Tra Obama e Clinton, lo spettro di Al Gore. Tra pesci di aprile e placide attese: avrà qualche ruolo nel futuro prossimo?
«Bill Clinton mente sul sesso. Hillary su tutto il resto», questa accusa di Dick Morris esemplifica la nomea di bugiarda di Hillary Clinton. Per la menzogna circa la missione in Bosnia ma non solo. Forse anche perché è donna?
“I am PD”, la (video)politica su web e il diritto d’autore
Tutti gli scandali del partito democratico. Ce n’è per tutti i gusti: da Villaraigosa al più noto Spitzer. Questa volta la vecchia Europa non potrà tacciare l’America di essere bigotta e puritana.
Lo speech di Obama sul razzismo. Formidabile o sopravvalutato? Di sicuro è molto visto su YouTube.
Uno spot grassroots per far vincere Obama, made in MoveOn.org
Lo spot del “3 a.m. call” diventa una spassosa parodia televisiva. Il video dal Saturday Night Live.
Il fattore “R” è il fattore “Religione”, finora quasi assente dalle combattute primarie democratiche. Qualcosa cambierà in vista delle primarie in Pennsylvania?
Hillary Clinton vince nelle conference call (lunghe, collaborative e laboriose), ma perde nell’agenda degli appuntamenti – fornita sempre all’ultimo minuto. Due riflessioni sugli strumenti di campaigning rivolti al rapporto con i media.
Scrivere o non scrivere political blogs? E ancora: leggerli o non leggerli? Questi i problemi. Alcune sorprese da una ricerca di Harris Interactive sul tema.
Scandali e politica a braccetto negli USA. Il caso Eliot Spitzer, governatore di New York e superdelegato. Tra inchieste federali e pubbliche vergogne, con il rischio che l’onda lunga piombi anche sulle primarie.
Blogger, maschio e giovane, obamiano: chi è (o era, perché intanto è raddoppiato) il lettore-tipo di Spindoc. Con alcuni interessanti spunti circa il media-mix informativo.
La bambina di otto anni nello spot di Hillary, beh: ora ha diciotto anni e supporta Obama…
Obama vince le primarie su Wikipedia. A febbraio quasi la pagina più vista in assoluto (poi McCain, staccata Hillary)
Hillary vince. Obama non perde. Si rischia di andare per le lunghe. A colpi di spin matematici e ennesime rimonte non impossibili. E alla fine, tra i due litiganti, il terzo potrebbe goderne. Senza merito.
La nazione è in pericolo. Ci sono tre minuti di tempo per comunicare la notizia al presidente, che ha solo quattro minuti per agire. Chi vorresti che ci fosse all’altro capo del telefono?
Una mini-guida al secondo big tuesday delle primarie Usa (si sta votando in quattro stati: Texas, Ohio, Vermont e Rhode Island). Hillary rimonta ma forse non basta. Delegati, sondaggi, speranze, opinioni.
Il grassroots di Obama. La campagna online è anche organizzazione.
Fundraising e primarie USA. Un neologismo e un widget per visualizzare chi raccoglie più donazioni.
Geolocalizzare le ricerche dei candidati. Un progetto Google (geniale al 20%) per le primarie Usa.