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	<title>Spindoc &#187; Silvio Berlusconi</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>Internet better politics. Da Vendola all&#8217;open gov.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/06/30/internet-better-politics-da-vendola-allopen-gov/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 19:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno dopo Toscana Lab, materiali, idee, un (semi)decalogo e alcune presentazioni della parte politica della due giorni fiorentina alla ricerca dei modi con cui Internet migliora la vita (e in questo caso la politica).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Conclusi a Firenze, presso la Gipsoteca dell’Istituto d’arte di Porta Romana, i lavori di <a href="http://www.toscanalab.it/programma-29-giugno/">ToscanaLab</a>.</p></blockquote>
<p>Il tema (generale) è stato “Internet Better Life”, <a href="http://www.toscanalab.it/about/">ovvero</a>: &#8220;Come internet e il web 2.0 contribuiscono a migliorare la vita degli individui, veicolando in modo diverso e più ricco la conoscenza, modificando le relazioni tra le persone e trasformando di fatto l’azione sociale, con un approccio allargato e partecipativo&#8221;.</p>
<p>Di seguito alcuni dei punti emersi durante il workshop del 29 giugno intitolato &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/2010/06/25/internet-better-life-la-politica-pa-e-nuovi-media/">Internet better society</a>&#8221; e dedicato alla politica, al giornalismo e alla pubblica amministrazione.  Con interventi di <a href="http://www.sergiomaistrello.it">Sergio Maistrello</a>, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/">Ernesto Belisario</a>, <a href="http://www.liviacolare.com/">Livia Iacolare</a>, <a href="http://www.proformaweb.it">Dino Amenduni</a> e <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a> (e moderato da<a href="http://www.webgol.it"> Antonio Sofi</a>)</p>
<h3>Alcuni punti emersi</h3>
<p>I punti di cui sotto andranno a contribuire &#8211; insieme ai &#8220;risultati&#8221; dei lavori degli altri workshop paralleli &#8211; a una sorta di &#8220;decalogo&#8221; dell&#8217;evento Internet better life, che sarà pubblicato sul <a href="http://www.toscanalab.it">sito di Toscana Lab</a>.</p>
<div id="attachment_2540" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/territorio.jpg" alt="Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro" width="719" height="463" class="size-full wp-image-2540" /><p class="wp-caption-text">Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Trasparenza e fiducia</strong></p>
<blockquote><p>Negoziazione fiduciaria e traslucida: niente più &#8220;severamente vietato&#8221; o posta &#8220;raccomandata&#8221;. </p></blockquote>
<p>La società digitale è trasparente e translucida: ci si vede (ci si deve vedere) attraverso. La spinta verso la massima trasparenza vale per la politica e per la pubblica amministrazione, per il giornalismo e l’informazione, per il pubblico e i cittadini. Una nuova negoziazione che produce una nuova opinione pubblica: più informata e attiva, in cui nessuno può nascondere niente o avere rendite di posizione. Una nuova negoziazione fiduciaria. Il termine è inoltre legato a doppio filo all’attività della Pubblica Amministrazione: la trasparenza degli atti amministrativi può essere realizzata solo e unicamente tramite le nuove tecnologie. Per rendere noti decisioni e risultati; per migliorare il rapporto dei cittadini con la burocrazia e la competitività delle scelte delle aziende.</p>
<p><strong>Ascolto e condivisione</strong></p>
<blockquote><p>Non è più l&#8217;audience che deve avere grandi orecchie, ma la politica e il giornalismo che devono ascoltare, prima di dire. </p></blockquote>
<p>Più che per parlare, i nuovi media servono per ascoltare gli altri. Il pubblico ha subito una mutazione antropologica: non è più audience muta, ma è composta di persone che possono pubblicare e si aggregano intorno a un bisogno o un contenuto. Una propensione all’ascolto e all’apertura verso l’esterno è sempre più il presupposto per poi dire con sensatezza. All’ascolto si lega l’idea di condivisione – che chiama in causa tutti i soggetti interessati nessuno escluso. Non è un flusso che viene dall’alto, ma un meccanismo circolare attivato da tutti i nodi che stanno in rete: ogni pezzo di contenuto e informazione condiviso migliora la vita di chi viene in contatto con esso.</p>
<div id="attachment_2542" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/grassroots.jpg" alt="Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro" width="719" height="500" class="size-full wp-image-2542" /><p class="wp-caption-text">Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Riscoperta del territorio e senso di comunità </strong></p>
<blockquote><p>Il territorio e le comunità che lo animano sono le ultime nicchie possibili &#8211; e quelle più vitali.</p></blockquote>
<p> I nuovi media non sono solo fattore di globalizzazione. Ma sempre più una riscoperta del territorio e del locale, grazie a comunità di persone che trovano online gli strumenti per conoscersi, far conoscere i propri bisogni, attivarsi e organizzarsi. Le comunità che si creano online (anche se non hanno una base geolocalizzata) hanno un forte senso di appartenenza e adesione – che può diventare anche il vero valore aggiunto per l’innovazione e il cambiamento.</p>
<p><strong>Impegno “grassroots” e approfondimento narrativo</strong></p>
<blockquote><p>Oltre la tv e i formati facili e semplificati, c&#8217;è spazio per l&#8217;approfondimento.</p></blockquote>
<p> I nuovi spazi digitali consentono e aprono alla progettazione, produzione e distribuzione di contenuti dal basso (“grassroots”) che aggirano le logiche mediali tradizionali e si caratterizzano per un maggiore impegno. Una propensione (spesso multimediale) legata alla ricerca dell’approfondimento, della narrazione, della profondità dello sguardo sui fatti e sugli eventi.</p>
<p><strong>Sincronizzazione e “bridging” tra diverse velocità</strong></p>
<blockquote><p>Piattaforma di comunicazione e di condivisione: per camminare insieme.</p></blockquote>
<p> In contesti in cui esistono varie e diverse sensibilità, tradizioni, velocità e esperienze (pe l’Unione Europea), il web può servire per “sincronizzare” i vari punti di vista e fare da ponte (“bridge”). Sia per la costruzione di una identità comune, sia – più pragmaticamente – per concordare delle politiche efficaci e condivise.</p>
<h3>Le presentazioni e gli interventi</h3>
<p>Di seguito gli interventi pubblicati online, su slideshare o altrove</p>
<p>ANTONIO SOFI (in plenaria il 28 giugno), &#8220;Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale&#8221;.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4652306"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/webgol/politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" title="Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.">Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.</a></strong><object id="__sse4652306" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4652306" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/webgol">Webgol Network</a>.</div>
</div>
<p>SERGIO MAISTRELLO, &#8220;Le opportunità della dimensione iperlocale&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4649488"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello/toscanalab-2010" title="Le opportunità della dimensione iperlocale - ToscanaLab 2010">Le opportunità della dimensione iperlocale &#8211; ToscanaLab 2010</a></strong><object id="__sse4649488" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4649488" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello">Sergio Maistrello</a>.</div>
</div>
<p>DINO AMENDUNI, &#8220;Puglia. Due casi non casuali di comunicazione politica&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4648997"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/doonie/nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" title="Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica">Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica</a></strong><object id="__sse4648997" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4648997" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/doonie">Dino Amenduni</a>.</div>
</div>
<p>ERNESTO BELISARIO, &#8220;Open Government. Miti, realtà, speranze&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4808174"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario/open-government-miti-realt-e-speranze" title="Open government  (miti, realtà e speranze)">Open government  (miti, realtà e speranze)</a></strong><object id="__sse4808174" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4808174" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario">Ernesto  Belisario</a>.</div>
</div>
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		<title>L&#8217;effetto Joker e il photoshop partecipativo</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/09/20/leffetto-joker-e-il-photoshop-partecipativo/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 23:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le culture partecipative basate sulle tecnologie connettive (e la voglia di dissacrare il potente di turno e la sua comunicazione) sono in grado di influenzare la sfera pubblica? Ancora poco ma qualcosa si muove – dal Joker Obama e Berlusconi ai manifesti "intoccabili" sui muri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Le culture partecipative sono in grado di influenzare le pubbliche opinioni? (il plurale è voluto, e necessario)</p></blockquote>
<p>Can participatory culture shape public opinion? <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a> scrive sul blog del <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-europe-signup-form">Personal Democracy Forum Europe</a> (costola di <a href="http://svaroschi.blogspot.com/2009/09/personal-democracy-forum-europe-come-la.html">quello storico newyorkese</a>, si svolgerà a Barcellona il prossimo 20 e 21 novembre) una riflessione intitolata &#8220;The Joker effect: how participatory culture may disrupt politics&#8221; – in cui mette in fila alcuni esempi/effetti della &#8220;cultura partecipativa&#8221; dentro il campo da gioco del dibattito politico sulle Rete. Dai molti esempi elettorali americani al <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">politics busting all&#8217;italiana</a> dei cartelloni tarocchi delle campagne pubblicitarie Udc e Pd, fino ad arrivare al <a href="http://www.vincos.it/2009/08/27/obama-joker-berlusconi-joker-photoshop-per-la-democrazia/">case study del Berlusconi-Joker</a> diffuso in rete da Vincenzo Cosenza (a seguito di un analogo Obama-Joker in giro per i muri americani) e il manifesto del film <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Untouchables_%28film%29">The Untouchables</a> &#8211; con il solito Berlusconi sullo sfondo.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2213" style="width:422px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/09/berlusconi-joker.jpg" alt="Il Berlusconi photoshoppato da Joker, il cattivo della saga di Batman" width="422" height="440" />
