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	<title>Spindoc &#187; lol politics</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>Internet better politics. Da Vendola all&#8217;open gov.</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 19:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<description><![CDATA[Il giorno dopo Toscana Lab, materiali, idee, un (semi)decalogo e alcune presentazioni della parte politica della due giorni fiorentina alla ricerca dei modi con cui Internet migliora la vita (e in questo caso la politica).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Conclusi a Firenze, presso la Gipsoteca dell’Istituto d’arte di Porta Romana, i lavori di <a href="http://www.toscanalab.it/programma-29-giugno/">ToscanaLab</a>.</p></blockquote>
<p>Il tema (generale) è stato “Internet Better Life”, <a href="http://www.toscanalab.it/about/">ovvero</a>: &#8220;Come internet e il web 2.0 contribuiscono a migliorare la vita degli individui, veicolando in modo diverso e più ricco la conoscenza, modificando le relazioni tra le persone e trasformando di fatto l’azione sociale, con un approccio allargato e partecipativo&#8221;.</p>
<p>Di seguito alcuni dei punti emersi durante il workshop del 29 giugno intitolato &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/2010/06/25/internet-better-life-la-politica-pa-e-nuovi-media/">Internet better society</a>&#8221; e dedicato alla politica, al giornalismo e alla pubblica amministrazione.  Con interventi di <a href="http://www.sergiomaistrello.it">Sergio Maistrello</a>, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/">Ernesto Belisario</a>, <a href="http://www.liviacolare.com/">Livia Iacolare</a>, <a href="http://www.proformaweb.it">Dino Amenduni</a> e <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a> (e moderato da<a href="http://www.webgol.it"> Antonio Sofi</a>)</p>
<h3>Alcuni punti emersi</h3>
<p>I punti di cui sotto andranno a contribuire &#8211; insieme ai &#8220;risultati&#8221; dei lavori degli altri workshop paralleli &#8211; a una sorta di &#8220;decalogo&#8221; dell&#8217;evento Internet better life, che sarà pubblicato sul <a href="http://www.toscanalab.it">sito di Toscana Lab</a>.</p>
<div id="attachment_2540" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/territorio.jpg" alt="Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro" width="719" height="463" class="size-full wp-image-2540" /><p class="wp-caption-text">Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Trasparenza e fiducia</strong></p>
<blockquote><p>Negoziazione fiduciaria e traslucida: niente più &#8220;severamente vietato&#8221; o posta &#8220;raccomandata&#8221;. </p></blockquote>
<p>La società digitale è trasparente e translucida: ci si vede (ci si deve vedere) attraverso. La spinta verso la massima trasparenza vale per la politica e per la pubblica amministrazione, per il giornalismo e l’informazione, per il pubblico e i cittadini. Una nuova negoziazione che produce una nuova opinione pubblica: più informata e attiva, in cui nessuno può nascondere niente o avere rendite di posizione. Una nuova negoziazione fiduciaria. Il termine è inoltre legato a doppio filo all’attività della Pubblica Amministrazione: la trasparenza degli atti amministrativi può essere realizzata solo e unicamente tramite le nuove tecnologie. Per rendere noti decisioni e risultati; per migliorare il rapporto dei cittadini con la burocrazia e la competitività delle scelte delle aziende.</p>
<p><strong>Ascolto e condivisione</strong></p>
<blockquote><p>Non è più l&#8217;audience che deve avere grandi orecchie, ma la politica e il giornalismo che devono ascoltare, prima di dire. </p></blockquote>
<p>Più che per parlare, i nuovi media servono per ascoltare gli altri. Il pubblico ha subito una mutazione antropologica: non è più audience muta, ma è composta di persone che possono pubblicare e si aggregano intorno a un bisogno o un contenuto. Una propensione all’ascolto e all’apertura verso l’esterno è sempre più il presupposto per poi dire con sensatezza. All’ascolto si lega l’idea di condivisione – che chiama in causa tutti i soggetti interessati nessuno escluso. Non è un flusso che viene dall’alto, ma un meccanismo circolare attivato da tutti i nodi che stanno in rete: ogni pezzo di contenuto e informazione condiviso migliora la vita di chi viene in contatto con esso.</p>
<div id="attachment_2542" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/grassroots.jpg" alt="Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro" width="719" height="500" class="size-full wp-image-2542" /><p class="wp-caption-text">Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Riscoperta del territorio e senso di comunità </strong></p>
<blockquote><p>Il territorio e le comunità che lo animano sono le ultime nicchie possibili &#8211; e quelle più vitali.</p></blockquote>
<p> I nuovi media non sono solo fattore di globalizzazione. Ma sempre più una riscoperta del territorio e del locale, grazie a comunità di persone che trovano online gli strumenti per conoscersi, far conoscere i propri bisogni, attivarsi e organizzarsi. Le comunità che si creano online (anche se non hanno una base geolocalizzata) hanno un forte senso di appartenenza e adesione – che può diventare anche il vero valore aggiunto per l’innovazione e il cambiamento.</p>
<p><strong>Impegno “grassroots” e approfondimento narrativo</strong></p>
<blockquote><p>Oltre la tv e i formati facili e semplificati, c&#8217;è spazio per l&#8217;approfondimento.</p></blockquote>
<p> I nuovi spazi digitali consentono e aprono alla progettazione, produzione e distribuzione di contenuti dal basso (“grassroots”) che aggirano le logiche mediali tradizionali e si caratterizzano per un maggiore impegno. Una propensione (spesso multimediale) legata alla ricerca dell’approfondimento, della narrazione, della profondità dello sguardo sui fatti e sugli eventi.</p>
<p><strong>Sincronizzazione e “bridging” tra diverse velocità</strong></p>
<blockquote><p>Piattaforma di comunicazione e di condivisione: per camminare insieme.</p></blockquote>
<p> In contesti in cui esistono varie e diverse sensibilità, tradizioni, velocità e esperienze (pe l’Unione Europea), il web può servire per “sincronizzare” i vari punti di vista e fare da ponte (“bridge”). Sia per la costruzione di una identità comune, sia – più pragmaticamente – per concordare delle politiche efficaci e condivise.</p>
<h3>Le presentazioni e gli interventi</h3>
<p>Di seguito gli interventi pubblicati online, su slideshare o altrove</p>
<p>ANTONIO SOFI (in plenaria il 28 giugno), &#8220;Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale&#8221;.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4652306"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/webgol/politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" title="Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.">Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.</a></strong><object id="__sse4652306" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4652306" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/webgol">Webgol Network</a>.</div>
</div>
<p>SERGIO MAISTRELLO, &#8220;Le opportunità della dimensione iperlocale&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4649488"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello/toscanalab-2010" title="Le opportunità della dimensione iperlocale - ToscanaLab 2010">Le opportunità della dimensione iperlocale &#8211; ToscanaLab 2010</a></strong><object id="__sse4649488" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4649488" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello">Sergio Maistrello</a>.</div>
</div>
<p>DINO AMENDUNI, &#8220;Puglia. Due casi non casuali di comunicazione politica&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4648997"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/doonie/nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" title="Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica">Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica</a></strong><object id="__sse4648997" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4648997" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/doonie">Dino Amenduni</a>.</div>
