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	<title>Spindoc &#187; Barack Obama</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>Post Pdf. Cosa rimane dopo Barcellona</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/11/24/post-pdf-cosa-rimane-dopo-barcellona/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 21:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Convegni e conferenze]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutto esaurito per la prima edizione europea del Personal Democracy Forum, su tecnologia e politica e su come l'una cambia l'altra (e viceversa). Risorse e link per tutti i contenuti, dall'audio degli interventi ai tweet dei partecipanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Tutto esaurito per la prima edizione europea del Pdf, svoltasi la scorsa settimana dentro la Torre Agbar a Barcellona. </p></blockquote>
<p>La scorsa settimana si sono spenti i riflettori sulla <a href="http://personaldemocracy.com/personal-democracy-forum-europe">prima edizione europea</a> del <a href="http://personaldemocracy.com">Personal Democracy Forum</a> (organizzazione dalle molteplici attività intorno al modo e ai modi in cui la tecnologia cambia la politica). Si è tenuta a Barcellona, nella splendida <a href="http://www.torreagbar.com/home.asp">Torre Agbar</a> (che gli autoctoni chiamano <em>el consolador</em> per evidenti ragioni falliche). Una <em>main hall</em> strapiena e due salette al 14esimo piano per le sessioni parallele del pomeriggio &#8211; quelle dedicate a discutere con più agio e verticalità tematica dei temi (dal campaignign all&#8217;e-government passando per l&#8217;attivismo digitale): tutti esauriti i posti disponibili. </p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/38686125@N07/4127860906/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2503/4127860906_433c67dca7.jpg" alt="Pdf Europa, Barcelona. Photo by Chesta52" /></a></p>
<p>Contenti della partecipazione gli organizzatori storici della conferenza newyorkese, <strong>Andrew Raisej</strong> e <strong>Micah Sifry</strong> e il partner europeo <strong>Marc Lopez</strong>, giovane politico e imprenditore). Il prossimo appuntamento è a giugno del prossimo anno per il tradizionale appuntamento a New York, a meno di format diversi (più piccoli, o nazionali, o tagliati verticalmente su temi specifici) nei prossimi mesi ancora in Europa.</p>
<p>Intanto, per chi vuole recuperare alcuni dei contenuti della due giorni dedicata all&#8217;intricato rapporto tra politica e Rete, di seguito una piccola – certamente incompleta ma ragionata – guida alle risorse recuperabili online. Nei prossimi giorni altri materiali, su Spindoc.</p>
<h3>Podcast audio degli interventi, su CivicoLive</h3>
<blockquote><p>I podcast di tutte le sessioni e le discussioni, liberamente scaricabili: su <a href="http://civicolive.com/pdfeu/">Civico Live</a>. </p></blockquote>
<p>Civico Live ha coperto l&#8217;intero programma dei due giorni, con diretta live e registrazioni audio delle sessioni parallele disponibili dopo poche ore online. Di fatto sono interamente ascoltabili tutti gli interventi e le discussioni &#8211; divise ordinatamente per <a href="http://civicolive.com/pdfeu/day-one/">giorno uno</a> e <a href="http://civicolive.com/pdfeu/day-two/">giorno due</a>. </p>
<p>Peraltro, i ragazzi di Civico Live, in alcuni casi hanno predisposto anche un liveblogging vero e proprio &#8211; e quasi sempre un aggiornamento veloce dei sound bytes su Twitter &#8211; sulla <a href="http://civicolive.com/pdfeu/">pagina dedicata al Pdf Europe</a> ci sono ancora molti materiali grezzi, di live coverage, da riguardare.</p>
<h3>Twitter, friendfeed e hastag vari</h3>
<blockquote><p>Twitter il servizio più usato per il live coverage della conferenza: l&#8217;hashtag era <a href="http://twitter.com/#search?q=pdfeu">#pdfeu</a></p></blockquote>
<p>A proposito di live coverage, Twitter è ormai lo standard per raccontare in diretta eventi di questo tipo. Da tempo è convenzione l&#8217;uso di hashtag che hanno la funzione di aggregare dal basso, folksonomicamente, i contenuti prodotti dentro i social media (e spesso anche trasversalmente ai singoli servizi di social network). </p>
<p><a href="http://trendsmap.com/topic/%23pdfeu"><img src="http://img.skitch.com/20091121-g2jbsasx784pftq5krtp571245.jpg" alt="Hashtag Pdfeu, via trendsmap, via Civico" /></a></p>
<p>La conferenza, nonostante alcuni fastidiosi problemi alla rete wireless specie nel primo giorno, è stata molto raccontata attraverso brevi e frequenti tweet da parte della platea, che estrapolava <em>sound bytes</em> dei passaggi più interessanti della discussione. </p>
<p>I tweet più interessanti erano spesso a loro volta erano replicati dal più ampio network collegato a chi era in sala, e si arricchiva dei commenti ulteriori: <strong><a href="http://twitter.com/#search?q=pdfeu">#pdfeu</a></strong> (questo era l&#8217;hashtag della conferenza) è stato per due giorni tra quelli più usati su Twitter. </p>
<ul>Controlla anche friendfeed, l&#8217;<a href="http://friendfeed.com/search?q=pdfeu">hashtag è sempre lo stesso</a> e <a href="http://www.slideshare.net/tag/pdfeu">slideshare</a>.</ul>
<h3>Cronache e resoconti</h3>
<p>E&#8217; in parte ancora presto per resoconti dei contenuti. Ne segnalo qui alcuni, soprattutto in lingua italiana, ma tengo aperta la lista.</p>
<ul>IN ITALIANO:</p>
<li>Sergio Maistrello: <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2009/11/20/pdf-europe-day-1-appunti-sparsi/">PDF Europe, day 1, appunti sparsi</a> e  <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2009/11/21/pdf-europe-day-2-appunti-sparsi/">PDF Europe, day 2, appunti sparsi</a> (con molti link dei relatori e dei servizi citati)</li>
<li>Alberto Cottica: <a href="http://www.cottica.net/2009/11/23/pdf-europe-a-first-impressionpdf-europe-prime-impressioni/">Pdf Europe, prime impressioni </a></li>
<li>Raffaele Mastrolonardo: <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_novembre_20/europa-web-disunita_80375ac8-d5dd-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">L&#8217;Europa sul web? Non è ancora unita</a></li>
</ul>
<ul>IN SPAGNOLO:</p>
<li>Aribo: <a href="http://www.aribo.eu/2009/11/two-journeys-pdfeu/">Two journeys to the center of politics and technology</a>: PDFEU’09 </li>
<li>Implantaciò 20: <a href="http://afm.cataspanglish.com/2009/11/personal-democracy-forum-europe-pdfeu/">Personal Democracy Forum Europe </a></li>
<p>e-Zaps: ben 4 post di sintesi e racconto, <a href="http://exaps.blogspot.com/search/label/PDFEU">rintracciabili con l&#8217;apposita tag</a>
</ul>
<ul>IN FRANCESE:</p>
<li>Etoile: <a href="http://etoile.touteleurope.fr/index.php/post/2009/11/24/pdfeu">Pdfeu</a></li>
<li>InternetActu: <a href="http://www.internetactu.net/2009/11/24/pdf-europe-quelles-lecons-tirer-de-la-campagne-dobama/">PDF Europe: Quelles leçons tirer de la campagne d’Obama? </a></li>
</ul>
<ul>ALTRO: </p>
<li>DANESE: <a href="http://blogg.origo.no/-/bulletin/show/492989_transparency-hurts-og-andre-favorittsitater-fra-pdf">citazioni preferite</a>. </li>
</ul>
<p><em>(in via di aggiornamento)</em></p>
<h3>Foto e video</h3>
<p>Meno imponente rispetto ad altri eventi di questo tipo la produzione di foto &#8211; quantomeno a vedere le foto caricate su Flickr a qualche giorno dalla fine della conferenza. Una ragione potrebbe risiedere nella presenza di Facebook &#8211; che ha certamente drenato parte dell&#8217;upload di foto specie dal cellulare. Il tag su flickr è sempre lo stesso: <a href="http://www.flickr.com/search/?q=pdfeu&#038;w=all">pdfeu</a>. Alcune foto sono molto belle. </p>
<div class="img " style="width:500px;">
	<a href="http://www.flickr.com/photos/38686125@N07/4127511157/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2740/4127511157_e6c625eb73.jpg" alt="Pdf Europa, Barcelona. Ringraziamenti finali dello staff. Photo by Chesta 52" width="500" height="375" /></a>
	<div>Pdf Europa, Barcelona. Ringraziamenti finali dello staff. Photo by Chesta 52</div>
</div>
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		<title>Manuel Castells: Politics and Internet in Obama era</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/06/04/manuel-castells-politics-and-internet-in-obama-era/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 08:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Castells sull'obamizzazione della politica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il seminario di Castells è un estratto del suo nuovo libro Communication Power. </p></blockquote>
<p>Qualche giorno fa, il 26 maggio scorso, a Castelldefels (Barcellona) si è svolto un convegno intitolato <a href="http://in3.uoc.edu/">Internet Interdisciplinary Institute</a>.  Il sociologo <a href="http://www.manuelcastells.info/en">Manuel Castells</a>, uno dei primi studiosi dell&#8217;universo ITC ha tenuto un seminario dal titolo <a href="http://in3.uoc.edu/in3web_eng/seminars/future/politics_and_internet_in_obama_era">Politics and Internet in Obama era</a>.</p>
<p>Qui l&#8217;intervento completo: <a href="http://ictlogy.net/20090526-manuel-castells-politics-and-internet-in-obama-era/">Manuel Castells: Politics and Internet in Obama era</a></p>
<p>Di cui segnalo questo passaggio, che riguarda l&#8217;esportabilità del modello Obama anche in europa, e la possibile &#8220;obamizzazione&#8221; della politica:</p>
<ul>
<li><strong>Mike Jensen</strong>: Did Obama really transformed the system, or just a new campaign? Why cannot Obama’s model be extrapolated to Europe? Aren’t we seeing “politics 2.0″ in Europe? </li>
<li><strong>Manuel Castells</strong>: he did change the system, as he brought inside many new voters and from different strata. And these new people do feel that they can change the system, which, at its turn, inevitably changes the political landscape. There is a true opening up of the system while, at the same time, avoiding to enter in a “civil war” against the establishment, which he needs to “professionally operate” the country. About transporting Obama’s model to Europe: it’s true that there is an Obamization of politics, and that there are shy approaches towards Web 2.0, but they are mainly technological, not conceptual. Everything remains under the control of the party machines, including the leaders — especially because there are no presidentialist elections. Power must be taken from political parties. And this will only happen under a sever catastrophic crisis of politics and political parties. Will this happen in the next UK elections? Will the Conservative Party be able to do it? Not only to beat the Labour Party, but to transform the whole political system.</li>
