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	<title>Spindoc &#187; PD</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>Internet better politics. Da Vendola all&#8217;open gov.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/06/30/internet-better-politics-da-vendola-allopen-gov/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 19:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno dopo Toscana Lab, materiali, idee, un (semi)decalogo e alcune presentazioni della parte politica della due giorni fiorentina alla ricerca dei modi con cui Internet migliora la vita (e in questo caso la politica).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Conclusi a Firenze, presso la Gipsoteca dell’Istituto d’arte di Porta Romana, i lavori di <a href="http://www.toscanalab.it/programma-29-giugno/">ToscanaLab</a>.</p></blockquote>
<p>Il tema (generale) è stato “Internet Better Life”, <a href="http://www.toscanalab.it/about/">ovvero</a>: &#8220;Come internet e il web 2.0 contribuiscono a migliorare la vita degli individui, veicolando in modo diverso e più ricco la conoscenza, modificando le relazioni tra le persone e trasformando di fatto l’azione sociale, con un approccio allargato e partecipativo&#8221;.</p>
<p>Di seguito alcuni dei punti emersi durante il workshop del 29 giugno intitolato &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/2010/06/25/internet-better-life-la-politica-pa-e-nuovi-media/">Internet better society</a>&#8221; e dedicato alla politica, al giornalismo e alla pubblica amministrazione.  Con interventi di <a href="http://www.sergiomaistrello.it">Sergio Maistrello</a>, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/">Ernesto Belisario</a>, <a href="http://www.liviacolare.com/">Livia Iacolare</a>, <a href="http://www.proformaweb.it">Dino Amenduni</a> e <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a> (e moderato da<a href="http://www.webgol.it"> Antonio Sofi</a>)</p>
<h3>Alcuni punti emersi</h3>
<p>I punti di cui sotto andranno a contribuire &#8211; insieme ai &#8220;risultati&#8221; dei lavori degli altri workshop paralleli &#8211; a una sorta di &#8220;decalogo&#8221; dell&#8217;evento Internet better life, che sarà pubblicato sul <a href="http://www.toscanalab.it">sito di Toscana Lab</a>.</p>
<div id="attachment_2540" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/territorio.jpg" alt="Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro" width="719" height="463" class="size-full wp-image-2540" /><p class="wp-caption-text">Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Trasparenza e fiducia</strong></p>
<blockquote><p>Negoziazione fiduciaria e traslucida: niente più &#8220;severamente vietato&#8221; o posta &#8220;raccomandata&#8221;. </p></blockquote>
<p>La società digitale è trasparente e translucida: ci si vede (ci si deve vedere) attraverso. La spinta verso la massima trasparenza vale per la politica e per la pubblica amministrazione, per il giornalismo e l’informazione, per il pubblico e i cittadini. Una nuova negoziazione che produce una nuova opinione pubblica: più informata e attiva, in cui nessuno può nascondere niente o avere rendite di posizione. Una nuova negoziazione fiduciaria. Il termine è inoltre legato a doppio filo all’attività della Pubblica Amministrazione: la trasparenza degli atti amministrativi può essere realizzata solo e unicamente tramite le nuove tecnologie. Per rendere noti decisioni e risultati; per migliorare il rapporto dei cittadini con la burocrazia e la competitività delle scelte delle aziende.</p>
<p><strong>Ascolto e condivisione</strong></p>
<blockquote><p>Non è più l&#8217;audience che deve avere grandi orecchie, ma la politica e il giornalismo che devono ascoltare, prima di dire. </p></blockquote>
<p>Più che per parlare, i nuovi media servono per ascoltare gli altri. Il pubblico ha subito una mutazione antropologica: non è più audience muta, ma è composta di persone che possono pubblicare e si aggregano intorno a un bisogno o un contenuto. Una propensione all’ascolto e all’apertura verso l’esterno è sempre più il presupposto per poi dire con sensatezza. All’ascolto si lega l’idea di condivisione – che chiama in causa tutti i soggetti interessati nessuno escluso. Non è un flusso che viene dall’alto, ma un meccanismo circolare attivato da tutti i nodi che stanno in rete: ogni pezzo di contenuto e informazione condiviso migliora la vita di chi viene in contatto con esso.</p>
<div id="attachment_2542" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/grassroots.jpg" alt="Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro" width="719" height="500" class="size-full wp-image-2542" /><p class="wp-caption-text">Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Riscoperta del territorio e senso di comunità </strong></p>
<blockquote><p>Il territorio e le comunità che lo animano sono le ultime nicchie possibili &#8211; e quelle più vitali.</p></blockquote>
<p> I nuovi media non sono solo fattore di globalizzazione. Ma sempre più una riscoperta del territorio e del locale, grazie a comunità di persone che trovano online gli strumenti per conoscersi, far conoscere i propri bisogni, attivarsi e organizzarsi. Le comunità che si creano online (anche se non hanno una base geolocalizzata) hanno un forte senso di appartenenza e adesione – che può diventare anche il vero valore aggiunto per l’innovazione e il cambiamento.</p>
<p><strong>Impegno “grassroots” e approfondimento narrativo</strong></p>
<blockquote><p>Oltre la tv e i formati facili e semplificati, c&#8217;è spazio per l&#8217;approfondimento.</p></blockquote>
<p> I nuovi spazi digitali consentono e aprono alla progettazione, produzione e distribuzione di contenuti dal basso (“grassroots”) che aggirano le logiche mediali tradizionali e si caratterizzano per un maggiore impegno. Una propensione (spesso multimediale) legata alla ricerca dell’approfondimento, della narrazione, della profondità dello sguardo sui fatti e sugli eventi.</p>
<p><strong>Sincronizzazione e “bridging” tra diverse velocità</strong></p>
<blockquote><p>Piattaforma di comunicazione e di condivisione: per camminare insieme.</p></blockquote>
<p> In contesti in cui esistono varie e diverse sensibilità, tradizioni, velocità e esperienze (pe l’Unione Europea), il web può servire per “sincronizzare” i vari punti di vista e fare da ponte (“bridge”). Sia per la costruzione di una identità comune, sia – più pragmaticamente – per concordare delle politiche efficaci e condivise.</p>
<h3>Le presentazioni e gli interventi</h3>
<p>Di seguito gli interventi pubblicati online, su slideshare o altrove</p>
<p>ANTONIO SOFI (in plenaria il 28 giugno), &#8220;Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale&#8221;.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4652306"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/webgol/politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" title="Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.">Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.</a></strong><object id="__sse4652306" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4652306" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/webgol">Webgol Network</a>.</div>
</div>
<p>SERGIO MAISTRELLO, &#8220;Le opportunità della dimensione iperlocale&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4649488"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello/toscanalab-2010" title="Le opportunità della dimensione iperlocale - ToscanaLab 2010">Le opportunità della dimensione iperlocale &#8211; ToscanaLab 2010</a></strong><object id="__sse4649488" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4649488" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello">Sergio Maistrello</a>.</div>
</div>
<p>DINO AMENDUNI, &#8220;Puglia. Due casi non casuali di comunicazione politica&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4648997"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/doonie/nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" title="Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica">Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica</a></strong><object id="__sse4648997" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4648997" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/doonie">Dino Amenduni</a>.</div>
</div>
<p>ERNESTO BELISARIO, &#8220;Open Government. Miti, realtà, speranze&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4808174"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario/open-government-miti-realt-e-speranze" title="Open government  (miti, realtà e speranze)">Open government  (miti, realtà e speranze)</a></strong><object id="__sse4808174" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4808174" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario">Ernesto  Belisario</a>.</div>
</div>
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		<item>
		<title>Con la testa tra le nuvole. I tag del congresso Pd.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/07/22/con-la-testa-tra-le-nuvole-le-tag-cloud-del-congresso-pd/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 01:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La politica e le "tag cloud" di Internet: le idee in un veloce colpo d'occhio. Il Foglio ne pubblica tre, dei principali candidati alla segreteria del Pd: Bersani, Franceschini e Marino. Noi ne aggiungiamo un'altra e qualche considerazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Testi politici e tag cloud del web sociale: un matrimonio semplice e fortunato. Da Veltroni ad <a href="http://www.spindoc.it/2008/09/02/il-discorso-di-obama-alla-convention-di-denver/">Obama</a>, le idee a colpo d&#8217;occhio: qui la <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">categoria di Spindoc</a>. </p></blockquote>
<p> Il Foglio <a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/1">ha fatto una cosa divertente</a> da fare con i discorsi (o i programmi) politici, che qui a Spindoc <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">abbiamo fatto più volte </a>(e probabilmente primi in Italia): la prima volta due anni fa, con il famoso o famigerato discorso fondativo del Pd pronunciato da <a href="http://www.spindoc.it/2007/06/28/il-discorso-di-walter-veltroni-al-lingotto-di-torino-tag-cloud-delle-100-parole-piu-usate/">Walter Veltroni al Lingotto di Torino</a>. La cosa divertente è, grazie un colpo di magia tecnologica e abilitante, riuscire a rendere i testi politici una nuvola più o meno colorata di concetti, facili da decifrare anche ad una veloce occhiata (la parola con il carattere più grande è quella più presente). Si chiamano<strong> tag cloud</strong>, e sono quasi un emblema del web sociale – dove spesso c&#8217;è da organizzare, dal basso e senza aiuti tassonomici tradizionali, una gran mole di contenuti generati dagli utenti. La politica (o meglio: un certo facile, d&#8217;impatto, ma non del tutto inutile modo di raccontare la politica soprattutto sul web) si è appropriata di questa caratteristica visualizzazione.</p>
<h3>Le tre tag cloud dei tre candidati alla segreteria Pd: Bersani, Franceschini, Marino</h3>
<p>Ecco di seguito le tre tag cloud composte da Il Foglio e <a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/1">pubblicate</a> sul sito. </p>
<blockquote><p>Nel partito c&#8217;è chi deve, chi si apre alla società, chi si rivolge alle persone.</p></blockquote>
<p> Abbastanza significative le differenze tra i tre candidati: se la parola &#8220;partito&#8221; è presente ai primi posti in tutte e tre le nuvole (anche se quello di Marino non è un discorso, ed è probabilmente meno corposo come quantità di testo), nel caso di Bersani si accompagna ad un vero e proprio imperativo (&#8221;dobbiamo&#8221;, &#8220;deve&#8221;) alla &#8220;politica&#8221;; nel caso di Franceschini ad una rosa di <em>issues</em> più ampia ed eterogenea (&#8221;mondo&#8221;, &#8220;lavoro&#8221;, &#8220;società&#8221;); nel caso di Marino ad un sovvertimento delle priorità, con meno &#8220;partito&#8221; e più &#8220;paese&#8221; e &#8220;persone&#8221;.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2141" style="width:575px;">
	<a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/1"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/bersani1.jpg" alt="Tag cloud del discorso di Bersani del primo luglio, da Il Foglio" width="575" height="369" /></a>
	<div>Tag cloud del discorso di Bersani del primo luglio, da Il Foglio</div>
</div>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2142" style="width:575px;">
	<a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/2"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/discorso_franceschini.jpg" alt="Tag cloud del discorso di Franceschini del 16 luglio, da Il Foglio" width="575" height="373" /></a>
	<div>Tag cloud del discorso di Franceschini del 16 luglio, da Il Foglio</div>
</div>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2143" style="width:575px;">
	<a href="http://www.ilfoglio.it/gallerie/50/img/3"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/marino.jpg" alt="Tag cloud del manifesto di Marino, da Il Foglio" width="575" height="344" /></a>
	<div>Tag cloud del programma di Marino, da Il Foglio</div>
</div>
<p><br/><br />
<h3>La quarta tag cloud (il programma di Adinolfi) e il disvelamento del trucco</h3>
<p>Aggiungiamo noi la quarta nuvola relativa al <a href="http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/82790/">programma</a> del quarto candidato alla segreteria, <a href="http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/">Mario Adinolfi</a>. C&#8217;è un enorme zero che incombe (proveniente dalla reiterazione dell&#8217;ultima parte dello slogan sintetico &#8220;100, 2, 0&#8243;) ma anche &#8220;giovani&#8221; e &#8220;rinnovamento&#8221;.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2164" style="width:575px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/07/adinolfi.jpg" alt="La tag cloud della proposta di Adinolfi" width="575" height="335" />
	<div>La tag cloud della proposta di Adinolfi</div>
</div>
<p>
<blockquote>Il (facile) trucco si chiama <a href="http://www.wordle.net/">wordle.net</a></p></blockquote>
<p>Infine. Scrive Il Foglio nella didascalia di accompagnamento alla galleria delle nuvole: &#8220;Grazie a un algoritmo abbiamo calcolato la frequenza delle parole nei discorsi dei tre candidati alla segreteria del Pd&#8221;. Sembra una cosa complicata, ma non lo è. Ormai ci sono molti programmi del tutto gratuiti per costruire automaticamente delle nuvole di concetti a partire da un testo, da quelli più &#8220;scientifici&#8221; a quelli più appariscenti. Le quattro qui sopra sono state fatte con <a href="http://www.wordle.net/">Wordle</a></p>
