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	<title>Spindoc &#187; partiti politici</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>Da Mirabello a Torino, le nuvole delle piazze</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 09:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Futuro e Libertà]]></category>
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		<description><![CDATA[Una fine estate politicamente calda - un ritorno di fiamma delle parole e dei discorsi di piazza. Un'analisi con tag cloud delle parole usate da Gianfranco Fini a Mirabello e Pier Luigi Bersani a Torino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Abbiamo iniziato con il <a href="http://www.spindoc.it/2007/06/28/il-discorso-di-walter-veltroni-al-lingotto-di-torino-tag-cloud-delle-100-parole-piu-usate/">discorso del Lingotto</a>, ormai 3 anni fa per arrivare <a href="http://www.spindoc.it/2009/07/22/con-la-testa-tra-le-nuvole-le-tag-cloud-del-congresso-pd/">ai tre candidati + uno</a> del congresso Pd di un anno fa, passando per le nuvole di <a href="http://www.spindoc.it/2009/01/20/lo-speech-di-barack-obama-e-la-nuvola-di-tag-entrambi-a-tempo-di-record/">Obama</a>. </p></blockquote>
<p>Su Spindoc siamo stati forse i primi (o tra i primi) a usare <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">la &#8220;tecnologia&#8221; sociale della floksonomy e dei tag</a> per rappresentare/analizzare i discorsi politici italiani: soprattutto usando semplici software gratuiti che mettono in &#8220;grafica&#8221; le parole di un testo in modo immediato e facile da decrittare. </p>
<p>In questa fine estate politicamente piena di contenuti (un ritorno di fiamma delle parole, e dirimenti) molti sono stati i discorsi pronunciati &#8211; anche nella forma &#8220;tradizionale&#8221; o semi-tradizionale del comizio di piazza.</p>
<blockquote><p>Le differenze si vedono a occhio nudo, così come le convergenze.</p></blockquote>
<p> Segnalo le tag cloud del discorso di Fini a Mirabello, attesissimo, e quello di Bersani in chiusura della festa democratica nazionale di Torino. Avanti, politica, nazionale, Pdl e Berlusconi sono le parole di Fini &#8211; di un discorso molto legato alle <em>political issues</em> classiche (e ovviamente alla questione della vicinanza/lontananza con il Pdl). Un discorso più progettuale e legato alle policy issues per Bersani, in cui spicca il tema del lavoro.</p>
<h3>La tag cloud del discorso di Fini a Mirabello</h3>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/09/finimirabello.jpg" alt="" title="" width="720" height="358" class="aligncenter size-full wp-image-2559" /></p>
<h3>La tag cloud del discorso di Bersani a Torino</h3>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/09/58308_1626139256175_1317330192_31673305_4669970_n.jpg" alt="" title="" width="720" height="357" class="aligncenter size-full wp-image-2560" /></p>
<p>Le tag cloud sono state realizzate da <a href="http://calia.me/">Giovanni Calia</a>.</p>
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		<title>Internet better politics. Da Vendola all&#8217;open gov.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/06/30/internet-better-politics-da-vendola-allopen-gov/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 19:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Convegni e conferenze]]></category>
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		<description><![CDATA[Il giorno dopo Toscana Lab, materiali, idee, un (semi)decalogo e alcune presentazioni della parte politica della due giorni fiorentina alla ricerca dei modi con cui Internet migliora la vita (e in questo caso la politica).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Conclusi a Firenze, presso la Gipsoteca dell’Istituto d’arte di Porta Romana, i lavori di <a href="http://www.toscanalab.it/programma-29-giugno/">ToscanaLab</a>.</p></blockquote>
<p>Il tema (generale) è stato “Internet Better Life”, <a href="http://www.toscanalab.it/about/">ovvero</a>: &#8220;Come internet e il web 2.0 contribuiscono a migliorare la vita degli individui, veicolando in modo diverso e più ricco la conoscenza, modificando le relazioni tra le persone e trasformando di fatto l’azione sociale, con un approccio allargato e partecipativo&#8221;.</p>
<p>Di seguito alcuni dei punti emersi durante il workshop del 29 giugno intitolato &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/2010/06/25/internet-better-life-la-politica-pa-e-nuovi-media/">Internet better society</a>&#8221; e dedicato alla politica, al giornalismo e alla pubblica amministrazione.  Con interventi di <a href="http://www.sergiomaistrello.it">Sergio Maistrello</a>, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/">Ernesto Belisario</a>, <a href="http://www.liviacolare.com/">Livia Iacolare</a>, <a href="http://www.proformaweb.it">Dino Amenduni</a> e <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a> (e moderato da<a href="http://www.webgol.it"> Antonio Sofi</a>)</p>
<h3>Alcuni punti emersi</h3>
<p>I punti di cui sotto andranno a contribuire &#8211; insieme ai &#8220;risultati&#8221; dei lavori degli altri workshop paralleli &#8211; a una sorta di &#8220;decalogo&#8221; dell&#8217;evento Internet better life, che sarà pubblicato sul <a href="http://www.toscanalab.it">sito di Toscana Lab</a>.</p>
<div id="attachment_2540" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/territorio.jpg" alt="Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro" width="719" height="463" class="size-full wp-image-2540" /><p class="wp-caption-text">Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Trasparenza e fiducia</strong></p>
<blockquote><p>Negoziazione fiduciaria e traslucida: niente più &#8220;severamente vietato&#8221; o posta &#8220;raccomandata&#8221;. </p></blockquote>
<p>La società digitale è trasparente e translucida: ci si vede (ci si deve vedere) attraverso. La spinta verso la massima trasparenza vale per la politica e per la pubblica amministrazione, per il giornalismo e l’informazione, per il pubblico e i cittadini. Una nuova negoziazione che produce una nuova opinione pubblica: più informata e attiva, in cui nessuno può nascondere niente o avere rendite di posizione. Una nuova negoziazione fiduciaria. Il termine è inoltre legato a doppio filo all’attività della Pubblica Amministrazione: la trasparenza degli atti amministrativi può essere realizzata solo e unicamente tramite le nuove tecnologie. Per rendere noti decisioni e risultati; per migliorare il rapporto dei cittadini con la burocrazia e la competitività delle scelte delle aziende.</p>
<p><strong>Ascolto e condivisione</strong></p>
<blockquote><p>Non è più l&#8217;audience che deve avere grandi orecchie, ma la politica e il giornalismo che devono ascoltare, prima di dire. </p></blockquote>
<p>Più che per parlare, i nuovi media servono per ascoltare gli altri. Il pubblico ha subito una mutazione antropologica: non è più audience muta, ma è composta di persone che possono pubblicare e si aggregano intorno a un bisogno o un contenuto. Una propensione all’ascolto e all’apertura verso l’esterno è sempre più il presupposto per poi dire con sensatezza. All’ascolto si lega l’idea di condivisione – che chiama in causa tutti i soggetti interessati nessuno escluso. Non è un flusso che viene dall’alto, ma un meccanismo circolare attivato da tutti i nodi che stanno in rete: ogni pezzo di contenuto e informazione condiviso migliora la vita di chi viene in contatto con esso.</p>
<div id="attachment_2542" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/grassroots.jpg" alt="Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro" width="719" height="500" class="size-full wp-image-2542" /><p class="wp-caption-text">Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Riscoperta del territorio e senso di comunità </strong></p>
<blockquote><p>Il territorio e le comunità che lo animano sono le ultime nicchie possibili &#8211; e quelle più vitali.</p></blockquote>
<p> I nuovi media non sono solo fattore di globalizzazione. Ma sempre più una riscoperta del territorio e del locale, grazie a comunità di persone che trovano online gli strumenti per conoscersi, far conoscere i propri bisogni, attivarsi e organizzarsi. Le comunità che si creano online (anche se non hanno una base geolocalizzata) hanno un forte senso di appartenenza e adesione – che può diventare anche il vero valore aggiunto per l’innovazione e il cambiamento.</p>
<p><strong>Impegno “grassroots” e approfondimento narrativo</strong></p>
<blockquote><p>Oltre la tv e i formati facili e semplificati, c&#8217;è spazio per l&#8217;approfondimento.</p></blockquote>
<p> I nuovi spazi digitali consentono e aprono alla progettazione, produzione e distribuzione di contenuti dal basso (“grassroots”) che aggirano le logiche mediali tradizionali e si caratterizzano per un maggiore impegno. Una propensione (spesso multimediale) legata alla ricerca dell’approfondimento, della narrazione, della profondità dello sguardo sui fatti e sugli eventi.</p>
<p><strong>Sincronizzazione e “bridging” tra diverse velocità</strong></p>
<blockquote><p>Piattaforma di comunicazione e di condivisione: per camminare insieme.</p></blockquote>
<p> In contesti in cui esistono varie e diverse sensibilità, tradizioni, velocità e esperienze (pe l’Unione Europea), il web può servire per “sincronizzare” i vari punti di vista e fare da ponte (“bridge”). Sia per la costruzione di una identità comune, sia – più pragmaticamente – per concordare delle politiche efficaci e condivise.</p>
<h3>Le presentazioni e gli interventi</h3>
<p>Di seguito gli interventi pubblicati online, su slideshare o altrove</p>
<p>ANTONIO SOFI (in plenaria il 28 giugno), &#8220;Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale&#8221;.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4652306"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/webgol/politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" title="Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.">Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.</a></strong><object id="__sse4652306" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4652306" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/webgol">Webgol Network</a>.</div>
</div>
<p>SERGIO MAISTRELLO, &#8220;Le opportunità della dimensione iperlocale&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4649488"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello/toscanalab-2010" title="Le opportunità della dimensione iperlocale - ToscanaLab 2010">Le opportunità della dimensione iperlocale &#8211; ToscanaLab 2010</a></strong><object id="__sse4649488" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4649488" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello">Sergio Maistrello</a>.</div>
</div>
