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	<title>Spindoc &#187; gender</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>Sarah Palin, l&#8217;outsider che fa notizia</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/09/07/sarah-palin-loutsider-che-fa-notizia/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 19:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Napolitano</dc:creator>
				<category><![CDATA[John McCain]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[blogosfera]]></category>
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		<category><![CDATA[partito repubblicano]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarah Palin, vice presidente nominata del ticket repubblicano. Ovvero il cortocircuito mediatico del candidato sconosciuto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La scelta dell&#8217;outsider Sarah Palin però ha avuto un impatto impressionante sulla scena politica e mediatica americana blogosfera americana.</p></blockquote>
<p> La si può considerare una scelta azzardata o coraggiosa, un candidato di rottura o uno stratagemma per salvare una campagna elettorale in rincorsa. L&#8217;annuncio del nome della governatrice dell&#8217;Alaska, più giovane di Obama, con posizioni nette e rappresentative del suo partito (più dello stesso McCain, in certi casi) è stata una sorpresa per tutti, quando è stata resa pubblica lo scorso venerdì. In questa settimana Palin è stata costantemente al centro dell&#8217;attenzione, condensando in pochi giorni un processo cui è stato sottoposto anche Barack Obama, come lei un outsider, nei mesi di una lunga campagna elettorale.</p>
<blockquote><p><a href="http://www.google.com/trends?q=barack+obama%2C+sarah+palin&#038;ctab=0&#038;geo=US&#038;geor=all&#038;date=2008&#038;sort=0">Google Trends</a> sulla ricerca Obama / Palin (periodo 2008): con il picco della ricerca sul governatore dell&#8217;Alaska che supera Obama. </p></blockquote>
<p> Rapidamente i media hanno analizzato i dettagli della vita personale e politica fino alla rivelazione (lunedì scorso) della gravidanza della figlia diciassettenne. Tutto quello che la riguardava è diventato rilevante in modo rapidissimo, tanto che pare che abbia superato Obama per numero di persone che hanno cercato il suo nome su Google in un singolo giorno – ormai è un criterio di popolarità.</p>
<p><strong>Il picco di visibilità è stato raggiunto con il suo discorso alla convention repubblicana. </strong>Anche in questo caso un indice di fama mediatica è stato ottenuto tracciando il numero di persone che hanno seguito e <a href="http://blog.wired.com/27bstroke6/2008/09/sarah-palins-ca.html">commentato su Twitter il suo intervento</a>, elemento più rilevante se si considera che tra questi vi erano molti analisti politici di rilievo che hanno usato lo strumento per scambiare le prime impressioni e considerazioni.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-976" style="width:288px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/09/sarah-palin-vogue.jpg" alt="La copertina fasulla di Sarah Palin su Vogue" width="288" height="395" />
	<div>La copertina fasulla di Sarah Palin su Vogue</div>
</div>
<blockquote><p>In questa settimana di immediata fama Sarah Palin è stata una vera miniera per commentatori politici di ogni genere, ma soprattutto per quelli satirici. </p></blockquote>
<p>E il contributo della Rete non si è fatto attendere: ai tentativi di inquadrare la sua figura politica si sono rapidamente affiancati barzellette, battute di ogni genere, vignette e persino l&#8217;audio di una finta telefonata in cui un incerto McCain chiede alla governatrice di essere il candidato vicepresidente – sbagliandone anche il nome – fino all&#8217;ormai <a href="http://sarahpalinisyournewsegway.com/">inevitabile gioco satirico</a>, del genere &#8220;Obama is your new bicycle&#8221; (che ha avuto <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/27/walter-ti-ama-la-biciclette-casuali-nella-rete-surreale/">varie imitazioni</a> anche in Italia durante la recente campagna elettorale).</p>
<p><strong>Un capitolo a parte è quello sulle foto &#8220;che dicono più di mille parole&#8221;</strong>(<a href="http://beldar.blogs.com/beldarblog/2008/06/alaskas-gov-sar.html">qui un post con molte foto</a>). Palin cacciatrice, capo della guardia nazionale dell&#8217;Alaska, fiero membro dell&#8217;associazione nazionale delle armi e, ovviamente, madre di cinque figli. Una vera e propria galleria di caratterizzazioni della &#8220;politica della porta accanto&#8221; che deve farsi conoscere – e possibilmente apprezzare – piuttosto in fretta (al voto mancano esattamente due mesi) dal maggior numero di persone. </p>
<blockquote><p>La bufala della governatrice dell&#8217;Alaska in copertina su Vogue: era un fotomontaggio ma molti ci sono cascati. </p></blockquote>