</ul>
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		<title>Sms, blog, social e network, così ho fatto vincere Obama</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 09:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Blue State Digital, e la campagna online di Obama]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/blue2.jpg" width="151" height="423" class="alignright size-full wp-image-1872" />Joe Rospars, tra i fondatori di <a href="http://www.bluestatedigital.com/">Blue State Digital</a>, responsabili della campagna sui new media di Obama, è in tour in Italia – tra conferenze e consulenze (area Pd). Lo intervista per Repubblica Ernesto Assante: <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/obama-presidenza-7/guru-campagna/guru-campagna.html">Sms, blog, social e network così ho fatto vincere Obama</a>. </p>
<p><strong>Molti pensano che gli strumenti del web siano freddi, impersonali, che Internet isoli la gente invece di unirla.</strong><br />
<em>&#8220;Potrebbe essere se si pensasse agli strumenti dei nuovi media come a una sostituzione dei rapporti umani diretti. Ma non è stato così. Il web ci ha dato modo di avere più gente nelle strade, più sostenitori che hanno fisicamente bussato a un numero molto maggiore di porte e parlato davvero a un numero molto più grande di persone. Il nostro obiettivo non era quello di trasmettere un messaggio dal vertice alla base in modo nuovo, ma quello di creare, come voleva Obama, una relazione con i supporter e dei supporter tra loro, mettere le persone al lavoro, non con gli ordini, ma con gli stimoli, dando ad ognuno tutto il materiale necessario online affinché ognuno si sentisse libero di fare quello che sapeva fare meglio. Nei nostri video, nei nostri messaggi, Barack Obama appariva poco, il nostro messaggio non era &#8220;votate Obama&#8221; ma &#8220;fate sentire la vostra voce&#8221;".</em></p>
<p>Segnalo anche il <a href="http://falsoidillio.splinder.com/post/20574459/politica+e+rete%3A+le+%22novit%C3%A0%22+">commento di b.georg</a>, che prende spunto dall&#8217;intervista: </p>
<p>«<em>Tuttavia la rete può essere assai utile in politica, purché lo scopo non sia diffondere il messaggio, cioè aprirsi un sito personale con il proprio faccione e il curriculum in bella vista, o un blog in cui si parla al popolo per fargli giungere il proprio fondamentale e altrimenti introvabile progetto politico&#8230; quanto piuttosto a) creare una relazione tra chi si propone e chi lo potrebbe supportare, b) tra coloro che lo supportano tra di loro, c) infine tra chi lo supporta e chi è effettivamente destinatario di un &#8220;messaggio&#8221;</em>».</p>
<p>E gli <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/05/15/due-chiacchiere-con-il-team-di-obama/">appunti di Loredana Lipperini</a>, presente all&#8217;incontro con i tipi di BSD organizzato dal Pd:</p>
<p>«<em>Ma come, e i social network? Utili, ma fino a un certo punto: le elezioni &#8211; è stata la risposta &#8211; non si vincono con un milione di amici su Facebook ma con il porta a porta. Ovvero: “Su Internet, abitualmente, si cerca di riflettere sulla politica. Invece, bisogna farla</em>”.»</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Generatori automatici di satira politica</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/04/24/generatori-automatici-di-satira-politica/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 15:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising e mailing]]></category>
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		<description><![CDATA[Inizia la campagna elettorale per le europee, e il web risponde con tarocchi 2.0 - grazie a generatori automatici alla portata di tutte le competenze grafiche. Per ora sotto mira la campagna dell'Udc e quella del Pd (ma c'è anche chi pensa di farla in proprio)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Per ora sotto mira la campagna acronimo di Casini e gli spingitori di parole del Pd. In attesa della campagna del Popolo della Libertà. </p></blockquote>
<p>Il fenomeno politico/comunicativo sul web degli ultimi giorni è certamente la presenza di vere e proprio contro-campagne comunicative parodistiche che hanno come oggetto i manifesti per le elezioni europee prossime venture di due partiti italiani: l&#8217;Udc e il Pd.</p>
<p>La decisiva spinta propulsiva al taroccaggio (il primo esplosivo caso scoppiato sul Web risale alla famigerata campagna di Berlusconi del &#8220;Meno tasse per tutti&#8221;, che aveva all&#8217;epoca generato molteplici versioni) è stata data questa volta dalla creazione di un blogger noto in rete come <a href="http://www.paulthewineguy.com">Paul The Wine Guy</a> &#8211; che ha messo a disposizione di tutti un generatore automatico di manifesti: grazie al quale chiunque può &#8220;falsificare&#8221; il cartellone, anche senza avere la minima nozione di grafica, semplicemente digitando le parole scelte.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1823" style="width:700px;">
	<a href="http://www.paulthewineguy.com/post/97605415/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-delludc"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/generatoreudc.jpg" alt="Il generatore automatico di cartelloni Udc, via PTWG" width="700" height="339" /></a>
	<div>Il generatore automatico di cartelloni Udc, via PTWG</div>
</div><br/></p>
<h3>La <em>popolarizzazione</em> della satira &#8220;grafica&#8221;</h3>
<blockquote><p>I generatori hanno popolarizzato il tarocco grafico, rendendolo alla portata di tutti.</p></blockquote>
<p> Questo escamotage tecnologico &#8220;popolarizzante&#8221; ha funzionato come miccia creativa, e in molti hanno testato &#8211; al basso costo cognitivo di pochi click &#8211; la propria ironia e capacità parodistica, diffondendo quindi le proprie creazioni dentro e attraverso i social network (dai blog a Facebook). </p>
<div class="img " style="width:415px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/udc.jpg" alt="Un Divorziato Cattolico, tarocco di La Vyrtuosa" width="415" height="260" />
	<div>Un Divorziato Cattolico, tarocco di La Vyrtuosa</div>
</div>
<p>Alcuni blog di satira come <a href="http://www.spinoza.it">Spinoza</a> hanno messo a disposizione i commenti a mo&#8217; di laboratorio/palestra di <em>brainstorming</em> (vedi il post sui <a href="http://www.spinoza.it/2009/acrostici-ludici">manifesti dell&#8217;Udc</a> e quello sui <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">manifesti del Pd</a>). Altri hanno &#8220;creato&#8221; a prescindere dal (o prima ancora del) generatore, provando a rompere creativamente il gioco concettuale dei manifesti: come nel caso del <a href="http://www.fondazionedaje.com/2009/04/22/close-the-door-open-the-window/">TIANI DEMOCRIS della Fondazione Daje</a> in cui la scritta rientra &#8211; inaspettatamente &#8211; dall&#8217;altra parte dello spazio grafico del manifesto. </p>
<div class="img " style="width:480px;">
	<a href="http://www.fondazionedaje.com/2009/04/22/close-the-door-open-the-window/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/demo.jpg" alt="TIANI DEMOCRIS, via Fondazione Daje" width="480" height="361" /></a>
	<div>TIANI DEMOCRIS, via Fondazione Daje</div>
</div>
<p>E ancora. Ci sono anche esempi di &#8220;hackeraggio&#8221; del meccanismo automatico attraverso l&#8217;uso creativo e dissonante del lettering come nel caso sottostante dell&#8217;onda energetica (vedi sotto) o di Pong (da <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">Spinoza</a>)</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1833" style="width:415px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/carra.jpg" alt="Onda energetica, di Carra, via Spinoza" width="415" height="260" />
	<div>Onda energetica, di Carra, via Spinoza</div>
</div>
<h3>Un passo indietro: politics busting</h3>
<blockquote><p>
Politics busting, è la definizione coniata da De Kerckhove e Susca per questi fenomeni di alterazione creativa e iconica.</p></blockquote>
<p> Più in generale, da un mio <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">post su webgol</a>: «[Questi fenomeni] <em>sono quel tipo di “alterazione” creativa e iperbolica nei confronti di una riconosciuta autorità politica che due famosi studiosi dei nuovi media, De Kerckhove e Susca, hanno chiamato “politics busting” – sulla falsariga del movimento di ad busting che propone la parodia dei prodotti pubblicitari.</p>
<p>Si va dall’attività più o meno permanente di satira verso soggetti politici ad alcune azioni creative eminentemente figurative, volte a colpire il potente di turno con un messaggio sarcastico. Una reazione dal basso, e connessa: la singola persona attraverso il web si scopre (piccola, grande) comunità fluida, spesso indistinta eppur effervescente e creativa. Che con pochi click ha la possibilità di produrre contenuti multimediali che hanno il formato giusto per diffondersi velocemente attraverso i nodi della Rete (in questo caso sono immagini digitali: leggere, riproducibili, allegabili, e così via)</em>».</p>
<p>Il successo del generatore automatico si basa &#8211; per buona parte &#8211; sul piacere dello <em>sberleffo mimetico</em>: sul fatto che il risultato tarocco è quasi indistinguibile dal reale (o dalla riproduzione del reale: in quanto foto di manifesto). E&#8217; un gioco che in parte di nutre di una sorta di traduzione/disvelamento di un messaggio politico vero o verosimile.</p>
<blockquote><p>O una campagna comunicativa a prova di sberleffo (forse impossibile) o una presenza costante e credibile in Rete, che sappia generare difese sotto forma di conversazione e comunità. </p></blockquote>
<p>Come <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">concludo anche su webgol</a>: «<em>Chiunque può “decodificare” creativamente un prodotto politico facendone emergere i punti deboli. Niente si salva: dal programma alla proposta politica, dalla grafica al progetto comunicativo. La politica deve tenerne conto, e pensare sempre più a proposte a prova di sberleffo (se ci riesce).</p>
