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Primarie

This category contains 95 posts

Barack will die. Dall’Obama -mania all’Obama-paranoia.

Tutto è cominciato con la dichiarazione del premio Nobel novantenne Doris Lessing. Che dichiarò qualche settimana fa di essere sicura che, una volta eletto presidente, Obama sarà assassinato. E c’è chi fa paragoni con JFK…

La campagna di Barack Obama supera il milione di sostenitori

La campagna di Barack Obama supera il milione di sostenitori. Parlando di persone e non di soldi.

Voci elettorali. A chi turba il turbante di Obama?

Quanto contano le voci in politica? Il sito Drudge Report pubblica le foto di Barack Obama con il costume tipico del Kenya ed alcune cose buffe accadono – tra smentite che non smentiscono, pregiudizi e boomerang comunicativi.

DNews e i linguaggi politici transoceanici

DNews e i linguaggi della politica che attraverso l’oceano. Senza (troppo) copiare e con le farfalle nello stomaco.

Una guida non paranoica ai superdelegati

Una guida non paranoica ai superdelegati. Via Salon.

Bookmaker e elezioni. Il tabellino delle “scommesse” politiche.

Con un giro di affari superiore ai 50 milioni di dollari, il mercato delle scommesse sui candidati è uno degli indici più usati per capire come sta andando il race elettorale.

What font says? La grafica delle elezioni USA

Quello della Clinton sembra il logo di un quotidiano degli anni ’80, quello di McCain di un venditore di auto usate (ma affidabile), Quello di Obama è un allegro sole nascente, tutto “O” e quasi palindromo. Analisi comparativa della grafica dei logo Usa.

Democratic Debate: Analyzing the Details

Lo spettacoloso marchingegno crossmediale del New York Times per leggere in modo interattivo e approfondimento i dibattiti elettorali. Da provare.

Il tallone d’achille di Obama? E’ troppo di sinistra

Il tallone d’achille di Barack Obama? Essere – sotto sotto – troppo di sinistra. Così dice Karl Rove. Hillary Clinton potrebbe approfittarne.

Barack Obama for President. La pubblicità ovunque?

Ci vedete benissimo: questa qui sopra è in effetti una pubblicità di Barack Obama for President su Politico.com, il sito di informazione politica che è diventato, in un anno, un punto di riferimento irrinunciabile per chiunque segua la politica americana…

Obama primo presidente di Internet? (più intervista a Joshua Levy)

Oggi in edicola su Chip & Salsa, inserto de Il Manifesto, una pagina sulla campagna presidenziale negli Stati Uniti. Una apertura di Carola Frediani, sulla “Casa Bianca che si conquista con un clic“, uno scenario mio dal titolo “Obama primo presidente di Internet?” e una intervista a fondo pagina a Joshua Levy di techPresident.

Doppietta di Obama. Ma non c’è tempo: tutti in Texas!

Dopo la “doppietta” di Obama, in molti dicono che Hillary non può più vincere, a meno di miracoli; e Obama galleggia a 10 centimetri da terra. E comunque, come un treno che va così veloce da non potersi più fermare, le due campagne filano dirette verso il Texas e gli altri stati del 4 marzo.

Daily round. Pixel, Obamaciclo e la campagna non c’è

Chi di nicchia ferisce di nicchia perisce, chiosa Paolo Ferrandi. Il riferimento è a Marc Penn, capo della campagna di Hillary Clinton che cerca di reagire alle batoste obamiane dicendo che gli Stati più popolosi l’avrebbe vinti Hillary ecc. ecc. Vero ma la strategia della negazione non funziona nemmeno con un pupo di 3 anni, figuriamoci con una nazione intera (anche se, detta così…). E un’altra mezza dozzina di storie e link…

Obama is winning. E non ama i superdelegati.

Obama is winning è un sito pro-Barack Obama (anche se non ufficialmente ad esso legato) spuntato ieri nella Rete. Per non lasciare niente di intentato, vuole dire una cosa sola: non fate giochetti burocratici da vecchia politica. L’idea è che gli elettori debbano scegliere la democratic presidential nominee e non i superdelegati non eletti (sono 796): “Noi vogliamo sapere chi è avanti. E lo si può fare solo contando i delegati effettivamente eletti in primarie e caucuses. it’s our party, it’s our choice“.

Barely Political. Quando il Presidente lo fa YouTube

Grande protagonista pare essere, purtroppo per Hillary, Ms. Amber Lee Ettinger. La bella e agguerrita Obama Girl non smette un istante di soddisfare il video – appetito dei supporter di Obama e continua a sfornare messaggi d’amore per il senatore nero e patinate dichiarazioni di guerra rivolte ai rivali di turno. La Obama Girl è un fenomeno “passeggero”, nel senso che durerà, probabilmente, finché le urne rimarranno aperte (e dire che nemmeno è andata a votare, in una elezione in cui il fattore-d conta).

The twitterization of political campaigning

Oltre alla youtubizzazione c’è la twitterizzazione della campagna elettorale a stelle e strisce. Nei tre aspetti di comunicazione, informazione e partecipazione.

Obama o Clinton: chi è davvero davanti?

In questi giorni altre 4 tappe del lungo cammino delle primarie USA – come dicevamo, i giochi erano finiti solo in parte nel calderone del Super Tuesday. Particolari sorprese non dovrebbero venire lato repubblicano (grazie al ritiro del miliardario Mitt Romney e nonostante le recenti vittorie di paglia di Mike Huckabee): con John McCain candidato [...]

Udine, State of the Net. Risorse dalla sessione su politica e Internet.

Di ritorno da una splendida e accogliente (e piena di sole!) Udine – dove questo weekend si è tenuta la prima edizione di State of the Net. I complimenti, per niente di rito, vanno a Paolo Valdemarin, Sergio Maistrello e Beniamino Pagliaro – il trittico (ben assortito e delle meraviglie) che è riuscito a confezionare [...]

Il pareggio democratico del Super Tuesday. Risultati e web coverage

avvertenza: post in (più o meno) continuo aggiornamento “They went into [Tuesday’s] vote with the delegate count close, and they end the day pretty much the same way,” sono le parole del sondaggista John Zogby (sì, quello che ha toppato i sondaggi di Kerry ma qui interpreta) sulla sfida infinita tra Obama e Clinton (come [...]

Il “fattore D” nelle primarie USA. Dove sta andando il voto femminile?

Gli strateghi elettorali ritengono che vincerà la battaglia per le primarie Democratiche il candidato che saprà aggiudicarsi le preferenze di quattro fondamentali target: gli afroamericani, i giovani, i latinos, e le donne. Mentre i primi due gruppi sembrano propendere sin dall’inizio della campagna per Barack Obama, gli ispanici manifestano maggiori simpatie per Hillary Clinton. Restano in ballo le donne che, almeno teoricamente, dovrebbero preferire il progetto di un Presidente “in rosa”. Ma qualcosa sta cambiando.

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