</div>
<p>ERNESTO BELISARIO, &#8220;Open Government. Miti, realtà, speranze&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4808174"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario/open-government-miti-realt-e-speranze" title="Open government  (miti, realtà e speranze)">Open government  (miti, realtà e speranze)</a></strong><object id="__sse4808174" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4808174" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario">Ernesto  Belisario</a>.</div>
</div>
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		<title>Inghilterra. Con i conservatori favoriti, i laburisti provano a ripartire dal web (e dai tarocchi</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/01/19/inghilterra-con-i-conservatori-favoriti-i-labouristi-provano-a-ripartire-dal-web-e-dai-tarocchi/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 08:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Napolitano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giochi fatti in Gran Bretagna? Dal web un piccolo segno di ripresa labourista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Bisogna tener d&#8217;occhio le elezioni britanniche di maggio</p></blockquote>
<p>La Gran Bretagna è senza dubbio una delle nazioni europee da tenere d’occhio: le elezioni politiche del prossimo maggio sono un appuntamento fondamentale e gli effetti sono sentiti anche nella crescente e variegata blogosfera politica inglese.</p>
<blockquote><p>
Parte favorito il partito conservatore, grazie a Cameron e alla debolezza dei laburisti</p></blockquote>
<p>Il partito conservatore sembra il favorito, a fronte di una politica rinnovata e di un leader giovane e carismatico, <strong>David Cameron</strong>. E conservatori sono anche i più importanti blog politici inglesi, dall&#8217;attivista <a href="http://iaindale.blogspot.com" target="_blank">Iain Dale</a> a <a href="http://order-order.com/" target="_blank">Guido Fawkes</a>, nickname che richiama <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guy_Fawkes" target="_blank">uno degli ideatori della “Congiura delle Polveri”</a>, nel 1605 (figura ripresa anche nel celebre film V per vendetta). Una vittoria annunciata? Forse. Di sicuro un avversario difficile da battere, specie con un partito laburista indebolito e oggetto di numerosi attacchi.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2342" style="width:455px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/01/DAVID_CAMERON.jpeg" alt="David Cameron" width="455" height="207" />
	<div>David Cameron</div>
</div>
<blockquote><p>
La crescita della blogosfera di area laburista.</p></blockquote>
<p> Tuttavia blogger, opinionisti e attivisti di sinistra non stanno con le mani in mano. Da un lato, la blogosfera di area Labour è in costante crescita: <a href="http://www.newstatesman.com/scitech/2010/01/labour-online-british-wing" target="_blank">James Crabtree lo spiega sul New Statesman</a>, illustrando uno scenario ricco e variegato che comprende attivisti come <a href="http://www.leftfootforward.org/" target="_blank">Will Straw</a> e politici in carica (tra questi segnaliamo <a href="http://www.tom-watson.co.uk/" target="_blank">Tom Watson</a>).</p>
<blockquote><p>&#8220;Non si può fingere entusiasmo online&#8221; dice Crabtree.</p></blockquote>
<p>Crabtree azzarda anche alcune affascinanti previsioni sul ruolo che la blogosfera di sinistra giocherà nelle prossime consultazioni: un ruolo non decisivo sulle elezioni nazionali, ma rilevante all’interno del partito nella scelta dei futuri leader. Ne verrà favorita la componente più di sinistra rispetto a quella centrista, oltre ai gruppi che hanno un certo radicamento sul territorio, perché “<strong>non si può fingere entusiasmo online” conclude Crabtree</strong>.</p>
<blockquote><p>I manifesti satirici contro Cameron. </p></blockquote>
<p>Il partito laburista pare anche iniziare a comprendere alcune logiche della Rete: una prima dimostrazione è <a href="http://www.brandrepublic.com/News/977445/Labour-Party-adopts-bloggers-airbrushed-Cameron-campaign/" target="_blank">l’adozione di alcuni manifesti satirici</a> che riprendono quelli originali della campagna di Cameron. Il sito originale, <a href="http://mydavidcameron.com/" target="_blank">Mydavidcameron</a>, è stato creato da un sostenitore del partito laburista, che ha messo a disposizione il template per permettere a tutti di creare il proprio manifesto taroccato.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2343" style="width:650px;">
	<a href="http://mydavidcameron.com/" target="_blank"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/01/c1.jpg" alt="Uno dei manifesti taroccati su David Cameron" width="650" height="324" /></a>
	<div>Uno dei manifesti taroccati su David Cameron</div>
</div>
<blockquote><p>I manifesti sono finiti sulla homepage del Labour Party.</p></blockquote>
<p>Alcuni dei risultati sono finiti prima su siti di parlamentari inglesi e, infine, anche <a href="http://www.labour.org.uk/" target="_blank">sulla homepage del Labour party</a>, dove ora campeggia una versione del manifesto creata dallo stesso partito: lo slogan è “Is what you see what you’d get?”<br />
Politics busting, dalla blogosfera alla comunicazione di partito, dunque.</p>
<p>Quale sarà la prossima mossa?</p>
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		<title>L&#8217;effetto Joker e il photoshop partecipativo</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/09/20/leffetto-joker-e-il-photoshop-partecipativo/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 23:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le culture partecipative basate sulle tecnologie connettive (e la voglia di dissacrare il potente di turno e la sua comunicazione) sono in grado di influenzare la sfera pubblica? Ancora poco ma qualcosa si muove – dal Joker Obama e Berlusconi ai manifesti "intoccabili" sui muri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Le culture partecipative sono in grado di influenzare le pubbliche opinioni? (il plurale è voluto, e necessario)</p></blockquote>
<p>Can participatory culture shape public opinion? <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a> scrive sul blog del <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-europe-signup-form">Personal Democracy Forum Europe</a> (costola di <a href="http://svaroschi.blogspot.com/2009/09/personal-democracy-forum-europe-come-la.html">quello storico newyorkese</a>, si svolgerà a Barcellona il prossimo 20 e 21 novembre) una riflessione intitolata &#8220;The Joker effect: how participatory culture may disrupt politics&#8221; – in cui mette in fila alcuni esempi/effetti della &#8220;cultura partecipativa&#8221; dentro il campo da gioco del dibattito politico sulle Rete. Dai molti esempi elettorali americani al <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">politics busting all&#8217;italiana</a> dei cartelloni tarocchi delle campagne pubblicitarie Udc e Pd, fino ad arrivare al <a href="http://www.vincos.it/2009/08/27/obama-joker-berlusconi-joker-photoshop-per-la-democrazia/">case study del Berlusconi-Joker</a> diffuso in rete da Vincenzo Cosenza (a seguito di un analogo Obama-Joker in giro per i muri americani) e il manifesto del film <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Untouchables_%28film%29">The Untouchables</a> &#8211; con il solito Berlusconi sullo sfondo.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2213" style="width:422px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/09/berlusconi-joker.jpg" alt="Il Berlusconi photoshoppato da Joker, il cattivo della saga di Batman" width="422" height="440" />
	<div>Il Berlusconi photoshoppato da Joker, il cattivo della saga di Batman</div>
</div>
<blockquote><p>Politics busting: ribellione dal basso e fenomeno tipico della partecipazione politica online – più o meno consapevole e sicuramente iconoclasta. </p></blockquote>