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		<title>Political divide /2. Potè più Facebook che i siti (o blog)</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/06/10/political-divide-2-pote-piu-facebook-che-i-siti-o-i-blog/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 15:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Epifani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il secondo approfondimento di una ricerca che prova a fotografare l'uso che i parlamentari italiani fanno dei media relazionali e di Internet. Destra, sinistra, centro divisi sugli strumenti utilizzati: pochi blog, molti siti, in crescita i social network (Facebook sopra tutti).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/parlamento20.jpg" alt="" title="" width="125" height="125" class="alignright size-full wp-image-1892" /><em>Come i parlamentari della attuale legislatura utilizzano gli strumenti del web sociale per mantenere un contatto diretto con i propri elettori? Intorno a questa domanda ruota la ricerca sull&#8217;uso di internet da parte dei soggetti politici italiani, coordinata da <a href="http://blog.stefanoepifani.it">Stefano Epifani</a> dell&#8217;Università La Sapienza. Di seguito il secondo approfondimento estratto dalla ricerca condotta ad Aprile 2009 sui 951 parlamentari, dopo il <a href="http://www.spindoc.it/2009/05/21/political-divide-1-deputati-e-senatori-alla-prova-del-web/">primo pubblicato su Spindoc</a> qualche settimana fa, sui primi dati di contesto (la serie completa è sotto la categoria &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">Political divide</a>&#8220;.</em><br />
	LEGGI: La prima puntata (<a href="http://www.spindoc.it/2009/05/21/political-divide-1-deputati-e-senatori-alla-prova-del-web/">Political divide /1. Parlamentari alla prova del Web</a>); tutta la <a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">serie</a>; <a href="http://blog.stefanoepifani.it/cronache-universitarie/la-comunicazione-politica-nellera-dei-media-relazionali-unoccasione-perduta/">l&#8217;introduzione alla ricerca</a>, con gli obiettivi e le tre fasi (analisi quantitativa, di dettaglio e qualitativa);  l&#8217;articolo su <a href="http://blog.stefanoepifani.it/wp-content/uploads/2009/05/epifanisurepubblica.pdf">Affari e Finanza</a><br />
	ASCOLTA: l&#8217;intervista per <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/05/15/dallemiciclo-al-web-una-ricerca-sui-politici">Quinta di Copertina</a></p>
<p>Dopo esserci chiesti <a href="http://www.spindoc.it/2009/05/21/political-divide-1-deputati-e-senatori-alla-prova-del-web/">quanti di essi fossero online</a> non potevamo non chiederci quali strumenti utilizzassero. Abbiamo cercato di tracciare – in un contesto senz’altro fluido ed in rapidissima evoluzione – le modalità di comunicazione dei nostri parlamentari, a partire dal tipo di strumenti utilizzati. Sono state quindi analizzate tre categorie di strumento:</p>
<ul>
<li><strong>Siti internet</strong> (Più o meno siti vetrina, sintomo e sinonimo di una comunicazione online spesso di tipo “tradizionale”, poco aperta al dialogo e poco orientata al Web 2.0);</li>
<li><strong>Blog personali</strong> (Comunicazione personalizzata, aggiornamenti periodici, interattività, apertura al web 2.0 &#8211; vera o presunta);</li>
<li><strong>Social network</strong> (la novità degli ultimi tempi, e la vera sorpresa di questa rilevazione: strumenti che hanno fatto registrare in alcuni casi una crescita rapidissima e fulminante)</li>
</ul>
<h3>Gli strumenti utilizzati: sito</h3>
<blockquote><p>Il 45% del totale degli eletti gestisce un sito, il 75% di quelli attivi in Rete.</p></blockquote>
<p>Come evidenziato dal grafico, ben il <strong>75% del totale dei Parlamentari attivi in rete</strong> gestisce un sito web. (Quelli attivi in Rete, ricordiamo, sono a loro volta più o meno il 60% del totale degli eletti, vedi <a href="http://www.spindoc.it/2009/05/21/political-divide-1-deputati-e-senatori-alla-prova-del-web/">prima puntata</a>; il che si traduce nel 45% sul totale dei 950 Parlamentari della XVI Legislatura). In altre parole: la stragrande maggioranza di chi è attivo in Rete e quasi <strong>la metà di chi è attualmente parlamentare ha un sito web</strong>. E&#8217; un dato in linea con le aspettative (basse) di partenza, ma che comunque dimostra la centralità (e per certi versi la &#8220;tradizionalità&#8221;) del sito web come strumento di comunicazione del politico con il suo elettorato (e spesso anche con gli organi di stampa).</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2067" style="width:513px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image001.png" alt="Grafico 1. Strumenti web utilizzati dai parlamentari" width="513" height="328" />
	<div>Grafico 1. Strumenti web utilizzati dai parlamentari</div>
</div>
<h3>Gli strumenti utilizzati: blog e social network</h3>
<blockquote><p>Il 62% dei parlamentari presenti in Rete ha un profilo più o meno attivo su un social network. Pochi i blog veri e propri.</p></blockquote>
<p> Sorprendente è, al contrario, la percentuale di parlamentari che utilizza i social network: <strong>il 62% dei 540 esponenti del Parlamento</strong> che sono presenti in rete ha attivato almeno un profilo personale su delle piattaforme di social networking oggetto di analisi (percentuale che diventa del 35% sul totale dei 950 Parlamentari in carica). Si tratta di un numero interessante, che evidenzia con chiarezza la rapida diffusione dei network sociali in rete. Deludente, invece, è il dato relativo all’utilizzo dei blog: <strong>soltanto il 13% dei Parlamentari in carica ha attivato e gestisce un blog</strong>, ossia il 23% del totale dei Parlamentari attivi on line.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2074" style="width:422px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image002.png" alt="Grafico 2. Quale social network usano i parlamentari italiani." width="422" height="285" />
	<div>Grafico 2. Quale social network usano i parlamentari italiani.</div>
</div>
<blockquote><p>Twitter non supera il 2% tra i parlamentari italiani. Facebook sfiora il 60%.</p></blockquote>
<p>Ma quali sono i social network più diffusi in parlamento? Facebook risulta essere di gran lunga quello con maggiore penetrazione, con una percentuale che sfiora addirittura il 60% del totale. YouTube raggiunge il 16%, LinkedIn non supera il 7%, preceduto da Flickr (9%) e seguito da MySpace (6%). Quest&#8217;ultimo è forse quello che più fa segnare la distanza tra &#8220;universo&#8221; dei parlamentari, e &#8220;universo&#8221; degli utenti in Rete (è secondo come diffusione dopo Facebook). Chiude la classifica Twitter, che non supera il 2%.</p>
<h3>Gli strumenti utilizzati, tra Camera e Senato</h3>
<p>Di seguito il dato disaggregato relativo all’utilizzo degli strumenti di comunicazione online da parte di deputati e senatori. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2076" style="width:454px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image003.png" alt="Grafico 3. Gli strumenti web utilizzati, tra Camera e Senato" width="454" height="346" />
	<div>Grafico 3. Gli strumenti web utilizzati, tra Camera e Senato</div>
</div>
<blockquote><p>Lo strumento blog non dà particolari differenze tra senatori e deputati: usato poco da entrambi.</p></blockquote>
<p>Tra i dati interessanti la differenza tra senatori e deputati attivi in rete quanto all&#8217;uso degli strumenti di social networking: il 39% a confronto di un 51% per i Deputati &#8211; probabilmente influisce la differenza anagrafica tra i due universi di riferimento. Interpretazione che la predilezione dei senatori per il più tradizionale sito tenderebbe a confermare. </p>
<h3>Gli strumenti utilizzati, per schieramento politico</h3>
<p>Oltre all&#8217;età, anche lo schieramento politico incide sulle modalità d’uso della rete. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2079" style="width:454px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image004.png" alt="Grafico 4. Strumenti utilizzati per schieramento politico" width="454" height="301" />
	<div>Grafico 4. Strumenti utilizzati per schieramento politico</div>
</div>
<blockquote><p>Il centro-sinistra usa di più gli strumenti web</p></blockquote>
<p> Tra i due schieramenti le differenze diventano più consistenti se si prendono in considerazione le percentuali dei Parlamentari che utilizzano siti Internet e social network sul totale dei parlamentari in carica: in particolare, sul totale dei 376 parlamentari del centro-sinistra, il 46% ha un sito Internet e il 40% un profilo sui social network, rispetto al rispetto 39% e 32% dei 502 parlamentari di centro-destra. Anche i blog sono più &#8220;usati&#8221; dai parlamentari di centro-sinistra.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2081" style="width:510px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image005.png" alt="Grafico 5. Percentuali d'uso di strumenti per schieramento" width="510" height="323" />
	<div>Grafico 5. Percentuali d'uso di strumenti per schieramento</div>
</div>
<p>Differenze consistenti sono rilevabili anche in riferimento ai parlamentari di centro attivi in rete. A tal proposito, essi limitano l’impegno on line all’attivazione di siti Internet &#8211; per l’80% del totale dei Deputati e Senatori di Centro presenti in rete (il 42% di tutti i Parlamentari dello schieramento) &#8211;  mentre soltanto il 49% utilizza almeno un social network (il 26% del totale dei Parlamentari di Centro) &#8211; con circa dieci punti percentuali in meno rispetto ai parlamentari di centro-sinistra e centro-destra, e, infine, il 18% gestisce un proprio blog.</p>
<p><em>(2/ continua. Nella prossima puntata: motivazioni e modalità d’uso)</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Meno marketing e più politica? Due contributi sull&#8217;Unità.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/05/27/meno-marketing-e-piu-politica-due-contributi-sullunita/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2009/05/27/meno-marketing-e-piu-politica-due-contributi-sullunita/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 May 2009 09:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
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		<category><![CDATA[grafica e manifesti]]></category>
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		<category><![CDATA[temi e programmi]]></category>

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		<description><![CDATA[Meno marketing e più politica? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>L&#8217;Unità su comunicazione e politica: un intervista a </p></blockquote>
<p>Segnaliamo due riflessioni ieri pubblicate da L&#8217;Unità su comunicazione e politica.</p>
<p>La prima è una intervista di <strong>Paola Natalicchio</strong> a <strong>Giovanni Sasso</strong>, direttore creativo di <a href="http://www.proformaweb.it/">Proforma</a>, dal titolo <a href="http://unita.it/news/85062/sasso_comunicare_importante_ma_solo_se_c_la_politica">Sasso: «Comunicare è importante ma solo se c&#8217;è la politica»</a>. Di cui segnalo questo passaggio, assolutamente condivisibile:</p>
<ol>
<strong>Quelli non li può aggiungere lo spin doctor, quando serve?<br />
</strong><em>«No. Per comunicare bene il partito o il candidato devono avere le idee chiare. Mi irrita sempre un po’ ritrovarmi in delle riunioni con i politici per lavorare a un video o a un manifesto e sentirmi dire da loro: “sui contenuti, fai tu”. Il marketing serve a tradurre un pensiero politico, non a sostituirlo o a crearne uno in modo artificiale».</em></ol>
<p>La seconda è un intervento della &#8220;nostra&#8221; <strong>Flaminia Spadone</strong> (che su Spindoc ha fatto qualche mese fa cronaca di un convegno sula Rete di Obama come <a href="http://www.spindoc.it/2008/12/12/la-rete-di-obama-avatar-perfetto-e-tecnomagico/">avatar perfetto e tecnomagico</a>) proprio sul centrosinistra e il cosiddetto marketing politico, sui supposti ritardi intorno a vecchi e nuovi media. Uno dei problemi indicati da Flaminia, specie nella strategia su Internet e non solo: </p>
<ol>
<p>«Manca, insomma, la costruzione di un messaggio positivo e comune: ogni candidato ha il proprio blog, i propri manifesti e i materiali scollegati, per formati o per temi proposti, da quelli nazionali. Vediamo così sui muri una campagna dallo stile minimale, gradevole dal punto di vista dell’immagine, ma che non serve a definire un messaggio comune (e nella quale non c’è l’Europa). Un messaggio sì semplificato, ma non incisivo, che non esce da quel sapore intellettualistico che è caratteristica unica (e debole) della comunicazione del Pd».</ol>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Political divide /1. Parlamentari alla prova del Web</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/05/21/political-divide-1-deputati-e-senatori-alla-prova-del-web/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 13:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Epifani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo approfondimento su una ricerca che prova a fotografare l'uso che i parlamentari italiani fanno dei media relazionali e di Internet. Il 60% è online, ma non tutti lo usano veramente. I primi dati su camera di appartenenza, genere, schieramento partitico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/parlamento20.jpg" alt="" title="" width="125" height="125" class="alignright size-full wp-image-1892" /><em>Come i parlamentari della attuale legislatura utilizzano gli strumenti del web sociale per mantenere un contatto diretto con i propri elettori? Intorno a questa domanda ruota la ricerca sull&#8217;uso di internet da parte dei soggetti politici italiani, coordinata da <a href="http://blog.stefanoepifani.it">Stefano Epifani</a> dell&#8217;Università La Sapienza. Inizia oggi una serie di post settimanali su Spindoc, con analisi e i primi risultati. Questa è la prima puntata di una serie chiamata &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">Political divide</a>&#8220;.</em><br />
	LEGGI: tutta la <a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">serie</a>; <a href="http://blog.stefanoepifani.it/cronache-universitarie/la-comunicazione-politica-nellera-dei-media-relazionali-unoccasione-perduta/">l&#8217;introduzione alla ricerca</a>, con gli obiettivi e le tre fasi (analisi quantitativa, di dettaglio e qualitativa);  l&#8217;articolo su <a href="http://blog.stefanoepifani.it/wp-content/uploads/2009/05/epifanisurepubblica.pdf">Affari e Finanza</a><br />
	ASCOLTA: l&#8217;intervista per <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/05/15/dallemiciclo-al-web-una-ricerca-sui-politici">Quinta di Copertina</a></p>
<h3>Una premessa sulla politica che comunica</h3>
<blockquote><p>Che la politica sia (anche) comunicazione, non ci piove &#8211; più o meno da Cicerone in poi. </p></blockquote>
<p> Che l&#8217;arte (o la tecnica) di stimolare, raccogliere, attivare, talvolta creare quasi da zero il consenso da parte di un soggetto politico abbisogni una più o meno intensa e programmata azione comunicativa, è cosa placida e non dibattuta. I problemi semmai iniziano quando dal &#8220;se comunicare&#8221; si passa al &#8220;come comunicare&#8221;, attraverso quale strumento e con che modalità. Soprattutto perché negli ultimi anni sono aumentati a dismisura i contesti mediali, i campi giornalistici, le opzioni strategiche, i pubblici e i soggetti attivi nella competizione politica. </p>
<blockquote><p>Quando tutto sembra ormai tranquillo, ecco spuntare Internet, ed è di nuovo tutto complicato&#8230;</p></blockquote>