<p>DINO AMENDUNI, &#8220;Puglia. Due casi non casuali di comunicazione politica&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4648997"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/doonie/nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" title="Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica">Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica</a></strong><object id="__sse4648997" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4648997" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/doonie">Dino Amenduni</a>.</div>
</div>
<p>ERNESTO BELISARIO, &#8220;Open Government. Miti, realtà, speranze&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4808174"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario/open-government-miti-realt-e-speranze" title="Open government  (miti, realtà e speranze)">Open government  (miti, realtà e speranze)</a></strong><object id="__sse4808174" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4808174" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario">Ernesto  Belisario</a>.</div>
</div>
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		<title>Con la testa tra le nuvole. I tag del congresso Pd.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/07/22/con-la-testa-tra-le-nuvole-le-tag-cloud-del-congresso-pd/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 01:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La politica e le "tag cloud" di Internet: le idee in un veloce colpo d'occhio. Il Foglio ne pubblica tre, dei principali candidati alla segreteria del Pd: Bersani, Franceschini e Marino. Noi ne aggiungiamo un'altra e qualche considerazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Testi politici e tag cloud del web sociale: un matrimonio semplice e fortunato. Da Veltroni ad <a href="http://www.spindoc.it/2008/09/02/il-discorso-di-obama-alla-convention-di-denver/">Obama</a>, le idee a colpo d&#8217;occhio: qui la <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">categoria di Spindoc</a>. </p></blockquote>
<p> Il Foglio <a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/1">ha fatto una cosa divertente</a> da fare con i discorsi (o i programmi) politici, che qui a Spindoc <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">abbiamo fatto più volte </a>(e probabilmente primi in Italia): la prima volta due anni fa, con il famoso o famigerato discorso fondativo del Pd pronunciato da <a href="http://www.spindoc.it/2007/06/28/il-discorso-di-walter-veltroni-al-lingotto-di-torino-tag-cloud-delle-100-parole-piu-usate/">Walter Veltroni al Lingotto di Torino</a>. La cosa divertente è, grazie un colpo di magia tecnologica e abilitante, riuscire a rendere i testi politici una nuvola più o meno colorata di concetti, facili da decifrare anche ad una veloce occhiata (la parola con il carattere più grande è quella più presente). Si chiamano<strong> tag cloud</strong>, e sono quasi un emblema del web sociale – dove spesso c&#8217;è da organizzare, dal basso e senza aiuti tassonomici tradizionali, una gran mole di contenuti generati dagli utenti. La politica (o meglio: un certo facile, d&#8217;impatto, ma non del tutto inutile modo di raccontare la politica soprattutto sul web) si è appropriata di questa caratteristica visualizzazione.</p>
<h3>Le tre tag cloud dei tre candidati alla segreteria Pd: Bersani, Franceschini, Marino</h3>
<p>Ecco di seguito le tre tag cloud composte da Il Foglio e <a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/1">pubblicate</a> sul sito. </p>
<blockquote><p>Nel partito c&#8217;è chi deve, chi si apre alla società, chi si rivolge alle persone.</p></blockquote>
<p> Abbastanza significative le differenze tra i tre candidati: se la parola &#8220;partito&#8221; è presente ai primi posti in tutte e tre le nuvole (anche se quello di Marino non è un discorso, ed è probabilmente meno corposo come quantità di testo), nel caso di Bersani si accompagna ad un vero e proprio imperativo (&#8220;dobbiamo&#8221;, &#8220;deve&#8221;) alla &#8220;politica&#8221;; nel caso di Franceschini ad una rosa di <em>issues</em> più ampia ed eterogenea (&#8220;mondo&#8221;, &#8220;lavoro&#8221;, &#8220;società&#8221;); nel caso di Marino ad un sovvertimento delle priorità, con meno &#8220;partito&#8221; e più &#8220;paese&#8221; e &#8220;persone&#8221;.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2141" style="width:575px;">
	<a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/1"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/bersani1.jpg" alt="Tag cloud del discorso di Bersani del primo luglio, da Il Foglio" width="575" height="369" /></a>
	<div>Tag cloud del discorso di Bersani del primo luglio, da Il Foglio</div>
</div>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2142" style="width:575px;">
	<a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/2"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/discorso_franceschini.jpg" alt="Tag cloud del discorso di Franceschini del 16 luglio, da Il Foglio" width="575" height="373" /></a>
	<div>Tag cloud del discorso di Franceschini del 16 luglio, da Il Foglio</div>
</div>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2143" style="width:575px;">
	<a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/3"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/marino.jpg" alt="Tag cloud del manifesto di Marino, da Il Foglio" width="575" height="344" /></a>
	<div>Tag cloud del programma di Marino, da Il Foglio</div>
</div>
<p><br/><br />
<h3>La quarta tag cloud (il programma di Adinolfi) e il disvelamento del trucco</h3>
<p>Aggiungiamo noi la quarta nuvola relativa al <a href="http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/82790/">programma</a> del quarto candidato alla segreteria, <a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/">Mario Adinolfi</a>. C&#8217;è un enorme zero che incombe (proveniente dalla reiterazione dell&#8217;ultima parte dello slogan sintetico &#8220;100, 2, 0&#8243;) ma anche &#8220;giovani&#8221; e &#8220;rinnovamento&#8221;.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2164" style="width:575px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/adinolfi.jpg" alt="La tag cloud della proposta di Adinolfi" width="575" height="335" />
	<div>La tag cloud della proposta di Adinolfi</div>
</div>
<p>
<blockquote>Il (facile) trucco si chiama <a href="http://www.wordle.net/">wordle.net</a></p></blockquote>
<p>Infine. Scrive Il Foglio nella didascalia di accompagnamento alla galleria delle nuvole: &#8220;Grazie a un algoritmo abbiamo calcolato la frequenza delle parole nei discorsi dei tre candidati alla segreteria del Pd&#8221;. Sembra una cosa complicata, ma non lo è. Ormai ci sono molti programmi del tutto gratuiti per costruire automaticamente delle nuvole di concetti a partire da un testo, da quelli più &#8220;scientifici&#8221; a quelli più appariscenti. Le quattro qui sopra sono state fatte con <a href="http://www.wordle.net/">Wordle</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Political divide /2. Potè più Facebook che i siti (o blog)</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/06/10/political-divide-2-pote-piu-facebook-che-i-siti-o-i-blog/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 15:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Epifani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il secondo approfondimento di una ricerca che prova a fotografare l'uso che i parlamentari italiani fanno dei media relazionali e di Internet. Destra, sinistra, centro divisi sugli strumenti utilizzati: pochi blog, molti siti, in crescita i social network (Facebook sopra tutti).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/parlamento20.jpg" alt="" title="" width="125" height="125" class="alignright size-full wp-image-1892" /><em>Come i parlamentari della attuale legislatura utilizzano gli strumenti del web sociale per mantenere un contatto diretto con i propri elettori? Intorno a questa domanda ruota la ricerca sull&#8217;uso di internet da parte dei soggetti politici italiani, coordinata da <a href="http://blog.stefanoepifani.it">Stefano Epifani</a> dell&#8217;Università La Sapienza. Di seguito il secondo approfondimento estratto dalla ricerca condotta ad Aprile 2009 sui 951 parlamentari, dopo il <a href="http://www.spindoc.it/2009/05/21/political-divide-1-deputati-e-senatori-alla-prova-del-web/">primo pubblicato su Spindoc</a> qualche settimana fa, sui primi dati di contesto (la serie completa è sotto la categoria &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">Political divide</a>&#8220;.</em><br />
	LEGGI: La prima puntata (<a href="http://www.spindoc.it/2009/05/21/political-divide-1-deputati-e-senatori-alla-prova-del-web/">Political divide /1. Parlamentari alla prova del Web</a>); tutta la <a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">serie</a>; <a href="http://blog.stefanoepifani.it/cronache-universitarie/la-comunicazione-politica-nellera-dei-media-relazionali-unoccasione-perduta/">l&#8217;introduzione alla ricerca</a>, con gli obiettivi e le tre fasi (analisi quantitativa, di dettaglio e qualitativa);  l&#8217;articolo su <a href="http://blog.stefanoepifani.it/wp-content/uploads/2009/05/epifanisurepubblica.pdf">Affari e Finanza</a><br />
	ASCOLTA: l&#8217;intervista per <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/05/15/dallemiciclo-al-web-una-ricerca-sui-politici">Quinta di Copertina</a></p>
<p>Dopo esserci chiesti <a href="http://www.spindoc.it/2009/05/21/political-divide-1-deputati-e-senatori-alla-prova-del-web/">quanti di essi fossero online</a> non potevamo non chiederci quali strumenti utilizzassero. Abbiamo cercato di tracciare – in un contesto senz’altro fluido ed in rapidissima evoluzione – le modalità di comunicazione dei nostri parlamentari, a partire dal tipo di strumenti utilizzati. Sono state quindi analizzate tre categorie di strumento:</p>
<ul>
<li><strong>Siti internet</strong> (Più o meno siti vetrina, sintomo e sinonimo di una comunicazione online spesso di tipo “tradizionale”, poco aperta al dialogo e poco orientata al Web 2.0);</li>
<li><strong>Blog personali</strong> (Comunicazione personalizzata, aggiornamenti periodici, interattività, apertura al web 2.0 &#8211; vera o presunta);</li>
<li><strong>Social network</strong> (la novità degli ultimi tempi, e la vera sorpresa di questa rilevazione: strumenti che hanno fatto registrare in alcuni casi una crescita rapidissima e fulminante)</li>
</ul>
<h3>Gli strumenti utilizzati: sito</h3>
<blockquote><p>Il 45% del totale degli eletti gestisce un sito, il 75% di quelli attivi in Rete.</p></blockquote>
<p>Come evidenziato dal grafico, ben il <strong>75% del totale dei Parlamentari attivi in rete</strong> gestisce un sito web. (Quelli attivi in Rete, ricordiamo, sono a loro volta più o meno il 60% del totale degli eletti, vedi <a href="http://www.spindoc.it/2009/05/21/political-divide-1-deputati-e-senatori-alla-prova-del-web/">prima puntata</a>; il che si traduce nel 45% sul totale dei 950 Parlamentari della XVI Legislatura). In altre parole: la stragrande maggioranza di chi è attivo in Rete e quasi <strong>la metà di chi è attualmente parlamentare ha un sito web</strong>. E&#8217; un dato in linea con le aspettative (basse) di partenza, ma che comunque dimostra la centralità (e per certi versi la &#8220;tradizionalità&#8221;) del sito web come strumento di comunicazione del politico con il suo elettorato (e spesso anche con gli organi di stampa).</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2067" style="width:513px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image001.png" alt="Grafico 1. Strumenti web utilizzati dai parlamentari" width="513" height="328" />
