Cosa resta dopo la cremazione?

La cremazione assume sempre maggiore rilievo tra le persone in caso di morte di un caro. Al momento è un argomento ancora poco dibattuto ma con il passare del tempo diventa sempre più discusso per una serie di vantaggi che offre, soprattutto sul web.

Tra le domande più frequenti che riguardano l’argomento della cremazione costi, modalità di richiesta e autorizzazioni sono quelle a cui cercheremo di rispondere in questo approfondimento. Prima di procedere, tuttavia, vorremmo chiarire cosa resta dopo la cremazione e cosa prevede il nostro ordinamento in materia.

Che cos’è la cremazione?

Molto semplicemente la cremazione è la riduzione in cenere di un corpo attraverso un apposito forno. Si tratta di una pratica antichissima che deriva dall’Asia ma che rimane immutata nei secoli dal punto di vista della sostanza: ardere il defunto e conservare i suoi resti in un’urna come alternativa al seppellimento. Si tratta di una pratica che fonda le sue origini nell’esigenza di purificare i corpi prima dell’arrivo nell’aldilà per impedirne il ritorno tra i vivi.

Secondo altre religioni questa pratica riduce il corpo al suo stato originario di polvere, quella da cui per l’appunto siamo nati. In realtà c’è da specificare che la cremazione non incenerisce i corpi perché lascia una miscela di frammenti che poi vengono sminuzzati e, solo al termine della procedura, ridotti artificialmente in cenere. Il processo termina con la consegna dell’urna che, come vedremo, può essere conservata in casa, in cimitero o dispersa in appositi luoghi.

La cremazione ai nostri giorni

Al giorno d’oggi la cremazione avviene all’interno di forni appositi e potenti che, secondo quanto previsto dalla legge, sono in grado di raggiungere dai 900 ai 1000 grandi centigradi. La camera interna si riscalda grazie all’arroventamento delle pareti grazie alla presenza di bruciatori a gas, fiamma diretta o resistenze elettriche.

La salma è adagiata su dei binari che la conducono all’intero della cella sigillata da una porta meccanica. Il corpo durante la cremazione va incontro alla produzione di gas che vengono espulsi attraverso un sistema di scarico con depuratore.

I frammenti vengono raffreddati e poi ripuliti dalla presenza di oggetti preziosi e parti metalliche per essere messi da parte e consegnati ai familiari del defunto. Solo successivamente le ceneri vengono polverizzate e trasformate in sabbia fine attraverso un procedimento della durata di due o tre ore.

La consegna dell’urna

Le ceneri vengono poi trasferite all’intero di un’urna di cremazione e consegnate al parente più prossimo che deciderà se conservarle presso il domicilio, presso il cimitero o se disperderle in un luogo in cui il defunto ha espresso interesse. In alcuni casi è possibile anche trasformare le ceneri in pietra preziosa per conservare in modo dolce il ricordo del caro venuto a mancare.

In Italia la cremazione viene praticata in circa il 10% dei casi, con una sostanziale differenza rispetto ad altri Paesi Europei. In Italia la cremazione inizia a diffondersi negli ultimi anni spingendo Stato e Regioni a collaborare per favorire un’omogeneità normativa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.