<p> E poi, quando tutto sembra definitivamente tarato sulla televisione, ecco comparire internet, e le tecnologie connettive che fanno oggi parlare di 2.0 o social web. E la politica deve affrontare la sfida delle nuove tecnologie digitali – come nuovo luogo in cui comunicare sé stessi, e soprattutto entrare in relazione con gli elettori. Dalle campagne elettorali premoderne a quelle postmoderne (passando per quelle moderne semplici, secondo la tripartizione della studiosa Norris) perde centralità la televisione, <em>king maker</em> per eccellenza fino ad oggi (fino ad Dean e soprattutto ad Obama) – e le strategie si fanno via via più complesse e crossmediali.</p>
<p><a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/themes/tma/images/latest/politicaldivide01.jpg" alt="null" /></a></p>
<h3>Come usano la Rete i politici italiani?</h3>
<blockquote><p>Le prime due fasi della ricerca (analisi quantitativa, nella quale è stata rilevata la presenza online, e di dettaglio, nella quale si è rilevata l’attività) sono terminate, e ci si appresta ad erogare la fase qualitativa, con interviste e focus group ai politici.</p></blockquote>
<p> Al di là delle premesse e delle teorie, finora non sono state molte le ricerche e analisi (che non fossero eminentemente <em>nasologiche</em>) sull&#8217;uso del web 2.0 da parte dei politici italiani. C&#8217;è soprattutto una ragione di tempistiche. Il velocissimo diffondersi di un certo web sociale (per esempio sull&#8217;onda propulsiva e popolarizzante di un social network come Facebook) ha portato molti politici italiani e parlamentari ad usare Internet nella sua versione più sociale. Catapultati sulla Rete, così come molti altri &#8220;semplici&#8221; cittadini, a sperimentare in vivo pregi e difetti della comunicazione disintermediata, e delle conversazioni. Questa ricerca è un percorso finalizzato a fotografare – attraverso una analisi a tre fasi – le attività on-line dei politici italiani, partendo dai <strong>deputati eletti nella attuale legislatura</strong>. Obiettivo più puntuale è verificare se e come essi utilizzino gli strumenti di comunicazione online per mantenere vivo il rapporto con il loro collegio e con i propri elettori. </p>
<h3>I primi dati della ricerca. La presenza online dei politici</h3>
<div class="img alignright size-full wp-image-1919" style="width:344px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/image002.png" alt="Grafico 1. La presenza in Rete dei 952 parlamentari italiani (dato rilevato Aprile 2009)" width="344" height="188" />
	<div>Grafico 1. La presenza in Rete dei 952 parlamentari italiani (dato rilevato Aprile 2009)</div>
</div>
<p>Ecco i primi dati. La rilevazione è stata effettuata nel mese di Aprile 2009: su <strong>952 parlamentari 573 sono presenti in rete</strong> attraverso almeno uno strumento di comunicazione tra quelli presi in considerazione (siti internet, blog, principali social network), vale a dire il <strong>60% del totale</strong>.</p>
<p>Un dato apparentemente incoraggiante che va però confrontato con quelli relativi all’attività effettivamente riscontrata. Se il 60% dei soggetti ha attivato uno strumento di comunicazione online, di questi <strong>quasi un terzo – infatti – lo ha soltanto attivato</strong>, nel senso che non lo usa affatto (come vedremo prossimamente in dettaglio).</p>
<h3>Deputati o senatori e uomini e donne</h3>
<p>Separando il dato dei deputati da quello dei senatori, emerge come i primi siano più attivi, con una percentuale di penetrazione del <strong>63% contro quella del 56% dei senatori</strong>. Una differenza di 7 punti che è probabilmente riferibile al dato anagrafico e che diviene ancora più significativa andando ad analizzare la tipologia di attività: il sito internet “tradizionale” è lo strumento più utilizzato dai senatori, che solo nel <strong>39% dei casi (dato naturalmente riferito ai soli attori attivi) sono presenti su almeno un social network</strong>, contro il <strong>51% dei deputati</strong>.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1932" style="width:654px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/image005.png" alt="Grafico 2. La presenza online divisa per camera d'appartenenza e genere (dati rilevati ad aprile 2009)" width="654" height="491" />
	<div>Grafico 2. La presenza online divisa per camera d'appartenenza e genere (dati rilevati ad aprile 2009)</div>
</div>
<p>Dai dati si evince come esistano delle differenze rilevabili anche tra i parlamentari uomini e donne. La ricerca ha messo in luce come siano  i parlamentari di sesso femminile i più sensibili al richiamo del Web, anche se di poco: <strong>la percentuale di attività in rete raggiunge il 62% del totale dei politici di sesso femminile</strong>, rispetto al <strong>60% dei parlamentari uomini</strong>. Anche in questo caso il divario sale a <strong>8 punti percentuali se si considerano i soli social network</strong>, percentualmente quindi più presidiati dalle parlamentari donne.</p>
<h3>Presenze online divise per schieramento</h3>
<p>Ancora più interessanti i dati relativi agli schieramenti politici. I parlamentari del centrosinistra sembrano sfruttare di più gli strumenti di comunicazione online. In particolare, il <strong>68% di tutti i politici di Partito Democratico e Italia dei Valori</strong> gestiscono almeno uno strumento di comunicazione on line, a fronte del <strong>55% di tutti i politici della maggioranza</strong>. </p>
<div class="img alignright size-full wp-image-1928" style="width:774px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/image003.png" alt="Grafico 3. Presenza online dei parlamentari italiani divisi per schieramento (dati rilevati ad Aprile 2009)" width="774" height="487" />
	<div>Grafico 3. Presenza online dei parlamentari italiani divisi per schieramento (dati rilevati ad Aprile 2009)</div>
</div>
<p><br/><br/>Per il centrosinistra la percentuale di <strong>deputati presenti in rete raggiunge addirittura il 71%, mentre quella dei senatori arriva al 63%</strong>; per lo schieramento di centrodestra, invece, <strong>i deputati attivi on line sono il 58% e i senatori superano appena il 50%</strong>. Poco incoraggiante anche la presenza in rete dei politici di altri schieramenti: i rappresentanti di Camera e Senato di <strong>UDC e Gruppo Misto si fermano ad un modesto 54%, con i senatori addirittura al 44%</strong>.</p>
<p><em>(1/ continua. Nella prossima puntata: strumenti utilizzati e modalità d&#8217;uso)</em></p>
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		<item>
		<title>Il quartier generale? Su Facebook</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/04/20/il-quartier-generale-su-facebook/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 19:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il quartier generale? Su Facebook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/04/dinoamenduni3-200x150.jpg" alt="Dino Amenduni" /> «Utilizziamo Facebook più che per la comunicazione come strumento e quartier generale organizzativo. Facebook ha un vantaggio competitivo: formalizza le reti di relazioni interpersonali, mescolando l’agilità dell’informale e la solidità del formale. In un progetto come Emilab è più facile seguire tutti i lavori dei gruppi attraverso Facebook. Ogni quartiere ha il suo gruppo, un coordinatore, e in ogni gruppo si sviluppa una discussione su come portare avanti i singoli progetti. Questi ultimi non sono necessariamente dedicati a come risolvere i singoli problemi, ma riguardano anche la generazione di relazioni sociali e di attività dentro il quartiere. Poi ci sono anche dei gruppi di contest di creatività &#8211; dalla musica all’arte alle azioni di comunicazione, trasversali ai quartieri; e altri gruppi dedicati agli eventi. In tutto sono 23 gruppi correlati». E&#8217; il modo attraverso il quale la campagna di Emiliano (di cui abbiamo<a href="http://www.spindoc.it/?s=emiliano"> altre volte</a> scritto qui su Spindoc) sta usando Facebook, finora rimasto solo una centro di gravità comunicativo personalissimo, o una bacheca più o meno ingovernata &#8211; e attraverso le <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/10/facebook-la-politica-e-il-passaparola">parole di Dino Amenduni</a>, intervistato per una serie di interviste su web e politica, su Quinta di Copertina. </p>
<p>ASCOLTA: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/10/facebook-la-politica-e-il-passaparola">Facebook, la politica e il passaparola</a></p>
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		<title>Stefano Peppucci, la politica che decide</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 16:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Network politici, per coinvolgere gli elettori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/03/stefanopeppucci2-200x150.jpg" alt="Stefano Peppucci" /><br />
«Luoghi ufficiali come il PdNetwork danno innanzitutto un problema di dignità di contenuti che appaiono, non una questione di tematiche o di contenuti – ma non ci sono stati pensieri soppressi per scomodità o perché contrari alla linea del partito. Alla qualità della discussione si contrappone lo svantaggio di questo modello, ovvero che diventa un luogo più lento, ingessato, e questo può rallentare la vivacità della discussione. Un elemento di distinzione per il futuro potrebbe essere: cercare di coinvolgere gli utenti, gli elettori, nella vera e propria decisione politica». Sono parole di Stefano Peppucci, intervistato per una serie di interviste su web e politica, su Quinta di Copertina. </p>
<p>ASCOLTA: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/03/la-politica-aggregata-che-decide">La politica aggregata che decide</a></p>
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		<title>Bari, mille video-domande in giro per i quartieri</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 19:02:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Borracci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[EmiLab, il laboratorio di Michele Emiliano per Bari: con i video, in tutti i quartieri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Qualche settimana fa <a href="http://www.spindoc.it/2009/02/23/metti-a-cassano-20-la-sfida-a-bari/">abbiamo presentato</a> i due contendenti alla poltrona di sindaco di Bari, <a href="http://www.micheleemiliano.it/">Michele Emiliano</a> e <a href="http://www.simeonesindaco.it/">Simeone Di Cagno Abbrescia</a>, entrambi con molta attenzione al web 2.0. Oggi analizziamo un pezzo della campagna del sindaco uscente.</p></blockquote>
<p>Venerdì 6 marzo il Sindaco di Bari Michele Emiliano ha incontrato in un pub centocinquanta ragazze e ragazzi, che adesso stanno “invadendo” i vari quartieri per raccogliere mille video-domande di altrettanti baresi da rivolgere allo stesso sindaco, il quale promette di rispondere a tutte, anche a quelle più imprevedibili, attraverso Facebook e Youtube.</p>
<p>L&#8217;idea è quella di colmare la distanza tra la cittadinanza e l’amministrazione comunale; e provare a risvegliare l’entusiasmo dei giovani &#8211; di volta in volta emarginati dalla politica vecchio stile o, peggio, illusi e strumentalizzati da quella finto-giovanilista.</p>
<p><object width="480" height="385" data="http://www.youtube.com/v/ZtHfYWPSESo&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZtHfYWPSESo&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><br/></p>
<p>«Il 6 marzo è stata una giornata importante per Bari» &#8211; dichiara <strong>Dino Amenduni</strong>, uno dei responsabili di <a href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?sid=f90afc323cfc36b706967e7c69116f67&amp;gid=66567782036">EmiLab</a> (questo il nome del progetto del  comitato &#8220;Emiliano vai avanti&#8221;) &#8211; «mettere in rete centocinquanta ragazzi sotto i trent’anni, portatori di competenze, talenti, risorse, è un momento di crescita per la città, qualsiasi sia l&#8217;esito finale delle elezioni. Michele Emiliano vuole puntare soprattutto sulla passione, sul talento e sulla vivacità intellettuale dei giovani baresi. Lui è stato molto chiaro: Emilab continuerà anche dopo la competizione elettorale».</p>
<blockquote><p>Molti i gruppi dei quartieri, tutti su Facebook: Carbonara, Carrassi, Ceglie-Loseto, San Pio-Catino, Japigia, <a onmousedown="return wait_for_load(this, event, function() { UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;9ddb3dfdd81bca64258a7f935869970f&quot;, event) });" rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=60950674166" target="_blank"></a>Libertà, Madonnella, Murat, Palese-Santo Spirito, Picone<a onmousedown="return wait_for_load(this, event, function() { UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;9ddb3dfdd81bca64258a7f935869970f&quot;, event) });" rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/group.php?gid=55766614422" target="_blank"><span></span></a>, Poggiofranco, Fesca-San Girolamo-Marconi, San Nicola, San Paolo, San Pasquale, Torre a Mare</p></blockquote>
<p>Un percorso creativo di rinnovamento iniziato a Bari cinque anni fa, durante le comunali del 2004, con l’efficace campagna dell’agenzia <a href="http://www.proformaweb.it/">Proforma</a> &#8211;  atipica, ironica, incentrata sulla baresità (da ricordare il video “Metti a Cassano”, ma anche la distribuzione di taralli a forma di “e”, di fischietti in terracotta di Rutigliano e di semi di girasole, apotropaici e beneauguranti).</p>
<p>Lo staff di Emiliano ha anche un gruppo facebook che conta oggi 686 iscritti, creato per confrontarsi con i propri sostenitori (e non) e per accogliere suggerimenti, consigli, segnalazioni ed eventuali critiche. Sulla <a href="http://www.youtube.com/micheleemilianotv">web tv del candidato del centrosinistra</a>, inoltre, sono presenti numerosi video girati e montati dai ragazzi (alcuni prettamente politici, altri più scanzonati).</p>
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		<title>Giuseppe Civati e la politica fatta sul web e sul territorio insieme</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 10:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Civati e la politica su web e territorio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/03/pippocivati2-200x150.jpg" alt="Pippo Civati" />«C’è un bisogno di comunicazione e coinvolgimento politico che non è rappresentato dalle strutture convenzionali del partito. La Rete in questo senso sopperisce spesso a una mancanza di coinvolgimento ufficiale: quando un territorio non viene mai consultato o coinvolto, allora va in Rete a parlarne, a discuterne – in maniera netta, decisa, qualche volta rabbiosa. Questo spaventa, ma è anche una risorsa e una ricchezza». A parlare è <a href="http://civati.splinder.com/">Giuseppe Civati</a>, politico e blogger, intervistato per la serie di chiacchierate su web e politica su Quinta di Copertina.</p>
<p>ASCOLTA: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/03/06/scaldiamo-la-politica-con-il-web">Scaldiamo la politica con il web</a></p>