	<div>Il Berlusconi photoshoppato da Joker, il cattivo della saga di Batman</div>
</div>
<blockquote><p>Politics busting: ribellione dal basso e fenomeno tipico della partecipazione politica online – più o meno consapevole e sicuramente iconoclasta. </p></blockquote>
<p>Casi, insomma, che si iscrivono, come accennavo, all&#8217;interno di quel fenomeno tipicamente online che Susca e De Kerckhove chiamano – lo accenavo prima – <em>politics busting</em>: sull&#8217;onda del movimento di ad busting, che &#8220;tarocca&#8221; e prende in giro le pubblicità. Fin dagli albori di Internet, i &#8220;manufatti&#8221; della comunicazione politica sono stati interpretati in modo (per certi versi) pre-satirico, spesso meramente grafico (ecco perché Photoshop, software archetipico della post-produzione fotografica digitale) lavorando sulle incongruenze e sui punti deboli dell&#8217;immagine politica proiettata – che su un media partecipativo ad alta capacità diffusiva come internet ritornava insieme distorta e amplificata. </p>
<p>Una sorta di ribellione dal basso, più o meno consapevole: per mostrare che il re è nudo. Scrive Antonella dell&#8217;esperimento messo in atto da Cosenza: «The Berlusconi-Joker picture has started to circulate on blogs and and social networks, also used as profile picture on Facebook, Twitter and Friendfeed. The reactions of people varied, Cosenza explains: “Some people said that they wanted to use the picture but they were afraid, others wrote me because they want a t-shirt with that image on it. Maybe I should print posters”».</p>
<p>E poi viene citato il caso del manifesto degli Intoccabili, manifesto affisso a Milano e New York – in una sorta di capolino offline di una pratica comunicativa tipica (anche se ovviamente non esclusiva) della partecipazione politica online. Le conclusioni? <a href="http://personaldemocracy.com/blog-entry/joker-effect-how-participatory-culture-may-disrupt-politics">Eccole</a>, condivisibili: «New media surfacing online are now used by citizens to produce content and to engage more people: this may start a process that can unexpectedly disrupt the consensus».</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2215" style="width:233px;">
	<a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/new-york-berlusconi/1.html"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/09/berlusconintoccabile.jpg" alt="Uno  dei manifesti affissi a Milano e New York" width="233" height="345" /></a>
	<div>Uno  dei manifesti affissi a Milano e New York</div>
</div>
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		<title>Nuovo sito e twitter del Popolo della Libertà</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/03/25/nuovo-sito-e-twitter-del-popolo-della-liberta/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 14:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Online il nuovo sito del Popolo della Libertà, qualche giorno prima del primo congresso. Attivi anche canali di microblogging 2.0 come Twitter, ma curiosamente a nome di tutto il governo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni prima del primo congresso fondativo del Popolo della Libertà &#8211; che vedrà la fusione di Forza Italia e di An e che si terrà a Roma il prossimo 27-28-29 marzo, viene presentato un importante restyling del sito <a href="http://ilpopolodellaliberta.it/">www.ilpopolodellaliberta.it</a>. Il sito si propone come ammiraglia (insieme a <a href="http://www.governoberlusconi.it/">Governoberlusconi.it</a>) della flotta di siti più o meno verticali e di nicchia che sono da sempre il fattore distintivo della presenza del centro destra su Internet.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1781" style="width:700px;">
	<a href="http://ilpopolodellaliberta.it/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/03/pdl_sito.jpg" alt="Uno screenshot dell&#039;home page del sito del Popolo della Libertà" width="700" height="478" /></a>
	<div>Uno screenshot dell'home page del sito del Popolo della Libertà</div>
</div><br/></p>
<blockquote><p>Curioso come permangano da una parte le tracce delle varie anime del nuovo partito e dall&#8217;altra una sorta di &#8220;dipendenza&#8221; dal governo che è – in parte ma non del tutto – espressione del nuovo soggetto politico: molti account sono &#8220;firmati&#8221; Governo Berlusconi. </p></blockquote>
<p>Tra i canali 2.0 attivati o linkati: un canale su <a href="http://www.flickr.com/groups/forzaitaliafoto/pool/">Flicke</a> (che è però quello di Forza Italia); uno su <a href="http://it.youtube.com/governoberlusconi">YouTube</a> (con la denominazione Governo Berlusconi), una <a href="http://www.facebook.com/pages/wwwgovernoberlusconiit/32777449834#/pages/wwwgovernoberlusconiit/32777449834?v=wall&#038;viewas=876625573">fan page</a> molto frequentata su Facebook (dove è stato peraltro dato l&#8217;annuncio da Antonio Palmieri). </p>
<p>Spicca l&#8217;uso innovativo di un servizio di microblogging come Twitter, ultimamente molto di moda – con la denominazione che, anche in questo caso esula dal nuovo partito e coinvolge direttamente il governo: <a href="http://twitter.com/govberlusconi">Govberlusconi</a>. Stupisce un po&#8217; questa parziale sovrapposizione del nuovo partito/governo, soprattutto in considerazione del fatto che stiamo parlando di nuovi strumenti modellabili <em>ab origine</em> – che potevano essere destinati strategicamente al nuovo partito. </p>
<p>E&#8217; però un caso inedito, di un canale governativo con blog, microblog o simili – e vedremo come si evolverà nei prossimi mesi.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1782" style="width:700px;">
	<a href="http://twitter.com/govberlusconi"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/03/twitterberlusconi.jpg" alt="Uno screenshot del canale Twitter del Governo Berlusconi" width="700" height="424" /></a>
	<div>Uno screenshot del canale Twitter del Governo Berlusconi</div>
</div>
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		<title>Colombo e il web per sentire l&#8217;opinione pubblica</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 10:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Colombo e l'ascolto del web]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/03/edoardocolombo2-200x150.jpg" alt="Edoardo Colombo" /><br />
«La Rete avrà con ogni probabilità un ruolo preminente nel Dna del nuovo partito fusione di Forza Italia e An. E verrà usata non solo come strumento di comunicazione ma anche come luogo e come sede di dibattito e di coinvolgimento; non solo insomma per una scelta dettata dai tempi o dalla moda, ma anche per una esigenza organizzativa di gestire differenti culture che vanno ad unirsi in una nuova forza politica». Sono parole di Edoardo Colombo, intervistato per una serie di interviste su web e politica, per Quinta di Copertina. </p>
<p>ASCOLTA: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/03/20/il-web-per-sentire-lopinione-pubblica">Il web per sentire l’opinione pubblica</a></p>
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		<title>Assemblea costituente Pdl. Solita liturgia, meno simboli</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 23:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Assemblea costituente del Pdl: solita liturgia, meno simboli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ieri i vertici del Popolo delle Libertà sono stati impegnati nella riunione del Comitato costituente nel tempio di Adriano, in piazza di Pietra a Roma. </p></blockquote>
<p> L&#8217;obiettivo è arrivare alla nascita del soggetto unitario del centrodestra, il nuovo partito in cui confluiranno Forza Italia e AN dopo i congressi che ne decreteranno lo scioglimento. Ancora non c&#8217;è una data precisa, ma per l&#8217;occasione è stato istituito il cosiddetto &#8220;<em>Comitato dei 100</em>&#8221; che proporrà tempi e modalità per la costituzione del nuovo partito.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1016" style="width:478px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/09/berlusconi_costituente.jpg" alt="Silvio Berlusconi interviene alla Costituente del Pdl" width="478" height="304" />
	<div>Silvio Berlusconi interviene alla Costituente del Pdl</div>
</div>
<p>Nonostante non sia possibile fruire ancora dei video integrali della Costituente per una analisi approfondita, stile, luogo e abbigliamento dei protagonisti si pongono nella <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/07/la-liturgia-di-berlusconi-oltre-il-contratto-con-gli-italiani">scia delle analisi già viste in relazione ad altri momenti della campagna</a>.</p>
<p>Tono più pacato e abbigliamento elegante per Berlusconi, chiamato stavolta a profilare il futuro di un partito che avrà come prima scadenza quella delle elezioni Europee.</p>
<blockquote><p>Non mancano ovviamente i simboli del partito, che appaiono però appena accennati, in rito di passaggio nella continuità volto a sottolineare e a ribadire l&#8217;appartenenza.</p></blockquote>
<p> Il luogo scelto evoca sacralità nella sua eleganza, con le colonne che si stagliano a cornice delle parole del premier, <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/07/la-liturgia-di-berlusconi-oltre-il-contratto-con-gli-italiani">come già il Pantheon</a> alcuni mesi va durante la campagna per le elezioni politiche. La scelta di una tale <em>location</em> denota in qualche modo continuità con le scelte di comunicazione fatte finora.</p>
<p>E&#8217; dunque un tipo di evento che serve a ribadire l&#8217;affiliazione e l&#8217;adesione più che l&#8217;immissione di nuovi contenuti politici all&#8217;interno della sfera pubblica. </p>
<ul>
Altre risorse: <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2492623644">Adnkronos</a>, <a href="http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/10856/2008-09-17.html">Italiachiamaitalia</a>, <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo427402.shtml">Tgcom</a> </ul>
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		<title>Governo.it. Mio, tuo, loro.</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 13:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone De Bellis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su Governo.it esiste solo il governo in carica. Difficile accedere agli archivi dei governi precedenti: la denuncia. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="img aligncenter size-full wp-image-875" style="width:500px;">
	<a href="http://www.governo.it"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/08/governoit.png" alt="" width="500" height="102" /></a>