	<div>Grafico 1. Strumenti web utilizzati dai parlamentari</div>
</div>
<h3>Gli strumenti utilizzati: blog e social network</h3>
<blockquote><p>Il 62% dei parlamentari presenti in Rete ha un profilo più o meno attivo su un social network. Pochi i blog veri e propri.</p></blockquote>
<p> Sorprendente è, al contrario, la percentuale di parlamentari che utilizza i social network: <strong>il 62% dei 540 esponenti del Parlamento</strong> che sono presenti in rete ha attivato almeno un profilo personale su delle piattaforme di social networking oggetto di analisi (percentuale che diventa del 35% sul totale dei 950 Parlamentari in carica). Si tratta di un numero interessante, che evidenzia con chiarezza la rapida diffusione dei network sociali in rete. Deludente, invece, è il dato relativo all’utilizzo dei blog: <strong>soltanto il 13% dei Parlamentari in carica ha attivato e gestisce un blog</strong>, ossia il 23% del totale dei Parlamentari attivi on line.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2074" style="width:422px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image002.png" alt="Grafico 2. Quale social network usano i parlamentari italiani." width="422" height="285" />
	<div>Grafico 2. Quale social network usano i parlamentari italiani.</div>
</div>
<blockquote><p>Twitter non supera il 2% tra i parlamentari italiani. Facebook sfiora il 60%.</p></blockquote>
<p>Ma quali sono i social network più diffusi in parlamento? Facebook risulta essere di gran lunga quello con maggiore penetrazione, con una percentuale che sfiora addirittura il 60% del totale. YouTube raggiunge il 16%, LinkedIn non supera il 7%, preceduto da Flickr (9%) e seguito da MySpace (6%). Quest&#8217;ultimo è forse quello che più fa segnare la distanza tra &#8220;universo&#8221; dei parlamentari, e &#8220;universo&#8221; degli utenti in Rete (è secondo come diffusione dopo Facebook). Chiude la classifica Twitter, che non supera il 2%.</p>
<h3>Gli strumenti utilizzati, tra Camera e Senato</h3>
<p>Di seguito il dato disaggregato relativo all’utilizzo degli strumenti di comunicazione online da parte di deputati e senatori. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2076" style="width:454px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image003.png" alt="Grafico 3. Gli strumenti web utilizzati, tra Camera e Senato" width="454" height="346" />
	<div>Grafico 3. Gli strumenti web utilizzati, tra Camera e Senato</div>
</div>
<blockquote><p>Lo strumento blog non dà particolari differenze tra senatori e deputati: usato poco da entrambi.</p></blockquote>
<p>Tra i dati interessanti la differenza tra senatori e deputati attivi in rete quanto all&#8217;uso degli strumenti di social networking: il 39% a confronto di un 51% per i Deputati &#8211; probabilmente influisce la differenza anagrafica tra i due universi di riferimento. Interpretazione che la predilezione dei senatori per il più tradizionale sito tenderebbe a confermare. </p>
<h3>Gli strumenti utilizzati, per schieramento politico</h3>
<p>Oltre all&#8217;età, anche lo schieramento politico incide sulle modalità d’uso della rete. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2079" style="width:454px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image004.png" alt="Grafico 4. Strumenti utilizzati per schieramento politico" width="454" height="301" />
	<div>Grafico 4. Strumenti utilizzati per schieramento politico</div>
</div>
<blockquote><p>Il centro-sinistra usa di più gli strumenti web</p></blockquote>
<p> Tra i due schieramenti le differenze diventano più consistenti se si prendono in considerazione le percentuali dei Parlamentari che utilizzano siti Internet e social network sul totale dei parlamentari in carica: in particolare, sul totale dei 376 parlamentari del centro-sinistra, il 46% ha un sito Internet e il 40% un profilo sui social network, rispetto al rispetto 39% e 32% dei 502 parlamentari di centro-destra. Anche i blog sono più &#8220;usati&#8221; dai parlamentari di centro-sinistra.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2081" style="width:510px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image005.png" alt="Grafico 5. Percentuali d'uso di strumenti per schieramento" width="510" height="323" />
	<div>Grafico 5. Percentuali d'uso di strumenti per schieramento</div>
</div>
<p>Differenze consistenti sono rilevabili anche in riferimento ai parlamentari di centro attivi in rete. A tal proposito, essi limitano l’impegno on line all’attivazione di siti Internet &#8211; per l’80% del totale dei Deputati e Senatori di Centro presenti in rete (il 42% di tutti i Parlamentari dello schieramento) &#8211;  mentre soltanto il 49% utilizza almeno un social network (il 26% del totale dei Parlamentari di Centro) &#8211; con circa dieci punti percentuali in meno rispetto ai parlamentari di centro-sinistra e centro-destra, e, infine, il 18% gestisce un proprio blog.</p>
<p><em>(2/ continua. Nella prossima puntata: motivazioni e modalità d’uso)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Voting advisor, piglia il partito che ti assomiglia</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/05/27/1962/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 18:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto De Rosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Voting advisor]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'assistente di voto per indecisi più o meno cronici, sui partiti da votare alle prossime elezioni europee. Un progetto che nasce per promuovere la partecipazione politica consapevole, in una rete di altri siti "voting advisor" in giro per l'Europa. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Quale è il partito che più mi assomiglia? </p></blockquote>
<p>Chi votare? Quale è il partito che più corrisponde alle mie idee? Una domanda da un milione di dollari, su cui politica e comunicazione si potrebbero azzuffare per secoli. E su cui il web ha da tempo messo gli occhi &#8211; e i programmi. Cercando di proporre ai navigatori indecisi soluzioni per le proprie indecisioni di voto. </p>
<blockquote><p>Cabina Elettorale è un progetto che nasce come strumento educativo, per promuovere la partecipazione politica attiva e consapevole a livello europeo.</p></blockquote>
<p><a href="http://cabina-elettorale.it/">Cabina-Elettorale.it</a> è uno di questi progetti di &#8220;voting advisor&#8221;. Il sito &#8220;madre&#8221; ospitante di tutte le sperimentazioni europee è <a href="http://www.votematch.eu/">Vote Match</a>, con le versioni per Inghilterra, Germania, Spagna, Francia e Polonia – oltre l&#8217;Italia. Uno dei primi in Italia è stato &#8220;<a href="http://www.voisietequi.it/">Voi Siete Qui!</a>&#8220;, di Open Polis per le elezioni del 2008, anche se con finalità diverse. Spindoc ha segnalato, tra i tanti attivi prima e durante l&#8217;ultima campagna elettorale americana due altri progetti che più o meno andavano in tal senso: <a href="http://www.spindoc.it/2008/01/22/quiz-elettorali-delle-primarie-usa-altre-due-proposte-dal-wall-street-journal-e-dal-washington-post/">Electoral Compass e Choose Your Candidate</a>; e <a href="http://www.spindoc.it/2008/01/07/sei-asino-o-elefante-glassboot-aiuta-ma-non-basta/">GlassBooth</a>. </p>
<h3>Un&#8217;assistente di voto per le prossime europee</h3>
<p><a href="http://www.cabina-elettorale.it/"> Cabina Elettorale</a> si occupa delle prossime elezioni europee del 6 e 7 giugno. Rispetto a quello di Vote Match, che è pure il progetto-ombrello e che però fa riferimento ai gruppi parlamentari europei, Cabina Eletorale si occupa dei partiti nazionali. In pochi clic (il test dura mediamente meno di dieci minuti) compara le preferenze politiche dei partiti in lizza per il Parlamento Europeo con quelle dell’utente, fornendo a quest’ultimo un suggerimento di voto (vale a dire, il partito a lui programmaticamente più vicino). &#8220;L’assistente di voto&#8221; riconduce la politica alle sue basi, concentrando l’attenzione dell’utente sui contenuti della competizione politica. E in più riesce a farlo con un metodo divertente ed un linguaggio di facile comprensione.</p>
<div class="img alignleft size-medium wp-image-2004" style="width:300px;">
	<a href="http://www.cabina-elettorale.it/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/banner9-300x96.gif" alt="banner9" width="300" height="96" /></a>
	<div>Quale partito ti assomiglia di più?</div>
</div> </p>
<p>Un’apposita procedura automatizzata raffronta le risposte fornite da ciascun utente con le posizioni dei partiti in merito: in questo modo si può calcolare quanto vicine o distanti sono le proprie posizioni dalle linee politiche espresse dalle forze in campo. Con le <a href="http://www.cabina-elettorale.it/">parole degli autori</a>: &#8220;<em>Molte persone hanno già un’opinione consolidata sui vari argomenti politici, ma spesso non sanno quali posizioni assumono in merito i vari partiti, e in quale misura gli intenti delle forze politiche in campo coincidono con le proprie aspirazioni personali</em>&#8220;.</p>
<h3>La metodologia: quali sono le posizioni dei partiti?</h3>
<p>Uno dei problemi era capire quali fossero le posizioni dei partiti in merito ai quesiti scelti. A tal fine è stato inviato ai partiti un questionario composto di 50 domande, formulate in modo da consentire una risposta con &#8220;sì&#8221; o &#8220;no&#8221;. Il team redazionale ha successivamente selezionato tra queste le 25 domande che compongono il test online guardando principalmente a quei temi che maggiormente differenziano le varie forze in campo. Nel caso di risposte mancanti, le posizioni dei partiti sono state elaborate utilizzando fonti ufficiali (es. programmi, siti internet dei partiti, affermazioni di membri di spicco).</p>
<div class="img alignright size-full wp-image-2028" style="width:630px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/immagine-2.jpg" alt="Un esempio di domanda del test di Cabina Elettorale" width="630" height="614" />
	<div>Un esempio di domanda del test di Cabina Elettorale</div>
</div>
<h3>Voting advisor, una storia minima. L&#8217;Università di Tilburg e altre ricerche</h3>
<blockquote><p>Secondo alcune ricerche, tra i maggiormente &#8220;influenzabili&#8221; dai voting advisor, gli elettori più giovani, quelli poco interessati alla politica, quelli che cambiano spesso partito e soprattutto quelli che decidono il giorno stesso. Vedi riferimenti in <a href="http://www.politicaepartecipazione.org/pep/?page_id=32">questa pagina del progetto</a> </p></blockquote>