<p>La fretta dei media nel conoscerla e raccontarla, del resto, è stata tale che persino i maggiori quotidiani italiani hanno diffuso e pubblicato (La Stampa addirittura in prima pagina) una finta foto della candidata in copertina su Vogue, a seguito della notizia di una sua intervista pubblicata sulla popolare rivista femminile. Sono bastati poche verifiche in Rete per scoprire che Palin era sì, stata intervistata da Vogue, ma non era mai stata in copertina e che la foto era un fotomontaggio fatto per gioco, elemento tra l&#8217;altro esplicitamente <a href="http://kodiakkonfidential.blogspot.com/2007/12/sarah-in-vogue.html">chiarito dal blogger</a> che l&#8217;aveva realizzato (qui una divertente – e puntuale – <a href="http://www.guiasoncini.com/2008/08/30/389/">spiegazione di Guia Soncini</a>).</p>
<blockquote><p>La costruzione di una narrativa per incrementare il consenso di un candidato è oggi considerato un fondamentale bisogno politico. </p></blockquote>
<p>La rapida popolarità di un personaggio politico che una settimana fa era del tutto sconosciuto al grande pubblico, e che ora all&#8217;improvviso si trova alla ribalta, ha scatenato una corsa alla fotografia (anche falsa), ma non solo in questo caso si è assistito a una carenza nel controllo delle fonti da parte di chi fa informazione: in nome della velocità dell&#8217;informazione, infatti, moltissime voci sulla sua vita politica e privata sono state diffuse e poi smentite nel giro di una manciata di ore, dopo controlli più attenti.</p>
<p>È un fatto ormai assodato che anche i mass media vedano come altrettanto indispensabile fare altrettanto per &#8220;raccontare&#8221; il candidato al proprio pubblico: in questo caso la spasmodica necessità di farlo molto rapidamente, e partendo dal nulla, ha avuto come risultato la prima, paradossale settimana mediatica di Sarah Palin.</p>
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		<title>Hillary e la menzogna (che alle donne costa di più)</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/03/hillary-e-la-menzogna-che-alle-donne-costa-di-piu/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 20:49:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorella Cedroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Hillary Clinton]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[«Bill Clinton mente sul sesso. Hillary su tutto il resto», questa accusa di Dick Morris esemplifica la nomea di bugiarda di Hillary Clinton. Per la menzogna circa la missione in Bosnia ma non solo. Forse anche perché è donna?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai da più di due settimane ciò che sta esacerbando la campagna di <strong>Hillary Clinton</strong> sono le accuse rivoltele di essere una «bugiarda congenita» – per dirla con <strong>William Safire</strong> del New York Times, che di linguaggio politico se ne intende (si veda il <a href="http://www.amazon.com/Safires-Political-Dictionary-William-Safire/dp/0679420681">Safire’s Political Dictionary</a>, 2008) e sa anche quanto questa nomea valga in politica e molto più in campagna elettorale.</p>
<p>La senatrice Hillary Clinton ha già ricevuto ripetute volte questa accusa – rafforzata anche da un certo pregiudizio sessista sul fatto che le donne siano maestre nel mentire. Ma questa volta l’accusa è reiterata e non sporadica.</p>
<blockquote><p>Sant’Agostino docet, <a href="http://www.treccani.it/site/Scuola/nellascuola/area_scienze_umane/archivio/filosofia/3.htm">in materia di menzogna</a>, con tanto di casistica e tipologia nel &#8220;De Mendacio&#8221;.</p></blockquote>
<p>Qualche giorno fa <strong>Christopher Hitchens</strong> l’ha definita (<a href="http://www.slate.com/id/2187780/">The Tall Tale of Tuzla</a>) una «patologica bugiarda». Hitchens sostiene che le menzogne di Hillary rientrano nel doppio genere della <strong>suggestio falsi</strong> e della  <strong>suppressio veri</strong>, una forma di menzogna, quest&#8217;ultima (il &#8220;<em>misspoken</em>&#8220;), più grave e più seria, giacché il parlante omette di dire la verità per nascondere una cosa che invece è vera. </p>
<div class="img " style="width:454px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/04/clintonbosnia.jpg" alt="Greeting ceremony, Tuzla military airport, Bosnia, March 25, 1996 (via Washigton Post)" width="454" height="305" />
	<div>Greeting ceremony, Tuzla military airport, Bosnia, March 25, 1996 (via Washigton Post)</div>
</div>
<p>Ecco i <a href="http://blog.washingtonpost.com/fact-checker/2008/03/hillarys_balkan_adventures_par.html">fatti</a>. Il 17 marzo scorso, la senatrice ha raccontato di quando atterrò in Bosnia, all’aeroporto di Tuzla, sotto il fuoco dei cecchini. Era il marzo del 1996, quando ormai la fase tragica e più acuta della guerra era superata e non c`era più alcun rischio reale. E allora perché mentire?</p>
<p>Secondo <a href="http://www.slate.com/id/2187780/">Hitchens</a> la senatrice potrebbe aver mentito </p>
<ul>
<li>senza esserne cosciente</li>
<li>potrebbe aver ceduto alle fantasie di un finto glorioso passato</li>
<li>entrambe le cose.</li>
</ul>
<blockquote><p>E non è tanto il fatto in sé, ma le conseguenze che questa accusa sta portando proprio nel momento cruciale di questa campagna elettorale. </p></blockquote>