<p>Casi, insomma, che si iscrivono, come accennavo, all&#8217;interno di quel fenomeno tipicamente online che Susca e De Kerckhove chiamano – lo accenavo prima – <em>politics busting</em>: sull&#8217;onda del movimento di ad busting, che &#8220;tarocca&#8221; e prende in giro le pubblicità. Fin dagli albori di Internet, i &#8220;manufatti&#8221; della comunicazione politica sono stati interpretati in modo (per certi versi) pre-satirico, spesso meramente grafico (ecco perché Photoshop, software archetipico della post-produzione fotografica digitale) lavorando sulle incongruenze e sui punti deboli dell&#8217;immagine politica proiettata – che su un media partecipativo ad alta capacità diffusiva come internet ritornava insieme distorta e amplificata. </p>
<p>Una sorta di ribellione dal basso, più o meno consapevole: per mostrare che il re è nudo. Scrive Antonella dell&#8217;esperimento messo in atto da Cosenza: «The Berlusconi-Joker picture has started to circulate on blogs and and social networks, also used as profile picture on Facebook, Twitter and Friendfeed. The reactions of people varied, Cosenza explains: “Some people said that they wanted to use the picture but they were afraid, others wrote me because they want a t-shirt with that image on it. Maybe I should print posters”».</p>
<p>E poi viene citato il caso del manifesto degli Intoccabili, manifesto affisso a Milano e New York – in una sorta di capolino offline di una pratica comunicativa tipica (anche se ovviamente non esclusiva) della partecipazione politica online. Le conclusioni? <a href="http://personaldemocracy.com/blog-entry/joker-effect-how-participatory-culture-may-disrupt-politics">Eccole</a>, condivisibili: «New media surfacing online are now used by citizens to produce content and to engage more people: this may start a process that can unexpectedly disrupt the consensus».</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2215" style="width:233px;">
	<a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/new-york-berlusconi/1.html"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/09/berlusconintoccabile.jpg" alt="Uno  dei manifesti affissi a Milano e New York" width="233" height="345" /></a>
	<div>Uno  dei manifesti affissi a Milano e New York</div>
</div>
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		<title>Si vedono cose strane. Il viral dell&#8217;IdV</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 07:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
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		<category><![CDATA[viral]]></category>
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		<description><![CDATA[In vista delle elezioni europee il partito di Di Pietro sperimenta una campagna virale: uno schiaffo un euro e l'uomo doccia due dei primi video che giocano sulla crisi – e sulla (contagiosa?) ironia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova campagna per l&#8217;Italia dei Valori, in vista delle elezioni europee di Giugno, con la creazione del nuovo sito <a href="http://www.sivedonocosestrane.it">Si vedono cose strane</a>: «<em>Si vedono cose che voi umani non potreste immaginare. Si vedono imprenditori invitare i disoccupati a non stare “con le mani in mano” e giovani volenterosi inventarsi gli impieghi più assurdi per sopravvivere. [...] In Italia si vedono cose strane. Dicci quella che vedi tu</em>». </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1857" style="width:700px;">
	<a href="http://www.sivedonocosestrane.it/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/cosestrane_web.jpg" alt="Screenshot del sito Si vedono cose strane" width="700" height="353" /></a>
	<div>Screenshot del sito Si vedono cose strane</div>
</div>
<blockquote><p>Pagine grigie e colori poco accesi tranne che per i simboli del partito per questo sito internet, che utilizza strumenti e modalità del cosiddetto viral.</p></blockquote>
<p>Per ora tutto ruota intorno a tre video, caricati sui maggiori network di video sharing, che giocano sul tema della crisi e sulle parole del presidente del consiglio secondo cui gli italiani dovrebbero rimboccarsi le maniche – e inventarsi un lavoro. I tre video sono: &#8220;Uno schiaffo, un euro&#8221;, &#8220;pubblicità umana&#8221;, &#8220;uomo doccia&#8221;: tutti pensati, girati e montati cercando di essere il più possibile &#8220;mimetici&#8221; dell&#8217;amatorialità della maggior parte dei video caricati su You Tube e simili. </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KzAe7nwYbhs&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/KzAe7nwYbhs&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<blockquote><p>Un sito che sopravviverà alla campagna elettorale? Per ora pare mancare un po&#8217; di coerenza (ma è forse il suo punto di forza)</p></blockquote>
<p>Il sito viene lanciato in concomitanza con la campagna per le elezioni Europee, ma gli obiettivi della comunicazione sembrano essere più ampia, data l&#8217;opposizione semantica tra simbolo IDV centrale grande e richiamo alle elezioni europee, apposta come una fascetta &#8220;temporanea&#8221; e forse indizio di una aspettativa di vita più ampia per il sito.  Secondo <a href="http://spotanatomy.libero.it/2009/di-pietro-si-vedono-cose-strane/">Spot Anatomy</a>: «sembra necessario, adesso, è dare coerenza ed uniformità alle campagne di comunicazione.  Per ora, infatti, sembra che vivano ognuna per conto proprio». Un elemento di debolezza per quanto riguarda la pubblicità tradizionale, forse di forza se traslato sul web – ogni video ha la possibilità di &#8220;camminare con le proprie gambe&#8221;.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pUu_l8daCp8&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/pUu_l8daCp8&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Altro? C&#8217;è un <a href="http://www.youtube.com/user/sivedonocosestrane">canale youtube</a> per i video e un <a href="http://www.flickr.com/photos/sivedonocosestrane/">profilo flickr</a> ad hoc con foto di &#8220;scena&#8221; – i credits sono a yoyocomunicazione, che rimanda alla società di consulenza Glaux. </p>
<p>L&#8217;inizio è promettente. Vedremo l&#8217;effetto che farà, o come crescerà nelle prossime settimane.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Generatori automatici di satira politica</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/04/24/generatori-automatici-di-satira-politica/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 15:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising e mailing]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Pd]]></category>
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		<category><![CDATA[UDC]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizia la campagna elettorale per le europee, e il web risponde con tarocchi 2.0 - grazie a generatori automatici alla portata di tutte le competenze grafiche. Per ora sotto mira la campagna dell'Udc e quella del Pd (ma c'è anche chi pensa di farla in proprio)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Per ora sotto mira la campagna acronimo di Casini e gli spingitori di parole del Pd. In attesa della campagna del Popolo della Libertà. </p></blockquote>
<p>Il fenomeno politico/comunicativo sul web degli ultimi giorni è certamente la presenza di vere e proprio contro-campagne comunicative parodistiche che hanno come oggetto i manifesti per le elezioni europee prossime venture di due partiti italiani: l&#8217;Udc e il Pd.</p>
<p>La decisiva spinta propulsiva al taroccaggio (il primo esplosivo caso scoppiato sul Web risale alla famigerata campagna di Berlusconi del &#8220;Meno tasse per tutti&#8221;, che aveva all&#8217;epoca generato molteplici versioni) è stata data questa volta dalla creazione di un blogger noto in rete come <a href="http://www.paulthewineguy.com">Paul The Wine Guy</a> &#8211; che ha messo a disposizione di tutti un generatore automatico di manifesti: grazie al quale chiunque può &#8220;falsificare&#8221; il cartellone, anche senza avere la minima nozione di grafica, semplicemente digitando le parole scelte.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1823" style="width:700px;">
