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	<title>Spindoc &#187; USA</title>
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	<description>Comunicazione politica d'origine controllata</description>
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		<title>Internet better politics. Da Vendola all&#8217;open gov.</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/06/30/internet-better-politics-da-vendola-allopen-gov/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 19:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno dopo Toscana Lab, materiali, idee, un (semi)decalogo e alcune presentazioni della parte politica della due giorni fiorentina alla ricerca dei modi con cui Internet migliora la vita (e in questo caso la politica).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Conclusi a Firenze, presso la Gipsoteca dell’Istituto d’arte di Porta Romana, i lavori di <a href="http://www.toscanalab.it/programma-29-giugno/">ToscanaLab</a>.</p></blockquote>
<p>Il tema (generale) è stato “Internet Better Life”, <a href="http://www.toscanalab.it/about/">ovvero</a>: &#8220;Come internet e il web 2.0 contribuiscono a migliorare la vita degli individui, veicolando in modo diverso e più ricco la conoscenza, modificando le relazioni tra le persone e trasformando di fatto l’azione sociale, con un approccio allargato e partecipativo&#8221;.</p>
<p>Di seguito alcuni dei punti emersi durante il workshop del 29 giugno intitolato &#8220;<a href="http://www.spindoc.it/2010/06/25/internet-better-life-la-politica-pa-e-nuovi-media/">Internet better society</a>&#8221; e dedicato alla politica, al giornalismo e alla pubblica amministrazione.  Con interventi di <a href="http://www.sergiomaistrello.it">Sergio Maistrello</a>, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/">Ernesto Belisario</a>, <a href="http://www.liviacolare.com/">Livia Iacolare</a>, <a href="http://www.proformaweb.it">Dino Amenduni</a> e <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a> (e moderato da<a href="http://www.webgol.it"> Antonio Sofi</a>)</p>
<h3>Alcuni punti emersi</h3>
<p>I punti di cui sotto andranno a contribuire &#8211; insieme ai &#8220;risultati&#8221; dei lavori degli altri workshop paralleli &#8211; a una sorta di &#8220;decalogo&#8221; dell&#8217;evento Internet better life, che sarà pubblicato sul <a href="http://www.toscanalab.it">sito di Toscana Lab</a>.</p>
<div id="attachment_2540" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/territorio.jpg" alt="Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro" width="719" height="463" class="size-full wp-image-2540" /><p class="wp-caption-text">Riscoperta del territorio. Foto (con riflesso da proiezione) di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Trasparenza e fiducia</strong></p>
<blockquote><p>Negoziazione fiduciaria e traslucida: niente più &#8220;severamente vietato&#8221; o posta &#8220;raccomandata&#8221;. </p></blockquote>
<p>La società digitale è trasparente e translucida: ci si vede (ci si deve vedere) attraverso. La spinta verso la massima trasparenza vale per la politica e per la pubblica amministrazione, per il giornalismo e l’informazione, per il pubblico e i cittadini. Una nuova negoziazione che produce una nuova opinione pubblica: più informata e attiva, in cui nessuno può nascondere niente o avere rendite di posizione. Una nuova negoziazione fiduciaria. Il termine è inoltre legato a doppio filo all’attività della Pubblica Amministrazione: la trasparenza degli atti amministrativi può essere realizzata solo e unicamente tramite le nuove tecnologie. Per rendere noti decisioni e risultati; per migliorare il rapporto dei cittadini con la burocrazia e la competitività delle scelte delle aziende.</p>
<p><strong>Ascolto e condivisione</strong></p>
<blockquote><p>Non è più l&#8217;audience che deve avere grandi orecchie, ma la politica e il giornalismo che devono ascoltare, prima di dire. </p></blockquote>
<p>Più che per parlare, i nuovi media servono per ascoltare gli altri. Il pubblico ha subito una mutazione antropologica: non è più audience muta, ma è composta di persone che possono pubblicare e si aggregano intorno a un bisogno o un contenuto. Una propensione all’ascolto e all’apertura verso l’esterno è sempre più il presupposto per poi dire con sensatezza. All’ascolto si lega l’idea di condivisione – che chiama in causa tutti i soggetti interessati nessuno escluso. Non è un flusso che viene dall’alto, ma un meccanismo circolare attivato da tutti i nodi che stanno in rete: ogni pezzo di contenuto e informazione condiviso migliora la vita di chi viene in contatto con esso.</p>
<div id="attachment_2542" class="wp-caption aligncenter" style="width: 729px"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/06/grassroots.jpg" alt="Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro" width="719" height="500" class="size-full wp-image-2542" /><p class="wp-caption-text">Impegno grassroots. Foto (con riflesso) da presentazione di Elena Tubaro</p></div>
<p><strong>Riscoperta del territorio e senso di comunità </strong></p>
<blockquote><p>Il territorio e le comunità che lo animano sono le ultime nicchie possibili &#8211; e quelle più vitali.</p></blockquote>
<p> I nuovi media non sono solo fattore di globalizzazione. Ma sempre più una riscoperta del territorio e del locale, grazie a comunità di persone che trovano online gli strumenti per conoscersi, far conoscere i propri bisogni, attivarsi e organizzarsi. Le comunità che si creano online (anche se non hanno una base geolocalizzata) hanno un forte senso di appartenenza e adesione – che può diventare anche il vero valore aggiunto per l’innovazione e il cambiamento.</p>
<p><strong>Impegno “grassroots” e approfondimento narrativo</strong></p>
<blockquote><p>Oltre la tv e i formati facili e semplificati, c&#8217;è spazio per l&#8217;approfondimento.</p></blockquote>
<p> I nuovi spazi digitali consentono e aprono alla progettazione, produzione e distribuzione di contenuti dal basso (“grassroots”) che aggirano le logiche mediali tradizionali e si caratterizzano per un maggiore impegno. Una propensione (spesso multimediale) legata alla ricerca dell’approfondimento, della narrazione, della profondità dello sguardo sui fatti e sugli eventi.</p>
<p><strong>Sincronizzazione e “bridging” tra diverse velocità</strong></p>
<blockquote><p>Piattaforma di comunicazione e di condivisione: per camminare insieme.</p></blockquote>
<p> In contesti in cui esistono varie e diverse sensibilità, tradizioni, velocità e esperienze (pe l’Unione Europea), il web può servire per “sincronizzare” i vari punti di vista e fare da ponte (“bridge”). Sia per la costruzione di una identità comune, sia – più pragmaticamente – per concordare delle politiche efficaci e condivise.</p>
<h3>Le presentazioni e gli interventi</h3>
<p>Di seguito gli interventi pubblicati online, su slideshare o altrove</p>
<p>ANTONIO SOFI (in plenaria il 28 giugno), &#8220;Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale&#8221;.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4652306"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/webgol/politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" title="Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.">Politica on e off line. Una idea integrata e crossmediale.</a></strong><object id="__sse4652306" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4652306" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipoliticaontoscanalabfinale-100630114722-phpapp02&#038;stripped_title=politica-on-e-off-line-una-idea-integrata-e-crossmediale" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/webgol">Webgol Network</a>.</div>
</div>
<p>SERGIO MAISTRELLO, &#8220;Le opportunità della dimensione iperlocale&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4649488"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello/toscanalab-2010" title="Le opportunità della dimensione iperlocale - ToscanaLab 2010">Le opportunità della dimensione iperlocale &#8211; ToscanaLab 2010</a></strong><object id="__sse4649488" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4649488" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=firenze-100630043434-phpapp01&#038;stripped_title=toscanalab-2010" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/sergiomaistrello">Sergio Maistrello</a>.</div>
</div>
<p>DINO AMENDUNI, &#8220;Puglia. Due casi non casuali di comunicazione politica&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4648997"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/doonie/nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" title="Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica">Nichi Vendola e Michele Emiliano: due casi non casuali di comunicazione politica</a></strong><object id="__sse4648997" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4648997" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=internetbetterlife-29giugno2010-100630031646-phpapp01&#038;stripped_title=nichi-vendola-e-michele-emiliano-due-casi-non-casuali-di-comunicazione-politica" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/doonie">Dino Amenduni</a>.</div>
</div>
<p>ERNESTO BELISARIO, &#8220;Open Government. Miti, realtà, speranze&#8221;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4808174"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario/open-government-miti-realt-e-speranze" title="Open government  (miti, realtà e speranze)">Open government  (miti, realtà e speranze)</a></strong><object id="__sse4808174" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4808174" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendatatoscanalabbelisario-100721160114-phpapp01&#038;stripped_title=open-government-miti-realt-e-speranze" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario">Ernesto  Belisario</a>.</div>
</div>
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		<title>Il circo(lo) politico del Pdf</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/06/09/il-circolo-politico-del-pdf/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 13:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Link post-PDF: video e cronaca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Alcuni link dopo il <a href="http://www.personaldemocracy.com/">Personal Democracy Forum</a> di New York, che abbiamo seguito in diretta grazie al <a href="http://www.spindoc.it/2010/06/03/personal-democracy-forum-2010-in-diretta-da-new-york/">liveblogging di Antonella Napolitano su Spindoc</a>.</p></blockquote>
<ul>
<li><strong>GUARDA</strong>: tutti <a href="http://pdfnyc.civicolive.com/">i video delle sessioni del Pdf</a> sono disponibili grazie a Civico Live</li>
<li><strong>LEGGI</strong> (in italiano): <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2010-06/07/personal-democracy-forum-2010-impariamo-a-sederci-in-circolo.aspx">cronaca in circolo di Linnea Passaler</a> su Wired.it</li>
<li><strong>LEGGI ANCHE</strong> (inglese): <a href="http://techpresident.com/blog-entry/can-internet-fix-politics-look-back">Can Internet fix politics? A look back</a> di Nancy Scola sulla &#8220;rivista&#8221; legata a doppio filo al Pdf, TechPresident. L&#8217;articolo, al modo di TP, ha una serie di utili link in uscita a varie cronache e analisi della conferenza</li>
<li>Marc Ambinder, The Atlantic, <a href="http://www.theatlantic.com/politics/archive/2010/06/-pdf10-truth-telling-and-shaming/57608/">PDF10: Truth Telling and Shaming</a></li>
<li>Huffington Post: Alex Howard, <a href="http://www.huffingtonpost.com/alexander-howard/pdf-relaunches-10question_b_600565.html">PdF Relaunches 10Questions.com to Reboot Citizen to Candidate Engagement</a>; Jane Hamster, <a href="http://www.huffingtonpost.com/jane-hamsher/can-the-internet-fix-poli_b_599564.html">Can the Internet Fix Politics?</a></li>
<li>Felix Gilette, The Observer, <a href="http://www.observer.com/2010/media/daniel-ellsberg-initially-suspected-cia-was-behind-wikileaks">Daniel Ellsberg Initially Suspected That C.I.A. Was Behind WikiLeaks</a>
</li>