<p>Oppure (ma ancora più difficile da capire per la classe politica attuale) bisogna lavorare, con calma e puntando sul lungo periodo, sulla presenza &#8211; vera, attiva, credibile &#8211; in Rete, al fine di prendere il meglio da questi sberleffi. Che in fondo sono “carne da conversazione” e piccolo faro di attenzione &#8211; la merce più rara e preziosa che oggi vi sia, anche in politica</em>».</p>
<p>Difficile, quest&#8217;ultima soluzione: perché è questione di cultura e non di tecnica o tecnologia.</p>
<h3>Il political busting fatto in casa della campagna di Emiliano</h3>
<blockquote><p>Più di 80 i manifesti tarocchi finora creati e raccolti su Facebook.</p></blockquote>
<p> Un caso del tutto particolare viene dalla divisione under 30 e web della campagna a sindaco di Bari di Emiliano (senti intervista su Apogeonline). Dentro il gruppo <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=59871012234">Emilart / campagna elettorale</a> di Facebook (vero e proprio quartier generale della campagna online, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/10/facebook-la-politica-e-il-passaparola">ascolta l&#8217;intervista su Apogeonline</a>) lo staff di Emilab ha raccolto finora 86 manifesti tarocchi, sia <em>positive</em> che <em>negative</em>. E, secondo quanto ci racconta il responsabile Dino Amenduni, è in produzione un generatore automatico sulla falsariga di quelli di Paul The Wine Guy &#8211; per permettere a chiunque di cimentarsi.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1840" style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/emilart.jpg" alt="Una pagina della raccolta di manifesti tarocchi della campagna a sindaco di Bari, via Emilart" width="700" height="606" />
	<div>Una pagina della raccolta di manifesti tarocchi della campagna a sindaco di Bari, via Emilart</div>
</div><br/></p>
<ul><strong>APPROFONDIMENTI  E LINK</strong></p>
<li>Il generatore dell&#8217;<a href="http://www.paulthewineguy.com/post/97605415/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-delludc">Udc</a> e quello del <a href="http://www.paulthewineguy.com/post/98985451/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-del-pd">Pd</a>
<li><a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">Politics busting all’italiana. I cartelloni dell’Udc e del Pd</a>, su webgol</li>
<li><a href="http://www.corriere.it/politica/09_aprile_22/parodie_manifesti_elettorali_blog_web_5f388992-2f47-11de-89c1-00144f02aabc.shtml">Come ti tarocco il manifesto elettorale</a>, su Corriere.it (con tanto di galleria)</li>
<li>I due post di brainstorming creativo di Spinoza: <a href="http://www.spinoza.it/2009/acrostici-ludici">manifesti dell&#8217;Udc</a> e <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">manifesti del Pd</a></li>
<li>Il gruppo di Facebook <a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=70088&#038;id=838552450&#038;ref=nf#/group.php?gid=59871012234">Emilart / campagna elettorale</a> con manifesti taroccati della campagna di Michele Emilano</li>
</ul>
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		<title>Paolo Guarino e l&#8217;Obama che serve anche a noi</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/03/14/paolo-guarino-e-lobama-che-serve-anche-a-noi/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 10:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guarino e le differenze tra noi e Obama]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/03/paologuarino-200x150.jpg" alt="Paolo Guarino" />«Il problema principale della politica italiana nell’uso dei nuovi media non sono le tecnologie che bene o male ci sono, ma la cultura e l’apertura che permette di capirne velocemente il senso e usarle al meglio. La politica italiana continua a voler giudicare gli strumenti, invece e prima di semplicemente provare ad usarli». Sono parole di <a href="http://opslab.wordpress.com/">Paolo Guarino</a>, intervistato per una serie di interviste su politica e web su Quinta di Copertina. </p>
<p>ASCOLTA: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/03/13/affinita-e-divergenze-tra-obama-e-noi">Affinità e differenze tra Obama e noi</a></p>
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		<title>L&#8217;intervista a Thomas Gensemer, l&#8217;uomo in più della campagna online di Obama</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 08:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'intervista a Thomas Gensemer, l'uomo in più della campagna online di Obama]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Vedi anche il <a href="http://www.guardian.co.uk/technology/video/2009/feb/18/thomas-gensemer-political-websites">video dell&#8217;intervista</a>: &#8216;We need a five year plan, not a five month plan&#8217;</p></blockquote>
<p> <a href="http://www.guardian.co.uk/politics/2009/feb/18/thomas-gensemer-online-election-campaign">G2 meets Thomas Gensemer, the man who masterminded Obama&#8217;s online presidential campaign </a> &#8211; è un articolo uscito qualche settimana fa su The Guardian. </p>
<p><strong>Thomas Gensemer</strong>, con la sua azienza Blue State Digital, ha curato la campagna online di Obama, mandato più di un miliardo di mail, costruito il sito/social network <a href="http://my.barackobama.com">my.barackobama.com</a> attraverso cui è riuscito a coinvolgere 13 milioni e mezzo di supporter/volontari e drenato più di 500 milioni di dollari per la campagna.  </p>
<p>Ecco un interessante passaggio sul <em>community management</em> online ma anche sul territorio della campagna di Barack Obama, un doppio legame di cui abbiamo più volte scritto, e il cui successo Gensemer lega all&#8217;esperienza di Obama (&#8221;Per Obama la tecnologia era un modo – forse l&#8217;unico – per trasferire le logiche tradizionali di una comunità attiva sul territorio ad un livello nazionale&#8221;):</p>
<ul>
<p><em>&#8220;The biggest thing is that the guy was a community organiser 20 years ago, and he knew that you as my neighbour knocking on my door meant more than a paid organiser or even himself knocking on the door.&#8221; Obama saw technology as the only way to transfer traditional community organising to a national level, with volunteers and donors signing up online and then being encouraged to go out to recruit further volunteers, hold meetings and house parties, spread the message.</em></ul>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;insediamento tra nuovi e vecchi media</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/02/03/linsediamento-tra-nuovi-e-vecchi-media/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 14:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pej]]></category>

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		<description><![CDATA[Le agende dei nuovi e dei vecchi media a confronto durante il periodo dell'insediamento di Obama – qualche differenza c'è, e l'Inauguration di Barack si propone sempre di più come il primo evento mediale davvero 2.0. Tra permanenza, focalizzazione e conversatività.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Abbiamo già scritto, prima durante e dopo dell&#8217;insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca – leggi i post con il tag <a href="http://www.spindoc.it/?s=inauguration">inauguration</a>.</p></blockquote>
<p>L&#8217;inaugurazione – o meglio: l&#8217;insediamento – di Barack Obama continua a far parlare di sé, in una sorta di attenzione lunga su cui in pochi, prima, avrebbero scommesso.</p>
<p>La cerimonia tenutasi davanti ad più di un milione e mezzo di persone infreddolite dai -10° della capitale americana e in conclusione di una tre giorni sceneggiata come un film hollywoodiano è stata una cerimonia molto abitata dai nuovi media, e da nuove forme di convergenza tra vecchi e nuovi media; come ad esempio l’esperimento – a parer di molti assai riuscito – della “convergenza emozionale” del classico streaming Cnn con la condivisione orizzontale di un social network come Facebook – di cui <a href="http://www.spindoc.it/2009/01/20/i-numeri-della-diretta-live-cnn-facebook/">abbiamo scritto a caldo</a>.</p>
<ul>Alcuni contributi per approfondire.</ul>
<h3>Intervista a Paolo Ferrandi</h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1684" src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/02/cnnfacebooklive-200x150.jpg" alt="" width="200" height="150" /><br />
Il primo è una mia intervista al &#8220;nostro&#8221; <a href="http://giornalismoparma.typepad.com">Paolo Ferrandi</a> su Apogeonline, dal titolo: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/01/23/linsediamento-20-di-barack-obama">L&#8217;insediamento 2.0 di Barack Obama</a>. In cui, tra le altre cose, Paolo, attento osservatore di politica americana dice: «Nel caso specifico dell’insediamento, per una volta e per davvero la tecnologia è stata al passo e all’altezza di quello che uno pensa possa fare: è l’emergere di un nuovo modello, che si appoggia a dei format precedenti e li innova, rendendo reali le comunità immaginate. L’inauguration di Obama è forse il primo evento tipicamente e tradizionalmente “mediale” dove i nuovi media hanno avuto una importanza così forte».</p>
<h3>Le due agende a confronto: nuovi e vecchi media</h3>
<blockquote><p>Ma non solo: <a href="http://mashable.com/2009/01/21/inauguration-impact-on-social-media/">Mashable pubblica altri numeri</a> dell&#8217;impatto dell&#8217;inauguration sui social media.</p></blockquote>
<p>Lo stesso Paolo <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2009/02/inauguration-rocks-the-web.html">segnala</a> un <a href="http://journalism.org/commentary_backgrounder/bloggers_ponder_every_aspect_obama%E2%80%99s_inauguration">approfondimento del New Media Index</a> per il Pew Research Center&#8217;s Project for Excellence in Journalism (cos&#8217;è il NMI? <em>The New Media Index is a weekly report that captures the leading commentary of blogs and social media sites focused on news and compares those subjects to that of the mainstream press</em>).</p>