	<a href="http://www.paulthewineguy.com/post/97605415/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-delludc"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/generatoreudc.jpg" alt="Il generatore automatico di cartelloni Udc, via PTWG" width="700" height="339" /></a>
	<div>Il generatore automatico di cartelloni Udc, via PTWG</div>
</div><br/></p>
<h3>La <em>popolarizzazione</em> della satira &#8220;grafica&#8221;</h3>
<blockquote><p>I generatori hanno popolarizzato il tarocco grafico, rendendolo alla portata di tutti.</p></blockquote>
<p> Questo escamotage tecnologico &#8220;popolarizzante&#8221; ha funzionato come miccia creativa, e in molti hanno testato &#8211; al basso costo cognitivo di pochi click &#8211; la propria ironia e capacità parodistica, diffondendo quindi le proprie creazioni dentro e attraverso i social network (dai blog a Facebook). </p>
<div class="img " style="width:415px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/udc.jpg" alt="Un Divorziato Cattolico, tarocco di La Vyrtuosa" width="415" height="260" />
	<div>Un Divorziato Cattolico, tarocco di La Vyrtuosa</div>
</div>
<p>Alcuni blog di satira come <a href="http://www.spinoza.it">Spinoza</a> hanno messo a disposizione i commenti a mo&#8217; di laboratorio/palestra di <em>brainstorming</em> (vedi il post sui <a href="http://www.spinoza.it/2009/acrostici-ludici">manifesti dell&#8217;Udc</a> e quello sui <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">manifesti del Pd</a>). Altri hanno &#8220;creato&#8221; a prescindere dal (o prima ancora del) generatore, provando a rompere creativamente il gioco concettuale dei manifesti: come nel caso del <a href="http://www.fondazionedaje.com/2009/04/22/close-the-door-open-the-window/">TIANI DEMOCRIS della Fondazione Daje</a> in cui la scritta rientra &#8211; inaspettatamente &#8211; dall&#8217;altra parte dello spazio grafico del manifesto. </p>
<div class="img " style="width:480px;">
	<a href="http://www.fondazionedaje.com/2009/04/22/close-the-door-open-the-window/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/demo.jpg" alt="TIANI DEMOCRIS, via Fondazione Daje" width="480" height="361" /></a>
	<div>TIANI DEMOCRIS, via Fondazione Daje</div>
</div>
<p>E ancora. Ci sono anche esempi di &#8220;hackeraggio&#8221; del meccanismo automatico attraverso l&#8217;uso creativo e dissonante del lettering come nel caso sottostante dell&#8217;onda energetica (vedi sotto) o di Pong (da <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">Spinoza</a>)</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1833" style="width:415px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/carra.jpg" alt="Onda energetica, di Carra, via Spinoza" width="415" height="260" />
	<div>Onda energetica, di Carra, via Spinoza</div>
</div>
<h3>Un passo indietro: politics busting</h3>
<blockquote><p>
Politics busting, è la definizione coniata da De Kerckhove e Susca per questi fenomeni di alterazione creativa e iconica.</p></blockquote>
<p> Più in generale, da un mio <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">post su webgol</a>: «[Questi fenomeni] <em>sono quel tipo di “alterazione” creativa e iperbolica nei confronti di una riconosciuta autorità politica che due famosi studiosi dei nuovi media, De Kerckhove e Susca, hanno chiamato “politics busting” – sulla falsariga del movimento di ad busting che propone la parodia dei prodotti pubblicitari.</p>
<p>Si va dall’attività più o meno permanente di satira verso soggetti politici ad alcune azioni creative eminentemente figurative, volte a colpire il potente di turno con un messaggio sarcastico. Una reazione dal basso, e connessa: la singola persona attraverso il web si scopre (piccola, grande) comunità fluida, spesso indistinta eppur effervescente e creativa. Che con pochi click ha la possibilità di produrre contenuti multimediali che hanno il formato giusto per diffondersi velocemente attraverso i nodi della Rete (in questo caso sono immagini digitali: leggere, riproducibili, allegabili, e così via)</em>».</p>
<p>Il successo del generatore automatico si basa &#8211; per buona parte &#8211; sul piacere dello <em>sberleffo mimetico</em>: sul fatto che il risultato tarocco è quasi indistinguibile dal reale (o dalla riproduzione del reale: in quanto foto di manifesto). E&#8217; un gioco che in parte di nutre di una sorta di traduzione/disvelamento di un messaggio politico vero o verosimile.</p>
<blockquote><p>O una campagna comunicativa a prova di sberleffo (forse impossibile) o una presenza costante e credibile in Rete, che sappia generare difese sotto forma di conversazione e comunità. </p></blockquote>
<p>Come <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">concludo anche su webgol</a>: «<em>Chiunque può “decodificare” creativamente un prodotto politico facendone emergere i punti deboli. Niente si salva: dal programma alla proposta politica, dalla grafica al progetto comunicativo. La politica deve tenerne conto, e pensare sempre più a proposte a prova di sberleffo (se ci riesce).</p>
<p>Oppure (ma ancora più difficile da capire per la classe politica attuale) bisogna lavorare, con calma e puntando sul lungo periodo, sulla presenza &#8211; vera, attiva, credibile &#8211; in Rete, al fine di prendere il meglio da questi sberleffi. Che in fondo sono “carne da conversazione” e piccolo faro di attenzione &#8211; la merce più rara e preziosa che oggi vi sia, anche in politica</em>».</p>
<p>Difficile, quest&#8217;ultima soluzione: perché è questione di cultura e non di tecnica o tecnologia.</p>
<h3>Il political busting fatto in casa della campagna di Emiliano</h3>
<blockquote><p>Più di 80 i manifesti tarocchi finora creati e raccolti su Facebook.</p></blockquote>
<p> Un caso del tutto particolare viene dalla divisione under 30 e web della campagna a sindaco di Bari di Emiliano (senti intervista su Apogeonline). Dentro il gruppo <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=59871012234">Emilart / campagna elettorale</a> di Facebook (vero e proprio quartier generale della campagna online, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/10/facebook-la-politica-e-il-passaparola">ascolta l&#8217;intervista su Apogeonline</a>) lo staff di Emilab ha raccolto finora 86 manifesti tarocchi, sia <em>positive</em> che <em>negative</em>. E, secondo quanto ci racconta il responsabile Dino Amenduni, è in produzione un generatore automatico sulla falsariga di quelli di Paul The Wine Guy &#8211; per permettere a chiunque di cimentarsi.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1840" style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/emilart.jpg" alt="Una pagina della raccolta di manifesti tarocchi della campagna a sindaco di Bari, via Emilart" width="700" height="606" />
	<div>Una pagina della raccolta di manifesti tarocchi della campagna a sindaco di Bari, via Emilart</div>
</div><br/></p>
<ul><strong>APPROFONDIMENTI  E LINK</strong></p>
<li>Il generatore dell&#8217;<a href="http://www.paulthewineguy.com/post/97605415/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-delludc">Udc</a> e quello del <a href="http://www.paulthewineguy.com/post/98985451/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-del-pd">Pd</a>
<li><a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">Politics busting all’italiana. I cartelloni dell’Udc e del Pd</a>, su webgol</li>
<li><a href="http://www.corriere.it/politica/09_aprile_22/parodie_manifesti_elettorali_blog_web_5f388992-2f47-11de-89c1-00144f02aabc.shtml">Come ti tarocco il manifesto elettorale</a>, su Corriere.it (con tanto di galleria)</li>
<li>I due post di brainstorming creativo di Spinoza: <a href="http://www.spinoza.it/2009/acrostici-ludici">manifesti dell&#8217;Udc</a> e <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">manifesti del Pd</a></li>