	<div>governo.it</div>
</div>
<p>Prendiamo spunto da un post di <a href="http://ocrampal.splinder.com/post/17980371/Le+case+con+la+coda">Marco Palombi</a> per segnalarne uno di <a href="http://mariotedeschini.blog.kataweb.it/giornalismodaltri/2008/08/05/il-sito-del-governo-e-solo-del-governo-in-carica/">Mario Tedeschini Lalli</a>.</p>
<blockquote><p>I siti del governo  sono  solo del Governo in carica?</p></blockquote>
<p>Se é vero che la politica é espressione dei cittadini, reperire analogie fra <b>rapporti tra condomini</b> e quelli <strong>tra Governi</strong> é sin troppo facile. Come infatti i condomini non riescono più a prendere decisioni per troppo o troppo poco parlare così &#8211; comportamento genuinamente bipartisan &#8211; su <a href="http://www.governo.it">governo.it</a> è invalsa l&#8217;abitudine di &#8220;mitigare&#8221; la <strong>reperibilità delle informazioni</strong> sui governi precedenti ad ogni cambio di legislatura.</p>
<blockquote><p>Su <a href="http://www.governo.it">governo.it</a> è invalsa l&#8217;abitudine di &#8220;mitigare&#8221; la <strong>reperibilità delle informazioni</strong> sui governi precedenti ad ogni cambio di legislatura</p></blockquote>
<p>Ritorsioni elettorali che finiscono per complicare &#8211; inutilmente &#8211; la vita solo a chi cerca quelle informazioni. Inutilmente perché di fatto i dati sono reperibili con una comune ricerca generica ma non è disponibile il filtro per annata o per legislatura. Non un problema tecnico, dunque, ma una precisa <strong>volontà</strong> frutto di un attegiamento altrettanto preciso.</p>
<p>Sembra che rendere disponibili le informazioni dei governi precedenti sia una specie di &#8220;servizio&#8221; -non dovuto e quindi inutile &#8211; reso agli avversari, mentre é solo un servizio ai cittadini.<br />
Tutti.</p>
<p>Il portale del Governo, per rispondere alla domanda di Mario Tedeschini Lalli, non è di-proprietà-del-Governo in carica e neppure dei Governi precedenti o futuri. Qualsiasi sito pubblico va considerato come <strong>un locale in affitto</strong>. Pagato dai cittadini e concesso ai Governi con la clausola di riconsegnarlo nelle medesime condizioni in cui lo si è trovato. </p>
<p>Come già detto, i dati ci sono, più complicati da reperire ma comunque presenti. Nessun facile attacco ai pericoli della democrazia allora. Solo la constatazione che la reperibilità è un servizio al cittadino quanto la pubblicazione.</p>
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		<title>GovernoBerlusconi.it, &#8220;viagra&#8221; del Governo online</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/07/23/governoberlusconiit-viagra-del-governo-online/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 22:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' online, seppure in beta, il sito-fortezza, tutto 1.0, GovernoBerlusconi.it. La tagline è "Al lavoro per mantenere gli impegni". E Palmieri dichiara: «La Rete è il nostro Viagra»]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;apertura del sito <a href="http://www.governoberlusconi.it">GovernoBerlusconi.it</a> (sebbene ancora in beta) e l&#8217;impossibilità di accedere ai servizi del tradizionale sito del Governo Italiano (<strong>Italia.gov.it</strong> &#8211; ma il sito <a href="http://www.governo.it">governo.it</a> è in regolare servizio) di cui <a href="http://http://www.spindoc.it/2008/07/21/italiagov-addio-o-arrivederci/">Spindoc scriveva qualche giorno fa</a> è di certo coincidenza del tutto casuale. </p>
<p>Quel che è certo però è che l&#8217;impresa Web del nostro attuale governo è non priva di interesse: il terzo governo Berlusconi si dota di un sito apposito per comunicare direttamente con i propri governati. <a href="http://governoberlusconi.it">GovernoBerlusconi.it</a>, appunto.</p>
<div class="img " style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/07/governoberlusconi.jpg" alt="GovernoBerlusconi.it, il sito che racconta le attività del governo" width="500" height="370" />
	<div>GovernoBerlusconi.it, il sito che racconta le attività del governo</div>
</div>
<p>Il sito è online da poco, come segnala <a href="http://politicinrete.splinder.com/post/17876781/governoberlusconi.it">Elisabetta Barone</a> e approfondiscono gli amici di <a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=508">Politica 2.0</a> e da quanto si legge nell&#8217;<a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2008/07/20/904738-governo_altro_sito_internet_nuova_strategia_berlusconi.shtml">articolo comparso su Il Tempo</a> qualche giorno fa. Lo <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2008/07/20/904737-palmieri_rete_nostro_viagra_sito_bello_senz_anima.shtml">presenta</a> in una intervista <strong><a href="http://www.antoniopalmieri.it/">Antonio Palmieri</a></strong>, storico responsabile Web prima di Forza Italia ora del Popolo delle Libertà, come tale. La tagline recita &#8220;Al lavoro per mantenere gli impegni&#8221;.</p>
<blockquote><p>GovernoBerlusconi.it è un sito vetrina, che più tradizionale non si può. Mancano i commenti, o qualsiasi forma di interattività. Non c&#8217;è praticamente alcun riferimento ad una vita presente all&#8217;esterno del sito web &#8211; alla blogosfera di destra, o ai vari siti politici che appoggiano il governo. Più che un sito vetrina, <strong>più simile ad un sito fortezza</strong>.</p></blockquote>
<p>Non è un sito particolarmente 2.0, e si segnala solo per la presenza di un feed rss. Così giustifica Palmieri la scelta al giornalista del Tempo che gli chiede il perché dell&#8217;<a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2008/07/20/904737-palmieri_rete_nostro_viagra_sito_bello_senz_anima.shtml">assenza di applicazioni o servizi particolarmente avanzati</a>: «<em>Per rispetto delle persone mi astengo dal pubblicare siti in 2.0 o superiori. Preferisco applicazioni anche in 1.1 o 1.5, perché puoi gestire il rapporto con l&#8217;utente e con i media. Un sito di partito è poi gravato da un carico di responsabilità diverso dagli altri. Rifiuto la dogmatica che internet vada fatto in un solo modo</em>».</p>
<p>Più che una scelta dogmatica, l&#8217;uso di alcuni strumenti evoluti del Web sociale è una scelta &#8211; politica prima ancora che comunicativa &#8211; di apertura e partecipazione. E Palmieri, che è una vecchia volpe della Rete politica, lo sa bene. Tanto è vero che alcune righe dopo spiega così l&#8217;impatto del Web sulla politica, e sui voti che Internet può spostare: «<em>È incalcolabile (quanti voti può spostare, ndr.). Sicuramente aiuta, internet è il viagra della politica perché riattiva il rapporto col cittadino. Non si può non usare internet, è parte della stretegia di comunicazione. Anche se alla fine è la realtà a fare la campagna elettorale. Se Berlusconi avesse sbagliato il tono della campagna elettorale, non sarebbe bastato alcun sforzo digitale</em>».</p>
<p>Sorprende anche la scarsa personalizzazione del sito (nonostante il dominio): bisogna cercare con attenzione foto e biografia del Presidente del Consiglio. Grande sobrietà iconografica, insomma. E attenzione tutta puntata ai temi e alle issues. Tematiche trattate però in maniera decisamente &#8220;chiusa&#8221; (e non faccio volutamente riferimento al contenuto): non foss&#8217;altro che per la totale assenza di link esterni o riferimenti a articoli della stampa quotidiana. </p>
<p>Sugli altri dettagli, rimando anche all&#8217;<a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2008/07/20/904738-governo_altro_sito_internet_nuova_strategia_berlusconi.shtml">analisi di Fabio Perugia</a>, sempre su Il Tempo. Interessante, come segnalato da <a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=508">Politica 2.0</a>, «<em>l&#8217;uso del portale per campagne di controinformazione in risposta a (presunti) disinformation attack portati avanti dall’opposizione e dalla stampa ostile. In particolare, ciò accade nelle sezioni Polemika, dove si ribatte direttamente alle principali critiche contro il Governo, e Obieziometro, una sorta di FAQ list sulle principali iniziative governative</em>».</p>
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		<title>Sintomer: «Troppa specializzazione nella politica»</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 14:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quattro chiacchiere con Yves Sintomer, politologo all'Université di Paris: «Ci vuole più flessibilità per affronare la complessità del mondo moderno»]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Yves Sintomer è professore universitario presso il dipartimento di scienze politiche dell&#8217;Université di Paris 8. Dal settembre 2006 è vice direttore del Centro Marc Bloch (Berlino). Collabora con la rivista Mouvements e con le Edizioni La Découverte</p></blockquote>
<p>La XIX edizione &#8220;<a href="http://www.galileonet.it/agenda/10072/sulla-democrazia">Incontri Europei ad Amalfi</a>&#8221; quest&#8217;anno ha scelto come tema &#8220;<strong>Sulla democrazia. Realtà e immagini nel mondo contemporaneo</strong>&#8221; e ha portato sulla costiera importanti sociologi e studiosi.</p>
<p>Abbiamo approfittato dell&#8217;occasione &#8211; e di qualche minuto della serata conclusiva &#8211; per continuare una chiacchierata iniziata con <strong><a href="http://www.sintomer.net/">Yves Sintomer</a></strong> e farla evolvere in una intervista condotta in un perfetto italiano. </p>
<p>Paziente, garbato, preparato sulla politica italiana tanto da far tentennare alcuni dei presenti (noi per primi) eppure straordinariamente disponibile al dialogo che porta avanti in una equilibrata mistura di curiosità e ironia. Potremmo definirlo 2.0, ma non sappiamo se approverebbe.</p>
<div class="img " style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/06/yves.jpg" alt="Yves Sintomer ad Amalfi" width="500" height="375" />
	<div>Yves Sintomer ad Amalfi</div>
</div>
<p><strong>Prima domanda quasi inevitabile: attualmente come viene vista l&#8217;Italia dai francesi e dai tedeschi?</strong></p>
<p>Nell&#8217;ambito del rapporto tra l&#8217;Italia e l&#8217;Europa, e di una sensazione diffusa di un declino del paese, il ritorno di Berlusconi ha significato una perdita di credibilità per l&#8217;Italia. Come <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nicolas_Sarkozy">Nicolas Sarkozy</a></strong> in Francia, Berlusconi non appare come una persona affidabile. E se Sarkozy sembra poco affidabile, Berlusconi trasmette addirittura un&#8217;impressione di pericolosità.</p>
<p><strong>In Francia, invece? Soprattutto dopo il confronto elettorale Sarkozy-Royal e la vittoria del primo&#8230;</strong></p>
<p>Il confronto tra <strong>Ségolene Royal</strong> e Sarkozy è stato un avvenimento molto importante, ma ha rappresentato più uno scontro di persone piuttosto che di ideologie e stili politici. Ci racconta anche del target elettorale di Sarkozy, che è stato votato da un elettorato maschile bianco, e della convinzione che l&#8217;effetto personalizzazione non durerà in Francia perché da alcuni mesi l&#8217;attenzione ai temi personali si sta rivoltando contro Sarkozy, sebbene all&#8217;inizio gli abbia portato una certa popolarità.</p>
