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	<title>Spindoc &#187; Inghilterra</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>Affari di casa altrui. Il secondo debate inglese</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 13:13:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Magnanini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In attesa del terzo e ultimo round dei debate inglesi, stasera alle 21.30 sulla BBC, una piccola analisi del secondo appuntamento con i tre candidati, qualche risorsa crossmediale e le eterogenee domande dal pubblico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Abbiamo raccontato il coverage web del primo storico dibattito in questo post: <a href="http://www.spindoc.it/2010/04/15/worm-chat-ticker-il-coverage-dei-debate-inglesi/">Worm, chat, ticker. Il coverage dei debate inglesi</a></p></blockquote>
<p>A Bristol, giovedì 22 aprile si è svolto il secondo round dei 3 dibattiti dei candidati alla poltrona di Primo Ministro inglese. Tutti, come al solito, si sono chiesti &#8220;Chi ha vinto?&#8221;. Di seguito alcune risposte in comparazione secondo vari osservatori esterni (via <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Winner-poll-second-debate-2010-UK-general-election.png">Wikipedia</a>)</p>
<div class="img aligncenter size-full wp-image-2392" style="width:634px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/Winner-poll-second-debate-2010-UK-general-election.png" alt="Sondaggi comparati di chi ha vinto, secondo varie fonti (via Wikipedia)" width="634" height="403" />
	<div>Sondaggi comparati di chi ha vinto, secondo varie fonti (via Wikipedia)</div>
</div><br/></p>
<h3>Quanti hanno visto il dibattito?</h3>
<blockquote><p><strong>GUARDA</strong>: Il video del dibattito è disponibile su CSPAN, a <a href="http://c-span.org/Watch/Media/2010/04/22/HP/R/31947/Party+leaders+Go+headtohead+in+second+UK+debate.aspx">questo indirizzo</a></p></blockquote>
<p>Ma oltre a chiedersi (ovviamente) chi abbia vinto, forse merita anche chiedersi &#8220;Quanti hanno visto il dibattito?&#8221;. E qualche differenza con il primo c&#8217;è stata. Se il primo dibattito aveva ottenuto l<a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/politics/article7099488.ece">&#8216;attenzione di 9,4 milioni e uno share del 37%</a> ora l&#8217;effetto novità non esiste più e l&#8217;audience è praticamente crollato: <strong>2,1 milioni (8,7% di share) </strong>hanno visto il dibattito su Sky News. Sommando altri dati (anche sky3 proponeva il dibattito) la Bbc <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/politics/election_2010/8639485.stm">arriva a proporre una stima</a> (secondo me abbastanza generosa) di circa 4,3 milioni di persone che hanno visto il dibattito.</p>
<h3>Il tema del dibattito e le dichiarazioni iniziali dei candidati</h3>
<p>Il tema del dibattito era &#8220;International affairs&#8221; &#8211; la politica estera, dopo che quella interna era stata affrontata nel primo: in realtà il dibattito è stato metà politica estera e metà temi generali (nessun <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Ghost_Writer_(2010_film)">fantasma di Adam Lang</a> ad aleggiare).<br />
Le dichiarazioni iniziali sono particolarmente interessanti perchè ogni candidato può dire ciò che vuole &#8220;senza vincoli&#8221; e i candidati (e il loro staff) hanno molto tempo per scegliere accuratamente parola per parola.</p>
<p><strong>Gordon Brown</strong>, memore della &#8220;sconfitta&#8221; al primo dibattito, esordisce così: &#8220;<em>This may have the feel of a TV popularity contest, but in truth, this is an election about Britain&#8217;s future, a fight for your future, and for your jobs. If it&#8217;s all about style and PR, count me out. If it&#8217;s about big decisions, if it&#8217;s about judgment, it&#8217;s delivering a better future for this country, I&#8217;m your man. [...]</em>&#8220;. Brown (o forse proprio Alastair Campbell che era presente dietro le quinte dello studio) tenta di proporre l&#8217;interpretazione &#8220;autentica&#8221; di questi dibattiti: non conta lo stile ma conta la capacità di prendere le decisioni giuste.</p>
<p>Ecco la dichiarazione iniziale di <strong>David Cameron</strong>: &#8220;I<em>t&#8217;s clear from last week&#8217;s debate that the country wants change. But the question is, what sort of change and who&#8217;s best placed to lead that change? [...]</em>&#8220;. Cameron usa la parola &#8220;magica&#8221; che negli ultimi tempi funziona abbastanza: <strong>Change</strong>. Il cambiamento ovviamente per Cameron è che non si può votare laburista (al governo per gli ultimi 13 anni).</p>
<ul>
<strong>APPROFONDISCI</strong>: lo<a href="http://uk2010.shiftcontrol.dk/#/Predictions"> speciale del Times sulle elezioni</a>, con l&#8217;aiuto crossmediale e &#8220;data-driven&#8221; della firm olandese Shift Control. Molte le opzioni: dalla situazione al momento, dalla previsione in base ai dati storici, ecc. Ecco come viene <a href="http://uk2010.shiftcontrol.dk/site/about">spiegato il progetto</a>: &#8220;In the middle of last year, The Times decided it wanted to build a rich, data-driven site which would help our readers make sense of the 2010 General Election. It would be based around the UK map, but draw on a wide range of data sources and use innovative visual techniques to display all the information we thought was relevant to a pivotal election&#8221;.</p>
<div class="img aligncenter size-full wp-image-2400" style="width:600px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/mappathetimes.jpg" alt="Mappa crossmediale sulle elezioni inglesi, via The Times e Shift Control" width="600" height="388" />
	<div>Mappa crossmediale sulle elezioni inglesi, via The Times e Shift Control</div>
</div></ul>
<p><strong>Nick Clegg</strong>, dei Lib Dem: &#8220;I<em> am so proud of the values that have made our country so great. Democracy, human rights, the rule of law. But the sad truth is that in recent years, our governments under the old parties have let those values down. We shouldn&#8217;t have sent soldiers into battle without the right equipment. We shouldn&#8217;t be facing allegations of complicity in torture, we shouldn&#8217;t have invaded Iraq.[...]</em>&#8220;. Clegg crea un patriottismo &#8220;da outsider&#8221;: il Regno Unito è un Paese dai grandi valori ma tali valori sono stati traditi dai vecchi partiti che sono stati al potere negli ultimi decenni. </p>
<h3>Le domande del pubblico</h3>
<p>Alcune delle domande del pubblico, interessanti nella loro eterogeneità (e schiettezza):</p>
<ul>
<li>Lavoro nel settore delle costruzioni. Non vedo nessun vantaggio nell&#8217;essere in Europa. Penso ci sia troppa interferenza politica e giuridica, cosa intendete fare per interrompere ciò?</li>
<li>Considerato il nostro impegno in Afghanistan, se ci fosse un&#8217;altra operazione multinazionale per rimuovere Al-Qaeda o un altro gruppo terroristico in uno stato fallito, il Regno Unito parteciperebbe?