<li>Il gruppo di Facebook <a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=70088&#038;id=838552450&#038;ref=nf#/group.php?gid=59871012234">Emilart / campagna elettorale</a> con manifesti taroccati della campagna di Michele Emilano</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Un orgasmo per Obama</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/09/26/un-orgasmo-per-obama/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 08:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedia]]></category>
		<category><![CDATA[lol politics]]></category>
		<category><![CDATA[web campaigns]]></category>
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		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[orgasm]]></category>

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		<description><![CDATA[Una petizione sexy pro-Obama]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><div class="img alignright" style="width:202px;">
	<img src="http://www.orgasmforobama.com/oh_oh_oh.gif" alt="" width="202"  />
	<div>Maglietta per la petizione pro Obama</div>
</div></blockquote>
<p>Se qualcuno ha creduto che le varie <a href="http://www.spindoc.it/2007/08/01/le-giuliani-girl-la-politica-diventa-pretesto-virale/">Giuliani</a> o <strong><a href="http://www.spindoc.it/?s=obama+girl">Obama girl</a></strong> fossero una rivoluzione o che l&#8217;utilizzo del sex appeal fosse esaurito con le curve (tutto sommato caste) delle ferventi sostenitrici, si dovrà ricredere.</p>
<p>C&#8217;è infatti chi lancia un <strong>sito</strong> ed una invito-ad-agire quantomeno singolari, non solo per lo &#8220;sforzo&#8221; richiesto ai sostenitori ma soprattutto per i dubbi <strong>ritorni elettorali</strong>. </p>
<p>Il sito si chiama <a href="http://www.orgasmforobama.com/">Orgasm for Obama</a> e si iscrive in una delle tante iniziative che, come pesci pulitori, cercano di campare, o trovare visibilità, sulla scia (e sulle briciole) del fenomeno Internet del senatore dell&#8217;Illinois. </p>
<p>Con un milione di orgasmi dedicati al candidato democratico, per una qualche ragione si dovrebbe ottenere la vittoria presidenziale: «Orgasms are extremely powerful. If the world can come together &#8211; moan and scream for change &#8211; then it can happen. With a 1,000,000 orgasms, Barack Obama will be President. He&#8217;s depending on your body politic. So join the revolution and orgasm for Obama. Do it solo, with a partner, or in a group!».</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come spenderesti tre miliardi di dollari?</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/06/16/come-spenderesti-tre-miliardi-di-dollari/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2008/06/16/come-spenderesti-tre-miliardi-di-dollari/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 23:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<category><![CDATA[videogame]]></category>
		<category><![CDATA[interactive]]></category>
		<category><![CDATA[videogames]]></category>

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		<description><![CDATA[Videogioco politico. Gestione budget. Astenersi politicanti e perditempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo di europei, di partite e di polemiche. Me se è vero che in Italia i commissari tecnici si contano a milioni, in tempi di anti-politica sono altrettanti coloro che &#8211; beati loro &#8211; saprebbero come risollevare il paese. Non importa quale.</p>
<p>Che siate statisti in erba o semplici appassionati, potrete allora cimentarvi nel gioco <a href="http://americanpublicmedia.publicradio.org/engage08/budgethero/">Budget Hero</a> messo a disposizione all&#8217;american <a href="http://americanpublicmedia.publicradio.org/">Public media</a> nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa <a href="http://americanpublicmedia.publicradio.org/engage08/">Engage 08</a>.</p>
<div class="img " style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/06/budget-hero_inside.jpg" alt="Budget Hero. Uno screenshot del videogioco." width="500" height="359" />
	<div>Budget Hero. Uno screenshot del videogioco.</div>
</div>
<blockquote><p>
Per la cronaca, il gioco è un po&#8217; la summa di una serie di iniziative denominate Engage 08 e che si possono trovare a <a href="http://americanpublicmedia.publicradio.org/engage08/">questo indirizzo</a>.</p></blockquote>
<p>Con <strong>Budget hero</strong> Potrete decidere non solo come allocare i soldi che avete a disposizione ma anche come e dove andare a prenderli. Ad esempio uno stesso budget può essere un ritorno di investimenti sulla sanità oppure derivare da una tassazione più elevata. Se siete statisti nell&#8217;animo non potrete poi rinunciare allo strumento del debito pubblico. Arma potente ma a doppio taglio e se si vuole andare avanti nel gioco lo si impara presto.</p>
<p>Pregasi astenersi politicanti e perditempo, il gioco è appassionante e piacevole ma richiede un minimo di attenzione per apprezzarlo ed andare avanti.</p>
<p>Di seguito una sintesi dei migliori presa dal sito stesso:</p>
<table width="85%" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://americanpublicmedia.publicradio.org/engage08/budgethero/" border="0"><br />
            <img src="http://americanpublicmedia.publicradio.org/standard/images/apm001/engage08/bdhr_tile.gif" alt="Budget Hero"><br />
            </a>&nbsp;</td>
<td><a href="http://americanpublicmedia.publicradio.org/engage08/budgethero/" border="0"><img src="http://americanpublicmedia.publicradio.org/standard/images/apm001/engage08/wordmark_bh.gif" alt="Budget Hero"></a><br />
            This engaging and journalistically sound game encourages players to<br />
            think through the complexities and challenges of the federal budget</p>
<p>            and the major policy issues of the 2008. Can they be Budget Heroes<br />
            by staying true to their values while creating a sustainable government? </p>
<p><strong>When can I play?</strong> Now! <a href="http://americanpublicmedia.publicradio.org/engage08/budgethero/">Play»<br />
              </a><br />
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<p>&nbsp;</p>
</td>
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<td> <a href="http://americanpublicmedia.publicradio.org/engage08/selectacandidate/" border="0"><img src="http://americanpublicmedia.publicradio.org/standard/images/apm001/engage08/wordmark_sac.gif" alt="Select A Candidate™ "></a><br />
Play the Select A Candidate game to see how your political interests,<br />
 opinions and views match up with those of the 2008 Presidential candidates<br />
 and compare your results with those of other demographic groups. <a href="http://americanpublicmedia.publicradio.org/engage08/selectacandidate/">Play&gt;&gt;</a> </p>
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              the widget&gt;&gt;</a>&nbsp;</p>
</td>
</tr>
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</td>
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            The Health Care Idea Generator allows people to share solutions to<br />
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            from small improvements to sweeping overhauls can be entered and discussed. </p>
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</tr>
<tr>
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<td><a href="http://americanpublicmedia.publicradio.org/engage08/economy/" border="0"><img src="http://americanpublicmedia.publicradio.org/standard/images/apm001/engage08/wordmark_ig.gif" alt="Idea Generator&trade; " /><br />
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            and the country&#8217;s &#8212; economic challenges. </p>
<p><strong>When<br />