<p> Nel Giugno 2008, in occasione della conferenza <a href="http://www.bpb.de/themen/NL4E3C,0,0,Networking_European_Citizenship_Education_(NECE).html">NECE (Networking European Citizenship Education)</a> presso il Parlamento europeo di Strasburgo, il progetto &#8220;Cabina Elettorale Online&#8221; è stato presentato ufficialmente come “buona pratica” di educazione politica. Esistono però riscontri incoraggianti nei paesi in cui il <em>voting advisor</em> è da più tempo diffuso: Olanda e Germania.</p>
<p>Tra le tante condotte in questi anni, una ricerca estremamente interessante è quella di Voerman e Boogers, dell’Universitá di Tilburg: attraverso un sondaggio post-elettorale fra gli utenti di <a href="http://www.stemwijzer.nl/">StemWijzer</a> (tra i primi <em>voting advisor</em>), è risultato che una percentuale compresa fra il 5 ed il 10 percento degli utenti abbia spostato il suo voto per le elezioni parlamentari olandesi del 2002 in seguito al risultato del test (Boogers, Voerman e Andersson 2002). </p>
<p>Altre ricerche condotte sugli effetti dei voting advisor in questa <a href="http://www.politicaepartecipazione.org/pep/?page_id=32">pagina di Politica è Partecipazione</a>.</p>
<h3>Collaborazioni</h3>
<p>Il progetto Cabina Elettorale nasce dalla collaborazione fra l’Associazione di Promozione Sociale <a href="http://www.politicaepartecipazione.org">Politica è Partecipazione</a>, il <a href="http://www.dsp.uniroma1.it/index.php">Dipartimento di Studi Politici dell’Università Sapienza di Roma</a>  e l’<a href="http://www.t0.or.at/">Institut für neue Kulturtechnologien</a> di  Vienna. La veste grafica e le varie funzionalità riprendono quelle del sito originale austriaco <a href="http://www.wahlkabine.at/">www.wahlkabine.at</a>.</p>
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		<title>Meno marketing e più politica? Due contributi sull&#8217;Unità.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/05/27/meno-marketing-e-piu-politica-due-contributi-sullunita/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 09:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Meno marketing e più politica? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>L&#8217;Unità su comunicazione e politica: un intervista a </p></blockquote>
<p>Segnaliamo due riflessioni ieri pubblicate da L&#8217;Unità su comunicazione e politica.</p>
<p>La prima è una intervista di <strong>Paola Natalicchio</strong> a <strong>Giovanni Sasso</strong>, direttore creativo di <a href="http://www.proformaweb.it/">Proforma</a>, dal titolo <a href="http://unita.it/news/85062/sasso_comunicare_importante_ma_solo_se_c_la_politica">Sasso: «Comunicare è importante ma solo se c&#8217;è la politica»</a>. Di cui segnalo questo passaggio, assolutamente condivisibile:</p>
<ol>
<strong>Quelli non li può aggiungere lo spin doctor, quando serve?<br />
</strong><em>«No. Per comunicare bene il partito o il candidato devono avere le idee chiare. Mi irrita sempre un po’ ritrovarmi in delle riunioni con i politici per lavorare a un video o a un manifesto e sentirmi dire da loro: “sui contenuti, fai tu”. Il marketing serve a tradurre un pensiero politico, non a sostituirlo o a crearne uno in modo artificiale».</em></ol>
<p>La seconda è un intervento della &#8220;nostra&#8221; <strong>Flaminia Spadone</strong> (che su Spindoc ha fatto qualche mese fa cronaca di un convegno sula Rete di Obama come <a href="http://www.spindoc.it/2008/12/12/la-rete-di-obama-avatar-perfetto-e-tecnomagico/">avatar perfetto e tecnomagico</a>) proprio sul centrosinistra e il cosiddetto marketing politico, sui supposti ritardi intorno a vecchi e nuovi media. Uno dei problemi indicati da Flaminia, specie nella strategia su Internet e non solo: </p>
<ol>
<p>«Manca, insomma, la costruzione di un messaggio positivo e comune: ogni candidato ha il proprio blog, i propri manifesti e i materiali scollegati, per formati o per temi proposti, da quelli nazionali. Vediamo così sui muri una campagna dallo stile minimale, gradevole dal punto di vista dell’immagine, ma che non serve a definire un messaggio comune (e nella quale non c’è l’Europa). Un messaggio sì semplificato, ma non incisivo, che non esce da quel sapore intellettualistico che è caratteristica unica (e debole) della comunicazione del Pd».</ol>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Political divide /1. Parlamentari alla prova del Web</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/05/21/political-divide-1-deputati-e-senatori-alla-prova-del-web/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 13:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Epifani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo approfondimento su una ricerca che prova a fotografare l'uso che i parlamentari italiani fanno dei media relazionali e di Internet. Il 60% è online, ma non tutti lo usano veramente. I primi dati su camera di appartenenza, genere, schieramento partitico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/parlamento20.jpg" alt="" title="" width="125" height="125" class="alignright size-full wp-image-1892" /><em>Come i parlamentari della attuale legislatura utilizzano gli strumenti del web sociale per mantenere un contatto diretto con i propri elettori? Intorno a questa domanda ruota la ricerca sull&#8217;uso di internet da parte dei soggetti politici italiani, coordinata da <a href="http://blog.stefanoepifani.it">Stefano Epifani</a> dell&#8217;Università La Sapienza. Inizia oggi una serie di post settimanali su Spindoc, con analisi e i primi risultati. Questa è la prima puntata di una serie chiamata &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">Political divide</a>&#8220;.</em><br />
	LEGGI: tutta la <a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">serie</a>; <a href="http://blog.stefanoepifani.it/cronache-universitarie/la-comunicazione-politica-nellera-dei-media-relazionali-unoccasione-perduta/">l&#8217;introduzione alla ricerca</a>, con gli obiettivi e le tre fasi (analisi quantitativa, di dettaglio e qualitativa);  l&#8217;articolo su <a href="http://blog.stefanoepifani.it/wp-content/uploads/2009/05/epifanisurepubblica.pdf">Affari e Finanza</a><br />
	ASCOLTA: l&#8217;intervista per <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/05/15/dallemiciclo-al-web-una-ricerca-sui-politici">Quinta di Copertina</a></p>
<h3>Una premessa sulla politica che comunica</h3>
<blockquote><p>Che la politica sia (anche) comunicazione, non ci piove &#8211; più o meno da Cicerone in poi. </p></blockquote>
<p> Che l&#8217;arte (o la tecnica) di stimolare, raccogliere, attivare, talvolta creare quasi da zero il consenso da parte di un soggetto politico abbisogni una più o meno intensa e programmata azione comunicativa, è cosa placida e non dibattuta. I problemi semmai iniziano quando dal &#8220;se comunicare&#8221; si passa al &#8220;come comunicare&#8221;, attraverso quale strumento e con che modalità. Soprattutto perché negli ultimi anni sono aumentati a dismisura i contesti mediali, i campi giornalistici, le opzioni strategiche, i pubblici e i soggetti attivi nella competizione politica. </p>
<blockquote><p>Quando tutto sembra ormai tranquillo, ecco spuntare Internet, ed è di nuovo tutto complicato&#8230;</p></blockquote>
<p> E poi, quando tutto sembra definitivamente tarato sulla televisione, ecco comparire internet, e le tecnologie connettive che fanno oggi parlare di 2.0 o social web. E la politica deve affrontare la sfida delle nuove tecnologie digitali – come nuovo luogo in cui comunicare sé stessi, e soprattutto entrare in relazione con gli elettori. Dalle campagne elettorali premoderne a quelle postmoderne (passando per quelle moderne semplici, secondo la tripartizione della studiosa Norris) perde centralità la televisione, <em>king maker</em> per eccellenza fino ad oggi (fino ad Dean e soprattutto ad Obama) – e le strategie si fanno via via più complesse e crossmediali.</p>
<p><a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/themes/tma/images/latest/politicaldivide01.jpg" alt="null" /></a></p>
<h3>Come usano la Rete i politici italiani?</h3>
<blockquote><p>Le prime due fasi della ricerca (analisi quantitativa, nella quale è stata rilevata la presenza online, e di dettaglio, nella quale si è rilevata l’attività) sono terminate, e ci si appresta ad erogare la fase qualitativa, con interviste e focus group ai politici.</p></blockquote>
<p> Al di là delle premesse e delle teorie, finora non sono state molte le ricerche e analisi (che non fossero eminentemente <em>nasologiche</em>) sull&#8217;uso del web 2.0 da parte dei politici italiani. C&#8217;è soprattutto una ragione di tempistiche. Il velocissimo diffondersi di un certo web sociale (per esempio sull&#8217;onda propulsiva e popolarizzante di un social network come Facebook) ha portato molti politici italiani e parlamentari ad usare Internet nella sua versione più sociale. Catapultati sulla Rete, così come molti altri &#8220;semplici&#8221; cittadini, a sperimentare in vivo pregi e difetti della comunicazione disintermediata, e delle conversazioni. Questa ricerca è un percorso finalizzato a fotografare – attraverso una analisi a tre fasi – le attività on-line dei politici italiani, partendo dai <strong>deputati eletti nella attuale legislatura</strong>. Obiettivo più puntuale è verificare se e come essi utilizzino gli strumenti di comunicazione online per mantenere vivo il rapporto con il loro collegio e con i propri elettori. </p>
<h3>I primi dati della ricerca. La presenza online dei politici</h3>
<div class="img alignright size-full wp-image-1919" style="width:344px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/image002.png" alt="Grafico 1. La presenza in Rete dei 952 parlamentari italiani (dato rilevato Aprile 2009)" width="344" height="188" />
	<div>Grafico 1. La presenza in Rete dei 952 parlamentari italiani (dato rilevato Aprile 2009)</div>
</div>
<p>Ecco i primi dati. La rilevazione è stata effettuata nel mese di Aprile 2009: su <strong>952 parlamentari 573 sono presenti in rete</strong> attraverso almeno uno strumento di comunicazione tra quelli presi in considerazione (siti internet, blog, principali social network), vale a dire il <strong>60% del totale</strong>.</p>
<p>Un dato apparentemente incoraggiante che va però confrontato con quelli relativi all’attività effettivamente riscontrata. Se il 60% dei soggetti ha attivato uno strumento di comunicazione online, di questi <strong>quasi un terzo – infatti – lo ha soltanto attivato</strong>, nel senso che non lo usa affatto (come vedremo prossimamente in dettaglio).</p>
<h3>Deputati o senatori e uomini e donne</h3>
<p>Separando il dato dei deputati da quello dei senatori, emerge come i primi siano più attivi, con una percentuale di penetrazione del <strong>63% contro quella del 56% dei senatori</strong>. Una differenza di 7 punti che è probabilmente riferibile al dato anagrafico e che diviene ancora più significativa andando ad analizzare la tipologia di attività: il sito internet “tradizionale” è lo strumento più utilizzato dai senatori, che solo nel <strong>39% dei casi (dato naturalmente riferito ai soli attori attivi) sono presenti su almeno un social network</strong>, contro il <strong>51% dei deputati</strong>.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1932" style="width:654px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/image005.png" alt="Grafico 2. La presenza online divisa per camera d'appartenenza e genere (dati rilevati ad aprile 2009)" width="654" height="491" />
