno prima potrebbe essere dovuto ai persistenti <em>rumors</em> che circolavano da giorni e alla sensibilità <em>diapasonica</em> di Internet ai rumor stessi;</li>
<li>Si parla più di <strong>Silvio Berlusconi</strong> che del <strong>Popolo della Libertà</strong>. Si parla più del <strong>Partito Democratico</strong> che di <strong>Walter Veltroni</strong>. <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/19/un-sito-per-tutti-tutti-i-siti-per-uno/">Di nuovo</a> un, chissà quanto voluto, effetto di una biforcazione strategica. Continuerà così? Quale sarà la scelta più efficace?</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>Il &#8220;fattore D&#8221; nelle primarie USA. Dove sta andando il voto femminile?</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 11:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano Germani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli strateghi elettorali ritengono che vincerà la battaglia per le primarie Democratiche il candidato che saprà aggiudicarsi le preferenze di quattro fondamentali target: <strong>gli afroamericani, i giovani, i latinos, e le donne</strong>. Mentre i primi due gruppi sembrano propendere sin dall’inizio della campagna per <strong>Barack Obama</strong>, gli ispanici manifestano <a href="http://www.spindoc.it/2008/01/18/candidati-a-caccia-dei-voti-ispanici-lendorsement-di-ugly-betty-per-hillary-in-vista-del-nevada/">maggiori simpatie</a> per Hillary Clinton. Restano in ballo le <strong>donne</strong> che, almeno teoricamente, dovrebbero preferire il progetto di un Presidente “in rosa”. Ma qualcosa sta cambiando.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli strateghi elettorali ritengono che vincerà la battaglia per le primarie Democratiche il candidato che saprà aggiudicarsi le preferenze di quattro fondamentali target: <strong>gli afroamericani, i giovani, i latinos, e le donne</strong>. Mentre i primi due gruppi sembrano propendere sin dall’inizio della campagna per <strong>Barack Obama</strong>, gli ispanici manifestano <a href="http://www.spindoc.it/2008/01/18/candidati-a-caccia-dei-voti-ispanici-lendorsement-di-ugly-betty-per-hillary-in-vista-del-nevada/">maggiori simpatie</a> per Hillary Clinton. Restano in ballo le <strong>donne</strong> che, almeno teoricamente, dovrebbero preferire il progetto di un Presidente “in rosa”. Ma qualcosa sta cambiando.</p>
<p><font size="-2">[Le “quattro moschettiere” al servizio di “Re Obama”, da <a href="http://www.latimes.com/news/nationworld/nation/la-na-maria4feb04,1,4376318.story?amp;cset=true&amp;ctrack=1&amp;cset=true">Los Angeles Times</a>]</font><br />
<img src="http://www.latimes.com/media/photo/2008-02/35215310.jpg" align="top" border="0" height="210" hspace="5" vspace="5" width="293" /></p>
<p>L&#8217;idea promozionale delle <strong><a href="http://www.latimes.com/news/nationworld/nation/la-na-maria4feb04,1,4376318.story?ctrack=1&amp;cset=true">“quattro moschettiere” al servizio di “Re Obama”</a></strong> potrebbe segnare un colpo fondamentale nel confronto per la conquista dell’elettorato femminile. Il poker costituito da <strong>Oprah Winfrey</strong> (la star incontrastata dei talk show USA), <strong>Maria Shriver </strong>(moglie del governatore della California Arnold Schwarzenneger e nipote di JFK), <strong>Caroline Kennedy</strong> (rampolla dell’omonimo clan) e <strong>Michelle Obama</strong> (moglie del leader nero) simboleggia, in un certo senso, la rottura del patto tacito tra Hillary e le sue potenziali elettrici.</p>
<p>D&#8217;altronde, ormai gli <strong>endorsement femminili pro-Obama non si contano più.</strong> Nelle ultime settimane il leader afroamericano ha visto passare dalla sua parte la paladina per il diritto all&#8217;aborto, <strong>Kate Michelman</strong>; la famosa femminista newyorchese <strong>Susan Brownmiller</strong>; la segretaria generale della potentissima confederazione sindacale di Los Angeles, <strong>Maria Elena Durazo</strong>; i governatori del Kansas e dell&#8217;Arizona, <strong>Kathleen Sebelius</strong> e <strong>Janet Napoletano</strong>. Il colpo da maestro è stato poi l’appoggio di <strong>Alma Ranger</strong>, moglie del potentissimo deputato nero Charles Ranger, che si è invece impegnato a fondo per catalizzare i voti di Harlem su Hillary. Quasi tutte le testimonial hanno realizzato <strong><a href="http://www.corriere.it/Esteri/2008/Primarie_USA/democratici_guerra_colpi_video_91aabbd8-d35f-11dc-8916-0003ba99c667.shtml">spot pro-Obama</a></strong>, in cui non si attacca mai apertamente Hillary, ma si fa sottilmente capire come il loro appoggio a Obama sia una implicita critica alla senatrice di New York.</p>