<p> Sta di fatto che non solo gli organi a stampa, ma anche gli altri media, come la <strong>CBS</strong> e poi <strong>YouTube</strong>, hanno fornito la loro versione degli eventi.</p>
<p>Tutti i blog anti-Hillary ne hanno approfittato per mettere in ridicolo, ancora una volta, la sua candidatura. Una miriade di storielle, piccole o grandi “bufale” (sigh!),  balle, “chiamatele come volete” – scrivevo qualche tempo fa su webgol.it (&#8220;<a href="http://www.webgol.it/2006/10/10/la-politica-che-mente-sapendo-di-mentire/">La politica che mente sapendo di mentire</a>&#8220;, 10.10.2006) – che credo, difficilmente lasceranno illesa la senatrice Clinton. Forse sarà proprio questa la classica goccia che farà traboccare il vaso di una campagna già molto compromessa.</p>
<p>Anche perchè rivolta alle donne, verso le quali <strong>questa accusa raddoppia la sua efficacia</strong>. Con un effetto <em>moltiplicatore</em>, come dimostrato dalle affermazioni di <strong>Dick Morris</strong>, uno dei più acerrimi nemici della candidatura di Hillary Clinton, un tempo fidato consigliere dei Clinton, nel suo libro “<a href="http://www.amazon.com/Rewriting-History-Dick-Morris/dp/0060736682">Rewriting History</a>” scrive: «<strong>Bill Clinton mente sul sesso. Hillary su tutto il resto</strong>». </p>
<p><em>[Lorella Cedroni insegna, tra le altre cose, Scienza Politica alla Sapienza di Roma, e ha scritto <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/result_scrittori.asp?scrittore=Cedroni+Lorella&#038;idaff=0">vari saggi</a> sul linguaggio, sulla comunicazione e sulla rappresentanza politica (di genere e non solo). Si trova in questo momento negli Stati Uniti come visiting professor. as]</em></p>
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		<title>Il &#8220;fattore D&#8221; nelle primarie USA. Dove sta andando il voto femminile?</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/02/05/il-fattore-d-nelle-primarie-usa-dove-sta-andando-il-voto-femminile/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 11:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano Germani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Hillary Clinton]]></category>
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		<category><![CDATA[demografia e statistica]]></category>
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		<category><![CDATA[usa08]]></category>
		<category><![CDATA[women]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli strateghi elettorali ritengono che vincerà la battaglia per le primarie Democratiche il candidato che saprà aggiudicarsi le preferenze di quattro fondamentali target: <strong>gli afroamericani, i giovani, i latinos, e le donne</strong>. Mentre i primi due gruppi sembrano propendere sin dall’inizio della campagna per <strong>Barack Obama</strong>, gli ispanici manifestano <a href="http://www.spindoc.it/2008/01/18/candidati-a-caccia-dei-voti-ispanici-lendorsement-di-ugly-betty-per-hillary-in-vista-del-nevada/">maggiori simpatie</a> per Hillary Clinton. Restano in ballo le <strong>donne</strong> che, almeno teoricamente, dovrebbero preferire il progetto di un Presidente “in rosa”. Ma qualcosa sta cambiando.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli strateghi elettorali ritengono che vincerà la battaglia per le primarie Democratiche il candidato che saprà aggiudicarsi le preferenze di quattro fondamentali target: <strong>gli afroamericani, i giovani, i latinos, e le donne</strong>. Mentre i primi due gruppi sembrano propendere sin dall’inizio della campagna per <strong>Barack Obama</strong>, gli ispanici manifestano <a href="http://www.spindoc.it/2008/01/18/candidati-a-caccia-dei-voti-ispanici-lendorsement-di-ugly-betty-per-hillary-in-vista-del-nevada/">maggiori simpatie</a> per Hillary Clinton. Restano in ballo le <strong>donne</strong> che, almeno teoricamente, dovrebbero preferire il progetto di un Presidente “in rosa”. Ma qualcosa sta cambiando.</p>
<p><font size="-2">[Le “quattro moschettiere” al servizio di “Re Obama”, da <a href="http://www.latimes.com/news/nationworld/nation/la-na-maria4feb04,1,4376318.story?amp;cset=true&amp;ctrack=1&amp;cset=true">Los Angeles Times</a>]</font><br />
<img src="http://www.latimes.com/media/photo/2008-02/35215310.jpg" align="top" border="0" height="210" hspace="5" vspace="5" width="293" /></p>
<p>L&#8217;idea promozionale delle <strong><a href="http://www.latimes.com/news/nationworld/nation/la-na-maria4feb04,1,4376318.story?ctrack=1&amp;cset=true">“quattro moschettiere” al servizio di “Re Obama”</a></strong> potrebbe segnare un colpo fondamentale nel confronto per la conquista dell’elettorato femminile. Il poker costituito da <strong>Oprah Winfrey</strong> (la star incontrastata dei talk show USA), <strong>Maria Shriver </strong>(moglie del governatore della California Arnold Schwarzenneger e nipote di JFK), <strong>Caroline Kennedy</strong> (rampolla dell’omonimo clan) e <strong>Michelle Obama</strong> (moglie del leader nero) simboleggia, in un certo senso, la rottura del patto tacito tra Hillary e le sue potenziali elettrici.</p>