<p><strong>Il contrario della politica personale, è forse la politica più fortemente partecipata. Cosa ne pensa delle <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/10_Ottobre/24/nava.shtml">giurie cittadine</a> suggerite da Segolene Royal quando è stata candidata contro Sarkozy nel 2007 come primo ministro francese? Come presidente del consiglio della regione Poitou-Charentes, che guida dal 2004, sta cercando di sperimentare modelli di una <a href="http://www.poitou-charentes.fr/fr/exergue/forums-participatifs/index.dml">democrazia maggiormente partecipativa</a> &#8211; anche forse in vista della candidatura a segretario del <a href="http://www.parti-socialiste.fr">partito socialista</a> opposta a quella di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bertrand_Delano%C3%AB">Bertrand Delanoë</a>, sindaco di Parigi.</strong></p>
<p>Sebbene il dibattito Ségolene-Delanoë non appassioni, le giurie cittadine suggerite da Ségolene sono un bel passo avanti nell&#8217;acquisizione di una maggiore prossimità dei cittadini alla politica, per quanto rappresentino un campione non rappresentativo, selezionato casualmente. 500 persone è rappresentatività, 30 è diversità ma non si può parlare di rappresentatività statistica.</p>
<p><strong>Una curiosità più accademica: di cosa si sta occupando in questo momento?</strong></p>
<p>L&#8217;utopia dell&#8217;azione zero: in alcuni contesti è meglio avere specializzazione meno ampia per affrontare la complessità del mondo moderno. Riguardo a molti temi politici la specializzazione porta ai governi tecnici, dove cioè le cose sono decise dagli specialisti. Ma come la scienza non è solo degli scienziati, ma è frutto di una cooperazione, questo è altrettanto vero per i politici. </p>
<p><strong>In un certo senso, però, questa deriva di specializzazione è figlia della rappresentatività&#8230;</strong></p>
<p>In un certo senso sì. Ci possiamo chiedere se una rappresentatività possa effettivamente prendere decisioni strutturali. Nel caso delle assemblee cittadine i suoi componenti sono coinvolti in un dibattito più allargato, sebbene si siano ascoltati anche numerosi esperti. Non penso al momento che un&#8217;assemblea possa decidere da sola su argomenti generali, o possa fare una proposta per una legge generale nella condizione attuale della democrazia.</p>
<p><strong>Un libro da consigliarci?</strong></p>
<p>La <a href="http://www.amazon.fr/haine-d%C3%A9mocratie-Jacques-Ranci%C3%A8re/dp/2913372481">haine de la démocratie</a> di Jacques Rancière (disponibile anche nella versione italiana &#8220;<a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978888944628.html">l&#8217;odio per la democrazia</a>&#8220;)</p>
<p><em>(intervista a cura di Simone De Bellis e Valentina Porcu)<br />
</em></p>
<p><font size="-2">Nb: se avete appuntamenti da suggerirci o libri da consigliarci scrivete a <a href="mailto:info@spindoc.it">info@spindoc.it</a></font></p>
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		<title>La politica personale. Totoministri e primo giorno.</title>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2008 00:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La politica personalizzata sui media. Totoministri e vestiti da primo giorno. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Matricole (l&#8217;appellativo conta) sotto l&#8217;occhio dettagliato delle telecamere al loro esordio in parlamento; il totoministri (il termine conta) che acquista sempre più spazio, usato e spesso abusato sempreverde del racconto mediale della politica. Ecco la <strong>politica iper-personalizzata</strong> nei media: forzatura o necessità, visto il declino delle forme partito &#8211; pur leggere o leggerissime? </p>
<blockquote><p>A pochi giorni dall&#8217;insediamento delle Camere e delle fumate bianche per i suoi presidenti resta in agenda il <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=23387&#038;sez=ELEZIONI2008&#038;desc_sez=Elezioni%C2%A02008">totoministri</a>.</p></blockquote>
<p> L&#8217;unico <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2117803123">sicuro</a> del proprio ruolo nel prossimo Governo sarà <strong>Gianni Letta</strong>, &#8220;indispensabile per il mio lavoro a Palazzo Chigi&#8221;, come ha dichiarato il premier in pectore <strong>Silvio Berlusconi</strong>. Intorno ruotano tanti nomi, più o meno dati per certi &#8211; comparati tra di loro, posti in salito o in discesa come nel borsino dei titoli. E se da una parte si stringe su una maggiore concentrazione dei poteri in una squadra di governo più snella (12 o al massimo 14 Ministri le previsioni), dall&#8217;altra la tendenza sembra essere quella di una minore istituzionalizzazione del potere, legato più alle persone che alle cariche. </p>
<blockquote><p>La personalizzazione del discorso politico sui media. Tutto passa attraverso le persone &#8211; i partiti non esistono più: poco raccontabili (e forse poco interessanti). </p></blockquote>
<p>Al di là dei nomi, però, l&#8217;unica cosa certa è proprio che di certo c&#8217;è poco o nulla. Tranne che nella <strong>personalizzazione</strong>. Che è misura ormai endemica del discorso politico sui media. Che proprio nella pratica mediale sempre più stringente del totoministri svela una attrazione pervicace verso le persone, e a prescindere: dal progetto o spesso anche dal leader. </p>
<p>Come se tutto fosse spiegabile solo e unicamente attraverso le persone, o le relazioni (trasversali, inaspettate, spiegabili, inconsuete) tra di esse. Una attenzione che spesso diventa mediaticamente indistinguibile dalla passerella di moda o da un documentario di entomologia &#8211; come per esempio accade nella descrizione puntigliosa del vestiario del primo giorno di parlamento.</p>
<p><em>(con il contributo di as)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il prima durante dopo (e qualche riflessione sul Web)</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 22:10:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I numeri del dopo-elezioni (niente che non si sappia). Qualche iniziale considerazione sul ruolo del Web prima e durante (niente che non si sappia anche qui). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(analisi a cura di <a href="http://www.spindoc.it/author/simonedebellis/">Simone De Bellis</a> e <a href="http://www.spindoc.it/author/valentinaporcu/">Valentina Porcu</a>)</em></p>
<h3>I dati dell&#8217;affluenza.</h3>
<blockquote><p>Tempo di bilanci dopo la chiamata alle urne dei giorni scorsi, mentre tra dati parziali e opzioni regionali si delinea il nuovo parlamento.</p></blockquote>
<p> Le percentuali dei votanti sono state tutto sommato alte: per la Camera ha votato <strong>l&#8217;80,469%</strong>, per il Senato <strong>l&#8217;80,458%</strong>, mentre i dati delle Provinciali e delle Comunali si attestano rispettivamente sul <strong>74,581%</strong> e <strong>78,116%</strong> (dati del <a href="http://www.interno.it">Ministero dell&#8217;Interno</a>).</p>
<p>Il quadro politico risulta nettamente semplificato: i gruppi parlamentari non dovrebbero essere piu&#8217; di 5, sia al Senato che alla Camera. La <a href="http://www1.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/servizi/legislazione/elezioni/legislazione_716.html_319159481.html">legge elettorale </a>che ha prodotto questo risultato sarà comunque sottoposta a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_elettorale_italiana_del_2005">referendum nel prossimo anno</a>.</p>
<h3>Numeri dalla Camera e dal Senato</h3>
<p>Nelle circoscrizioni italiane <strong>340 </strong>seggi della Camera vanno alla maggioranza così divisi: </p>
<ul>
<li>Pdl 272; </li>
<li>Lega Nord 60; </li>
<li>Mpa 8.</li>
</ul>
<p>All&#8217;opposizione: </p>
<ul>
<li>il Pd ha 211 deputati; </li>
<li>
l&#8217;Idv 28; </li>
<li>L&#8217;Udc 36; </li>
<li>la Svp 2; </li>
<li>la lista valdostana Aut-Lib-Democratie 1.</li>
</ul>
<p>A <strong>Palazzo Madama </strong>avremo invece <strong>171 </strong>seggi alla coalizione guidata dal PdL: <strong>144 </strong>al Pd; <strong>14 </strong>all&#8217;Idv e <strong>25 </strong>alla Lega Nord, che diventa quindi decisiva al Senato. I <strong>due </strong>seggi rimanenti vanno al Mpa.</p>
<p>Sono pervenuti da pochissimo i dati relativi alla <strong>circoscrizione estero</strong>: </p>
<ul>
<li>In particolare l&#8217;Europa ha eletto 3 deputati del Pd; 2 del Pdl; 1 dell&#8217;Idv. </li>
<li>Il Sud America 1 deputato del Movimento Associativo Italiani all&#8217;Estero di Merlo; 1 del Pdl; 1 del Pd. </li>
<li>Il Nord America ha eletto un deputato del Pdl ed uno del Pd. </li>
<li>Asia, Africa e Oceania hanno eletto un deputato del Pd.</li>
</ul>
<p>Il Senato vede invece la seguente ripartizioni: </p>
<ul>
<li>l&#8217;Europa ha eletto un senatore al Pd ed uno al Pdl; </li>
<li>il Sud America ha eletto un senatore al Pdl ed uno a Merlo; </li>
<li>il Nord America ha votato infine un senatore al Pdl; </li>
<li>Asia, Africa ed Oceania hanno votato un senatore Pd.</li>
</ul>
<h3>Lega su, Sinistra giù</h3>
<blockquote><p>La Lega ha ottenuto oltre tre milioni di voti alla Camera e circa due milioni e seicentomila al Senato &#8211; non più tardi di due anni fa erano stati solo un milione e 700 mila i voti alla Lega raccolti in tutta Italia.</p></blockquote>
<p> Al di la dei numeri, possiamo però rilevare alcune macro tematiche. In primo luogo la vittoria con ampio margine della <strong>PDL</strong>, a cui si accompagna un forte exploit della <strong>Lega Nord </strong>. Perfomance ancora più rilevante considerato che queste elezioni hanno fortemente penalizzato (quando non estromesso) <a href="http://www.corriere.it/politica/08_aprile_16/la_nuova_lega_operai_e_impiegati_3cc293e8-0b77-11dd-98e1-00144f486ba6.shtml">le correnti più ideologiche </a>ed in genere rappresentanti di una minoranza. </p>
<p>Il leader del PD, <strong>Walter Veltroni</strong>, relegato ad un importante ruolo di opposizione, accetta la sconfitta e chiama il neo primo ministro per congratularsi, ma rivendica la scelta di aver voluto correre da solo. L&#8217;effetto più o meno voluto è l&#8217;evaporazione totale della Sinistra e l&#8217;Arcobaleno, che non sarà presente in parlamento. Stessa cosa per la forza di destra guidata da Storace e la Santanchè. Mentre l&#8217;UDC fa la terza forza, e rimane in Parlamento per un soffio. </p>
<h3>La campagna in Rete. Prima, durante e dopo</h3>
<p><em>(con il contributo di as)</em></p>
<blockquote><p>Al di là dei casi che andremo ad analizzare nei prossimi giorni, i candidati online non ci sono praticamente stati &#8211; avrebbe probabilmente cambiato poco o niente, ma è comunque un dato di fatto.