	<div>Grafico 2. La presenza online divisa per camera d'appartenenza e genere (dati rilevati ad aprile 2009)</div>
</div>
<p>Dai dati si evince come esistano delle differenze rilevabili anche tra i parlamentari uomini e donne. La ricerca ha messo in luce come siano  i parlamentari di sesso femminile i più sensibili al richiamo del Web, anche se di poco: <strong>la percentuale di attività in rete raggiunge il 62% del totale dei politici di sesso femminile</strong>, rispetto al <strong>60% dei parlamentari uomini</strong>. Anche in questo caso il divario sale a <strong>8 punti percentuali se si considerano i soli social network</strong>, percentualmente quindi più presidiati dalle parlamentari donne.</p>
<h3>Presenze online divise per schieramento</h3>
<p>Ancora più interessanti i dati relativi agli schieramenti politici. I parlamentari del centrosinistra sembrano sfruttare di più gli strumenti di comunicazione online. In particolare, il <strong>68% di tutti i politici di Partito Democratico e Italia dei Valori</strong> gestiscono almeno uno strumento di comunicazione on line, a fronte del <strong>55% di tutti i politici della maggioranza</strong>. </p>
<div class="img alignright size-full wp-image-1928" style="width:774px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/image003.png" alt="Grafico 3. Presenza online dei parlamentari italiani divisi per schieramento (dati rilevati ad Aprile 2009)" width="774" height="487" />
	<div>Grafico 3. Presenza online dei parlamentari italiani divisi per schieramento (dati rilevati ad Aprile 2009)</div>
</div>
<p><br/><br/>Per il centrosinistra la percentuale di <strong>deputati presenti in rete raggiunge addirittura il 71%, mentre quella dei senatori arriva al 63%</strong>; per lo schieramento di centrodestra, invece, <strong>i deputati attivi on line sono il 58% e i senatori superano appena il 50%</strong>. Poco incoraggiante anche la presenza in rete dei politici di altri schieramenti: i rappresentanti di Camera e Senato di <strong>UDC e Gruppo Misto si fermano ad un modesto 54%, con i senatori addirittura al 44%</strong>.</p>
<p><em>(1/ continua. Nella prossima puntata: strumenti utilizzati e modalità d&#8217;uso)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Si vedono cose strane. Il viral dell&#8217;IdV</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 07:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[In vista delle elezioni europee il partito di Di Pietro sperimenta una campagna virale: uno schiaffo un euro e l'uomo doccia due dei primi video che giocano sulla crisi – e sulla (contagiosa?) ironia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova campagna per l&#8217;Italia dei Valori, in vista delle elezioni europee di Giugno, con la creazione del nuovo sito <a href="http://www.sivedonocosestrane.it">Si vedono cose strane</a>: «<em>Si vedono cose che voi umani non potreste immaginare. Si vedono imprenditori invitare i disoccupati a non stare “con le mani in mano” e giovani volenterosi inventarsi gli impieghi più assurdi per sopravvivere. [...] In Italia si vedono cose strane. Dicci quella che vedi tu</em>». </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1857" style="width:700px;">
	<a href="http://www.sivedonocosestrane.it/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/cosestrane_web.jpg" alt="Screenshot del sito Si vedono cose strane" width="700" height="353" /></a>
	<div>Screenshot del sito Si vedono cose strane</div>
</div>
<blockquote><p>Pagine grigie e colori poco accesi tranne che per i simboli del partito per questo sito internet, che utilizza strumenti e modalità del cosiddetto viral.</p></blockquote>
<p>Per ora tutto ruota intorno a tre video, caricati sui maggiori network di video sharing, che giocano sul tema della crisi e sulle parole del presidente del consiglio secondo cui gli italiani dovrebbero rimboccarsi le maniche – e inventarsi un lavoro. I tre video sono: &#8220;Uno schiaffo, un euro&#8221;, &#8220;pubblicità umana&#8221;, &#8220;uomo doccia&#8221;: tutti pensati, girati e montati cercando di essere il più possibile &#8220;mimetici&#8221; dell&#8217;amatorialità della maggior parte dei video caricati su You Tube e simili. </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KzAe7nwYbhs&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/KzAe7nwYbhs&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<blockquote><p>Un sito che sopravviverà alla campagna elettorale? Per ora pare mancare un po&#8217; di coerenza (ma è forse il suo punto di forza)</p></blockquote>
<p>Il sito viene lanciato in concomitanza con la campagna per le elezioni Europee, ma gli obiettivi della comunicazione sembrano essere più ampia, data l&#8217;opposizione semantica tra simbolo IDV centrale grande e richiamo alle elezioni europee, apposta come una fascetta &#8220;temporanea&#8221; e forse indizio di una aspettativa di vita più ampia per il sito.  Secondo <a href="http://spotanatomy.libero.it/2009/di-pietro-si-vedono-cose-strane/">Spot Anatomy</a>: «sembra necessario, adesso, è dare coerenza ed uniformità alle campagne di comunicazione.  Per ora, infatti, sembra che vivano ognuna per conto proprio». Un elemento di debolezza per quanto riguarda la pubblicità tradizionale, forse di forza se traslato sul web – ogni video ha la possibilità di &#8220;camminare con le proprie gambe&#8221;.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pUu_l8daCp8&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/pUu_l8daCp8&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Altro? C&#8217;è un <a href="http://www.youtube.com/user/sivedonocosestrane">canale youtube</a> per i video e un <a href="http://www.flickr.com/photos/sivedonocosestrane/">profilo flickr</a> ad hoc con foto di &#8220;scena&#8221; – i credits sono a yoyocomunicazione, che rimanda alla società di consulenza Glaux. </p>
<p>L&#8217;inizio è promettente. Vedremo l&#8217;effetto che farà, o come crescerà nelle prossime settimane.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il quartier generale? Su Facebook</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/04/20/il-quartier-generale-su-facebook/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 19:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il quartier generale? Su Facebook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/04/dinoamenduni3-200x150.jpg" alt="Dino Amenduni" /> «Utilizziamo Facebook più che per la comunicazione come strumento e quartier generale organizzativo. Facebook ha un vantaggio competitivo: formalizza le reti di relazioni interpersonali, mescolando l’agilità dell’informale e la solidità del formale. In un progetto come Emilab è più facile seguire tutti i lavori dei gruppi attraverso Facebook. Ogni quartiere ha il suo gruppo, un coordinatore, e in ogni gruppo si sviluppa una discussione su come portare avanti i singoli progetti. Questi ultimi non sono necessariamente dedicati a come risolvere i singoli problemi, ma riguardano anche la generazione di relazioni sociali e di attività dentro il quartiere. Poi ci sono anche dei gruppi di contest di creatività &#8211; dalla musica all’arte alle azioni di comunicazione, trasversali ai quartieri; e altri gruppi dedicati agli eventi. In tutto sono 23 gruppi correlati». E&#8217; il modo attraverso il quale la campagna di Emiliano (di cui abbiamo<a href="http://www.spindoc.it/?s=emiliano"> altre volte</a> scritto qui su Spindoc) sta usando Facebook, finora rimasto solo una centro di gravità comunicativo personalissimo, o una bacheca più o meno ingovernata &#8211; e attraverso le <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/10/facebook-la-politica-e-il-passaparola">parole di Dino Amenduni</a>, intervistato per una serie di interviste su web e politica, su Quinta di Copertina. </p>
<p>ASCOLTA: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/10/facebook-la-politica-e-il-passaparola">Facebook, la politica e il passaparola</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stefano Peppucci, la politica che decide</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/04/04/stefano-peppucci-la-politica-che-decide/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 16:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Network politici, per coinvolgere gli elettori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/03/stefanopeppucci2-200x150.jpg" alt="Stefano Peppucci" /><br />
«Luoghi ufficiali come il PdNetwork danno innanzitutto un problema di dignità di contenuti che appaiono, non una questione di tematiche o di contenuti – ma non ci sono stati pensieri soppressi per scomodità o perché contrari alla linea del partito. Alla qualità della discussione si contrappone lo svantaggio di questo modello, ovvero che diventa un luogo più lento, ingessato, e questo può rallentare la vivacità della discussione. Un elemento di distinzione per il futuro potrebbe essere: cercare di coinvolgere gli utenti, gli elettori, nella vera e propria decisione politica». Sono parole di Stefano Peppucci, intervistato per una serie di interviste su web e politica, su Quinta di Copertina. </p>
<p>ASCOLTA: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/03/la-politica-aggregata-che-decide">La politica aggregata che decide</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuovo sito e twitter del Popolo della Libertà</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/03/25/nuovo-sito-e-twitter-del-popolo-della-liberta/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 14:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Online il nuovo sito del Popolo della Libertà, qualche giorno prima del primo congresso. Attivi anche canali di microblogging 2.0 come Twitter, ma curiosamente a nome di tutto il governo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni prima del primo congresso fondativo del Popolo della Libertà &#8211; che vedrà la fusione di Forza Italia e di An e che si terrà a Roma il prossimo 27-28-29 marzo, viene presentato un importante restyling del sito <a href="http://ilpopolodellaliberta.it/">www.ilpopolodellaliberta.it</a>. Il sito si propone come ammiraglia (insieme a <a href="http://www.governoberlusconi.it/">Governoberlusconi.it</a>) della flotta di siti più o meno verticali e di nicchia che sono da sempre il fattore distintivo della presenza del centro destra su Internet.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1781" style="width:700px;">
	<a href="http://ilpopolodellaliberta.it/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/03/pdl_sito.jpg" alt="Uno screenshot dell&#039;home page del sito del Popolo della Libertà" width="700" height="478" /></a>