</li>
<li>Dato che il cambiamento climatico è una delle minacce più grandi che affrontiamo, cosa avete fatto personalmente negli ultimi 6 mesi per usare forme di trasposto più sostenibili, come bici e treni, invece di auto e aerei?</li>
<li>Il Papa ha accettato un invito per per una visita di Stato in Gran Bretagna a Settembre che costerà milioni di sterline ai contribuenti. Se uno di voi vincesse le elezioni, dissocerebbe il suo partito dalla omertà del Papa su molti anni in cui i preti cattolici, che sono stati processati e condannati per abuso di minori, e dalla sua feroce opposizione alla contraccezione, alla ricerca sulle cellule staminali, diritti per i gay e all&#8217;uso dei profilattici mentre l&#8217;HIV è più presente che mai?</li>
<li>Ho cresciuto 5 figli, lavorato la maggior parte della mia vita, ho raggiunto 84 anni, pensate che una pensione statale di 59 sterline a settimana sia una giusta ricompensa?
</li>
<li>Sono un&#8217;immigrata, e sono nel Regno Unito da 13 anni. Riconosco che l&#8217;immigrazione sta diventando un problema nel Paese. Quali nuove misure introdurreste per rendere il sistema più giusto?</li>
</ul>
<p><strong>SEGUI</strong>: Terzo e ultimo round: stasera, giovedì 29 aprile, BBC, 21:30, sui temi economici</p>
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		<item>
		<title>Slapometer, tiraschiaffi all&#8217;inglese</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/04/16/slapometer-tiraschiaffi-allinglese/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 12:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vota all'inglese, tirando schiaffi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una <em>applicazione web</em> ben diversa da quelle usate ieri dal canale televisivo ITV, per il <a href="http://www.spindoc.it/2010/04/15/worm-chat-ticker-il-coverage-dei-debate-inglesi/">primo dibattito inglese della storia</a>: si chiama <a href="http://www.slapometer.com/">Slapometer</a>, vota con il dorso della tua mano. Mentre è in corso il dibattito, invece della levetta del <em>worm poll</em> segnalata nel <a href="http://www.spindoc.it/2010/04/15/worm-chat-ticker-il-coverage-dei-debate-inglesi/">precedente post</a>, si può dare uno schiaffo ai candidati &#8211; evidentemente per evidenziare il dissenso.</p>
<p><a href="http://www.slapometer.com/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/slapometer.jpg" alt="" title="" width="700" height="439" class="aligncenter size-full wp-image-2380" /></a></p>
<p>Grazie a Dario Salvelli per la <a href="http://www.spindoc.it/2010/04/15/worm-chat-ticker-il-coverage-dei-debate-inglesi/#comment-68129">segnalazione</a>. L&#8217;applicazione sarà in funziona anche per il prossimo debate.</p>
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		<title>Worm, chat, ticker. Il coverage dei debate inglesi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 21:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo storico dibattivo in tv delle elezioni britanniche. Gordon Brown, David Cameron e Nick Clegg, e una innovativa crossmediale pletora di strumenti per "arricchire" il dibattito andato in onda: dai grafici vermiformi a facebook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo storico dibattito televisivo delle elezioni britanniche è andato in onda questa sera sul canale <a href="http://www.itv.com">ITV</a>, in diretta da Manchester. Protagonisti il premier uscente laburista <strong>Gordon Brown</strong>, il leader dei conseratori <strong>David Cameron</strong> e il liberaldemocratico <strong>Nick Clegg</strong>. Il dibattito è durato 90 minuti e l&#8217;argomento principale sono sttai tematiche di politica interna (<em>public affairs</em>) &#8211; dall&#8217;immigrazione, criminalità, economia, tasse, salute&#8230;</p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/itv1.jpg" alt="Itv, debate in diretta. Tutti gli strumenti attivati" width="700" height="466" class="aligncenter size-full wp-image-2352" /></p>
<p>Interessante l&#8217;uso degli strumenti crossmediali di <em>coverage</em> dell&#8217;emittente televisiva a complemento dello streaming in rete. Di seguito una breve analisi dell&#8217;<strong>enriched debate</strong> andato in onda <a href="http://www.itv.com/electiondebate">sulle pagine dedicate del sito</a>: worm, coveritlive, facebook app, leader comment cloud, twitter sentiment tracker.</p>
<h3>Worm (il consenso in diretta)</h3>
<p>L&#8217;emittente ha messo insieme un campione di 20 elettori che si dichiarano indecisi e provenienti da territori chiave per l&#8217;elezione: queste 20 persone partecipano al &#8220;worm poll&#8221; mentre guardano il dibattito. Un sondaggio in diretta.</p>
<p>Come funziona? Il campione di persone ha in mano una specie di joystick che permette loro di segnalare in tempo reale l&#8217;approvazione o la disapprovazione rispetto a ciò che viene detto dai tre candidati: in sovraimpressione sullo schermo appare la curva del consenso/dissenso (che può avere anche un andamento neutrale). Ecco, nello screenshot qui sotto, l&#8217;effetto &#8220;vermiforme&#8221; del grafico come appariva durante il dibattito (la visualizzazione poteva essere disabilitata).</p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/davidicameron_worm.jpg" alt="" title="" width="492" height="284" class="aligncenter size-full wp-image-2360" /></p>
