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	<title>Spindoc &#187; PDL</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>Internet better politics. Da Vendola all&#8217;open gov.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/06/30/internet-better-politics-da-vendola-allopen-gov/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 19:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno dopo Toscana Lab, materiali, idee, un (semi)decalogo e alcune presentazioni della parte politica della due giorni fiorentina alla ricerca dei modi con cui Internet migliora la vita (e in questo caso la politica).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Conclusi a Firenze, presso la Gipsoteca dell’Istituto d’arte di Porta Romana, i lavori di <a href="http://www.toscanalab.it/programma-29-giugno/">ToscanaLab</a>.</p></blockquote>
<p>Il tema (generale) è stato “Internet Better Life”, <a href="http://www.toscanalab.it/about/">ovvero</a>: &#8220;Come internet e il web 2.0 contribuiscono a migliorare la vita degli individui, veicolando in modo diverso e più ricco la conoscenza, modificando le relazioni tra le persone e trasformando di fatto l’azione sociale, con un approccio allargato e partecipativo&#8221;.</p>
<p>Di seguito alcuni dei punti emersi durante il workshop del 29 giugno intitolato &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/2010/06/25/internet-better-life-la-politica-pa-e-nuovi-media/">Internet better society</a>&#8221; e dedicato alla politica, al giornalismo e alla pubblica amministrazione.  Con interventi di <a href="http://www.sergiomaistrello.it">Sergio Maistrello</a>, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/">Ernesto Belisario</a>, <a href="http://www.liviacolare.com/">Livia Iacolare</a>, <a href="http://www.proformaweb.it">Dino Amenduni</a> e <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a> (e moderato da<a href="http://www.webgol.it"> Antonio Sofi</a>)</p>
<h3>Alcuni punti emersi</h3>
<p>I punti di cui sotto andranno a contribuire &#8211; insieme ai &#8220;risultati&#8221; dei lavori degli altri workshop paralleli &#8211; a una sorta di &#8220;decalogo&#8221; dell&#8217;evento Internet better life, che sarà pubblicato sul <a href="http://www.toscanalab.it">sito di Toscana Lab</a>.</p>
<div id="attachment_2540" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/territorio.jpg" alt="Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro" width="719" height="463" class="size-full wp-image-2540" /><p class="wp-caption-text">Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Trasparenza e fiducia</strong></p>
<blockquote><p>Negoziazione fiduciaria e traslucida: niente più &#8220;severamente vietato&#8221; o posta &#8220;raccomandata&#8221;. </p></blockquote>
<p>La società digitale è trasparente e translucida: ci si vede (ci si deve vedere) attraverso. La spinta verso la massima trasparenza vale per la politica e per la pubblica amministrazione, per il giornalismo e l’informazione, per il pubblico e i cittadini. Una nuova negoziazione che produce una nuova opinione pubblica: più informata e attiva, in cui nessuno può nascondere niente o avere rendite di posizione. Una nuova negoziazione fiduciaria. Il termine è inoltre legato a doppio filo all’attività della Pubblica Amministrazione: la trasparenza degli atti amministrativi può essere realizzata solo e unicamente tramite le nuove tecnologie. Per rendere noti decisioni e risultati; per migliorare il rapporto dei cittadini con la burocrazia e la competitività delle scelte delle aziende.</p>
<p><strong>Ascolto e condivisione</strong></p>
<blockquote><p>Non è più l&#8217;audience che deve avere grandi orecchie, ma la politica e il giornalismo che devono ascoltare, prima di dire. </p></blockquote>
<p>Più che per parlare, i nuovi media servono per ascoltare gli altri. Il pubblico ha subito una mutazione antropologica: non è più audience muta, ma è composta di persone che possono pubblicare e si aggregano intorno a un bisogno o un contenuto. Una propensione all’ascolto e all’apertura verso l’esterno è sempre più il presupposto per poi dire con sensatezza. All’ascolto si lega l’idea di condivisione – che chiama in causa tutti i soggetti interessati nessuno escluso. Non è un flusso che viene dall’alto, ma un meccanismo circolare attivato da tutti i nodi che stanno in rete: ogni pezzo di contenuto e informazione condiviso migliora la vita di chi viene in contatto con esso.</p>
<div id="attachment_2542" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/grassroots.jpg" alt="Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro" width="719" height="500" class="size-full wp-image-2542" /><p class="wp-caption-text">Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Riscoperta del territorio e senso di comunità </strong></p>
<blockquote><p>Il territorio e le comunità che lo animano sono le ultime nicchie possibili &#8211; e quelle più vitali.</p></blockquote>
<p> I nuovi media non sono solo fattore di globalizzazione. Ma sempre più una riscoperta del territorio e del locale, grazie a comunità di persone che trovano online gli strumenti per conoscersi, far conoscere i propri bisogni, attivarsi e organizzarsi. Le comunità che si creano online (anche se non hanno una base geolocalizzata) hanno un forte senso di appartenenza e adesione – che può diventare anche il vero valore aggiunto per l’innovazione e il cambiamento.</p>
<p><strong>Impegno “grassroots” e approfondimento narrativo</strong></p>
<blockquote><p>Oltre la tv e i formati facili e semplificati, c&#8217;è spazio per l&#8217;approfondimento.</p></blockquote>
<p> I nuovi spazi digitali consentono e aprono alla progettazione, produzione e distribuzione di contenuti dal basso (“grassroots”) che aggirano le logiche mediali tradizionali e si caratterizzano per un maggiore impegno. Una propensione (spesso multimediale) legata alla ricerca dell’approfondimento, della narrazione, della profondità dello sguardo sui fatti e sugli eventi.</p>
<p><strong>Sincronizzazione e “bridging” tra diverse velocità</strong></p>
<blockquote><p>Piattaforma di comunicazione e di condivisione: per camminare insieme.</p></blockquote>
<p> In contesti in cui esistono varie e diverse sensibilità, tradizioni, velocità e esperienze (pe l’Unione Europea), il web può servire per “sincronizzare” i vari punti di vista e fare da ponte (“bridge”). Sia per la costruzione di una identità comune, sia – più pragmaticamente – per concordare delle politiche efficaci e condivise.</p>
<h3>Le presentazioni e gli interventi</h3>
<p>Di seguito gli interventi pubblicati online, su slideshare o altrove</p>
<p>ANTONIO SOFI (in plenaria il 28 giugno), &#8220;Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale&#8221;.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4652306"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/webgol/politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" title="Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.">Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.</a></strong><object id="__sse4652306" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4652306" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/webgol">Webgol Network</a>.</div>
</div>
<p>SERGIO MAISTRELLO, &#8220;Le opportunità della dimensione iperlocale&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4649488"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello/toscanalab-2010" title="Le opportunità della dimensione iperlocale - ToscanaLab 2010">Le opportunità della dimensione iperlocale &#8211; ToscanaLab 2010</a></strong><object id="__sse4649488" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4649488" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello">Sergio Maistrello</a>.</div>
</div>
<p>DINO AMENDUNI, &#8220;Puglia. Due casi non casuali di comunicazione politica&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4648997"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/doonie/nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" title="Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica">Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica</a></strong><object id="__sse4648997" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4648997" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/doonie">Dino Amenduni</a>.</div>
</div>
<p>ERNESTO BELISARIO, &#8220;Open Government. Miti, realtà, speranze&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4808174"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario/open-government-miti-realt-e-speranze" title="Open government  (miti, realtà e speranze)">Open government  (miti, realtà e speranze)</a></strong><object id="__sse4808174" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4808174" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario">Ernesto  Belisario</a>.</div>
</div>
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		<item>
		<title>Political divide /2. Potè più Facebook che i siti (o blog)</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/06/10/political-divide-2-pote-piu-facebook-che-i-siti-o-i-blog/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 15:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Epifani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il secondo approfondimento di una ricerca che prova a fotografare l'uso che i parlamentari italiani fanno dei media relazionali e di Internet. Destra, sinistra, centro divisi sugli strumenti utilizzati: pochi blog, molti siti, in crescita i social network (Facebook sopra tutti).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/parlamento20.jpg" alt="" title="" width="125" height="125" class="alignright size-full wp-image-1892" /><em>Come i parlamentari della attuale legislatura utilizzano gli strumenti del web sociale per mantenere un contatto diretto con i propri elettori? Intorno a questa domanda ruota la ricerca sull&#8217;uso di internet da parte dei soggetti politici italiani, coordinata da <a href="http://blog.stefanoepifani.it">Stefano Epifani</a> dell&#8217;Università La Sapienza. Di seguito il secondo approfondimento estratto dalla ricerca condotta ad Aprile 2009 sui 951 parlamentari, dopo il <a href="http://www.spindoc.it/2009/05/21/political-divide-1-deputati-e-senatori-alla-prova-del-web/">primo pubblicato su Spindoc</a> qualche settimana fa, sui primi dati di contesto (la serie completa è sotto la categoria &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">Political divide</a>&#8220;.</em><br />
	LEGGI: La prima puntata (<a href="http://www.spindoc.it/2009/05/21/political-divide-1-deputati-e-senatori-alla-prova-del-web/">Political divide /1. Parlamentari alla prova del Web</a>); tutta la <a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">serie</a>; <a href="http://blog.stefanoepifani.it/cronache-universitarie/la-comunicazione-politica-nellera-dei-media-relazionali-unoccasione-perduta/">l&#8217;introduzione alla ricerca</a>, con gli obiettivi e le tre fasi (analisi quantitativa, di dettaglio e qualitativa);  l&#8217;articolo su <a href="http://blog.stefanoepifani.it/wp-content/uploads/2009/05/epifanisurepubblica.pdf">Affari e Finanza</a><br />
	ASCOLTA: l&#8217;intervista per <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/05/15/dallemiciclo-al-web-una-ricerca-sui-politici">Quinta di Copertina</a></p>
<p>Dopo esserci chiesti <a href="http://www.spindoc.it/2009/05/21/political-divide-1-deputati-e-senatori-alla-prova-del-web/">quanti di essi fossero online</a> non potevamo non chiederci quali strumenti utilizzassero. Abbiamo cercato di tracciare – in un contesto senz’altro fluido ed in rapidissima evoluzione – le modalità di comunicazione dei nostri parlamentari, a partire dal tipo di strumenti utilizzati. Sono state quindi analizzate tre categorie di strumento:</p>
<ul>
<li><strong>Siti internet</strong> (Più o meno siti vetrina, sintomo e sinonimo di una comunicazione online spesso di tipo “tradizionale”, poco aperta al dialogo e poco orientata al Web 2.0);</li>
<li><strong>Blog personali</strong> (Comunicazione personalizzata, aggiornamenti periodici, interattività, apertura al web 2.0 &#8211; vera o presunta);</li>
<li><strong>Social network</strong> (la novità degli ultimi tempi, e la vera sorpresa di questa rilevazione: strumenti che hanno fatto registrare in alcuni casi una crescita rapidissima e fulminante)</li>
</ul>
<h3>Gli strumenti utilizzati: sito</h3>
<blockquote><p>Il 45% del totale degli eletti gestisce un sito, il 75% di quelli attivi in Rete.</p></blockquote>