</p></blockquote>
<p>Interessante, pur nella sua acerba dipanazione, il ruolo della Rete nella due giorni elettorale. Molti esperimenti variamente legati alla rete sono fioriti in occasione di queste elezioni. Alcuni con una contropartita reale (es. i <a href="http://www.webgol.it/2008/04/16/la-politica-che-sta-online-dai-sondaggi-ai-commenti/">sondaggi </a>nella forma di exit o istant poll) altri peculiarmente legati alla rete (Twitter, &#8220;editoriali&#8221;, live blogging&#8230;). </p>
<p>La campagna elettorale sulla Rete, invece, davvero ha lasciato poche tracce. Soprattutto dal punto di vista dei soggetti politici, che hanno usato la Rete in maniera <em>conservativa </em>- osando poco e raccogliendo solo una generica poco canalizzata attenzione. </p>
<p>Rimane al massimo un po&#8217; di primordiale <em>grassroots </em> un po&#8217; copiaticcio e qualche esperimento (come quello dei gruppi di discussione del PD) che &#8211; oggettivamente &#8211; hanno avuto poco tempo per attecchire e produrre veri risultati. La campagna lampo è stata una ulteriore disdetta per la comunicazione via Internet: apparentemente velocissima, in realtà efficace se si ha il tempo e l&#8217;agio di seguire veramente le conversazioni. Farle crescere. </p>
<p>Sia il governo che l&#8217;opposizione possono giovarsi di un filo rosso di comunicazione online &#8211; nel momento in cui non si interrompe con il voto e il bisogno elettorale. E arrivare con un vantaggio competitivo e molta esperienza in più di questo ecosistema &#8220;naturalmente&#8221; <em>politico</em>, alle prossime consultazioni.</p>
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		<title>Berlusconi ha vinto. Ma è il &#8220;negativo&#8221; di Internet</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 23:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Berlusconi ha vinto. Incarnando perfettamente la politica televisiva. Veltroni ha perso. Senza cogliere l'opportunità offerta da un nuovo media emergente. Chissà se e quando la politica cambierà grazie al Web collaborativo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(crossposted parziale da <a href="http://www.webgol.it/2008/04/15/e-la-politica-che-gira-intorno-a-berlusconi-o-viceversa/">Webgol.it</a>)</p>
<blockquote><p>Dati e opinioni si trovano ovunque. Io continuo a prendere appunti (più o meno mentali) su come proprio la Rete &#8211; risorsa utilizzata in queste elezioni poco e male, con presunzione e superiorità &#8211; possa cambiare la politica del futuro.</p></blockquote>
<p>Il mio punto è uno solo, piccolo piccolo &#8211; e dal punto di vista volutamente ristretto e ad angolo &#8220;acuto&#8221; di abitante della Rete: <em>Berlusconi rappresenta quanto di più lontano ci sia dalle logiche emergenti di Rete</em>. Editore di televisione analogica e comunicativamente unilaterale, cresciuto sfruttando il boom della pubblicità di beni di largo consumo e fornendo contenuti generalisti ad un pubblico concepito come target aggregato, commercialmente appetibile. </p>
<p>La seconda repubblica italiana è stata finora una cosmogonia tolomeica Berlusconi-centrica; con la politica che non ha fatto altro che girare metaforicamente intorno a Berlusconi e alla sua logica &#8220;televisiva&#8221;. </p>
<p>Dal punto di vista comunicativo, <strong>Silvio Berlusconi</strong> si muove abilmente all&#8217;interno delle macro-agende, cerca sempre il cortocircuito <em>mainstream</em>, il messaggio <em>catch-all</em> populista. E&#8217; una strategia vincente. Ma conservativa, con poca innovazione. E per molti versi il <em>negativo</em> delle logiche che stanno emergendo da Internet. Distante anni luce dai processi di Rete. Come, peraltro, la maggioranza dei personaggi politici italiani, <strong>Walter Veltroni</strong> compreso (che da parte sua ha copiato male <strong>Barack Obama</strong>: solo lo slogan e non l&#8217;apertura al web collaborativo come amplificatore di emozione e attivatore di partecipazione). Ma Berlusconi è lontano in maniera eclatante ed emblematica, simbolo vivente di una società massmediale dominata dalla televisione che pian piano sta cambiando &#8211; anche grazie alle tecnologie connettive.</p>
<h3>Politics Web 2.0</h3>
<p>E proprio a proposito di Web 2.0, in questi giorni sarò ad ascoltare qualche buona idea dai colleghi europei, che raggiungerò a Londra per la conferenza &#8220;<a href="http://newpolcom.rhul.ac.uk/politics-web-2-0-conference/">Politics: Web 2.0</a>&#8221; organizzata dal Department of Politics and International Relations dell&#8217;Università di Londra <strong>Royal Holloway</strong>, e che si terrà appunto il 17 e il 18 aprile. </p>
<div class="img " style="width:300px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/information_architects.jpg" alt="Politics: Web 2.0. an international conference. Royal Holloway, University of London, April 17-18, 2008" width="300" height="179" />
	<div>Politics: Web 2.0. an international conference. Royal Holloway, University of London, April 17-18, 2008</div>
</div>
<p>Vedo dal sito che <a href="http://newpolcom.rhul.ac.uk/politics-web-20-paper-download/">sono già disponibili molti dei paper</a> del <a href="http://newpolcom.rhul.ac.uk/storage/NPCU_Politics_Web_2-0_Programme_FINAL.pdf">ricco programma di lavori</a>. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>La liturgia di Veltroni, politica calma-e-gesso</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/10/la-liturgia-di-veltroni-politica-calma-e-gesso/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 15:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La semantica dei 100 e passa comizi di Walter Veltroni (quasi tutti disponibili online) - tra vestiari rassicuranti, peritesti simbolici e deissi cognitive ("l'avversario non si chiama per nome"). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A cura di <strong><a href="http://www.spindoc.it/author/simonedebellis/">Simone De Bellis</a> e <a href="http://www.spindoc.it/author/valentinaporcu/">Valentina Porcu</a></strong></p>
<blockquote><p>Siamo come l&#8217;Italia del &#8217;82: &#8220;<em>Domenica il risultato lo fate voi!</em>&#8221; é la frase conclusiva del tour di Veltroni. </p></blockquote>
<p>Quasi contemporaneamente al <a href="http://www.spindoc.it/2008/04/07/la-liturgia-di-berlusconi-oltre-il-contratto-con-gli-italiani/">messianico intervento romano di Berlusconi</a> si è svolto l&#8217;incontro a Caserta. Uno dei tanti (più di 100) comizi nelle piazze italiane  del candidato del Partito Democratico <strong>Walter Veltroni</strong>. Stili fortemente alternativi quelli dei due leader. Il candidato del Pd si distingue sia nella pacatezza dei toni, sia nel <em>peritesto</em> simbolico.</p>
<p><object width="400" height="320"><param name="movie" value="http://www.democratica.tv/js/mediaplayer.swf"/><param name="allowfullscreen" value="true"><param name="flashvars" value="config=http://www.democratica.tv/playerconfig.xml&#038;file=http://www.democratica.tv/xml/embed/4225"/><embed src="http://www.democratica.tv/js/mediaplayer.swf" type="application/x-shockwave-flash" flashvars="config=http://www.democratica.tv/playerconfig.xml&#038;file=http://www.democratica.tv/xml/embed/4225" allowfullscreen="true" width="400" height="320"/></object></p>
<blockquote><p>Su <a href="http://www.democratica.tv/">DemocraticaTv</a>  (in collaborazione con <a href="http://www.nessuno.tv/">Nessunotv</a>) per intero (quasi) tutti gli interventi nelle piazze italiane. </p></blockquote>
<p>Detto altrimenti. Veltroni ha adottato lungo le tappe del suo viaggio un abbigliamento classico &#8211; come quello del suo oppositore &#8211; ma mantenendolo nella forma del &#8220;completo&#8221;: abito elegante, camicia chiara, cravatta generalmente rosso cupo o blu, accompagnati da una gestualità composta. Diverso lo stile berlusconiano, che sapientemente alterna completi impeccabili a tenute più casual e gestualità prorompente a lapidarie esternazioni. In sintesi: se Berlusconi fa dell&#8217;<em>ecletticismo</em> personale una caratteristica vestimentaria, Veltroni si contraddistingue per la <em>stabilità</em> e <strong>la costanza dei comportamenti e dell&#8217;abbigliamento</strong>.</p>
<blockquote><p>Ma il confronto tra i due leader non si esaurisce certo nel vestiario. Se prendiamo a riferimento la tappa conclusiva del tour possiamo ritrovare una summa dell&#8217;approccio Veltroniano.</p></blockquote>
<p>Distanti nelle idee ma anche nel modo di raccontarle, se Berlusconi, come già detto, genera, amplifica e ravviva gli entusiasmi della platea, Veltroni si preoccupa invece di tenerla calma e di rasserenare gli animi anche nei confronti delle critiche a posizioni politiche distanti da quelle del PD (ammonisce la folla dicendo: &#8220;<strong>noi non fischiamo nessuno</strong>&#8220;).</p>
<p>Altra differenza sostanziale negli stili dei due sono le modalità di evocazione degli avversari. L&#8217;uso della <strong>deissi cognitiva</strong> (Berlusconi viene citato come &#8220;il principale esponente&#8221;) evita spesso al candidato del PD l&#8217;utilizzo di nomi, cognomi e, probabilmente, cariche degli avversari. Tutti dati ampiamente citati invece, e utilizzati comunicativamente dal candidato della PDL. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>La liturgia di Berlusconi, oltre il contratto con gli italiani</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/07/la-liturgia-di-berlusconi-oltre-il-contratto-con-gli-italiani/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 07:22:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oltre il contratto con gli Italiani, Berlusconi accoglie liturgie e linguaggi della religione. Analisi e spunti del discorso dal Pantheon, tra preteritio comunicativo e riti di confermazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di <strong><a href="http://www.spindoc.it/author/simonedebellis/">Simone De Bellis</a></strong> e <strong><a href="http://www.spindoc.it/author/valentinaporcu/">Valentina Porcu</a></strong></em></p>
<blockquote><p>
La promessa elettorale non basta più. Serve un impegno serio, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Contratto_con_gli_italiani">stavolta più di un contratto</a>: un vòto.</p></blockquote>
<p>Il Cavaliere, che non ha mai nascosto la propria volontà di porsi come fulcro del partito &#8211; più ancora delle idee &#8211; che rappresenta tenta in questa tornata elettorale la strada del <em>càrisma</em> (di weberiana memoria) mixandolo con i rituali religiosi. Più laicista dell&#8217;alleanza nelle scorse elezioni, il partito delle libertà, orfano degli storici alleati cattolici, non rinuncia a strizzare l&#8217;occhio a simboli e riti più vicini alla chiesa.</p>
<p>In un comizio incorniciato dal Pantheon, tra dèi vecchi e nuovi, <strong>Silvio Berlusconi</strong> si esibisce in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=DSdYp9jWLxI">una performance di notevole impatto simbolico</a>, quasi a recuperare l&#8217;immagine di taumaturgo della società che contribuì ad avvantaggiarlo nel 2001.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DSdYp9jWLxI&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/DSdYp9jWLxI&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<blockquote><p>
Performance già testata in altre occasioni della campagna elettorale &#8211; come si può notare da altri video in giro per la Rete &#8211; ma che assumono una carica simbolica ancora maggiore ad una settimana dalle elezioni.</p></blockquote>
<p>L&#8217;effetto di senso è a metà tra il pezzo satirico ed un coinvolgente show. Impressiona questa volta è la tecnica della <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Apophasis">praeteritio</a></em> utilizzata con perizia e sdoppiata nell&#8217;interazione col pubblico. Non è infatti il cavaliere che &#8220;dice&#8221; ma è la folla che, rispondendo, crea un affermazione di cui diventa latore non il politico ma il popolo stesso (&#8220;simbolicamente interrogando&#8221;, dice la giornalista).</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iZFCvmiId44&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/iZFCvmiId44&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>[Nel <a href="http://it.youtube.com/watch?v=iZFCvmiId44">video qui sopra</a>, un altro caso di Berlusconi liturgico]</p>