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            </p>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Politica animata. Chavez contro Homer e non solo.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/11/politica-animata-chavez-contro-homer-e-non-solo/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 06:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano Germani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Politica animata. Chavez contro Homer e altre censure da cartoon: dai Pokemon a Winnie The Pooh.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Simpson hanno una cattiva influenza sui minorenni, quindi vanno vietati. E’ questa la decisione del leader maximo venezuelano, <strong>Hugo Chavez</strong>, che <a href="http://www.foxnews.com/story/0,2933,347910,00.html">al momento appare irrevocabile</a>. Quindi, da oggi la tv dello stato sudamericano non trasmetterà più le avventure di <strong>Bart, Lisa, Marge e Homer</strong> (<em>che, per ironia della sorte, sembra sia doppiato in spagnolo da un attore che fa Chavez di cognome</em>), almeno non nella fascia mattutina dedicata ai ragazzi. La decisione, già poco comprensibile, appare ancora più surreale se si pensa che il cartoon sarà sostituito dal telefilm <strong>Baywatch</strong>, che probabilmente secondo i criteri di Chavez è più idoneo a non traviare le menti dei bambini.</p>
<div class="img " style="width:550px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/04/simpson.jpg" alt="La celebre famiglia di Springfield creata da Matt Groening" width="550" height="385" />
	<div>La celebre famiglia di Springfield creata da Matt Groening</div>
</div>
<p>Non si tratta del primo caso di censura politica nei confronti di cartoni animati e programmi per bambini. I poveri Simpson, tra l’altro, hanno già conosciuto <a href="http://news.bbc.co.uk/1/hi/entertainment/4789745.stm">l’ostracismo del governo cinese</a>, che da un paio di anni ha messo al bando <strong>Homer Simpson</strong>, insieme ai <strong>Pokemon</strong> e a <strong>Topolino</strong>. Tutti e tre i cartoons non possono essere trasmessi in prima serata, con la giustificazione che potrebbero danneggiare la produzione televisiva nazionale. In realtà, il sospetto è che tutto rientri in una campagna di moralizzazione che vede nei prodotti di intrattenimento stranieri un pericolo potenziale per l’armonia e la tranquillità della popolazione.</p>
<p>La censura dei cartoni riguarda anche il vecchio continente. Lo scorso anno, il governo polacco ha preso in considerazione l’idea di proibire la serie <strong>Teletubbie</strong>, perché sospetta di <a href="http://uk.reuters.com/article/entertainmentNews/idUKL2832037420070528">promuovere l’omosessualità tra i minori</a>. Principale accusato il protagonista <strong>Tinky Winky</strong>, che porta con sé sempre una borsetta pur essendo un maschio, ha la pelle viola (il colore dei gay pride) ed ha sulla testa un’antenna a triangolo (come il simbolo del gay-pride)</p>
<p>In Arabia Saudita, invece, dal 2001 sono banditi i <strong>Pokemon</strong>, perché <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/1243307.stm">accusati di islamofobia e propaganda giudaico-massonica</a>. Addirittura, si ritiene possibile che certe frasi giapponesi dette velocemente dai mostriciattoli protagonisti del cartone animato significhino &#8216;sono un ebreo&#8217; o &#8216;Diventa ebreo&#8217;.</p>
<p>Concludiamo con la Turchia, dove sulla testa dell’orsetto <strong>Winnie The Pooh</strong> pende addirittura <a href="http://www.cbc.ca/arts/story/2006/06/22/piglet-banned.html">una fatwa</a>. Il motivo? Tutta colpa del porcellino <strong>Pimpi</strong>, grande amico di Winnie. Il maiale, infatti, è un’animale impuro per i musulmani e la vista del povero Pimpi potrebbe indurre nei bambini un pericoloso desiderio di nutrirsi di carne suina, violando i precetti del Corano…</p>
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		<title>A Walterloo si può vincere. Firmato Zoro-Luciani</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/09/a-walterloo-si-puo-vincere-firmato-zoro-luciani/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 15:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arturo Barbato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Piccola analisi e retroscena dell'(ultimo?) video politico di Diego Bianchi, alias Zoro. Lo spunto: il Napoleone di Luciani e gli ormai classici stilemi del buon video virale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La saga politica di <strong>Diego Bianchi</strong>, aka <a href="http://zoro.blog.excite.it/">Zoro</a>, giunge alla <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/507379">8° puntata</a>. Vedi anche altri <a href="http://www.spindoc.it/?s=zoro">approfondimenti </a>sulla serie &#8220;Tolleranza Zoro&#8221;. </p></blockquote>
<p>Tutto in realtà nasce dal caso di <strong>Luca Luciani</strong> (vedi la <a href="http://apogeonline.com/webzine/2008/04/07/20/200804072001">sintesi-link</a> di Apogeonline) &#8211; il manager di Telecom pescato su YouTube a parlare della grande vittoria di Napoleone a Waterloo che è diventato in poco tempo un irresistibile tormentone. Ma in realtà, come spesso accade con Diego Bianchi, tutto è un pretesto e un rimando continuo &#8211; per parlare anche d&#8217;altro attraverso altro ancora.</p>
<p>Prima <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/507379">meglio vedere il video</a> (più breve del solito) &#8211; poi considerazioni e qualche retroscena.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/JPyH-mOQVLw&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/JPyH-mOQVLw&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>Dopo la <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/01/tolleranza-zoro-ciak-7-arriva-la-veltroni-girl/">parentesi spassosamente teatrale</a> (nella sua comicità e, insieme, nel suo costante dramma politico interiore dell&#8217;eclettico protagonista), Zoro ha deciso di mettere sotto la lente della sua ironia il <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/03/quante-volte-si-puo-fare-si-puo-fare/">bombardamento politico-virale</a> di queste settimane utilizzando, per una volta, le stesse &#8220;regole&#8221; di candidati e attivisti. Eccole di seguito, più o meno sintetizzabili così</p>
<ul>
	1) Seguire pedissequamenete l&#8217;esempio della campaign <a href="http://www.spindoc.it/category/usa/">USA</a>.<br />
	2) Utilizzare il bianco e nero.<br />
3) Avvalersi della collaborazione di &#8220;giovani debuttanti&#8221; del video.<br />
4) Far schioccare sempre e comunque le dita.
</ul>
<blockquote><p>Chi scrive è stato parte dell&#8217;improvvisato cast 2.0 e ha partecipato a varie fasi del progetto fin dal concepimento della &#8220;Walterloo-idea&#8221;. Niente giudizi di valore dunque, il conflitto d&#8217;interessi è sempre dietro l&#8217;angolo. </p></blockquote>
<p>L&#8217;idea è nata d&#8217;impulso, dettata da una congiuntura fin troppo favorevole. Nell&#8217;arco di poche ore l&#8217;attenzione è stata monopolizzata da due video: <em>&#8220;<a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/507379">la cosa più intrinsecamente berlusconiana</a> vista ultimamente (l&#8217;ormai celebre discorso di Luca Luciani di cui sopra) e quella più veltronica (il <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/03/quante-volte-si-puo-fare-si-puo-fare/">video di sipuofare2008</a>) apparsa online tra i tanti viral di questa campagna elettorale&#8221;</em>.</p>
<p>Il filmato ha preso vita in poche ore, complice l&#8217;entusiasmo del regista e degli improvvisati attori. Il &#8220;testo di Luca Luciani&#8221; si è fuso con alcune battute del &#8220;regalo a Walter&#8221; e il <em>&#8220;mezzo incubo&#8221;</em> di Zoro è nato. Siamo di fronte, forse, alla più netta presa di posizione di Diego Bianchi ben spiegata dalle sue stesse parole: <em>&#8220;<strong>Se è vero che ognuno un giorno avrà la sua Waterloo, tocca comunque scegliersi un degno Napoletone, ora</strong>&#8220;</em>. </p>
<p>E, in un altro <a href="http://www.la7.it/blog/default.asp?idblog=DIEGO_BIANCHI_-_La7_di_7oro_23">luogo virtuale</a>, così: <em>&#8220;Un mezzo incubo buono per tutti, interpretabile a piacimento, da una parte come premonizione di fine certa, dall&#8217;altra, la mia, come auspicio di una storia diversa che si può e si deve fare, prima o poi, sperando sia questa la volta buona&#8221;.<br />
<em></p>