<p>Come evidenziato dal grafico, ben il <strong>75% del totale dei Parlamentari attivi in rete</strong> gestisce un sito web. (Quelli attivi in Rete, ricordiamo, sono a loro volta più o meno il 60% del totale degli eletti, vedi <a href="http://www.spindoc.it/2009/05/21/political-divide-1-deputati-e-senatori-alla-prova-del-web/">prima puntata</a>; il che si traduce nel 45% sul totale dei 950 Parlamentari della XVI Legislatura). In altre parole: la stragrande maggioranza di chi è attivo in Rete e quasi <strong>la metà di chi è attualmente parlamentare ha un sito web</strong>. E&#8217; un dato in linea con le aspettative (basse) di partenza, ma che comunque dimostra la centralità (e per certi versi la &#8220;tradizionalità&#8221;) del sito web come strumento di comunicazione del politico con il suo elettorato (e spesso anche con gli organi di stampa).</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2067" style="width:513px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image001.png" alt="Grafico 1. Strumenti web utilizzati dai parlamentari" width="513" height="328" />
	<div>Grafico 1. Strumenti web utilizzati dai parlamentari</div>
</div>
<h3>Gli strumenti utilizzati: blog e social network</h3>
<blockquote><p>Il 62% dei parlamentari presenti in Rete ha un profilo più o meno attivo su un social network. Pochi i blog veri e propri.</p></blockquote>
<p> Sorprendente è, al contrario, la percentuale di parlamentari che utilizza i social network: <strong>il 62% dei 540 esponenti del Parlamento</strong> che sono presenti in rete ha attivato almeno un profilo personale su delle piattaforme di social networking oggetto di analisi (percentuale che diventa del 35% sul totale dei 950 Parlamentari in carica). Si tratta di un numero interessante, che evidenzia con chiarezza la rapida diffusione dei network sociali in rete. Deludente, invece, è il dato relativo all’utilizzo dei blog: <strong>soltanto il 13% dei Parlamentari in carica ha attivato e gestisce un blog</strong>, ossia il 23% del totale dei Parlamentari attivi on line.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2074" style="width:422px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image002.png" alt="Grafico 2. Quale social network usano i parlamentari italiani." width="422" height="285" />
	<div>Grafico 2. Quale social network usano i parlamentari italiani.</div>
</div>
<blockquote><p>Twitter non supera il 2% tra i parlamentari italiani. Facebook sfiora il 60%.</p></blockquote>
<p>Ma quali sono i social network più diffusi in parlamento? Facebook risulta essere di gran lunga quello con maggiore penetrazione, con una percentuale che sfiora addirittura il 60% del totale. YouTube raggiunge il 16%, LinkedIn non supera il 7%, preceduto da Flickr (9%) e seguito da MySpace (6%). Quest&#8217;ultimo è forse quello che più fa segnare la distanza tra &#8220;universo&#8221; dei parlamentari, e &#8220;universo&#8221; degli utenti in Rete (è secondo come diffusione dopo Facebook). Chiude la classifica Twitter, che non supera il 2%.</p>
<h3>Gli strumenti utilizzati, tra Camera e Senato</h3>
<p>Di seguito il dato disaggregato relativo all’utilizzo degli strumenti di comunicazione online da parte di deputati e senatori. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2076" style="width:454px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image003.png" alt="Grafico 3. Gli strumenti web utilizzati, tra Camera e Senato" width="454" height="346" />
	<div>Grafico 3. Gli strumenti web utilizzati, tra Camera e Senato</div>
</div>
<blockquote><p>Lo strumento blog non dà particolari differenze tra senatori e deputati: usato poco da entrambi.</p></blockquote>
<p>Tra i dati interessanti la differenza tra senatori e deputati attivi in rete quanto all&#8217;uso degli strumenti di social networking: il 39% a confronto di un 51% per i Deputati &#8211; probabilmente influisce la differenza anagrafica tra i due universi di riferimento. Interpretazione che la predilezione dei senatori per il più tradizionale sito tenderebbe a confermare. </p>
<h3>Gli strumenti utilizzati, per schieramento politico</h3>
<p>Oltre all&#8217;età, anche lo schieramento politico incide sulle modalità d’uso della rete. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2079" style="width:454px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image004.png" alt="Grafico 4. Strumenti utilizzati per schieramento politico" width="454" height="301" />
	<div>Grafico 4. Strumenti utilizzati per schieramento politico</div>
</div>
<blockquote><p>Il centro-sinistra usa di più gli strumenti web</p></blockquote>
<p> Tra i due schieramenti le differenze diventano più consistenti se si prendono in considerazione le percentuali dei Parlamentari che utilizzano siti Internet e social network sul totale dei parlamentari in carica: in particolare, sul totale dei 376 parlamentari del centro-sinistra, il 46% ha un sito Internet e il 40% un profilo sui social network, rispetto al rispetto 39% e 32% dei 502 parlamentari di centro-destra. Anche i blog sono più &#8220;usati&#8221; dai parlamentari di centro-sinistra.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2081" style="width:510px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image005.png" alt="Grafico 5. Percentuali d'uso di strumenti per schieramento" width="510" height="323" />
	<div>Grafico 5. Percentuali d'uso di strumenti per schieramento</div>
</div>
<p>Differenze consistenti sono rilevabili anche in riferimento ai parlamentari di centro attivi in rete. A tal proposito, essi limitano l’impegno on line all’attivazione di siti Internet &#8211; per l’80% del totale dei Deputati e Senatori di Centro presenti in rete (il 42% di tutti i Parlamentari dello schieramento) &#8211;  mentre soltanto il 49% utilizza almeno un social network (il 26% del totale dei Parlamentari di Centro) &#8211; con circa dieci punti percentuali in meno rispetto ai parlamentari di centro-sinistra e centro-destra, e, infine, il 18% gestisce un proprio blog.</p>
<p><em>(2/ continua. Nella prossima puntata: motivazioni e modalità d’uso)</em></p>
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		<title>Political divide /1. Parlamentari alla prova del Web</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 13:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Epifani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo approfondimento su una ricerca che prova a fotografare l'uso che i parlamentari italiani fanno dei media relazionali e di Internet. Il 60% è online, ma non tutti lo usano veramente. I primi dati su camera di appartenenza, genere, schieramento partitico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/parlamento20.jpg" alt="" title="" width="125" height="125" class="alignright size-full wp-image-1892" /><em>Come i parlamentari della attuale legislatura utilizzano gli strumenti del web sociale per mantenere un contatto diretto con i propri elettori? Intorno a questa domanda ruota la ricerca sull&#8217;uso di internet da parte dei soggetti politici italiani, coordinata da <a href="http://blog.stefanoepifani.it">Stefano Epifani</a> dell&#8217;Università La Sapienza. Inizia oggi una serie di post settimanali su Spindoc, con analisi e i primi risultati. Questa è la prima puntata di una serie chiamata &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">Political divide</a>&#8220;.</em><br />
	LEGGI: tutta la <a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">serie</a>; <a href="http://blog.stefanoepifani.it/cronache-universitarie/la-comunicazione-politica-nellera-dei-media-relazionali-unoccasione-perduta/">l&#8217;introduzione alla ricerca</a>, con gli obiettivi e le tre fasi (analisi quantitativa, di dettaglio e qualitativa);  l&#8217;articolo su <a href="http://blog.stefanoepifani.it/wp-content/uploads/2009/05/epifanisurepubblica.pdf">Affari e Finanza</a><br />
	ASCOLTA: l&#8217;intervista per <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/05/15/dallemiciclo-al-web-una-ricerca-sui-politici">Quinta di Copertina</a></p>
<h3>Una premessa sulla politica che comunica</h3>
<blockquote><p>Che la politica sia (anche) comunicazione, non ci piove &#8211; più o meno da Cicerone in poi. </p></blockquote>
<p> Che l&#8217;arte (o la tecnica) di stimolare, raccogliere, attivare, talvolta creare quasi da zero il consenso da parte di un soggetto politico abbisogni una più o meno intensa e programmata azione comunicativa, è cosa placida e non dibattuta. I problemi semmai iniziano quando dal &#8220;se comunicare&#8221; si passa al &#8220;come comunicare&#8221;, attraverso quale strumento e con che modalità. Soprattutto perché negli ultimi anni sono aumentati a dismisura i contesti mediali, i campi giornalistici, le opzioni strategiche, i pubblici e i soggetti attivi nella competizione politica. </p>
<blockquote><p>Quando tutto sembra ormai tranquillo, ecco spuntare Internet, ed è di nuovo tutto complicato&#8230;</p></blockquote>
<p> E poi, quando tutto sembra definitivamente tarato sulla televisione, ecco comparire internet, e le tecnologie connettive che fanno oggi parlare di 2.0 o social web. E la politica deve affrontare la sfida delle nuove tecnologie digitali – come nuovo luogo in cui comunicare sé stessi, e soprattutto entrare in relazione con gli elettori. Dalle campagne elettorali premoderne a quelle postmoderne (passando per quelle moderne semplici, secondo la tripartizione della studiosa Norris) perde centralità la televisione, <em>king maker</em> per eccellenza fino ad oggi (fino ad Dean e soprattutto ad Obama) – e le strategie si fanno via via più complesse e crossmediali.</p>
<p><a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/themes/tma/images/latest/politicaldivide01.jpg" alt="null" /></a></p>
<h3>Come usano la Rete i politici italiani?</h3>
<blockquote><p>Le prime due fasi della ricerca (analisi quantitativa, nella quale è stata rilevata la presenza online, e di dettaglio, nella quale si è rilevata l’attività) sono terminate, e ci si appresta ad erogare la fase qualitativa, con interviste e focus group ai politici.</p></blockquote>
<p> Al di là delle premesse e delle teorie, finora non sono state molte le ricerche e analisi (che non fossero eminentemente <em>nasologiche</em>) sull&#8217;uso del web 2.0 da parte dei politici italiani. C&#8217;è soprattutto una ragione di tempistiche. Il velocissimo diffondersi di un certo web sociale (per esempio sull&#8217;onda propulsiva e popolarizzante di un social network come Facebook) ha portato molti politici italiani e parlamentari ad usare Internet nella sua versione più sociale. Catapultati sulla Rete, così come molti altri &#8220;semplici&#8221; cittadini, a sperimentare in vivo pregi e difetti della comunicazione disintermediata, e delle conversazioni. Questa ricerca è un percorso finalizzato a fotografare – attraverso una analisi a tre fasi – le attività on-line dei politici italiani, partendo dai <strong>deputati eletti nella attuale legislatura</strong>. Obiettivo più puntuale è verificare se e come essi utilizzino gli strumenti di comunicazione online per mantenere vivo il rapporto con il loro collegio e con i propri elettori. </p>
<h3>I primi dati della ricerca. La presenza online dei politici</h3>
<div class="img alignright size-full wp-image-1919" style="width:344px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/image002.png" alt="Grafico 1. La presenza in Rete dei 952 parlamentari italiani (dato rilevato Aprile 2009)" width="344" height="188" />
	<div>Grafico 1. La presenza in Rete dei 952 parlamentari italiani (dato rilevato Aprile 2009)</div>
</div>
<p>Ecco i primi dati. La rilevazione è stata effettuata nel mese di Aprile 2009: su <strong>952 parlamentari 573 sono presenti in rete</strong> attraverso almeno uno strumento di comunicazione tra quelli presi in considerazione (siti internet, blog, principali social network), vale a dire il <strong>60% del totale</strong>.</p>
<p>Un dato apparentemente incoraggiante che va però confrontato con quelli relativi all’attività effettivamente riscontrata. Se il 60% dei soggetti ha attivato uno strumento di comunicazione online, di questi <strong>quasi un terzo – infatti – lo ha soltanto attivato</strong>, nel senso che non lo usa affatto (come vedremo prossimamente in dettaglio).</p>
<h3>Deputati o senatori e uomini e donne</h3>
<p>Separando il dato dei deputati da quello dei senatori, emerge come i primi siano più attivi, con una percentuale di penetrazione del <strong>63% contro quella del 56% dei senatori</strong>. Una differenza di 7 punti che è probabilmente riferibile al dato anagrafico e che diviene ancora più significativa andando ad analizzare la tipologia di attività: il sito internet “tradizionale” è lo strumento più utilizzato dai senatori, che solo nel <strong>39% dei casi (dato naturalmente riferito ai soli attori attivi) sono presenti su almeno un social network</strong>, contro il <strong>51% dei deputati</strong>.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1932" style="width:654px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/image005.png" alt="Grafico 2. La presenza online divisa per camera d'appartenenza e genere (dati rilevati ad aprile 2009)" width="654" height="491" />