<blockquote><p>L&#8217;abbigliamento di Berlusconi, un completo nero completato da una camicia scura con il primo bottone aperto sul collo (quasi a ricordare un colletto da prete?).</p></blockquote>
<p> Altri elementi che possiamo osservare: Roma (città argomento di una parte di discorso: quello che il candidato premier recita a braccio): città simbolo del potere politico e dell&#8217;intera Italia. La piazza, un metà strada ideale tra i palazzi governativi, ma anche  tempio dedicato agli antichi dèi e moderna basilica cattolica. </p>
<p>Tono e discorso, una sorta di <a href="http://www.liturgia.maranatha.it/Confermazione/b1/3page.htm">rito di confermazione</a> nell&#8217;appartenenza e nella <a href="http://www.liturgia.maranatha.it/Battesimo/b2/3page.htm">&#8220;fede&#8221; al partito</a> e al suo maggior rappresentante. Se il motivo riecheggia di <em>leitmotiv</em> cattolici, il tono è quello scherzoso della presa in giro nei confronti degli avversari politici (volete che Veltroni realizzi il suo sogno, un viaggio in Africa?): stile <strong>Don Camillo</strong>? </p>
<p><em>(segue&#8230;)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Alla ricerca del (video)spazio perduto. Sul Web.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/04/02/alla-ricerca-del-videospazio-perduto-sul-web/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 22:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Più che il nuovo virale, sembra un ritorno alla vecchia Tv. Cercata per le strade del Web, senza la par condicio, con ibridi e accrocchi video: dalla videochat ai videoincontri alle video interviste. Funzioneranno?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Video è bello. Lo sanno bene i candidati premier alle elezioni politiche, che portano avanti da alcune settimane una querelle sull&#8217;opportunità di tenere o meno dei faccia a faccia televisivi prima delle elezioni.</p></blockquote>
<p> Ma tra <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/29/confronti-politici-in-tv-arriva-il-format-del-dibattito-multiplo/">regolamenti</a> da una parte troppo vaghi, dall&#8217;altra troppo restrittivi e veti incrociati (<a href="http://www.webgol.it/2008/03/28/il-dibattito-che-non-ce-o-forse-non-serve-piu/">in parte politici in parte comunicativi</a>) circa opportunità e modalità di svolgimento dell&#8217;eventuale sempre più ipotetico faccia a faccia, in molti hanno provato, in questo ultimo scorcio di campagna, ad utilizzare le risorse a disposizione sul Web per ritagliarsi un <em>videospazio</em> politico. </p>
<p>Tra gli esempi di utilizzo del mezzo audiovisivo sui siti di informazione i <a href="http://tv.repubblica.it/home_page.php">videoforum</a> di Repubblica e le videochat del Corriere della Sera; entrambi (vedi sotto uno screenshot con l&#8217;ultimo <a href="http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?idCanale=Elezioni&#038;filtro=Tutti&#038;pagina=1&#038;passo=5&#038;uuid=6c9926b6-ff3a-11dc-b1cc-00144f486ba6&#038;navName=3,">quello con <strong>Silvio Berlusconi</strong></a>) si pongono l&#8217;obiettivo di proporre incontri con i leader di queste elezioni 2008. Un altro esempio di esperimento <em>web/visivo </em>è stata la Veltroniana <strong><a href="http://www.democratica.tv/democratichat">Democratichat</a></strong> di un paio di giorni fa.</p>
<div class="img " style="width:385px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/04/berlusconi-1.png" alt="Berlusconi intervistato per “Incontri Digitali” sul Corriere.it" width="385" height="295" />
	<div>Berlusconi intervistato per “Incontri Digitali” sul Corriere.it</div>
</div>
<blockquote><p>Nonostante il successo e la curiosità che l&#8217;evento ha riscosso, parlare di <em>videochat</em> vera e propria non appare del tutto opportuno, in quanto si tratta semplicemente di interviste trasmesse sul web.</p></blockquote>
<p>L&#8217;attuale tendenza, già vista spesso, appare sempre quella di adattare alla rete vecchi formati, come quello televisivo, piuttosto che studiarne di nuovi assecondando i punti forti del nuovo mezzo. Così da videochat preannunciate si passa ad una più canonica intervista, con tutto quello che una mediazione dovuta alla scelta delle inquadrature comporta in termini di costruzione del significato rispetto a una telecamera fissa. In cui infatti l&#8217;elemento più spontaneo appaiono le posture dei candidati: ad esempio quella di <strong>Walter Veltroni</strong>, seduto quasi in punta di sedia e appoggiato in avanti, quasi a trasmettere una sensazione di tensione, poi smentita dal tono pacato.</p>
<p><object width="400" height="320"><param name="movie" value="http://www.democratica.tv/js/mediaplayer.swf"/><param name="allowfullscreen" value="true"><param name="flashvars" value="config=http://www.democratica.tv/playerconfig.xml&#038;file=http://www.democratica.tv/xml/embed/4108"/><embed src="http://www.democratica.tv/js/mediaplayer.swf" type="application/x-shockwave-flash" flashvars="config=http://www.democratica.tv/playerconfig.xml&#038;file=http://www.democratica.tv/xml/embed/4108" allowfullscreen="true" width="400" height="320"/></object></p>
<p>Viceversa, l&#8217;orientazione nei confronti dell&#8217;intervistatore (al fianco piuttosto che frontale come nel caso di un&#8217;intervista postata lo stesso giorno <a href="http://pierofassino.ilcannocchiale.it/post/1844275.html">sul blog di <strong>Piero Fassino</strong></a>, vedi sotto) trasmette un&#8217;idea di comportamento collaborativo piuttosto che oppositivo.</p>
<div class="img " style="width:351px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/04/fassino.png" alt="Intervista a Piero Fassino" width="351" height="258" />
	<div>Intervista a Piero Fassino. Il set rimanda una idea oppositiva del contesto comunicativo</div>
</div>
<blockquote><p>Il messaggio video, specie se sul web, va quindi di moda, in questo momento della competizione elettorale.</p></blockquote>
<p>Forse le mille video forme più o meno ibride della politica sono banalmente una necessità &#8211; o forse il tentativo di percorrere tutte le strade possibili. Oltre al non discutibile vantaggio di non essere soggetto alle leggi della par condicio televisiva, sembra che in qualche modo questo tipo di messaggio possa essere maggiormente immediato e fruibile da parte di un pubblico che, il programma politico, preferisce coglierlo dalle sfumature nella voce o nelle parole dei leader. O almeno questa è la speranza dei politici.</p>
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		<title>Caso Alitalia, decollano le conversazioni in Rete</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/31/caso-alitalia-decollano-le-conversazioni-in-rete/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 13:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caso Alitalia/Air France, simpatetiche le conversazioni in Rete. C'è un evidente picco in coincidenza con l'entrata in agenda del tema, e qualche (piccola) sorpresa negli abbinamenti: Berlusconi il più "nominato", più della sua coalizione "personale"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Le conversazioni Web sul caso Alitalia-Air France, dopo le tirate di giacchetta politiche da parte di partiti e candidati.</p></blockquote>
<p> Una &#8220;puntata&#8221; speciale sul <strong>caso Alitalia</strong> della serie di appuntamenti con il <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/"><strong>monitoring</strong> del web politico</a>, in collaborazione con <a href="http://www.blogmeter.it/"><strong>BlogMeter</strong></a> (qui <a href="http://mediameter.wordpress.com/osservatorio-buzz-politico-online/">altre delucidazioni</a>). Il monitoraggio va avanti da gennaio 2008 e ha ora raggiunto <strong>450.000</strong> item, e <strong>170</strong> fonti totali tra blog, forum e mailing list (che via via viene rabboccato con nuovi ingressi: ed è mix ponderato e selezionato di luoghi dove si scrive di politica). I grafici di seguiti dimostrano come l&#8217;argomento sia stato un argomento &#8220;caldo&#8221; anche nel Web politico &#8211; che ama chiosare sui temi in agenda. </p>
<blockquote><p>Totale item considerati nel periodo 1 marzo 26 marzo: <strong>122053</strong>.<br />
Di cui dedicati al caso Alitalia/Air France:<strong> 3336</strong></p></blockquote>
<p>I grafici di seguiti dimostrano come l&#8217;argomento sia stato un argomento &#8220;caldo&#8221; anche nel Web politico &#8211; che ama chiosare sui temi in agenda. Una dimostrazione da una parte </p>
<ul>
<li>della &#8220;<strong>ricettività/sensibilità</strong>&#8221; dei media sociali verso le issues al centro dell&#8217;agenda mediale classica (anche se rimane aperto il giudizio su quale specifico ruolo stia o possa giocare: di mero diffusore &#8220;passaparola&#8221; oppure di approfondimento e tematizzazione &#8220;altra&#8221;); </li>
<li>dall&#8217;altra come qualche differenza ci sia: basta guardare le chart sulla &#8220;popolarità&#8221; di politici e partiti (ovvero chi viene citato quando si parla, in questo caso, di Alitalia). Curiosità: <strong>Berlusconi è di gran lunga il politico più &#8220;associato&#8221; al tema</strong> (anche se ovviamente non si sa con quale giudizio di valore) ma per quanto riguarda i partiti, PD e PDL sono quasi a pari percentuale (con un buon piazzamento della Lega). Segnale, a mio parere, di come la coalizione di Berlusconi sia &#8220;personale&#8221;: e nelle conversazioni di Rete spesso evidentemente si scrive di lui senza ritenere necessario scrivere anche della coalizione di cui è leader.</li>
</ul>
<h3>Numero di discussioni sul tema Alitalia.</h3>
<div class="img " style="width:639px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/tremd-buzz-alitalia-airfran.jpg" alt="Numero di discussioni sul tema Alitalia. Periodo 1-26 marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it" width="639" height="500" />
	<div>Numero di discussioni sul tema Alitalia. Periodo 1-26 marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it</div>
</div>
<h3>Politici e Alitalia. Chi il più citato?</h3>
<div class="img " style="width:696px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/senza-titolo-1.jpg" alt="Popolarità soggetti politici sul caso Alitalia. Periodo 1-26 marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it" width="696" height="300" />
	<div>Popolarità soggetti politici sul caso Alitalia. Periodo 1-26 marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it</div>
</div>
<h3>Partiti e Alitalia. Chi il più citato?</h3>
<div class="img " style="width:696px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/popolarita-parititi-alitali.jpg" alt="Popolarità partiti politici sul caso Alitalia. Periodo 1-26 marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it" width="696" height="500" />
	<div>Popolarità partiti politici sul caso Alitalia. Periodo 1-26 marzo 2008. Fonte: Blogmeter.it</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Il PD è in un post su due e sfida online Berlusconi</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/07/il-pd-e-in-un-post-su-due-e-sfida-online-berlusconi/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 00:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sfida online è Berlusconi vs Partito Democratico. Quando si parla di candidati, nella metà dei casi, si parla di Berlusconi. Ma quando si parla di partiti, sempre nella metà dei casi, si parla di Partito Democratico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Le precedenti puntate nei post archiviati sotto la <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/">categoria apposita</a>. </p></blockquote>