<p>(nb. di Antonio Sofi: un omaggio dichiaratamente di parte e amichevole ma tutto meritato, questo alla serie &#8220;<a href="http://www.youtube.com/user/diegobianchi">Tolleranza Zoro</a>&#8220;: a parte lui poco altro, di veramente originale, che non riproponga gli ormai frusti stilemi comunicativi, della scena grassroots video italiana)</em></p>
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		<title>Tolleranza Zoro, ciak 7. Arriva la Veltroni Girl</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 23:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arturo Barbato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tolleranza Zoro, ciak 7. Arriva la Veltroni Girl.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il video? Aborigena come aspirante <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/13/barely-political-quando-il-presidente-lo-fa-youtube/"><strong>Obama Girl</strong></a> di <strong>Walter Veltroni</strong>. </p></blockquote>
<p>Le elezioni sono sempre più vicine e, come a voler rimarcare l&#8217;eccessiva spettacolarizzazione (<a href="http://www.spindoc.it/2008/03/26/im-pd-gli-errori-e-le-opportunita-dello-spot-pro-pd/">musicalizzazione?</a>) dell&#8217;italica campagna elettorale,<br />
<strong>Diego Bianchi</strong>, alias <a href="http://zoro.blog.excite.it/">Zoro</a>, da una parte s&#8217;inventa <strong>Zorgan</strong>: un nuovo (musicalissimo) personaggio ispirato al <strong>Morgan</strong> in auge per <a href="http://www.xfactor.rai.it/">X-Factor</a>; dall&#8217;altra rispolvera una vecchia conoscenza: <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/477158">Aborigena</a>. </p>
<blockquote><p>Diciamolo subito: il video, a pelle, sembra diverso dagli altri della saga <a href="http://zoro.blog.excite.it/archive/category/Tolleranza_Zoro">Tolleranza Zoro</a>. </p></blockquote>
<p>C&#8217;è Walter, c&#8217;è la voglia di Walter di somigliare a Obama, c&#8217;è il telefonino e c&#8217;è la disaffezione per una politica ogni giorno più lontana da quella &#8220;con la P maiuscola&#8221;. Manca, a primo acchito, la risata &#8211; per così dire &#8211; impegnata, la risata politica in tutto e per tutto. Ma si ride, forse più di prima. Si ride &#8220;di pancia&#8221;: il video tende al &#8220;trash&#8221; in più punti; sembra un&#8217;iperbole e invece è un cerchio. Un cerchio che nasconde citazioni più o meno raffinate: <strong>Battiato</strong>, <strong>De Gregori</strong>, <strong>Jorge Ben</strong> e tanti altre. Un cerchio che si chiude in un finale a sorpresa e svela il vero scopo della teatrale messa in scena.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/YlxmJjl06FI&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/YlxmJjl06FI&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Mi manifesto senza distinguermi (senza Coca-Cola)</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 15:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi manifesto senza distinguermi. La "tecnica del camaleonte" delle affissioni politiche: che per distinguersi troppo, rischia di confondersi con la pubblicità commerciale. Con l'elettore che vota per "Intimissimi"...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Tre segnalazioni veloci e pasquali sull&#8217;aspetto iconico/grafico/visivo di questa campagna elettorale: manifestazioni politiche, appunto</p></blockquote>
<p> Forse per la diradata presenza sul territorio delle campagne elettorali dei singoli candidati <em>(c&#8217;è bisogno che ripeta quanto negativa è questo sistema elettorale senza preferenze per l&#8217;evoluzione della comunicazione politica? tralasciando per ora e per disamor di polemica &#8211; ma ne ho scritto spesso &#8211; i deficit <em>democratici</em> di un sistema che di fatto decide parte del parlamento nelle più o meno segrete stanze)</em>; forse come segno dell&#8217;inevitabile declino di un <em>hype</em> (di una in parte immotivata esaltazione) dello strumento comunicativo del manifesto politico. </p>
<p>Sta di fatto che questa è forse la campagna elettorale del dopo-tangentopoli che fornisce meno spunti o stimoli agli amanti (o ai detrattori) dell&#8217;affisionistica esterna &#8211; e anche se la creatività ironica che trova visibilità si diffonde anche grazie alle reti sociali ha trovato comunque modo di far satira e goliardia ritoccando l&#8217;esistente (in ossequio a quel fenomeno di <em>political busting</em> di cui scrivevano <strong>Derrick De Kerckhove</strong> e <strong>Vincenzo Susca</strong> ne L’Espresso del 6/12/07: vedi per esempio galleria di <a href="http://www.repubblica.it/speciale/2008/elezioni/gallerie/index.html">Repubblica</a>).</p>
<p><strong>UNO.</strong><br />
<strong>Social Design Zine</strong>, rivista edita dall&#8217;Aiap ha pubblicato qualche giorno fa una analisi breve dei <a href="http://sdz.aiap.it/notizie/10054">manifesti elettorali in giro per le strade</a>. </p>
<p>Riporto il giudizio sul manifesto di Di Pietro come esempio di una &#8220;deriva camaleontica&#8221; della affissione politica sullo sfondo della pubblicità urbana di tipo commerciale (in atto in realtà da molti anni). Una deriva che anche a mio giudizio gioca poco a favore della &#8220;distintività&#8221; comunicativa del messaggio politico. O, per meglio dire: la direzione è giusta (in qualche modo distinguersi dal <em>competitor</em> politico) il risultato meno (perché ci si confonde nuovamente, ma con le pubblicità commerciali).</p>
<div class="img " style="width:570px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/manifesto_dipietro.jpg" alt="Manifesto dell’Italia dei Valori" width="570" height="381" />
	<div>Manifesto dell’Italia dei Valori</div>
</div>
<p>Scrive <a href="http://sdz.aiap.it/notizie/10054">Gianni Sinni</a>: «<em>Nella schiera compatta di facce e faccioni che ci scrutano dai muri emerge, purtroppo negativamente, la campagna dell&#8217;Italia dei valori con la discutibile bistecca. Un&#8217;immagine giustificata dalla greve headline &#8220;Abbiamo tolto il grasso alla politica&#8221;. Al di là della valutazione del linguaggio, rimane difficile per un comune mortale distinguere il manifesto di Di Pietro dalle offerte speciali di un qualsiasi supermercato</em>».</p>
<p><strong>DUE</strong><br />
E&#8217; più o meno il senso della battuta riportata da <strong><a href=" http://blog.morellinet.com/categories/momoblog/2008/03/12.html#a2273">Massimo Morelli</a></strong> (buona)</p>
<p>«<em>Sentita oggi in ufficio da un cliente: &#8220;Ho guardato le facce sui cartelloni. Ho guardato Berlusconi e Veltroni, Casini e Santanché. Alla fine penso di votare per quella di Intimissimi&#8221;</em>»</p>
<p><strong>TRE</strong><br />
Ed è forse anche colpa della logica (non confortata) della Coca-Cola e dei continui <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/07/partiti-2008-tassonomia-della-grafica-politica-italiana/">cambiamenti di loghi</a> e immagine &#8211; evocata in alcune vignette di <strong>Gianluca Costantini</strong> ed <strong>Elettra Zamboulis</strong> per la serie elettorale e a fumetti <em>V(u)oto a perdere</em>, sempre per i tipi di <a href="http://sdz.aiap.it/home.php">Sdz</a>. Da seguire.</p>
<div class="img " style="width:400px;">
	<a href="http://sdz.aiap.it/home.php"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/cocacola01_bis.jpg" alt="La coca cola lo sa 01, di Costantini e Zamboulis per Sdz" width="400" height="400" /></a>
	<div>La coca cola lo sa 01, di Costantini e Zamboulis per Sdz</div>
</div>
<p><em>[la copertina è tratta da <a href="http://staging.aiap.it/imgcontenuti/005.png">questa vignetta</a> di Costantini e Zamboulis]</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo spot del &#8220;3 a.m. call&#8221; diventa una parodia televisiva</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 13:28:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano Germani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo spot del "3 a.m. call" diventa una spassosa parodia televisiva. Il video dal Saturday Night Live.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una risata seppellisce la tensione. Era inevitabile, e anche auspicabile, a dir la verità. La <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/04/chi-vorresti-al-telefono-obama-o-clinton/">guerra degli spot</a> sul &#8220;<strong>3 a.m. phone call</strong>&#8221; si chiude ironicamente con una spassosa parodia mandata in onda lo scorso week end dal <strong><a href="http://www.nbc.com/Saturday_Night_Live/">Saturday Night Live Show</a></strong>.</p>