<li>Gautham Nagesh, Hillcom Valley, <a href="http://thehill.com/blogs/hillicon-valley/technology/101273-john-perry-barlow-internet-has-broken-political-system">John Perry Barlow: Internet has broken political system<br />
</a></li>
</ul>
<div class="img " style="width:500px;">
	<a href="http://www.flickr.com/photos/jdlasica/4672921537/"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4004/4672921217_96f6a90a35.jpg" alt="Personal Democracy Forum 2010, New York City. Photo by JD Lasica" width="500" height="332" /></a>
	<div>Personal Democracy Forum 2010, New York City. Photo by JD Lasica</div>
</div>
<p>Prossimo appuntamento, la seconda edizione di PDF Europe (qui <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-conference/pdf-europe/pdf-coming-europe">informazioni sulla prima edizione</a>), prevista <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-europe-returns-barcelona-oct-4-5">per il 4 e il 5 ottobre, e come il primo anno, a Barcellona</a>. </p>
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		<title>Personal Democracy Forum 2010. In diretta da NY</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/06/03/personal-democracy-forum-2010-in-diretta-da-new-york/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 11:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Personal Democracy è l'evento degli eventi per chi si occupa di politica e nuovi media e la settima edizione si sta svolgendo a New York. La "nostra" Antonella Napolitano è lì in cronaca (blog) diretta. All'interno la diretta, il video, il programma e altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>C&#8217;è una <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-conference-2010-june-3-5-new-york-city-speakers">lista infinita degli speaker</a> e il ricco programma del <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-2010-day-one-schedule-june-3rd">giorno uno</a> e del <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-2010-day-two-schedule-june-4th">giorno due</a></p></blockquote>
<p>Pdf (<a href="http://personaldemocracy.com">Personal Democracy Forum</a>) è la più importante conferenza mondiale sui temi della politica e delle nuove tecnologie. Si svolge da 7 edizioni, tutte curate da Andrew Raisej e Micah Sifry. <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-conference-2010">L&#8217;edizione 2010</a> del PDF <strong>si svolge dal 3 al 4 giugno 2010 a New York</strong> (<em>c&#8217;è anche stata, a novembre scorso una edizione europea, a Barcellona: su spindoc <a href="http://www.spindoc.it/2009/11/24/post-pdf-cosa-rimane-dopo-barcellona/">un resoconto</a> e <a href="http://www.spindoc.it/2009/12/05/pdf-europe-nasce-una-sfera-pubblica-europea/">una analisi</a> post, e <a href="http://www.spindoc.it/2010/01/16/pdf-europe-some-politics-jumped-the-blog/">la presentazione su Facebook e dintorni</a></em>).</p>
<p><a href="http://personaldemocracy.com/pdf-conference-2010"><img src="http://personaldemocracy.com/files/conf2010/audience-pdf.jpg" alt="Pdf2010" align="none"/></a><br/><br/><br/><br/><br/><br/><br/></p>
<p>A New York la &#8220;nostra&#8221; <a href="http://svaroschi.blogspot.com">Antonella Napolitano</a> (leggi i <a href="http://www.spindoc.it/author/antonellanapolitano/">suoi pezzi su Spindoc</a>), che da mesi sta curando sul <a href="http://personaldemocracy.com/europe">blog di Pdf Europe</a> una rubrica di segnalazione sullo stato quotidiano dell&#8217;arte della comunicazione politica online in Europa, dal titolo <em><a href="http://personaldemocracy.com/europe">Europe Roundup</a></em></p>
<h1>Cronaca della seconda giornata</h1>
<blockquote><p>Per il programma completo della seconda giornata vai <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-2010-day-two-schedule-june-4th">alla pagina sul sito del Personal Democracy Forum 2010</a></p></blockquote>
<p>Mattinata dedicata a un apertura degli organizzatori Andrew Rasiej and Micah L. Sifry e poi <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-2010-day-two-schedule-june-4th">una serie di sessioni plenarie e sequenziali dedicate al &#8220;ripensamento&#8221; della politica</a>. <strong>Rethinking</strong>: Government con Aneesh Chopra; Non-profits con Beth Kanter and Allison Fine,  Open City con Jen Pahlka and Bryan Sivak;  Economics con Bernard Avishai; Broadband con Susan Crawford; Media con Markos Moulitsas; Leadership con Marc Smith; Representation con Clay Shirky fino al gran finale con <strong>Rethinking Community, Literacy and the Public Sphere con Howard Rheingold</strong>. Qui sotto la diretta friendfeed di Antonella Napolitano e oltre il video (forse non disponibile per tutto l&#8217;evento)</p>
<p><iframe src="http://friendfeed.com/svaroschi/1b4d960f/inizia-la-diretta-della-seconda-giornata-del?embed=1" frameborder="0" height="600" width="400" style="border:1px solid #aaa"></iframe></p>
<h1>Cronaca della prima giornata</h1>
<blockquote><p>Leggi il programma completo della <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-2010-day-one-schedule-june-3rd">prima giornata sul sito Pdf 2010</a></p></blockquote>
<p>La <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-2010-day-one-schedule-june-3rd">prima giornata di Pdf</a>, inizio alle 14.30 ore italiane. Dopo una introduzione degli organizzatori, si parte subito con una chiacchierata plenaria con Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia. Poi Ellsberg e Assange sulle &#8220;soffiate&#8221; (politiche e non solo, immagino). Sempre in plenaria, alle 16.30, una tavola rotonda dal titolo &#8220;Can The Internet Fix Politics?&#8221;</p>
<p><iframe src="http://friendfeed.com/svaroschi/a157e82d/pronti-iniziare-la-prima-giornata-del-personal?embed=1" frameborder="0" height="600" width="400" style="border:1px solid #aaa"></iframe></p>
<h1>Il video e l&#8217;aggregazione di twitter</h1>
<p>A questo indirizzo: la <a href="http://personaldemocracy.com/live">diretta video</a>.</p>
<p><script type="text/javascript" src="http://civicolive.com:5080/civicolive/player/embed/stream/126"></script></p>
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		<title>West Wing Week, l&#8217;Obama disintermediato</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 15:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Benucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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		<category><![CDATA[West Wing]]></category>

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		<description><![CDATA[Un appuntamento settimanale con il dietro le quinte della Casa Bianca: è l'ultima iniziativa di comunicazione "disintermediata" dell'amministrazione Obama, che un po' fa arrabbiare i media tradizionali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Barack Obama e i nuovi media. Sottotitolo: una storia infinita (e informale).</p></blockquote>
<p> Dentro il <a href="http://www.youtube.com/user/whitehouse">canale youtube</a> della Casa Bianca (con rimbalzi sugli altri media e social media) c&#8217;è una rubrica video che, inaugurata i primi di aprile, sta facendo molto parlare di sé. Il titolo, <em><a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=E1EB2717BDB0BFC3">West Wing Week</a></em>, si rifà al nome dell’ala della Casa Bianca in cui è ospitato lo studio Ovale  presidenziale (e anche un po&#8217; alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/West_Wing_-_Tutti_gli_uomini_del_Presidente">famigerata serie creata da Aaron Sorkin</a>, di cui Spindoc ha scritto molti mesi fa <a href="http://www.spindoc.it/2008/09/23/obama-aaron-sorkin-e-il-presidente-di-west-wing/">in occasione di un incontro particolare</a>). I sei video (finora) aggiornano in una manciata di minuti sulle attività della  Casa Bianca con uno stile “alla mano” e informale: una comunicazione non ingessata, rapida ma puntuale su  cosa succede al 1600 di Pennsylvania Avenue.</p>
<h3>La playlist della serie West Wing Week sul canale YouTube della Casa Bianca</h3>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/p/E1EB2717BDB0BFC3&#038;hl=it_IT&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/p/E1EB2717BDB0BFC3&#038;hl=it_IT&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<blockquote><p>&#8220;E&#8217; come se il nostro album di Flickr potesse parlare&#8221; afferma il video grafico della Casa Bianca Arun Chaudhary.</p></blockquote>
<p> &#8220;Con tutto quello che il Presidente ha da fare durante le settimana &#8211; si legge sul <a href="http://www.whitehouse.gov/blog/2010/04/02/west-wing-week">sito della Casa Bianca</a> &#8211; è facile omettere notizie importanti e eventi interessanti. <a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=E1EB2717BDB0BFC3">West Wing Week</a> è il sunto degli ultimi sette giorni al 1600 di Pennsylvania Avenue, o ovunque il Presidente viaggi. Riporta gli highlights degli eventi dell&#8217;ultima settimana uniti a estratti dietro le quinte della vita alla Casa Bianca&#8221;.</p>
<p>In realtà i video, montanti dal grafico video ufficiale Arun Chaudhary,  «rappresentano l’immagine che la Casa Bianca vuole dare di se stessa e  del suo principale inquilino, senza il filtro dei giornalisti», scrive il <a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2010/05/14/AR2010051401316.html">Washington Post</a>, sottolinendo come non si rivelino notizie. Nel montaggio si alternano immagini che mostrano un  Obama presidenziale, come quando parla dell’emergenza marea nera o della  riforma finanziaria, a quelle che raccontano un presidente più privato  e autoironico.</p>
<blockquote><p>Il lancio del blog &#8220;presidenziale&#8221; non ha mancato di creare attriti e polemiche tra la Casa Bianca e la stampa statunitense.</p></blockquote>
<p> L&#8217;ufficio stampa della Casa Bianca &#8211; spiega nell&#8217;articolo il Washington Post &#8211; ha avuto un atteggiamento un po&#8217; critico nei confronti dei giornalisti nelle scorse settimane. E lo stesso Presidente non sembra dedicare lo stesso tempo dei suoi predecessori ai rapporti con i media tradizionali. Nel suo primo anno di mandato, infatti, <strong>ha realizzato meno incontri con la stampa (46) sia di George W. Bush (147), sia di Bill Clinton (252)</strong>.</p>
<div class="img " style="width:500px;">
	<img src="http://weblogs.baltimoresun.com/features/mutts/blog/bo_obama_white_house3.jpg" alt="Barack Obama con il cane negli appartamenti privati della Casa Bianca (Baltimora Sun)" width="500" height="333" />
	<div>Barack Obama con il cane negli appartamenti privati della Casa Bianca (Baltimora Sun)</div>
</div>
<blockquote><p>Comunicazione mediata o disintermediata? Inesperienza o strategia? </p></blockquote>
<p> E appunto non è la prima volta che c&#8217;è da discutere. Per esempio già all&#8217;inizio <a href="http://www.webgol.it/2009/05/20/lo-scatta-e-scappa-del-fotografo-disintermediato/">c&#8217;era stato da ridire quanto alle foto ufficiali del primo giorno</a> e alle varie &#8220;priorità&#8221; di scatto. Situazione che fece dire a molti di una inesperienza dello staff di Obama: all&#8217;avanguardia in quella &#8220;comunicazione disintermediata&#8221; che fa a meno dei professionisti che ne raccontano le gesta, ma a disagio con il giornalismo tradizionale. </p>
<blockquote><p>&#8220;Se vogliono usare blog, video e altri media è fantastico&#8221;, racconta il corrispondente Reuter Caren Bohan, &#8220;ma non vorremmo che questo sostituisse l&#8217;accesso alla Casa Bianca per i giornalisti&#8221;. </p></blockquote>
<p>Un atteggiamento, insomma, quello che privilegia i nuovi media, che non va certo giù ai giornalisti di oltre oceano. Frizioni che hanno toccato l&#8217;apice questa settimana, quando la Casa Bianca ha riportato online una video intervista a Elena Kagan, fresca di nomina alla Corte Suprema, <em>bypassando</em> completamente i cronisti che le avevano chiesto un&#8217;intervista.</p>