	<div>Grafico 2. La presenza online divisa per camera d'appartenenza e genere (dati rilevati ad aprile 2009)</div>
</div>
<p>Dai dati si evince come esistano delle differenze rilevabili anche tra i parlamentari uomini e donne. La ricerca ha messo in luce come siano  i parlamentari di sesso femminile i più sensibili al richiamo del Web, anche se di poco: <strong>la percentuale di attività in rete raggiunge il 62% del totale dei politici di sesso femminile</strong>, rispetto al <strong>60% dei parlamentari uomini</strong>. Anche in questo caso il divario sale a <strong>8 punti percentuali se si considerano i soli social network</strong>, percentualmente quindi più presidiati dalle parlamentari donne.</p>
<h3>Presenze online divise per schieramento</h3>
<p>Ancora più interessanti i dati relativi agli schieramenti politici. I parlamentari del centrosinistra sembrano sfruttare di più gli strumenti di comunicazione online. In particolare, il <strong>68% di tutti i politici di Partito Democratico e Italia dei Valori</strong> gestiscono almeno uno strumento di comunicazione on line, a fronte del <strong>55% di tutti i politici della maggioranza</strong>. </p>
<div class="img alignright size-full wp-image-1928" style="width:774px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/image003.png" alt="Grafico 3. Presenza online dei parlamentari italiani divisi per schieramento (dati rilevati ad Aprile 2009)" width="774" height="487" />
	<div>Grafico 3. Presenza online dei parlamentari italiani divisi per schieramento (dati rilevati ad Aprile 2009)</div>
</div>
<p><br/><br/>Per il centrosinistra la percentuale di <strong>deputati presenti in rete raggiunge addirittura il 71%, mentre quella dei senatori arriva al 63%</strong>; per lo schieramento di centrodestra, invece, <strong>i deputati attivi on line sono il 58% e i senatori superano appena il 50%</strong>. Poco incoraggiante anche la presenza in rete dei politici di altri schieramenti: i rappresentanti di Camera e Senato di <strong>UDC e Gruppo Misto si fermano ad un modesto 54%, con i senatori addirittura al 44%</strong>.</p>
<p><em>(1/ continua. Nella prossima puntata: strumenti utilizzati e modalità d&#8217;uso)</em></p>
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		<title>Nuovo sito e twitter del Popolo della Libertà</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/03/25/nuovo-sito-e-twitter-del-popolo-della-liberta/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 14:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Online il nuovo sito del Popolo della Libertà, qualche giorno prima del primo congresso. Attivi anche canali di microblogging 2.0 come Twitter, ma curiosamente a nome di tutto il governo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni prima del primo congresso fondativo del Popolo della Libertà &#8211; che vedrà la fusione di Forza Italia e di An e che si terrà a Roma il prossimo 27-28-29 marzo, viene presentato un importante restyling del sito <a href="http://ilpopolodellaliberta.it/">www.ilpopolodellaliberta.it</a>. Il sito si propone come ammiraglia (insieme a <a href="http://www.governoberlusconi.it/">Governoberlusconi.it</a>) della flotta di siti più o meno verticali e di nicchia che sono da sempre il fattore distintivo della presenza del centro destra su Internet.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1781" style="width:700px;">
	<a href="http://ilpopolodellaliberta.it/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/03/pdl_sito.jpg" alt="Uno screenshot dell&#039;home page del sito del Popolo della Libertà" width="700" height="478" /></a>
	<div>Uno screenshot dell'home page del sito del Popolo della Libertà</div>
</div><br/></p>
<blockquote><p>Curioso come permangano da una parte le tracce delle varie anime del nuovo partito e dall&#8217;altra una sorta di &#8220;dipendenza&#8221; dal governo che è – in parte ma non del tutto – espressione del nuovo soggetto politico: molti account sono &#8220;firmati&#8221; Governo Berlusconi. </p></blockquote>
<p>Tra i canali 2.0 attivati o linkati: un canale su <a href="http://www.flickr.com/groups/forzaitaliafoto/pool/">Flicke</a> (che è però quello di Forza Italia); uno su <a href="http://it.youtube.com/governoberlusconi">YouTube</a> (con la denominazione Governo Berlusconi), una <a href="http://www.facebook.com/pages/wwwgovernoberlusconiit/32777449834#/pages/wwwgovernoberlusconiit/32777449834?v=wall&#038;viewas=876625573">fan page</a> molto frequentata su Facebook (dove è stato peraltro dato l&#8217;annuncio da Antonio Palmieri). </p>
<p>Spicca l&#8217;uso innovativo di un servizio di microblogging come Twitter, ultimamente molto di moda – con la denominazione che, anche in questo caso esula dal nuovo partito e coinvolge direttamente il governo: <a href="http://twitter.com/govberlusconi">Govberlusconi</a>. Stupisce un po&#8217; questa parziale sovrapposizione del nuovo partito/governo, soprattutto in considerazione del fatto che stiamo parlando di nuovi strumenti modellabili <em>ab origine</em> – che potevano essere destinati strategicamente al nuovo partito. </p>
<p>E&#8217; però un caso inedito, di un canale governativo con blog, microblog o simili – e vedremo come si evolverà nei prossimi mesi.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1782" style="width:700px;">
	<a href="http://twitter.com/govberlusconi"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/03/twitterberlusconi.jpg" alt="Uno screenshot del canale Twitter del Governo Berlusconi" width="700" height="424" /></a>
	<div>Uno screenshot del canale Twitter del Governo Berlusconi</div>
</div>
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		<title>Colombo e il web per sentire l&#8217;opinione pubblica</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/03/21/colombo-e-il-web-per-sentire-lopinione-pubblica/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 10:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Colombo e l'ascolto del web]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/03/edoardocolombo2-200x150.jpg" alt="Edoardo Colombo" /><br />
«La Rete avrà con ogni probabilità un ruolo preminente nel Dna del nuovo partito fusione di Forza Italia e An. E verrà usata non solo come strumento di comunicazione ma anche come luogo e come sede di dibattito e di coinvolgimento; non solo insomma per una scelta dettata dai tempi o dalla moda, ma anche per una esigenza organizzativa di gestire differenti culture che vanno ad unirsi in una nuova forza politica». Sono parole di Edoardo Colombo, intervistato per una serie di interviste su web e politica, per Quinta di Copertina. </p>
<p>ASCOLTA: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/03/20/il-web-per-sentire-lopinione-pubblica">Il web per sentire l’opinione pubblica</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Poke elettorale. La politica gioca con Facebook</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/12/22/poke-elettorale-la-politica-gioca-con-facebook/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 15:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convegni e conferenze]]></category>
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		<description><![CDATA[Geolocalizzazione della politica, e ufficio di rappresentanza permanente 24/7. Due degli usi politici (ancora ampiamente sperimentali) di Facebook. A partire da una ricerca sulla diffusione tra i deputati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em><font size="-2">Con il solito ritardo pubblico qui un pezzo uscito su Nòva del Sole 24 ore del 12 Dicembre con il titolo &#8220;La geolocalizzazione della politica&#8221;.</em></font></p></blockquote>
<p>Cos’è Facebook? A questa domanda oggi un quinto dei deputati italiani risponderebbe con un sorrisino di superiorità. Lo dice <a href="http://www.forzaitalia.it/notizie/arc_14548.htm">una ricerca presentata da Antonio Palmieri alla Camera dei Deputati</a>: <strong>133 deputati su 630 usano Facebook</strong>. Tra questi, ben 66 (il 10% del totale) non conoscono altra Internet se non il social network fondato dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg: non possiedono infatti neppure un sito vetrina. È tutto accaduto in pochi mesi, complici il successo della campagna online di Obama e la travolgente affermazione di Facebook in Italia. Quest’ultimo sta di fatto riuscendo nell’impresa che anni di blog hanno ripetutamente mancato: avvicinare il ceto politico italiano al web sociale, rompendo con la pedata del passaparola il “soffitto di vetro” che separa i due mondi. I numeri della ricerca indicano una tendenza: Facebook colpisce in misura proporzionalmente maggiore quelle culture politiche meno abituate alla comunicazione online “classica”, quella fatta di siti o blog nei casi più innovativi. Chi prima snobbava il sito ora ama Facebook, e viceversa. </p>
<blockquote><p>Il dato più eclatante è quello della Lega Nord: i  deputati con un profilo su Facebook superano di gran lunga quelli sito-muniti: 35% contro 15%.</p></blockquote>
<p> Tra i deputati del Partito Democratico, “solo” <strong>il 18,8%</strong> ha aperto un profilo su Facebook – a fronte del <strong>43% che possiede un sito</strong>. I deputati del Popolo delle Libertà, al contrario, in ritardo sui siti personali (“solo” il 38% ne ha uno), recuperano grazie a Facebook: <strong>il 22% ha un profilo attivo</strong>. La tendenza si conferma anche per i gruppi meno numerosi. Ma il dato più eclatante è quello della Lega Nord, i cui deputati con un profilo su Facebook superano di gran lunga quelli sito-muniti: <strong>35% contro 15%</strong>. E forse non è un caso che il partito da tutti invidiato per il suo radicamento nel territorio sia anche quello più innamorato di Facebook. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1554" style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/12/tabellafacebook.jpg" alt="Deputati online a confronto: siti personali e Facebook" width="500" height="355" />
	<div>Deputati online a confronto: siti personali e facebook.</div>
</div><a href="http://www.forzaitalia.it/notizie/arc_14548.htm">Tabella riassuntiva di una ricerca</a> presentata il 4 dicembre scorso da <a href="http://www.antoniopalmieri.it/">Antonio Palmieri</a>, responsabile Internet del Pdl, durante il convegno “<a href="http://www.codiceinternet.it/profiles/blogs/ci-vediamo-giovedi-4-dicembre">Obama un mese dopo. La vittoria di Internet?</a>”, organizzato da Codice Internet alla Camera dei Deputati.<br/><br/></p>
<blockquote><p>Facebook è usato per geolocalizzazione politica e rappresentanza politica permanente.</p></blockquote>
<p> Facebook si sta dimostrando strumento molto efficace per <strong>“geolocalizzare” le attività politiche</strong>, e comunicare con il territorio a vari livelli; è usato da amministratori locali, candidati alle primarie, dirigenti di partito. In alcuni casi funge da ufficio di rappresentanza ventiquattrore ore su ventiquattro, da cui ascoltare i bisogni di un elettorato sempre meno raggiungibile attraverso altri canali. Un social network come Facebook è forse più un ritorno al passato che un tuffo nel futuro; suona familiare perché in molti tratti ricorda la politica vecchia maniera. </p>
<blockquote><p>Consenso, comunicazione, conversazioni: le tre aree di affinità con la politica vecchio stile </p></blockquote>
<p> C’è <strong>l’elemento competitivo</strong> costruito intorno alla forza attrattiva del capitale sociale: più amici uguale più consenso. C’è <strong>il tratto comunicativo</strong> che riproduce una campagna elettorale permanente: il muro delle notizie è il chiacchiericcio della comunità, gli aggiornamenti di status micro-comizi per dettare la linea, i gruppi e gli eventi opportunità di targettizzare il messaggio parlando a pezzi di società su temi specifici. C’è infine <strong>un tratto conversazionale</strong>: al contrario dei blog – più opachi da questo punto di vista (difficile sapere con certezza chi sono i lettori) – chi interagisce su Facebook ha nome, cognome e faccia. Cade l’ultima scusa dell’anonimato, e la politica è obbligata, in primis dagli “amici”, ad uscire fuori dalla gabbia dorata dei media tradizionali.</p>
