Le culture partecipative basate sulle tecnologie connettive (e la voglia di dissacrare il potente di turno e la sua comunicazione) sono in grado di influenzare la sfera pubblica? Ancora poco ma qualcosa si muove – dal Joker Obama e Berlusconi ai manifesti “intoccabili” sui muri
Online il nuovo sito del Popolo della Libertà, qualche giorno prima del primo congresso. Attivi anche canali di microblogging 2.0 come Twitter, ma curiosamente a nome di tutto il governo.
Colombo e l’ascolto del web
Assemblea costituente del Pdl: solita liturgia, meno simboli
Su Governo.it esiste solo il governo in carica. Difficile accedere agli archivi dei governi precedenti: la denuncia.
E’ online, seppure in beta, il sito-fortezza, tutto 1.0, GovernoBerlusconi.it. La tagline è “Al lavoro per mantenere gli impegni”. E Palmieri dichiara: «La Rete è il nostro Viagra»
Quattro chiacchiere con Yves Sintomer, politologo all’Université di Paris: «Ci vuole più flessibilità per affronare la complessità del mondo moderno»
La politica personalizzata sui media. Totoministri e vestiti da primo giorno.
I numeri del dopo-elezioni (niente che non si sappia). Qualche iniziale considerazione sul ruolo del Web prima e durante (niente che non si sappia anche qui).
Berlusconi ha vinto. Incarnando perfettamente la politica televisiva. Veltroni ha perso. Senza cogliere l’opportunità offerta da un nuovo media emergente. Chissà se e quando la politica cambierà grazie al Web collaborativo.
La semantica dei 100 e passa comizi di Walter Veltroni (quasi tutti disponibili online) – tra vestiari rassicuranti, peritesti simbolici e deissi cognitive (”l’avversario non si chiama per nome”).
Oltre il contratto con gli Italiani, Berlusconi accoglie liturgie e linguaggi della religione. Analisi e spunti del discorso dal Pantheon, tra preteritio comunicativo e riti di confermazione.
Più che il nuovo virale, sembra un ritorno alla vecchia Tv. Cercata per le strade del Web, senza la par condicio, con ibridi e accrocchi video: dalla videochat ai videoincontri alle video interviste. Funzioneranno?
Caso Alitalia/Air France, simpatetiche le conversazioni in Rete. C’è un evidente picco in coincidenza con l’entrata in agenda del tema, e qualche (piccola) sorpresa negli abbinamenti: Berlusconi il più “nominato”, più della sua coalizione “personale”
La sfida online è Berlusconi vs Partito Democratico. Quando si parla di candidati, nella metà dei casi, si parla di Berlusconi. Ma quando si parla di partiti, sempre nella metà dei casi, si parla di Partito Democratico.
Su internet chi cerca trova. Berlusconi il candidato più cercato sull’enciclopedia collaborativa nel mese di febbraio. Veltroni secondo, terzo posto per la Santanchè.
Il candidato preferito: meglio giovane o rincoglionito?
Approvato il format del “dibattito televisivo multiplo”. Forse si evitano i comizi paralleli ma il rischio è che le troppe regole ingessino la comunicazione, o costringano a “buttarla in caciara”.
La prezzemolite di Berlusconi, un post su due nella blogosfera politica parla di lui (probabilmente anche male). Quanto sono “personalizzate” le conversazioni in Rete?
Secondo appuntamento con il monitoring politico della blogosfera di BlogMeter. I candidati vanno a braccetto con il partito, ma Veltroni di più. Attenzione generale un po’ in calo.