<p>Dinanzi a queste non troppo velate accuse, la levata di scudi dal 1660 di PennAv è stata pronta: &#8220;West Wing Week è solo un altro modo per restituire meglio alla gente il senso di ciò che succede alla Casa Bianca e perché&#8221;, spiega uno dei portavoce di Obama, Nick Shapiro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sheila Blackford e Alan Schroeder sui dibattiti presidenziali</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/04/12/sheila-blackford-e-alan-schroeder-sui-dibattiti-presidenziali/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 07:43:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SpinDoc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asides]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[discorsi e dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[videopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[debates]]></category>
		<category><![CDATA[presidential]]></category>
		<category><![CDATA[uk]]></category>

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		<description><![CDATA[Due interviste sull'importanza dei dibattiti presidenziali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il Miller Center ha <a href="http://millercenter.org/public/debates">una sezione del sito con un archivio multimediale</a> dei presidential debate nella storia.</p></blockquote>
<p>Fabrizio Magnanini <a href="http://technosoc.blogspot.com/2010/03/2-interviews-about-presidential-debates.html">sul suo blog</a> intervista Sheila Blackford (del <a href="http://millercenter.org/">Miller Center of Public Affairs</a>) e <a href="http://www.northeastern.edu/research/search/faculty/search_result.php?id=48">Alan Schroeder</a> della Columbia University, che ha scritto un libro sui dibattiti presidenziali &#8220;Presidential Debates: 40 Years of High-Risk TV&#8221;.</p>
<p><strong>Da leggere</strong>: <a href="http://technosoc.blogspot.com/2010/03/2-interviews-about-presidential-debates.html">2 Interviews about presidential debates</a></p>
<p>Segnalo questo passaggio di Schroeder:</p>
<ul>
<strong>This year, for first time in history, there will be a general election debate in UK (with 3 candidates). What do you think about foreign &#8220;adaptations&#8221; of US presidential debates? Do you think it will work among 3 speakers or will lose &#8220;duel-like&#8221; style?</strong></p>
<p><em>More than 70 countries around the world have held live televised debates among candidates for president or prime minister. Last year both Iran and Afghanistan joined the list of countries that have experimented with TV debates. Debates have proven to be very popular in all parts of the world. Voters like them because they are both entertaining and educational. The element of being live and unscripted also heightens public and media interest.</p>
<p>Three debaters on the stage does change the dynamic, though it&#8217;s impossible to predict how the format will work in the UK prime minister debates. In the US we had one round of three-way debates in 1992 that included the first President Bush, Bill Clinton, and Ross Perot. Perot more or less won the first debate, Clinton won the second, and Bush performed well in the third. So who knows?</em></ul>
]]></content:encoded>
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		<title>PDF Europe. (Some) politics jumped the blog</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2010/01/16/pdf-europe-some-politics-jumped-the-blog/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 20:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Political Divide]]></category>
		<category><![CDATA[Politici]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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		<category><![CDATA[consulenza politica]]></category>
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		<category><![CDATA[politics]]></category>
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		<description><![CDATA[What happens to political communication when the web gets really social. A talk presented during the session “Adapting and thriving in the new media environment” at PDF Europe, the last november.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Jumping the blog. What happens to political communication when the web gets really social&#8221; has <a href="http://personaldemocracy.com/schedule-pdf-europe-day-2">been presented</a> during the session  “Adapting and thriving in the new media environment” at <a href="http://personaldemocracy.com/personal-democracy-forum-europe">PDF Europe</a>, Barcelona, 20/21 November 2009</p></blockquote>
<p>How to quickly and efficiently adapt to a world that’s changing while we are living it is the million dollar question for politics and politicians from all over the world. I’ll adopt a perspective that involves the changes happened in European new media environment during the last two years: the <strong>jump of the blog or blogosphere</strong>, mainly at a local level due to the huge impact of Facebook and social media.</p>
<div id="__ss_2608798" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Jumping the blog. Social media changes in european politics. @ Pdfeu" href="http://www.slideshare.net/webgol/jumping-the-blog-social-media-changes-in-european-politics-pdfeu">Jumping the blog. Social media changes in european politics. @ Pdfeu</a><object style="margin:0px" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipdfeu04-091129151659-phpapp01&amp;stripped_title=jumping-the-blog-social-media-changes-in-european-politics-pdfeu" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="margin:0px" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=antoniosofipdfeu04-091129151659-phpapp01&amp;stripped_title=jumping-the-blog-social-media-changes-in-european-politics-pdfeu" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">documents</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/webgol">webgol</a>.</div>
</div>
<h3>Bikini statistics and Europen politicians</h3>
<blockquote><p>75% of MEPs use a personal website extensively.</p></blockquote>
<p><a href="www.epdigitaltrends.eu ">European Parliament Digital Trends</a> recently published a research concerning the trend in technology adoption within the professional european political sphere. The main result of this research made by Fleishman and Hillard during April 2009 among 110 Members of European Parliament (MEPs, 14% of the European Parliament) is that <strong>75% use a personal website extensively</strong>.</p>
<blockquote><p>25% of MEPs do not use a personal website</p></blockquote>
<p> As a journalism teacher said recently to his students: «<em>Statistics are like a bikini. What they reveal is interesting, but what they hide is crucial</em>». The statistics bikini here hides that <strong>25% of MEPS do not use a personal website</strong>. And we are still talking about “traditional” website: the word “extensively” could easily stand for “<em>I open it sometimes just to read the press release that someone in my staff uploads sometimes</em>”.</p>
<blockquote><p>* 62% of MEPs have either never heard of Twitter or have no plans to use it.</p></blockquote>
<p>On the social side of the internet usage, the reasearch reveals that <strong>62% have either never heard of Twitter or have no plans to use it</strong>. There is a huge difference with American situation, where Twitter is really wide spread among politicians at any level. On the blogging side, <strong>24% of MEPs use a blog extensively but only 26% of MEPs who blog comment on other blogs once a week or more</strong>.</p>
<blockquote><p><a href="http://www.epdigitaltrends.eu/">Further data is available</a> in the full document at EP Digital Trends.</p></blockquote>
<p> This is the whole scenario regarding the five-years-old european parliament (could be that the new MEPs, recently elected, are more digitally savvy): <strong>the web presence of elected European representatives is just thanks to personal website</strong>. Blog, facebook, microblogging are still far to come.  To fully understand what has changed or is going to change we have to zoom to a more local point of view.</p>
<h3>Local politics. Members of Italian Parliament (MIPs)</h3>
<blockquote><p>The research on MIPs involved the web presence of 952 politicians, 100% of the italian parliament</p></blockquote>
<p> Let’s focus on Italian situation. There&#8217;s a research entitled <a href="http://www.spindoc.it/category/spindoc/political-divide/">Political Divide</a>, conducted by Stefano Epifani of University of Rome and published on Spindoc, that show how <strong>60% of MIPs use the internet in some way</strong> &#8211; at least they have a personal website. The &#8220;bikini&#8221; here hides that 40% of MIPs don’t exist on the web (except from institutional pages).</p>
<div class="img alignnone size-full" style="width:454px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image003.png" alt="Differences between deputies and senators for the usage of website, blogs, social network" width="454" height="346" />
	<div>Differences between deputies and senators for the usage of website, blogs, social network</div>
</div><br/><br/></p>
<blockquote><p>The most used social network among MIPs: Facebook 58%. YouTube and Flickr follow. Twitter stands at 2%.</p></blockquote>
<p>Among the 60% that in some way are digitally active, there are some differences between deputies and senators (due essentially to age difference) regarding the usage of three different web tools: <strong>website, blog and social network</strong>. Among the italian deputies that are active online there are more social network profiles than personal blogs or traditional websites. In other words, there are a bunch of italian representatives that wasn&#8217;t on the Internet before Web 2.0 &#8211; they’ve began in a networked environment (mainly Facebook).</p>
<div class="img " style="width:422px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/06/image002.png" alt="Differences in the usage of Social Network among italian representatives" width="422" height="285" />
	<div>Differences in the usage of Social Network among italian representatives</div>
</div>
<h3>The political &#8220;earthquake&#8221; of Facebook</h3>
<blockquote><p>The rating growth of Facebook usage, from February 2008 to February 2009: 314% in all European countries.</p></blockquote>
<p>The point is Facebook. Facebook has been a sort of &#8220;social earthquake&#8221; that reshaped the new media european environment in the last two years &#8211; in all the european countries Facebook <strong>grew by 314% in less than a year</strong> (the trends is still positive but slower, source: <a href="http://www.comscore.com">Comscore</a>, 04/09 ). The growth rate in Italy is ca 2700%; in Spain 1000%.</p>
<p>It happens. Facebook changed the social media political environment. It has thrown into web 2.0 process a bunch of people that had a plain (or mono-dimensional) experience of the Internet. Newbies: <strong>both voters and politicians</strong>.</p>
<h3>Politics and politicians jumped the blog.</h3>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2010/01/JumpTheShark.jpg" alt="Fonzie jumps the shark in the famous episode of Happy Days" width="317" height="266" class="alignleft size-full wp-image-2329" /> Some politics and politicians jumped the blog. Fonzie, in a famous episode of the Tv serie &#8220;Happy Days&#8221;, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=MDthMGtZKa4">jumped a shark using waterskies</a>: the scene has become<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jumping_the_shark"> a proverbial way to refer to something that has reached its peak</a> and it can only get worse &#8211; “after that it’s all downhill”. In Europe, some politicians involved in political campaigns &#8211; especially in a local contest &#8211; literally jumped the blogs: the entire blogosphere. With all its values: trasparency of sources, trust in sharing good ideas and feeding open conversations.</p>
<p>Many local politicians were in some way &#8220;forced&#8221; by their own network (and voters) to get social. By their own network &#8211; &#8220;bypassing&#8221; the whole blog/blogging system. Especially referring to local battlegrounds, and to the politicians that did not use the web because they did not find any particular advantage in it. There are some italian case studies regarding the facebook impact on online political campaigning.</p>