	<div>Uno screenshot dell'home page del sito del Popolo della Libertà</div>
</div><br/></p>
<blockquote><p>Curioso come permangano da una parte le tracce delle varie anime del nuovo partito e dall&#8217;altra una sorta di &#8220;dipendenza&#8221; dal governo che è – in parte ma non del tutto – espressione del nuovo soggetto politico: molti account sono &#8220;firmati&#8221; Governo Berlusconi. </p></blockquote>
<p>Tra i canali 2.0 attivati o linkati: un canale su <a href="http://www.flickr.com/groups/forzaitaliafoto/pool/">Flicke</a> (che è però quello di Forza Italia); uno su <a href="http://it.youtube.com/governoberlusconi">YouTube</a> (con la denominazione Governo Berlusconi), una <a href="http://www.facebook.com/pages/wwwgovernoberlusconiit/32777449834#/pages/wwwgovernoberlusconiit/32777449834?v=wall&#038;viewas=876625573">fan page</a> molto frequentata su Facebook (dove è stato peraltro dato l&#8217;annuncio da Antonio Palmieri). </p>
<p>Spicca l&#8217;uso innovativo di un servizio di microblogging come Twitter, ultimamente molto di moda – con la denominazione che, anche in questo caso esula dal nuovo partito e coinvolge direttamente il governo: <a href="http://twitter.com/govberlusconi">Govberlusconi</a>. Stupisce un po&#8217; questa parziale sovrapposizione del nuovo partito/governo, soprattutto in considerazione del fatto che stiamo parlando di nuovi strumenti modellabili <em>ab origine</em> – che potevano essere destinati strategicamente al nuovo partito. </p>
<p>E&#8217; però un caso inedito, di un canale governativo con blog, microblog o simili – e vedremo come si evolverà nei prossimi mesi.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1782" style="width:700px;">
	<a href="http://twitter.com/govberlusconi"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/03/twitterberlusconi.jpg" alt="Uno screenshot del canale Twitter del Governo Berlusconi" width="700" height="424" /></a>
	<div>Uno screenshot del canale Twitter del Governo Berlusconi</div>
</div>
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		<title>Colombo e il web per sentire l&#8217;opinione pubblica</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/03/21/colombo-e-il-web-per-sentire-lopinione-pubblica/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 10:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
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		<description><![CDATA[Colombo e l'ascolto del web]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/03/edoardocolombo2-200x150.jpg" alt="Edoardo Colombo" /><br />
«La Rete avrà con ogni probabilità un ruolo preminente nel Dna del nuovo partito fusione di Forza Italia e An. E verrà usata non solo come strumento di comunicazione ma anche come luogo e come sede di dibattito e di coinvolgimento; non solo insomma per una scelta dettata dai tempi o dalla moda, ma anche per una esigenza organizzativa di gestire differenti culture che vanno ad unirsi in una nuova forza politica». Sono parole di Edoardo Colombo, intervistato per una serie di interviste su web e politica, per Quinta di Copertina. </p>
<p>ASCOLTA: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/03/20/il-web-per-sentire-lopinione-pubblica">Il web per sentire l’opinione pubblica</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bari, mille video-domande in giro per i quartieri</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/03/16/bari-mille-video-domande-in-giro-per-i-quartieri/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 19:02:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Borracci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[EmiLab, il laboratorio di Michele Emiliano per Bari: con i video, in tutti i quartieri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Qualche settimana fa <a href="http://www.spindoc.it/2009/02/23/metti-a-cassano-20-la-sfida-a-bari/">abbiamo presentato</a> i due contendenti alla poltrona di sindaco di Bari, <a href="http://www.micheleemiliano.it/">Michele Emiliano</a> e <a href="http://www.simeonesindaco.it/">Simeone Di Cagno Abbrescia</a>, entrambi con molta attenzione al web 2.0. Oggi analizziamo un pezzo della campagna del sindaco uscente.</p></blockquote>
<p>Venerdì 6 marzo il Sindaco di Bari Michele Emiliano ha incontrato in un pub centocinquanta ragazze e ragazzi, che adesso stanno “invadendo” i vari quartieri per raccogliere mille video-domande di altrettanti baresi da rivolgere allo stesso sindaco, il quale promette di rispondere a tutte, anche a quelle più imprevedibili, attraverso Facebook e Youtube.</p>
<p>L&#8217;idea è quella di colmare la distanza tra la cittadinanza e l’amministrazione comunale; e provare a risvegliare l’entusiasmo dei giovani &#8211; di volta in volta emarginati dalla politica vecchio stile o, peggio, illusi e strumentalizzati da quella finto-giovanilista.</p>
<p><object width="480" height="385" data="http://www.youtube.com/v/ZtHfYWPSESo&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZtHfYWPSESo&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><br/></p>
<p>«Il 6 marzo è stata una giornata importante per Bari» &#8211; dichiara <strong>Dino Amenduni</strong>, uno dei responsabili di <a href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?sid=f90afc323cfc36b706967e7c69116f67&amp;gid=66567782036">EmiLab</a> (questo il nome del progetto del  comitato &#8220;Emiliano vai avanti&#8221;) &#8211; «mettere in rete centocinquanta ragazzi sotto i trent’anni, portatori di competenze, talenti, risorse, è un momento di crescita per la città, qualsiasi sia l&#8217;esito finale delle elezioni. Michele Emiliano vuole puntare soprattutto sulla passione, sul talento e sulla vivacità intellettuale dei giovani baresi. Lui è stato molto chiaro: Emilab continuerà anche dopo la competizione elettorale».</p>
<blockquote><p>Molti i gruppi dei quartieri, tutti su Facebook: Carbonara, Carrassi, Ceglie-Loseto, San Pio-Catino, Japigia, <a onmousedown="return wait_for_load(this, event, function() { UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;9ddb3dfdd81bca64258a7f935869970f&quot;, event) });" rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=60950674166" target="_blank"></a>Libertà, Madonnella, Murat, Palese-Santo Spirito, Picone<a onmousedown="return wait_for_load(this, event, function() { UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;9ddb3dfdd81bca64258a7f935869970f&quot;, event) });" rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=55766614422" target="_blank"><span></span></a>, Poggiofranco, Fesca-San Girolamo-Marconi, San Nicola, San Paolo, San Pasquale, Torre a Mare</p></blockquote>
<p>Un percorso creativo di rinnovamento iniziato a Bari cinque anni fa, durante le comunali del 2004, con l’efficace campagna dell’agenzia <a href="http://www.proformaweb.it/">Proforma</a> &#8211;  atipica, ironica, incentrata sulla baresità (da ricordare il video “Metti a Cassano”, ma anche la distribuzione di taralli a forma di “e”, di fischietti in terracotta di Rutigliano e di semi di girasole, apotropaici e beneauguranti).</p>
<p>Lo staff di Emiliano ha anche un gruppo facebook che conta oggi 686 iscritti, creato per confrontarsi con i propri sostenitori (e non) e per accogliere suggerimenti, consigli, segnalazioni ed eventuali critiche. Sulla <a href="http://www.youtube.com/micheleemilianotv">web tv del candidato del centrosinistra</a>, inoltre, sono presenti numerosi video girati e montati dai ragazzi (alcuni prettamente politici, altri più scanzonati).</p>
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		<title>Giuseppe Civati e la politica fatta sul web e sul territorio insieme</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 10:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
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		<category><![CDATA[Pd]]></category>

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		<description><![CDATA[Civati e la politica su web e territorio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/03/pippocivati2-200x150.jpg" alt="Pippo Civati" />«C’è un bisogno di comunicazione e coinvolgimento politico che non è rappresentato dalle strutture convenzionali del partito. La Rete in questo senso sopperisce spesso a una mancanza di coinvolgimento ufficiale: quando un territorio non viene mai consultato o coinvolto, allora va in Rete a parlarne, a discuterne – in maniera netta, decisa, qualche volta rabbiosa. Questo spaventa, ma è anche una risorsa e una ricchezza». A parlare è <a href="http://civati.splinder.com/">Giuseppe Civati</a>, politico e blogger, intervistato per la serie di chiacchierate su web e politica su Quinta di Copertina.</p>
<p>ASCOLTA: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/03/06/scaldiamo-la-politica-con-il-web">Scaldiamo la politica con il web</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Onorevole You Tube. Online il canale della Camera</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/03/03/onorevole-you-tube-online-il-canale-della-camera/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 16:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>
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		<description><![CDATA[Il presidente Fini inaugura il canale YouTube della Camera dei Deputati. Online i saluti delle cariche più alte, i video storici e delle visite illustri. Un buon segnale di apertura e trasparenza, anche se molto istituzionale e senza commenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
Unica differenza del canale YouTube della Camera dei Deputati rispetto ai &#8220;normali&#8221; canali sono le votazioni disattivate e i commenti sottoposti a moderazione (non si capisce se mai saranno approvati). </p></blockquote>
<p>Aperto il <a href="http://www.youtube.com/cameradeideputati">canale YouTube della Camera dei Deputati</a>, inaugurato da un<a href="http://www.youtube.com/watch?v=fZwotLC-1II"> video del presidente della Camera Gianfranco Fini</a>, embeddato qui sotto: &#8220;una scommessa all&#8217;insegna della trasparenza, e della volontà di farci conoscere&#8221;.</p>
<p>L&#8217;apertura di un canale come questo è comunque un buon segnale – più o meno esatto dagli eventi e dai tempi digitali. per ora (forse inevitabilmente e per sempre) molto istituzionale e non commentato. Il tono tra il &#8220;cinico e l&#8217;informale&#8221; del video di presentazione del presidente Fini diverte Sergio Maistrello, che <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2009/03/02/comunque-benvenuti/">aggiunge</a>: «<em>Credo non si aspetti nulla di buono, Fini, e a modo suo lo dimostra. Però a un certo punto butta lì una frase di quelle che dentro c’è tutta internet: &#8216;Prima di giudicare, cercate di conoscerci&#8217;. E se il pensiero valesse vicendevolmente, forse oggi avremmo fatto un piccolo passo avanti</em>».</p>
<ul>
<strong><br />
Leggi anche</strong> gli <a href="http://it.blogbabel.com/search/entries/camera%20dei%20deputati%20youtube/">altri commenti in giro per il Web</a> (via Blogbabel).