<p>I due grafici qui sotto spiegano in sintesi i risultati della ricerca comparata sull&#8217;agenda dei nuovi media (svolta su motori e aggregatori di link vario) e l&#8217;agenda dei media tradizionali (rispettivamente in alto e in basso). Periodo di osservazione: dal 19 al 23 gennaio.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1679" style="width:436px;">
	<a href="http://journalism.org/commentary_backgrounder/bloggers_ponder_every_aspect_obama%E2%80%99s_inauguration"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/02/013009_0.jpg" alt="" width="436" height="750" /></a>
	<div>Bloggers Ponder Every Aspect of Obama’s Inauguration. By Journalism.org</div>
</div>
<blockquote><p>Il singolo evento dell&#8217;inaugurazione è stato un vero e proprio &#8220;titolo a tutta pagina&#8221; del social web: con il 63% dei post dedicati.</p></blockquote>
<p>Per quanto riguarda i new media, <a href="http://journalism.org/commentary_backgrounder/bloggers_ponder_every_aspect_obama%E2%80%99s_inauguration">scrivono</a> su PEJ «almost two-thirds (63%) of the links embedded in social media sites focused on a single story; the inauguration of Barack Obama, the country’s first African-American President». Circa due terzi dei link spesi nei social network si sono focalizzati su una singola storia: l&#8217;insediamento di Barack Obama. Il 63% dei link è davvero una percentuale importante!</p>
<p>La differenza con i maistream media è nel taglio dato alla centralità di Obama: questi ultimi hanno dedicato relativamente poco spazio all&#8217;insediamento per coprire il tema dello staff presidenziale, e dei primi giorni del presidente alla Casa Bianca: «Obama’s first week also dominated the mainstream press. But while the old media quickly turned away from the inauguration to the announcements and decisions during Obama’s first frenzied days in office, the online discussion remained more sustained on the implications of the inauguration itself».</p>
<h3>Permanenza, focalizzazione e &#8220;conversatività&#8221;</h3>
<p>La ricerca non s&#8217;arrischia in conclusioni di particolare rilevanza, limitandosi a segnalare altre discussioni in giro per il Web. Forse qualche punto comparativo, però, e inevitabilmente aperto e in progress, è possibile individuarlo, a suggello di un case study che ci ha raccontato come i nuovi media si siano – naturaliter – differenziati dai media tradizionali per una maggiore</p>
<ul>
<li><strong>Permanenza</strong> nel tempo: di una singola issue d&#8217;agenda – che quando riesce a fare il salto di scala e ottenere l&#8217;attenzione di molti, dura nel tempo e continua a produrre contenuti a catena;</li>
<li> <strong>Focalizzazione</strong> /diffusione: è intesa come capacità evoluta del web sociale – proprio di un ambiente ormai maturo – di far convergere l&#8217;attenzione di molti verso un evento o una issue specifica: il 63% per cento dei post lo dimostra (e anche tenendo conto e fatto salvo che parte di questa attenzione è stata ovviamente drenata verso le persone dai media tradizionali)</li>
<li><strong>Conversatività</strong>: ineludibile complemento dei precedenti due punti. L&#8217;insediamento di Obama, evento mediale a tutti gli effetti, si è ben prestato – anche grazie al modo con cui il quale è stato pensato e organizzato, con una attenzione particolare alla fruizione globale attraverso i nuovi media – a diventare oggetto/soggetto di una conversazione diffusa. Un evento fatto apposta per essere &#8220;parlato&#8221;: anche <em>live</em>, durante la diretta, modalità privilegiata di coverage dei media classici &#8211; grazie a streaming vari e ibridati con i social media.</li>
</ul>
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		<title>WhiteHouse.gov, obamizzare la partecipazione</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/02/01/whitehousegov-obamizzare-la-partecipazione/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 10:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[whitehouse]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo sito della Casa Bianca, WhiteHouse.gov ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il sito è andato online a tempo di record, sostituendo il sito di transizione Change.gov</p></blockquote>
<p> Anche se in ritardo segnalo l&#8217;ottimo approfondimento della &#8220;nostra&#8221; Antonella Napolitano sul nuovo sito del presidente Obama pubblicato una settimana fa su Apogeonline: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/01/22/la-casa-bianca-alla-prova-della-trasparenza">La Casa Bianca alla prova della trasparenza</a> </p>
<p>E&#8217; un sito ufficiale, ma decisamente &#8220;obamizzato&#8221; – che lo staff new media del neo presidente degli Stati Uniti (diretto da Macon Phillips che ha scritto anche il <a href="http://www.whitehouse.gov/blog/change_has_come_to_whitehouse-gov/">primo post inaugurale</a>) ha mantenuto nella linea &#8220;stilistica&#8221; dei precedenti Barackobama.com e del già citato Change.gov.</p>
<p>Oltre al blog ufficiale (dotato di apposito rss) colpisce la dichiarazione di intenti sulla trasparenza e la partecipazione ai processi di governo. I provvedimenti meno urgenti, prima di essere firmati dal presidente, verranno messi a disposizione dei cittadini, in una sorta di <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/01/22/la-casa-bianca-alla-prova-della-trasparenza">peer review collettiva</a>: «Quanto alla partecipazione: nel primo post viene anche segnalata la decisione di pubblicare tutti i provvedimenti non urgenti e di consentire per cinque giorni la possibilità di controllarli e commentarli: una sfida significativa in termine di gestione delle informazioni, probabilmente senza precedenti. Questo tipo di azione riprende in realtà diversi tentativi di progetti collaborativi indipendenti per la revisione delle leggi e l’apertura al contributo dei cittadini: il più importante è PublicMarkup, creato dalla Sunlight Foundation, una fondazione molto attiva sul fronte della trasparenza dell’apparato pubblico».</p>
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		<title>I numeri della diretta live CNN + Facebook</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/01/20/i-numeri-della-diretta-live-cnn-facebook/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 18:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[streaming]]></category>

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		<description><![CDATA[I numeri della diretta live CNN + Facebook ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive <a href="http://mashable.com/2009/01/20/cnn-facebook-inauguration-numbers/">Pete Cashmore su Mashable</a> dei numeri della diretta <a href="http://edition.cnn.com/video/fb/facebook.html?stream=stream1">CNN + Facebook</a>: un riuscito mash-up tra la potenza di trasmissione e di coverage video dei media tradizionali e l&#8217;orizzontalità diffusa della comunciazione del leader dei social network. </p>
<p>L&#8217;offerta – molto apprezzata anche da queste parti – prevedeva quattro canali live e on demand e una diretta in regia con interventi da studio. Accanto le chat, di due tipi: una con gli status update dei propri amici, e l&#8217;altra con quella di tutti i collegati da tutte le parti del mondo.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1658" style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/cnnfacebooklive.jpg" alt="" width="500" height="310" />
	<div>Cnn + Facebook live</div>
</div>
<p>Scrive Mashable, <a href="http://mashable.com/2009/01/20/cnn-facebook-inauguration-numbers/">Mindblowing Numbers From the Obama Inauguration</a> (via <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2009/01/cnn-facebook-fanno-il-botto.html">paferro</a>): </p>
<p>The stats released, as of noon ET:<br />
1. There were <strong>200,000+</strong> status updates through the Facebook integration on CNN.com<br />
2. at that time, <strong>3,000</strong> people commented on the Facebook CNN feed per minute<br />
3. Obama’s Facebook Fan Page has more than 4 million fans and in excess of 500,000 wall posts</p>
<p>As of 11.45am, CNN:<br />
-had served <strong>13.9 million live video streams globally since 6am</strong><br />
-had broken its all time total daily streaming record (from Election Day) of 5.3 million live streams.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Lo speech di Barack Obama, e la nuvola di tag</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 18:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[speech]]></category>
		<category><![CDATA[tag cloud]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo speech completo di Barack Obama, il video completo con tanto di giuramento e la nuvola di tag. Tutto a tempo di record.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il testo completo dello speech di Obama è su vari siti, a tempo di record. </p></blockquote>
<p>Di seguito le prime parole del <a href="http://www.nytimes.com/2009/01/20/us/politics/20text-obama.html?_r=1">discorso</a> appena tenuto da Barack Obama il giorno del suo insediamento: «My fellow citizens: I stand here today humbled by the task before us, grateful for the trust you have bestowed, mindful of the sacrifices borne by our ancestors. I thank President Bush for his service to our nation, as well as the generosity and cooperation he has shown throughout this transition».</p>
<ul>
<strong>LEGGI</strong></p>
<li>Il <a href="http://www.nytimes.com/2009/01/20/us/politics/20text-obama.html?_r=1">discorso completo dell&#8217;insediamento di Barack Obama</a> (sul New York Times)</li>
<li>Il discorso sul <a href="http://www.pic2009.org/blog/entry/president_obamas_inaugural_address/">sito ufficiale dell&#8217;insediamento di Obama</a> (Pic2009)</li>
<li>Il discorso con gli appunti quasi live di Marc Ambinder (<a href="http://marcambinder.theatlantic.com/archives/2009/01/warren_it_all_exists_for.php">prima</a> e <a href="http://marcambinder.theatlantic.com/archives/2009/01/_now_there_are_some.php">seconda</a> parte, via <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2009/01/il-discorso-di-obama-con-le-note-di-marc-ambinder.html">paferro</a>)</li>
<li>Altre <a href="http://roomfordebate.blogs.nytimes.com/2009/01/20/the-speech-the-experts-critique/">analisi del testo</a> dello speech (New York Times)</li>
</ul>
<h3>Il video, completo</h3>
<p>Il video, via Msnbc</p>