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		<title>Poke elettorale. La politica gioca con Facebook</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/12/22/poke-elettorale-la-politica-gioca-con-facebook/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 15:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni e conferenze]]></category>
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		<description><![CDATA[Geolocalizzazione della politica, e ufficio di rappresentanza permanente 24/7. Due degli usi politici (ancora ampiamente sperimentali) di Facebook. A partire da una ricerca sulla diffusione tra i deputati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em><font size="-2">Con il solito ritardo pubblico qui un pezzo uscito su Nòva del Sole 24 ore del 12 Dicembre con il titolo &#8220;La geolocalizzazione della politica&#8221;.</em></font></p></blockquote>
<p>Cos’è Facebook? A questa domanda oggi un quinto dei deputati italiani risponderebbe con un sorrisino di superiorità. Lo dice <a href="http://www.forzaitalia.it/notizie/arc_14548.htm">una ricerca presentata da Antonio Palmieri alla Camera dei Deputati</a>: <strong>133 deputati su 630 usano Facebook</strong>. Tra questi, ben 66 (il 10% del totale) non conoscono altra Internet se non il social network fondato dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg: non possiedono infatti neppure un sito vetrina. È tutto accaduto in pochi mesi, complici il successo della campagna online di Obama e la travolgente affermazione di Facebook in Italia. Quest’ultimo sta di fatto riuscendo nell’impresa che anni di blog hanno ripetutamente mancato: avvicinare il ceto politico italiano al web sociale, rompendo con la pedata del passaparola il “soffitto di vetro” che separa i due mondi. I numeri della ricerca indicano una tendenza: Facebook colpisce in misura proporzionalmente maggiore quelle culture politiche meno abituate alla comunicazione online “classica”, quella fatta di siti o blog nei casi più innovativi. Chi prima snobbava il sito ora ama Facebook, e viceversa. </p>
<blockquote><p>Il dato più eclatante è quello della Lega Nord: i  deputati con un profilo su Facebook superano di gran lunga quelli sito-muniti: 35% contro 15%.</p></blockquote>
<p> Tra i deputati del Partito Democratico, “solo” <strong>il 18,8%</strong> ha aperto un profilo su Facebook – a fronte del <strong>43% che possiede un sito</strong>. I deputati del Popolo delle Libertà, al contrario, in ritardo sui siti personali (“solo” il 38% ne ha uno), recuperano grazie a Facebook: <strong>il 22% ha un profilo attivo</strong>. La tendenza si conferma anche per i gruppi meno numerosi. Ma il dato più eclatante è quello della Lega Nord, i cui deputati con un profilo su Facebook superano di gran lunga quelli sito-muniti: <strong>35% contro 15%</strong>. E forse non è un caso che il partito da tutti invidiato per il suo radicamento nel territorio sia anche quello più innamorato di Facebook. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1554" style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/12/tabellafacebook.jpg" alt="Deputati online a confronto: siti personali e Facebook" width="500" height="355" />
	<div>Deputati online a confronto: siti personali e facebook.</div>
</div><a href="http://www.forzaitalia.it/notizie/arc_14548.htm">Tabella riassuntiva di una ricerca</a> presentata il 4 dicembre scorso da <a href="http://www.antoniopalmieri.it/">Antonio Palmieri</a>, responsabile Internet del Pdl, durante il convegno “<a href="http://www.codiceinternet.it/profiles/blogs/ci-vediamo-giovedi-4-dicembre">Obama un mese dopo. La vittoria di Internet?</a>”, organizzato da Codice Internet alla Camera dei Deputati.<br/><br/></p>
<blockquote><p>Facebook è usato per geolocalizzazione politica e rappresentanza politica permanente.</p></blockquote>
<p> Facebook si sta dimostrando strumento molto efficace per <strong>“geolocalizzare” le attività politiche</strong>, e comunicare con il territorio a vari livelli; è usato da amministratori locali, candidati alle primarie, dirigenti di partito. In alcuni casi funge da ufficio di rappresentanza ventiquattrore ore su ventiquattro, da cui ascoltare i bisogni di un elettorato sempre meno raggiungibile attraverso altri canali. Un social network come Facebook è forse più un ritorno al passato che un tuffo nel futuro; suona familiare perché in molti tratti ricorda la politica vecchia maniera. </p>
<blockquote><p>Consenso, comunicazione, conversazioni: le tre aree di affinità con la politica vecchio stile </p></blockquote>
<p> C’è <strong>l’elemento competitivo</strong> costruito intorno alla forza attrattiva del capitale sociale: più amici uguale più consenso. C’è <strong>il tratto comunicativo</strong> che riproduce una campagna elettorale permanente: il muro delle notizie è il chiacchiericcio della comunità, gli aggiornamenti di status micro-comizi per dettare la linea, i gruppi e gli eventi opportunità di targettizzare il messaggio parlando a pezzi di società su temi specifici. C’è infine <strong>un tratto conversazionale</strong>: al contrario dei blog – più opachi da questo punto di vista (difficile sapere con certezza chi sono i lettori) – chi interagisce su Facebook ha nome, cognome e faccia. Cade l’ultima scusa dell’anonimato, e la politica è obbligata, in primis dagli “amici”, ad uscire fuori dalla gabbia dorata dei media tradizionali.</p>
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		<title>Veltroni al Circo Massimo. Più opposizione a parole.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/10/28/tag-cloud-del-discorso-di-veltroni-al-circo-massimo-piu-opposizione-a-parole/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 22:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category>
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		<description><![CDATA[Le prime cento parole del discorso di Walter Veltroni alla manifestazione "Salva l'Italia" del Partito Democratico del 25 ottobre. Più opposizione, e più policy issues. Almeno a parole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Sono <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/tag-cloud-charts/">tre le tag cloud dei discorsi di Veltroni realizzate da Spindoc</a>:<br />
	1. La tag cloud <a href="http://www.spindoc.it/2007/06/28/il-discorso-di-walter-veltroni-al-lingotto-di-torino-tag-cloud-delle-100-parole-piu-usate/">del discorso del Lingotto di giugno 2007</a>. C&#8217;è anche un &#8220;<a href="http://www.webgol.it/2007/06/29/veltronicloud-e-le-100-parole-del-discorso-un-articolo-su-epolis/">vocabolarietto</a>&#8221; ragionato. Sabato 16 febbraio 2008.<br />
	2. La <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/16/la-nuvola-delle-parole-piu-usate-veltroni-allassemblea-del-pd-da-essere-partito-a-essere-italia/">&#8220;nuvola&#8221; del discorso alla prima assemblea del Pd</a>, il 16 febbraio 2008, a Roma.<br />
	3. Venerdì 20 giugno 2008. Walter Veltroni espone <a href="http://www.spindoc.it/2008/06/20/tag-cloud-della-relazione-di-veltroni-nessun-dialogo-ritorno-alla-politica-e-allopposizione/">la sua relazione all’assemblea nazionale del Pd</a>.
</p></blockquote>
<p>Dei discorsi di <strong>Walter Veltroni</strong> ce ne siamo occupati fin dal <a href="http://www.spindoc.it/2007/06/28/il-discorso-di-walter-veltroni-al-lingotto-di-torino-tag-cloud-delle-100-parole-piu-usate/">primo al Lingotto di Torino</a>, in cui di fatto, chiamato da più parti, accettò di candidarsi alle primarie per eleggere il segretario del neonato Partito Democratico.</p>
<p>In quell&#8217;occasione produssi, tramite un sistema automatico, una <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tag_cloud">tag cloud</a></em> del suo discorso, evidenziando le parole più ricorrenti in una modalità tipica del cosiddetto Web 2.0 &#8211; in cui, in sintesi, le parole sono visualizzate con grandezza proporzionale alla loro presenza in un testo: più sono presenti più è grande il font usato.</p>
<p>Tre discorsi che evidenziano tre fasi della storia politica di Veltroni come segretario del Pd. Dall&#8217;annuncio a furor di popolo, all&#8217;incoronazione dopo le primarie, al (tentativo di) rilancio dopo la sconfitta elettorale. Sabato è stato il momento del quarto discorso, e di una quarta fase (in mezzo l&#8217;incontro alla Festa Nazionale del Pd a Firenze i primi di settembre, risolta però nella modalità volutamente anti-ritualistica della intervista concessa a Mentana): il discorso alla grande manifestazione del 25 ottobre, annunciata molti mesi prima, arrivata tra mille dubbi e polemiche, e finita con grande partecipazione di pubblico nella conca del Circo Massimo.</p>
<p>Di seguito la tag cloud delle prime 100 parole del discorso integrale di Walter Veltroni, <a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=62467">disponibile sul sito del Partito Democratico</a>, di quasi 40 mila caratteri.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1297" style="width:700px;">
	<a href="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/spindoc_veltroni_circomassi.jpg"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/spindoc_veltroni_circomassi.jpg" alt="" width="700" height="700" /></a>
	<div>Le prime 100 parole del discorso di Veltroni al Circo Massimo. Clicca per scaricare l'immagine.</div>
</div><br />
<br/><br/></p>
<h3>Più opposizione, e più policy issues. Almeno a parole.</h3>
<blockquote><p>Più opposizione, e ora Berlusconi si chiama per nome.</p></blockquote>
<p> Il &#8220;<strong>Paese</strong>&#8221; (39 occorrenze) &#8220;<strong>Italia</strong>&#8221; (46) è sempre al centro dei discorsi del segretario del Pd. Rispetto ai precedenti discorsi spicca la presenza della contrapposizione &#8220;<strong>Governo</strong>&#8221; (21) vs &#8220;<strong>Opposizione</strong>&#8221; (9) e il definitivo accantonamento della criticata strategia di non nominare <em>il principale esponente della coalizione avversa</em>: &#8220;<strong>Berlusconi</strong>&#8221; è presente nel discorso 6 volte, più le 9 di &#8220;<strong>Destra</strong>&#8221; e le 3 volte di &#8220;<strong>Ministro</strong>&#8220;. </p>
<blockquote><p> Più policy issues del solito: emergono &#8211; almeno quantitativamente &#8211; temi concreti.</p></blockquote>
<p> I discorsi di Veltroni non si sono finora particolarmente caratterizzati per forti riferimenti alle cosiddette <em>policy issues</em>, le tematiche che riguardano problemi concreti &#8211; spesso prediligendo l&#8217;ex sindaco di Roma volare alto su ideali più generici (&#8221;<strong>Libertà</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Democrazia</strong>&#8221; ecc.). In questa occasione, invece si nota la presenza significativa di &#8220;<strong>Scuola</strong>&#8221; (18 ricorrenze) &#8220;<strong>Università</strong>&#8221; (9),  &#8220;<strong>Crisi</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Euro</strong>&#8221; (rispettivamente 13 e 9), &#8220;<strong>Tasse</strong>&#8221; (6),  &#8220;<strong>Razzismo</strong>&#8221; (6), &#8220;<strong>Sicurezza</strong>&#8221; (5).</p>
<h3>Bonus track: la tag cloud visualizzata con Wordle</h3>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1283" style="width:700px;">
	<a href="http://wordle.net/gallery/wrdl/272832/Veltroni_Circo_Massimo_Tag_Cloud"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/10/veltroni_tagcrowd.jpg" alt="" width="700" height="452" /></a>
	<div>Il discorso di Veltroni al Circo Massimo, via Wordle</div>
</div>
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		<title>YouDem, una Tv con pregi (e difetti?) del Web</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 08:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
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		<category><![CDATA[youdem]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentata YouDem, progetto televisivo del Pd dopo Democratica.tv. Molte le aspettative, altrettanti i dubbi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Strizza l&#8217;occhio al fratello maggiore Youtube la nuova televisione del partito democratico <strong>YouDem</strong>, annunciata da <strong>Walter Veltroni</strong> per il 14 Ottobre. </p>
<blockquote><p>La data della messa in onda è posteriore a quella in cui sarà lanciata la Red Tv di <strong>Massimo D&#8217;Alema</strong>, annunciata anch&#8217;essa da poco e attesa per gli inizi di Settembre.</p></blockquote>
<p> Nonostante le parti in causa si siano più volte spese a smentire qualsiasi rivalità tra i due progetti, inevitabili i confronti tra YouDem e Red Tv, il progetto nato all&#8217;interno della fondazione Italiani-Europei. </p>
<p>YouDem, da questo punto di vista, sembra caratterizzarsi come uno strumento a metà strada tra la web tv e il social network; mentre Red Tv &#8211; almeno ad oggi &#8211; sembra più predisposta a tentare la strada di una televisione nel senso più canonico del termine. Anche se poi entrambe useranno i mille crossmediali canali di trasmissione (almeno così s&#8217;annuncia): dal web, alla rete di televisioni locali, al satellitare; ed entrambi parlano di possibili e probabili collaborazioni incrociate.</p>
<p>Non tutto è chiaro, in questa storia più o meno catodica. Le televisioni sembrano essere brandite come arma &#8211; per sfida, prova di forza o dissuasione. Verso chi, non sempre è evidente. </p>
<p>Più chiara la <a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_732940627.html">presentazione </a>che di YouDem ha fatto il segretario del PD: &#8220;<em>questa Tv &#8211; ha spiegato Veltroni &#8211; non vuole essere un canale televisivo in più ma una struttura aperta, come vuole essere il Pd, che parte dall&#8217;esperienza di web 2.0 (cioé democratica.tv, ndr) e punta a coinvolgere i contributi di cittadini e utenti perché il nostro riferimento è il linguaggio dentro la rete e non la vecchia tv</em>&#8220;.</p>
<blockquote><p>Una &#8220;social tv&#8221; (per quanto questa sia, ad oggi, senza palinsesto e contenuti, poco più di una etichetta  su una scatola) rappresenta uno dei primi esperimenti in questo senso in Europa e in Italia. </p></blockquote>
<p>La sensazione è che si voglia ripensare la comunicazione del Partito Democratico in modo da coprire gli spazi eventualmente vuoti e raggiungere i vari &#8220;pubblici&#8221; del partito su più mezzi e canali. Cercando di tenere insieme il &#8220;nuovo&#8221; del Web con il &#8220;vecchio&#8221; della tv. Con il rischio, però, di prendere comunque il &#8220;peggio&#8221; di entrambi gli strumenti &#8211; entrambi avidi di risorse e di attenzione (vedi <a href="http://www.spindoc.it/2008/08/01/la-strategia-di-obama-youtube-va-preso-seriamente/">la strategia di Obama su YouTube</a>).</p>
<p>L&#8217;unica remora a questo punto è sul futuro di <a href="http://www.democratica.tv/">Democratica.Tv</a>, e se Youdem ne rappresenterà, come è probabile, un&#8217;evoluzione o un superamento o se le due realtà andranno affiancate e con quali modalità. </p>
<p>Non mancherà, almeno per quanto riguarda Youdem, la parte più social e aperta ai contenuti prodotti dagli utenti, come ha aggiunto infatti Veltroni &#8220;non e&#8217; una televisione nel vecchio senso del termine, ma un mezzo di comunicazione di tipo nuovo, una televisione di tipo sociale in cui tutti possono diventare autori&#8221;.</p>