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		<title>Assemblea costituente Pdl. Solita liturgia, meno simboli</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/09/18/assemblea-costituente-pdl-solita-liturgia-meno-simboli/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 23:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
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		<description><![CDATA[Assemblea costituente del Pdl: solita liturgia, meno simboli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ieri i vertici del Popolo delle Libertà sono stati impegnati nella riunione del Comitato costituente nel tempio di Adriano, in piazza di Pietra a Roma. </p></blockquote>
<p> L&#8217;obiettivo è arrivare alla nascita del soggetto unitario del centrodestra, il nuovo partito in cui confluiranno Forza Italia e AN dopo i congressi che ne decreteranno lo scioglimento. Ancora non c&#8217;è una data precisa, ma per l&#8217;occasione è stato istituito il cosiddetto &#8220;<em>Comitato dei 100</em>&#8221; che proporrà tempi e modalità per la costituzione del nuovo partito.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1016" style="width:478px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/09/berlusconi_costituente.jpg" alt="Silvio Berlusconi interviene alla Costituente del Pdl" width="478" height="304" />
	<div>Silvio Berlusconi interviene alla Costituente del Pdl</div>
</div>
<p>Nonostante non sia possibile fruire ancora dei video integrali della Costituente per una analisi approfondita, stile, luogo e abbigliamento dei protagonisti si pongono nella <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/07/la-liturgia-di-berlusconi-oltre-il-contratto-con-gli-italiani">scia delle analisi già viste in relazione ad altri momenti della campagna</a>.</p>
<p>Tono più pacato e abbigliamento elegante per Berlusconi, chiamato stavolta a profilare il futuro di un partito che avrà come prima scadenza quella delle elezioni Europee.</p>
<blockquote><p>Non mancano ovviamente i simboli del partito, che appaiono però appena accennati, in rito di passaggio nella continuità volto a sottolineare e a ribadire l&#8217;appartenenza.</p></blockquote>
<p> Il luogo scelto evoca sacralità nella sua eleganza, con le colonne che si stagliano a cornice delle parole del premier, <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/07/la-liturgia-di-berlusconi-oltre-il-contratto-con-gli-italiani">come già il Pantheon</a> alcuni mesi va durante la campagna per le elezioni politiche. La scelta di una tale <em>location</em> denota in qualche modo continuità con le scelte di comunicazione fatte finora.</p>
<p>E&#8217; dunque un tipo di evento che serve a ribadire l&#8217;affiliazione e l&#8217;adesione più che l&#8217;immissione di nuovi contenuti politici all&#8217;interno della sfera pubblica. </p>
<ul>
Altre risorse: <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2492623644">Adnkronos</a>, <a href="http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/10856/2008-09-17.html">Italiachiamaitalia</a>, <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo427402.shtml">Tgcom</a> </ul>
]]></content:encoded>
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		<title>Governo.it. Mio, tuo, loro.</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 13:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<category><![CDATA[governo]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Governo.it esiste solo il governo in carica. Difficile accedere agli archivi dei governi precedenti: la denuncia. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="img aligncenter size-full wp-image-875" style="width:500px;">
	<a href="http://www.governo.it"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/08/governoit.png" alt="" width="500" height="102" /></a>
	<div>governo.it</div>
</div>
<p>Prendiamo spunto da un post di <a href="http://ocrampal.splinder.com/post/17980371/Le+case+con+la+coda">Marco Palombi</a> per segnalarne uno di <a href="http://mariotedeschini.blog.kataweb.it/giornalismodaltri/2008/08/05/il-sito-del-governo-e-solo-del-governo-in-carica/">Mario Tedeschini Lalli</a>.</p>
<blockquote><p>I siti del governo  sono  solo del Governo in carica?</p></blockquote>
<p>Se é vero che la politica é espressione dei cittadini, reperire analogie fra <b>rapporti tra condomini</b> e quelli <strong>tra Governi</strong> é sin troppo facile. Come infatti i condomini non riescono più a prendere decisioni per troppo o troppo poco parlare così &#8211; comportamento genuinamente bipartisan &#8211; su <a href="http://www.governo.it">governo.it</a> è invalsa l&#8217;abitudine di &#8220;mitigare&#8221; la <strong>reperibilità delle informazioni</strong> sui governi precedenti ad ogni cambio di legislatura.</p>
<blockquote><p>Su <a href="http://www.governo.it">governo.it</a> è invalsa l&#8217;abitudine di &#8220;mitigare&#8221; la <strong>reperibilità delle informazioni</strong> sui governi precedenti ad ogni cambio di legislatura</p></blockquote>
<p>Ritorsioni elettorali che finiscono per complicare &#8211; inutilmente &#8211; la vita solo a chi cerca quelle informazioni. Inutilmente perché di fatto i dati sono reperibili con una comune ricerca generica ma non è disponibile il filtro per annata o per legislatura. Non un problema tecnico, dunque, ma una precisa <strong>volontà</strong> frutto di un attegiamento altrettanto preciso.</p>
<p>Sembra che rendere disponibili le informazioni dei governi precedenti sia una specie di &#8220;servizio&#8221; -non dovuto e quindi inutile &#8211; reso agli avversari, mentre é solo un servizio ai cittadini.<br />
Tutti.</p>
<p>Il portale del Governo, per rispondere alla domanda di Mario Tedeschini Lalli, non è di-proprietà-del-Governo in carica e neppure dei Governi precedenti o futuri. Qualsiasi sito pubblico va considerato come <strong>un locale in affitto</strong>. Pagato dai cittadini e concesso ai Governi con la clausola di riconsegnarlo nelle medesime condizioni in cui lo si è trovato. </p>
<p>Come già detto, i dati ci sono, più complicati da reperire ma comunque presenti. Nessun facile attacco ai pericoli della democrazia allora. Solo la constatazione che la reperibilità è un servizio al cittadino quanto la pubblicazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>GovernoBerlusconi.it, &#8220;viagra&#8221; del Governo online</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/07/23/governoberlusconiit-viagra-del-governo-online/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 22:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' online, seppure in beta, il sito-fortezza, tutto 1.0, GovernoBerlusconi.it. La tagline è "Al lavoro per mantenere gli impegni". E Palmieri dichiara: «La Rete è il nostro Viagra»]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;apertura del sito <a href="http://www.governoberlusconi.it">GovernoBerlusconi.it</a> (sebbene ancora in beta) e l&#8217;impossibilità di accedere ai servizi del tradizionale sito del Governo Italiano (<strong>Italia.gov.it</strong> &#8211; ma il sito <a href="http://www.governo.it">governo.it</a> è in regolare servizio) di cui <a href="http://http://www.spindoc.it/2008/07/21/italiagov-addio-o-arrivederci/">Spindoc scriveva qualche giorno fa</a> è di certo coincidenza del tutto casuale. </p>
<p>Quel che è certo però è che l&#8217;impresa Web del nostro attuale governo è non priva di interesse: il terzo governo Berlusconi si dota di un sito apposito per comunicare direttamente con i propri governati. <a href="http://governoberlusconi.it">GovernoBerlusconi.it</a>, appunto.</p>
<div class="img " style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/07/governoberlusconi.jpg" alt="GovernoBerlusconi.it, il sito che racconta le attività del governo" width="500" height="370" />
	<div>GovernoBerlusconi.it, il sito che racconta le attività del governo</div>
</div>
<p>Il sito è online da poco, come segnala <a href="http://politicinrete.splinder.com/post/17876781/governoberlusconi.it">Elisabetta Barone</a> e approfondiscono gli amici di <a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=508">Politica 2.0</a> e da quanto si legge nell&#8217;<a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2008/07/20/904738-governo_altro_sito_internet_nuova_strategia_berlusconi.shtml">articolo comparso su Il Tempo</a> qualche giorno fa. Lo <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2008/07/20/904737-palmieri_rete_nostro_viagra_sito_bello_senz_anima.shtml">presenta</a> in una intervista <strong><a href="http://www.antoniopalmieri.it/">Antonio Palmieri</a></strong>, storico responsabile Web prima di Forza Italia ora del Popolo delle Libertà, come tale. La tagline recita &#8220;Al lavoro per mantenere gli impegni&#8221;.</p>
<blockquote><p>GovernoBerlusconi.it è un sito vetrina, che più tradizionale non si può. Mancano i commenti, o qualsiasi forma di interattività. Non c&#8217;è praticamente alcun riferimento ad una vita presente all&#8217;esterno del sito web &#8211; alla blogosfera di destra, o ai vari siti politici che appoggiano il governo. Più che un sito vetrina, <strong>più simile ad un sito fortezza</strong>.</p></blockquote>
<p>Non è un sito particolarmente 2.0, e si segnala solo per la presenza di un feed rss. Così giustifica Palmieri la scelta al giornalista del Tempo che gli chiede il perché dell&#8217;<a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2008/07/20/904737-palmieri_rete_nostro_viagra_sito_bello_senz_anima.shtml">assenza di applicazioni o servizi particolarmente avanzati</a>: «<em>Per rispetto delle persone mi astengo dal pubblicare siti in 2.0 o superiori. Preferisco applicazioni anche in 1.1 o 1.5, perché puoi gestire il rapporto con l&#8217;utente e con i media. Un sito di partito è poi gravato da un carico di responsabilità diverso dagli altri. Rifiuto la dogmatica che internet vada fatto in un solo modo</em>».</p>
<p>Più che una scelta dogmatica, l&#8217;uso di alcuni strumenti evoluti del Web sociale è una scelta &#8211; politica prima ancora che comunicativa &#8211; di apertura e partecipazione. E Palmieri, che è una vecchia volpe della Rete politica, lo sa bene. Tanto è vero che alcune righe dopo spiega così l&#8217;impatto del Web sulla politica, e sui voti che Internet può spostare: «<em>È incalcolabile (quanti voti può spostare, ndr.). Sicuramente aiuta, internet è il viagra della politica perché riattiva il rapporto col cittadino. Non si può non usare internet, è parte della stretegia di comunicazione. Anche se alla fine è la realtà a fare la campagna elettorale. Se Berlusconi avesse sbagliato il tono della campagna elettorale, non sarebbe bastato alcun sforzo digitale</em>».</p>
<p>Sorprende anche la scarsa personalizzazione del sito (nonostante il dominio): bisogna cercare con attenzione foto e biografia del Presidente del Consiglio. Grande sobrietà iconografica, insomma. E attenzione tutta puntata ai temi e alle issues. Tematiche trattate però in maniera decisamente &#8220;chiusa&#8221; (e non faccio volutamente riferimento al contenuto): non foss&#8217;altro che per la totale assenza di link esterni o riferimenti a articoli della stampa quotidiana. </p>
<p>Sugli altri dettagli, rimando anche all&#8217;<a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2008/07/20/904738-governo_altro_sito_internet_nuova_strategia_berlusconi.shtml">analisi di Fabio Perugia</a>, sempre su Il Tempo. Interessante, come segnalato da <a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=508">Politica 2.0</a>, «<em>l&#8217;uso del portale per campagne di controinformazione in risposta a (presunti) disinformation attack portati avanti dall’opposizione e dalla stampa ostile. In particolare, ciò accade nelle sezioni Polemika, dove si ribatte direttamente alle principali critiche contro il Governo, e Obieziometro, una sorta di FAQ list sulle principali iniziative governative</em>».</p>
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		<title>I primi disegni (di legge) del nuovo parlamento.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/05/30/i-primi-disegni-di-legge-del-nuovo-parlamento/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2008 09:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
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		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
		<category><![CDATA[governo e opposizione]]></category>
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		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>