<p><em>Una campagna elettorale è fatta di una &#8220;nebbia&#8221; più o meno densa che si cerca in tutti i modi di diradare, con sondaggi, aruspici, nasologia applicata, previsioni di varia natura. Anche ciò di cui si parla online (&#8220;buzz&#8221;) può essere un segnale politicamente sensato e le discussioni online possono avere un ruolo di sensibile diapason che spesso precorre giudizi e reazioni più mainstream.</em></p>
<p>Ho forse trovato la formula definitiva (qui sopra) per annunciare la serie di appuntamenti con il <a href="http://www.spindoc.it/category/charts/blog-meter/"><strong>monitoring</strong> del web politico</a>, in collaborazione con <a href="http://www.blogmeter.it/"><strong>BlogMeter</strong></a> (qui <a href="http://mediameter.wordpress.com/osservatorio-buzz-politico-online/">maggiori delucidazioni</a>). Il monitoraggio va avanti da gennaio 2008 su oltre <strong>300.000</strong> item, e <strong>170</strong> fonti totali tra blog, forum e mailing list (che via via viene rabboccato con nuovi ingressi: ed è mix ponderato e selezionato di luoghi dove si scrive di politica).</p>
<h3>Popolarità</h3>
<p>Iniziamo con <strong>i grafici di &#8220;popolarità&#8221; di febbraio dei partiti</strong> (dopo che <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/29/la-prezzemolite-di-berlusconi-un-post-su-due-parla-di-lui/">la volta scorsa abbiamo presentato quelli dei candidati</a>: in cui, lo ricordo, emergeva che di Berlusconi si scriveva nella metà dei post sui candidati). Una fotografia delle conversazioni politiche all’interno della fetta più sensibile della Rete. </p>
<ul>
<blockquote><p>Attenzione: c&#8217;è comunque una quota di item in cui si fa riferimento ai &#8220;vecchi&#8221; partiti: Forza Italia, AN, DS, Margherita ecc. che non vengono considerati nel computo</p></blockquote>
<li>Innanzitutto il dato di contesto: il totale degli &#8220;item&#8221; (ovvero post/thread/mail) di tutto il mese di febbraio è <strong>153.493</strong>. Il totale dei messaggi di febbraio che citano almeno uno dei 5 partiti (PD, PDL, UDC, Sinistra Arcobaleno, La Destra) sono equivalenti più o meno al <strong>20%</strong> del totale, un po&#8217; meno di quelli personalizzati (23%). </li>
<li>Nel caso dei partiti, ad essere il <em>prezzemolo</em> delle discussioni dell&#8217;universo considerato è il <strong>Partito Democratico</strong>, che domina di fatto con il <strong>45,3%</strong> le discussioni in cui viene citato uno dei 5 partiti considerati. Semplificando: quando si parla di candidati, una volta su due, <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/29/la-prezzemolite-di-berlusconi-un-post-su-due-parla-di-lui/">si parla di <strong>Berlusconi</strong></a>; quando si parla di partiti/coalizioni, una volta su due, si parla di <strong>Partito Democratico</strong>. E&#8217; la differenza più evidente uscita fuori da queste prime analisi del monitoring.</li>
</ul>
<p><strong>Torta percentuale di item/post totali in cui viene citato il partito. Periodo: febbraio 2008. Fonte: Blogmeter.it</strong></p>
<div class="img " style="width:696px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/popolarita_partiti_febbraio.jpg" alt="Popolarità dei partiti, percentuale di item/post totali in cui viene citato il partito. Periodo: febbraio 2008. Fonte: blogmeter" width="696" height="500" />
	<div>Popolarità dei partiti, percentuale di item/post totali in cui viene citato il partito. Periodo: febbraio 2008. Fonte: blogmeter</div>
</div>
<p><strong>Item/post totali in cui viene citato il partito. Periodo: febbraio 2008. Fonte: Blogmeter.it</strong></p>
<div class="img " style="width:696px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/popolarita_partiti_feb_tota.jpg" alt="Popolarità dei partiti, item/post totali in cui viene citato il partito. Periodo: febbraio 2008. Fonte: blogmeter" width="696" height="500" />
	<div>Popolarità dei partiti, item/post totali in cui viene citato il partito. Periodo: febbraio 2008. Fonte: blogmeter</div>
</div>
<h3>Trend</h3>
<p>Anche i trend ovviamente confermano la regola di cui sopra (la sfida è tra il PD e Berlusconi), con in più alcune considerazioni:</p>
<ul>
<li>I due trend, nonostante la disparità quantitativa, sembrano di nuovo <strong>sovrapponibili</strong>, come nell&#8217;<a href="http://www.spindoc.it/2008/02/25/candidati-e-partiti-a-braccetto-sul-web/">ultima rilevazione</a>: la curva dei candidati e dei partiti (i colori sono diversi per problemi tecnici) viaggiano in quasi <em>perfetto sincrono</em>. </li>
<li>Detta in altro modo. E&#8217; come se la discussione sul Web operasse una sorta di <strong>equivalenza semantica e sincronizzata</strong> tra leader e coalizione personalizzata: PdL = Berlusconi e PD = Walter Veltroni. Attribuendo però una significativa priorità a Berlusconi nel primo caso, e al progetto Partito Democratico nel secondo. </li>
<li>Più in generale: Veltroni e il Pd sembrano in calo, soprattutto negli ultimi giorni del periodo considerato. E&#8217; però un dato che prenderei con le pinze: l&#8217;andamento dei trend ha scartamenti molto ripidi da un giorno all&#8217;altro. Meglio guardare alla tendenza mediana.</li>
</ul>
<p><strong>Trend partiti febbraio 2008. Fonte: Blogmeter.it</strong></p>
<div class="img " style="width:696px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/trend-partiti-finefebbraio.jpg" alt="Trend partiti febbraio 2008. Fonte: BlogMeter" width="696" height="500" />
	<div>Trend partiti febbraio 2008. Fonte: BlogMeter</div>
</div>
<p><strong>Trend candidati febbraio 2008. Fonte: Blogmeter.it</strong></p>
<div class="img " style="width:696px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/trend-candidati-finefebbrai.jpg" alt="Trend candidati febbraio 2008. Fonte: BlogMeter" width="696" height="500" />
	<div>Trend candidati febbraio 2008. Fonte: BlogMeter</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Berlusconi il candidato più cercato su Wikipedia</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/03/06/berlusconi-il-candidato-piu-cercato-su-wikipedia/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 16:47:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.spindoc.it/2008/03/06/berlusconi-il-candidato-piu-cercato-su-wikipedia/</guid>
		<description><![CDATA[Su internet chi cerca trova. Berlusconi il candidato più cercato sull'enciclopedia collaborativa nel mese di febbraio. Veltroni secondo, terzo posto per la Santanchè.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la segnalazione delle <a href="http://www.spindoc.it/2008/03/06/obama-vince-le-primarie-su-wikipedia/">primarie USA su Wikipedia</a>, è giocoforza andare a sbirciare i dati di traffico delle pagine dei candidati italiani sulla famosa enciclopedia collaborativa. Ovviamente nessuno sta nella lista delle <a href="http://stats.grok.se/en/top">top pages</a> &#8211; quella per intenderci dominata da Obama.</p>
<p>Ecco dati e chart delle pagine viste nel <strong>mese di febbraio</strong></p>
<p>Al <strong>primo posto</strong> la pagina di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi"><strong>Silvio Berlusconi</strong></a> è stata vista <strong>70,321</strong> volte;<br />
Al <strong>secondo posto</strong> La pagina di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Veltroni"><strong>Walter Veltroni</strong></a> è stata vista <strong>57,787</strong> volte;<br />
Al terzo posto, con un balzo felino (e forse anche perché meno conosciuta) si piazza la candidata de La Destra, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daniela_Santanch%C3%A8"><strong>Daniela Santanché</strong></a></strong> con <strong>16,982</strong> visite.<br />
Fuori dal podio, l<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pierferdinando_Casini">Pierferdinando Casini</a></strong> (<strong>16,084</strong> volte), e <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fausto_Bertinotti">Fausto Bertinotti</a></strong> con <strong>11,876</strong> volte.</p>
<p>Una classifica che vale solo per curiosità da <em>political addict</em> ma ecco di seguito i due grafici di Berlusconi e Veltroni, sempre dal sito <a href="http://stats.grok.se/">stats.grok.se</a>: magari voi riuscite anche a leggerci qualcosa  :)</p>
<div class="img " style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/wikipedia_veltroni_febbraio.jpg" alt="Traffico della pagina di Walter Veltroni su Wikipedia. Febbraio 2008. Fonte: http://stats.grok.se" width="500" height="299" />
	<div>Traffico della pagina di Walter Veltroni su Wikipedia. Febbraio 2008. Fonte: http://stats.grok.se</div>
</div>
<div class="img " style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/beerlusconi_wikipedia_febbr.jpg" alt="Traffico della pagina di Silvio Berlusconi su Wikipedia. Febbraio 2008. Fonte: http://stats.grok.se" width="500" height="300" />
	<div>Traffico della pagina di Silvio Berlusconi su Wikipedia. Febbraio 2008. Fonte: http://stats.grok.se</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il candidato preferito: meglio giovane o rincoglionito?</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 18:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Veltroni]]></category>
		<category><![CDATA[charts]]></category>
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		<category><![CDATA[demografia e statistica]]></category>
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		<category><![CDATA[età]]></category>
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		<description><![CDATA[Il candidato preferito: meglio giovane o rincoglionito?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>«È inutile che suggerisci, sono vecchio ma non rincoglionito». Così Silvio Berlusconi questa mattina a piazza Castello a Torino si è rivolto ad un cittadino che assisteva al suo comizio elettorale mentre elencava i punti del suo programma. <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200803articoli/30691girata.asp">La Stampa</a></p></blockquote>
<p><strong>Silvio Berlusconi</strong> ad un gazebo torinese <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200803articoli/30691girata.asp">sbotta</a> con apparente <em>naivete</em> comunicativa: «Sono vecchio ma non rincoglionito».</p>
<p>Avrà visto questo <a href="http://www.postpoll.it/blog/blog/il_candidato_preferito:_meglio_giovane._stop_ai_brontosauri_della_politica.html">sondaggio <strong>Swg</strong></a>?</p>
<p>(e sì: io fossi in Veltroni non mi farei troppi problemi a puntare sull&#8217;età, bisogna star sull&#8217;onda giusta: ne scrivo anche domani su <a href="http://www.dnews.eu">DNews</a>)</p>
<p><a href="http://www.postpoll.it/blog/blog/il_candidato_preferito:_meglio_giovane._stop_ai_brontosauri_della_politica.html"><br /><div class="img " style="width:592px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/03/candidatoideale_swg.gif" alt="Sondaggio Swg sull’età del candidato ideale. 3 marzo 2008" width="592" height="417" />
	<div>Sondaggio Swg sull’età del candidato ideale. 3 marzo 2008</div>
</div>
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		<title>Confronti politici in TV. Arriva il &#8220;dibattito multiplo&#8221;.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/02/29/confronti-politici-in-tv-arriva-il-format-del-dibattito-multiplo/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 14:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Porcu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[discorsi e dibattiti]]></category>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[dibattiti]]></category>
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		<category><![CDATA[televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Approvato il format del "dibattito televisivo multiplo". Forse si evitano i comizi paralleli ma il rischio è che le troppe regole ingessino la comunicazione, o costringano a "buttarla in caciara".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La campagna elettorale italiana è entrata nel vivo, e dopo le varie bagarre tra apparentamenti e gestione di alleati più o meno scomodi, nelle ultime 6 settimane diventerà cruciale ogni singola apparizione dei candidati.</p></blockquote>