<p>Un misto di coverage qualitativo e feedback in diretta. In più un elemento aggiuntivo per &#8220;leggere&#8221; il dibattito anche in termini di chi vince/chi perde: il classico racconto &#8220;giornalistico&#8221; dei debate televisivi. C&#8217;è da dire che in questo dibattito specifico è capitato molto raramente di vedere scendere il grafico nella zona del dissenso. Il &#8220;worm poll&#8221;  si è mantenuto più o meno per tutti nella zona del &#8220;like&#8221;, del &#8220;consenso&#8221; con quanto veniva detto: chissà se bravura di tutti i politici ad argomentare, oppure effetto di una sorta di &#8220;responsabilizzazione&#8221; dei tester &#8211; che rispetto a temi spesso molto specialistici hanno preferito dare un generico like più che prendersi il rischio di non essere d&#8217;accordo.</p>
<h3>Coveritlive, la diretta blog collaborativa</h3>
<p>Subito sotto la diretta, è implementato un sistema abbastanza popolare per le dirette blog di eventi: <a href="http://www.coveritlive.com/">Coveritlive</a>.</p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/poll_uk.jpg" alt="poll_uk" width="538" height="570" class="aligncenter size-full wp-image-2368" />Il sistema dà la possibilità a chi lo implementa di caricare foto, link e aggiornamenti, raccontando quindi in diretta e in molto multimediale ciò che accade. E&#8217; anche possibile pergli utenti registrati aggiungere commenti: in questo caso la maggior parte dell&#8217;uso dello strumento è stato con aggiornamenti da parte degli spettatori, con molti aggiornamenti al minuto. C&#8217;è anche la possibilità di proporre dei sondaggi in diretta, come nel caso dello screenshot &#8220;scattato&#8221; alla fine degli statement conclusivi.</p>
<p>Giusto per la cronaca, il risultato del sondaggio in diretta online ha visto vincitore Nick Clegg, con il 49 per cento. </p>
<h3>Facebook con status embedded</h3>
<p>Usato per la prima volta durante l&#8217;insediamento di Obama, l&#8217;applicazione prevede la possibilità di commentare in diretta un evento aggiornando il proprio status sul profilo di Facebook &#8211; e, volendo, condividendolo con la comunità di utenti facebook che guardano in diretta il dibattito. </p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/04/facebook_uk.jpg" alt="" title="" width="360" height="500" class="aligncenter size-full wp-image-2366" /></p>
<p>Molto popolata e molto &#8220;on topic&#8221; la discussione: il sistema di &#8220;status&#8221; autonomi e indipendenti, legati comunque alla propria rete di contatti e al proprio profilo (non una chat classica insomma), funziona evidentemente come &#8220;calmieratore&#8221; naturale dei toni più aspri. Intenso anche l&#8217;aggiornamento: decine di aggiornamenti al minuto.</p>
<p>Su altri social network &#8220;analoghi&#8221; (sia detto tra virgolette), la discussione seppur non &#8220;embedded&#8221; è stata intensa: per esempio su <a href="http://search.twitter.com/search?q=%23leadersdebate">Twitter</a>&#8220;, o su &#8220;<a href="http://friendfeed.com/search?q=%23leadersdebate">Friendfeed</a>&#8221; sempre con l&#8217;hashtag #leadersdebate.</p>
<blockquote><p>Una bella discussione live sul dibattito (e in italiano) si è avuta nel <a href="http://friendfeed.com/francescocosta/6f6df0cb/chi-e-matto-al-punto-da-passare-la-serata">profilo ff di Francesco Costa</a></p></blockquote>
<h3>Leader comment cloud e Twitter sentiment ticker</h3>
<blockquote><p>Le nuvole dei tag, spesso <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">raccontate anche da noi su spindoc</a> danno una idea d&#8217;insieme dei concetti usati in un discorso.</p></blockquote>
<p> Due <a href="http://www.itv.com/utils/cached/whatisthis.html">strumenti di post-coverage</a>, che approfondiranno il racconto &#8220;giornalistico&#8221; post-debate. Il primo (<em>leader comment cloud</em>) è una sorta di &#8220;tag cloud&#8221; delle parole e dei termini più usati dai tre politici. </p>
<p>Il sentiment ticker, invece, &#8220;riflette&#8221; le sensazioni di un selezionato gruppo di utenti di Twitter (5000 tra cui politici, giornalisti, fonti di informazioni, superuser ecc.), ed è basato su una metodologia semantica proposta da <a href="www.tweetminster.co.uk">Tweetminster</a>. </p>
<p>I prossimi appuntamenti, meno storici ma non per questo meno importanti, sono il 22 aprile su SKY (si parlerà di International affairs) e 29 aprile sulla BBC (il tema: economic affairs).</p>
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		</item>
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		<title>Sheila Blackford e Alan Schroeder sui dibattiti presidenziali</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/04/12/sheila-blackford-e-alan-schroeder-sui-dibattiti-presidenziali/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 07:43:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
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		<category><![CDATA[uk]]></category>

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		<description><![CDATA[Due interviste sull'importanza dei dibattiti presidenziali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il Miller Center ha <a href="http://millercenter.org/public/debates">una sezione del sito con un archivio multimediale</a> dei presidential debate nella storia.</p></blockquote>
<p>Fabrizio Magnanini <a href="http://technosoc.blogspot.com/2010/03/2-interviews-about-presidential-debates.html">sul suo blog</a> intervista Sheila Blackford (del <a href="http://millercenter.org/">Miller Center of Public Affairs</a>) e <a href="http://www.northeastern.edu/research/search/faculty/search_result.php?id=48">Alan Schroeder</a> della Columbia University, che ha scritto un libro sui dibattiti presidenziali &#8220;Presidential Debates: 40 Years of High-Risk TV&#8221;.</p>
