Le materie prime nell’industria del packaging alimentare

Gli alimenti prodotti a livello industriale sono sempre più presenti sulle nostre tavole, ormai da vari decenni. Le materie prime che vengono utilizzate per contenere questi alimenti devono seguire dei precisi standard, decisi a livello comunitario.

Contenitori e contenuto

Lo scopo del packaging alimentare è diverso a seconda di qual è il prodotto che si deve confezionare. Alcuni alimenti infatti necessitano semplicemente di  un imballo non tossico, che li mantenga separati; in altri casi invece serve un packaging che impedisca all’aria di penetrare nella confezione, o anche alla luce.

Gli inquinanti esterni in molti casi non dovrebbero penetrare all’interno, per evitare di rendere inutilizzabili i cibi contenuti. Nel caso di fluidi, occorre anche che la confezione sia a tenuta e eviti a chi la compra di doverla gestire con grande attenzione, per evitare che si rompa accidentalmente.

Se si pensa ad un carrello della spesa medio settimanale, si trovano tantissimi diversi imballaggi, costruiti in modo diverso non per questioni puramente estetiche, ma essenzialmente per rendere possibile la produzione industriale e la distribuzione di un elevato numero di alimenti, molto diversi tra loro.

I materiali

Il packaging alimentare è costituito da tantissimi materiali diversi; il più classico è la plastica, ossia in genere il cosiddetto PET, o poliuretano. Ci sono però anche confezioni di carta, di alluminio, di vetro, di legno. Le direttive legislative che trattano l’argomento “imballaggi per gli alimenti” sono particolarmente restrittive, anche se il numero di materiali consentiti è molto elevato.

Con la sempre maggiore attenzione all’ambiente si stanno diffondendo imballi molto resistenti, ma anche facili da riciclare. Sono un esempio le leggerissime bottiglie in plastica, o anche i diversi film plastici che ci permettono di conservare frutta, verdura, pane, dolciumi, caramelle. Le materie plastiche e siliconiche per alimenti, come quelle prodotte da http://www.warcarulli.com/it/index.html, rappresentano un’elevata quota del mercato degli imballi per alimenti.

Questo perché è abbastanza facile produrre materiali atossici e di colori diversi, che abbiano una buona tenuta e che impediscano i contatti degli alimenti con l’ambiente esterno. Nella plastica si possono contenere anche fluidi di vario genere, compresi gli oli alimentari, senza rischiare che si disperdano. Oltre a questo molte materie plastiche hanno l’innegabile vantaggio di poter essere riciclate senza grossi problemi, in quote veramente elevate, fino a più del 60% di quanto utilizzato annualmente.

Le caratteristiche

Secondo le vigenti leggi il packaging per i prodotti alimentari deve avere alcune peculiarità essenziali, in modo da renderlo sicuro in qualsiasi situazione. Come prima cosa il materiale deve essere completamente atossico, quindi non deve trasmettere alcun tipo di sostanza nociva all’alimento che contiene, indipendentemente dalla sua natura.

Oltre a questo deve permettere di formare una barriera verso l’interno e verso l’esterno: se contiene fluidi, alimenti umidi o grassi, non deve permettere all’acqua o agli oli di fluire verso l’esterno. Odori e gas esterni non devono penetrare, ma neppure uscire dalla confezione. Oltre a questo buona parte delle confezioni di alimenti rispondono anche a dei requisiti di praticità.

Quindi sono facili da aprire e da riporre in dispensa, oltre a non  rompersi con grande facilità, ad esempio in caso di caduta o mentre vengono trasportati dal punto vendita o di produzione fino all’utente finale. Oltre agli imballi primari, quelli che sono a diretto contatto con il cibo, sono considerati packaging alimentare anche quelli secondari, ossia quelli esterni.

Per fare un esempio, nelle confezioni multiple si ha un imballo primario attorno all’alimento e uno secondario che contiene diversi pezzi di quel tal alimento. Oltre a questo nell’industria si possono evidenziare anche imballi terziari, ossia le scatole o le cassette in cui sono inserite diverse confezioni per il trasporto. Anche gli imballi secondari e terziari devono seguire alcune particolari norme.

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