<p> Il modello sarà dunque sulla falsariga della BarackTv, come ha spiegato il ministro ombra Gentiloni: &#8220;e noi siamo senza dubbio tra i primi partiti politici in Europa che sperimentano una forma di comunicazione cosi&#8217; innovativa. Puntiamo ad un ritorno anche politico: nel senso che cerchiamo di coinvolgere le tante persone che vogliono collaborare in forma attiva alla vita del partito.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spindoc.it/2008/08/11/youdem-una-tv-con-pregi-e-difetti-del-web/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Veltroni: Nessun dialogo, ritorno all&#8217;opposizione</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/06/20/tag-cloud-della-relazione-di-veltroni-nessun-dialogo-ritorno-alla-politica-e-allopposizione/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 14:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Tag cloud]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedia]]></category>
		<category><![CDATA[discorsi e dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[governo e opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[temi e programmi]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<category><![CDATA[Veltroni]]></category>

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		<description><![CDATA[La nuvola di concetti della relazione presentata da Walter Veltroni all'Assemblea Nazionale del Pd - la prima dopo la sconfitta elettorale. "Abbiamo un partito" sono le prima due parole in termini di occorrenze; quindi niente dialogo e opposizione al governo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Oggi abbiamo lo strumento, abbiamo cominciato ad avere idee e linguaggi. Ma dobbiamo fare un bagno di umiltà, immergerci nella società, recuperare il gusto della condivisione della vita reale delle persone. “Farci popolo”, come una grande forza riformista deve saper fare. Non una èlite di professionisti della politica, ma una comunità immersa nelle tensioni, nelle ansie, nelle speranze della società di cui è parte. Se sarà così sarà il Partito Democratico. Altrimenti non sarà. Ma sarà così</em>». Queste sono le parole conclusive del discorso che <strong>Walter Veltroni</strong> ha pronunciato oggi alla <a href="http://partitodemocratico.it/gw/producer/producer.aspx?t=/speciali/assemblea08/home.htm">Assemblea Nazionale del Pd</a> (qui il <a href="http://partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=53363">testo completo della relazione</a>, sul sito del Pd anche <a href="http://partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/speciali/assemblea08/documenti/indice.htm&#038;gpl=48&#038;tipodoc=48">altri materiali</a>).</p>
<blockquote><p>
Confronta anche altre due tag cloud dei discorsi di Veltroni, entrambe realizzate da Spindoc. 1. La tag cloud <a href="http://www.spindoc.it/2007/06/28/il-discorso-di-walter-veltroni-al-lingotto-di-torino-tag-cloud-delle-100-parole-piu-usate/">del discorso del Lingotto di giugno 2007</a>. C&#8217;è anche un &#8220;<a href="http://www.webgol.it/2007/06/29/veltronicloud-e-le-100-parole-del-discorso-un-articolo-su-epolis/">vocabolarietto</a>&#8221; ragionato. Sabato 16 febbraio 2008. 2. La <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/16/la-nuvola-delle-parole-piu-usate-veltroni-allassemblea-del-pd-da-essere-partito-a-essere-italia/">&#8220;nuvola&#8221; del discorso alla prima assemblea del Pd</a>, il 16 febbraio 2008, a Roma.</p></blockquote>
<p>Al di là dell&#8217;analisi politica, qui proponiamo una visualizzazione delle ricorrenze in forma di <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tag_cloud">tag cloud</a></em> (nuvola di concetti), come abbiamo fatto altre due volte con il leader del Pd in occasione del discorso del Lingotto di Torino che ne ha segnato la candidatura, a quello di <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/16/la-nuvola-delle-parole-piu-usate-veltroni-allassemblea-del-pd-da-essere-partito-a-essere-italia/">inizio campagna elettorale della prima assemblea</a>, del 16 febbraio scorso. </p>
<p>Venerdì 20 giugno 2008. <strong>Walter Veltroni</strong> espone la sua relazione all&#8217;<a href="http://partitodemocratico.it/gw/producer/producer.aspx?t=/speciali/assemblea08/home.htm">assemblea nazionale del Pd</a>. Di seguito le <strong>100 parole più usate</strong> nel discorso da oltre 64450 battutee 13197 parole totali. </p>
<p>La <em>tag cloud</em> con indicazione delle occorrenze è stata ottenuta utilizzando il discorso integrale (disponibile <a href="http://partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=53363">qui</a>) ed eliminando in fase di realizzazione finale una serie di parole comuni, ripetute o insignificanti ai fini della visualizzazione finale.</p>
<p><!--<br />
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<p>For commercial licensing, contact Daniel Steinbock, daniel@steinbock.org<br />
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<div id="htmltagcloud"> <span id="0" class="tagcloud9"><a href="">abbiamo<span class="freq">&nbsp;(57)</span></a></span> <span id="1" class="tagcloud1"><a href="">alleanze<span class="freq">&nbsp;(9)</span></a></span> <span id="2" class="tagcloud0"><a href="">avere<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="3" class="tagcloud0"><a href="">azione<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="4" class="tagcloud0"><a href="">base<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="5" class="tagcloud1"><a href="">berlusconi<span class="freq">&nbsp;(9)</span></a></span> <span id="6" class="tagcloud0"><a href="">cambiamento<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="7" class="tagcloud1"><a href="">capacit<span class="freq">&nbsp;(9)</span></a></span> <span id="8" class="tagcloud0"><a href="">casa<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="9" class="tagcloud0"><a href="">centrodestra<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span 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<h2>Analisi della tag cloud</h2>
<p>Alcune considerazioni generali e/o comparative tra questo discorso e i precedenti due (più o meno lunghi uguali). </p>
<ul>
<li>Se un anno fa le prime due parole erano &#8220;partito&#8221; e il verbo &#8220;essere&#8221;, e a febbraio diventano &#8220;italia&#8221; ed &#8220;essere&#8221; (tanto che <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/16/la-nuvola-delle-parole-piu-usate-veltroni-allassemblea-del-pd-da-essere-partito-a-essere-italia/">scrivemmo</a>: da &#8220;<strong>essere partito</strong>&#8221; ad &#8220;<strong>essere Italia</strong>&#8220;), oggi, curiosamente, diventano &#8220;<strong>Abbiamo</strong>&#8221; (<strong>56</strong> occorrenze, a febbraio erano 26)e &#8220;<strong>Partito</strong>&#8221; (<strong>61</strong> occorrenze, a febbraio erano 23). I due termini fanno segnare un aumento deciso e significativo, di più del 100%). Il semplice conteggio delle ricorrenze sembra insomma raccontare un ritorno all&#8217;idea di partito e di &#8220;noità&#8221;, che però si &#8220;ha&#8221; più che si &#8220;è&#8221;&#8230;</li>
<blockquote><p>Una curiosità: nel testo scritto viene &#8220;sdoganato&#8221; l&#8217;abbreviazione PD &#8211; nelle precedenti relazioni assente e qui presente ben 18 volte</p></blockquote>
<li>Un partito che ha perso le elezioni e deve essere ricostruito attraverso la &#8220;<strong>Politica</strong>&#8221; (49 ricorrenze rispetto alle 36 di un inizio di campagna elettorale in cui soffiava il vento dell&#8217;antipolitica)</li>
<li>Il deciso rinculo verso i territori semantici della politica e delle <em>political issues</em> è dimostrato anche dal fatto che <strong>partito democratico</strong>&#8221; (nel complesso dei due termini) ritorna alle ricorrenze di un anno fa (<strong>98</strong> occorrenze a giugno 2007, <strong>86</strong> oggi), contro le <strong>41</strong> di febbraio 2008)</li>
<li>La presenza di &#8220;<strong>Italia</strong>&#8221; (nelle sue varie accezioni e aggettivi) rimane alta:  quasi <strong>100</strong> ricorrenze.
<li>
<li>Forti anche se in fondo abbastanza equilibrati i contrasti identitari: &#8220;<strong>Noi</strong>&#8221; (<strong>40</strong> occorrenze) vs &#8220;Loro&#8221; (<strong>31</strong> occorrenze), &#8220;<strong>Abbiamo</strong>&#8221; (<strong>56</strong>) vs &#8220;<strong>Hanno</strong>&#8221; (24) </li>
<li>&#8220;<strong>Governo</strong>&#8221; è molto presente (<strong>53</strong>), molto di più di &#8220;Opposizione&#8221; che comunque fa capolino con <strong>10</strong> occorrenze (la &#8220;<strong>Sconfitta</strong>&#8221; si ammette <strong>9</strong> volte)</li>
<li>Il premier &#8220;<strong>Berlusconi</strong>&#8221; fa la sua comparsa per la prima volta con <strong>9 occorrenze</strong>; abbandonata la strategia dell&#8217;innominabile e &#8220;della coalizione a me avversa&#8221;.</li>
<li>Pochi gli altri politici citati: soprattutto <strong>Prodi</strong> (7), <strong>Obama</strong> (2) <strong>Rutelli</strong>, <strong>D&#8217;Alema</strong> e <strong>Napolitano</strong> (0)</li>
</ul>
<p>L&#8217;ottica è la ricostruzione del partito, a partire dall&#8217;opposizione al governo.<br />
La parola <strong>&#8220;Dialogo&#8221; è presente solo 2 volte</strong>: una rivolto allo &#8220;strappo della tela&#8221; da parte del premier, l&#8217;altro ad uno fantomatico con Udc e socialisti.</p>
<p>E&#8217;, più in generale, una relazione molto &#8220;politica&#8221;, molto meno propositiva in termini di <em>issues</em> delle precedenti. Assenti o quasi proposte di temi caldi da mettere in agenda: rimane &#8220;<strong>Europa</strong>&#8221; (<strong>17</strong>) e &#8220;<strong>Lavoro</strong>&#8221; (<strong>15</strong>). Il resto è tutto in fiorire di alleanze, destra, potere, sistema, proposte, maggioranza, crisi, democrazia ecc.</p>
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	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/06/tagcloud_veltroni_spindoc_g.thumbnail.jpg" alt="Tag Cloud del discorso di Veltroni, assemblea nazionale del Pd, 20 giugno 2008" width="122" height="128" />
	<div>Tag Cloud del discorso di Veltroni, assemblea nazionale del Pd, 20 giugno 2008</div>
</div>
<h2>300 parole</h2>
<p>Di seguito invece una tag cloud con le prime 300 parole (meno raffinate quanto ad &#8220;esclusioni&#8221; di parole comuni e non significative delle 100 di cui sopra)</p>
<p><!--<br />
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<p>This code and its rendered image are released under the Creative Commons Attribution-Noncommercial 3.0 Unported License.<br />
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<p>For commercial licensing, contact Daniel Steinbock, daniel@steinbock.org<br />
--></p>
<style type="text/css"> <!-- #htmltagcloud{ font-family:'lucida grande',trebuchet,'trebuchet ms',verdana,arial,helvetica,sans-serif; line-height:2.4em; word-spacing:normal; letter-spacing:normal; text-decoration:none; text-transform:none; text-align:justify; text-indent:0ex; background-color:#fff; margin:1em 1em 0em 1em; border:2px dotted #ddd; padding:2em}#htmltagcloud a:link{text-decoration:none}#htmltagcloud a:visited{text-decoration:none}#htmltagcloud a:hover{text-decoration:none;color:white;background-color:#05f}#htmltagcloud a:active{text-decoration:none;color:white;background-color:#03d}span.tagcloud0{font-size:1.0em;padding:0em;color:#ACC1F3;z-index:10;position:relative}span.tagcloud0 a{text-decoration:none; color:#ACC1F3}span.tagcloud1{font-size:1.4em;padding:0em;color:#ACC1F3;z-index:9;position:relative}span.tagcloud1 a{text-decoration:none;color:#ACC1F3}span.tagcloud2{font-size:1.8em;padding:0em;color:#86A0DC;z-index:8;position:relative}span.tagcloud2 a{text-decoration:none;color:#86A0DC}span.tagcloud3{font-size:2.2em;padding:0em;color:#86A0DC;z-index:7;position:relative}span.tagcloud3 a{text-decoration:none;color:#86A0DC}span.tagcloud4{font-size:2.6em;padding:0em;color:#607EC5;z-index:6;position:relative}span.tagcloud4 a{text-decoration:none;color:#607EC5}span.tagcloud5{font-size:3.0em;padding:0em;color:#607EC5;z-index:5;position:relative}span.tagcloud5 a{text-decoration:none;color:#607EC5}span.tagcloud6{font-size:3.3em;padding:0em;color:#4C6DB9;z-index:4;position:relative}span.tagcloud6 a{text-decoration:none;color:#4C6DB9}span.tagcloud7{font-size:3.6em;padding:0em;color:#395CAE;z-index:3;position:relative}span.tagcloud7 a{text-decoration:none;color:#395CAE}span.tagcloud8{font-size:3.9em;padding:0em;color:#264CA2;z-index:2;position:relative}span.tagcloud8 a{text-decoration:none;color:#264CA2}span.tagcloud9{font-size:4.2em;padding:0em;color:#133B97;z-index:1;position:relative}span.tagcloud9 a{text-decoration:none;color:#133B97}span.tagcloud10{font-size:4.5em;padding:0em;color:#002A8B;z-index:0;position:relative}span.tagcloud10 a{text-decoration:none;color:#002A8B}span.freq{font-size:10pt !important;color:#bbb}#credit{text-align:center; font-size:0.7em; color:#333; margin-bottom:0.6em; font-family:'lucida grande',trebuchet,'trebuchet ms',verdana,arial,helvetica,sans-serif;}#credit a:link{color:#777; text-decoration:none;}#credit a:visited{color:#777; text-decoration:none;}#credit a:hover{text-decoration:none; color:white; background-color:#05f;}#credit a:active{text-decoration:underline;}// --> </style>
