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negative e underdog

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Lo spin matematico e le due americhe democratiche

Hillary vince. Obama non perde. Si rischia di andare per le lunghe. A colpi di spin matematici e ennesime rimonte non impossibili. E alla fine, tra i due litiganti, il terzo potrebbe goderne. Senza merito.

Chi vorresti al telefono: Obama o Clinton?

La nazione è in pericolo. Ci sono tre minuti di tempo per comunicare la notizia al presidente, che ha solo quattro minuti per agire. Chi vorresti che ci fosse all’altro capo del telefono?

Left/Avvenimenti. Candidati a portata di mouse.

Un approfondimento su Left/Avvenimenti in edicola. Candidati a portata di mouse (più un consiglio alla Sinistra Arcobaleno).

Walter ti ama. La biciclette casuali nella Rete surreale

Walter ti ama e le biciclette di Obama e Clinton. Grassroots divertente e surreale.

Voci elettorali. A chi turba il turbante di Obama?

Quanto contano le voci in politica? Il sito Drudge Report pubblica le foto di Barack Obama con il costume tipico del Kenya ed alcune cose buffe accadono – tra smentite che non smentiscono, pregiudizi e boomerang comunicativi.

Ralph Nader. L’indipendente di sinistra corre per la Casa Bianca per la terza volta.

Ralph Nader, l’indipendente di sinistra, cambia sito, ingrana la marcia e corre per la Casa Bianca per la terza volta. Una manna per i repubblicani?

Il tallone d’achille di Obama? E’ troppo di sinistra

Il tallone d’achille di Barack Obama? Essere – sotto sotto – troppo di sinistra. Così dice Karl Rove. Hillary Clinton potrebbe approfittarne.

Il rischio della hybris, l’understatement, i circoli online

Non sarà che il fatto che Barack Obama sia “The Totally Coolest Candidate Ever” alla fine possa nuocergli in qualche modo? Qualcosa dipenderà da quanto Hillary riuscirà a sfruttare il sentimento underdog (ma senza troppo piangere). Ma il “rinculo” comunicativo è in parte inevitabile. Basta rifuggire la hybris di ellenica memoria. Quindi anagrammi e circoli online

Obama is winning. Altre tre vittorie senz’appello.

Altro che momentum – qui sta diventando una onda quasi inarrestabile: che sta travolgendo tutto e tutti. Barack Obama è diventato uno tsunami per Hillary Clinton che perde senz’appello le tre primarie di ieri: Virginia, Washington D.C. e Maryland

John Edwards e la strategia del “perdente”

E’ oramai chiara la strategia elettorale del candidato democratico John Edwards: sfruttare lo svantaggio nei confronti di Hillary Clinton e di Barack Obama (svantaggio che lui rintraccia soprattutto nella disparità di fondi per la campagna, e nel differente trattamento da parte dei media) facendolo diventare un pregio.
Insomma lui è un underdog (uno svantaggiato, un perdente [...]

John McCain. Un candidato dai toni forti, “negative” sulla Clinton

Quattro spot per la televisione ed uno per la radio tutti ospitati nel sito.
John McCain è diretto incisivo, sapientemente sarcastico, parlando di Woodstock e di un costoso museo che Hillary Clinton avrebbe voluto per commemorare l’evento dice:
I wasn’t there. I’m sure it was a cultural and pharmaceutical event
Non usa mezze misure: è fiero di [...]

Genova e underdog effect. Ovvero: non svegliare l’elettor che dorme

La vittoria al ballottaggio, sul filo di lana (51,4%), di Alessandro Repetto alla Provincia di Genova è, secondo molti commentatori, “colpa” dello stesso Berlusconi.
Scrive Ugo Magri su La Stampa del 12 giugno scorso:

Che errore, col senno di poi, l’aver enfatizzato la sfida di Genova… A destra tutti lo pensano [...] Se venerdì non avesse [...]

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