<p><strong>Da leggere</strong>: <a href="http://technosoc.blogspot.com/2010/03/2-interviews-about-presidential-debates.html">2 Interviews about presidential debates</a></p>
<p>Segnalo questo passaggio di Schroeder:</p>
<ul>
<strong>This year, for first time in history, there will be a general election debate in UK (with 3 candidates). What do you think about foreign &#8220;adaptations&#8221; of US presidential debates? Do you think it will work among 3 speakers or will lose &#8220;duel-like&#8221; style?</strong></p>
<p><em>More than 70 countries around the world have held live televised debates among candidates for president or prime minister. Last year both Iran and Afghanistan joined the list of countries that have experimented with TV debates. Debates have proven to be very popular in all parts of the world. Voters like them because they are both entertaining and educational. The element of being live and unscripted also heightens public and media interest.</p>
<p>Three debaters on the stage does change the dynamic, though it&#8217;s impossible to predict how the format will work in the UK prime minister debates. In the US we had one round of three-way debates in 1992 that included the first President Bush, Bill Clinton, and Ross Perot. Perot more or less won the first debate, Clinton won the second, and Bush performed well in the third. So who knows?</em></ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Inghilterra. Con i conservatori favoriti, i laburisti provano a ripartire dal web (e dai tarocchi</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/01/19/inghilterra-con-i-conservatori-favoriti-i-labouristi-provano-a-ripartire-dal-web-e-dai-tarocchi/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 08:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Napolitano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giochi fatti in Gran Bretagna? Dal web un piccolo segno di ripresa labourista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Bisogna tener d&#8217;occhio le elezioni britanniche di maggio</p></blockquote>
<p>La Gran Bretagna è senza dubbio una delle nazioni europee da tenere d’occhio: le elezioni politiche del prossimo maggio sono un appuntamento fondamentale e gli effetti sono sentiti anche nella crescente e variegata blogosfera politica inglese.</p>
<blockquote><p>
Parte favorito il partito conservatore, grazie a Cameron e alla debolezza dei laburisti</p></blockquote>
<p>Il partito conservatore sembra il favorito, a fronte di una politica rinnovata e di un leader giovane e carismatico, <strong>David Cameron</strong>. E conservatori sono anche i più importanti blog politici inglesi, dall&#8217;attivista <a href="http://iaindale.blogspot.com" target="_blank">Iain Dale</a> a <a href="http://order-order.com/" target="_blank">Guido Fawkes</a>, nickname che richiama <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guy_Fawkes" target="_blank">uno degli ideatori della “Congiura delle Polveri”</a>, nel 1605 (figura ripresa anche nel celebre film V per vendetta). Una vittoria annunciata? Forse. Di sicuro un avversario difficile da battere, specie con un partito laburista indebolito e oggetto di numerosi attacchi.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2342" style="width:455px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/01/DAVID_CAMERON.jpeg" alt="David Cameron" width="455" height="207" />
	<div>David Cameron</div>
</div>
<blockquote><p>
La crescita della blogosfera di area laburista.</p></blockquote>
<p> Tuttavia blogger, opinionisti e attivisti di sinistra non stanno con le mani in mano. Da un lato, la blogosfera di area Labour è in costante crescita: <a href="http://www.newstatesman.com/scitech/2010/01/labour-online-british-wing" target="_blank">James Crabtree lo spiega sul New Statesman</a>, illustrando uno scenario ricco e variegato che comprende attivisti come <a href="http://www.leftfootforward.org/" target="_blank">Will Straw</a> e politici in carica (tra questi segnaliamo <a href="http://www.tom-watson.co.uk/" target="_blank">Tom Watson</a>).</p>
<blockquote><p>&#8220;Non si può fingere entusiasmo online&#8221; dice Crabtree.</p></blockquote>
<p>Crabtree azzarda anche alcune affascinanti previsioni sul ruolo che la blogosfera di sinistra giocherà nelle prossime consultazioni: un ruolo non decisivo sulle elezioni nazionali, ma rilevante all’interno del partito nella scelta dei futuri leader. Ne verrà favorita la componente più di sinistra rispetto a quella centrista, oltre ai gruppi che hanno un certo radicamento sul territorio, perché “<strong>non si può fingere entusiasmo online” conclude Crabtree</strong>.</p>
<blockquote><p>I manifesti satirici contro Cameron. </p></blockquote>
<p>Il partito laburista pare anche iniziare a comprendere alcune logiche della Rete: una prima dimostrazione è <a href="http://www.brandrepublic.com/News/977445/Labour-Party-adopts-bloggers-airbrushed-Cameron-campaign/" target="_blank">l’adozione di alcuni manifesti satirici</a> che riprendono quelli originali della campagna di Cameron. Il sito originale, <a href="http://mydavidcameron.com/" target="_blank">Mydavidcameron</a>, è stato creato da un sostenitore del partito laburista, che ha messo a disposizione il template per permettere a tutti di creare il proprio manifesto taroccato.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2343" style="width:650px;">
	<a href="http://mydavidcameron.com/" target="_blank"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/01/c1.jpg" alt="Uno dei manifesti taroccati su David Cameron" width="650" height="324" /></a>