<div id="htmltagcloud"> <span id="0" class="tagcloud9"><a href="">abbiamo<span class="freq">&nbsp;(57)</span></a></span> <span id="1" class="tagcloud0"><a href="">agli<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="2" class="tagcloud2"><a href="">alleanze<span class="freq">&nbsp;(9)</span></a></span> <span id="3" class="tagcloud0"><a href="">almeno<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="4" class="tagcloud0"><a href="">alternativa<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="5" class="tagcloud0"><a href="">altre<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="6" class="tagcloud0"><a href="">amministrative<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="7" class="tagcloud1"><a href="">aperto<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="8" class="tagcloud1"><a href="">aprile<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="9" class="tagcloud1"><a href="">aprire<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="10" class="tagcloud2"><a href="">arcobaleno<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="11" class="tagcloud0"><a href="">aree<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="12" class="tagcloud0"><a href="">assai<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="13" class="tagcloud1"><a href="">assemblea<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="14" class="tagcloud0"><a href="">attenzione<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="15" class="tagcloud2"><a href="">attorno<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="16" class="tagcloud1"><a href="">autonomia<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="17" class="tagcloud2"><a href="">avere<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="18" class="tagcloud0"><a href="">avevano<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="19" class="tagcloud2"><a href="">azione<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="20" class="tagcloud2"><a href="">base<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="21" class="tagcloud0"><a href="">ben<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="22" class="tagcloud0"><a href="">bene<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="23" class="tagcloud2"><a href="">berlusconi<span class="freq">&nbsp;(9)</span></a></span> <span id="24" class="tagcloud2"><a href="">bisogno<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="25" class="tagcloud2"><a href="">cambiamento<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="26" class="tagcloud1"><a href="">campagna<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="27" class="tagcloud2"><a href="">capacit<span class="freq">&nbsp;(9)</span></a></span> <span id="28" class="tagcloud2"><a href="">casa<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="29" class="tagcloud0"><a href="">caso<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="30" class="tagcloud2"><a href="">centrodestra<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="31" class="tagcloud4"><a href="">centrosinistra<span class="freq">&nbsp;(13)</span></a></span> <span id="32" class="tagcloud0"><a href="">chiaro<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="33" class="tagcloud0"><a href="">citt<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="34" class="tagcloud1"><a href="">cittadini<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="35" class="tagcloud0"><a href="">civile<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="36" class="tagcloud2"><a href="">coalizioni<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="37" class="tagcloud0"><a href="">cominciato<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="38" class="tagcloud2"><a href="">comune<span class="freq">&nbsp;(9)</span></a></span> <span id="39" class="tagcloud2"><a href="">comunit<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="40" class="tagcloud1"><a href="">comunque<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="41" class="tagcloud0"><a href="">concretamente<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="42" class="tagcloud1"><a href="">concrete<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="43" class="tagcloud2"><a href="">condizioni<span class="freq">&nbsp;(9)</span></a></span> <span id="44" class="tagcloud0"><a href="">confini<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="45" class="tagcloud0"><a href="">confronto<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="46" class="tagcloud0"><a href="">conquistare<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="47" class="tagcloud0"><a href="">consenso<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="48" class="tagcloud0"><a href="">contraddizioni<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="49" class="tagcloud5"><a href="">contro<span class="freq">&nbsp;(18)</span></a></span> <span id="50" class="tagcloud2"><a href="">coraggio<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="51" class="tagcloud2"><a href="">costruzione<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="52" class="tagcloud0"><a href="">creare<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="53" class="tagcloud0"><a href="">credibile<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="54" class="tagcloud0"><a href="">credibilit<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="55" class="tagcloud3"><a href="">crescita<span class="freq">&nbsp;(11)</span></a></span> <span id="56" class="tagcloud2"><a href="">crisi<span class="freq">&nbsp;(9)</span></a></span> <span id="57" class="tagcloud1"><a href="">cui<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="58" class="tagcloud1"><a href="">cultura<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="59" class="tagcloud0"><a href="">dar<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="60" class="tagcloud1"><a href="">dare<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="61" class="tagcloud1"><a href="">davvero<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="62" class="tagcloud0"><a href="">decreto<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="63" class="tagcloud2"><a href="">democratica<span class="freq">&nbsp;(9)</span></a></span> <span id="64" class="tagcloud2"><a href="">democratici<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="65" class="tagcloud6"><a href="">democratico<span class="freq">&nbsp;(25)</span></a></span> <span id="66" class="tagcloud4"><a href="">democrazia<span class="freq">&nbsp;(12)</span></a></span> <span id="67" class="tagcloud5"><a href="">destra<span class="freq">&nbsp;(16)</span></a></span> <span id="68" class="tagcloud2"><a href="">detto<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="69" class="tagcloud1"><a href="">dice<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="70" class="tagcloud0"><a href="">difendere<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="71" class="tagcloud0"><a href="">dimostrare<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="72" class="tagcloud4"><a href="">dire<span class="freq">&nbsp;(13)</span></a></span> <span id="73" class="tagcloud0"><a href="">dirigenti<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="74" class="tagcloud2"><a href="">diritti<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="75" class="tagcloud1"><a href="">diritto<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="76" class="tagcloud2"><a href="">dove<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="77" class="tagcloud2"><a href="">due<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="78" class="tagcloud0"><a href="">ecco<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="79" class="tagcloud0"><a href="">economia<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="80" class="tagcloud0"><a href="">economica<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="81" class="tagcloud4"><a href="">elettorale<span class="freq">&nbsp;(13)</span></a></span> <span id="82" class="tagcloud1"><a href="">elettori<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="83" class="tagcloud5"><a href="">elezioni<span class="freq">&nbsp;(16)</span></a></span> <span id="84" class="tagcloud0"><a href="">era<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="85" class="tagcloud0"><a href="">erano<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="86" class="tagcloud0"><a href="">errore<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="87" class="tagcloud0"><a href="">esistono<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="88" class="tagcloud1"><a href="">essa<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="89" class="tagcloud6"><a href="">essere<span class="freq">&nbsp;(21)</span></a></span> <span id="90" class="tagcloud5"><a href="">europa<span class="freq">&nbsp;(17)</span></a></span> <span id="91" class="tagcloud1"><a href="">europea<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="92" class="tagcloud2"><a href="">europei<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="93" class="tagcloud0"><a href="">faccia<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="94" class="tagcloud6"><a href="">fare<span class="freq">&nbsp;(24)</span></a></span> <span id="95" class="tagcloud1"><a href="">fine<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="96" class="tagcloud1"><a href="">formazione<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="97" class="tagcloud1"><a href="">forme<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="98" class="tagcloud2"><a href="">forte<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="99" class="tagcloud4"><a href="">forza<span class="freq">&nbsp;(14)</span></a></span> <span id="100" class="tagcloud5"><a href="">forze<span class="freq">&nbsp;(18)</span></a></span> <span id="101" class="tagcloud2"><a href="">fronte<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="102" class="tagcloud2"><a href="">futuro<span class="freq">&nbsp;(9)</span></a></span> <span id="103" class="tagcloud0"><a href="">generale<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="104" class="tagcloud1"><a href="">gi<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="105" class="tagcloud2"><a href="">giovani<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="106" class="tagcloud0"><a href="">governa<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="107" class="tagcloud2"><a href="">governare<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="108" class="tagcloud9"><a href="">governo<span class="freq">&nbsp;(54)</span></a></span> <span id="109" class="tagcloud2"><a href="">grado<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="110" class="tagcloud7"><a href="">grande<span class="freq">&nbsp;(27)</span></a></span> <span id="111" class="tagcloud5"><a href="">grandi<span class="freq">&nbsp;(18)</span></a></span> <span id="112" class="tagcloud0"><a href="">grazie<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="113" class="tagcloud1"><a href="">gruppi<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="114" class="tagcloud2"><a href="">guardiamo<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="115" class="tagcloud0"><a href="">guida<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="116" class="tagcloud6"><a href="">hanno<span class="freq">&nbsp;(24)</span></a></span> <span id="117" class="tagcloud0"><a href="">idea<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="118" class="tagcloud2"><a href="">idee<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="119" class="tagcloud2"><a href="">identit<span class="freq">&nbsp;(9)</span></a></span> <span id="120" class="tagcloud0"><a href="">impegno<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="121" class="tagcloud0"><a href="">importante<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="122" class="tagcloud0"><a href="">impresa<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="123" class="tagcloud0"><a href="">indietro<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="124" class="tagcloud2"><a href="">individui<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="125" class="tagcloud0"><a href="">innanzi<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="126" class="tagcloud4"><a href="">innovazione<span class="freq">&nbsp;(13)</span></a></span> <span id="127" class="tagcloud6"><a href="">insieme<span class="freq">&nbsp;(21)</span></a></span> <span id="128" class="tagcloud1"><a href="">integrazione<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="129" class="tagcloud2"><a href="">interesse<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="130" class="tagcloud2"><a href="">interno<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="131" class="tagcloud1"><a href="">istituzionale<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="132" class="tagcloud6"><a href="">italia<span class="freq">&nbsp;(26)</span></a></span> <span id="133" class="tagcloud4"><a href="">italiana<span class="freq">&nbsp;(15)</span></a></span> <span id="134" class="tagcloud4"><a href="">italiani<span class="freq">&nbsp;(13)</span></a></span> <span id="135" class="tagcloud1"><a href="">italiano<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="136" class="tagcloud2"><a href="">lavorare<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="137" class="tagcloud1"><a href="">lavoratori<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="138" class="tagcloud4"><a href="">lavoro<span class="freq">&nbsp;(15)</span></a></span> <span id="139" class="tagcloud0"><a href="">lega<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="140" class="tagcloud2"><a href="">legislatura<span 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class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="271" class="tagcloud2"><a href="">stagione<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="272" class="tagcloud0"><a href="">stati<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="273" class="tagcloud3"><a href="">stato<span class="freq">&nbsp;(10)</span></a></span> <span id="274" class="tagcloud5"><a href="">storia<span class="freq">&nbsp;(17)</span></a></span> <span id="275" class="tagcloud0"><a href="">strada<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="276" class="tagcloud2"><a href="">sue<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="277" class="tagcloud1"><a href="">sull<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="278" class="tagcloud0"><a href="">sviluppo<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="279" class="tagcloud2"><a href="">tanto<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="280" class="tagcloud6"><a href="">tempo<span class="freq">&nbsp;(22)</span></a></span> <span id="281" class="tagcloud0"><a href="">terra<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="282" class="tagcloud0"><a href="">terreno<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="283" class="tagcloud2"><a href="">territorio<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="284" class="tagcloud2"><a href="">troppo<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="285" class="tagcloud3"><a href="">ulivo<span class="freq">&nbsp;(10)</span></a></span> <span id="286" class="tagcloud0"><a href="">ultimi<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="287" class="tagcloud4"><a href="">unione<span class="freq">&nbsp;(15)</span></a></span> <span id="288" class="tagcloud0"><a href="">uomini<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="289" class="tagcloud0"><a href="">va<span class="freq">&nbsp;(4)</span></a></span> <span id="290" class="tagcloud2"><a href="">valore<span class="freq">&nbsp;(9)</span></a></span> <span id="291" class="tagcloud2"><a href="">vecchi<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="292" class="tagcloud1"><a href="">viene<span class="freq">&nbsp;(6)</span></a></span> <span id="293" class="tagcloud6"><a href="">vita<span class="freq">&nbsp;(23)</span></a></span> <span id="294" class="tagcloud0"><a href="">vivere<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="295" class="tagcloud0"><a href="">voglia<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="296" class="tagcloud0"><a href="">volte<span class="freq">&nbsp;(5)</span></a></span> <span id="297" class="tagcloud2"><a href="">votato<span class="freq">&nbsp;(7)</span></a></span> <span id="298" class="tagcloud2"><a href="">voti<span class="freq">&nbsp;(8)</span></a></span> <span id="299" class="tagcloud4"><a href="">voto<span class="freq">&nbsp;(12)</span></a></span> </div>
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<h2>Bonus track</h2>
<p>Un&#8217;altra visualizzazione delle tag, più &#8220;pop&#8221; ma meno raffinata (anche con le parole &#8220;comuni&#8221;), su <a href="http://wordle.net/gallery/03380/Veltroni_Pd">Wordle</a>.</p>
<p>	<div class="img " style="width:600px;">
	<a href="http://wordle.net/gallery/03380/Veltroni_Pd" ><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/06/tagcloud_wv_200608.jpg" alt="Wordle: Veltroni, tag cloud" width="600" height="331" /></a>