</ul>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fZwotLC-1II&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/fZwotLC-1II&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<blockquote><p>Predisposte tre playlist, una delle quali è dedicata alle video-chat del presidente Fini.</p></blockquote>
<p> Tra i 40 video ad oggi presenti sono disponibili i saluti dei vicepresidenti, dei capigruppo dei gruppi parlamentari e dei questori della Camera. Disponibili anche i video della visita di Giovanni Paolo II e di Nancy Pelosi, in quanto Speaker (Presidente) della Camera dei Rappresentanti Usa – <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nancy_Pelosi">prima donna, prima californiana e prima italoamericana</a> a ricoprire questa carica. Nonché alcuni video divulgativi su <a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=C755911023B36614">storia</a> e un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9yZyXxWX8U0&#038;feature=channel_page">come eravamo</a> del 1947. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1748" style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/03/youtubecamera01.jpg" alt="Un particolare del canale YouTube della Camera dei Deputati" width="700" height="438" />
	<div>Un particolare del canale YouTube della Camera dei Deputati</div>
</div><br/></p>
<blockquote><p>Già molte le iscrizioni al canale, al momento in cui scriviamo al 56# assoluto di YouTube italiano.</p></blockquote>
<p>Questo di seguito, infine, il messaggio di benvenuto presente nel profilo del social network di video (come già detto non si capisce se i commenti verranno mai approvati, o solo letti dallo staff – vedremo): «<em>Qui potrete scoprire e conoscere Palazzo Montecitorio e la sua storia, essere informati sulla vita parlamentare, sui lavori in Assemblea e in Commissione. Ma potrete anche ripercorrere le vicende della Camera attraverso i suoi più illustri protagonisti, visitare le sale del Palazzo, soffermarvi su una mostra, curiosare dietro le quinte. Vogliamo entrare in contatto diretto con i cittadini, senza mediazioni e filtri, per far sentire le istituzioni sempre più vicine alla vita di tutti i giorni. Ci interessa sapere che cosa pensate del canale Youtube della Camera. E anche se al momento non riusciamo a pubblicare i vostri commenti, siate certi che ne faremo il miglior uso possibile</em>».</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Poke elettorale. La politica gioca con Facebook</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/12/22/poke-elettorale-la-politica-gioca-con-facebook/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 15:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni e conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Geolocalizzazione della politica, e ufficio di rappresentanza permanente 24/7. Due degli usi politici (ancora ampiamente sperimentali) di Facebook. A partire da una ricerca sulla diffusione tra i deputati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em><font size="-2">Con il solito ritardo pubblico qui un pezzo uscito su Nòva del Sole 24 ore del 12 Dicembre con il titolo &#8220;La geolocalizzazione della politica&#8221;.</em></font></p></blockquote>
<p>Cos’è Facebook? A questa domanda oggi un quinto dei deputati italiani risponderebbe con un sorrisino di superiorità. Lo dice <a href="http://www.forzaitalia.it/notizie/arc_14548.htm">una ricerca presentata da Antonio Palmieri alla Camera dei Deputati</a>: <strong>133 deputati su 630 usano Facebook</strong>. Tra questi, ben 66 (il 10% del totale) non conoscono altra Internet se non il social network fondato dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg: non possiedono infatti neppure un sito vetrina. È tutto accaduto in pochi mesi, complici il successo della campagna online di Obama e la travolgente affermazione di Facebook in Italia. Quest’ultimo sta di fatto riuscendo nell’impresa che anni di blog hanno ripetutamente mancato: avvicinare il ceto politico italiano al web sociale, rompendo con la pedata del passaparola il “soffitto di vetro” che separa i due mondi. I numeri della ricerca indicano una tendenza: Facebook colpisce in misura proporzionalmente maggiore quelle culture politiche meno abituate alla comunicazione online “classica”, quella fatta di siti o blog nei casi più innovativi. Chi prima snobbava il sito ora ama Facebook, e viceversa. </p>
<blockquote><p>Il dato più eclatante è quello della Lega Nord: i  deputati con un profilo su Facebook superano di gran lunga quelli sito-muniti: 35% contro 15%.</p></blockquote>
<p> Tra i deputati del Partito Democratico, “solo” <strong>il 18,8%</strong> ha aperto un profilo su Facebook – a fronte del <strong>43% che possiede un sito</strong>. I deputati del Popolo delle Libertà, al contrario, in ritardo sui siti personali (“solo” il 38% ne ha uno), recuperano grazie a Facebook: <strong>il 22% ha un profilo attivo</strong>. La tendenza si conferma anche per i gruppi meno numerosi. Ma il dato più eclatante è quello della Lega Nord, i cui deputati con un profilo su Facebook superano di gran lunga quelli sito-muniti: <strong>35% contro 15%</strong>. E forse non è un caso che il partito da tutti invidiato per il suo radicamento nel territorio sia anche quello più innamorato di Facebook. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1554" style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/12/tabellafacebook.jpg" alt="Deputati online a confronto: siti personali e Facebook" width="500" height="355" />
	<div>Deputati online a confronto: siti personali e facebook.</div>
</div><a href="http://www.forzaitalia.it/notizie/arc_14548.htm">Tabella riassuntiva di una ricerca</a> presentata il 4 dicembre scorso da <a href="http://www.antoniopalmieri.it/">Antonio Palmieri</a>, responsabile Internet del Pdl, durante il convegno “<a href="http://www.codiceinternet.it/profiles/blogs/ci-vediamo-giovedi-4-dicembre">Obama un mese dopo. La vittoria di Internet?</a>”, organizzato da Codice Internet alla Camera dei Deputati.<br/><br/></p>
<blockquote><p>Facebook è usato per geolocalizzazione politica e rappresentanza politica permanente.</p></blockquote>
<p> Facebook si sta dimostrando strumento molto efficace per <strong>“geolocalizzare” le attività politiche</strong>, e comunicare con il territorio a vari livelli; è usato da amministratori locali, candidati alle primarie, dirigenti di partito. In alcuni casi funge da ufficio di rappresentanza ventiquattrore ore su ventiquattro, da cui ascoltare i bisogni di un elettorato sempre meno raggiungibile attraverso altri canali. Un social network come Facebook è forse più un ritorno al passato che un tuffo nel futuro; suona familiare perché in molti tratti ricorda la politica vecchia maniera. </p>
<blockquote><p>Consenso, comunicazione, conversazioni: le tre aree di affinità con la politica vecchio stile </p></blockquote>
<p> C’è <strong>l’elemento competitivo</strong> costruito intorno alla forza attrattiva del capitale sociale: più amici uguale più consenso. C’è <strong>il tratto comunicativo</strong> che riproduce una campagna elettorale permanente: il muro delle notizie è il chiacchiericcio della comunità, gli aggiornamenti di status micro-comizi per dettare la linea, i gruppi e gli eventi opportunità di targettizzare il messaggio parlando a pezzi di società su temi specifici. C’è infine <strong>un tratto conversazionale</strong>: al contrario dei blog – più opachi da questo punto di vista (difficile sapere con certezza chi sono i lettori) – chi interagisce su Facebook ha nome, cognome e faccia. Cade l’ultima scusa dell’anonimato, e la politica è obbligata, in primis dagli “amici”, ad uscire fuori dalla gabbia dorata dei media tradizionali.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Veltroni al Circo Massimo. Più opposizione a parole.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/10/28/tag-cloud-del-discorso-di-veltroni-al-circo-massimo-piu-opposizione-a-parole/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 22:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Tag cloud]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
		<category><![CDATA[discorsi e dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[governo e opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[temi e programmi]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[tag cloud]]></category>
		<category><![CDATA[Veltroni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le prime cento parole del discorso di Walter Veltroni alla manifestazione "Salva l'Italia" del Partito Democratico del 25 ottobre. Più opposizione, e più policy issues. Almeno a parole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Sono <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">tre le tag cloud dei discorsi di Veltroni realizzate da Spindoc</a>:<br />
	1. La tag cloud <a href="http://www.spindoc.it/2007/06/28/il-discorso-di-walter-veltroni-al-lingotto-di-torino-tag-cloud-delle-100-parole-piu-usate/">del discorso del Lingotto di giugno 2007</a>. C&#8217;è anche un &#8220;<a href="http://www.webgol.it/2007/06/29/veltronicloud-e-le-100-parole-del-discorso-un-articolo-su-epolis/">vocabolarietto</a>&#8221; ragionato. Sabato 16 febbraio 2008.<br />
	2. La <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/16/la-nuvola-delle-parole-piu-usate-veltroni-allassemblea-del-pd-da-essere-partito-a-essere-italia/">&#8220;nuvola&#8221; del discorso alla prima assemblea del Pd</a>, il 16 febbraio 2008, a Roma.<br />
	3. Venerdì 20 giugno 2008. Walter Veltroni espone <a href="http://www.spindoc.it/2008/06/20/tag-cloud-della-relazione-di-veltroni-nessun-dialogo-ritorno-alla-politica-e-allopposizione/">la sua relazione all’assemblea nazionale del Pd</a>.
</p></blockquote>
<p>Dei discorsi di <strong>Walter Veltroni</strong> ce ne siamo occupati fin dal <a href="http://www.spindoc.it/2007/06/28/il-discorso-di-walter-veltroni-al-lingotto-di-torino-tag-cloud-delle-100-parole-piu-usate/">primo al Lingotto di Torino</a>, in cui di fatto, chiamato da più parti, accettò di candidarsi alle primarie per eleggere il segretario del neonato Partito Democratico.</p>
<p>In quell&#8217;occasione produssi, tramite un sistema automatico, una <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tag_cloud">tag cloud</a></em> del suo discorso, evidenziando le parole più ricorrenti in una modalità tipica del cosiddetto Web 2.0 &#8211; in cui, in sintesi, le parole sono visualizzate con grandezza proporzionale alla loro presenza in un testo: più sono presenti più è grande il font usato.</p>
<p>Tre discorsi che evidenziano tre fasi della storia politica di Veltroni come segretario del Pd. Dall&#8217;annuncio a furor di popolo, all&#8217;incoronazione dopo le primarie, al (tentativo di) rilancio dopo la sconfitta elettorale. Sabato è stato il momento del quarto discorso, e di una quarta fase (in mezzo l&#8217;incontro alla Festa Nazionale del Pd a Firenze i primi di settembre, risolta però nella modalità volutamente anti-ritualistica della intervista concessa a Mentana): il discorso alla grande manifestazione del 25 ottobre, annunciata molti mesi prima, arrivata tra mille dubbi e polemiche, e finita con grande partecipazione di pubblico nella conca del Circo Massimo.</p>
<p>Di seguito la tag cloud delle prime 100 parole del discorso integrale di Walter Veltroni, <a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=62467">disponibile sul sito del Partito Democratico</a>, di quasi 40 mila caratteri.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1297" style="width:700px;">
	<a href="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/spindoc_veltroni_circomassi.jpg"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/spindoc_veltroni_circomassi.jpg" alt="" width="700" height="700" /></a>
	<div>Le prime 100 parole del discorso di Veltroni al Circo Massimo. Clicca per scaricare l'immagine.</div>
</div><br />
<br/><br/></p>
<h3>Più opposizione, e più policy issues. Almeno a parole.</h3>
<blockquote><p>Più opposizione, e ora Berlusconi si chiama per nome.</p></blockquote>
<p> Il &#8220;<strong>Paese</strong>&#8221; (39 occorrenze) &#8220;<strong>Italia</strong>&#8221; (46) è sempre al centro dei discorsi del segretario del Pd. Rispetto ai precedenti discorsi spicca la presenza della contrapposizione &#8220;<strong>Governo</strong>&#8221; (21) vs &#8220;<strong>Opposizione</strong>&#8221; (9) e il definitivo accantonamento della criticata strategia di non nominare <em>il principale esponente della coalizione avversa</em>: &#8220;<strong>Berlusconi</strong>&#8221; è presente nel discorso 6 volte, più le 9 di &#8220;<strong>Destra</strong>&#8221; e le 3 volte di &#8220;<strong>Ministro</strong>&#8220;. </p>