<p>D&#8217;altronde, ormai gli <strong>endorsement femminili pro-Obama non si contano più.</strong> Nelle ultime settimane il leader afroamericano ha visto passare dalla sua parte la paladina per il diritto all&#8217;aborto, <strong>Kate Michelman</strong>; la famosa femminista newyorchese <strong>Susan Brownmiller</strong>; la segretaria generale della potentissima confederazione sindacale di Los Angeles, <strong>Maria Elena Durazo</strong>; i governatori del Kansas e dell&#8217;Arizona, <strong>Kathleen Sebelius</strong> e <strong>Janet Napoletano</strong>. Il colpo da maestro è stato poi l’appoggio di <strong>Alma Ranger</strong>, moglie del potentissimo deputato nero Charles Ranger, che si è invece impegnato a fondo per catalizzare i voti di Harlem su Hillary. Quasi tutte le testimonial hanno realizzato <strong><a href="http://www.corriere.it/Esteri/2008/Primarie_USA/democratici_guerra_colpi_video_91aabbd8-d35f-11dc-8916-0003ba99c667.shtml">spot pro-Obama</a></strong>, in cui non si attacca mai apertamente Hillary, ma si fa sottilmente capire come il loro appoggio a Obama sia una implicita critica alla senatrice di New York.</p>
<p>Hillary, dal canto suo, ha provato anche a complicarsi la vita da sola, rifiutando clamorosamente di comparire sulla copertina del celebre <em>magazine</em> femminile <strong><a href="http://www.style.com/">Vogue America </a></strong>ed irritando la temutissima direttrice <strong>Anna Wintour</strong> (per capirci, quella che ha ispirato il personaggio della terribile Miranda nel film &#8220;Il diavolo veste Prada”). Probabilmente una mossa tattica motivata dal timore di un colpo basso da parte di Vogue; ma anche un indizio di forte antipatia tra le due donne. Uno sgarbo che la Clinton rischia di pagare caro, viste le <strong><a href="http://www.huffingtonpost.com/2008/01/18/anna-wintour-takes-hillar_n_82132.html">taglienti dichiarazioni</a></strong> già rilasciate dalla antipatica ma molto influente signora Wintour.</p>
<p>Tuttavia, la partita sul “fattore D” non sembra definitivamente chiusa. La <strong><a href="http://www.dallasnews.com/sharedcontent/dws/dn/latestnews/stories/102907dntexwomengivers.348b867.html">Clinton predomina nella raccolta di donazioni</a></strong> da parte delle elettrici e vanta ancora un ventaglio di endorsement femminili abbastanza ricco. Tra le altre, vanno ricordate <strong>Kathleen Kennedy </strong>(figlia di Robert) e la famosa scrittrice <strong>Erica Jong</strong>, che le ha dedicato un <strong><a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/02/03/AR2008020303194.html?hpid=opinionsbox1">appassionato editoriale</a></strong> sul Washington Post. Non va poi dimenticato che molte donne, anche se appassionate dalla retorica di Obama, si dichiarano pro-Clinton perché, davanti all’attuale scenario di crisi economica, <strong><a href="http://edition.cnn.com/2008/POLITICS/01/21/blackwomen.voters/index.html">preferiscono la concretezza e razionalità del suo messaggio politico</a></strong>.</p>
<p><img src="http://www.smh.com.au/ffximage/2007/01/29/hillaryclinton_wideweb__470x308,0.jpg" align="left" border="0" height="154" hspace="5" vspace="5" width="235" />In ogni caso, Hillary si trova ancora una volta a fare i conti con il suo essere una <em>“donna poco donna”. </em>Un elemento di immagine costruito dai suoi consulenti per non spaventare l’elettorato maschile con l’idea di una “femmina al potere”. Ma anche un “peccato originale” che le costa l’antipatia o la diffidenza di molte donne. Nelle consultazioni finora svolte, l’incremento di voti femminili per Obama è stato minimo. Più alto (e dannoso) è stato, invece, il <strong>non-voto femminile</strong>, che probabilmente sarebbe andato a favore di Hillary. Per recuperare questo gap, lo staff di Clinton sta lavorando già da tempo alla <strong><a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=248">costruzione di un’immagine più “rosa”</a></strong> per l’avvocatessa di ferro. E, non a caso, a poche ore dal colpo delle “quattro moschettiere”,<strong><a href="http://www.cbsnews.com/blogs/2008/02/04/politics/fromtheroad/entry3786235.shtml"> lacrime di commozione sono sgorgate ancora una volta dagli occhi della Clinton</a></strong>, emozionata durante una visita al suo vecchio college di Yale. Poche gocce dal forte impatto mediatico, capaci forse di produrre un miracolo come avviene con le stille delle nostrane madonnine piangenti: <strong>portare le donne alle urne e farle votare per Hillary “l’emotiva”.</strong></p>
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		<title>Manuela Gretkowska e il Partito delle Donne</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2007/10/08/manuela-gretkowska-e-il-partito-delle-donne/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 23:56:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arturo Barbato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[gender]]></category>
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		<category><![CDATA[Gretkowska]]></category>