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		<title>I primi disegni (di legge) del nuovo parlamento.</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2008 09:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
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		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Far le leggi. Sì, ma quali? Alcuni (primi) dati sul decision making italiano. Forse più del voto, conta la composizione dell'agenda politica. Ché da quella non si scappa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Archiviate le promesse da campagna elettorale, accantonate per un attimo le dichiarazioni di intenti &#8211; perlomeno alcune &#8211; il Parlamento comincia a darsi da fare, in primis con l&#8217;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/05/commissioni-camera-senato.shtml?uuid=f815d0e4-28c1-11dd-ad01-00000e25108c&#038;DocRulesView=Libero">elezione dei presidenti delle Commissioni</a>, e in secondo luogo con la presentazione dell&#8217;ormai consueto numero spropositato di disegni di legge. Qualche giorno fa erano già <strong>1807 le proposte assegnate</strong> in totale nei due rami del parlamento, nel giro di una manciata di giorni. </p>
<blockquote><p>E se nella XV sono stati 5569, nei cinque anni della XIV sono stati 10483. Quindi a una media veloce e imperfetta, sono circa 2000 &#8211; 2500 all&#8217;anno.</p></blockquote>
<p> Una percentuale di tutto rispetto di quelli che sono i bisogni e di quelli che saranno gli argomenti sul tavolo in questa legislatura.</p>
<p>C&#8217;è da osservare che alcuni saranno ritirati, altri convergeranno in disegni di legge comprensivi di una determinata materia, altri ancora verranno deviati in altri strumenti di indirizzo dell&#8217;attività legislativa, come la legge Finanziaria e i decreti;  ma molti, dopo l&#8217;assegnazione alle Commissioni (<strong>149 </strong>sono quelli assegnati fino a qualche giorno fa), non verranno neanche presi in considerazione, e servono più che altro a dimostrare l&#8217;interesse di un parlamentare nei confronti di un argomento o di un gruppo di pressione.</p>
<p>L&#8217;&#8221;agenda setting&#8221;, la capacità di orientare l&#8217;emergere o meno di un argomento in sede di discussione, che sia legislativa piuttosto che all&#8217;interno dei mezzi di informazione, dimostra o impone il potere di un determinato gruppo sociale, o meglio dei suoi rappresentanti.</p>
<p>Non mancano, nonostante gli intenti di semplificazione, i disegni che istituiscono Musei, Università, e, all&#8217;interno delle istituzioni parlamentari, Commissioni d&#8217;inchiesta (<strong>ben 26</strong>).</p>
<p>Tra gli argomenti sul tavolo, i più disparati, molti riguardanti gli argomenti all&#8217;ordine del giorno in questo periodo, argomenti che talvolta, come sappiamo, si trascinano in agenda da mesi se non anni: l&#8217;immigrazione clandestina  e il tema delle intercettazioni telefoniche (due delle succitate commissioni di inchiesta, <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/30107.htm">uno</a> e <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/30401.htm">due</a>); disposizioni in favore della natalità, <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/30170.htm">uno</a> e <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/30424.htm">due</a>, delle politiche di <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/31184.htm">locazione</a> e delle imprese, <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/31305.htm">uno</a> e <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/31306.htm">due</a>.</p>
<blockquote><p>Tra quelli già assegnati, alla Camera, particolare menzione alla PDL n.17, encomiabilmente presentato nei primissimi momenti di vita di questa nuova legislatura, proroga <a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0000100elettorali">la possibilità di richiesta dei rimborsi</a>, estendendola anche ai partiti non rieletti.</p></blockquote>
<p>Non mancano i disegni di legge volti a <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/30542.htm">ridurre le indennità parlamentari</a> e al contenimento dei <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/31284.htm">costi della politica</a>, né quelle volte ad abrogare gli <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/30979.htm">enti non strettamente utili</a>. Altre punte di interesse legislativo la difesa dell&#8217;italianità (mediante la creazione di <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/30979.htm">un marchio di produzione totalmente italiano</a> che leghi un prodotto e l&#8217;intera sua realizzazione al territorio nazionale), la <a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0000730">gestione dei rifiuti</a>, e le già note <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/29868.htm">pari opportunità</a>.</p>
<p>Un vario quanto variegato ventaglio di argomenti, dietro a ognuno dei quali esistono gruppi di pressione e di interesse. La scelta dei temi e degli ambiti di legislazione è l&#8217;<em>agenda setting</em> della politica. Secondo la famosa omonima teoria la vera influenza dei media non sta nel fatto che ci dicono cosa pensare, ma nel fatto che ci dicono <em>su cosa</em> pensare. O legiferare.</p>
<p><font size="-2">[foto di copertina: Piazza del Parlamento di <a href="http://www.flickr.com/photos/hedrok/311221391/">hedrok</a>]</font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tolleranza Zoro. Riso amaro per Walter e il PD</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 23:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tolleranza Zoro. Riso amaro per Walter e il PD]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giunge l&#8217;epilogo della campagna e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ub_LE6f8AcQ">giunge anche &#8211; atteso come al solito</a> &#8211; il commento video di <a href="http://zoro.blog.excite.it/">Diego Bianchi</a> alias Zoro. Che racconta l&#8217;ultimo comizio della campagna di <strong>Walter Veltroni</strong> a Piazza del Popolo, vista da sotto (e sopra: ma solo alla fine) il palco.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Ub_LE6f8AcQ&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Ub_LE6f8AcQ&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>Politicamente e calcisticamente scorretto, questa volta: si lascia scappare la fede romanista al nome di Totti e le parole di bandiera rossa sull&#8217;inno nazionale (con un finale maoista dei tempi della Figc).</p>
<p>Il resto è giocato tra attese, pronostici, commenti e premonizioni. Con la dovizia dell&#8217;aruspicina, scelte, segni, e vissuto personale si confondono nell&#8217;esperienza pre-elettorale. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ub_LE6f8AcQ">Tutto il video</a> ha un po&#8217; il sapore amaro e scherzoso del &#8220;te l&#8217;avevo detto&#8221;. E anche se l&#8217;analisi pura in questo caso è offuscata dal tono, il fan medio di Zoro non ne verrà comunque deluso.</p>
<p>Gioca col cameraman, con la folla, con i politici e persino con due fan (i registi <strong>Francesca Archibugi</strong> e <strong>Paolo Virzì</strong>, con il quale duetta più volte). Qualcuno la chiamerebbe una funzione apotropaica. Noi preferiamo accontentarci di un sorriso. </p>
<p><em>Nota: notiamo con piacere che dalle prime puntate il numero delle view dei video di Zoro sono aumentate notevolmente. Al momento in cui scriviamo il video è stato visto 1200 volte in poche ore</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il prima durante dopo (e qualche riflessione sul Web)</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 22:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I numeri del dopo-elezioni (niente che non si sappia). Qualche iniziale considerazione sul ruolo del Web prima e durante (niente che non si sappia anche qui). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(analisi a cura di <a href="http://www.spindoc.it/author/simonedebellis/">Simone De Bellis</a> e <a href="http://www.spindoc.it/author/valentinaporcu/">Valentina Porcu</a>)</em></p>
<h3>I dati dell&#8217;affluenza.</h3>
<blockquote><p>Tempo di bilanci dopo la chiamata alle urne dei giorni scorsi, mentre tra dati parziali e opzioni regionali si delinea il nuovo parlamento.</p></blockquote>
<p> Le percentuali dei votanti sono state tutto sommato alte: per la Camera ha votato <strong>l&#8217;80,469%</strong>, per il Senato <strong>l&#8217;80,458%</strong>, mentre i dati delle Provinciali e delle Comunali si attestano rispettivamente sul <strong>74,581%</strong> e <strong>78,116%</strong> (dati del <a href="http://www.interno.it">Ministero dell&#8217;Interno</a>).</p>
<p>Il quadro politico risulta nettamente semplificato: i gruppi parlamentari non dovrebbero essere piu&#8217; di 5, sia al Senato che alla Camera. La <a href="http://www1.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/servizi/legislazione/elezioni/legislazione_716.html_319159481.html">legge elettorale </a>che ha prodotto questo risultato sarà comunque sottoposta a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_elettorale_italiana_del_2005">referendum nel prossimo anno</a>.</p>
<h3>Numeri dalla Camera e dal Senato</h3>
<p>Nelle circoscrizioni italiane <strong>340 </strong>seggi della Camera vanno alla maggioranza così divisi: </p>
<ul>
<li>Pdl 272; </li>
<li>Lega Nord 60; </li>
<li>Mpa 8.</li>
</ul>
<p>All&#8217;opposizione: </p>
<ul>
<li>il Pd ha 211 deputati; </li>
<li>
l&#8217;Idv 28; </li>
<li>L&#8217;Udc 36; </li>
<li>la Svp 2; </li>
<li>la lista valdostana Aut-Lib-Democratie 1.</li>
</ul>
<p>A <strong>Palazzo Madama </strong>avremo invece <strong>171 </strong>seggi alla coalizione guidata dal PdL: <strong>144 </strong>al Pd; <strong>14 </strong>all&#8217;Idv e <strong>25 </strong>alla Lega Nord, che diventa quindi decisiva al Senato. I <strong>due </strong>seggi rimanenti vanno al Mpa.</p>
<p>Sono pervenuti da pochissimo i dati relativi alla <strong>circoscrizione estero</strong>: </p>
<ul>
<li>In particolare l&#8217;Europa ha eletto 3 deputati del Pd; 2 del Pdl; 1 dell&#8217;Idv. </li>
<li>Il Sud America 1 deputato del Movimento Associativo Italiani all&#8217;Estero di Merlo; 1 del Pdl; 1 del Pd. </li>
<li>Il Nord America ha eletto un deputato del Pdl ed uno del Pd. </li>
<li>Asia, Africa e Oceania hanno eletto un deputato del Pd.</li>
</ul>
<p>Il Senato vede invece la seguente ripartizioni: </p>
<ul>
<li>l&#8217;Europa ha eletto un senatore al Pd ed uno al Pdl; </li>
<li>il Sud America ha eletto un senatore al Pdl ed uno a Merlo; </li>
<li>il Nord America ha votato infine un senatore al Pdl; </li>
<li>Asia, Africa ed Oceania hanno votato un senatore Pd.</li>
</ul>
<h3>Lega su, Sinistra giù</h3>
<blockquote><p>La Lega ha ottenuto oltre tre milioni di voti alla Camera e circa due milioni e seicentomila al Senato &#8211; non più tardi di due anni fa erano stati solo un milione e 700 mila i voti alla Lega raccolti in tutta Italia.</p></blockquote>
<p> Al di la dei numeri, possiamo però rilevare alcune macro tematiche. In primo luogo la vittoria con ampio margine della <strong>PDL</strong>, a cui si accompagna un forte exploit della <strong>Lega Nord </strong>. Perfomance ancora più rilevante considerato che queste elezioni hanno fortemente penalizzato (quando non estromesso) <a href="http://www.corriere.it/politica/08_aprile_16/la_nuova_lega_operai_e_impiegati_3cc293e8-0b77-11dd-98e1-00144f486ba6.shtml">le correnti più ideologiche </a>ed in genere rappresentanti di una minoranza. </p>
<p>Il leader del PD, <strong>Walter Veltroni</strong>, relegato ad un importante ruolo di opposizione, accetta la sconfitta e chiama il neo primo ministro per congratularsi, ma rivendica la scelta di aver voluto correre da solo. L&#8217;effetto più o meno voluto è l&#8217;evaporazione totale della Sinistra e l&#8217;Arcobaleno, che non sarà presente in parlamento. Stessa cosa per la forza di destra guidata da Storace e la Santanchè. Mentre l&#8217;UDC fa la terza forza, e rimane in Parlamento per un soffio. </p>
<h3>La campagna in Rete. Prima, durante e dopo</h3>
<p><em>(con il contributo di as)</em></p>
<blockquote><p>Al di là dei casi che andremo ad analizzare nei prossimi giorni, i candidati online non ci sono praticamente stati &#8211; avrebbe probabilmente cambiato poco o niente, ma è comunque un dato di fatto.
</p></blockquote>
<p>Interessante, pur nella sua acerba dipanazione, il ruolo della Rete nella due giorni elettorale. Molti esperimenti variamente legati alla rete sono fioriti in occasione di queste elezioni. Alcuni con una contropartita reale (es. i <a href="http://www.webgol.it/2008/04/16/la-politica-che-sta-online-dai-sondaggi-ai-commenti/">sondaggi </a>nella forma di exit o istant poll) altri peculiarmente legati alla rete (Twitter, &#8220;editoriali&#8221;, live blogging&#8230;). </p>
<p>La campagna elettorale sulla Rete, invece, davvero ha lasciato poche tracce. Soprattutto dal punto di vista dei soggetti politici, che hanno usato la Rete in maniera <em>conservativa </em>- osando poco e raccogliendo solo una generica poco canalizzata attenzione. </p>
<p>Rimane al massimo un po&#8217; di primordiale <em>grassroots </em> un po&#8217; copiaticcio e qualche esperimento (come quello dei gruppi di discussione del PD) che &#8211; oggettivamente &#8211; hanno avuto poco tempo per attecchire e produrre veri risultati. La campagna lampo è stata una ulteriore disdetta per la comunicazione via Internet: apparentemente velocissima, in realtà efficace se si ha il tempo e l&#8217;agio di seguire veramente le conversazioni. Farle crescere. </p>
<p>Sia il governo che l&#8217;opposizione possono giovarsi di un filo rosso di comunicazione online &#8211; nel momento in cui non si interrompe con il voto e il bisogno elettorale. E arrivare con un vantaggio competitivo e molta esperienza in più di questo ecosistema &#8220;naturalmente&#8221; <em>politico</em>, alle prossime consultazioni.</p>
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		<title>Exit Poll. Il dietro le quinte dell&#8217;SWG e risorse sul dopo la chiusura delle urne</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 11:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Exit Poll. Il dietro le quinte dell'SWG e risorse sul dopo la chiusura delle urne]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla <a href="http://www.swg.it">SWG</a> di Trieste.</p>
<ul>
<li>Ieri <a href="http://www.webgol.it/2008/04/13/liveblog-from-swg-pomeriggio-di-presentazioni/">liveblogging </a>del dietro le quinte della <a href="http://www.swg.it">SWG</a>. Tra gli argomenti: Nord e identità locali; Istant Poll 2008 2008: limiti e vantaggi delle rilevazioni on-line; Come è cambiato il voto negli ultimi 10 anni; influenza dei media sull’opinione pubblica; videowave, analisi delle performance televisive…</li>
<li><a href="http://www.webgol.it/2008/04/14/affluenza-al-voto-tre-ipotesi-di-scuola/">Il basso dato dell&#8217;affluenza: tre ipotesi di scuola</a> (su Webgol.it)</li>
</ul>
<p><strong>Ore 17.41</strong>, finita la diretta, si torna a casa. Gli istant poll hanno retto, anche se le proiezioni dicono un trend genrale con sempre più distacco. A più tardi per un commento più &#8220;politico&#8221;, finalmente con dati veri. Altri dati in aggiornamento su Tv, o sul <a href="http://politiche2008.interno.it/">Viminale</a>. Grazie a tutti.</p>
