Lampade abbronzanti tra benefici a livello estetico e pericoli per la pelle

Utili nelle cure di alcune patologie dermatologiche e acceleranti del processo di invecchiamento, i pro e i contro di questi trattamenti estetici

Chissà come si è passati dal venerare le donne dalla pelle diafana, eteree e impalpabili come bambole di porcellana, a considerare la tintarella perenne un attributo indispensabile per essere considerati attraenti. Comunque sia accaduta questa rivoluzione dei consumi non si può far a meno di adeguarsi, e, se non si ha la fortuna di vivere in un Paese dove il Sole è presente tutto l’anno, si è costretti a rivolgersi alle lampade abbronzanti.

I medici tendono a sconsigliare l’uso frequente e prolungato delle lampade UV, negli Stati Uniti, patria degli abbronzatissimi tamarri di Jersey Shore, per dissuadere le persone da un uso eccessivo di questi trattamenti estetici, il presidente Barack Obama ha introdotto una nuova imposta del 10% su ogni trattamento abbronzante erogato dai centri, tranne se questo viene fornito per motivi di salute.

Prima di apprestarsi a fare una lampada bisogna prima sapere che ne esistono di due tipi: ad alta e a bassa pressione. Quelle ad alta pressione presentano un filtro blu scuro ed emettono una percentuale bassa di raggi UVB e una alta di UVA; mentre quelle a bassa pressione liberano una percentuale maggiore di UVB, i raggi più dannosi, quindi per queste lampade è sconsigliata un’esposizione prolungata.

I raggi UVA sono praticamente innocui per la pelle ma l’abbronzatura che causano è di breve durata, alla luce di questo sta a voi decidere quale è la più giusta per la vostra pelle.

I vantaggi delle Lampade Abbronzanti

Ovviamente il motivo più comune per cui ci si sottopone ad un trattamento di abbronzatura artificiale è sicuramente un motivo di tipo estetico. Il senso comune moderno vede le persone abbronzate come persone abbienti, e con una posizione sociale elevata in grado di prendersi spesso periodi di riposo per andare a prendere il Sole su qualche spiaggia caraibica, e, anche quando non si ha questa possibilità, si è disposti a tutto per ottenere il medesimo effetto.

Le lampade abbronzanti hanno però importanti utilizzi medici per la cura di diverse patologie come l’osteoporosi, la psoriasi, la vitiligine e il rachitismo. I raggi UV emanati dalle lampade aiutano il corpo nella produzione di vitamina D e nel conseguente rafforzamento delle ossa, producendo un vantaggio nei soggetti affetti da osteoporosi, malattia in cui le ossa si infragiliscono, causata sopratutto dal progredire dell’età, o da rachitismo, un tipo di deformazione ossea causata dalla mancanza di vitamina D.

Gli Svantaggi maggiori

Niente è dannoso se preso nelle giuste dosi, è sempre l’esagerazione che provoca danni, questo vale anche per le lampade abbronzanti, infatti una sola esposizione mensile per un tempo non prolungato non causa danni. Purtroppo però questo tipo di trattamento estetico tende a creare dipendenza in chi ne fa uso, perché ovviamente l’abbronzatura non è perenne.

Quali sono i danni più comuni causati dalle lampade? Senza citare patologie troppo gravi come i melanomi, l’uso inadeguato delle lampade causa in primis fotoinvecchiamento, infatti l’esposizione ai raggi ultravioletti danneggia gli strati del derma rompendo i ponti collagene della pelle, questa rottura porta alla comparsa precoce di rughe e di macchie cutanee.

Se inoltre si scelgono le lampade a bassa pressione, che emanano una maggiore percentuale di raggi UVB, è forte il rischio di eritemi, anche se l’abbronzatura è molto più duratura.

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