<blockquote><p>I sosia ingaggiati dalla trasmissione raccontano un futuro in cui Obama è presidente e, nel cuore della notte, chiama Hillary spaventato da una tremenda crisi interplanetaria. </p></blockquote>
<p>Russi, coreani del nord, iraniani e <strong>Hugo Chavez</strong> si sono messi d&#8217;accordo e minacciano l&#8217;America. <strong>Barack Obama</strong> è disperato: sembravano così brave persone&#8230; <strong>Hillary Clinton</strong>, con tanto di maschera anti-rughe, pazientemente detta la sua lezione di diplomazia e politica estera (è lei il candidato che vanta la maggiore esperienza, mentre Obama piagnucola di non averne). La Clinton improvvisa un piano di reazione, mentre Obama ha perfino difficoltà a prendere appunti. E quando Hillary lo invita a coinvolgere il suo consigliere per la sicurezza, si lamenta che nemmeno lui ha esperienza.</p>
<p><embed allowNetworking="all" allowScriptAccess="always" src="http://widgets.nbc.com/o/4727a250e66f9723/47df09b24d35a197" width="384" height="316" quality="high" wmode="transparent" id="W47df09b24d35a197" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" type="application/x-shockwave-flash"> </embed></p>
<p><br/>Alla fine, l&#8217;ex first lady fa notare che si è un po&#8217; rotta di essere svegliata a tarda notte e che, se la sua consulenza deve continuare, magari sarebbe il caso fosse pagata. Soprattutto perchè Obama non sembra capace di fare nulla senza di lei: nemmeno accendere la caldaia o smettere di fumare.</p>
<p>La clip fa parte di una <a href="http://www.cbsnews.com/blogs/2008/03/10/politics/horserace/entry3921424.shtml">serie di parodie</a> andate in onda negli ultimi giorni che, complice anche la pausa elettorale (si riparte il 22 aprile con la Pennsylvania, fatta eccezione per la tappa poco importante di Guam) sta aiutando non poco a smorzare i toni del confronto interno al partito Democratico che rischiavano di farsi davvero troppo accesi.</p>
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		<title>Il nuovo video di Zoro? Ceci n&#8217;est pas un video</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 18:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Zoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo video di Tolleranza Zoro. Diego Bianchi come Magritte (più o meno).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Teaser: Tempo di elezioni. Tempo di campagne e compagnie, di profili e profilazioni, di pose e posizioni. Non è tempo di tirarsi indietro neppure per Zoro, anzi: <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/504921">è tempo di proporsi</a>. Stavolta la telefonata è di Zoro al Walter</p></blockquote>
<p> L&#8217;indomito <a href="http://zoro.blog.excite.it/">Zoro</a>, al secolo Diego Bianchi, irriverente per vocazione sfida i tabù e &#8211; addirittura &#8211; parla al conducente del pullman (Veltroni insomma). Insomma <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/504921">è tempo di agire</a>; non si tratta più di aspettare una telefonata che potrebbe arrivare troppo tardi. </p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RG2FQ6M43Vo"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/RG2FQ6M43Vo" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>Da perfetto alfiere della par condicio, Zoro confronta la sua effige con quelle dei maggiori candidati che ormai affollano le nostre strade (e muri e cassonetti e cartelloni). Sotto i manifesti ottiene sullo spettatore un duplice risultato &#8211; non so quanto voluto. Da un lato si svela umanamente (rispetto agli altri video il registro passa dalla commedia all&#8217;autoironia) e potreste persino dire di averlo visto sorridere.</p>
<p>Dall&#8217;altro &#8211; ma sono solo opinioni &#8211; evidenzia come il contesto (tecnicamente l&#8217;isotopia) di quei manifesti sia non una costruzione di realtà ma un registro espressivo che costruisce l&#8217;illusione di realtà e di semplicità\spontaneità a partire da elementi che non sono reali, né semplici né spontanei.</p>
<p>Insomma, Zoro che si atteggia a candidato sotto un manifesto è un po&#8217; come la scritta  &#8220;<strong>Ceci n&#8217;est pas une Pipe</strong>&#8221; sotto la pipa di Magritte. Ricorda che quello è un manifesto e non il candidato.</p>
<p>LINK: <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/504921">Io son bello e tu no</a>, di Diego Bianchi (alias Zoro)</p>
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		<title>Walter ti ama. La biciclette casuali nella Rete surreale</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 19:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<description><![CDATA[Walter ti ama e le biciclette di Obama e Clinton. Grassroots divertente e surreale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.waltertiama.com/"><strong>Walter ti ama</strong></a> è l&#8217;ultimo nato di una serie di siti del genere politico-surreal-satirico.<br />
Come funzionano? Facile. Basta cliccare sulla scritta gigante che appare e il sistema pesca random dentro il database di frasi preimpostate.</p>
<p>Alcuni esempi?</p>
<p>- Walter Veltroni si accorge del tuo nuovo taglio di capelli<br />
- Walter Veltroni sa sempre esattamente quando hai bisogno di una coccola<br />
- Walter Veltroni sceglie il tuo film preferito</p>
<p>E così via. Un po&#8217; sull&#8217;onda e sul ricordo dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chuck_Norris_facts">celeberrimi facts</a> di <strong>Chuck Norris</strong> (ne <a href="http://www.spindoc.it/2007/11/26/le-tecniche-della-nuova-politica-dalle-parole-ai-facts/">abbiamo scritto qua</a>). Ma appunto automatici.</p>
<p>Quanto ai facts non automatici, <a href="http://www.politicaduepuntozero.it/">Emiliano</a> nei commenti ricorda <a href="http://uolterueltroniisonmymind.splinder.com/">uolterueltroniisonmymind.splinder.com</a> e <a href="http://www.silvioberlusconitipensa.blogspot.com/">silvioberlusconitipensa.blogspot.com</a></p>
<p>Sempre nei commenti Paolo segnala <a href="http://www.hillaryismomjeans.com/">hillaryismomjeans.com</a>, apprezzandone la perfidia del gioco &#8220;all&#8217;incontrario&#8221;, al negativo: in più è anche un ibrido nella &#8220;contrapposizione&#8221; tra <em>facts</em> automatici e facts tradizionali “a blog” &#8211; perchè appunto accoglie &#8220;User Generated Facts&#8221; (permettetemi il neologismo) e permette mandare il proprio contributo (chissà se è l’immissione è automatica o selezionata&#8230;)</p>
<blockquote><p>Ora c&#8217;è anche la versione personalizzabile all&#8217;indirizzo <a href="http://www.isyournewbicycle.com/">www.isyournewbicycle.com</a>. Per personalizzarla basta sostituire il &#8220;www&#8221; con il proprio nome o blog. Per esempio, ecco quella di <a href="http://spindoc.isyournewbicycle.com">Spindoc</a>.
</p></blockquote>
<p>Ritornando a quelli automatici, a reload casuale, ha iniziato (per quel che ne so io) il sito <a href="http://barackobamaisyournewbicycle.com/">barackobamaisyournewbicycle.com</a>, dedicato a <strong>Barack Obama</strong>.<br />
Seguito dalla versione &#8220;dedicata&#8221; (il tra virgolette è voluto) a <strong>Hillary Clinton</strong>: <a href="http://hillaryclintonisyournewbicycle.com/">hillaryclintonisyournewbicycle.com</a>.<br />
E ora il &#8220;your new bicycle meme&#8221;, un grassroot surreale che fa atmosfera di campagna, sbarca anche in Italia appunto &#8211; e ho come l&#8217;impressione di averne visti passare anche altri in questi giorni. Italiani dico.</p>
<p>Se qualcuno ne conosce altri me li segnala nei commenti? Grazie.</p>
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