<h3>Renzi, Emiliano, Cupra Marittima</h3>
<blockquote><p>Renzi (Florence) used Facebook as a communication tool.</p></blockquote>
<p>Matteo Renzi, 34 yo, FB addicted, run a successful campaign for mayor. Facebook was the production and distribution center of political issues and multimedia contents. He used intensively Facebook for the primary process: also due to the lack of financial resources, the social network became the political communication playground for all the other candidates. Renzi still uses Facebook to personally update his citizens about his work.</p>
<blockquote><p>Emiliano (Bari) used Facebook as a organisation tool: 16 fb groups and more.</p></blockquote>
<p> Incumbent Michele Emiliano run a tough election as Bari mayor. He created, with a very young staff, Emilab, a volunteer organization of under 30: they used Facebook as a sort of little set-up ready-to-use &#8220;MyBarackObama&#8221;. 16 Facebook hyper-local groups, based on city areas. 7 open contests for cultural projects on a grassroots level (video, music, gastronomy, ecc.). 2000 people involved within Facebook. Each fb group had a coordinator, and some of them were found among the most active young people that joined the group on Facebook. Emilab lives on, now it’s a proper grassroots organization.</p>
<blockquote><p>Cupra Marittima, 5000 inhabitants, has Facebook as an agenda tool.</p></blockquote>
<p> Cupra Marittima is a town of 5000 inhabitants. They had ocal elections with 4 candidates and 4 civic lists (not officially linked to national parties). All the lists had a Facebook group where they discussed the program with voters and citizens. Many political discussions on issues were held on a neutral &#8220;public page&#8221; dedicated to the electoral cycle. It somehow opened up the campaign process, even at this level: giving an additional space to discuss the political agenda and the local issues.</p>
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		<title>Post Pdf. Cosa rimane dopo Barcellona</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/11/24/post-pdf-cosa-rimane-dopo-barcellona/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 21:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Convegni e conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Presidenziali]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
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		<category><![CDATA[grassroots]]></category>
		<category><![CDATA[videopolitica]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto esaurito per la prima edizione europea del Personal Democracy Forum, su tecnologia e politica e su come l'una cambia l'altra (e viceversa). Risorse e link per tutti i contenuti, dall'audio degli interventi ai tweet dei partecipanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Tutto esaurito per la prima edizione europea del Pdf, svoltasi la scorsa settimana dentro la Torre Agbar a Barcellona. </p></blockquote>
<p>La scorsa settimana si sono spenti i riflettori sulla <a href="http://personaldemocracy.com/personal-democracy-forum-europe">prima edizione europea</a> del <a href="http://personaldemocracy.com">Personal Democracy Forum</a> (organizzazione dalle molteplici attività intorno al modo e ai modi in cui la tecnologia cambia la politica). Si è tenuta a Barcellona, nella splendida <a href="http://www.torreagbar.com/home.asp">Torre Agbar</a> (che gli autoctoni chiamano <em>el consolador</em> per evidenti ragioni falliche). Una <em>main hall</em> strapiena e due salette al 14esimo piano per le sessioni parallele del pomeriggio &#8211; quelle dedicate a discutere con più agio e verticalità tematica dei temi (dal campaignign all&#8217;e-government passando per l&#8217;attivismo digitale): tutti esauriti i posti disponibili. </p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/38686125@N07/4127860906/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2503/4127860906_433c67dca7.jpg" alt="Pdf Europa, Barcelona. Photo by Chesta52" /></a></p>
<p>Contenti della partecipazione gli organizzatori storici della conferenza newyorkese, <strong>Andrew Raisej</strong> e <strong>Micah Sifry</strong> e il partner europeo <strong>Marc Lopez</strong>, giovane politico e imprenditore). Il prossimo appuntamento è a giugno del prossimo anno per il tradizionale appuntamento a New York, a meno di format diversi (più piccoli, o nazionali, o tagliati verticalmente su temi specifici) nei prossimi mesi ancora in Europa.</p>
<p>Intanto, per chi vuole recuperare alcuni dei contenuti della due giorni dedicata all&#8217;intricato rapporto tra politica e Rete, di seguito una piccola – certamente incompleta ma ragionata – guida alle risorse recuperabili online. Nei prossimi giorni altri materiali, su Spindoc.</p>
<h3>Podcast audio degli interventi, su CivicoLive</h3>
<blockquote><p>I podcast di tutte le sessioni e le discussioni, liberamente scaricabili: su <a href="http://civicolive.com/pdfeu/">Civico Live</a>. </p></blockquote>
<p>Civico Live ha coperto l&#8217;intero programma dei due giorni, con diretta live e registrazioni audio delle sessioni parallele disponibili dopo poche ore online. Di fatto sono interamente ascoltabili tutti gli interventi e le discussioni &#8211; divise ordinatamente per <a href="http://civicolive.com/pdfeu/day-one/">giorno uno</a> e <a href="http://civicolive.com/pdfeu/day-two/">giorno due</a>. </p>
<p>Peraltro, i ragazzi di Civico Live, in alcuni casi hanno predisposto anche un liveblogging vero e proprio &#8211; e quasi sempre un aggiornamento veloce dei sound bytes su Twitter &#8211; sulla <a href="http://civicolive.com/pdfeu/">pagina dedicata al Pdf Europe</a> ci sono ancora molti materiali grezzi, di live coverage, da riguardare.</p>
<h3>Twitter, friendfeed e hastag vari</h3>
<blockquote><p>Twitter il servizio più usato per il live coverage della conferenza: l&#8217;hashtag era <a href="http://twitter.com/#search?q=pdfeu">#pdfeu</a></p></blockquote>
<p>A proposito di live coverage, Twitter è ormai lo standard per raccontare in diretta eventi di questo tipo. Da tempo è convenzione l&#8217;uso di hashtag che hanno la funzione di aggregare dal basso, folksonomicamente, i contenuti prodotti dentro i social media (e spesso anche trasversalmente ai singoli servizi di social network). </p>
<p><a href="http://trendsmap.com/topic/%23pdfeu"><img src="http://img.skitch.com/20091121-g2jbsasx784pftq5krtp571245.jpg" alt="Hashtag Pdfeu, via trendsmap, via Civico" /></a></p>
<p>La conferenza, nonostante alcuni fastidiosi problemi alla rete wireless specie nel primo giorno, è stata molto raccontata attraverso brevi e frequenti tweet da parte della platea, che estrapolava <em>sound bytes</em> dei passaggi più interessanti della discussione. </p>
<p>I tweet più interessanti erano spesso a loro volta erano replicati dal più ampio network collegato a chi era in sala, e si arricchiva dei commenti ulteriori: <strong><a href="http://twitter.com/#search?q=pdfeu">#pdfeu</a></strong> (questo era l&#8217;hashtag della conferenza) è stato per due giorni tra quelli più usati su Twitter. </p>
<ul>Controlla anche friendfeed, l&#8217;<a href="http://friendfeed.com/search?q=pdfeu">hashtag è sempre lo stesso</a> e <a href="http://www.slideshare.net/tag/pdfeu">slideshare</a>.</ul>
<h3>Cronache e resoconti</h3>
<p>E&#8217; in parte ancora presto per resoconti dei contenuti. Ne segnalo qui alcuni, soprattutto in lingua italiana, ma tengo aperta la lista.</p>
<ul>IN ITALIANO:</p>
<li>Sergio Maistrello: <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2009/11/20/pdf-europe-day-1-appunti-sparsi/">PDF Europe, day 1, appunti sparsi</a> e  <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2009/11/21/pdf-europe-day-2-appunti-sparsi/">PDF Europe, day 2, appunti sparsi</a> (con molti link dei relatori e dei servizi citati)</li>
<li>Alberto Cottica: <a href="http://www.cottica.net/2009/11/23/pdf-europe-a-first-impressionpdf-europe-prime-impressioni/">Pdf Europe, prime impressioni </a></li>
<li>Raffaele Mastrolonardo: <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_novembre_20/europa-web-disunita_80375ac8-d5dd-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">L&#8217;Europa sul web? Non è ancora unita</a></li>
</ul>
<ul>IN SPAGNOLO:</p>
<li>Aribo: <a href="http://www.aribo.eu/2009/11/two-journeys-pdfeu/">Two journeys to the center of politics and technology</a>: PDFEU’09 </li>
<li>Implantaciò 20: <a href="http://afm.cataspanglish.com/2009/11/personal-democracy-forum-europe-pdfeu/">Personal Democracy Forum Europe </a></li>
<p>e-Zaps: ben 4 post di sintesi e racconto, <a href="http://exaps.blogspot.com/search/label/PDFEU">rintracciabili con l&#8217;apposita tag</a>
</ul>
<ul>IN FRANCESE:</p>
<li>Etoile: <a href="http://etoile.touteleurope.fr/index.php/post/2009/11/24/pdfeu">Pdfeu</a></li>
<li>InternetActu: <a href="http://www.internetactu.net/2009/11/24/pdf-europe-quelles-lecons-tirer-de-la-campagne-dobama/">PDF Europe: Quelles leçons tirer de la campagne d’Obama? </a></li>
</ul>
<ul>ALTRO: </p>
<li>DANESE: <a href="http://blogg.origo.no/-/bulletin/show/492989_transparency-hurts-og-andre-favorittsitater-fra-pdf">citazioni preferite</a>. </li>
</ul>
<p><em>(in via di aggiornamento)</em></p>
<h3>Foto e video</h3>
<p>Meno imponente rispetto ad altri eventi di questo tipo la produzione di foto &#8211; quantomeno a vedere le foto caricate su Flickr a qualche giorno dalla fine della conferenza. Una ragione potrebbe risiedere nella presenza di Facebook &#8211; che ha certamente drenato parte dell&#8217;upload di foto specie dal cellulare. Il tag su flickr è sempre lo stesso: <a href="http://www.flickr.com/search/?q=pdfeu&#038;w=all">pdfeu</a>. Alcune foto sono molto belle. </p>
<div class="img " style="width:500px;">
	<a href="http://www.flickr.com/photos/38686125@N07/4127511157/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2740/4127511157_e6c625eb73.jpg" alt="Pdf Europa, Barcelona. Ringraziamenti finali dello staff. Photo by Chesta 52" width="500" height="375" /></a>
	<div>Pdf Europa, Barcelona. Ringraziamenti finali dello staff. Photo by Chesta 52</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;effetto Joker e il photoshop partecipativo</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/09/20/leffetto-joker-e-il-photoshop-partecipativo/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 23:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le culture partecipative basate sulle tecnologie connettive (e la voglia di dissacrare il potente di turno e la sua comunicazione) sono in grado di influenzare la sfera pubblica? Ancora poco ma qualcosa si muove – dal Joker Obama e Berlusconi ai manifesti "intoccabili" sui muri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Le culture partecipative sono in grado di influenzare le pubbliche opinioni? (il plurale è voluto, e necessario)</p></blockquote>
<p>Can participatory culture shape public opinion? <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a> scrive sul blog del <a href="http://personaldemocracy.com/pdf-europe-signup-form">Personal Democracy Forum Europe</a> (costola di <a href="http://svaroschi.blogspot.com/2009/09/personal-democracy-forum-europe-come-la.html">quello storico newyorkese</a>, si svolgerà a Barcellona il prossimo 20 e 21 novembre) una riflessione intitolata &#8220;The Joker effect: how participatory culture may disrupt politics&#8221; – in cui mette in fila alcuni esempi/effetti della &#8220;cultura partecipativa&#8221; dentro il campo da gioco del dibattito politico sulle Rete. Dai molti esempi elettorali americani al <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">politics busting all&#8217;italiana</a> dei cartelloni tarocchi delle campagne pubblicitarie Udc e Pd, fino ad arrivare al <a href="http://www.vincos.it/2009/08/27/obama-joker-berlusconi-joker-photoshop-per-la-democrazia/">case study del Berlusconi-Joker</a> diffuso in rete da Vincenzo Cosenza (a seguito di un analogo Obama-Joker in giro per i muri americani) e il manifesto del film <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Untouchables_%28film%29">The Untouchables</a> &#8211; con il solito Berlusconi sullo sfondo.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2213" style="width:422px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/09/berlusconi-joker.jpg" alt="Il Berlusconi photoshoppato da Joker, il cattivo della saga di Batman" width="422" height="440" />