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		<description><![CDATA[La Polonia si accinge ad andare alle urne per le elezioni politiche anticipate del 21 Ottobre e i gemelli Kaczynski dovranno vedersela, tra gli altri candidati, anche con un personaggio poco ortodosso e, soprattutto, donna. Stiamo parlando di Manuela Gretkowska. Nata nel 1964 a Lodz, laureata in Filosofia a Cracovia e specializzata in Antropologia medievale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Polonia si accinge ad andare alle urne per le elezioni politiche anticipate del 21 Ottobre e i <strong>gemelli Kaczynski</strong> dovranno vedersela, tra gli altri candidati, anche con un personaggio poco ortodosso e, soprattutto, <strong>donna</strong>.</p>
<p>Stiamo parlando di <strong>Manuela Gretkowska</strong>.</p>
<p><a href="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2007/10/gretkowskad.jpg" title="Manuela Gretkowska"></a></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2007/10/gretkowskad.jpg" alt="Manuela Gretkowska" /></p>
<p>Nata nel 1964 a Lodz, <strong>laureata in Filosofia a Cracovia</strong> e specializzata in Antropologia medievale a Parigi è <strong>oggi autrice di best-seller erotici</strong> (la protagonista di uno dei suoi libri aveva due clitoridi, in un altro mangiava col cucchiaino il cervello dell&#8217;amato&#8230;) e il 1° febbraio 2007 ha fondato il <strong><a href="http://www.polskajestkobieta.org/index.php" target="_blank">&#8221; Partito delle donne&#8221;</a></strong>. </p>
<div class="img " style="width:400px;">
	<a href="http://www.polskajestkobieta.org/wp-content/uploads/2007/09/nago-plakat.jpg" target="_blank"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2007/10/nago-plakat-small.jpg" alt=" Il discusso manifesto del “Partito delle donne” " width="400" height="573" /></a>
	<div> Il discusso manifesto del “Partito delle donne” </div>
</div>
<p>Il manifesto sembra creato al solo scopo di stimolare il polacco testosterone ma <strong>il messaggio</strong> della stravagante componente politica  tutta al femminile (il cui <strong><a href="http://www.polskajestkobieta.org/index.php" target="_blank">sito</a></strong> risulta esteticamente rudimentale ma quasi interamente commentabile) capitanata dalla Gretkowska <strong>è denso di significato</strong>. Proviamo a capirlo dalle parole della bionda leader che definisce il proprio partito <strong>&#8220;una nuova Solidarnosc per battere la dittatura monozigote&#8221;</strong>.</p>
<div class="img " style="width:400px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2007/10/plakat1.jpg" alt="Un manifesto tutto al femminile" width="400" height="328" />
	<div>Un manifesto tutto al femminile</div>
</div>
<blockquote><p>&#8220;Siamo la prima repubblica monozigote al mondo. Viviamo in uno stato di belligeranza permanente. I gemelli Kaczynski vedono nemici dappertutto e partono in guerra. Non riescono ad agire in modo normale. Non abbiamo bisogno di guerre ideologiche ma di normalità. <strong>E in questa normalità le donne polacche, discriminate dalla nascita fino alla pensione, devono riacquistare la loro dignità e lottare per i loro diritti in Parlamento</strong>&#8220;</p></blockquote>
<p>Una Solidarnosc particolare quindi:</p>
<blockquote><p>&#8220;Non la Solidarnosc politico-sindacale di Lech Walesa, ma una solidarietà esistenziale, più profonda, attraverso cui <strong>le donne vedranno finalmente riconosciuto un ruolo di partner</strong> e si lasceranno alle spalle un modello patriarcale primitivo&#8221;.</p></blockquote>
<p>Non una rivolta:</p>
<blockquote><p>&#8220;Non siamo schiave, abbiamo semplicemente deciso di passare dalle dimostrazioni fuori del Parlamento all&#8217;<strong>attività dentro il Parlamento</strong>, dove cercheremo di risolvere i nostri problemi&#8221;.</p></blockquote>
<p>Più che di partito politico Manuela Gretkowska preferisce parlare di <strong>partito d&#8217;interesse o gruppo di pressione</strong> e, se eletta, non preclude nuove alleanze con nessuno:</p>
<blockquote><p> &#8220;Siamo al centro, pronte a schierarci, a seconda delle circostanze, <strong>con chi appoggerà le nostre proposte</strong>&#8220;.</p></blockquote>
<p>I &#8220;punti programmatici&#8221; del Partito delle donne si basano sul Manifesto <strong><a href="http://www.polskajestkobieta.org/index.php/?page_id=59" target="_blank">&#8220;Polska jest kobietą&#8221;</a></strong> (La Polonia è donna) che promuove principalmente:</p>
<p>- La <strong>lotta alla disparità</strong> fra uomini e donne in materia di pensioni<br />
- La battaglia <strong>contro le discriminazioni</strong> sul mercato del lavoro<br />
- La <strong><a href="http://cafebabel.com/it/article.asp?T=T&amp;Id=9961" target="_blank">lotta agli aborti clandestini</a></strong><br />
- Il <strong>reinserimento professionale</strong> dopo la maternità<br />
- La richiesta di un ampio spettro di <strong>garanzie in campo sanitario</strong> quali esami e controlli gratuiti negli ospedali inclusi <strong>mammografia e pap-test</strong>.</p>