<div><iframe height="339" width="425" src="http://www.msnbc.msn.com/id/22425001/vp/28738177#28738177" frameborder="0" scrolling="no"></iframe><br />
<style type="text/css">.msnbcLinks {font-size:11px; font-family:Arial, Helvetica, sans-serif; color: #999; margin-top: 5px; background: transparent; text-align: center; width: 425px;} .msnbcLinks a {text-decoration:none !important; border-bottom: 1px dotted #999 !important; font-weight:normal !important; height: 13px;} .msnbcLinks a:link, .msnbcLinks a:visited {color: #5799db !important;} .msnbcLinks a:hover, .msnbcLinks a:active {color:#CC0000 !important;} </style>
<p class="msnbcLinks">Visit msnbc.com for <a href="http://www.msnbc.msn.com">Breaking News</a>, <a href="http://www.msnbc.msn.com/id/3032507">World News</a>, and <a href="http://www.msnbc.msn.com/id/3032072">News about the Economy</a></p>
</div>
<h3>La tag cloud dello speech</h3>
<p>Qui sotto il wordle (la nuvola di tag cloud) creato a tempo di record.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1653" style="width:500px;">
	<a href="http://www.wordle.net/gallery/wrdl/451880/Barack_Obama_Inaug09" title="Wordle: Barack Obama Inaug09"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/obama_tagcloud.jpg" alt="" width="500" height="303" /></a>
	<div>Obama speech tag cloud</div>
</div>
<p><br/><br/>Un&#8217;altra versione, via <a href="http://puscic.tumblr.com/post/71843897/wordle-barack-obamas-inaugural-addres">puscic</a><br />
<img src="http://13.media.tumblr.com/eqZbVL4eviye8or7IFAmEslNo1_500.png" alt="tag cloud del discorso di Obama" /></p>
<h3>Il giochino multimediale del New York Times</h3>
<p>E&#8217; lo stesso giochino crossmediale che <a href="http://www.spindoc.it/2009/01/19/tutte-le-parole-del-presidente-il-solito-giochino-interattivo-del-new-york-times/">segnalavamo qualche giorno fa</a>, ovviamente <a href="http://www.nytimes.com/interactive/2009/01/17/washington/20090117_ADDRESSES.html">aggiornato al discorso tenuto da Obama</a>: è possibile, tra le altre cose, toccando le parole della tag cloud, visualizzare le parole nel loro contesto. </p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/obamatagnyt.jpg" alt="" title="" width="500" height="274" class="alignnone size-full wp-image-1667" /></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Guida web all&#8217;insediamento di Obama</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/01/19/guida-web-allinsediamento-di-obama/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 19:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Link per seguire (e partecipare) all'insediamento di Obama]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Dove seguire l&#8217;inaugurazione di domani (se non siete tra i due milioni attesi domani a Washington DC)?</p></blockquote>
<p> Oltre ai siti web dei media tradizionali <a href="http://abcnews.go.com/Politics/Inauguration/">ABC.com</a>, <a href="http://www.techcrunch.com/2009/01/18/the-techcrunch-guide-to-the-inauguration/www.cbsnews.com/inauguration">CBS.com</a>, <a href="http://www.msnbc.msn.com/id/27721638/">MSNBC.com</a>, <a href="http://www.foxnews.com/politics/">Fox.com</a>, <a href="http://edition.cnn.com/SPECIALS/2009/44.president/inauguration/">CNN.com</a>, <a href="http://www.nytimes.com/pages/politics/index.html">NYTimes.com</a>, <a href="http://voices.washingtonpost.com/inauguration-central/">WashingtonPost.com</a>, ecc), <strong>Techcrunch</strong> fa una <a href="http://www.techcrunch.com/2009/01/18/the-techcrunch-guide-to-the-inauguration/">lista in progress</a> dei mille rivoli attraverso cui l&#8217;attesissimo evento di domani verrà trasmesso, raccontato attraverso gli harshtag di Twitter (<a href="http://search.twitter.com/search?q=%23inaug09">#inaug09</a>), commentato, sviscerato, raccolto (vedi l&#8217;interessante esperimento di <a href="http://www.inaugurationreport.com/">Inauguration Report</a> in cui «Citizens around DC, across the US and the World participate by contributing photos, audio, video, about their US Presidential Inauguration experience») – nella <a href="http://www.spindoc.it/2009/01/16/linaugurazione-partecipata-dellera-obama/">logica partecipativa</a> che è, fin dai primi mesi di campagna, il segno distintivo di qualsiasi cosa ci sia lo zampino di Obama.</p>
<ul>
<li>Consulta: <a href="http://www.techcrunch.com/2009/01/18/the-techcrunch-guide-to-the-inauguration/">The Tech Crunch Guide to Inauguration</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L&#8217;inaugurazione partecipata dell&#8217;era Obama</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/01/16/linaugurazione-partecipata-dellera-obama/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 20:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[washington]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 20 gennaio a Washington si inaugura la presidenza Obama. Mappe e guide per un evento "aperto" (e un generatore automatico per comporre il discorso perfetto).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il venti gennaio prossimo si terrà a Washington DC l&#8217;attesissima inaugurazione della presidenza Obama.</p></blockquote>
<p>Mancano ormai solo quattro giorni al 20 gennaio – giorno della inaugurazione ufficiale dei quattro anni di presidenza Obama. L&#8217;entusiasmo e la passione generata dall&#8217;elezione del senatore di Chicago persistono – a due mesi dallo spoglio delle urne: e fin da subito si è avuto l&#8217;impressione che l&#8217;inaugurazione sarebbe stato un evento assai diverso dai precedenti, per partecipazione popolare e potenzialità mediatica. </p>
<p>L&#8217;evento singolo dello <em>speech</em> del neo presidente è diventano di fatto una serie di appuntamenti diversi – che accadranno prima dopo e a contorno dell&#8217;evento principale. Il tentativo è di dare concreta dimostrazione del carattere &#8220;popolare&#8221; e aperto della presidenza: un segnale di stile cui Obama sembra tenere molto a indicare fin dalla prima uscita ufficiale. Con le parole del <a href="http://www.pic2009.org">Presidential Inaugural Committee</a>, «<em>will organize an inclusive and accessible inauguration that reflects the new Administration&#8217;s commitment to leadership that sets aside partisanship and unites the nation around our shared values and ideals</em>».</p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<a href="http://www.pic2009.org"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/inauguration2.jpg" alt="" width="700" height="392" /></a>
	<div>Pic2009.org. Il sito ufficiale dell'inaugurazione di Obama</div>
</div><br/></p>
<blockquote><p>La logica è quella vincente della campagna: non ti sto dando un evento, lo sto facendo insieme a te. </p></blockquote>
<p>Per l&#8217;occasione è stato aperto <a href="http://www.pic2009.org">un sito ufficiale</a>, come al solito molto ben fatto e molto ricco di informazioni di tutti i tipi. Informazioni relative non solo, e non poco significativamente, a come &#8220;fruire&#8221; dell&#8217;evento principale, ma anche a come &#8220;produrre&#8221; eventi accessori, complementari eppure facenti parte a tutti gli effetti di quello ufficiale. E&#8217; una partecipazione né esatta né solo evocata, ma praticata concretamente: chiunque, in qualsiasi parte dell&#8217;America, può sentirsi parte di un qualcosa di comune. </p>
<p>Lo dimostra per esempio la grande evidenza data all&#8217;iniziativa <a href="http://www.pic2009.org/page/content/neighborhoodballparty">Host a Party in your Neighborhood</a>: «<em>Hosting or attending a Neighborhood Ball Party is a great way to gather with your neighbors to celebrate change and a renewed commitment to serving the community you live in. Celebrate however you choose. Your party can be as simple as a group of neighbors gathering in a living room or local restaurant to watch the live broadcast and interact through text messaging</em>». </p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<a href="http://www.pic2009.org/page/-/images/FINAL_events_map.jpg"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/inauguration3_piccolo.jpg" alt="" width="700" height="363" /></a>
	<div>La mappa degli eventi a Washington DC</div>
</div><br/></p>
<ul>Sul sito ufficiale, ci sono tutte le informazioni dettagliate sullo svolgimento dell&#8217;inaugurazione:</p>
<li>La <a href="http://www.pic2009.org/page/-/images/56th%20Inaugural%20Official%20Guide%20Book.pdf">guida ufficiale in pdf</a> (con la quadra di governo ecc.)</li>
<li>La <a href="http://www.pic2009.org/page/-/images/FINAL_events_map.jpg">mappa</a> con i luoghi interessati dagli eventi</li>
<p>.</p>
<li><a href="http://inaugural.senate.gov/index.cfm">Joint Congressional Committee on Inaugural Ceremonies</a>, sul sito del Senato.<br />
<h3>Fai da te il tuo discorso di Obama!</h3>
<p>E ovviamente montano attese e aspettative per il discorso che  Barack Obama terrà il 20 gennaio davanti all&#8217;America idealmente riunita davanti alla Casa Bianca – attese e aspettative stuzzicate dalla maestria che il senatore di Chicago ha dimostrato nel <em>public speaking</em> durante la sua vittoriosa campagna. Per calmare le une e le altre, segnalo, via <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2009/01/generatore-di-discorsi-di-barack-obama.html">Paolo Ferrandi</a> e via <a href="http://mashable.com/2009/01/15/obama-inauguration-speech-generator/">Mashable</a>, un generatore automatico di discorsi di Barack Obama: «<em>A grassroots internet campaign helped Barack Obama get elected. Now he&#8217;s calling for the internet&#8217;s assistance one more time – to help him craft the best inauguration speech ever&#8230;</em>» </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1616" style="width:700px;">
	<a href="http://www.atom.com/spotlights/inauguration_speech_generator/"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/inauguration.jpg" alt="" width="700" height="417" /></a>
	<div>Inauguration Speech Generator</div>
</div><br/></p>
<p>Basta provare :)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Obama &amp; the Web, un dossier</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 19:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Obama &#038; the Web, un dossier]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Obama and the Web (dossier di materiali). <a href="http://e20.unito.it/osservatoriocomunicazionepolitica-dsp/Speciale%20elezioni%20USA%202008/Barack%20Obama%20and%20the%20Web.pdf">Scarica il Pdf</a></p></blockquote>