	<div>Il Berlusconi photoshoppato da Joker, il cattivo della saga di Batman</div>
</div>
<blockquote><p>Politics busting: ribellione dal basso e fenomeno tipico della partecipazione politica online – più o meno consapevole e sicuramente iconoclasta. </p></blockquote>
<p>Casi, insomma, che si iscrivono, come accennavo, all&#8217;interno di quel fenomeno tipicamente online che Susca e De Kerckhove chiamano – lo accenavo prima – <em>politics busting</em>: sull&#8217;onda del movimento di ad busting, che &#8220;tarocca&#8221; e prende in giro le pubblicità. Fin dagli albori di Internet, i &#8220;manufatti&#8221; della comunicazione politica sono stati interpretati in modo (per certi versi) pre-satirico, spesso meramente grafico (ecco perché Photoshop, software archetipico della post-produzione fotografica digitale) lavorando sulle incongruenze e sui punti deboli dell&#8217;immagine politica proiettata – che su un media partecipativo ad alta capacità diffusiva come internet ritornava insieme distorta e amplificata. </p>
<p>Una sorta di ribellione dal basso, più o meno consapevole: per mostrare che il re è nudo. Scrive Antonella dell&#8217;esperimento messo in atto da Cosenza: «The Berlusconi-Joker picture has started to circulate on blogs and and social networks, also used as profile picture on Facebook, Twitter and Friendfeed. The reactions of people varied, Cosenza explains: “Some people said that they wanted to use the picture but they were afraid, others wrote me because they want a t-shirt with that image on it. Maybe I should print posters”».</p>
<p>E poi viene citato il caso del manifesto degli Intoccabili, manifesto affisso a Milano e New York – in una sorta di capolino offline di una pratica comunicativa tipica (anche se ovviamente non esclusiva) della partecipazione politica online. Le conclusioni? <a href="http://personaldemocracy.com/blog-entry/joker-effect-how-participatory-culture-may-disrupt-politics">Eccole</a>, condivisibili: «New media surfacing online are now used by citizens to produce content and to engage more people: this may start a process that can unexpectedly disrupt the consensus».</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2215" style="width:233px;">
	<a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/new-york-berlusconi/1.html"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/09/berlusconintoccabile.jpg" alt="Uno  dei manifesti affissi a Milano e New York" width="233" height="345" /></a>
	<div>Uno  dei manifesti affissi a Milano e New York</div>
</div>
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		<title>Un barometro per i video politici</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/08/20/un-barometro-per-i-video-politici/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 09:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un barometro per i video politici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Barometro virale, per tracciare la diffusione dei video politici. </p></blockquote>
<p>Grazie ad <a href="http://www.smartmobs.com/2009/08/12/compare-the-blog-traffic-in-youtube-videos/">una segnalazione di Judy Breck</a>, scopro uno strumento per tracciare la diffusione dei video (politici) caricati su YouTube all&#8217;interno della blogosfera (politica) &#8211; un ennesimo strumento messo sul tavolo da &#8220;<a href="http://www.shiftingthedebate.com/shifting/">Shifting The Debate</a>&#8221; &#8211; che ha l&#8217;obiettivo di misurare il movimento delle idee dentro i social network.  </p>
<p>Si chiama <a href="http://www.shiftingthedebate.com/shifting/videobarometer.html">Video Barometer</a>, e distingue appunto da link generati tra i blog &#8220;conservative&#8221; e &#8220;liberal&#8221;, dentro una linea temporale.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2207" style="width:400px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/08/videobarameter.jpg" alt="Videobarometer - uno screenshot da Smoartmobs" width="400" height="360" />
	<div>Videobarometer - uno screenshot</div>
</div>
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		<title>Manuel Castells: Politics and Internet in Obama era</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/06/04/manuel-castells-politics-and-internet-in-obama-era/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 08:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politics]]></category>

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		<description><![CDATA[Castells sull'obamizzazione della politica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il seminario di Castells è un estratto del suo nuovo libro Communication Power. </p></blockquote>
<p>Qualche giorno fa, il 26 maggio scorso, a Castelldefels (Barcellona) si è svolto un convegno intitolato <a href="http://in3.uoc.edu/">Internet Interdisciplinary Institute</a>.  Il sociologo <a href="http://www.manuelcastells.info/en">Manuel Castells</a>, uno dei primi studiosi dell&#8217;universo ITC ha tenuto un seminario dal titolo <a href="http://in3.uoc.edu/in3web_eng/seminars/future/politics_and_internet_in_obama_era">Politics and Internet in Obama era</a>.</p>
<p>Qui l&#8217;intervento completo: <a href="http://ictlogy.net/20090526-manuel-castells-politics-and-internet-in-obama-era/">Manuel Castells: Politics and Internet in Obama era</a></p>
<p>Di cui segnalo questo passaggio, che riguarda l&#8217;esportabilità del modello Obama anche in europa, e la possibile &#8220;obamizzazione&#8221; della politica:</p>
<ul>
<li><strong>Mike Jensen</strong>: Did Obama really transformed the system, or just a new campaign? Why cannot Obama’s model be extrapolated to Europe? Aren’t we seeing “politics 2.0″ in Europe? </li>
<li><strong>Manuel Castells</strong>: he did change the system, as he brought inside many new voters and from different strata. And these new people do feel that they can change the system, which, at its turn, inevitably changes the political landscape. There is a true opening up of the system while, at the same time, avoiding to enter in a “civil war” against the establishment, which he needs to “professionally operate” the country. About transporting Obama’s model to Europe: it’s true that there is an Obamization of politics, and that there are shy approaches towards Web 2.0, but they are mainly technological, not conceptual. Everything remains under the control of the party machines, including the leaders — especially because there are no presidentialist elections. Power must be taken from political parties. And this will only happen under a sever catastrophic crisis of politics and political parties. Will this happen in the next UK elections? Will the Conservative Party be able to do it? Not only to beat the Labour Party, but to transform the whole political system.</li>
</ul>
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		<title>Sms, blog, social e network, così ho fatto vincere Obama</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 09:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Blue State Digital, e la campagna online di Obama]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/05/blue2.jpg" width="151" height="423" class="alignright size-full wp-image-1872" />Joe Rospars, tra i fondatori di <a href="http://www.bluestatedigital.com/">Blue State Digital</a>, responsabili della campagna sui new media di Obama, è in tour in Italia – tra conferenze e consulenze (area Pd). Lo intervista per Repubblica Ernesto Assante: <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/obama-presidenza-7/guru-campagna/guru-campagna.html">Sms, blog, social e network così ho fatto vincere Obama</a>. </p>
<p><strong>Molti pensano che gli strumenti del web siano freddi, impersonali, che Internet isoli la gente invece di unirla.</strong><br />
<em>&#8220;Potrebbe essere se si pensasse agli strumenti dei nuovi media come a una sostituzione dei rapporti umani diretti. Ma non è stato così. Il web ci ha dato modo di avere più gente nelle strade, più sostenitori che hanno fisicamente bussato a un numero molto maggiore di porte e parlato davvero a un numero molto più grande di persone. Il nostro obiettivo non era quello di trasmettere un messaggio dal vertice alla base in modo nuovo, ma quello di creare, come voleva Obama, una relazione con i supporter e dei supporter tra loro, mettere le persone al lavoro, non con gli ordini, ma con gli stimoli, dando ad ognuno tutto il materiale necessario online affinché ognuno si sentisse libero di fare quello che sapeva fare meglio. Nei nostri video, nei nostri messaggi, Barack Obama appariva poco, il nostro messaggio non era &#8220;votate Obama&#8221; ma &#8220;fate sentire la vostra voce&#8221;".</em></p>
<p>Segnalo anche il <a href="http://falsoidillio.splinder.com/post/20574459/politica+e+rete%3A+le+%22novit%C3%A0%22+">commento di b.georg</a>, che prende spunto dall&#8217;intervista: </p>
<p>«<em>Tuttavia la rete può essere assai utile in politica, purché lo scopo non sia diffondere il messaggio, cioè aprirsi un sito personale con il proprio faccione e il curriculum in bella vista, o un blog in cui si parla al popolo per fargli giungere il proprio fondamentale e altrimenti introvabile progetto politico&#8230; quanto piuttosto a) creare una relazione tra chi si propone e chi lo potrebbe supportare, b) tra coloro che lo supportano tra di loro, c) infine tra chi lo supporta e chi è effettivamente destinatario di un &#8220;messaggio&#8221;</em>».</p>
<p>E gli <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/05/15/due-chiacchiere-con-il-team-di-obama/">appunti di Loredana Lipperini</a>, presente all&#8217;incontro con i tipi di BSD organizzato dal Pd:</p>
<p>«<em>Ma come, e i social network? Utili, ma fino a un certo punto: le elezioni &#8211; è stata la risposta &#8211; non si vincono con un milione di amici su Facebook ma con il porta a porta. Ovvero: “Su Internet, abitualmente, si cerca di riflettere sulla politica. Invece, bisogna farla</em>”.»</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Generatori automatici di satira politica</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/04/24/generatori-automatici-di-satira-politica/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 15:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[UDC]]></category>
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		<description><![CDATA[Inizia la campagna elettorale per le europee, e il web risponde con tarocchi 2.0 - grazie a generatori automatici alla portata di tutte le competenze grafiche. Per ora sotto mira la campagna dell'Udc e quella del Pd (ma c'è anche chi pensa di farla in proprio)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Per ora sotto mira la campagna acronimo di Casini e gli spingitori di parole del Pd. In attesa della campagna del Popolo della Libertà. </p></blockquote>
<p>Il fenomeno politico/comunicativo sul web degli ultimi giorni è certamente la presenza di vere e proprio contro-campagne comunicative parodistiche che hanno come oggetto i manifesti per le elezioni europee prossime venture di due partiti italiani: l&#8217;Udc e il Pd.</p>
<p>La decisiva spinta propulsiva al taroccaggio (il primo esplosivo caso scoppiato sul Web risale alla famigerata campagna di Berlusconi del &#8220;Meno tasse per tutti&#8221;, che aveva all&#8217;epoca generato molteplici versioni) è stata data questa volta dalla creazione di un blogger noto in rete come <a href="http://www.paulthewineguy.com">Paul The Wine Guy</a> &#8211; che ha messo a disposizione di tutti un generatore automatico di manifesti: grazie al quale chiunque può &#8220;falsificare&#8221; il cartellone, anche senza avere la minima nozione di grafica, semplicemente digitando le parole scelte.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1823" style="width:700px;">