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		<description><![CDATA[Far le leggi. Sì, ma quali? Alcuni (primi) dati sul decision making italiano. Forse più del voto, conta la composizione dell'agenda politica. Ché da quella non si scappa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Archiviate le promesse da campagna elettorale, accantonate per un attimo le dichiarazioni di intenti &#8211; perlomeno alcune &#8211; il Parlamento comincia a darsi da fare, in primis con l&#8217;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/05/commissioni-camera-senato.shtml?uuid=f815d0e4-28c1-11dd-ad01-00000e25108c&#038;DocRulesView=Libero">elezione dei presidenti delle Commissioni</a>, e in secondo luogo con la presentazione dell&#8217;ormai consueto numero spropositato di disegni di legge. Qualche giorno fa erano già <strong>1807 le proposte assegnate</strong> in totale nei due rami del parlamento, nel giro di una manciata di giorni. </p>
<blockquote><p>E se nella XV sono stati 5569, nei cinque anni della XIV sono stati 10483. Quindi a una media veloce e imperfetta, sono circa 2000 &#8211; 2500 all&#8217;anno.</p></blockquote>
<p> Una percentuale di tutto rispetto di quelli che sono i bisogni e di quelli che saranno gli argomenti sul tavolo in questa legislatura.</p>
<p>C&#8217;è da osservare che alcuni saranno ritirati, altri convergeranno in disegni di legge comprensivi di una determinata materia, altri ancora verranno deviati in altri strumenti di indirizzo dell&#8217;attività legislativa, come la legge Finanziaria e i decreti;  ma molti, dopo l&#8217;assegnazione alle Commissioni (<strong>149 </strong>sono quelli assegnati fino a qualche giorno fa), non verranno neanche presi in considerazione, e servono più che altro a dimostrare l&#8217;interesse di un parlamentare nei confronti di un argomento o di un gruppo di pressione.</p>
<p>L&#8217;&#8221;agenda setting&#8221;, la capacità di orientare l&#8217;emergere o meno di un argomento in sede di discussione, che sia legislativa piuttosto che all&#8217;interno dei mezzi di informazione, dimostra o impone il potere di un determinato gruppo sociale, o meglio dei suoi rappresentanti.</p>
<p>Non mancano, nonostante gli intenti di semplificazione, i disegni che istituiscono Musei, Università, e, all&#8217;interno delle istituzioni parlamentari, Commissioni d&#8217;inchiesta (<strong>ben 26</strong>).</p>
<p>Tra gli argomenti sul tavolo, i più disparati, molti riguardanti gli argomenti all&#8217;ordine del giorno in questo periodo, argomenti che talvolta, come sappiamo, si trascinano in agenda da mesi se non anni: l&#8217;immigrazione clandestina  e il tema delle intercettazioni telefoniche (due delle succitate commissioni di inchiesta, <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/30107.htm">uno</a> e <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/30401.htm">due</a>); disposizioni in favore della natalità, <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/30170.htm">uno</a> e <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/30424.htm">due</a>, delle politiche di <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/31184.htm">locazione</a> e delle imprese, <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/31305.htm">uno</a> e <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/31306.htm">due</a>.</p>
<blockquote><p>Tra quelli già assegnati, alla Camera, particolare menzione alla PDL n.17, encomiabilmente presentato nei primissimi momenti di vita di questa nuova legislatura, proroga <a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0000100elettorali">la possibilità di richiesta dei rimborsi</a>, estendendola anche ai partiti non rieletti.</p></blockquote>
<p>Non mancano i disegni di legge volti a <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/30542.htm">ridurre le indennità parlamentari</a> e al contenimento dei <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/31284.htm">costi della politica</a>, né quelle volte ad abrogare gli <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/30979.htm">enti non strettamente utili</a>. Altre punte di interesse legislativo la difesa dell&#8217;italianità (mediante la creazione di <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/30979.htm">un marchio di produzione totalmente italiano</a> che leghi un prodotto e l&#8217;intera sua realizzazione al territorio nazionale), la <a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0000730">gestione dei rifiuti</a>, e le già note <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/29868.htm">pari opportunità</a>.</p>
<p>Un vario quanto variegato ventaglio di argomenti, dietro a ognuno dei quali esistono gruppi di pressione e di interesse. La scelta dei temi e degli ambiti di legislazione è l&#8217;<em>agenda setting</em> della politica. Secondo la famosa omonima teoria la vera influenza dei media non sta nel fatto che ci dicono cosa pensare, ma nel fatto che ci dicono <em>su cosa</em> pensare. O legiferare.</p>
<p><font size="-2">[foto di copertina: Piazza del Parlamento di <a href="http://www.flickr.com/photos/hedrok/311221391/">hedrok</a>]</font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La politica personale. Totoministri e primo giorno.</title>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2008 00:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La politica personalizzata sui media. Totoministri e vestiti da primo giorno. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Matricole (l&#8217;appellativo conta) sotto l&#8217;occhio dettagliato delle telecamere al loro esordio in parlamento; il totoministri (il termine conta) che acquista sempre più spazio, usato e spesso abusato sempreverde del racconto mediale della politica. Ecco la <strong>politica iper-personalizzata</strong> nei media: forzatura o necessità, visto il declino delle forme partito &#8211; pur leggere o leggerissime? </p>
<blockquote><p>A pochi giorni dall&#8217;insediamento delle Camere e delle fumate bianche per i suoi presidenti resta in agenda il <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=23387&#038;sez=ELEZIONI2008&#038;desc_sez=Elezioni%C2%A02008">totoministri</a>.</p></blockquote>
<p> L&#8217;unico <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2117803123">sicuro</a> del proprio ruolo nel prossimo Governo sarà <strong>Gianni Letta</strong>, &#8220;indispensabile per il mio lavoro a Palazzo Chigi&#8221;, come ha dichiarato il premier in pectore <strong>Silvio Berlusconi</strong>. Intorno ruotano tanti nomi, più o meno dati per certi &#8211; comparati tra di loro, posti in salito o in discesa come nel borsino dei titoli. E se da una parte si stringe su una maggiore concentrazione dei poteri in una squadra di governo più snella (12 o al massimo 14 Ministri le previsioni), dall&#8217;altra la tendenza sembra essere quella di una minore istituzionalizzazione del potere, legato più alle persone che alle cariche. </p>
<blockquote><p>La personalizzazione del discorso politico sui media. Tutto passa attraverso le persone &#8211; i partiti non esistono più: poco raccontabili (e forse poco interessanti). </p></blockquote>
<p>Al di là dei nomi, però, l&#8217;unica cosa certa è proprio che di certo c&#8217;è poco o nulla. Tranne che nella <strong>personalizzazione</strong>. Che è misura ormai endemica del discorso politico sui media. Che proprio nella pratica mediale sempre più stringente del totoministri svela una attrazione pervicace verso le persone, e a prescindere: dal progetto o spesso anche dal leader. </p>
<p>Come se tutto fosse spiegabile solo e unicamente attraverso le persone, o le relazioni (trasversali, inaspettate, spiegabili, inconsuete) tra di esse. Una attenzione che spesso diventa mediaticamente indistinguibile dalla passerella di moda o da un documentario di entomologia &#8211; come per esempio accade nella descrizione puntigliosa del vestiario del primo giorno di parlamento.</p>
<p><em>(con il contributo di as)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il prima durante dopo (e qualche riflessione sul Web)</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/17/il-prima-durante-dopo-e-qualche-riflessione-sul-web/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 22:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I numeri del dopo-elezioni (niente che non si sappia). Qualche iniziale considerazione sul ruolo del Web prima e durante (niente che non si sappia anche qui). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(analisi a cura di <a href="http://www.spindoc.it/author/simonedebellis/">Simone De Bellis</a> e <a href="http://www.spindoc.it/author/valentinaporcu/">Valentina Porcu</a>)</em></p>
<h3>I dati dell&#8217;affluenza.</h3>
<blockquote><p>Tempo di bilanci dopo la chiamata alle urne dei giorni scorsi, mentre tra dati parziali e opzioni regionali si delinea il nuovo parlamento.</p></blockquote>
<p> Le percentuali dei votanti sono state tutto sommato alte: per la Camera ha votato <strong>l&#8217;80,469%</strong>, per il Senato <strong>l&#8217;80,458%</strong>, mentre i dati delle Provinciali e delle Comunali si attestano rispettivamente sul <strong>74,581%</strong> e <strong>78,116%</strong> (dati del <a href="http://www.interno.it">Ministero dell&#8217;Interno</a>).</p>
<p>Il quadro politico risulta nettamente semplificato: i gruppi parlamentari non dovrebbero essere piu&#8217; di 5, sia al Senato che alla Camera. La <a href="http://www1.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/servizi/legislazione/elezioni/legislazione_716.html_319159481.html">legge elettorale </a>che ha prodotto questo risultato sarà comunque sottoposta a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_elettorale_italiana_del_2005">referendum nel prossimo anno</a>.</p>
<h3>Numeri dalla Camera e dal Senato</h3>
<p>Nelle circoscrizioni italiane <strong>340 </strong>seggi della Camera vanno alla maggioranza così divisi: </p>
<ul>
<li>Pdl 272; </li>
<li>Lega Nord 60; </li>
<li>Mpa 8.</li>
</ul>
<p>All&#8217;opposizione: </p>
<ul>
<li>il Pd ha 211 deputati; </li>
<li>
l&#8217;Idv 28; </li>
<li>L&#8217;Udc 36; </li>
<li>la Svp 2; </li>
<li>la lista valdostana Aut-Lib-Democratie 1.</li>
</ul>
<p>A <strong>Palazzo Madama </strong>avremo invece <strong>171 </strong>seggi alla coalizione guidata dal PdL: <strong>144 </strong>al Pd; <strong>14 </strong>all&#8217;Idv e <strong>25 </strong>alla Lega Nord, che diventa quindi decisiva al Senato. I <strong>due </strong>seggi rimanenti vanno al Mpa.</p>
<p>Sono pervenuti da pochissimo i dati relativi alla <strong>circoscrizione estero</strong>: </p>
<ul>
<li>In particolare l&#8217;Europa ha eletto 3 deputati del Pd; 2 del Pdl; 1 dell&#8217;Idv. </li>
<li>Il Sud America 1 deputato del Movimento Associativo Italiani all&#8217;Estero di Merlo; 1 del Pdl; 1 del Pd. </li>
<li>Il Nord America ha eletto un deputato del Pdl ed uno del Pd. </li>
<li>Asia, Africa e Oceania hanno eletto un deputato del Pd.</li>
</ul>
<p>Il Senato vede invece la seguente ripartizioni: </p>
<ul>
<li>l&#8217;Europa ha eletto un senatore al Pd ed uno al Pdl; </li>
<li>il Sud America ha eletto un senatore al Pdl ed uno a Merlo; </li>
<li>il Nord America ha votato infine un senatore al Pdl; </li>
<li>Asia, Africa ed Oceania hanno votato un senatore Pd.</li>
</ul>
<h3>Lega su, Sinistra giù</h3>
<blockquote><p>La Lega ha ottenuto oltre tre milioni di voti alla Camera e circa due milioni e seicentomila al Senato &#8211; non più tardi di due anni fa erano stati solo un milione e 700 mila i voti alla Lega raccolti in tutta Italia.</p></blockquote>
<p> Al di la dei numeri, possiamo però rilevare alcune macro tematiche. In primo luogo la vittoria con ampio margine della <strong>PDL</strong>, a cui si accompagna un forte exploit della <strong>Lega Nord </strong>. Perfomance ancora più rilevante considerato che queste elezioni hanno fortemente penalizzato (quando non estromesso) <a href="http://www.corriere.it/politica/08_aprile_16/la_nuova_lega_operai_e_impiegati_3cc293e8-0b77-11dd-98e1-00144f486ba6.shtml">le correnti più ideologiche </a>ed in genere rappresentanti di una minoranza. </p>
<p>Il leader del PD, <strong>Walter Veltroni</strong>, relegato ad un importante ruolo di opposizione, accetta la sconfitta e chiama il neo primo ministro per congratularsi, ma rivendica la scelta di aver voluto correre da solo. L&#8217;effetto più o meno voluto è l&#8217;evaporazione totale della Sinistra e l&#8217;Arcobaleno, che non sarà presente in parlamento. Stessa cosa per la forza di destra guidata da Storace e la Santanchè. Mentre l&#8217;UDC fa la terza forza, e rimane in Parlamento per un soffio. </p>
<h3>La campagna in Rete. Prima, durante e dopo</h3>
<p><em>(con il contributo di as)</em></p>
<blockquote><p>Al di là dei casi che andremo ad analizzare nei prossimi giorni, i candidati online non ci sono praticamente stati &#8211; avrebbe probabilmente cambiato poco o niente, ma è comunque un dato di fatto.
