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	<title>Spindoc &#187; Italia dei Valori</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>Political divide /1. Parlamentari alla prova del Web</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 13:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Epifani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo approfondimento su una ricerca che prova a fotografare l'uso che i parlamentari italiani fanno dei media relazionali e di Internet. Il 60% è online, ma non tutti lo usano veramente. I primi dati su camera di appartenenza, genere, schieramento partitico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/parlamento20.jpg" alt="" title="" width="125" height="125" class="alignright size-full wp-image-1892" /><em>Come i parlamentari della attuale legislatura utilizzano gli strumenti del web sociale per mantenere un contatto diretto con i propri elettori? Intorno a questa domanda ruota la ricerca sull&#8217;uso di internet da parte dei soggetti politici italiani, coordinata da <a href="http://blog.stefanoepifani.it">Stefano Epifani</a> dell&#8217;Università La Sapienza. Inizia oggi una serie di post settimanali su Spindoc, con analisi e i primi risultati. Questa è la prima puntata di una serie chiamata &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">Political divide</a>&#8220;.</em><br />
	LEGGI: tutta la <a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">serie</a>; <a href="http://blog.stefanoepifani.it/cronache-universitarie/la-comunicazione-politica-nellera-dei-media-relazionali-unoccasione-perduta/">l&#8217;introduzione alla ricerca</a>, con gli obiettivi e le tre fasi (analisi quantitativa, di dettaglio e qualitativa);  l&#8217;articolo su <a href="http://blog.stefanoepifani.it/wp-content/uploads/2009/05/epifanisurepubblica.pdf">Affari e Finanza</a><br />
	ASCOLTA: l&#8217;intervista per <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/05/15/dallemiciclo-al-web-una-ricerca-sui-politici">Quinta di Copertina</a></p>
<h3>Una premessa sulla politica che comunica</h3>
<blockquote><p>Che la politica sia (anche) comunicazione, non ci piove &#8211; più o meno da Cicerone in poi. </p></blockquote>
<p> Che l&#8217;arte (o la tecnica) di stimolare, raccogliere, attivare, talvolta creare quasi da zero il consenso da parte di un soggetto politico abbisogni una più o meno intensa e programmata azione comunicativa, è cosa placida e non dibattuta. I problemi semmai iniziano quando dal &#8220;se comunicare&#8221; si passa al &#8220;come comunicare&#8221;, attraverso quale strumento e con che modalità. Soprattutto perché negli ultimi anni sono aumentati a dismisura i contesti mediali, i campi giornalistici, le opzioni strategiche, i pubblici e i soggetti attivi nella competizione politica. </p>
<blockquote><p>Quando tutto sembra ormai tranquillo, ecco spuntare Internet, ed è di nuovo tutto complicato&#8230;</p></blockquote>
<p> E poi, quando tutto sembra definitivamente tarato sulla televisione, ecco comparire internet, e le tecnologie connettive che fanno oggi parlare di 2.0 o social web. E la politica deve affrontare la sfida delle nuove tecnologie digitali – come nuovo luogo in cui comunicare sé stessi, e soprattutto entrare in relazione con gli elettori. Dalle campagne elettorali premoderne a quelle postmoderne (passando per quelle moderne semplici, secondo la tripartizione della studiosa Norris) perde centralità la televisione, <em>king maker</em> per eccellenza fino ad oggi (fino ad Dean e soprattutto ad Obama) – e le strategie si fanno via via più complesse e crossmediali.</p>
<p><a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/themes/tma/images/latest/politicaldivide01.jpg" alt="null" /></a></p>
<h3>Come usano la Rete i politici italiani?</h3>
<blockquote><p>Le prime due fasi della ricerca (analisi quantitativa, nella quale è stata rilevata la presenza online, e di dettaglio, nella quale si è rilevata l’attività) sono terminate, e ci si appresta ad erogare la fase qualitativa, con interviste e focus group ai politici.</p></blockquote>