<blockquote><p> Più policy issues del solito: emergono &#8211; almeno quantitativamente &#8211; temi concreti.</p></blockquote>
<p> I discorsi di Veltroni non si sono finora particolarmente caratterizzati per forti riferimenti alle cosiddette <em>policy issues</em>, le tematiche che riguardano problemi concreti &#8211; spesso prediligendo l&#8217;ex sindaco di Roma volare alto su ideali più generici (&#8220;<strong>Libertà</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Democrazia</strong>&#8221; ecc.). In questa occasione, invece si nota la presenza significativa di &#8220;<strong>Scuola</strong>&#8221; (18 ricorrenze) &#8220;<strong>Università</strong>&#8221; (9),  &#8220;<strong>Crisi</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Euro</strong>&#8221; (rispettivamente 13 e 9), &#8220;<strong>Tasse</strong>&#8221; (6),  &#8220;<strong>Razzismo</strong>&#8221; (6), &#8220;<strong>Sicurezza</strong>&#8221; (5).</p>
<h3>Bonus track: la tag cloud visualizzata con Wordle</h3>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1283" style="width:700px;">
	<a href="http://wordle.net/gallery/wrdl/272832/Veltroni_Circo_Massimo_Tag_Cloud"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/veltroni_tagcrowd.jpg" alt="" width="700" height="452" /></a>
	<div>Il discorso di Veltroni al Circo Massimo, via Wordle</div>
</div>
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		<title>Assemblea costituente Pdl. Solita liturgia, meno simboli</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/09/18/assemblea-costituente-pdl-solita-liturgia-meno-simboli/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2008/09/18/assemblea-costituente-pdl-solita-liturgia-meno-simboli/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 23:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[PDL]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
		<category><![CDATA[governo e opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[costituente]]></category>
		<category><![CDATA[liturgia]]></category>

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		<description><![CDATA[Assemblea costituente del Pdl: solita liturgia, meno simboli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ieri i vertici del Popolo delle Libertà sono stati impegnati nella riunione del Comitato costituente nel tempio di Adriano, in piazza di Pietra a Roma. </p></blockquote>
<p> L&#8217;obiettivo è arrivare alla nascita del soggetto unitario del centrodestra, il nuovo partito in cui confluiranno Forza Italia e AN dopo i congressi che ne decreteranno lo scioglimento. Ancora non c&#8217;è una data precisa, ma per l&#8217;occasione è stato istituito il cosiddetto &#8220;<em>Comitato dei 100</em>&#8221; che proporrà tempi e modalità per la costituzione del nuovo partito.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1016" style="width:478px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/09/berlusconi_costituente.jpg" alt="Silvio Berlusconi interviene alla Costituente del Pdl" width="478" height="304" />
	<div>Silvio Berlusconi interviene alla Costituente del Pdl</div>
</div>
<p>Nonostante non sia possibile fruire ancora dei video integrali della Costituente per una analisi approfondita, stile, luogo e abbigliamento dei protagonisti si pongono nella <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/07/la-liturgia-di-berlusconi-oltre-il-contratto-con-gli-italiani">scia delle analisi già viste in relazione ad altri momenti della campagna</a>.</p>
<p>Tono più pacato e abbigliamento elegante per Berlusconi, chiamato stavolta a profilare il futuro di un partito che avrà come prima scadenza quella delle elezioni Europee.</p>
<blockquote><p>Non mancano ovviamente i simboli del partito, che appaiono però appena accennati, in rito di passaggio nella continuità volto a sottolineare e a ribadire l&#8217;appartenenza.</p></blockquote>
<p> Il luogo scelto evoca sacralità nella sua eleganza, con le colonne che si stagliano a cornice delle parole del premier, <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/07/la-liturgia-di-berlusconi-oltre-il-contratto-con-gli-italiani">come già il Pantheon</a> alcuni mesi va durante la campagna per le elezioni politiche. La scelta di una tale <em>location</em> denota in qualche modo continuità con le scelte di comunicazione fatte finora.</p>
<p>E&#8217; dunque un tipo di evento che serve a ribadire l&#8217;affiliazione e l&#8217;adesione più che l&#8217;immissione di nuovi contenuti politici all&#8217;interno della sfera pubblica. </p>
<ul>
Altre risorse: <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2492623644">Adnkronos</a>, <a href="http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/10856/2008-09-17.html">Italiachiamaitalia</a>, <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo427402.shtml">Tgcom</a> </ul>
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		<title>YouDem, una Tv con pregi (e difetti?) del Web</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 08:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedia]]></category>
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		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[youdem]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentata YouDem, progetto televisivo del Pd dopo Democratica.tv. Molte le aspettative, altrettanti i dubbi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Strizza l&#8217;occhio al fratello maggiore Youtube la nuova televisione del partito democratico <strong>YouDem</strong>, annunciata da <strong>Walter Veltroni</strong> per il 14 Ottobre. </p>
<blockquote><p>La data della messa in onda è posteriore a quella in cui sarà lanciata la Red Tv di <strong>Massimo D&#8217;Alema</strong>, annunciata anch&#8217;essa da poco e attesa per gli inizi di Settembre.</p></blockquote>
<p> Nonostante le parti in causa si siano più volte spese a smentire qualsiasi rivalità tra i due progetti, inevitabili i confronti tra YouDem e Red Tv, il progetto nato all&#8217;interno della fondazione Italiani-Europei. </p>
<p>YouDem, da questo punto di vista, sembra caratterizzarsi come uno strumento a metà strada tra la web tv e il social network; mentre Red Tv &#8211; almeno ad oggi &#8211; sembra più predisposta a tentare la strada di una televisione nel senso più canonico del termine. Anche se poi entrambe useranno i mille crossmediali canali di trasmissione (almeno così s&#8217;annuncia): dal web, alla rete di televisioni locali, al satellitare; ed entrambi parlano di possibili e probabili collaborazioni incrociate.</p>
<p>Non tutto è chiaro, in questa storia più o meno catodica. Le televisioni sembrano essere brandite come arma &#8211; per sfida, prova di forza o dissuasione. Verso chi, non sempre è evidente. </p>
<p>Più chiara la <a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_732940627.html">presentazione </a>che di YouDem ha fatto il segretario del PD: &#8220;<em>questa Tv &#8211; ha spiegato Veltroni &#8211; non vuole essere un canale televisivo in più ma una struttura aperta, come vuole essere il Pd, che parte dall&#8217;esperienza di web 2.0 (cioé democratica.tv, ndr) e punta a coinvolgere i contributi di cittadini e utenti perché il nostro riferimento è il linguaggio dentro la rete e non la vecchia tv</em>&#8220;.</p>
<blockquote><p>Una &#8220;social tv&#8221; (per quanto questa sia, ad oggi, senza palinsesto e contenuti, poco più di una etichetta  su una scatola) rappresenta uno dei primi esperimenti in questo senso in Europa e in Italia. </p></blockquote>
<p>La sensazione è che si voglia ripensare la comunicazione del Partito Democratico in modo da coprire gli spazi eventualmente vuoti e raggiungere i vari &#8220;pubblici&#8221; del partito su più mezzi e canali. Cercando di tenere insieme il &#8220;nuovo&#8221; del Web con il &#8220;vecchio&#8221; della tv. Con il rischio, però, di prendere comunque il &#8220;peggio&#8221; di entrambi gli strumenti &#8211; entrambi avidi di risorse e di attenzione (vedi <a href="http://www.spindoc.it/2008/08/01/la-strategia-di-obama-youtube-va-preso-seriamente/">la strategia di Obama su YouTube</a>).</p>
<p>L&#8217;unica remora a questo punto è sul futuro di <a href="http://www.democratica.tv/">Democratica.Tv</a>, e se Youdem ne rappresenterà, come è probabile, un&#8217;evoluzione o un superamento o se le due realtà andranno affiancate e con quali modalità. </p>
<p>Non mancherà, almeno per quanto riguarda Youdem, la parte più social e aperta ai contenuti prodotti dagli utenti, come ha aggiunto infatti Veltroni &#8220;non e&#8217; una televisione nel vecchio senso del termine, ma un mezzo di comunicazione di tipo nuovo, una televisione di tipo sociale in cui tutti possono diventare autori&#8221;.</p>
<p> Il modello sarà dunque sulla falsariga della BarackTv, come ha spiegato il ministro ombra Gentiloni: &#8220;e noi siamo senza dubbio tra i primi partiti politici in Europa che sperimentano una forma di comunicazione cosi&#8217; innovativa. Puntiamo ad un ritorno anche politico: nel senso che cerchiamo di coinvolgere le tante persone che vogliono collaborare in forma attiva alla vita del partito.&#8221;</p>
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		<title>Governo.it. Mio, tuo, loro.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/08/06/governoit-mio-tuo-loro/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 13:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[PDL]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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		<category><![CDATA[web campaigns]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Governo.it esiste solo il governo in carica. Difficile accedere agli archivi dei governi precedenti: la denuncia. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="img aligncenter size-full wp-image-875" style="width:500px;">
	<a href="http://www.governo.it"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/08/governoit.png" alt="" width="500" height="102" /></a>
	<div>governo.it</div>
</div>
<p>Prendiamo spunto da un post di <a href="http://ocrampal.splinder.com/post/17980371/Le+case+con+la+coda">Marco Palombi</a> per segnalarne uno di <a href="http://mariotedeschini.blog.kataweb.it/giornalismodaltri/2008/08/05/il-sito-del-governo-e-solo-del-governo-in-carica/">Mario Tedeschini Lalli</a>.</p>
<blockquote><p>I siti del governo  sono  solo del Governo in carica?</p></blockquote>
<p>Se é vero che la politica é espressione dei cittadini, reperire analogie fra <b>rapporti tra condomini</b> e quelli <strong>tra Governi</strong> é sin troppo facile. Come infatti i condomini non riescono più a prendere decisioni per troppo o troppo poco parlare così &#8211; comportamento genuinamente bipartisan &#8211; su <a href="http://www.governo.it">governo.it</a> è invalsa l&#8217;abitudine di &#8220;mitigare&#8221; la <strong>reperibilità delle informazioni</strong> sui governi precedenti ad ogni cambio di legislatura.</p>
<blockquote><p>Su <a href="http://www.governo.it">governo.it</a> è invalsa l&#8217;abitudine di &#8220;mitigare&#8221; la <strong>reperibilità delle informazioni</strong> sui governi precedenti ad ogni cambio di legislatura</p></blockquote>
<p>Ritorsioni elettorali che finiscono per complicare &#8211; inutilmente &#8211; la vita solo a chi cerca quelle informazioni. Inutilmente perché di fatto i dati sono reperibili con una comune ricerca generica ma non è disponibile il filtro per annata o per legislatura. Non un problema tecnico, dunque, ma una precisa <strong>volontà</strong> frutto di un attegiamento altrettanto preciso.</p>
<p>Sembra che rendere disponibili le informazioni dei governi precedenti sia una specie di &#8220;servizio&#8221; -non dovuto e quindi inutile &#8211; reso agli avversari, mentre é solo un servizio ai cittadini.<br />
Tutti.</p>
<p>Il portale del Governo, per rispondere alla domanda di Mario Tedeschini Lalli, non è di-proprietà-del-Governo in carica e neppure dei Governi precedenti o futuri. Qualsiasi sito pubblico va considerato come <strong>un locale in affitto</strong>. Pagato dai cittadini e concesso ai Governi con la clausola di riconsegnarlo nelle medesime condizioni in cui lo si è trovato. </p>
<p>Come già detto, i dati ci sono, più complicati da reperire ma comunque presenti. Nessun facile attacco ai pericoli della democrazia allora. Solo la constatazione che la reperibilità è un servizio al cittadino quanto la pubblicazione.</p>
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