<p>Via <a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=659">Politicaduepuntozero</a> scopro un <a href="http://e20.unito.it/osservatoriocomunicazionepolitica-dsp/Speciale%20elezioni%20USA%202008/Barack%20Obama%20and%20the%20Web.pdf">ricco dossier</a> di interventi e collettanea di materiali sull&#8217;uso dei nuovi media durante la campagna presidenziale USA 2008, a cura dell’<a href="http://e20.unito.it/osservatoriocomunicazionepolitica-dsp">Osservatorio sulla comunicazione politica</a> dell’Università di Torino. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli auguri di Natale di Barack</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/12/25/gli-auguri-di-natale-di-barack/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Dec 2008 21:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli auguri di Natale di Barack]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Good morning. This week, Americans are gathering with family and friends across the country to celebrate the blessings of Christmas and the holiday season.</p></blockquote>
<p><a href="http://change.gov/newsroom/entry/a_season_of_giving_a_sense_of_common_purpose/">A season of giving, a sense of common purpose</a> è il messaggio di auguri travestito da messaggio politico (o viceversa) che Barack Obama ha mandato alla nazione dal suo video settimanale &#8211; pubblicato su Change.gov. Ovviamente pubblicato anche su <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Xy6aBVdOCg8">YouTube</a></em> (in più versione ad alta risoluzione e mp3 in inglese e spagnolo). </p>
<p><object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Xy6aBVdOCg8&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Xy6aBVdOCg8&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object></p>
<p><em>In the weekly radio and video address, president elect Obama honors our nation&#8217;s service men and women and calls for the season of giving to be something more &#8211; a season of common purpose.</em></p>
<p>Auguri anche da Spindoc ;)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Barack e burattini. Un approfondimento su Forum Pa</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/12/17/barack-e-burattini-un-approfondimento-su-forum-pa/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 19:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Barack e burattini. Un articolo su Forum PA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>L&#8217;articolo, dal titolo <a href="http://portal.forumpa.it/story/46272/barack-e-burattini-lopen-politic-di-obama-e-la-distanza-dellitalia">Barack e burattini. L&#8217;open politic di Obama e la distanza dell&#8217;Italia </a>, è leggibile sul magazine di Forum PA. </p></blockquote>
<p>In terribile ritardo segnalo un <a href="http://portal.forumpa.it/story/46272/barack-e-burattini-lopen-politic-di-obama-e-la-distanza-dellitalia">lungo pezzo</a> uscito su Forum Pa qualche settimana fa a firma di Letizia Pica. Letizia ha ritenuto interessante la mia opinione, qui sotto un <a href="http://portal.forumpa.it/story/46272/barack-e-burattini-lopen-politic-di-obama-e-la-distanza-dellitalia">quote</a>: «<em>Dietro i nuovi media non c’era solo un nuovo canale, ma un blocco sociale in deficit di rappresentanza [...]. Si tratta, per lo più, di giovani con un buon livello di istruzione e che fanno un uso intenso delle nuove tecnologie. La campagna elettorale online è stata il centro di gravità di tutte queste energie che si sono, poi, trasferite sul territorio. La vera innovazione di Barack Obama è stata utilizzare questi nuovi media come facilitatori di partecipazione</em>». </p>
<p>Peraltro, non conoscevo</p>
<p>LEGGI: <a href="http://portal.forumpa.it/story/46272/barack-e-burattini-lopen-politic-di-obama-e-la-distanza-dellitalia">Barack e burattini. L&#8217;open politic di Obama e la distanza dell&#8217;Italia </a></p>
<p>Il pezzo, citandolo, mi dà agio di segnalare un <a href="http://www.visionpost.it/epolis/fino-allultimo-sms.htm">bell&#8217;articolo</a> di Carola Frediani su Vision Post «Il passaggio dal digitale all&#8217;analogico, dalla chiacchiera internet ai discorsi tra la gente in carne e ossa, dai clic del mouse alle nocche battute sulla porta è stato fatto. Internet, con la sua ubiquità e i suoi multiformi mezzi, è come se avesse &#8220;pompato&#8221; le conversazioni analogiche con steroidi digitali. La barriera tra online e offline, da sempre temuta, ma anche da sempre un poco fittizia, è stata abbattuta».</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Obama, strategie digitali e prassi politiche, durante e dopo la campagna elettorale</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/12/15/obama-strategie-digitali-e-prassi-politiche-durante-e-dopo-la-campagna-elettorale/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 20:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mondi virtuali]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Second Life]]></category>

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		<description><![CDATA[Una tavola rotonda su Obama. Su Second Life.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Su unAcademy, accademia non convenzionale delle culture digitali, leggi: Second Life.</p></blockquote>
<p>Domani sera, dalle 22.00 in poi, si terrà un convegno/tavola rotonda dal titolo <a href="http://blogosphere.typepad.com/blog/2008/12/ad-un-mese-dopo-la-vittoria-del-candidato-democratico-si-continua-a-parlare-anche-e-soprattutto-in-italia-dove-la-classe.html">Obama, il cambiamento che si fa governo. Strategie digitali e prassi politiche, durante e dopo la campagna elettorale</a>. Invitati <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/">Paolo Ferrandi</a> giornalista e blogger, Mattia Diletti e Mattia Toaldo, che hanno curato il blog <a href="http://blogamerica2008.blogspot.com/">America2008</a> (anche un libro in uscita) e si occupano di politica estera e Usa rispettivamente all&#8217;Università di Teramo e Roma3. Modera Antonio Sofi e ovviamente tutti sono i benvenuti.</p>
<p>Maggiori informazioni e iscrizioni <a href="http://blogosphere.typepad.com/blog/2008/12/ad-un-mese-dopo-la-vittoria-del-candidato-democratico-si-continua-a-parlare-anche-e-soprattutto-in-italia-dove-la-classe.html">a partire da questo post</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Rete di Obama. Avatar perfetto e tecnomagico.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 22:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flaminia Spadone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Convegni e conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
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		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[web campaigns]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>

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		<description><![CDATA[Appunti, pensieri, spunti e riflessioni sulla campagna elettorale del neo presidente degli Stati Uniti. Da un convegno a Roma3 dedicato alla Rete di Obama. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><br />
</em></p>
<blockquote><p><em>Il 4 dicembre 2008 a Roma si è svolto. all&#8217;Università degli studi di Roma3, il convegno &#8220;<a href="http://www.uniroma3.it/news.php?news=1133">La &#8216;Rete&#8217; di Obama</a>&#8220;.</em></p></blockquote>
<p><em> Tra i presenti: Enrico Manca, Federico Di Chio, Paolo Annunziato, Paolo Tacconi, Alberto Abruzzese, Sebastiano Bagnara, Sara Bentivegna, Gianpiero Gamaleri, Gianpiero Jacobelli, Paolo Mancini, Edoardo Novelli, Vincenzo Susca, Enrico Menduni. Di seguito, gli appunti presi da e rubati a <a href="http://blogbuster.ilcannocchiale.it/">Flaminia Spadone</a> &#8211; come bozza di lavoro/contributo all&#8217;intenso dibattito su Internet e Obama – nonché dimostrazione della ricchezza delle interpretazioni e dell&#8217;eterogeneità dell&#8217;<a href="http://www.spindoc.it/2008/12/03/lobamite-della-politica-italiana/">obamite</a> italiana. Buona lettura as</em></p>
<h3><strong>Enrico Manca</strong> (Pres. ISIMM)</h3>
<blockquote><p>Obama è il perfetto Avatar, è la fantasia che diventa realtà.</p></blockquote>
<p>Il coinvolgimento messo in atto da Barack Obama è stato totale ed è riuscito ad abbracciare i due estremi della società americana: dalla classe creativa a quella degli emarginati. Inoltre ha saputo integrare l’utilizzo dei vecchi e dei nuovi media.</p>
<blockquote><p>I nuovi media sono sempre stati cruciali per l’elezione del presidente USA. </p></blockquote>
<p>Jefferson = Quotidiani; Roosvelt = Radio; Kennedy = Tv; Obama = Internet. Già nel 2000 <strong>Howard Dean</strong> aveva puntato su internet ma il suo caso fallimentare è l’esemplificazione del fatto che l’uso, seppure sapiente, di internet da solo non basta per arrivare alla Casa Bianca. Obama è web-compatibile perché web-generato. I social network hanno dato forma alle sue idee, hanno realizzato una rete organizzata di sostenitori e una rete forte per la raccolta fondi. Obama fa sperare in un ritorno della politica alta, della politica del consenso – attraverso una cultura di massa non massificata, attivando quelle che Rheingold definisce <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Smart_mob">Smart Mobs</a>.</p>
<ul>
<li>L&#8217;<a href="http://www.key4biz.it/News/2008/12/05/Contenuti/Barack_Obama_new_media_comunicazione_politica_cultura_digitale_Max_Weber_isimm_enrico_manca.html">intero intervento</a> su KeyforBiz</li>
</ul>
<h3><strong>Di Chio</strong> (Direttore operativo della tv digitale di Mediaset)</h3>
<blockquote><p>Nell’era della new economy la parola chiave è innovare, e la gioventù è un valore.</p></blockquote>
<p>Obama è un outsider non è un leader storico, non fa parte dell’”aristocrazia” del partito, né è stato scelto per “selezione dinastica”. Ha fondato il suo successo politico non sull’anzianità della militanza. Obama non rappresenta il partito democratico, Obama è la sua storia personale.</p>
<p>Se Internet nella sua prima fase aveva una funzione <em>destruens</em>, rispetto ai linguaggi e ai formati della vecchia comunicazione, l’internet del web 2.0 è passato alla fase <em>construens</em> (con l&#8217;affermazione delle <em>social communities</em>). </p>