</p></blockquote>
<p>Interessante, pur nella sua acerba dipanazione, il ruolo della Rete nella due giorni elettorale. Molti esperimenti variamente legati alla rete sono fioriti in occasione di queste elezioni. Alcuni con una contropartita reale (es. i <a href="http://www.webgol.it/2008/04/16/la-politica-che-sta-online-dai-sondaggi-ai-commenti/">sondaggi </a>nella forma di exit o istant poll) altri peculiarmente legati alla rete (Twitter, &#8220;editoriali&#8221;, live blogging&#8230;). </p>
<p>La campagna elettorale sulla Rete, invece, davvero ha lasciato poche tracce. Soprattutto dal punto di vista dei soggetti politici, che hanno usato la Rete in maniera <em>conservativa </em>- osando poco e raccogliendo solo una generica poco canalizzata attenzione. </p>
<p>Rimane al massimo un po&#8217; di primordiale <em>grassroots </em> un po&#8217; copiaticcio e qualche esperimento (come quello dei gruppi di discussione del PD) che &#8211; oggettivamente &#8211; hanno avuto poco tempo per attecchire e produrre veri risultati. La campagna lampo è stata una ulteriore disdetta per la comunicazione via Internet: apparentemente velocissima, in realtà efficace se si ha il tempo e l&#8217;agio di seguire veramente le conversazioni. Farle crescere. </p>
<p>Sia il governo che l&#8217;opposizione possono giovarsi di un filo rosso di comunicazione online &#8211; nel momento in cui non si interrompe con il voto e il bisogno elettorale. E arrivare con un vantaggio competitivo e molta esperienza in più di questo ecosistema &#8220;naturalmente&#8221; <em>politico</em>, alle prossime consultazioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Exit Poll. Il dietro le quinte dell&#8217;SWG e risorse sul dopo la chiusura delle urne</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 11:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Exit Poll. Il dietro le quinte dell'SWG e risorse sul dopo la chiusura delle urne]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla <a href="http://www.swg.it">SWG</a> di Trieste.</p>
<ul>
<li>Ieri <a href="http://www.webgol.it/2008/04/13/liveblog-from-swg-pomeriggio-di-presentazioni/">liveblogging </a>del dietro le quinte della <a href="http://www.swg.it">SWG</a>. Tra gli argomenti: Nord e identità locali; Istant Poll 2008 2008: limiti e vantaggi delle rilevazioni on-line; Come è cambiato il voto negli ultimi 10 anni; influenza dei media sull’opinione pubblica; videowave, analisi delle performance televisive…</li>
<li><a href="http://www.webgol.it/2008/04/14/affluenza-al-voto-tre-ipotesi-di-scuola/">Il basso dato dell&#8217;affluenza: tre ipotesi di scuola</a> (su Webgol.it)</li>
</ul>
<p><strong>Ore 17.41</strong>, finita la diretta, si torna a casa. Gli istant poll hanno retto, anche se le proiezioni dicono un trend genrale con sempre più distacco. A più tardi per un commento più &#8220;politico&#8221;, finalmente con dati veri. Altri dati in aggiornamento su Tv, o sul <a href="http://politiche2008.interno.it/">Viminale</a>. Grazie a tutti.</p>
<h2>ISTANT POLL</h2>
<p><a href="http://canali.libero.it/affaritaliani/">Dati SWG/LIBERO</a></p>
<p><img src="http://www.mantellini.it/instantpoll.jpg" alt="Istant Poll di SWG/LIBERO" title="Istant Poll di SWG/LIBERO"/></p>
<h2>DATI GIOVANI SWG/GIOVANI.IT</h2>
<p><a href="http://www.webgol.it/pdf/voto_dei_giovani.ppt">Dati del voto dei giovani SWG/Giovani.it</a>: scarica <a href="http://www.webgol.it/pdf/voto_dei_giovani.ppt">ppt</a></p>
<p><em>Un campione di <strong>2350 giovani di età compresa tra i 16 ed i 24 anni</strong> residenti su tutto il territorio nazionale: PD: 41%; PDL: 40%; Sinistra Arcobaleno: 7,5%; UdC: 4%; La Destra: 5,5%</em></p>
<h2>LINK</h2>
<ul>
<li><strong><a href="http://poll.swg.it/liberopoll/">Exit Poll di Libero/SWG</a></strong> (sarà on-line fino alle 14, per votare)</li>
<li>Gli <strong>Instant Poll</strong> alle ore 15.00 saranno visibili in esclusivo su <a href="http://www.libero.it">Libero.it</a></li>
<li>Diretta dal <a href="http://tinyurl.com/6eydcz">Sole 24 Ore.com</a>, <strong>in diretta dalla SWG dalle 14.45</strong> e in collegamento con varie parti d&#8217;Italia: <a href="http://tinyurl.com/6eydcz"><strong>link alla diretta</strong></a></li>
<li><a href="http://twitter.com/webgol">ulteriori aggiornamenti su <strong>Twitter</strong></a>
</li>
<li><a href="http://flickr.com/photos/webgol/"><strong>Alcune foto dai due giorni SWG</strong></a></li>
</ul>
<h2>RISORSE VARIE</h2>
<p>- La faccia di Luca De Biase alla lettura dei dati delle 11.00 (foto di Massimo Mantellini)</p>
<p><a href="http://www.mantellini.it/2008_04_01_archivio.htm#813958644403959863"><img src="http://www.mantellini.it/2413284614_4bf0608708_m.jpg" alt="Luca De Biase alla SWG. Legge i primi dati. Foto di Mantellini" /></a></p>
<p>- L&#8217;<a href="http://bora.la/2008/04/14/weber-dietro-le-quinte-a-swg-racconta-il-voto-del-nord-intriso-di-civismo/">approfondimento di Enrico Maria Milic su Bora.la</a> &#8211; a partire dalle considerazioni di Roberto Weber sulla Lega</p>
<p>- Il canale <a href="http://twitter.com/election_jules">Twitter di Giulia Blasi</a>, il liveblogging in inglese di <a href="http://fabioturel.nova100.ilsole24ore.com/">Fabio Turel</a>, <a href="http://www.polisblog.it">PolisBlog</a>, <a href="http://www.baotzebao.eu/2008/04/14/le-elezioni-2008-tutto-in-un-solo-click/">Baotzebao</a></p>
<p>- La <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/507738">diretta di Zoro da Roma</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Astensionismo. Tra noia, disaffezione e endorsement.</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 14:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ora tutti temono il non-voto (e prima se ne fregavano). Domani si vedrà quanta gente è andata al mare. Intanto, online, se ne parla di più: forse anche perché molti blogger dichiarano pubblicamente il loro voto (o non voto appunto).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Finita la campagna elettorale 2008. Poche sorprese, molta noia. </p></blockquote>
<p>Molta stanchezza, qualche cenno di noia (eufemismo) e nessun colpo di scena dell&#8217;ultimo minuto (se si esclude la gaffe romanocentrica di Totti <a href="http://politica.excite.it/news/8606/Video-Berlusconi-Totti-non-ci-sta-con-la-testa">documentata da Zoro/Excite</a>), il sabato prima della domenica votante diventa una ansiosa camera di decompressione &#8211; spesso preda di tentativi di strisciante propaganda amicale o (ormai) supportata dalle nuove tecnologia come gli sms. </p>
<blockquote><p>Negli ultimi giorni è emerso prepotentemente il tema dell&#8217;astensionismo. </p></blockquote>
<p>Tema forse finora troppo sottovalutato dagli attori politici &#8211; come se la cosiddetta anti-politica e il grillismo fossero fenomeni accaduti altrove, senza punti di contatto con questa politica e queste elezioni. Nessuno vi ha dedicato alcuno spazio comunicativo, come per esempio è accaduto per la <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/12/vota-con-todas-tus-fuerzas-la-campagna-gotv-e-vincente-di-zapatero/">campagna di <strong>Zapatero</strong></a>. Ne ho scritto anche su DNews e su Webgol: <a href="http://www.webgol.it/2008/04/10/vincere-le-elezioni-zona-cesarini-e-supplementari/">&#8220;Vincere le elezioni. Zona Cesarini e supplementari&#8221;</a>.</p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/04/astensionismo.jpg" alt="Il tema dell’astensionismo nel buzz della blogosfera. L’aumento negli ultimi giorni, da www.blogmeter.it" width="700" height="412" />
	<div>Il tema dell’astensionismo nel buzz della blogosfera. L’aumento negli ultimi giorni, da www.blogmeter.it</div>
</div>
<blockquote><p>La percentuale di astensionismo è forse la curiosità meno prevedibile e più interessante dei risultati delle elezioni di domenica e lunedì (oltre ovviamente a chi vince) :)</p></blockquote>
<p>Che il tema sia diventato abbastanza centrale nell&#8217;agenda dei media (e dei cittaidni: e su Internet è davvero difficile distinguere gli uni dagli altri), lo dimostrano i dati che provengono dal monitoring del buzz online &#8211; dai dati di <strong><a href="http://www.blogmeter.it/">BlogMeter</a></strong> (con cui abbiamo fatto <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/">molte puntate di analisi delle conversazioni online</a>, qui <a href="http://mediameter.wordpress.com/osservatorio-buzz-politico-online/">altre delucidazioni</a>). Il monitoraggio va avanti da gennaio 2008 e ha ora raggiunto 400.000 item, e 170 fonti totali tra blog, forum e mailing list (che via via viene rabboccato con nuovi ingressi: ed è mix ponderato e selezionato di luoghi dove si scrive di politica).</p>
<p>Dai dati del buzz il tema &#8220;astensionismo&#8221; (tra tutti i temi/issue di campagna citati, <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/19/i-temi-di-programma-piu-discussi-molto-fisco-poca-famiglia/">vedi grafico</a>) e&#8217; passato dal <strong>1,6 % di marzo</strong> al <strong>2,8 da inizio aprile</strong> a oggi, al <strong>4% negli ultimi tre giorni</strong>. Forse anche perché, molti blogger hanno usato lo spazio dei loro siti per <strong>endorsement dell&#8217;ultimo momento</strong> (interessante fenomeno, ancora però poco diffuso). </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La liturgia di Berlusconi, oltre il contratto con gli italiani</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/07/la-liturgia-di-berlusconi-oltre-il-contratto-con-gli-italiani/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 07:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre il contratto con gli Italiani, Berlusconi accoglie liturgie e linguaggi della religione. Analisi e spunti del discorso dal Pantheon, tra preteritio comunicativo e riti di confermazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di <strong><a href="http://www.spindoc.it/author/simonedebellis/">Simone De Bellis</a></strong> e <strong><a href="http://www.spindoc.it/author/valentinaporcu/">Valentina Porcu</a></strong></em></p>
<blockquote><p>
La promessa elettorale non basta più. Serve un impegno serio, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Contratto_con_gli_italiani">stavolta più di un contratto</a>: un vòto.</p></blockquote>
<p>Il Cavaliere, che non ha mai nascosto la propria volontà di porsi come fulcro del partito &#8211; più ancora delle idee &#8211; che rappresenta tenta in questa tornata elettorale la strada del <em>càrisma</em> (di weberiana memoria) mixandolo con i rituali religiosi. Più laicista dell&#8217;alleanza nelle scorse elezioni, il partito delle libertà, orfano degli storici alleati cattolici, non rinuncia a strizzare l&#8217;occhio a simboli e riti più vicini alla chiesa.</p>
<p>In un comizio incorniciato dal Pantheon, tra dèi vecchi e nuovi, <strong>Silvio Berlusconi</strong> si esibisce in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=DSdYp9jWLxI">una performance di notevole impatto simbolico</a>, quasi a recuperare l&#8217;immagine di taumaturgo della società che contribuì ad avvantaggiarlo nel 2001.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DSdYp9jWLxI&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/DSdYp9jWLxI&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<blockquote><p>