<p> Al di là delle premesse e delle teorie, finora non sono state molte le ricerche e analisi (che non fossero eminentemente <em>nasologiche</em>) sull&#8217;uso del web 2.0 da parte dei politici italiani. C&#8217;è soprattutto una ragione di tempistiche. Il velocissimo diffondersi di un certo web sociale (per esempio sull&#8217;onda propulsiva e popolarizzante di un social network come Facebook) ha portato molti politici italiani e parlamentari ad usare Internet nella sua versione più sociale. Catapultati sulla Rete, così come molti altri &#8220;semplici&#8221; cittadini, a sperimentare in vivo pregi e difetti della comunicazione disintermediata, e delle conversazioni. Questa ricerca è un percorso finalizzato a fotografare – attraverso una analisi a tre fasi – le attività on-line dei politici italiani, partendo dai <strong>deputati eletti nella attuale legislatura</strong>. Obiettivo più puntuale è verificare se e come essi utilizzino gli strumenti di comunicazione online per mantenere vivo il rapporto con il loro collegio e con i propri elettori. </p>
<h3>I primi dati della ricerca. La presenza online dei politici</h3>
<div class="img alignright size-full wp-image-1919" style="width:344px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/image002.png" alt="Grafico 1. La presenza in Rete dei 952 parlamentari italiani (dato rilevato Aprile 2009)" width="344" height="188" />
	<div>Grafico 1. La presenza in Rete dei 952 parlamentari italiani (dato rilevato Aprile 2009)</div>
</div>
<p>Ecco i primi dati. La rilevazione è stata effettuata nel mese di Aprile 2009: su <strong>952 parlamentari 573 sono presenti in rete</strong> attraverso almeno uno strumento di comunicazione tra quelli presi in considerazione (siti internet, blog, principali social network), vale a dire il <strong>60% del totale</strong>.</p>
<p>Un dato apparentemente incoraggiante che va però confrontato con quelli relativi all’attività effettivamente riscontrata. Se il 60% dei soggetti ha attivato uno strumento di comunicazione online, di questi <strong>quasi un terzo – infatti – lo ha soltanto attivato</strong>, nel senso che non lo usa affatto (come vedremo prossimamente in dettaglio).</p>
<h3>Deputati o senatori e uomini e donne</h3>
<p>Separando il dato dei deputati da quello dei senatori, emerge come i primi siano più attivi, con una percentuale di penetrazione del <strong>63% contro quella del 56% dei senatori</strong>. Una differenza di 7 punti che è probabilmente riferibile al dato anagrafico e che diviene ancora più significativa andando ad analizzare la tipologia di attività: il sito internet “tradizionale” è lo strumento più utilizzato dai senatori, che solo nel <strong>39% dei casi (dato naturalmente riferito ai soli attori attivi) sono presenti su almeno un social network</strong>, contro il <strong>51% dei deputati</strong>.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1932" style="width:654px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/image005.png" alt="Grafico 2. La presenza online divisa per camera d'appartenenza e genere (dati rilevati ad aprile 2009)" width="654" height="491" />
	<div>Grafico 2. La presenza online divisa per camera d'appartenenza e genere (dati rilevati ad aprile 2009)</div>
</div>
<p>Dai dati si evince come esistano delle differenze rilevabili anche tra i parlamentari uomini e donne. La ricerca ha messo in luce come siano  i parlamentari di sesso femminile i più sensibili al richiamo del Web, anche se di poco: <strong>la percentuale di attività in rete raggiunge il 62% del totale dei politici di sesso femminile</strong>, rispetto al <strong>60% dei parlamentari uomini</strong>. Anche in questo caso il divario sale a <strong>8 punti percentuali se si considerano i soli social network</strong>, percentualmente quindi più presidiati dalle parlamentari donne.</p>
<h3>Presenze online divise per schieramento</h3>
<p>Ancora più interessanti i dati relativi agli schieramenti politici. I parlamentari del centrosinistra sembrano sfruttare di più gli strumenti di comunicazione online. In particolare, il <strong>68% di tutti i politici di Partito Democratico e Italia dei Valori</strong> gestiscono almeno uno strumento di comunicazione on line, a fronte del <strong>55% di tutti i politici della maggioranza</strong>. </p>
<div class="img alignright size-full wp-image-1928" style="width:774px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/image003.png" alt="Grafico 3. Presenza online dei parlamentari italiani divisi per schieramento (dati rilevati ad Aprile 2009)" width="774" height="487" />
	<div>Grafico 3. Presenza online dei parlamentari italiani divisi per schieramento (dati rilevati ad Aprile 2009)</div>
</div>