<blockquote><p>Nuova modalità di comunicare la politica, nuova proposta politica, un nuovo coinvolgimento. </p></blockquote>
<p>Il messaggio della vittoria di Obama è di portata epocale e deve far riflettere la classe politica e chi si occupa di comunicazione. Stanno cambiando le logiche in politica e nel mercato. Il Web 2.0 e lo user generated content è un fenomeno che potrebbe sovvertire i vecchi assetti.</p>
<h3><strong>Paolo Annunziato</strong> (Public Affairs Telecom Italia)</h3>
<p>Due riflessioni principali:</p>
<ul>
1. l&#8217;uso che Obama ha fatto e farà delle nuove tecnologie;<br />
2. la concezione che Obama ha della rete (e le implicazioni di policy).</ul>
<blockquote><p>Per dirla con <strong>McLuhan</strong>, se internet è stato il mezzo, &#8220;cambiamento&#8221; è stato il messaggio.</p></blockquote>
<p> Obama ha saputo trasformare i suoi sostenitori da volontari passivi a <em>empowered organizer</em>, spingendo sul <em>right-brain</em>, la parte emotiva dell&#8217;elettore. Ha potuto fare questo grazie ad una <em>field operation</em>,  il suo sito infatti è in realtà un sito di <em>social networking</em>. Obama ha capitalizzato questa “fortuna” di risorse umane e ora può contare su una rete di milioni di contatti per testare le sue proposte.</p>
<p>L&#8217;uso innovativo delle nuove tecnologie è stato a 360°, prevedendo anche lo sviluppo di apposite applicazioni dell&#8217;iPhone e dell&#8217;X-box e di tecniche di localizzazione mobile.</p>
<h3><strong>Paolo Tacconi</strong> (Manager team Services Group di Msn Italia)</h3>
<p>La rete e la politica hanno due cose in comune: </p>
<ul>
<li>l’impossibilità di separare il cuore e la ragione </li>
<li>la dimensione di flusso</li>
</ul>
<p>Internet è un insieme di dati è quindi un enorme strumento per la politica: è fondamentale per la targettizzazione del pubblico. Internet interagisce con i cambiamenti all’interno dell’opinione pubblica.</p>
<h3><strong>Alberto Abruzzese</strong> (Prof. di Sociologia dei processi culturali e comunicativi allo Iulm)</h3>
<blockquote><p>La vittoria di Obama ci fa riflettere sul futuro dell’Occidente</p></blockquote>
<p> Obama è la grande chimera del nuovo mondo, è il mondo occidentale che si esprime in modi diversi. Se Bush era l’espressione della hardware; Obama, dobbiamo riconoscere, è l’espressione della software. Internet ha permesso a Obama di costruire la sua innovazione, di costruire il simulacro. </p>
<p>E&#8217; la terza fase dei presidenti americani. Se <strong>Kennedy</strong> rappresenta il simulacro del presidente che porta la felicità nel mondo, <strong>Reagan</strong> incarnava il modello del politico/attore, il simulacro del presidente che recita la grande scena della sovranità americana. <strong>Obama</strong> ora porta con se una nuova narrazione: il dolore incarnato dal presidente, il nero che ha sofferto.</p>
<blockquote><p>Il prossimo potrebbe essere una donna, che è l’altro esempio di corpo sofferente.</p></blockquote>
<p>Si è passati, quindi, dalle grandi astrazioni (massa), alla sofferenza di un singolo uomo (la carne). Il sorriso di Obama ricorda il sorriso del Joker, un uomo che siccome ha sofferto in passato, ora gioca il ruolo del potere.</p>
<h3><strong>Sebastiano Bagnara</strong> (Direttore del Laboratorio di comunicazione multimediale dell’Università di Siena)</h3>
<p>Per il finanziamento delle campagne ha usato lo stesso metodo, teorizzato da <strong>Chris Anderson</strong> nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coda_lunga">teoria della Coda Lunga</a>, raccogliere anche il più piccolo obolo se il costo della raccolta è minore del guadagno che ne ricavi.</p>
<blockquote><p>Il rapporto tra Obama e la rete non è tecnico, ma antropologico.</p></blockquote>
<p>Obama parla ai così detti nativi digitali, che hanno, tra l’altro, una diversa concezione dell’amicizia – la cosiddetta <em>enlarged friendship</em> – puoi sentirti parte di un processo anche se sei distante nello spazio e nel tempo, perché ti senti comunque vicino emozionalmente.</p>
<p>I nativi digitali ai quali lui parla sono il simbolo della <em>peer2peer education</em>: le conoscenze non vengono trasmesse come a scuola, ma vengono condivise con gli altri, il che porta ad una diversa costruzione dell’identità.</p>
<p>Nella frase “Yes we can” la dimensione del “noi” è fondamentale per la tenuta di quello slogan. Essere legato agli altri vuol dire che tutto quello che produci lo condividi, è il concetto del <em>creative commons</em> (forse anche per questo lo stesso slogan italianizzato nel “si può fare” non ha funzionato, usa la forma impersonale che non porta vicinanza emotiva).</p>
<h3><strong>Sara Bentivegna</strong> (Prof di Comunicazione politica a La Sapienza)</h3>
<blockquote><p>Obama ha saputo fare un uso sapiente di sms e mail.</p></blockquote>
<p>E&#8217; stato tempestivo e personalizzato, come ad esempio quando ha comunicato il ticket con <strong>Joe Biden</strong>. L’apice è stato raggiunto il 5 novembre all’1.00 quando ha mandato a tutti i suoi sostenitori il messaggio via <a href="http://blogdome.wordpress.com/2008/11/05/yes-we-can-2/">mail</a> prima di andare a Grant Park per tenere il comizio conclusivo. Ciò denota una grandissima attenzione da parte della sua squadra nell’utilizzo di Internet fin nei minimi dettagli.</p>
<blockquote><p>C’è un’identificazione totale di Obama in Internet, a tal punto che si è parlato di una Facebook Administration.</p></blockquote>
<p> Obama ha utilizzato la rete per creare un individualismo reticolare organizzato: aveva a disposizione un database degli elettori incredibile che ha sputo utilizzare in maniera molto intelligente. Ha prima predisposto una mappatura dei militanti per il porta a porta, dopodiché ha stilato un manuale online per il porta a porta sui modelli di conversazione possibili, fino ad arrivare all’<em><a href="http://www.nationaljournal.com/njonline/no_20081107_4999.php">Houdini project</a></em>: i militanti fuori dai seggi mandavano via sms i nomi degli elettori in fila per espungerli dalla lista e mandavano a chiamare quelli che non si erano ancora presentati (<em>Get-out-the-vote operation</em>).</p>
<p><H3><strong>Gianpiero Gamaleri</strong> (Prof.di Sociologia dei processi culturali e comunicativi a Roma3)</h3>
<blockquote><p>Obama ha utilizzato molto la forza del passaparola e dei rapporti interpersonali.</p></blockquote>
<p>Obama dava per scontata la conoscenza del suo messaggio nelle mail che manda ai suoi sostenitori, costruisce così un rapporto confidenziale con i suoi. Da questo momento avremo non solo dei leader che usano Internet, ma che vengono selezionati da Internet, ciò darà vita a un nuovo tipo di leadership</p>
<h3><strong>Gianpiero Jacobelli</strong> (Direttore della versione italiana di Technology Review)</h3>
<blockquote><p>La vera novità non è l’uso di internet, ma l’uso innovativo di internet, un uso a cavallo tra le diverse realtà reale/virtuale.</p></blockquote>
<p> I social network sono stati utilizzati non solo come struttura comunicativa, ma come struttura di mobilitazione. Talbot ha fatto un’inchiesta sul settore “reti” della comunicazione di Obama e sono venute fuori 3 cose:</p>
<ul>
<li>Non si parla di rete ma di reti (informatiche, telefoniche, postali…) il che da l’idea della complessità della sua azione (la campagna di Dean fu fallimentare perché puntò tutto sul <em>fundraising</em> senza farcirlo di passione ed emotività)</li>
<li>Nessuna delle iniziative in rete si è lì esaurita, ma aveva sempre un prosieguo nella vita reale. Il doppio corpo della rete veniva fuori nella capacità di responsabilizzarsi nella vita reale rispetto a ciò a cui si aveva aderito online.</li>
<li>Siamo in attesa di una verifica potenziale dei fatti, che è poi il punto critico. La rete è in grado di divulgare delle speranze, ma non è in grado di dare una risposta. Per ora non c’è stata novità nel  comportamento politico.<br />
Adesso aspettiamo Obama al varco, per capire se sarà in gardo di dare consistenza al fascino delle sue promesse</li>
</ul>
<h3><strong>Paolo Mancini</strong> (Prof.di Sociologia della comunicazione all’università di Perugia)</h3>
<blockquote><p>Gli italiani come sempre sono stati sedotti dalla novità. </p></blockquote>
<p>Obama non ha vinto grazie alla Rete, ma ha vinto perché è stato aiutato dalla crisi economica e poi, anche, dalla Rete.</p>
<p>Obama ha vinto per 3 motivi:</p>
<ul>
<li>In situazione di crisi non vince mai l’incumbent</li>
<li>Dopo 2 cicli elettorali c’è sempre l’alternanza</li>
<li>Bush era ormai un presidente screditato</li>
</ul>
<p>Per vincere le elezioni sono necessarie organizzazione e consenso: la Rete te li può dare entrambe, ma  ormai è appurato che non serva per far cambiare opinione.</p>
<p>La rete poi raddoppia la sua forza quando interagisce con i vecchi media, quando diventa fonte d’informazione per le tv e i giornali, e nell’organizzazione del porta a porta. La Rete, di fatto, viene tematizzata dai vecchi media.</p>
<h3><strong>Edoardo Novelli</strong> (Prof. di Sociologia dei processi culturali e comunicativi a Roma3)</h3>
<blockquote><p>Le funzioni che ha assunto la rete in questa campagna elettorale sono esattamente le stesse utilizzate dalla vecchia politica.</p></blockquote>
<p> I social network hanno preso il posto della vecchia militanza e hanno organizzato il porta a porta esattamente come si faceva ai tempi del Pci. E anche l’<em>Houdini project</em> ricordato prima dalla Bentivegna non è nient’altro che la versione moderna delle vecchie staffette organizzate dal Pci.</p>
<p>Obama ha saputo, come nelle vecchie organizzazioni politiche, creare un’appartenenza e una struttura organizzativa gerarchica. Tutto ciò negli anni passati (dai ’60 a oggi) è stato assorbito dalla Tv, ora si è finalmente a tornati alla vecchia politica, solo con l’utilizzo di nuovi mezzi.</p>
<p>Internet agisce sui comportamenti: ti fa uscire a fare il porta a porta, ti fa donare fisicamente del denaro.</p>
<h3><strong>Vincenzo Susca</strong> (Dottore di ricerca in Scienze sociali alla Sorbona e in Sociologia della comunicazione a La Sapienza)</h3>
<p>William Gibson nel 1982 inventò il termine cyberspazio e la sua definizione: “un’allucinazione vissuta consensualmente”: Obama ha incarnato il principio del cyberspazio.</p>