<p>Hillary, dal canto suo, ha provato anche a complicarsi la vita da sola, rifiutando clamorosamente di comparire sulla copertina del celebre <em>magazine</em> femminile <strong><a href="http://www.style.com/">Vogue America </a></strong>ed irritando la temutissima direttrice <strong>Anna Wintour</strong> (per capirci, quella che ha ispirato il personaggio della terribile Miranda nel film &#8220;Il diavolo veste Prada”). Probabilmente una mossa tattica motivata dal timore di un colpo basso da parte di Vogue; ma anche un indizio di forte antipatia tra le due donne. Uno sgarbo che la Clinton rischia di pagare caro, viste le <strong><a href="http://www.huffingtonpost.com/2008/01/18/anna-wintour-takes-hillar_n_82132.html">taglienti dichiarazioni</a></strong> già rilasciate dalla antipatica ma molto influente signora Wintour.</p>
<p>Tuttavia, la partita sul “fattore D” non sembra definitivamente chiusa. La <strong><a href="http://www.dallasnews.com/sharedcontent/dws/dn/latestnews/stories/102907dntexwomengivers.348b867.html">Clinton predomina nella raccolta di donazioni</a></strong> da parte delle elettrici e vanta ancora un ventaglio di endorsement femminili abbastanza ricco. Tra le altre, vanno ricordate <strong>Kathleen Kennedy </strong>(figlia di Robert) e la famosa scrittrice <strong>Erica Jong</strong>, che le ha dedicato un <strong><a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/02/03/AR2008020303194.html?hpid=opinionsbox1">appassionato editoriale</a></strong> sul Washington Post. Non va poi dimenticato che molte donne, anche se appassionate dalla retorica di Obama, si dichiarano pro-Clinton perché, davanti all’attuale scenario di crisi economica, <strong><a href="http://edition.cnn.com/2008/POLITICS/01/21/blackwomen.voters/index.html">preferiscono la concretezza e razionalità del suo messaggio politico</a></strong>.</p>
<p><img src="http://www.smh.com.au/ffximage/2007/01/29/hillaryclinton_wideweb__470x308,0.jpg" align="left" border="0" height="154" hspace="5" vspace="5" width="235" />In ogni caso, Hillary si trova ancora una volta a fare i conti con il suo essere una <em>“donna poco donna”. </em>Un elemento di immagine costruito dai suoi consulenti per non spaventare l’elettorato maschile con l’idea di una “femmina al potere”. Ma anche un “peccato originale” che le costa l’antipatia o la diffidenza di molte donne. Nelle consultazioni finora svolte, l’incremento di voti femminili per Obama è stato minimo. Più alto (e dannoso) è stato, invece, il <strong>non-voto femminile</strong>, che probabilmente sarebbe andato a favore di Hillary. Per recuperare questo gap, lo staff di Clinton sta lavorando già da tempo alla <strong><a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=248">costruzione di un’immagine più “rosa”</a></strong> per l’avvocatessa di ferro. E, non a caso, a poche ore dal colpo delle “quattro moschettiere”,<strong><a href="http://www.cbsnews.com/blogs/2008/02/04/politics/fromtheroad/entry3786235.shtml"> lacrime di commozione sono sgorgate ancora una volta dagli occhi della Clinton</a></strong>, emozionata durante una visita al suo vecchio college di Yale. Poche gocce dal forte impatto mediatico, capaci forse di produrre un miracolo come avviene con le stille delle nostrane madonnine piangenti: <strong>portare le donne alle urne e farle votare per Hillary “l’emotiva”.</strong></p>
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		<title>Vorrei la pelle nera (ma non troppo). L&#8217;elemento &#8220;razziale&#8221; nella campagna di Barack Obama.</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 17:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano Germani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Primarie]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[demografia e statistica]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[South Carolina]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli ultimi poll in vista del confronto di sabato in South Carolina – dove gli elettori di colore sono molto numerosi &#8211; danno Barack Obama vincente sulla Clinton per la conquista degli afroamericani: il 59% voterebbe per il senatore dell&#8217;Illinois e solo il 31% per l&#8217;ex