<p><br/><br/>Per il centrosinistra la percentuale di <strong>deputati presenti in rete raggiunge addirittura il 71%, mentre quella dei senatori arriva al 63%</strong>; per lo schieramento di centrodestra, invece, <strong>i deputati attivi on line sono il 58% e i senatori superano appena il 50%</strong>. Poco incoraggiante anche la presenza in rete dei politici di altri schieramenti: i rappresentanti di Camera e Senato di <strong>UDC e Gruppo Misto si fermano ad un modesto 54%, con i senatori addirittura al 44%</strong>.</p>
<p><em>(1/ continua. Nella prossima puntata: strumenti utilizzati e modalità d&#8217;uso)</em></p>
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		<title>Si vedono cose strane. Il viral dell&#8217;IdV</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 07:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In vista delle elezioni europee il partito di Di Pietro sperimenta una campagna virale: uno schiaffo un euro e l'uomo doccia due dei primi video che giocano sulla crisi – e sulla (contagiosa?) ironia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova campagna per l&#8217;Italia dei Valori, in vista delle elezioni europee di Giugno, con la creazione del nuovo sito <a href="http://www.sivedonocosestrane.it">Si vedono cose strane</a>: «<em>Si vedono cose che voi umani non potreste immaginare. Si vedono imprenditori invitare i disoccupati a non stare “con le mani in mano” e giovani volenterosi inventarsi gli impieghi più assurdi per sopravvivere. [...] In Italia si vedono cose strane. Dicci quella che vedi tu</em>». </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1857" style="width:700px;">
	<a href="http://www.sivedonocosestrane.it/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/cosestrane_web.jpg" alt="Screenshot del sito Si vedono cose strane" width="700" height="353" /></a>
	<div>Screenshot del sito Si vedono cose strane</div>
</div>
<blockquote><p>Pagine grigie e colori poco accesi tranne che per i simboli del partito per questo sito internet, che utilizza strumenti e modalità del cosiddetto viral.</p></blockquote>
<p>Per ora tutto ruota intorno a tre video, caricati sui maggiori network di video sharing, che giocano sul tema della crisi e sulle parole del presidente del consiglio secondo cui gli italiani dovrebbero rimboccarsi le maniche – e inventarsi un lavoro. I tre video sono: &#8220;Uno schiaffo, un euro&#8221;, &#8220;pubblicità umana&#8221;, &#8220;uomo doccia&#8221;: tutti pensati, girati e montati cercando di essere il più possibile &#8220;mimetici&#8221; dell&#8217;amatorialità della maggior parte dei video caricati su You Tube e simili. </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KzAe7nwYbhs&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/KzAe7nwYbhs&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<blockquote><p>Un sito che sopravviverà alla campagna elettorale? Per ora pare mancare un po&#8217; di coerenza (ma è forse il suo punto di forza)</p></blockquote>
<p>Il sito viene lanciato in concomitanza con la campagna per le elezioni Europee, ma gli obiettivi della comunicazione sembrano essere più ampia, data l&#8217;opposizione semantica tra simbolo IDV centrale grande e richiamo alle elezioni europee, apposta come una fascetta &#8220;temporanea&#8221; e forse indizio di una aspettativa di vita più ampia per il sito.  Secondo <a href="http://spotanatomy.libero.it/2009/di-pietro-si-vedono-cose-strane/">Spot Anatomy</a>: «sembra necessario, adesso, è dare coerenza ed uniformità alle campagne di comunicazione.  Per ora, infatti, sembra che vivano ognuna per conto proprio». Un elemento di debolezza per quanto riguarda la pubblicità tradizionale, forse di forza se traslato sul web – ogni video ha la possibilità di &#8220;camminare con le proprie gambe&#8221;.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pUu_l8daCp8&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/pUu_l8daCp8&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Altro? C&#8217;è un <a href="http://www.youtube.com/user/sivedonocosestrane">canale youtube</a> per i video e un <a href="http://www.flickr.com/photos/sivedonocosestrane/">profilo flickr</a> ad hoc con foto di &#8220;scena&#8221; – i credits sono a yoyocomunicazione, che rimanda alla società di consulenza Glaux. </p>
<p>L&#8217;inizio è promettente. Vedremo l&#8217;effetto che farà, o come crescerà nelle prossime settimane.</p>
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