<blockquote><p>Per dirla con De Kerkove non si parla più di tecnologia ma di <em>tecnomagia</em>. </p></blockquote>
<p> Obama emette un <a href="http://www.comunicamente.org/Comunicazione-e-politica_1788941.html">impulso tecnomagico</a> che porta ad una partecipazione mistica; I sensi e l’aspetto cognitivo sono attivati. E’ lo scarto comunicativo che tira fuori il massimo della partecipazione cognitiva ed emotivo-emozionale.</p>
<p>Con le nuove tecnologie possiamo assistere ad un ritorno del totem. Nel sistema totemistico (mix tra religione, credenze e magia) c’è un forte carico estatico, nel quale però si sceglie in maniera consapevole di essere coinvolti</p>
<blockquote><p>La comunicazione in rete è molto diversa dalla propaganda. </p></blockquote>
<p>Le Reti, infatti, non si accontentano di elaborare un programma o un messaggio. Ogni epoca storica è contraddistinta da un cuore comunicativo, il cuore dell’industria culturale oggi è nella Rete. La Rete può costruire un modello di politica che ancora non abbiamo conosciuto.</p>
<p>Abbiamo assistito nel XX secolo ad uno straripamento della politica in mondi che non sono i suoi: Roosvelt – Kennedy &#8211; Reagan – <strong>Schwarzenegger</strong> &#8211; Obama. Tutti nomi fuori dal palazzo, non parlano i linguaggi della politica. Il contenuto di fondo è sempre qualcosa di non politico. </p>
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		<title>Change.gov, torna il programma emendabile e arrivano le creative commons</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 14:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Obama]]></category>

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		<description><![CDATA[Change.gov, torna l'agenda e arrivano le Creative Commons]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo atto comunicativo (e insieme profondamente politico) del presidente USA neo eletto è stato quello di inaugurare il suo sito governativo, con un nome emblematico: Change.gov.</p>
<blockquote><p>Le pagine sono state cambiate nella direzione di una minore &#8220;partigianeria&#8221; dei contenuti del programma elettorale di Obama. Vedi l&#8217;<a href="http://radar.oreilly.com/2008/11/change-gov-revision-control.html">analisi</a> di Tim O&#8217; Reilly. </p></blockquote>
<p> Abbiamo scritto del piccolo inconveniente capitato con le pagine di agenda e di programma: <a href="http://www.spindoc.it/2008/11/11/changegov-non-e-piu-online-lagenda-di-obama/">Change.gov, non è più online l’agenda di Obama</a>. Ora, le pagine tolte per rispondere ad una legge relativa ai finanziamenti di campagna che impedisce ai siti governativi di prendere pedissequamente contenuti da siti elettorali, sono tornate online – modificate, ma sempre con la possibilità di suggerire feedback su ogni singolo punto programmatico. </p>
<div class="img aligncenter size-full wp-image-1477" style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/12/changegov_copyright.jpg" alt="" width="500" height="325" />
	<div>La pagina Copyright del sito Change.gov, con l'indicazione della CC</div>
</div><br />
<br/></p>
<blockquote><p>You are free to Share (copy, distribute and transmit the work) and to Remix (to adapt the work). Under the following conditions: Attribution. Così recita la CC 3.0.</p></blockquote>
<p> Ulteriore novità da segnalare è la scelta di pubblicare i contenuti del sito governativo sotto licenza Creative Commons – la <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/">licenza 3.0</a>, la più &#8220;libera&#8221;, che permette praticamente tutto a patto di darne la corretta attribuzione. </p>
<p>Una piccola rivoluzione, ma soprattutto un segnale (e anche se tradizionalmente i contenuti governativi sono dentro il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Public_domain#United_States_law">public domain</a>, il dominio pubblico). Ne scrive anche Lessig sul suo <a href="http://lessig.org/blog/2008/12/changegov_set_free.html">blog</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Obamite della politica italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 13:21:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Obamite è la malattia endemica di stagione della politica italiana: tutti ad evocare il neo presidente degli Stati Uniti. Ma più che invidiarne il carisma forse irriproducibile, meglio sarebbe capirne l'innovazione delle prassi politiche...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>(Articolo pubblicato su <a href="http://www.dnews.eu">Dnews</a> di martedì 2 dicembre 2008)</p></blockquote>
<p> Quel che è certo è che ad Obama fischiano ancora le orecchie. Tutti lo pensano, tutti lo vogliono, manco fosse il barbiere di Siviglia. A quasi un mese dalla sua trionfale e in parte inaspettata elezione a Presidente degli Stati Uniti, politici e politicanti di quasi ogni parrocchia lo evocano con occhi sognanti e sospiri da innamorati. </p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2008/12/cg.jpg" alt="" title="" width="150" height="490" class="alignright size-full wp-image-1466" />L’onda lunga della miracolosa campagna elettorale che ha portato il Re nero a fare scacco matto alla Casa Bianca non accenna a ridursi – portando però con sé la schiuma di mille interpretazioni più o meno bizzarre circa le ragioni del suo successo. Ha vinto perché ha coinvolto i giovani; perché la gente era stufa di Bush; grazie alla crisi economica, alla incapacità di McCain e così via. Vale praticamente tutto e niente: è prezzemolo buono per ogni occasione di politica conversazione. È anche iniziata la caccia all’Obama italiano, di fatto già finita per mancanza di candidati credibili – addirittura c’è chi, nell’entusiasmo della vittoria al reality show, ha mandato avanti Luxuria che a lui veniva da ridere. </p>
<p>L’Obamite – o Obamania, se si vuole – è la malattia endemica di stagione della politica italiana. Un raffreddore che attecchisce perché trova un sistema immunitario politico debole e degenerato. L’Obamite è un segnale indiretto della vacuità della classe dirigente politica italiana – che ha bisogno di seguire in qualche modo la scia del carisma obamiano per provare a ritrovare un po’ dell’ormai perduta autorevolezza. </p>
<p>Evocare Obama dovunque diventa escamotage comunicativo a metà tra un classico gesto apotropaico e una spilletta di modernità. Un po’ vale la speranza che tenga lontano – come l’aglio contro i vampiri, o il cornetto rosso depositato in tasca – l’antipolitica e la disaffezione progressiva dell’elettorato italiano. Un po’ vale il tentativo – politicamente legittimo ma difficile da tradurre in pratica – di godere, seppur di riflesso, dell’entusiasmo che la campagna di Obama ha prodotto in tutto il mondo. Una campagna moderna, fresca, che ha usato i media in modo originale e creativo e che ha fatto di lui – al di là della mera questione cronologica – il primo vero politico del nuovo millennio. </p>
<p>Il vero problema della Obamite italiana è che questa infatuazione a prescindere rischia di mettere in secondo piano alcuni elementi importanti della lezione di Obama. Che non è solo carisma modaiolo e altitudini ideali. Ma anche sudore e fatica, innovazione dal basso delle prassi politiche. Per esempio internet e i nuovi media sono stati il motore pulsante – insieme comunicativo, economico e organizzativo – della campagna elettorale, che si è così aperta a contributi e passioni e partecipazioni inedite e inaspettate. Non a caso il primo intervento di Obama come presidente è stato un nuovo sito governativo, dal nome emblematico: <a href="http://www.change.gov">Change.gov</a>, attraverso cui i cittadini possono mandare suggerimenti sul programma. E’ il cambiamento che si fa governo. I politici italiani dovrebbero iniziare da questo, invece che invidiarne in modo sterile il carisma forse irriproducibile.</p>
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		<title>Obama 1 mese dopo: la vittoria di Internet?</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2008/12/02/obama-1-mese-dopo-la-vittoria-di-internet/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 20:37:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Convegno per parlare di Obama e Internet, alla Camera dei Deputati]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Obama 1 mese dopo: la vittoria di Internet?&#8221; è l&#8217;incontro che si terrà giovedì 4 dicembre alla Camera dei Deputati, a Roma (Sala delle Colonne, Via Poli 19), organizzato da <a href="http://www.codiceinternet.it/" target="_blank">Codice Internet</a>, da un&#8217;idea e in collaborazione con Antonio Palmieri.</p>
<p>Dal comunicato su <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=48913914250" target="_blank">facebook</a>: Come ha fatto Barack Obama a diventare il primo presidente Internet della storia? Quanto ha contato per la vittoria di Obama l&#8217;uso dei social network, ad esempio Facebook? Internet può creare un Obama italiano? Quanti parlamentari italiani già usano Facebook e sono attenti alle nuove dinamiche del web?</p>
<p>Saranno presenti: <a href="http://montemagno.typepad.com/" target="_blank">Marco Montemagno</a> (co-fondatore di Codice Internet), <a href="http://www.antoniopalmieri.it/" target="_blank">Antonio Palmieri</a> (Responsabile Nazionale Comunicazione Elettorale e Internet Forza Italia/PDL), <a href="http://www2.paologentiloni.it/">Paolo Gentiloni</a> (Responsabile Nazionale Area Comunicazione PD), Enrico Menduni (Formazione e Progetti Speciali ISIMM, Università degli Studi Roma Tre), David Orban (esploratore digitale, membro fondatore dell<a href="http://www.opengovdata.org" target="_blank">&#8216;Open Government Working Group</a>), <a href="http://www.spindoc.it" target="_blank"><strong>Antonio Sofi</strong></a> (Giornalismo e nuovi Media, Università di Firenze), <a href="http://www.ilgiulivo.com" target="_blank">Edoardo Colombo</a> (blogger) </p>
<p><em>Per esigenze di sicurezza va comunicata la presenza scrivendo a <strong> <a href="mailto:palmieri_a@camera.it">palmieri_a@camera.it</a></strong><br />
I posti in sala sono limitati e verranno assegnati nell’ordine delle richieste fino ad esaurimento.<br />
</em></p>
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