<p>Tutte richieste legittime in seno a una moderna democrazia europea che però, in una Polonia dove <strong>&#8220;la condizione femminile è regredita 		          all&#8217;Ottocento&#8221;</strong> (per usare le parole della Gretkowska), sembra abbiano bisogno di una <strong>campagna mediatica &#8220;d&#8217;impatto&#8221;</strong> per essere esaudite o, quantomeno, ascoltate.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il team di consulenti al femminile di Hillary Clinton</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 06:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Hillary Clinton]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
		<category><![CDATA[gender]]></category>
		<category><![CDATA[Clinton]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La bella serie The Gurus del Washington Post mette in fila i consulenti politici che stanno dietro le campagne elettorali dei candidati alle presidenziali americane. E ora arriva alla campagna presidenziale della ex First Lady, nuova Donna Soprano: Hillary Clinton. Ed ecco la (bella) sorpresa. La HillaryLand è abitata da un agguerrito e competente team [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La bella serie <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/linkset/2007/04/30/LI2007043000946.html">The Gurus</a> del <a href="http://www.washingtonpost.com/">Washington Post</a> mette in fila i consulenti politici che stanno dietro le campagne elettorali dei candidati alle presidenziali americane. E ora arriva alla campagna presidenziale della ex First Lady, nuova <a href="http://www.spindoc.it/2007/06/21/you-and-i-di-celine-dion-ecco-la-canzone-per-hillary/">Donna Soprano</a>: <a href="http://www.hillaryclinton.com/">Hillary Clinton</a>. </p>
<p>Ed ecco la (bella) sorpresa. La <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/06/20/AR2007062002567.html">HillaryLand</a> è abitata da un agguerrito e competente team al femminile. Una scelta di genere ben precisa: è a loro che Hillary ha affidato la guida della tortuosa strada verso la Casa Bianca. Il motto? All for One and One for All.</p>
<p>Qui sotto la foto che le ritrae tutte insieme. Lois Romano ne <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/06/20/AR2007062002567.html">racconta storie e ambizioni</a>.<br />
<img src='http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2007/06/consulenti_hillary.jpg' alt='Le consulenti politiche di Hillary Clinton' /></p>
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		<title>Undici donne per l&#8217;esecutivo Sarkozy</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2007 13:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arturo Barbato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Sarkozy]]></category>
		<category><![CDATA[gender]]></category>
		<category><![CDATA[Sarkozy]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;indomani del II turno delle elezioni legislative francesi ecco l&#8217;elenco completo di Ministri e Sottosegretari del Governo Sarkozy. Undici donne per Sarkozy Christine Albanel Michèle Alliot-Marie Fadela Amara Roselyne Bachelot-Narquin Michel Barnier Xavier Bertrand Eric Besson Jean-Marie Bockel Jean-Louis Borloo Christine Boutin Dominique Bussereau Luc Chatel Xavier Darcos Rachida Dati Christian Estrosi Martin Hirsch Brice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;indomani del <a href="http://www.spindoc.it/2007/06/20/legislative-francesi-il-ii-turno/" target="_blank">II turno</a> delle elezioni legislative francesi ecco l&#8217;elenco completo di Ministri e Sottosegretari del Governo Sarkozy.</p>
<div class="img " style="width:400px;">
	<a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/" target="_blank" title="Il nuovo esecutivo francese"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2007/07/gov-francia-def-red.jpg" alt="Undici donne per Sarkozy" width="400" height="252" /></a>
	<div>Undici donne per Sarkozy</div>
</div>
<p><a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_culture_communication_m618/" title="Ministère de la Culture et de la Communication">Christine Albanel</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_interieur_outre_mer_m607/" title="Ministère de l’Intérieur, de l’Outre-mer et des Collectivités territoriales">Michèle Alliot-Marie</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_politique_ville_m633/" title="Secrétariat d’Etat à la Politique de la ville">Fadela Amara</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_sante_jeunesse_sports_m615/" title="Ministère de la Santé, de la Jeunesse et des Sports">Roselyne Bachelot-Narquin</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_agriculture_peche_m617/" title="Ministère de l’Agriculture et de la Pêche">Michel Barnier</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_travail_relations_sociales_m611/" title="Ministère du Travail, des Relations sociales et de la Solidarité">Xavier Bertrand</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_prospective_evaluation_m621/" title="Secrétariat d’Etat à la Prospective et à l’Evaluation des politiques publiques">Eric Besson</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_cooperation_francophonie_m631/" title="Secrétariat