<h2>ISTANT POLL</h2>
<p><a href="http://canali.libero.it/affaritaliani/">Dati SWG/LIBERO</a></p>
<p><img src="http://www.mantellini.it/instantpoll.jpg" alt="Istant Poll di SWG/LIBERO" title="Istant Poll di SWG/LIBERO"/></p>
<h2>DATI GIOVANI SWG/GIOVANI.IT</h2>
<p><a href="http://www.webgol.it/pdf/voto_dei_giovani.ppt">Dati del voto dei giovani SWG/Giovani.it</a>: scarica <a href="http://www.webgol.it/pdf/voto_dei_giovani.ppt">ppt</a></p>
<p><em>Un campione di <strong>2350 giovani di età compresa tra i 16 ed i 24 anni</strong> residenti su tutto il territorio nazionale: PD: 41%; PDL: 40%; Sinistra Arcobaleno: 7,5%; UdC: 4%; La Destra: 5,5%</em></p>
<h2>LINK</h2>
<ul>
<li><strong><a href="http://poll.swg.it/liberopoll/">Exit Poll di Libero/SWG</a></strong> (sarà on-line fino alle 14, per votare)</li>
<li>Gli <strong>Instant Poll</strong> alle ore 15.00 saranno visibili in esclusivo su <a href="http://www.libero.it">Libero.it</a></li>
<li>Diretta dal <a href="http://tinyurl.com/6eydcz">Sole 24 Ore.com</a>, <strong>in diretta dalla SWG dalle 14.45</strong> e in collegamento con varie parti d&#8217;Italia: <a href="http://tinyurl.com/6eydcz"><strong>link alla diretta</strong></a></li>
<li><a href="http://twitter.com/webgol">ulteriori aggiornamenti su <strong>Twitter</strong></a>
</li>
<li><a href="http://flickr.com/photos/webgol/"><strong>Alcune foto dai due giorni SWG</strong></a></li>
</ul>
<h2>RISORSE VARIE</h2>
<p>- La faccia di Luca De Biase alla lettura dei dati delle 11.00 (foto di Massimo Mantellini)</p>
<p><a href="http://www.mantellini.it/2008_04_01_archivio.htm#813958644403959863"><img src="http://www.mantellini.it/2413284614_4bf0608708_m.jpg" alt="Luca De Biase alla SWG. Legge i primi dati. Foto di Mantellini" /></a></p>
<p>- L&#8217;<a href="http://bora.la/2008/04/14/weber-dietro-le-quinte-a-swg-racconta-il-voto-del-nord-intriso-di-civismo/">approfondimento di Enrico Maria Milic su Bora.la</a> &#8211; a partire dalle considerazioni di Roberto Weber sulla Lega</p>
<p>- Il canale <a href="http://twitter.com/election_jules">Twitter di Giulia Blasi</a>, il liveblogging in inglese di <a href="http://fabioturel.nova100.ilsole24ore.com/">Fabio Turel</a>, <a href="http://www.polisblog.it">PolisBlog</a>, <a href="http://www.baotzebao.eu/2008/04/14/le-elezioni-2008-tutto-in-un-solo-click/">Baotzebao</a></p>
<p>- La <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/507738">diretta di Zoro da Roma</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Astensionismo. Tra noia, disaffezione e endorsement.</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 14:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ora tutti temono il non-voto (e prima se ne fregavano). Domani si vedrà quanta gente è andata al mare. Intanto, online, se ne parla di più: forse anche perché molti blogger dichiarano pubblicamente il loro voto (o non voto appunto).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Finita la campagna elettorale 2008. Poche sorprese, molta noia. </p></blockquote>
<p>Molta stanchezza, qualche cenno di noia (eufemismo) e nessun colpo di scena dell&#8217;ultimo minuto (se si esclude la gaffe romanocentrica di Totti <a href="http://politica.excite.it/news/8606/Video-Berlusconi-Totti-non-ci-sta-con-la-testa">documentata da Zoro/Excite</a>), il sabato prima della domenica votante diventa una ansiosa camera di decompressione &#8211; spesso preda di tentativi di strisciante propaganda amicale o (ormai) supportata dalle nuove tecnologia come gli sms. </p>
<blockquote><p>Negli ultimi giorni è emerso prepotentemente il tema dell&#8217;astensionismo. </p></blockquote>
<p>Tema forse finora troppo sottovalutato dagli attori politici &#8211; come se la cosiddetta anti-politica e il grillismo fossero fenomeni accaduti altrove, senza punti di contatto con questa politica e queste elezioni. Nessuno vi ha dedicato alcuno spazio comunicativo, come per esempio è accaduto per la <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/12/vota-con-todas-tus-fuerzas-la-campagna-gotv-e-vincente-di-zapatero/">campagna di <strong>Zapatero</strong></a>. Ne ho scritto anche su DNews e su Webgol: <a href="http://www.webgol.it/2008/04/10/vincere-le-elezioni-zona-cesarini-e-supplementari/">&#8220;Vincere le elezioni. Zona Cesarini e supplementari&#8221;</a>.</p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/04/astensionismo.jpg" alt="Il tema dell’astensionismo nel buzz della blogosfera. L’aumento negli ultimi giorni, da www.blogmeter.it" width="700" height="412" />
	<div>Il tema dell’astensionismo nel buzz della blogosfera. L’aumento negli ultimi giorni, da www.blogmeter.it</div>
</div>
<blockquote><p>La percentuale di astensionismo è forse la curiosità meno prevedibile e più interessante dei risultati delle elezioni di domenica e lunedì (oltre ovviamente a chi vince) :)</p></blockquote>
<p>Che il tema sia diventato abbastanza centrale nell&#8217;agenda dei media (e dei cittaidni: e su Internet è davvero difficile distinguere gli uni dagli altri), lo dimostrano i dati che provengono dal monitoring del buzz online &#8211; dai dati di <strong><a href="http://www.blogmeter.it/">BlogMeter</a></strong> (con cui abbiamo fatto <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/">molte puntate di analisi delle conversazioni online</a>, qui <a href="http://mediameter.wordpress.com/osservatorio-buzz-politico-online/">altre delucidazioni</a>). Il monitoraggio va avanti da gennaio 2008 e ha ora raggiunto 400.000 item, e 170 fonti totali tra blog, forum e mailing list (che via via viene rabboccato con nuovi ingressi: ed è mix ponderato e selezionato di luoghi dove si scrive di politica).</p>
<p>Dai dati del buzz il tema &#8220;astensionismo&#8221; (tra tutti i temi/issue di campagna citati, <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/19/i-temi-di-programma-piu-discussi-molto-fisco-poca-famiglia/">vedi grafico</a>) e&#8217; passato dal <strong>1,6 % di marzo</strong> al <strong>2,8 da inizio aprile</strong> a oggi, al <strong>4% negli ultimi tre giorni</strong>. Forse anche perché, molti blogger hanno usato lo spazio dei loro siti per <strong>endorsement dell&#8217;ultimo momento</strong> (interessante fenomeno, ancora però poco diffuso). </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La liturgia di Veltroni, politica calma-e-gesso</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/10/la-liturgia-di-veltroni-politica-calma-e-gesso/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 15:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La semantica dei 100 e passa comizi di Walter Veltroni (quasi tutti disponibili online) - tra vestiari rassicuranti, peritesti simbolici e deissi cognitive ("l'avversario non si chiama per nome"). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A cura di <strong><a href="http://www.spindoc.it/author/simonedebellis/">Simone De Bellis</a> e <a href="http://www.spindoc.it/author/valentinaporcu/">Valentina Porcu</a></strong></p>
<blockquote><p>Siamo come l&#8217;Italia del &#8216;82: &#8220;<em>Domenica il risultato lo fate voi!</em>&#8221; é la frase conclusiva del tour di Veltroni. </p></blockquote>
<p>Quasi contemporaneamente al <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/07/la-liturgia-di-berlusconi-oltre-il-contratto-con-gli-italiani/">messianico intervento romano di Berlusconi</a> si è svolto l&#8217;incontro a Caserta. Uno dei tanti (più di 100) comizi nelle piazze italiane  del candidato del Partito Democratico <strong>Walter Veltroni</strong>. Stili fortemente alternativi quelli dei due leader. Il candidato del Pd si distingue sia nella pacatezza dei toni, sia nel <em>peritesto</em> simbolico.</p>
<p><object width="400" height="320"><param name="movie" value="http://www.democratica.tv/js/mediaplayer.swf"/><param name="allowfullscreen" value="true"><param name="flashvars" value="config=http://www.democratica.tv/playerconfig.xml&#038;file=http://www.democratica.tv/xml/embed/4225"/><embed src="http://www.democratica.tv/js/mediaplayer.swf" type="application/x-shockwave-flash" flashvars="config=http://www.democratica.tv/playerconfig.xml&#038;file=http://www.democratica.tv/xml/embed/4225" allowfullscreen="true" width="400" height="320"/></object></p>
<blockquote><p>Su <a href="http://www.democratica.tv/">DemocraticaTv</a>  (in collaborazione con <a href="http://www.nessuno.tv/">Nessunotv</a>) per intero (quasi) tutti gli interventi nelle piazze italiane. </p></blockquote>
<p>Detto altrimenti. Veltroni ha adottato lungo le tappe del suo viaggio un abbigliamento classico &#8211; come quello del suo oppositore &#8211; ma mantenendolo nella forma del &#8220;completo&#8221;: abito elegante, camicia chiara, cravatta generalmente rosso cupo o blu, accompagnati da una gestualità composta. Diverso lo stile berlusconiano, che sapientemente alterna completi impeccabili a tenute più casual e gestualità prorompente a lapidarie esternazioni. In sintesi: se Berlusconi fa dell&#8217;<em>ecletticismo</em> personale una caratteristica vestimentaria, Veltroni si contraddistingue per la <em>stabilità</em> e <strong>la costanza dei comportamenti e dell&#8217;abbigliamento</strong>.</p>
<blockquote><p>Ma il confronto tra i due leader non si esaurisce certo nel vestiario. Se prendiamo a riferimento la tappa conclusiva del tour possiamo ritrovare una summa dell&#8217;approccio Veltroniano.</p></blockquote>
<p>Distanti nelle idee ma anche nel modo di raccontarle, se Berlusconi, come già detto, genera, amplifica e ravviva gli entusiasmi della platea, Veltroni si preoccupa invece di tenerla calma e di rasserenare gli animi anche nei confronti delle critiche a posizioni politiche distanti da quelle del PD (ammonisce la folla dicendo: &#8220;<strong>noi non fischiamo nessuno</strong>&#8220;).</p>
<p>Altra differenza sostanziale negli stili dei due sono le modalità di evocazione degli avversari. L&#8217;uso della <strong>deissi cognitiva</strong> (Berlusconi viene citato come &#8220;il principale esponente&#8221;) evita spesso al candidato del PD l&#8217;utilizzo di nomi, cognomi e, probabilmente, cariche degli avversari. Tutti dati ampiamente citati invece, e utilizzati comunicativamente dal candidato della PDL. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>A Walterloo si può vincere. Firmato Zoro-Luciani</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 15:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arturo Barbato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Piccola analisi e retroscena dell'(ultimo?) video politico di Diego Bianchi, alias Zoro. Lo spunto: il Napoleone di Luciani e gli ormai classici stilemi del buon video virale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La saga politica di <strong>Diego Bianchi</strong>, aka <a href="http://zoro.blog.excite.it/">Zoro</a>, giunge alla <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/507379">8° puntata</a>. Vedi anche altri <a href="http://www.spindoc.it/?s=zoro">approfondimenti </a>sulla serie &#8220;Tolleranza Zoro&#8221;. </p></blockquote>
<p>Tutto in realtà nasce dal caso di <strong>Luca Luciani</strong> (vedi la <a href="http://apogeonline.com/webzine/2008/04/07/20/200804072001">sintesi-link</a> di Apogeonline) &#8211; il manager di Telecom pescato su YouTube a parlare della grande vittoria di Napoleone a Waterloo che è diventato in poco tempo un irresistibile tormentone. Ma in realtà, come spesso accade con Diego Bianchi, tutto è un pretesto e un rimando continuo &#8211; per parlare anche d&#8217;altro attraverso altro ancora.</p>
<p>Prima <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/507379">meglio vedere il video</a> (più breve del solito) &#8211; poi considerazioni e qualche retroscena.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/JPyH-mOQVLw&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/JPyH-mOQVLw&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>Dopo la <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/01/tolleranza-zoro-ciak-7-arriva-la-veltroni-girl/">parentesi spassosamente teatrale</a> (nella sua comicità e, insieme, nel suo costante dramma politico interiore dell&#8217;eclettico protagonista), Zoro ha deciso di mettere sotto la lente della sua ironia il <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/03/quante-volte-si-puo-fare-si-puo-fare/">bombardamento politico-virale</a> di queste settimane utilizzando, per una volta, le stesse &#8220;regole&#8221; di candidati e attivisti. Eccole di seguito, più o meno sintetizzabili così</p>
<ul>
	1) Seguire pedissequamenete l&#8217;esempio della campaign <a href="http://www.spindoc.it/category/usa/">USA</a>.<br />
	2) Utilizzare il bianco e nero.<br />
3) Avvalersi della collaborazione di &#8220;giovani debuttanti&#8221; del video.<br />
4) Far schioccare sempre e comunque le dita.
</ul>
<blockquote><p>Chi scrive è stato parte dell&#8217;improvvisato cast 2.0 e ha partecipato a varie fasi del progetto fin dal concepimento della &#8220;Walterloo-idea&#8221;. Niente giudizi di valore dunque, il conflitto d&#8217;interessi è sempre dietro l&#8217;angolo. </p></blockquote>
<p>L&#8217;idea è nata d&#8217;impulso, dettata da una congiuntura fin troppo favorevole. Nell&#8217;arco di poche ore l&#8217;attenzione è stata monopolizzata da due video: <em>&#8220;<a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/507379">la cosa più intrinsecamente berlusconiana</a> vista ultimamente (l&#8217;ormai celebre discorso di Luca Luciani di cui sopra) e quella più veltronica (il <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/03/quante-volte-si-puo-fare-si-puo-fare/">video di sipuofare2008</a>) apparsa online tra i tanti viral di questa campagna elettorale&#8221;</em>.</p>
<p>Il filmato ha preso vita in poche ore, complice l&#8217;entusiasmo del regista e degli improvvisati attori. Il &#8220;testo di Luca Luciani&#8221; si è fuso con alcune battute del &#8220;regalo a Walter&#8221; e il <em>&#8220;mezzo incubo&#8221;</em> di Zoro è nato. Siamo di fronte, forse, alla più netta presa di posizione di Diego Bianchi ben spiegata dalle sue stesse parole: <em>&#8220;<strong>Se è vero che ognuno un giorno avrà la sua Waterloo, tocca comunque scegliersi un degno Napoletone, ora</strong>&#8220;</em>. </p>
<p>E, in un altro <a href="http://www.la7.it/blog/default.asp?idblog=DIEGO_BIANCHI_-_La7_di_7oro_23">luogo virtuale</a>, così: <em>&#8220;Un mezzo incubo buono per tutti, interpretabile a piacimento, da una parte come premonizione di fine certa, dall&#8217;altra, la mia, come auspicio di una storia diversa che si può e si deve fare, prima o poi, sperando sia questa la volta buona&#8221;.<br />
<em></p>
<p>(nb. di Antonio Sofi: un omaggio dichiaratamente di parte e amichevole ma tutto meritato, questo alla serie &#8220;<a href="http://www.youtube.com/user/diegobianchi">Tolleranza Zoro</a>&#8220;: a parte lui poco altro, di veramente originale, che non riproponga gli ormai frusti stilemi comunicativi, della scena grassroots video italiana)</em></p>
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