Performance già testata in altre occasioni della campagna elettorale &#8211; come si può notare da altri video in giro per la Rete &#8211; ma che assumono una carica simbolica ancora maggiore ad una settimana dalle elezioni.</p></blockquote>
<p>L&#8217;effetto di senso è a metà tra il pezzo satirico ed un coinvolgente show. Impressiona questa volta è la tecnica della <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Apophasis">praeteritio</a></em> utilizzata con perizia e sdoppiata nell&#8217;interazione col pubblico. Non è infatti il cavaliere che &#8220;dice&#8221; ma è la folla che, rispondendo, crea un affermazione di cui diventa latore non il politico ma il popolo stesso (&#8221;simbolicamente interrogando&#8221;, dice la giornalista).</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iZFCvmiId44&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/iZFCvmiId44&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>[Nel <a href="http://it.youtube.com/watch?v=iZFCvmiId44">video qui sopra</a>, un altro caso di Berlusconi liturgico]</p>
<blockquote><p>L&#8217;abbigliamento di Berlusconi, un completo nero completato da una camicia scura con il primo bottone aperto sul collo (quasi a ricordare un colletto da prete?).</p></blockquote>
<p> Altri elementi che possiamo osservare: Roma (città argomento di una parte di discorso: quello che il candidato premier recita a braccio): città simbolo del potere politico e dell&#8217;intera Italia. La piazza, un metà strada ideale tra i palazzi governativi, ma anche  tempio dedicato agli antichi dèi e moderna basilica cattolica. </p>
<p>Tono e discorso, una sorta di <a href="http://www.liturgia.maranatha.it/Confermazione/b1/3page.htm">rito di confermazione</a> nell&#8217;appartenenza e nella <a href="http://www.liturgia.maranatha.it/Battesimo/b2/3page.htm">&#8220;fede&#8221; al partito</a> e al suo maggior rappresentante. Se il motivo riecheggia di <em>leitmotiv</em> cattolici, il tono è quello scherzoso della presa in giro nei confronti degli avversari politici (volete che Veltroni realizzi il suo sogno, un viaggio in Africa?): stile <strong>Don Camillo</strong>? </p>
<p><em>(segue&#8230;)</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Caso Alitalia, decollano le conversazioni in Rete</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/31/caso-alitalia-decollano-le-conversazioni-in-rete/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2008/03/31/caso-alitalia-decollano-le-conversazioni-in-rete/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 13:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caso Alitalia/Air France, simpatetiche le conversazioni in Rete. C'è un evidente picco in coincidenza con l'entrata in agenda del tema, e qualche (piccola) sorpresa negli abbinamenti: Berlusconi il più "nominato", più della sua coalizione "personale"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Le conversazioni Web sul caso Alitalia-Air France, dopo le tirate di giacchetta politiche da parte di partiti e candidati.</p></blockquote>
<p> Una &#8220;puntata&#8221; speciale sul <strong>caso Alitalia</strong> della serie di appuntamenti con il <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/"><strong>monitoring</strong> del web politico</a>, in collaborazione con <a href="http://www.blogmeter.it/"><strong>BlogMeter</strong></a> (qui <a href="http://mediameter.wordpress.com/osservatorio-buzz-politico-online/">altre delucidazioni</a>). Il monitoraggio va avanti da gennaio 2008 e ha ora raggiunto <strong>450.000</strong> item, e <strong>170</strong> fonti totali tra blog, forum e mailing list (che via via viene rabboccato con nuovi ingressi: ed è mix ponderato e selezionato di luoghi dove si scrive di politica). I grafici di seguiti dimostrano come l&#8217;argomento sia stato un argomento &#8220;caldo&#8221; anche nel Web politico &#8211; che ama chiosare sui temi in agenda. </p>
<blockquote><p>Totale item considerati nel periodo 1 marzo 26 marzo: <strong>122053</strong>.<br />
Di cui dedicati al caso Alitalia/Air France:<strong> 3336</strong></p></blockquote>
<p>I grafici di seguiti dimostrano come l&#8217;argomento sia stato un argomento &#8220;caldo&#8221; anche nel Web politico &#8211; che ama chiosare sui temi in agenda. Una dimostrazione da una parte </p>
<ul>
<li>della &#8220;<strong>ricettività/sensibilità</strong>&#8221; dei media sociali verso le issues al centro dell&#8217;agenda mediale classica (anche se rimane aperto il giudizio su quale specifico ruolo stia o possa giocare: di mero diffusore &#8220;passaparola&#8221; oppure di approfondimento e tematizzazione &#8220;altra&#8221;); </li>
<li>dall&#8217;altra come qualche differenza ci sia: basta guardare le chart sulla &#8220;popolarità&#8221; di politici e partiti (ovvero chi viene citato quando si parla, in questo caso, di Alitalia). Curiosità: <strong>Berlusconi è di gran lunga il politico più &#8220;associato&#8221; al tema</strong> (anche se ovviamente non si sa con quale giudizio di valore) ma per quanto riguarda i partiti, PD e PDL sono quasi a pari percentuale (con un buon piazzamento della Lega). Segnale, a mio parere, di come la coalizione di Berlusconi sia &#8220;personale&#8221;: e nelle conversazioni di Rete spesso evidentemente si scrive di lui senza ritenere necessario scrivere anche della coalizione di cui è leader.</li>
</ul>
<h3>Numero di discussioni sul tema Alitalia.</h3>
<div class="img " style="width:639px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/tremd-buzz-alitalia-airfran.jpg" alt="Numero di discussioni sul tema Alitalia. Periodo 1-26 marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it" width="639" height="500" />
	<div>Numero di discussioni sul tema Alitalia. Periodo 1-26 marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it</div>
</div>
<h3>Politici e Alitalia. Chi il più citato?</h3>
<div class="img " style="width:696px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/senza-titolo-1.jpg" alt="Popolarità soggetti politici sul caso Alitalia. Periodo 1-26 marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it" width="696" height="300" />
	<div>Popolarità soggetti politici sul caso Alitalia. Periodo 1-26 marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it</div>
</div>
<h3>Partiti e Alitalia. Chi il più citato?</h3>
<div class="img " style="width:696px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/popolarita-parititi-alitali.jpg" alt="Popolarità partiti politici sul caso Alitalia. Periodo 1-26 marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it" width="696" height="500" />
	<div>Popolarità partiti politici sul caso Alitalia. Periodo 1-26 marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I temi più &#8220;discussi&#8221;. Molto fisco, poca famiglia.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/19/i-temi-di-programma-piu-discussi-molto-fisco-poca-famiglia/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2008/03/19/i-temi-di-programma-piu-discussi-molto-fisco-poca-famiglia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 06:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quali sono i temi dei programmi del Partito Democratico e del Popolo della Libertà di cui si parla di più? Fisco, tasse e compagnia pagante sopra tutto, la famiglia quasi all'ultimo posto. E spunta anche la (probabile) antipolitica della riforma elettorale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Le precedenti puntate nei post archiviati sotto la <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/">categoria blog meter</a>. </p></blockquote>
<p><em>Una campagna elettorale è fatta di una &#8220;nebbia&#8221; più o meno densa che si cerca in tutti i modi di diradare, con sondaggi, aruspici, nasologia applicata, previsioni di varia natura. Anche ciò di cui si parla online (&#8221;buzz&#8221;) può essere un segnale politicamente sensato e le discussioni online possono avere un ruolo di sensibile diapason che spesso precorre giudizi e reazioni più mainstream.</em></p>
<p>L&#8217;ennesima &#8220;puntata&#8221; della serie di appuntamenti con il <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/"><strong>monitoring</strong> del web politico</a>, in collaborazione con <a href="http://www.blogmeter.it/"><strong>BlogMeter</strong></a> (qui <a href="http://mediameter.wordpress.com/osservatorio-buzz-politico-online/">altre delucidazioni</a>). Il monitoraggio va avanti da gennaio 2008 e ha ora raggiunto <strong>400.000</strong> item, e <strong>170</strong> fonti totali tra blog, forum e mailing list (che via via viene rabboccato con nuovi ingressi: ed è mix ponderato e selezionato di luoghi dove si scrive di politica).</p>
<p>Ieri scrivevamo della <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/17/blogmeter-pd-e-pdl-partiti-di-nome-o-di-fatto/">popolarità dei partiti politici in Rete</a>, tra strategie di nome e unità di fatto; quindi ora vediamo, e più qualitativamente, invece la popolarità delle issues dei due programmi. Le issues (=temi) sono stati scelti dai programmi dei partiti (più precisamente: <a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=45315">programma PD</a> e <a href="http://www.forzaitalia.it/speciali/PROGRAMMA2008.pdf">programma PDL</a>) e quindi raggruppati in <em>cloud semantiche</em> (es.: a &#8220;fisco&#8221; attengono varie parole correlate); la domanda cui rispondere è: &#8220;<strong>Quali sono i temi dei programmi del Partito Democratico e del Popolo della Libertà di cui si parla di più?</strong>&#8220;. </p>
<h3>Popolarità delle issues di programma nella blogosfera politica</h3>
<p>Alcune considerazioni: </p>
<ul>
<li>
Molti dei punti programmatici delle due coalizioni sono gli stessi, e li abbiamo indicati con (PD &#8211; PDL); altri sono presenti solo in uno dei due programmi. </li>
<li>Di gran lunga al primo posto tra le issues &#8220;dibattute&#8221; è <strong>il fisco</strong>, presente nel <strong>22,58%</strong> degli items considerati.</li>
<li>Al secondo posto un tema presente solo nel programma del PD: la <strong>riforma elettorale</strong>, con il <strong>14,65%</strong>. Non è difficile supporre che questa presenza nelle conversazioni politiche sia legata anche molto al momento delle candidature, e/o al malcontento più o meno generalizzato del meccanismo di selezione delle stesse. In altre parole (ma questa è una mia supposizione &#8220;nasologica&#8221;) è un tema difficilmente &#8220;cavalcabile&#8221;, pur se presente nel programma del PD: e sembra più avere carattere di critica &#8220;antipolitica&#8221;.</li>
<li>Temi di &#8220;terza fascia&#8221; (comunque molto distanti dal capofila fiscale): sono <strong>ambiente</strong> (<strong>8,75%</strong>), <strong>lavoro</strong> (<strong>8,11%</strong>), <strong>sicurezza</strong> (<strong>7,34%</strong>), <strong>spesa pubblica</strong> (<strong>7,15%</strong>). </li>
<li>La <strong>famiglia</strong>? Fino ad adesso non appassione e compare solo nel <strong>2,79%</strong> degli item considerati.