	<a href="http://www.paulthewineguy.com/post/97605415/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-delludc"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/generatoreudc.jpg" alt="Il generatore automatico di cartelloni Udc, via PTWG" width="700" height="339" /></a>
	<div>Il generatore automatico di cartelloni Udc, via PTWG</div>
</div><br/></p>
<h3>La <em>popolarizzazione</em> della satira &#8220;grafica&#8221;</h3>
<blockquote><p>I generatori hanno popolarizzato il tarocco grafico, rendendolo alla portata di tutti.</p></blockquote>
<p> Questo escamotage tecnologico &#8220;popolarizzante&#8221; ha funzionato come miccia creativa, e in molti hanno testato &#8211; al basso costo cognitivo di pochi click &#8211; la propria ironia e capacità parodistica, diffondendo quindi le proprie creazioni dentro e attraverso i social network (dai blog a Facebook). </p>
<div class="img " style="width:415px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/udc.jpg" alt="Un Divorziato Cattolico, tarocco di La Vyrtuosa" width="415" height="260" />
	<div>Un Divorziato Cattolico, tarocco di La Vyrtuosa</div>
</div>
<p>Alcuni blog di satira come <a href="http://www.spinoza.it">Spinoza</a> hanno messo a disposizione i commenti a mo&#8217; di laboratorio/palestra di <em>brainstorming</em> (vedi il post sui <a href="http://www.spinoza.it/2009/acrostici-ludici">manifesti dell&#8217;Udc</a> e quello sui <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">manifesti del Pd</a>). Altri hanno &#8220;creato&#8221; a prescindere dal (o prima ancora del) generatore, provando a rompere creativamente il gioco concettuale dei manifesti: come nel caso del <a href="http://www.fondazionedaje.com/2009/04/22/close-the-door-open-the-window/">TIANI DEMOCRIS della Fondazione Daje</a> in cui la scritta rientra &#8211; inaspettatamente &#8211; dall&#8217;altra parte dello spazio grafico del manifesto. </p>
<div class="img " style="width:480px;">
	<a href="http://www.fondazionedaje.com/2009/04/22/close-the-door-open-the-window/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/demo.jpg" alt="TIANI DEMOCRIS, via Fondazione Daje" width="480" height="361" /></a>
	<div>TIANI DEMOCRIS, via Fondazione Daje</div>
</div>
<p>E ancora. Ci sono anche esempi di &#8220;hackeraggio&#8221; del meccanismo automatico attraverso l&#8217;uso creativo e dissonante del lettering come nel caso sottostante dell&#8217;onda energetica (vedi sotto) o di Pong (da <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">Spinoza</a>)</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1833" style="width:415px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/carra.jpg" alt="Onda energetica, di Carra, via Spinoza" width="415" height="260" />
	<div>Onda energetica, di Carra, via Spinoza</div>
</div>
<h3>Un passo indietro: politics busting</h3>
<blockquote><p>
Politics busting, è la definizione coniata da De Kerckhove e Susca per questi fenomeni di alterazione creativa e iconica.</p></blockquote>
<p> Più in generale, da un mio <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">post su webgol</a>: «[Questi fenomeni] <em>sono quel tipo di “alterazione” creativa e iperbolica nei confronti di una riconosciuta autorità politica che due famosi studiosi dei nuovi media, De Kerckhove e Susca, hanno chiamato “politics busting” – sulla falsariga del movimento di ad busting che propone la parodia dei prodotti pubblicitari.</p>
<p>Si va dall’attività più o meno permanente di satira verso soggetti politici ad alcune azioni creative eminentemente figurative, volte a colpire il potente di turno con un messaggio sarcastico. Una reazione dal basso, e connessa: la singola persona attraverso il web si scopre (piccola, grande) comunità fluida, spesso indistinta eppur effervescente e creativa. Che con pochi click ha la possibilità di produrre contenuti multimediali che hanno il formato giusto per diffondersi velocemente attraverso i nodi della Rete (in questo caso sono immagini digitali: leggere, riproducibili, allegabili, e così via)</em>».</p>
<p>Il successo del generatore automatico si basa &#8211; per buona parte &#8211; sul piacere dello <em>sberleffo mimetico</em>: sul fatto che il risultato tarocco è quasi indistinguibile dal reale (o dalla riproduzione del reale: in quanto foto di manifesto). E&#8217; un gioco che in parte di nutre di una sorta di traduzione/disvelamento di un messaggio politico vero o verosimile.</p>
<blockquote><p>O una campagna comunicativa a prova di sberleffo (forse impossibile) o una presenza costante e credibile in Rete, che sappia generare difese sotto forma di conversazione e comunità. </p></blockquote>
<p>Come <a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">concludo anche su webgol</a>: «<em>Chiunque può “decodificare” creativamente un prodotto politico facendone emergere i punti deboli. Niente si salva: dal programma alla proposta politica, dalla grafica al progetto comunicativo. La politica deve tenerne conto, e pensare sempre più a proposte a prova di sberleffo (se ci riesce).</p>
<p>Oppure (ma ancora più difficile da capire per la classe politica attuale) bisogna lavorare, con calma e puntando sul lungo periodo, sulla presenza &#8211; vera, attiva, credibile &#8211; in Rete, al fine di prendere il meglio da questi sberleffi. Che in fondo sono “carne da conversazione” e piccolo faro di attenzione &#8211; la merce più rara e preziosa che oggi vi sia, anche in politica</em>».</p>
<p>Difficile, quest&#8217;ultima soluzione: perché è questione di cultura e non di tecnica o tecnologia.</p>
<h3>Il political busting fatto in casa della campagna di Emiliano</h3>
<blockquote><p>Più di 80 i manifesti tarocchi finora creati e raccolti su Facebook.</p></blockquote>
<p> Un caso del tutto particolare viene dalla divisione under 30 e web della campagna a sindaco di Bari di Emiliano (senti intervista su Apogeonline). Dentro il gruppo <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=59871012234">Emilart / campagna elettorale</a> di Facebook (vero e proprio quartier generale della campagna online, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/04/10/facebook-la-politica-e-il-passaparola">ascolta l&#8217;intervista su Apogeonline</a>) lo staff di Emilab ha raccolto finora 86 manifesti tarocchi, sia <em>positive</em> che <em>negative</em>. E, secondo quanto ci racconta il responsabile Dino Amenduni, è in produzione un generatore automatico sulla falsariga di quelli di Paul The Wine Guy &#8211; per permettere a chiunque di cimentarsi.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1840" style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/04/emilart.jpg" alt="Una pagina della raccolta di manifesti tarocchi della campagna a sindaco di Bari, via Emilart" width="700" height="606" />
	<div>Una pagina della raccolta di manifesti tarocchi della campagna a sindaco di Bari, via Emilart</div>
</div><br/></p>
<ul><strong>APPROFONDIMENTI  E LINK</strong></p>
<li>Il generatore dell&#8217;<a href="http://www.paulthewineguy.com/post/97605415/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-delludc">Udc</a> e quello del <a href="http://www.paulthewineguy.com/post/98985451/ptwg-presenta-generatore-di-cartelloni-del-pd">Pd</a>
<li><a href="http://www.webgol.it/2009/04/22/politics-busting-allitaliana-i-cartelloni-delludc-e-del-pd/">Politics busting all’italiana. I cartelloni dell’Udc e del Pd</a>, su webgol</li>
<li><a href="http://www.corriere.it/politica/09_aprile_22/parodie_manifesti_elettorali_blog_web_5f388992-2f47-11de-89c1-00144f02aabc.shtml">Come ti tarocco il manifesto elettorale</a>, su Corriere.it (con tanto di galleria)</li>
<li>I due post di brainstorming creativo di Spinoza: <a href="http://www.spinoza.it/2009/acrostici-ludici">manifesti dell&#8217;Udc</a> e <a href="http://www.spinoza.it/2009/spingitori-di-cavalieri">manifesti del Pd</a></li>
<li>Il gruppo di Facebook <a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=70088&#038;id=838552450&#038;ref=nf#/group.php?gid=59871012234">Emilart / campagna elettorale</a> con manifesti taroccati della campagna di Michele Emilano</li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Hillary Clinton, l&#8217;interattività e la diplomazia 2.0</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/03/26/hillary-clinton-e-la-diplomazia-20/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 13:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Napolitano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hillary Clinton]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[governo e opposizione]]></category>
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		<category><![CDATA[Clinton]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Hillary Clinton sembra avere imparato la lezione del web 2.0. I suoi primi mesi da ministro degli Esteri dell'amministrazione Obama sono pieni di esperimenti in tal senso: dai viaggi interattivi al servizio sms – nell'ottica di una diplomazia 2.0]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Hillary Clinton ha imparato la lezione del web 2.0? Sembra di sì, almeno a vedere gli sforzi dei primi mesi da ministro degli Esteri nel governo Obama</p></blockquote>
<p>La sconfitta alle primarie democratiche è ormai lontana, ma la ex-first lady ha sicuramente fatto tesoro dell&#8217;esperienza della campagna elettorale e la sta mettendo a frutto, ora che ha un suolo ufficiale nell&#8217;amministrazione Obama. Nei suoi primi mesi da  ministro degli Esteri (“<em>Secretary of State</em>” è il corrispettivo americano) lo staff della Clinton sta compiendo sforzi significativi per creare strumenti che possano dare luogo a quella che è stata definita “<strong>Diplomazia 2.0</strong>”. </p>
<p>L&#8217;impegno è quello di rendere più vicine e comprensibile le problematiche affrontate nella politica estera, spesso considerata di attualità solo in caso di guerre, ma di cui si sottovaluta l&#8217;effettiva portata, anche per la carenza di un&#8217;informazione ricca, puntuale e facilmente comprensibile.<br />
Tra le prime iniziative vi è stata <a href="http://www.state.gov/secretary/trvl/map/?trip_id5">la mappa interattiva delle visite all&#8217;estero del Ministro Clinton</a> (in questi giorni in Messico, per la cronaca): cliccando sui viaggi già effettuati è possibile vedere anche foto, video e dichiarazioni relative a ogni meta.</p>
<div class="img " style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/03/clintonmap.jpg" alt="La mappa interattiva dei viaggi di Clinton nel mondo" width="700" height="421" />
	<div>La mappa interattiva dei viaggi di Clinton nel mondo</div>
</div><br/><br/></p>
<p>L&#8217;interattività non si ferma qui: a metà febbraio è partito anche “<a href="http://www.state.gov/r/pa/ei/ask/secretary/120236.htm">Text the Secretary</a>”, la possibilità di mandare sms con domande relative alle missioni diplomatiche più impegnative in corso (ci sono anche quelle relative al <a href="http://www.state.gov/secretary/trvl/2009/119866.htm">viaggio in Medio Oriente ed Europa</a> svolto all&#8217;inizio di marzo).</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1804" style="width:700px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/03/textsecretary.jpg" alt="Il servizio per mandare sms ad Hillary Clinton" width="700" height="466" />
	<div>Il servizio per mandare sms ad Hillary Clinton</div>
</div><br/><br/></p>