first Lady. Un dato legato alle crescenti simpatie per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <a href="http://edition.cnn.com/2008/POLITICS/01/18/poll.2008">ultimi poll</a> in vista del confronto di sabato in <strong>South Carolina</strong> – dove gli elettori di colore sono molto numerosi &#8211; danno <strong>Barack Obama</strong> vincente sulla Clinton per la conquista degli afroamericani: il 59% voterebbe per il senatore dell&#8217;Illinois e solo il 31% per l&#8217;ex first Lady. Un dato legato alle crescenti simpatie per un candidato <em>colored</em> che – soprattutto dopo l&#8217;exploit in Iowa &#8211; sembra poter davvero realizzare il sogno del primo presidente nero della storia degli Stati Uniti. Pesano, inoltre, anche le gaffe razziali di <strong>Hillary Clinton</strong>, come la sue <a href="http://www.timesonline.so.uh/toh/news/world/up_and_america/up_elections/article3173652.eco">recenti controverse dichiarazioni</a> sulla figura di <strong>Martin Luther King</strong>. Alcuni analisti pensano che una vittoria in South Carolina porterebbe definitivamente la maggioranza dell&#8217;elettorato <em>black</em> ad appoggiare Obama, facendo decisamente aumentare le sue quotazioni per la vittoria delle primarie.</p>
<p><img src='http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/01/barackobama2.jpg' alt='Barack Obama' /></p>
<p>C&#8217;è invece chi la pensa diversamente. Con <strong>Hillary Clinton</strong> in vantaggio &#8220;psicologico&#8221; sul rivale: in qualunque modo si orienti il voto dell’elettorato black, per lei sarà infatti comunque una vittoria. Se gli afroamericani voteranno per lei, avrà dalla sua parte il sostegno di una minoranza “pesante”. Se invece voteranno per Obama, questo rischierà di trovarsi con un pugno di voti in più, ma elettoralmente ghettizzato.</p>
<p>Dall’inizio della campagna elettorale, il senatore dell’Illinois punta a presentarsi come un &#8220;<em>nero che non è esattamente nero</em>&#8220;.<br />
L&#8217;elemento razziale resta sempre sullo sfondo dell&#8217;immagine che Obama vuole proiettare di sé. Proponendosi infatti come candidato di tutti, moderno, cosmopolita e cittadino del mondo: e non solo come il candidato dell&#8217;elettorato di colore. </p>
<p>Gli ultimi eventi (la polemica con la Clinton, il crescere dell’entusiasmo per una presidenza black, le contrapposizioni con altre minoranze) stanno però riposizionando l&#8217;immagine di Obama. Se i neri del South Carolina voteranno in massa per lui, il rischio concreto per il senatore è quello di apparire &#8220;troppo nero&#8221;. Con l&#8217;effetto di complicare le &#8220;comunicazioni&#8221; non solo con l&#8217;elettorato &#8220;bianco&#8221; o con i classici e tradizionali <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/WASP">WASP</a>, ma anche con le altre &#8220;minoranze&#8221; elettoralmente significative &#8211; come gli ispanici per esempio, <a href="http://www.spindoc.it/2008/01/18/candidati-a-caccia-dei-voti-ispanici-lendorsement-di-ugly-betty-per-hillary-in-vista-del-nevada/">di cui abbiamo già parlato</a> in riferimento all&#8217;appuntamento nel <strong>Nevada</strong>. Nonché con la borghesia nera, che si sente integrata nel tessuto civile ed economico, e non vuole sentire parlare di contrapposizioni razziali. </p>
<p>In ogni caso, non è scontato che gli afroamericani voteranno compatti per Obama. Il senatore dell&#8217;Illinois non è sentito da tutti come parte integrante della comunità nera &#8211; che oltretutto è fortemente spaccata al suo interno. Infatti, voteranno sicuramente per Hillary molti neri poveri che devono a <strong>Bill Clinton</strong> una legislazione che garantisce maggiori tutele in campo sanitario, la upper class nera affascinata dalla maggiore concretezza dell’avvocato Hillary Rodham Clinton e le donne afroamericane, che preferiscono il sogno di una donna alla guida del mondo e non amano l&#8217;appeal &#8220;macho&#8221; di Obama. Ne sa qualcosa <strong>Oprah Winfrey</strong> che, dopo aver pubblicamente sostenuto la candidatura di Barack Obama, è stata ferocemente accusata di &#8220;tradimento&#8221; nei confronti delle donne nere, le quali bersagliano il suo sito personale di insulti e critiche &#8211; come ha raccontato il <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/us_and_americas/us_elections/article3216586.ece">Times</a>. </p>
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