</li>
</ul>
<div class="img " style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/temipdpdl.jpg" alt="Popolarità delle issues di programma del PD e del PDL. Primi 18 giorni di marzo 2008. Fonte: blogmeter.it" width="700" height="499" />
	<div>Popolarità delle issues di programma del PD e del PDL. Primi 18 giorni di marzo 2008. Fonte: blogmeter.it</div>
</div>
<h3>Concept cloud generale</h3>
<p>Non vi basta? Ecco la concept cloud generale di tutto l&#8217;universo considerato. Periodo? Prime due settimane di marzo. Ci sono alcuni dettagli curiosi, vero? (ne riparleremo)</p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/conceptcloudgenerale.jpg" alt="Concept cloud generale. Fino a metà marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it" width="700" height="454" />
	<div>Concept cloud generale. Fino a metà marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>BlogMeter. Pd e PdL: partiti di nome o di fatto?</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/17/blogmeter-pd-e-pdl-partiti-di-nome-o-di-fatto/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2008/03/17/blogmeter-pd-e-pdl-partiti-di-nome-o-di-fatto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 22:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Analisi popolarità dei partiti nel buzz della fetta più sensibile della Rete. Il Partito Democratico attira conversazioni "nominali", nel PdL sembra farsi più fatica a rinunciare alle vecchie denominazioni partitiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Le precedenti puntate nei post archiviati sotto la <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/">categoria blog meter</a>. </p></blockquote>
<p><em>Una campagna elettorale è fatta di una &#8220;nebbia&#8221; più o meno densa che si cerca in tutti i modi di diradare, con sondaggi, aruspici, nasologia applicata, previsioni di varia natura. Anche ciò di cui si parla online (&#8221;buzz&#8221;) può essere un segnale politicamente sensato e le discussioni online possono avere un ruolo di sensibile diapason che spesso precorre giudizi e reazioni più mainstream.</em></p>
<p>Ho forse trovato la formula definitiva (qui sopra) per annunciare la serie di appuntamenti con il <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/"><strong>monitoring</strong> del web politico</a>, in collaborazione con <a href="http://www.blogmeter.it/"><strong>BlogMeter</strong></a> (qui <a href="http://mediameter.wordpress.com/osservatorio-buzz-politico-online/">maggiori delucidazioni</a>). Il monitoraggio va avanti da gennaio 2008 su oltre <strong>300.000</strong> item, e <strong>170</strong> fonti totali tra blog, forum e mailing list (che via via viene rabboccato con nuovi ingressi: ed è mix ponderato e selezionato di luoghi dove si scrive di politica. Per dirla in un altro modo: una fotografia delle conversazioni politiche all’interno della fetta più sensibile della Rete).</p>
<h3>Popolarità</h3>
<p>Iniziamo con <strong>i grafici di &#8220;popolarità&#8221; dei partiti</strong>. Questa volta ci sono tutti (per i dati di contesto vedi i precedenti post, come <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/07/il-pd-e-in-un-post-su-due-e-sfida-online-berlusconi/">questo</a>). Giusto un promemoria per i distratti:</p>
<ul>
<li>se quanto ai candidati emergeva <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/29/la-prezzemolite-di-berlusconi-un-post-su-due-parla-di-lui/">che di Berlusconi si scriveva nella metà dei post</a></li>
<li>per i partiti la situazione si capovolgeva, ed era il <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/07/il-pd-e-in-un-post-su-due-e-sfida-online-berlusconi/">Pd ad essere in quasi un post su due</a> (di tutti i post dell&#8217;universo considerato in cui si citava almeno un partito). </ul>
<blockquote><p>Le cose si complicano, ovviamente: e le stratificazioni di nomi, partiti, coalizioni, apparentamenti disegna un quadro molto fluido. </p></blockquote>
<p>In questo caso abbiamo voluto aggiungere non solo altri partitini, ma anche le <strong>denominazioni dei singoli partiti</strong> fondibili (come Forza Italia o An) che continuano giocoforza ad essere non solo citati ma anche utilizzati pienamente all&#8217;interno della strategia (non solo Web): come riconoscibilità di elettorati che, specie all&#8217;interno del PdL, tengono ancora molto alle loro specificità. </p>
<p>Fuori dalla torta, <strong>11% di presenza &#8220;Ds&#8221;</strong> (nel 55% dei casi però in <em>co-occorrenza</em> con il &#8220;PD&#8221;, probabilmente in riferimento alla &#8220;provenienza&#8221; delle candidature), mentre la denominazione &#8220;Margherita&#8221; è quasi scomparsa: <strong>1%</strong>&#8230; </p>
<p>L&#8217;impressione generale (peraltro confermata anche dalle precedenti chart) è che online sembra confermarsi una certa &#8220;<strong>immagine proiettata di unità</strong>&#8221; del <strong>Partito Democratico</strong>, sulla cui &#8220;<em>denominazione</em>&#8221; confluiscono le discussioni d&#8217;area. Mentre dalla parte del Popolo delle Libertà c&#8217;è una parte di elettorato che non vuole <strong>rinunciare al proprio partito di provenienza</strong>, né sembra voler confluire (anche solo a livello nominale) nella nuova formazione.</p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/popolaritatorta.jpg" alt="Popolarità dei partiti, percentuale di item/post totali in cui viene citato il partito. Periodo: prime due settimane di marzo 2008. Fonte: blogmeter" width="700" height="500" />
	<div>Popolarità dei partiti, percentuale di item/post totali in cui viene citato il partito. Periodo: prime due settimane di marzo 2008. Fonte: blogmeter</div>
</div>
<p>Domani l&#8217;agenda delle issues prese dai programmi dei partiti: <strong>qual è il tema di cui si parla di più?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Video virali: il mio nome è Ivan e Mac vs Pc</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/14/video-piu-o-meno-virali-il-mio-nome-e-ivan-e-mac-vs-pc/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 20:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Video (più o meno) virali: il mio nome è Ivan e Mac/Pd vs Pc/Pdl. Ne conoscete altri?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Comunque mi chiamo Ivan&#8221; è il titolo dello spot di <strong><a href="http://www.ivanscalfarotto.it/">Ivan Scalfarotto</a></strong>, candidato per il Pd al collegio Lombardia 1 &#8211; il regista è un nome note del cinema italiano: <strong>Paolo Virzì</strong>.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/joz9IBOUGlU&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/joz9IBOUGlU&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>Sempre via Scalfarotto, trovo <a href="http://pdobama.wordpress.com/tag/pd-vs-pdl/">una serie di video</a> del <a href="http://pdobama.wordpress.com">Circolo on-line Barack Omama</a>. Il riferimento è ovviamente ai famosi <a href="http://www.apple.com/getamac/ads/">spot comparativi</a> tra Mac e Pc. Come nella sfida tra Obama e Hillary in cui c&#8217;è chi, come l&#8217;autorevolissimo <a href="http://www.nytimes.com/2008/02/04/technology/04link.html">New York Times</a>, ha detto che il primo è un Mac e la seconda è un Pc (nella logica di contrapposizione che divide <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/06/lo-spin-matematico-e-le-due-americhe-democratiche/">le due americhe democratiche</a>). Qui ovviamente i due protagonisti sono il PD e il PDL (qui sotto il secondo della serie).</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/YjjdzHOVEgI&#038;hl=en"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/YjjdzHOVEgI&#038;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>Sono entrambi video pensati per una diffusione in Rete (anche se il primo ha certamente qualità broadcast).<br />
Se ne conoscete altri segnalateli nei commenti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Web e campagne elettorali, dossier su Sherpa.tv</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/11/web-e-campagne-elettorali-dossier-su-sherpatv/</link>
		<comments>http://www.spindoc.it/2008/03/11/web-e-campagne-elettorali-dossier-su-sherpatv/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 17:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parlano i responsabili della comunicazione online dei partiti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href="http://pandemia.ilcannocchiale.it/2008/03/11/elezioni_e_internet_10domande.html">Pandemia</a>, trovo il dossier di <a href="http://www.sherpatv.it/sherpa/dettaglio_appuntamento.jsp?id=42461">Sherpa.tv</a> sull&#8217;uso del web da parte della politica italiana. </p>
<p>Interessanti le interviste ai responsabili della comunicazione online dei principali partiti: <strong>Lucio Malan</strong> per il PDL, <strong>Francesco Verducci </strong>per il PD, <strong>Gianfranco Mascia</strong> per La Sinistra e l&#8217;Arcobaleno, <strong>Teodoro Buontempo</strong> per La Destra.</p>
<p>Tra le cose curiose da annotare (al di là del fatto che alcuni son politici di carriera evidentemente delegati temporaneamente alla comunicazione online alla faccia della professionalizzazione), è che tutti parlano di blog, ma l&#8217;impressione netta è che tutti sembrano <em>pensare</em> a cose diverse: vecchie sezioni di partito, social network, forum, aggregatore, sezione news aggiornata ecc.<br />
Ce n&#8217;è per tutti i gusti, e per tutte le sfaccettature.<br />
Molto istruttivo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.spindoc.it/2008/03/11/web-e-campagne-elettorali-dossier-su-sherpatv/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
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