d’Etat à la Coopération et à la Francophonie">Jean-Marie Bockel</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_ecologie_developpement_amenagement_m605/" title="Ministère de l’Ecologie, du Développement et de l’Aménagement durables">Jean-Louis Borloo</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_logement_ville_m616/" title="Ministère du Logement et de la Ville">Christine Boutin</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_transports_m622/" title="Secrétariat d’Etat aux Transports">Dominique Bussereau</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_consommation_tourisme_m636/" title="Secrétariat d’Etat à la Consommation et au Tourisme">Luc Chatel</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_education_nationale_m612/" title="Ministère de l’Education nationale">Xavier Darcos</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_justice_m610/" title="Ministère de la Justice">Rachida Dati</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_outre_mer_m629/" title="Secrétariat d’Etat à l’Outre-mer">Christian Estrosi</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/haut_commissariat_solidarites_actives_m624/" title="Haut commissariat aux Solidarités actives contre la pauvreté">Martin Hirsch</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_immigration_integration_identite_m609/" title="Ministère de l’Immigration, de l’Intégration, de l’Identité nationale et du Codéveloppement">Brice Hortefeux</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_affaires_europeennes_m623/" title="Secrétariat d’Etat aux Affaires européennes">Jean-Pierre Jouyet</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_relations_parlement_m620/" title="Secrétariat d’Etat aux Relations avec le Parlement">Roger Karoutchi</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_ecologie_m628/" title="Secrétariat d’Etat à l’Ecologie">Nathalie Kosciusko-Morizet</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_affaires_etrangeres_europeennes_m608/" title="Ministère des Affaires étrangères et européennes">Bernard Kouchner</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_economie_finances_emploi_m606/" title="Ministère de l’Economie, des Finances et de l’Emploi">Christine Lagarde</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_jeunesse_sports_m637/" title="Secrétariat d’Etat à la Jeunesse et aux Sports">Bernard Laporte</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_solidarite_m627/" title="Secrétariat d’Etat à la Solidarité">Valérie Létard</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_anciens_combattants_m634/" title="Secrétariat d’Etat aux Anciens combattants">Alain Marleix</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_defense_m614/" title="Ministère de la Défense">Hervé Morin</a>  <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_entreprises_commerce_m632/" title="Secrétariat d’Etat aux Entreprises et au Commerce extérieur">Hervé Novelli</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_enseignement_superieur_recherche_m613/" title="Ministère de l’Enseignement supérieur et de la Recherche">Valérie Pécresse</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_fonction_publique_m630/" title="Secrétariat d’Etat à la Fonction publique">André Santini</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_porte_parole_m626/" title="Secrétariat d’Etat, Porte-parole du Gouvernement">Laurent Wauquiez</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ministere_budget_comptes_publics_m619/" title="Ministère du Budget, des Comptes publics et de la Fonction publique">Eric Woerth</a>   <a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/secretariat_etat_affaires_etrangeres_m635/" title="Secrétariat d’Etat aux Affaires étrangères et aux Droits de l’homme">Rama Yade</a>.</p>
<p>L&#8217;elenco di nomi nasconde un particolare evidenziato nella foto: <strong>Sarkozy</strong>, superando le pur rosee aspettative della celebre canzone di Lucio Battisti, <strong>ha inserito in squadra ben undici donne</strong>.</p>
<p>A parte il facile gioco di parole il dato politico è rilevante. Un tasso così elevato di partecipazione femminile fa convergere gli analisti sul fatto che il dialogo con la Royal sia stato intenso ed effettivo. Prova ne è la presenza di <strong><a href="http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/" target="_blank">Rama Yade</a>, </strong>nera, 30 anni,  cresciuta in quelle banlieux spina nel fianco della campagna elettorale del neo Presidente delle Repubblica.</p>
<p>La &#8220;Condoleeza francese&#8221;, come è stata definita, non ha il ruolo prestigioso della Rice ma è Sottosegretario agli Esteri per i Diritti Umani, un compito delicato in una Francia che ancora, nelle periferie, attua una sorta di <em>apartheid</em> nei confronti degli immigrati delle ex colonie.</p>
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		<title>Hillary rinnega Segolene: «Io diversa da lei»</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2007 09:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hillary Clinton]]></category>
