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negative e underdog

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Inghilterra. Con i conservatori favoriti, i laburisti provano a ripartire dal web (e dai tarocchi

Giochi fatti in Gran Bretagna? Dal web un piccolo segno di ripresa labourista

Personal Democracy Forum goes to Barcellona

La conferenza “principe” sul rapporto tra politica e tecnologia sbarca in Europa, dopo 6 anni negli Usa. Stessa formula, con una attenzione particolare per il vecchio continente. Dal 20 al 21 novembre a Barcellona (ci sarà anche Spindoc).

L’effetto Joker e il photoshop partecipativo

Le culture partecipative basate sulle tecnologie connettive (e la voglia di dissacrare il potente di turno e la sua comunicazione) sono in grado di influenzare la sfera pubblica? Ancora poco ma qualcosa si muove – dal Joker Obama e Berlusconi ai manifesti “intoccabili” sui muri

Con la testa tra le nuvole. I tag del congresso Pd.

La politica e le “tag cloud” di Internet: le idee in un veloce colpo d’occhio. Il Foglio ne pubblica tre, dei principali candidati alla segreteria del Pd: Bersani, Franceschini e Marino. Noi ne aggiungiamo un’altra e qualche considerazione.

Parlorama, ovvero quanto lavorano i politici in Europa

Parlorama, ovvero quanto lavorano i politici in Europa

La battaglia degli spot. Una guida crossmediale del New York Times.

La guerra degli spot tra Obama e Mccain.

Terzo e ultimo debate Usa. La cronaca a caldo

La cronaca (a caldo e democratica) del terzo e ultimo dibattito presidenziale tra Obama e McCain. Il secondo attacca (forse troppo e scompostamente), il primo non si scompone ma è pedagogico.

La gaffe non-gaffe di Obama sulla religione

Barack Obama e una risposta ambigua (anche se formalmente corretta) sulla fede religiosa: i nuovi media si scatenano. E riescono nel loro piccolo a fare notizia.

Sarah Palin, l’outsider che fa notizia

Sarah Palin, vice presidente nominata del ticket repubblicano. Ovvero il cortocircuito mediatico del candidato sconosciuto.

Obama, McCain e la battaglia di YouTube

Youtube sempre più terreno di scontro per i due contendenti alla Casa Bianca. Il campione è Obama, ma McCain ha imparato la lezione – con video dai toni forti

Guerra all’ultima gaffe tra Obama e Hillary

Forse stanchi dalle prolungate primarie, i due candidati alla nomination democratica ne sparano di (più o meno) grosse: su storia, geografia e altre materie da licenza liceale.

Elezioni Usa. Troppa campagna e poca informazione.

Una ricerca del Pew Reaserch Institute svela: nelle elezioni Usa c’è troppa campagna e poca informazione. Risultato? Le agende (dei cittadini e dei media) divergono e i toni troppo “negativi” non piacciono all’elettore

Obama in trenta secondi. Il contest video di Moveon

Quattro anni dopo il successo “negative” di “Bush in 30 seconds”, Moveon.org rilancia con un gara per il miglior spot pro-Obama: in trenta secondi.

Grillo, dall’effetto Di Pietro al travasa-partiti

Dai toni accesi della piazza all’understatement dell’esordio elettorale. Come è andato l’esordio elettorale di Beppe Grillo e dei suoi “grillini”?

Hillary e la menzogna (che alle donne costa di più)

«Bill Clinton mente sul sesso. Hillary su tutto il resto», questa accusa di Dick Morris esemplifica la nomea di bugiarda di Hillary Clinton. Per la menzogna circa la missione in Bosnia ma non solo. Forse anche perché è donna?

Sesso, droga e… democratico rock & roll

Tutti gli scandali del partito democratico. Ce n’è per tutti i gusti: da Villaraigosa al più noto Spitzer. Questa volta la vecchia Europa non potrà tacciare l’America di essere bigotta e puritana.

Lo spot del “3 a.m. call” diventa una parodia televisiva

Lo spot del “3 a.m. call” diventa una spassosa parodia televisiva. Il video dal Saturday Night Live.

On the record. Le storie politiche diventano globali.

La dichiarazione off the record di Samantha Power contro Hillary e DrudgeReport vs il principino Harry. Due storie “politiche” tipiche di un ecosistema connesso e globalizzato.

Scandali e politica. La Dresda multimediale di Spitzer

Scandali e politica a braccetto negli USA. Il caso Eliot Spitzer, governatore di New York e superdelegato. Tra inchieste federali e pubbliche vergogne, con il rischio che l’onda lunga piombi anche sulle primarie.

Lo spin matematico e le due americhe democratiche

Hillary vince. Obama non perde. Si rischia di andare per le lunghe. A colpi di spin matematici e ennesime rimonte non impossibili. E alla fine, tra i due litiganti, il terzo potrebbe goderne. Senza merito.

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