	<div>Uno dei manifesti taroccati su David Cameron</div>
</div>
<blockquote><p>I manifesti sono finiti sulla homepage del Labour Party.</p></blockquote>
<p>Alcuni dei risultati sono finiti prima su siti di parlamentari inglesi e, infine, anche <a href="http://www.labour.org.uk/" target="_blank">sulla homepage del Labour party</a>, dove ora campeggia una versione del manifesto creata dallo stesso partito: lo slogan è “Is what you see what you’d get?”<br />
Politics busting, dalla blogosfera alla comunicazione di partito, dunque.</p>
<p>Quale sarà la prossima mossa?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Elisabetta, Mahmoud e Giorgio. Discorsi a confronto</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/01/02/elisabetta-mahmoud-e-giorgio-discorsi-di-natale-e-fine-anno-a-confronto/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 18:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Magnanini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Issues e strategie]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[coverage]]></category>
		<category><![CDATA[discorsi e dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[governo e opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[temi e programmi]]></category>
		<category><![CDATA[videopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[regina elisabetta]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Messaggi augurali in tv, di Natale e fine anno, in Italia e in Inghilterra: quelli ufficiali, regali, alternativi, speranzosi – fino a quelli che negano se stessi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Regno Unito, 25 Dicembre 2008, ore 15.00.</h3>
<blockquote><p>La trasgressione del discorso di Ahmadinejad è stata in parte sminuita dal diverso orario di trasmissione: non più alle 15:00 in contemporanea a quello della Regina, ma alle 19:15.</p></blockquote>
<p>  Come ogni anno, la BBC ha trasmesso a Natale <a href="http://it.youtube.com/watch?v=4iHGmVd82Aw">il discorso della <strong>Regina Elisabetta</strong></a>. Qualche ora più tardi, Channel 4, nel suo discorso &#8220;alternativo&#8221; (in onda dal 1993, in &#8220;controprogammazione&#8221; con quello ufficiale del casa reale britannica) ha mandato in onda <a href="http://www.channel4.com/news/articles/politics/international_politics/the+alternative+christmas+message+/2892692">un comizio</a> di <strong>Mahmoud Ahmadinejad</strong>, presidente dell&#8217;Iran.</p>
<h3>Di seguito i due discorsi &#8220;augurali&#8221;</h3>
<p>Il discorso della Regina Elisabetta (già <a href="http://technosoc.blogspot.com/2007/12/royal-communication.html">dallo scorso anno</a> pienamente disponibile su YouTube)<br />
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4iHGmVd82Aw&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/4iHGmVd82Aw&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>IL discorso del Presidente Ahmadinejad ripreso da Channel 4.<br />
<embed src="http://services.brightcove.com/services/viewer/federated_f8/1184614595" bgcolor="#FFFFFF" flashVars="videoId=5777729001&#038;playerId=1184614595&#038;viewerSecureGatewayURL=https://console.brightcove.com/services/amfgateway&#038;servicesURL=http://services.brightcove.com/services&#038;cdnURL=http://admin.brightcove.com&#038;domain=embed&#038;autoStart=false&#038;" base="http://admin.brightcove.com" name="flashObj" width="486" height="412" seamlesstabbing="false" type="application/x-shockwave-flash" swLiveConnect="true" pluginspage="http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash"></embed><h3>La polemica con Channel 4</h3>
<blockquote><p>Messaggi natalizi. La versione ufficiale racconta che fu nel 1932 John Reith (mitico direttore della BBC che sembra coniò la triade &#8220;educate, inform and entertain&#8221;) a suggerire a Re George V a pronunciare il primo messaggio (radio) natalizio all&#8217;impero britannico. </p></blockquote>
<p> Il ministero degli esteri britannico ha avuto da ridire &#8220;il presidente Ahmadinejad ha, durante i suoi anni da presidente, fatto una serie di dichiarazioni antisemite. I media britannici sono liberi di fare le loro scelte editoriali, ma questo invito [ad Ahmadinejad] causerà disdegno non solo nel Regno Unito ma anche nei Paesi amici&#8221;. Non è la prima volta che c&#8217;è un messaggio di Natale &#8220;alternativo&#8221; ma se in<br />
passato il tono era scherzoso (nel 2004 era Marge Simpson a parlare a Channel4), ora la trasgressione è politicamente forte, considerati gli attacchi all&#8217;Occidente di Ahmadinejad. <strong>Dorothy Byrne</strong> (capo dell&#8217;area News and Current Affairs) sembra non avere rimorsi &#8220;Come leader di uno dei più importanti Stati nel Medio Oriente, le opinioni del Presidente Ahmadinejad hanno un&#8217;influenza enorme. Visto che ci avviciniamo a una fase critica delle relazioni internazionali, offriamo ai<br />
nostri spettatori uno sguardo ravvicinato all&#8217;interno di un mondo alternativo&#8221;.</p>
<p>Il messaggio di Giorgio Napolitano, <a href="http://it.youtube.com/watch?v=an4b31S0TIo&#038;feature=dir">messo dalla Rai su YouTube</a><br />
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/an4b31S0TIo&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/an4b31S0TIo&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<h3>Il messaggio di Giorgio Napolitano</h3>
<blockquote><p> Canale 5, La7 e Mtv non sono &#8220;costrette&#8221; a trasmettere il messaggio di Napolitano ma, trasmettendolo, da un lato interrompono il palinsesto e perdono introiti pubblicitari ma dall&#8217;altro lato si regalano un tocco di istituzionalità.</p></blockquote>