<p>I social media sono quindi considerati un modo efficace per far conoscere l&#8217;operato dello Stato in paesi lontani e dare informazioni concrete sui temi in discussione: «Insomma, non banalmente un modo per far parlare bene degli Stati Uniti all&#8217;estero ma per promuovere un confronto di idee». <img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/03/hillaryusa.jpg" alt="" title="" width="170" height="221" class="alignnone size-full wp-image-1800" />Parola di <strong>James Glassman</strong>, funzionario uscente del ministero degli Esteri che, in <a href="http://publicdiplomacymagazine.com/perspectives/a-conversation-with-under-secretary-of-state-for-public-diplomacy-public-affairs-james-k-glassman/">una lunga intervista alla rivista Public Diplomacy Magazine</a> a conclusione del mandato, spiega che il network del ministero è mondiale e investe molto in programmi di scambio e in istruzione: «Facciamo molta ricerca, spendiamo circa due terzi del budget in questi programmi, ma la gente non lo sa. Vediamo il nostro ruolo come di facilitatori. [...] l&#8217;ambiente del web 2.0 ci può portare molti benefici».</p>
<p>L&#8217;amministrazione Bush, infatti, vantava già la presenza di <a href="http://blogs.state.gov/">DipNote</a>, un blog che documenta l&#8217;operato del ministero degli Esteri, aperto ai commenti, anche se moderati e soggetti ad <a href="http://blogs.state.gov/index.php/info/legal">una dettagliata policy</a>. Il governo Obama ha fatto ripartire il blog con molti aggiornamenti, una speciale attenzione ai social media e un <a href="http://twitter.com/dipnote">profilo dedicato su Twitter</a>. </p>
<p>Glassman spiega che questo processo di apertura, ormai in atto, è una cosa molto rischiosa da fare per il governo («siamo normalmente portati a volere il controllo» ammette nell&#8217;intervista). Ma parla anche dei progetti video avviati per il dipartimento della cultura affermando che non hanno idea di cosa succederà. Anche questa sarà una sfida per il ministro Clinton.</p>
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		<title>Metavid, tutta l’attività del Congresso americano, video per video</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/03/17/metavid-tutta-l%e2%80%99attivita-del-congresso-americano-video-per-video/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 10:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Video per video, tutta l’attività del Congresso americano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>«L’attività di Metavid nasce dalla constatazione che gli archivi delle trasmissioni televisive delle sedute parlamentari americane non erano liberamente disponibili e non consentivano una contestualizzazione e produzione di significato su quanto effettivamente discusso dai membri del Parlamento».</p></blockquote>
<p>Scrive Antonella Napolitano su <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/03/17/metavid-la-trasparenza-passa-dagli-archivi">Apogeonline</a> del progetto di archiviazione e rimediazione di <a href="http://metavid.org/">Metavid</a>, che «<em>si propone di creare un archivio di video dell’attività del Congresso degli Stati Uniti e di favorire la produzione partecipata di ulteriori elementi testuali. Lo scopo è permettere a tutti la ricerca di informazioni approfondite sia sull’operato dei parlamentari sia sui singoli progetti di legge</em>». </p>
<p>C&#8217;è anche un conflitto sui diritti dei video dei lavori del congresso, un piccolo caso di studio su Internet e disintermediazione. <a href="http://www.cspan.org/">CSpan</a> – storico canale di cronaca politica per politica junkie – si è sentito sfilare la poltrona da sotto il sedere e ha chiuso i rubinetti dei video, prima disponibili – nonostante i video riprendessero attività (i lavori parlamentari) che sono in quanto tali soggetti al pubblico dominio, e a disposizione di tutti. Dalla battaglia legale che ne è scaturita, è stata riaffermata infine (opero una sintesi) l&#8217;importanza degli archivi liberi e consultabili: la condivisione su Internet potrebbe dare a questi materiali, e tramite progetti tipo Metavid, un valore aggiunto impagabile.</p>
<p>LINK: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/03/17/metavid-la-trasparenza-passa-dagli-archivi">Metavid, la trasparenza passa dagli archivi </a></p>
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		<title>Paolo Guarino e l&#8217;Obama che serve anche a noi</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/03/14/paolo-guarino-e-lobama-che-serve-anche-a-noi/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 10:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Guarino e le differenze tra noi e Obama]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.apogeonline.com/wp-content/uploads/2009/03/paologuarino-200x150.jpg" alt="Paolo Guarino" />«Il problema principale della politica italiana nell’uso dei nuovi media non sono le tecnologie che bene o male ci sono, ma la cultura e l’apertura che permette di capirne velocemente il senso e usarle al meglio. La politica italiana continua a voler giudicare gli strumenti, invece e prima di semplicemente provare ad usarli». Sono parole di <a href="http://opslab.wordpress.com/">Paolo Guarino</a>, intervistato per una serie di interviste su politica e web su Quinta di Copertina. </p>
<p>ASCOLTA: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/03/13/affinita-e-divergenze-tra-obama-e-noi">Affinità e differenze tra Obama e noi</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intervista a Thomas Gensemer, l&#8217;uomo in più della campagna online di Obama</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/03/03/lintervista-a-thomas-gensemer-luomo-in-piu-della-campagna-online-di-obama/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 08:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'intervista a Thomas Gensemer, l'uomo in più della campagna online di Obama]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Vedi anche il <a href="http://www.guardian.co.uk/technology/video/2009/feb/18/thomas-gensemer-political-websites">video dell&#8217;intervista</a>: &#8216;We need a five year plan, not a five month plan&#8217;</p></blockquote>
<p> <a href="http://www.guardian.co.uk/politics/2009/feb/18/thomas-gensemer-online-election-campaign">G2 meets Thomas Gensemer, the man who masterminded Obama&#8217;s online presidential campaign </a> &#8211; è un articolo uscito qualche settimana fa su The Guardian. </p>
<p><strong>Thomas Gensemer</strong>, con la sua azienza Blue State Digital, ha curato la campagna online di Obama, mandato più di un miliardo di mail, costruito il sito/social network <a href="http://my.barackobama.com">my.barackobama.com</a> attraverso cui è riuscito a coinvolgere 13 milioni e mezzo di supporter/volontari e drenato più di 500 milioni di dollari per la campagna.  </p>
<p>Ecco un interessante passaggio sul <em>community management</em> online ma anche sul territorio della campagna di Barack Obama, un doppio legame di cui abbiamo più volte scritto, e il cui successo Gensemer lega all&#8217;esperienza di Obama (&#8221;Per Obama la tecnologia era un modo – forse l&#8217;unico – per trasferire le logiche tradizionali di una comunità attiva sul territorio ad un livello nazionale&#8221;):</p>
<ul>
<p><em>&#8220;The biggest thing is that the guy was a community organiser 20 years ago, and he knew that you as my neighbour knocking on my door meant more than a paid organiser or even himself knocking on the door.&#8221; Obama saw technology as the only way to transfer traditional community organising to a national level, with volunteers and donors signing up online and then being encouraged to go out to recruit further volunteers, hold meetings and house parties, spread the message.</em></ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;insediamento tra nuovi e vecchi media</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/02/03/linsediamento-tra-nuovi-e-vecchi-media/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 14:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<description><![CDATA[Le agende dei nuovi e dei vecchi media a confronto durante il periodo dell'insediamento di Obama – qualche differenza c'è, e l'Inauguration di Barack si propone sempre di più come il primo evento mediale davvero 2.0. Tra permanenza, focalizzazione e conversatività.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Abbiamo già scritto, prima durante e dopo dell&#8217;insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca – leggi i post con il tag <a href="http://www.spindoc.it/?s=inauguration">inauguration</a>.</p></blockquote>
<p>L&#8217;inaugurazione – o meglio: l&#8217;insediamento – di Barack Obama continua a far parlare di sé, in una sorta di attenzione lunga su cui in pochi, prima, avrebbero scommesso.</p>
<p>La cerimonia tenutasi davanti ad più di un milione e mezzo di persone infreddolite dai -10° della capitale americana e in conclusione di una tre giorni sceneggiata come un film hollywoodiano è stata una cerimonia molto abitata dai nuovi media, e da nuove forme di convergenza tra vecchi e nuovi media; come ad esempio l’esperimento – a parer di molti assai riuscito – della “convergenza emozionale” del classico streaming Cnn con la condivisione orizzontale di un social network come Facebook – di cui <a href="http://www.spindoc.it/2009/01/20/i-numeri-della-diretta-live-cnn-facebook/">abbiamo scritto a caldo</a>.</p>
<ul>Alcuni contributi per approfondire.</ul>
<h3>Intervista a Paolo Ferrandi</h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1684" src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/02/cnnfacebooklive-200x150.jpg" alt="" width="200" height="150" /><br />
Il primo è una mia intervista al &#8220;nostro&#8221; <a href="http://giornalismoparma.typepad.com">Paolo Ferrandi</a> su Apogeonline, dal titolo: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/01/23/linsediamento-20-di-barack-obama">L&#8217;insediamento 2.0 di Barack Obama</a>. In cui, tra le altre cose, Paolo, attento osservatore di politica americana dice: «Nel caso specifico dell’insediamento, per una volta e per davvero la tecnologia è stata al passo e all’altezza di quello che uno pensa possa fare: è l’emergere di un nuovo modello, che si appoggia a dei format precedenti e li innova, rendendo reali le comunità immaginate. L’inauguration di Obama è forse il primo evento tipicamente e tradizionalmente “mediale” dove i nuovi media hanno avuto una importanza così forte».</p>
<h3>Le due agende a confronto: nuovi e vecchi media</h3>
<blockquote><p>Ma non solo: <a href="http://mashable.com/2009/01/21/inauguration-impact-on-social-media/">Mashable pubblica altri numeri</a> dell&#8217;impatto dell&#8217;inauguration sui social media.</p></blockquote>
<p>Lo stesso Paolo <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2009/02/inauguration-rocks-the-web.html">segnala</a> un <a href="http://journalism.org/commentary_backgrounder/bloggers_ponder_every_aspect_obama%E2%80%99s_inauguration">approfondimento del New Media Index</a> per il Pew Research Center&#8217;s Project for Excellence in Journalism (cos&#8217;è il NMI? <em>The New Media Index is a weekly report that captures the leading commentary of blogs and social media sites focused on news and compares those subjects to that of the mainstream press</em>).</p>
<p>I due grafici qui sotto spiegano in sintesi i risultati della ricerca comparata sull&#8217;agenda dei nuovi media (svolta su motori e aggregatori di link vario) e l&#8217;agenda dei media tradizionali (rispettivamente in alto e in basso). Periodo di osservazione: dal 19 al 23 gennaio.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1679" style="width:436px;">
	<a href="http://journalism.org/commentary_backgrounder/bloggers_ponder_every_aspect_obama%E2%80%99s_inauguration"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/02/013009_0.jpg" alt="" width="436" height="750" /></a>
	<div>Bloggers Ponder Every Aspect of Obama’s Inauguration. By Journalism.org</div>
</div>
<blockquote><p>Il singolo evento dell&#8217;inaugurazione è stato un vero e proprio &#8220;titolo a tutta pagina&#8221; del social web: con il 63% dei post dedicati.</p></blockquote>
