Le cose che non sapevi sulla cartomanzia e sui tarocchi

La cartomanzia si è ormai diffusa a macchia d’olio sia in Italia che nel mondo intero: sono decine di milioni le persone che, in un determinato periodo della propria vita, hanno fatto ricorso a uno dei tanti servizi di cartomanzia professionale sia online che offline, e dei diversi rami in cui si divide. Un particolare settore, la lettura dei tarocchi, presenta una serie di curiosità a molti di noi finora sconosciute.

Innanzitutto, il gioco dei tarocchi ha origini italiane: nasce a Bologna nel XV secolo d.C. Agli inizi del 1400 nasce l’interesse per le carte da gioco: risalgono a questo periodo i primi regolamenti e il duca di Milano, Filippo Maria Visconti, ordinò la realizzazione di un mazzo composto da 16 carte che rappresentavano divinità del pantheon greco.

I tarocchi entrarono a far parte delle arti divinatorie solo a partire dal 1700 e le prime tracce della sua esistenza come tale si trovano in un carteggio anonimo risalente alla massoneria, che cita 35 carte a valenza cartomantica ed esoterica, a ciascuna delle quali corrispondeva un simbolo. Il mazzo assunse quindi l’attuale composizione di 78 carte. Da questo momento, la pratica della lettura dei tarocchi si diffuse nel resto d’Europa.

Inoltre, per quanto paradossale possa sembrare, è stata dimostrata l’esistenza di un legame fra i tarocchi e la religione cattolica. Molte delle immagini riportate sulle carte contengono riferimenti alla Chiesa: basti pensare non solo al Papa e alla papessa, ma anche a figure quali l’eremita e soprattutto il bagatto. Quest’ultimo è un personaggio centrale e molto discusso: ufficialmente riconosciuto come credente che si ribella ai comandamenti e per questo riceve la condanna della Chiesa. Perfino il periodo in cui si pratica la divinazione segue il calendario liturgico: essa viene sospesa dall’8 dicembre al 6 gennaio.

Accanto all’interpretazione religiosa dei tarocchi, ve ne è una psicologica ancor più interessante. In particolare, gli Arcani maggiori sarebbero la rappresentazione del percorso di vita dell’uomo e dei nodi che segnano i momenti principali della creazione della sua identità: ad esempio la prima infanzia, fase iniziale della vita, è dominata dal gioco (incarnato nella figura del saltimbanco).

Un’altra caratteristica peculiare è l’esistenza di una tassazione sui tarocchi, al pari di quella presente sui giochi d’azzardo. Già alla fine del XVI secolo, per frenare la dirompente diffusione di cartomanzia, tarocchi e giochi d’azzardo, fu imposto un tributo che ancora oggi sussiste, sebbene non sia considerato più un deterrente.

Infine, è altrettanto curioso sottolineare che i consigli dei tarocchi non impongono alcun obbligo, ma piuttosto delle linee guida. Gli studiosi più rinomati sostengono l’esistenza di due possibili interpretazioni: una aristotelica, che analizza il simbolo basandosi sulle metafore e approfondendo poi l’analisi con spiegazioni razionalistiche, e quella neoplatonica, fondata sul messaggio divino che giunge al cartomante come un’emozione diretta e immediata.

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