<p> 31 dicembre 2008. Italia, ore 20:30. Rai1, Rai2, Rai3, Canale 5, La7 e (perfino) Mtv trasmettono il messaggio del presidente della repubblica Giorgio Napolitano.  Dopo 2 minuti, mentre sta parlando della crisi finanziaria, Napolitano dice: &#8220;Dobbiamo guardare in faccia ai pericoli cui è esposta la società italiana, senza sottovalutarne la gravità ma senza lasciarcene impaurire. L’unica cosa di cui aver paura è la paura stessa.&#8221; L&#8217;ultima frase è una citazione di <strong>Franklin Delano Roosevelt</strong>, citato senza essere nominato: il 4 Marzo 1933 FDR, in occasione del <a href="http://avalon.law.yale.edu/20th_century/froos1.asp">discorso di insediamento</a> disse &#8220;So, first of all, let me assert my firm belief that the only thing we have to fear is fear itself&#8211;nameless, unreasoning, unjustified terror which paralyzes needed efforts to convert retreat into advance.&#8221; Che Napolitano intenda citare FDR per indicare che anche qui serva un New Deal? </p>
<h3>Audience e spettatori</h3>
<blockquote><p>Finchè c&#8217;è audience, c&#8217;è repubblica: 13 milioni di italiani hanno seguito il messaggio del Presidente. </p></blockquote>
<p>Nella società dello spettacolo cos&#8217;è la misura di ogni cosa, se non i dati sull&#8217;audience? Altro che contenuti, attraverso l&#8217;<a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_848260557.html">Ansa</a>, veniamo a sapere che &#8220;Il terzo messaggio di fine anno di Giorgio Napolitano è stato seguito ieri sera in diretta da tredici milioni di italiani. Il livello molto alto degli ascolti, in linea con gli anni precedenti, conferma l&#8217;attenzione per questo tradizionale appuntamento nel quale, insieme agli auguri, il presidente della Repubblica si rivolge direttamente ai cittadini e svolge considerazioni politiche sul nuovo anno.&#8221; </p>
<h3>14 minuti all&#8217;insegna della speranza e altre risorse</h3>
<blockquote><p>Nell&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/politica/napolitano-discorso-2008/analisi-di-arcangeli/analisi-di-arcangeli.html">analisi di <strong>Massimo Arcangeli</strong></a> su Repubblica.it, così come <a href="http://www.spindoc.it/2009/01/01/messaggio-di-fine-anno-piu-crisi-che-occasione/">nelle tag cloud</a> di Spindoc, si nota che la parola più nominata (14 volte!) è proprio la parola &#8220;crisi&#8221;. </p></blockquote>
<p> Il messaggio (14 minuti, breve rispetto ai messaggi del passato) è all&#8217;insegna della speranza, anche se  la crisi viene definita &#8220;pesante&#8221; e ineluttabile. Per leggere/vedere il discorso del 2008 rimandiamo infine al <a href="http://www.quirinale.it/Discorsi/Discorso.asp?id=37669">sito del Quirinale</a>. I responsabili di Quirinale.it hanno inserito tutti i messaggi di fine anno di tutti i presidenti (e i video e audio, se disponibili) e non posso non citare il messaggio più paradossale. Ultimo <a href="http://www.quirinale.it/ex_presidenti/Cossiga/mess_fineanno/cossiga_m1991.htm">messaggio di <strong>Francesco Cossiga</strong></a>, il 31 dicembre 1991. [7] Cossiga è davanti alle telecamere per dire che &#8230; &#8220;Allora mi sembra meglio tacere. Vi sara&#8217; certo altra piu&#8217; appropriata occasione per farvi conoscere il mio schietto pensiero ed i miei propositi.&#8221; Nemmeno Debord poteva immaginare un messaggio (a reti unificate) che diventa un non-messaggio, la negazione di sè stesso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brian Paddick. La prima intervista (politica) su Twitter</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/01/brian-paddick-la-prima-intervista-politica-su-twitter/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 13:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Napolitano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Brian Paddick, Londra. La prima intervista (politica) su Twitter]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Abbiamo già scritto più volte dell&#8217;uso dello strumento di microblogging e social network <a href="http://www.spindoc.it/?s=twitter">Twitter nella politica</a> &#8211; in varie vesti e da varie direzioni. </p></blockquote>
<p>In tempi di elezioni le interviste ai candidati si moltiplicano ma gli elettori rimangono quasi sempre insoddisfatti del ruolo di mediazione dei giornalisti: sempre più spesso gli elettori si lamentano che le domande delle interviste non siano quelle che a loro interessano.</p>
<p><a href="http://www.brianpaddick.org"><strong>Brian Paddick</strong></a>, candidato sindaco di Londra per i <strong>Liberal Democrats</strong>, ha deciso di dare una possibilità ai suoi potenziali elettori: la prossima settimana, infatti, risponderà alle domande che gli verranno poste sul suo <a href="http://twitter.com/brianpaddick">account di Twitter</a>.</p>
<div class="img " style="width:600px;">
	<a href="http://twitter.com/brianpaddick"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/04/twitterpaddck.jpg" alt="Il canale Twitter di Brian Paddick, candidato sindaco di Londra" width="600" height="547" /></a>
	<div>Il canale Twitter di Brian Paddick, candidato sindaco di Londra</div>
</div>
<blockquote><p>Chiunque sia iscritto agli aggiornamenti via twitter del candidato potrà porgli una domanda a partire da giovedì 3 a martedì 8 aprile. Paddick risponderà direttamente a ognuno e pubblicherà tutte le risposte sul suo sito.</p></blockquote>