<p>Per quanto riguarda i new media, <a href="http://journalism.org/commentary_backgrounder/bloggers_ponder_every_aspect_obama%E2%80%99s_inauguration">scrivono</a> su PEJ «almost two-thirds (63%) of the links embedded in social media sites focused on a single story; the inauguration of Barack Obama, the country’s first African-American President». Circa due terzi dei link spesi nei social network si sono focalizzati su una singola storia: l&#8217;insediamento di Barack Obama. Il 63% dei link è davvero una percentuale importante!</p>
<p>La differenza con i maistream media è nel taglio dato alla centralità di Obama: questi ultimi hanno dedicato relativamente poco spazio all&#8217;insediamento per coprire il tema dello staff presidenziale, e dei primi giorni del presidente alla Casa Bianca: «Obama’s first week also dominated the mainstream press. But while the old media quickly turned away from the inauguration to the announcements and decisions during Obama’s first frenzied days in office, the online discussion remained more sustained on the implications of the inauguration itself».</p>
<h3>Permanenza, focalizzazione e &#8220;conversatività&#8221;</h3>
<p>La ricerca non s&#8217;arrischia in conclusioni di particolare rilevanza, limitandosi a segnalare altre discussioni in giro per il Web. Forse qualche punto comparativo, però, e inevitabilmente aperto e in progress, è possibile individuarlo, a suggello di un case study che ci ha raccontato come i nuovi media si siano – naturaliter – differenziati dai media tradizionali per una maggiore</p>
<ul>
<li><strong>Permanenza</strong> nel tempo: di una singola issue d&#8217;agenda – che quando riesce a fare il salto di scala e ottenere l&#8217;attenzione di molti, dura nel tempo e continua a produrre contenuti a catena;</li>
<li> <strong>Focalizzazione</strong> /diffusione: è intesa come capacità evoluta del web sociale – proprio di un ambiente ormai maturo – di far convergere l&#8217;attenzione di molti verso un evento o una issue specifica: il 63% per cento dei post lo dimostra (e anche tenendo conto e fatto salvo che parte di questa attenzione è stata ovviamente drenata verso le persone dai media tradizionali)</li>
<li><strong>Conversatività</strong>: ineludibile complemento dei precedenti due punti. L&#8217;insediamento di Obama, evento mediale a tutti gli effetti, si è ben prestato – anche grazie al modo con cui il quale è stato pensato e organizzato, con una attenzione particolare alla fruizione globale attraverso i nuovi media – a diventare oggetto/soggetto di una conversazione diffusa. Un evento fatto apposta per essere &#8220;parlato&#8221;: anche <em>live</em>, durante la diretta, modalità privilegiata di coverage dei media classici &#8211; grazie a streaming vari e ibridati con i social media.</li>
</ul>
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		<title>WhiteHouse.gov, obamizzare la partecipazione</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/02/01/whitehousegov-obamizzare-la-partecipazione/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 10:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
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		<category><![CDATA[Obama]]></category>
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		<description><![CDATA[Il nuovo sito della Casa Bianca, WhiteHouse.gov ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il sito è andato online a tempo di record, sostituendo il sito di transizione Change.gov</p></blockquote>
<p> Anche se in ritardo segnalo l&#8217;ottimo approfondimento della &#8220;nostra&#8221; Antonella Napolitano sul nuovo sito del presidente Obama pubblicato una settimana fa su Apogeonline: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/01/22/la-casa-bianca-alla-prova-della-trasparenza">La Casa Bianca alla prova della trasparenza</a> </p>
<p>E&#8217; un sito ufficiale, ma decisamente &#8220;obamizzato&#8221; – che lo staff new media del neo presidente degli Stati Uniti (diretto da Macon Phillips che ha scritto anche il <a href="http://www.whitehouse.gov/blog/change_has_come_to_whitehouse-gov/">primo post inaugurale</a>) ha mantenuto nella linea &#8220;stilistica&#8221; dei precedenti Barackobama.com e del già citato Change.gov.</p>
<p>Oltre al blog ufficiale (dotato di apposito rss) colpisce la dichiarazione di intenti sulla trasparenza e la partecipazione ai processi di governo. I provvedimenti meno urgenti, prima di essere firmati dal presidente, verranno messi a disposizione dei cittadini, in una sorta di <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/01/22/la-casa-bianca-alla-prova-della-trasparenza">peer review collettiva</a>: «Quanto alla partecipazione: nel primo post viene anche segnalata la decisione di pubblicare tutti i provvedimenti non urgenti e di consentire per cinque giorni la possibilità di controllarli e commentarli: una sfida significativa in termine di gestione delle informazioni, probabilmente senza precedenti. Questo tipo di azione riprende in realtà diversi tentativi di progetti collaborativi indipendenti per la revisione delle leggi e l’apertura al contributo dei cittadini: il più importante è PublicMarkup, creato dalla Sunlight Foundation, una fondazione molto attiva sul fronte della trasparenza dell’apparato pubblico».</p>
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		<title>I numeri della diretta live CNN + Facebook</title>
		<link>http://www.spindoc.it/2009/01/20/i-numeri-della-diretta-live-cnn-facebook/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 18:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[streaming]]></category>

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		<description><![CDATA[I numeri della diretta live CNN + Facebook ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive <a href="http://mashable.com/2009/01/20/cnn-facebook-inauguration-numbers/">Pete Cashmore su Mashable</a> dei numeri della diretta <a href="http://edition.cnn.com/video/fb/facebook.html?stream=stream1">CNN + Facebook</a>: un riuscito mash-up tra la potenza di trasmissione e di coverage video dei media tradizionali e l&#8217;orizzontalità diffusa della comunciazione del leader dei social network. </p>
<p>L&#8217;offerta – molto apprezzata anche da queste parti – prevedeva quattro canali live e on demand e una diretta in regia con interventi da studio. Accanto le chat, di due tipi: una con gli status update dei propri amici, e l&#8217;altra con quella di tutti i collegati da tutte le parti del mondo.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1658" style="width:500px;">
	<img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/cnnfacebooklive.jpg" alt="" width="500" height="310" />
	<div>Cnn + Facebook live</div>
</div>
<p>Scrive Mashable, <a href="http://mashable.com/2009/01/20/cnn-facebook-inauguration-numbers/">Mindblowing Numbers From the Obama Inauguration</a> (via <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2009/01/cnn-facebook-fanno-il-botto.html">paferro</a>): </p>
<p>The stats released, as of noon ET:<br />
1. There were <strong>200,000+</strong> status updates through the Facebook integration on CNN.com<br />
2. at that time, <strong>3,000</strong> people commented on the Facebook CNN feed per minute<br />
3. Obama’s Facebook Fan Page has more than 4 million fans and in excess of 500,000 wall posts</p>
<p>As of 11.45am, CNN:<br />
-had served <strong>13.9 million live video streams globally since 6am</strong><br />
-had broken its all time total daily streaming record (from Election Day) of 5.3 million live streams.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo speech di Barack Obama, e la nuvola di tag</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 18:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Issues e strategie]]></category>
		<category><![CDATA[Tag cloud]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
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		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[speech]]></category>
		<category><![CDATA[tag cloud]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo speech completo di Barack Obama, il video completo con tanto di giuramento e la nuvola di tag. Tutto a tempo di record.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il testo completo dello speech di Obama è su vari siti, a tempo di record. </p></blockquote>
<p>Di seguito le prime parole del <a href="http://www.nytimes.com/2009/01/20/us/politics/20text-obama.html?_r=1">discorso</a> appena tenuto da Barack Obama il giorno del suo insediamento: «My fellow citizens: I stand here today humbled by the task before us, grateful for the trust you have bestowed, mindful of the sacrifices borne by our ancestors. I thank President Bush for his service to our nation, as well as the generosity and cooperation he has shown throughout this transition».</p>
<ul>
<strong>LEGGI</strong></p>
<li>Il <a href="http://www.nytimes.com/2009/01/20/us/politics/20text-obama.html?_r=1">discorso completo dell&#8217;insediamento di Barack Obama</a> (sul New York Times)</li>
<li>Il discorso sul <a href="http://www.pic2009.org/blog/entry/president_obamas_inaugural_address/">sito ufficiale dell&#8217;insediamento di Obama</a> (Pic2009)</li>
<li>Il discorso con gli appunti quasi live di Marc Ambinder (<a href="http://marcambinder.theatlantic.com/archives/2009/01/warren_it_all_exists_for.php">prima</a> e <a href="http://marcambinder.theatlantic.com/archives/2009/01/_now_there_are_some.php">seconda</a> parte, via <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2009/01/il-discorso-di-obama-con-le-note-di-marc-ambinder.html">paferro</a>)</li>
<li>Altre <a href="http://roomfordebate.blogs.nytimes.com/2009/01/20/the-speech-the-experts-critique/">analisi del testo</a> dello speech (New York Times)</li>
</ul>
<h3>Il video, completo</h3>
<p>Il video, via Msnbc</p>
<div><iframe height="339" width="425" src="http://www.msnbc.msn.com/id/22425001/vp/28738177#28738177" frameborder="0" scrolling="no"></iframe><br />
<style type="text/css">.msnbcLinks {font-size:11px; font-family:Arial, Helvetica, sans-serif; color: #999; margin-top: 5px; background: transparent; text-align: center; width: 425px;} .msnbcLinks a {text-decoration:none !important; border-bottom: 1px dotted #999 !important; font-weight:normal !important; height: 13px;} .msnbcLinks a:link, .msnbcLinks a:visited {color: #5799db !important;} .msnbcLinks a:hover, .msnbcLinks a:active {color:#CC0000 !important;} </style>
<p class="msnbcLinks">Visit msnbc.com for <a href="http://www.msnbc.msn.com">Breaking News</a>, <a href="http://www.msnbc.msn.com/id/3032507">World News</a>, and <a href="http://www.msnbc.msn.com/id/3032072">News about the Economy</a></p>
</div>
<h3>La tag cloud dello speech</h3>
<p>Qui sotto il wordle (la nuvola di tag cloud) creato a tempo di record.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1653" style="width:500px;">
	<a href="http://www.wordle.net/gallery/wrdl/451880/Barack_Obama_Inaug09" title="Wordle: Barack Obama Inaug09"><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/obama_tagcloud.jpg" alt="" width="500" height="303" /></a>
	<div>Obama speech tag cloud</div>
</div>
<p><br/><br/>Un&#8217;altra versione, via <a href="http://puscic.tumblr.com/post/71843897/wordle-barack-obamas-inaugural-addres">puscic</a><br />
<img src="http://13.media.tumblr.com/eqZbVL4eviye8or7IFAmEslNo1_500.png" alt="tag cloud del discorso di Obama" /></p>
<h3>Il giochino multimediale del New York Times</h3>
<p>E&#8217; lo stesso giochino crossmediale che <a href="http://www.spindoc.it/2009/01/19/tutte-le-parole-del-presidente-il-solito-giochino-interattivo-del-new-york-times/">segnalavamo qualche giorno fa</a>, ovviamente <a href="http://www.nytimes.com/interactive/2009/01/17/washington/20090117_ADDRESSES.html">aggiornato al discorso tenuto da Obama</a>: è possibile, tra le altre cose, toccando le parole della tag cloud, visualizzare le parole nel loro contesto. </p>
<p><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/uploads/2009/01/obamatagnyt.jpg" alt="" title="" width="500" height="274" class="alignnone size-full wp-image-1667" /></p>
]]></content:encoded>
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