		<category><![CDATA[Segolene Royal]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[gender]]></category>
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		<description><![CDATA[La Royal, prima della sconfitta elettorale, aveva provato a sfruttare la scia planetaria della candidatura di Hillary Clinton alla presidenza degli Stati Uniti. Aveva un sogno, Segolene: una squadra femminile con Angela Merkel e Hillary Clinton: «se attorno a tavolo del G8 ci fossero sedute tre donne sarebbe straordinario e si potrebbero esaminare gli affari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://www.segoleneroyal2007.net/">Royal</a>, prima della sconfitta elettorale, aveva provato a sfruttare la scia planetaria della candidatura di <a href="http://www.hillaryclinton.com/">Hillary Clinton</a> alla presidenza degli Stati Uniti. </p>
<p>Aveva un sogno, Segolene: una squadra femminile con <a href="http://www.angela-merkel.de/">Angela Merkel</a> e Hillary Clinton: «se attorno a tavolo del G8 ci fossero sedute tre donne sarebbe straordinario e si potrebbero esaminare gli affari del mondo con un uno sguardo diverso&#8221;. </p>
<p>Ma la politica è impietosa. E, per quello che conta in un contesto politico poco permeabile alle vicende fuori dai confini a stelle e strisce, ora l&#8217;ex-first lady rinnega qualsiasi assonanza con la candidata socialista: «Non hanno granché in comune &#8211; spiega al <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/05/07/AR2007050701677.html">Washington Post</a> <strong>Howard Wolfson</strong>, responsabile relazioni esterne del team Clinton &#8211; se non che sono donne entrambe». </p>
<p>La differenza è spiegata in un <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/05/07/AR2007050701677.html">altro passaggio</a> dell&#8217;articolo, in cui lo staff Clinton attribuisce la disfatta di Segò alla &#8220;troppa&#8221; femminilità &#8211; andata a detrimento della &#8220;forza&#8221; sui temi della politica estera e della sicurezza:</p>
<blockquote><p>Unlike Royal, who emphasized her charm and femininity rather than her strength on foreign policy, Clinton has proven her national security bona fides, her advisers said.</p></blockquote>
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		<title>Segolene Royal. Pregi e difetti di una campagna Web.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2007 15:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriana Valle</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Segolene Royal]]></category>
		<category><![CDATA[blogosfera]]></category>
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		<category><![CDATA[Royal]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[L’annuncio della sconfitta di Ségolène Royal è arrivato ancora prima che in Francia si chiudessero le urne. La reazione della candidata socialista non si è fatta attendere, apparendo, poco dopo le 20.00, sulle principali reti nazionali e non, e ringraziando i suoi elettori per il supporto datogli in questa campagna elettorale. Un enorme foto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’annuncio della sconfitta di Ségolène Royal è arrivato ancora prima che in Francia si chiudessero le urne. </p>
<p>La reazione della candidata socialista non si è fatta attendere, apparendo, poco dopo le 20.00, sulle principali reti nazionali e non, e ringraziando i suoi elettori per il supporto datogli in questa campagna elettorale. Un enorme foto di Ségolène Royal con un messaggio di ringraziamento ai suoi elettori è comparso anche, a poche ore di distanza, sulla home page del suo sito Internet, <a href="http://www.desirsdavenir.org/">Desirsdavenir</a>).</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/ilciclope/489940413/" title="Photo Sharing"><img src="http://farm1.static.flickr.com/203/489940413_777fd68abe.jpg" width="500" height="308" alt="merci" /></a></p>
<p>Una buona parte della campagna elettorale della Royal è stata spesa sul Web. Una campagna che ha puntato molto sul suo essere donna. La sua femminilità è emersa in maniera significativa in ogni sua azione comunicativa e quindi anche all&#8217;interno di <a href="http://www.desirsdavenir.org/">Desirsdavenir</a>, a partire dal logo.</p>
<p>Questo può essere considerato un pregio, anche sull&#8217;onda anche della campagna per le primarie di <a href="http://www.hillaryclinton.com/">Hillary Clinton</a>. Il difetto strategico, secondo alcuni, è che ha portato in secondo piano le cosiddette <em>policy issues</em> &#8211; che ovvia importanza hanno per gli elettori. Ne è risultata una campagna a tratti poco propositiva e addirittura troppo immobile e questa immobilità si è riflessa anche sul suo sito internet.<br />
Troppo pieno, troppo scritto: forse poco immediato.<br />
(e infatti affiancato da un ecosistema ibrido, un po&#8217; forum un po&#8217; video: <a href="http://www.segosphere.net">Segosphere.net</a>, curato dal figlio, e che è riuscito ad alimentare una interessata e vivace comunità.</p>
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