<p>Paddick, una carriera trentennale nella polizia londinese e un programma che punta molto sulla lotta al crimine e sul cambiamento, si mostra sensibile all&#8217;utilizzo di social network (ha anche un profilo su Facebook) e si dice entusiasta dell&#8217;iniziativa: «Twitter mi dà la possibilità di raggiungere anche persone che normalmente non sono interessate alla politica e alle elezioni».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>On the record. Le storie politiche diventano globali.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/14/on-the-record-le-storie-politiche-diventano-globali/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 20:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Di Nucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[coverage]]></category>
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		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Power]]></category>

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		<description><![CDATA[La dichiarazione off the record di Samantha Power contro Hillary e DrudgeReport vs il principino Harry. Due storie "politiche" tipiche di un ecosistema connesso e globalizzato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due recenti vicende illustrano come la globalizzazione mediatica stia rompendo alcuni degli schemi più collaudati del rapporto tra i media ed il potere. Alcune settimane fa, il <strong><a href="http://www.drudgereport.com/">Drudge Report</a></strong>, famoso per aver diffuso per primo il pettegolezzo Lewinsky, ha svelato al mondo che <strong>Prince Harry</strong> era in prima linea in Afghanistan. Poi la settimana scorsa <a href="http://thescotsman.scotsman.com/latestnews/Inside-US-poll-battle-as.3854371.jp">The Scotsman</a>, il quotidiano di Edinburgh, ha pubblicato delle dichiarazioni scottanti (&#8220;<em>Hillary è un mostro</em>&#8220;) di <strong>Samantha Power</strong>, la <em>consigliori</em> di Obama per la politica estera, costringendola a dimettersi. </p>
<p>Cos&#8217;hanno in comune queste due storie? La notizia su Prince Harry diffusa dal Drudge Report era nota a tutti i media britannici, che però avevano deciso, su richiesta del Ministero della Difesa del Regno, di non renderla pubblica (per ovvie ragioni di sicurezza). Un patto tra gentiluomini molto british, finché non è arrivato l&#8217;americano Drudge Report a rovinare tutto. Dall&#8217;altra parte The Scotsman pubblica un commento sgradevole di Samantha Power, che però lo aveva fatto rigorosamente <em>off the record</em>.</p>
<blockquote><p>Due storie di giornalismo coraggioso che non si piega davanti alle convenzioni e agli accordi sottobanco?<br />
Oppure due testate che fanno un gioco sporco, e che non stanno alle regole del gioco? </p></blockquote>
<p> Ci piacerebbe pensare che tutti i media britannici abbiano rispettato il silenzio per amor patrio; ma è abbastanza chiaro che, in realtà, a nessuno conveniva indispettire il Ministero della Difesa e il governo di <strong>Gordon Brown</strong>. Perché? Ovviamente perché i media stessi dipendono in larga parte dalla collaborazione dei politici per i loro contenuti. Alzi la mano chi vuol essere il direttore di giornale o telegiornale cui Brown non rilascia più interviste, o non passa più succose anticipazioni? Ecco, appunto. Perché i giornalisti citano fonti anonime invece di svelare chi ha fatto la spia? Per rispetto nei confronti dei loro informatori, o perché altrimenti la prossima volta la soffiata l&#8217;avrà qualcun altro? Domanda retorica. Non è quindi un caso che non sia stato un grande network americano o il <strong>New York Times</strong>, a diffondere la notizia; ma un sito internet certo molto famoso, ma che non ha assolutamente niente da guadagnare dall&#8217;intrattenere buoni rapporti con il governo di sua maestà.</p>
<p>Lo stesso vale per The Scotsman: non si sarebbero certo permessi di pubblicare dichiarazioni off the record di un portavoce o ministro di Gordon Brown. Né un giornalista americano si sarebbe permesso di fare un dispetto del genere al candidato più in voga del momento. Ma che interesse ha The Scotsman a tenersi buono <strong>Barack Obama</strong>? Certo, magari poi Obama diventa Presidente, e durante la sua prima visita ufficiale nel Regno Unito esclude The Scotsman tra i media al seguito; improbabile, e comunque il gioco sarebbe valso la candela, vista la visibilità che The Scotsman si è guadagnato in America.</p>
<p>In questo schema di controllo incrociato tra media e politica, ci sono due elementi disturbatori. Non da oggi (DrudgeReport è peraltro il sito che svelò online il caso <strong>Clinton/Lewinski</strong>) ma sempre più agguerriti. La sempre maggiore centralità dell&#8217;ecosistema di Internet, e la capacità che ha questo ecosistema mediale di &#8220;planetarizzare&#8221; istantaneamente il racconto giornalistico &#8211; di concedere, indifferentemente a testate online o offline e per certe storie, una audience globale. L&#8217;interesse mediale valica i confini d&#8217;influenza territoriale della politica, e chi non si adegua rimane scottato: chiedete alla Power (o al principino).     </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il discorso di Blair al Reuters Institute. Ma sul Web non c&#8217;è stampa selvaggia che tenga.