<p> Quanto più si avvicina il momento del voto, tanto più uno scivolone, una gaffe, una parola sbagliata, rischia di spostare intenzioni di voto incerte.</p>
<p>La commissione parlamentare di vigilanza aveva escluso un paio di giorni la possibilità di organizzare dei faccia a faccia tra gli 8 candidati alla presidenza Nelle intenzioni della commissione, e in particolare nella bozza presentata dal presidente <strong>Landolfi</strong>, gli strumenti a disposizione dei candidati sarebbero stati &#8220;solo&#8221;</p>
<ul>
- <strong>tribune elettorali</strong>;<br />
- <strong>interviste</strong> dei rappresentanti di lista;<br />
- <strong>conferenza stampa</strong> dei candidati premier.</ul>
<blockquote><p>Al termine di <a href="http://www.camera.it/_bicamerali/nochiosco.asp?pagina=/_bicamerali/leg15/rai/home.htm">due giorni di lavori parlamentari</a>, il dibattito, inizialmente escluso, è stato reintrodotto.</p></blockquote>
<p> <a href="http://www.camera.it/_bicamerali/nochiosco.asp?pagina=/_bicamerali/leg15/rai/home.htm">Reitrodotto</a> il dibattito, appunto. Ma con <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/politica/rep_politica_n_2942297.html">difficoltà</a>. Visto che organizzare faccia a faccia a due candidati per volta avrebbe comportato 45 incontri, ed il tutto sarebbe stato più simile ad un torneo sportivo che ad una serie di sfide pre-elettorali, l&#8217;orientamento della commissione va nel senso di <strong>una tribuna multipla alla quale parteciperanno tutti i candidati premier</strong>.</p>
<h3>Dal testo approvato ieri dalla commissione</h3>
<p>Più specificamente dal <a href="http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/bollet/200802/0228/html/21/allegato.htm#14n1">regolamento completo</a> emerge che:</p>
<ul>
<li>«Tribune televisive e radiofoniche, ciascuna di durata non superiore ai <strong>quarantacinque minuti</strong>, organizzata con la formula del confronto tra un numero di partecipanti compreso fra tre e sei, e di norma, se possibile, fra quattro partecipanti».</li>
<li>«conferenza-stampa ha la durata di <strong>sessanta minuti</strong> ed è trasmessa tra le ore 21 e le ore 22,30 su RAIUNO, a ciascuna di esse prende parte un <strong>numero uguale di giornalisti</strong>, entro il massimo di cinque».</li>
<li>«Negli ultimi dieci giorni precedenti il voto la RAI organizza e trasmette su Rai Uno, tra le 21 e le 22,30, una trasmissione, in diretta, di confronto fra i candidati premier, della durata di <strong>novanta minuti</strong>, in condizioni di parità di tempo, di parola e di trattamento, avendo cura di evitare la sovrapposizione oraria con altri programmi a contenuto informativo».</li>
</ul>
<div class="img " style="width:400px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/02/dibattito_piccolo.jpg" alt="Il set del dibattito televisivo delle elezioni del 2006 tra Prodi e Berlusconi" width="400" height="286" />
	<div>Il set del dibattito televisivo delle elezioni del 2006 tra Prodi e Berlusconi</div>
</div>
<p>L&#8217;esperimento del dibattito faccia a faccia era già stato tentato nella precedente consultazione elettorale del 2006, quando i candidati premier erano solo due, <strong>Romano Prodi</strong> e <strong>Silvio Berlusconi</strong>, ma le regole non avevano fatto sì che fosse percepito come una particolare novità &#8211; e il riferimento erano ovviamente i debate elettorali degli Stati Uniti.</p>
<blockquote><p>Anche negli Stati Uniti il progressivo &#8220;ingessamento&#8221; dei dibattiti ha lo stesso esito, di renderlo un innocuo strumento utile solo a presentare un candidato al pubblico.</p></blockquote>
<p> Nel 2006 il luogo del dibattito si era infatti configurato come un luogo, da un lato, &#8220;non neutro&#8221; (uno studio Rai), ma dall&#8217;altra asettico non solo per la mancanza di pubblico, ma anche per l&#8217;assenza di qualunque connotazione &#8211; simbolica e non &#8211; del luogo preciso in cui si stava svolgendo. I confini dell&#8217;evento e la sua connotazione erano del tutto in mano al conduttore (e mediatore), il quale &#8211; anche per una questione di locazione fisica (tra i due candidati e non davanti a loro) &#8211; non ha potuto che svolgere la funzione di &#8220;ratificare&#8221; gli aggiustamenti alle regole più che di imporre un loro effettivo rispetto. </p>
<p>Questi elementi, aggiunti come detto all&#8217;assenza di pubblico, ha reso la formula dei dibattiti del 2006 a tutti gli effetti poco più che <strong>due comizi in parallelo</strong>. Episodi di routine e non di rottura nei confronti dell&#8217;intera campagna, e hanno poco condizionato la possibilità per uno dei candidati di emergere o differenziarsi dall&#8217;altro.</p>
<p>Vedremo cosa succederà con il <strong>dibattito multiplo</strong>. Il rischio forse moltiplicato che le troppe regole ingessino la comunicazione (o, come si dice a Roma, facilitino il &#8220;buttarla in caciara&#8221;). </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La prezzemolite di Berlusconi, uno su due parla di lui</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 00:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog Meter]]></category>
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		<category><![CDATA[Fausto Bertinotti]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[La prezzemolite di Berlusconi, un post su due nella blogosfera politica parla di lui (probabilmente anche male). Quanto sono "personalizzate" le conversazioni in Rete?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Una campagna elettorale è fatta anche di segnali &#8211; più o meno deboli. Di una nebbia più o meno densa che si cerca in tutti i modi e i metodi di diradare, con <a href="http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/">sondaggi</a>, aruspici, nasologia applicata, previsioni di varia natura.</p></blockquote>
<p>Una delle cose più complicate (lo scrivono anche <a href="http://www.techpresident.com/blog/entry/22394/charting_the_action_in_ohio_and_texas">dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano</a>) è tracciare l&#8217;<em>entusiasmo</em> online &#8211; e ancora di più la qualità delle (spesso articolate e complicate) conversazioni che si svolgono in Rete. Tutti i tentativi che si possono fare sono sempre e comunque un esperimento (che però proprio per questo motivo dev&#8217;essere condotto con il massimo della perizia e dell&#8217;attenzione). </p>
<p>Dice: tutto può essere un segnale politicamente interpretabile. Non solo. E&#8217; infatti una mia convinzione profonda il fatto che le discussioni che si svolgono all&#8217;interno del fertile ecosistema di Rete abbiano un ruolo di <strong>sensibilissimo diapason</strong> che spesso precorre giudizi e reazioni più <em>mainstream</em>.</p>
<p>Di seguito il terzo appuntamento con il <strong>monitoring</strong> della blogosfera politica di <a href="http://www.blogmeter.it/">BlogMeter</a> (qui la <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/20/blog-meter-piu-silvio-e-meno-walter-ma-pd-batte-pdl/">prima puntata</a>, qui la <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/25/candidati-e-partiti-a-braccetto-sul-web/">seconda</a>, qui <a href="http://mediameter.wordpress.com/2008/02/02/ce-la-crisi-la-politica-italiana-vista-dalla-rete/">maggiori delucidazioni</a>). Il monitoraggio va avanti da gennaio 2008 su <strong>300.000</strong> item, e <strong>170</strong> fonti totali tra blog, forum e mailing list (che via via viene rabboccato con nuovi ingressi: ed è mix ponderato e selezionato di luoghi dove si scrive di politica).</p>
<p>Alcuni appunti sui grafici di cui sotto, in cui si mette a confronto la &#8220;popolarità&#8221; di tutti i candidati premier (come giustamente alcuni ci avevano chiesto nei commenti) nel mese di <strong>febbraio 2008</strong>. Una fotografia delle conversazioni politiche all&#8217;interno della fetta più sensibile della Rete.</p>
<blockquote><p>Attezione: il totale delle discussioni politiche effettivamente presenti può avere caratteristiche più &#8220;ideologiche&#8221; e generali, oppure indicare il partito o la coalizione (centrodestra, centrosinistra). Senza quindi siano presenti i nomi dei politici.</p></blockquote>
<p>Innanzitutto un dato interessante: il totale degli item (ovvero post/thread/mail) dal 1 febbraio è <strong>141.922</strong>. Il totale dei messaggi dal 1 febbraio che citano almeno uno dei 5 leader (Veltroni, Berlusconi, Casini, Santanchè, Bertinotti) è <strong>26.287</strong>: ovvero circa il <strong>23% del totale</strong>.  A me sembra un dato alto: in quasi un quarto delle conversazioni della universo considerato si fanno <strong>conversazioni &#8220;personalizzate&#8221;</strong> &#8211; che vedono cioè la presenza/intromissione di uno degli attuali candidati. Con due obiezioni: senza Berlusconi il dato diventa basso. E ovviamente sarà interessante fare il confronto con il prossimo mese: se è ovviamente facile prevedere che quel 23% salirà, sarà divertente verificare di quanto.</p>
<ul>
<li><strong>Berlusconi è stato presente a febbraio </strong><strong>in più del 50% degli item totali considerati</strong>. Il candidato leader della Pdl è il prezzemolo delle conversazioni &#8220;personalizzate&#8221; di Rete. Ovviamente, questo livello di analisi non esplicita se la presenza è accompagnata da un giudizio negativo o positivo. Facile però supporre che proprio questa percentuale sia segnale di una forte accezione &#8220;negative&#8221;, contro. Di Berlusconi si parla nel bene o nel male.</li>
<li>Quanto ai candidati premier di &#8220;<em>seconda linea</em>&#8220;, sorprendentemente <strong>Pier Ferdinando Casini è più presente di Fausto Bertinotti</strong>. Ha probabilmente contato da una parte a) lo strappo con gli ex alleati della Pdl che gli dato un surplus di <em>notiziabilità</em> anche online; e dall&#8217;altra b) la posizione istituzionale e finora defilata del leader della <strong>Sinistra Arcobaleno</strong> &#8211; che probabilmente si rifarà in queste ultime settimane.</li>
</ul>
<h3>1.</h3>
<p>Monitoring blogosfera politica. Popolarità dei candidati premier <strong>Berlusconi, Veltroni, Casini, Bertinotti, Santanchè</strong> (Torta percentuale di item/post totali in cui viene citato il candidato. Periodo: febbraio 2008. Fonte: <a href="http://www.blogmeter.it/">BlogMeter</a>)<br /><div class="img " style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/02/blogmeter_popolarita2_280208.png" alt="Popolarità dei candidati premier, percentuale di item/post totali in cui viene citato il candidato. Periodo: febbraio 2008" width="700" height="500" />
	<div>Popolarità dei candidati premier, percentuale di item/post totali in cui viene citato il candidato. Periodo: febbraio 2008</div>
</div>
<h3>2.</h3>
<p>Monitoring blogosfera politica. Popolarità dei candidati premier <strong>Berlusconi, Veltroni, Casini, Bertinotti, Santanchè</strong> (Numero assoluto di item/post totali in cui viene citato il candidato. Periodo: febbraio 2008. Fonte: <a href="http://www.blogmeter.it/">BlogMeter</a>)</p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/02/blogmeter_popolarita_280208.png" alt="Popolarità dei candidati premier, totale di item/post in cui viene citato il candidato. Periodo: febbraio 2008" width="700" height="500" />
	<div>Popolarità dei candidati premier, totale di item/post in cui viene citato il candidato. Periodo: febbraio 2008</div>
</div>
<p><strong>Precedenti puntate</strong>: <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/20/blog-meter-piu-silvio-e-meno-walter-ma-pd-batte-pdl/">1</a>, <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/25/candidati-e-partiti-a-braccetto-sul-web/">2</a></p>
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