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2007/06/13/il-discorso-di-blair-al-reuters-institute-ma-sul-web-non-ce-stampa-selvaggia-che-tenga/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2007/06/13/il-discorso-di-blair-al-reuters-institute-ma-sul-web-non-ce-stampa-selvaggia-che-tenga/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 21:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.spindoc.it/2007/06/13/il-discorso-di-blair-al-reuters-institute-ma-sul-web-non-ce-stampa-selvaggia-che-tenga/</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;La stampa è una belva selvaggia&#8221;. E&#8217; questo il titolo che La Repubblica ha dato oggi alla trascrizione (non completa) dell&#8217;intervento tenuto ieri 12 giugno dal premier britannico Tony Blair al Reuters Institute for the Study of Journalism. E&#8217; un lungo e denso intervento fuori dai denti sul rapporto tra la politica ed un ecosistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La stampa è una belva selvaggia&#8221;. E&#8217; questo il titolo che La Repubblica ha dato oggi alla trascrizione (non completa) dell&#8217;intervento tenuto <a href="http://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/about/news/news_item/article/a_conversation_with_tony_blair_event_co_hosted_by_reuters_and_the_reuters_institute_on_12_june_2007.html">ieri 12 giugno</a> dal premier britannico <strong>Tony Blair</strong> al <a href="http://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/">Reuters Institute for the Study of Journalism</a>. </p>
<p>E&#8217; un lungo e denso intervento fuori dai denti sul rapporto tra la politica ed un ecosistema mediale che si va facendo, di giorno in giorno, più complesso, insensatamente (dice lui) veloce gridato e difficile da gestire. Come scrive <a href="http://chipsandsalsa.wordpress.com/2007/06/13/tony-blair-e-i-media-voce-del-tempo-che-fu/">Franco Carlini</a>: &#8220;ormai in uscita dal ruolo di primo ministro, egli si va trasformando in pensatore e opinion maker.&#8221;</p>
<p><img src='http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2007/06/blair_header2.jpg' alt='Tony Blair al Reuters Institute' /></p>
<p>Riporto qui alcuni passaggi sugli effetti nel campo della comunicazione politica. Sulla urgenza della comunicazione politica e dello spin-doctoring classico. <span id="more-159"></span>Sul modo col quale si parla di politica.</p>
<blockquote><p>
Si deve inoltre reagire agli avvenimenti in tempo reale. [...] Commetti un errore, e immediatamente passi dal dramma alla crisi. Negli anni Settanta al governo qualche volta capitava di riunirsi per una questione di primaria importanza anche per due giorni consecutivi. Oggi sarebbe del tutto ridicolo pensare di poter fare una cosa del genere senza che prima dell&#8217;ora di pranzo del primo giorno caschi il cielo.</p></blockquote>
<p>E se casca il cielo della comunicazione, o meglio si rivolta come un calzino, cambiano anche le priorità (temporali, operative) della comunicazione politica di routine.</p>
<blockquote><p>
Se oggi sei un membro del Parlamento privo di incarico di governo, prima devi imparare a rilasciare un comunicato stampa, poi a fare un buon discorso al Parlamento.</p></blockquote>
<p>Sottinteso che a perderci è la comunicazione degli interventi seri, non controversi e propositivi. Quindi Blair si sofferma sulla stampa che è una &#8220;bestia selvaggia che fa a brandelli le persone e la loro reputazione&#8221;, e sui risvolti più deleteri di due fenomeni <a href="http://www.anobii.com/books/012942c41c8d1c2246/">ben studiati</a> dell&#8217;ecosistema mediale moderno: la <strong>velocizzazione</strong> e il <strong>sensazionalismo</strong> (&#8220;Oggi tutto è un trionfo o un disastro. Un problema è una &#8216;crisi&#8217;. Una battuta d&#8217;arresto è una &#8216;politica a brandelli&#8217;. Una critica è un &#8216;attacco brutale&#8217;&#8221;).</p>
<p>Il risultato è un <strong>circolo vizioso</strong> che mi pare renda tutti più o meno insoddisfatti; politici, media e cittadini incastrati in una perversa situazione <em>lose-lose</em>. </p>
<p>Dal mio punto di vista (un punto di vista che sposa le logiche della Rete), tutto questo è anche una opportunità.<br />
Un&#8217;opportunità con un obiettivo preciso: trovare nella trasparenza e nella feconda disintermediazione della Rete il modo per costruire <strong>conversazioni più sensate e tracciabili</strong>. In cui non ci sarà più <strong>nessun gatekeeper selvaggio e sensazionalistico</strong>, nessun politico fumoso e ambiguo, nessun cittadino in balia di entrambi. </p>
<p>Un esempio piccolo piccolo? La <a href="http://uk.reuters.com/article/topNews/idUKZWE24585220070612">trascrizione del discorso</a> è online sul sito della Reuters. C&#8217;è anche il <a href="http://uk.reuters.com/news/video/videoStory?videoId=56454&#038;src=061207_1647_TOPSTORY_blair_attacks_media">video</a>. C&#8217;è quindi chi autorevolmente <a href="http://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/about/news/news_item/article/reuters_institute_responds_to_blairs_speech.html">commenta</a> dal Reuters Institute, e dagli <a href="http://news.google.it/news?hl=en&#038;ned=us&#038;ie=UTF-8&#038;q=blair%27s+speech&#038;btnG=Search">altri quotidiani</a>, <a href="http://technorati.com/posts/tag/blair%5C%27s+speech">giù giù</a>, fino a me che ne scrivo. </p>
<p>Visto dal &#8220;basso&#8221; del Web, non c&#8217;è stampa selvaggia che tenga.</p>
<p><u>Update</u>.<br />
- Vittorio benemerito ha messo online <a href="http://vittoriozambardino.blog.kataweb.it/zetavu/2007/06/la_stampa_una_b.html">la traduzione italiana</a> apparsa ieri su Rep.<br />
- Paolo, sul <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/">brand new blog</a>, <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2007/06/mannaggia_alla_.html">segnala</a> un editoriale di Maureen Dowd, e alcune <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2007/06/gotcha.html">reazioni</a> della bestia feroce e ferita.</p>
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